Buona vacanza a tutti.

associazione prometeo massimiliano frassi

 

Buone vacanze. Il blog riparte a settembre, mentre rimangono attive le pagine sui social network.

Le donne (abusate) di Bill Cosby.

bill cosby stupratore seriale

 

Per capire la portata immaginatevi un mix tra Pippo Baudo, Mike Bongiorno e il Mago Zurlì. Un papà nazionale. Che con i suoi show incentrati sulla famiglia tradizionale ha diffuso buoni sentimenti a go-gò. Immaginativi dopo quasi 50 anni così di svegliarvi una mattina e scoprire ch quel Papà era (è) un essere vomitevole. Che drogava giovani donne per poterle stuprare, mentre a casa la moglie preparava la cena. Il mostro oggi viene chiamato in causa dalle donne che con un coraggio immenso (figlio di una cultura dove la parola vittima non ha la connotazione negativa e carica di sensi di colpa che abbiamo noi!!!!) si espongono e denunciano quella violenza, lontana forse solo nel tempo.
Lui è Bill Cosby, Mr. Robinson, di cui già parlai tempo fa nel mio blog. Loro le donne coraggio che oggi escono allo scoperto sulla copertina di New York lasciando una sedia vuota: quella per chi ancora deve denunciarlo. Oggi le mie eroine sono loro.

 

La condivisione del dolore.

arcobaleno

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.
A cura di Blog Staff.

<<La condivisione del dolore.
Sabato scorso ho assistito ad una conferenza tenuta da un 90enne, sopravvissuto ad Auschwitz. Quando in vista dell’arrivo dei Russi, il campo fu distrutto e fatto evacuare lui si nascose dentro ad un barile nelle cucine e lì rimase, immobile ed in silenzio per due giorni….quando uscì trovo solo morte e macerie. E silenzio: …”quello che mi mancò fu qualcuno con cui parlare, con cui condividere il mio dolore”.
Ieri ho incontrato una madre, le cui bimbe hanno subito abusi dal nonno. Insieme faremo un bel po’ di strada, perché è una persona eccezionale e io voglio solo circondarmi di persone così. “Sai Max, la cosa che più mi è mancata in questo lungo percorso di dolore, di inferno, è stata la mano di una amica. Un’altra mamma che mi battesse sulle spalle e mi dicesse ti ascolto e ti capisco. Qualcuno, con cui condividere il mio dolore”.
Insieme qualsiasi dolore si può annientare. E se anche non sparisce del tutto, perde forza. Quella forza distruttiva che solo il male ha e che impedisce alla vita di far sì che apriate quando bussa alla vostra porta. Insieme si può. Insieme nessun dolore è per sempre.
  >>

Intervista a Massimiliano Frassi. Conferenza al Quirinale in arrivo.

http://www.noidonne.org/blog.php?ID=06528

Massimiliano Frassi Solo amore

 

 

Sono i bambini a sedurre gli adulti.

pedofilia i bambini seducono 

Di processi persi e pedofili lasciati in libertà, sono piene le aule di (in)giustizia italiane.
Si perde per insufficienza di prove, perché si è lavorato malissimo in fase investigativa, per vizi di forma (a volte è bastata la mancanza di un timbro…), per incidenti probatori fatti (volutamente?) male, etc. etc.
Però l’ultimo caso da noi incontrato ci porta anche una nuova visione, un nuovo punto di vista.
Dalla relazione della psicoterapeuta chiamata dal Tribunale (una delle tante a libro paga dei pedofili..cosa questa che tutti sanno ma tutti tacciono…) si legge che: “la minore ha palesemente sedotto il Pubblico Ministero…quindi le sue spiccate capacità manipolatorie, portano ad affermare che abbia fatto lo stesso contro lo zio…che per tale motivo non ha alcuna delle colpe a lui inscritte”.
Ovviamente insieme alla bambina anche al mamma va sotto accusa,rea di “essere troppo ansiosa” (e già, perchè chi sa che la propria bimba veniva abusata e torturata in casa di solito sta tranquillo e non si agita).
Queste cose oggi capitano solo in pochissimi paesi. Uno è l’India, l’altro la Siria, dove i bambini abusati vengono poi linciati dalla folla…e l’altro l’Italia….

 

Condannato pediatra milanese: abusi su 11 bambini.

Condannato pediatra milanese: abusi su 11 bambini.

maurizio maria lazzari pediatra pedofilo

La prima domanda davanti a queste notizie è sempre “ma com’è possibile?”. Poi si capisce che dopo, col senno di poi, è serpe tutto facile. Ma quando ti capita, la “bravura” di questi soggetti è tale che non sempre riesci a capire. Ed intervenire. 14 anni col rito abbreviato sono (in Italia) una pena importante. Ancora di più se a riceverla è un medico pediatra. Il medico dei bambini. Che anziché curarli (era peraltro uno specialista in “dislessia”) li abusava. E poi con quella grande abilità che li contraddistingue, li minacciava e spaventava, cercando di mettere una barriera tra loro e i loro genitori. Spaventoso l’elenco dei capi di imputazione: violenza sessuale con l’aggravante delle sevizie e dall’età delle   vittime, stalking, corruzione di minorenne, adescamento di minorenni, atti persecutori, produzione e detenzione di materiale pedopornografico, esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta). Il pediatra che si spacciava infatti anche per psicoterapeuta aveva in carico tanti bambini di coppie in fase di separazione: le prede ideali. Tutta questa gigantesca indagine (svolta dal commissariato di Polizia di Lorenteggio) è partita da una sola denuncia. Da parte di una coppia di genitori il cui bimbo di 11 anni aveva ricevuto dei messaggi via sms che li avevano spaventati. Nei messaggi il medico paventava l’idea che se il piccolo avesse interrotto il percorso terapeutico con lui “si sarebbe suicidato!”. Negli stessi sms i genitori venivano definiti “sciagurati” e rei di non occuparsi del bambino. 14 anni lo ripetiamo sono una bella soddisfazione. Ora speriamo li faccia tutti e nel frattempo cambino le leggi e gli interventi. Perché prima o poi questo soggetto uscirà e ricordiamo tutti una cosa: i pedofili sono recidivi, quindi pericolosi a vita! Dimenticavo: il nome del pediatra pedofilo è Maurizio Maria Lazzari, anni 55, di Busto Arsizio. Mentre una domanda rimane in sospeso: l’albo dei pediatri l’ha rimosso vero???????

Il nostro eroe del giorno: il piccolo Christian McPhilamym

bimbo bullismo capelli cancro

Tempi duri. Di bullismo. Basato sulla più diffusa delle malattie: al cattiveria. Che si sposa col pregiudizio, con una cultura ancestrale e per questo difficile da sradicare benché oramai obsoleta. E pericolosa appunto. Maschilista e machista. Intollerante. Verso tutto ciò che è diverso. Ma proprio per questo , a volte, migliore, pulito, vero, sincero. Per questo ci vuole coraggio. Tanto. Per affrontare questo mondo. Soprattutto se sei un ragazzino e quindi meno attrezzato a combattere, resistere, sopravvivere. Lui però ce l’ha fatta. E ci dà un insegnamento pazzesco. Il suo nome è Christian McPhilamy, oggi 8 anni. boygrowslonghairchildrencancerwigstjudehospital6

A scuola è stato dall’età di sei anni vittima di bullismo. “Femminuccia, checca, signorina, frocetto” insieme a “vergognati, ma come si fa, ma chiuditi in casa” le espressioni all’ordine del giorno. Reo di portare i capelli lunghi. Di “assomigliare ad una femmina” e per questo picchiato, maltrattato, insultato. Lui ha resistito. E vinto. E quel sorriso. Che gli leggo negli occhi, dimostra che tutto questo dolore l’ha saputo gestire bene. Sicuramente avrà avuto giorno no, in cui pensava di mollare ma ha vinto. Ah, a proposito, dimenticavo l’aspetto più importante: il ragazzino non si è fatto crescere i capelli così, tanto per fare, o per seguire una bizzarra moda. L’ha fatto per poterli poi tagliare e vendere: affinché il ricavato servisse ad aiutare altri bambini. Malati oncologici.

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Forteto. Una vergogna italiana

Forteto. Una vergogna italiana

  Leggete qua, riceviamo e riportiamo:

http://www.sostenitori.info/forteto-dalla-camera-no-alla-mozione-bergamini/

 

 

 

Bill Cosby – papà Robinson – drogò ragazze per fare sesso.

bill cosby ammette l'uso di sedativi per fare sesso con ragazzeBill Cosby, papà Robinson drogò ragazze per fare sesso.
La deposizione è del 2005, ma solo oggi quei documenti secretati hanno visto la luce. Alla sbarra c’era uno dei più noti attori afroamericani, Bill Cosby, in patria una vera e propria star, noto anche da noi come papà nella sit-com Robinson. Cosby veniva chiamato a rispondere dell’accusa di stupro. Dal processo emerse, con tanto di conferma da Cosby, che l’attore negli anni ’70 aveva avuto in mano almeno sette ricette per un potente sedativo, il “Quaaludes”,. Durante l’interrogatorio (pure secretato fino ad oggi) l’attore alla domanda “l’ha usato per avere sesso con giovani donne?” ha risposto subito “sì”, salvo chiedere più avanti di cambiare la sua risposta perché aveva capito male la domanda e il sedativo l’aveva usato solo con “una donna, che portò nel suo camerino a cui diede il sedativo e con la quale (addormentata quindi! Ndr) fece sesso”. La popolarità di Cosby, oggi 77enne, è inutile dirlo, in caduta libera….ed è lontano anni luce da quella avuta negli anni 70 ed 80.

Sopravvivere all’inferno. Ce la si può fare. La storia di Edie.

“Io sopravviverò”.

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A chi partecipa al nostro coordinamento nazionale vittime di pedofilia, soprattutto se è all’inizio di un percorso, racconto sempre questa storia, la storia di Edie Eger. Partiamo da quando questa bimba, danzatrice provetta e talentuosa ha 16 anni. Si è già esibita nei teatri di mezza Europa ed ha davanti a sé, vista la giovane età, un sicuro futuro di grande successo. La vediamo scendere dal treno. Non è la prima volta che prende il treno per viaggiare ma stavolta è tutto così diverso. E caotico. Scende dicevo e davanti a sé c’è un uomo che divide i passeggeri in due file. Lei va a sinistra, mentre i suoi genitori a destra. Poche ore dopo loro moriranno. Gasati e poi bruciati nel forno crematorio. Di Auschwitz. E quando lei, sola, in una baracca chiederà “ma quando potrò rivedere la mia mamma ed il mio papà” le risponderanno: “eccoli, stanno uscendo ora da quel camino, vedi di dimenticarli presto”.

Alla sera in quella baracca torna l’uomo del mattino. Quello che divideva la gente in due file. Ha voglia di “divertirsi”, di “passare la serata”. Lei è magra, magrissima già di suo. A tal punto che l’SS che doveva tatuarle un numero sul braccio non lo fece perché “non ha voglia di perdere tempo e poi questa sicuro che la gasano subito”. Davanti a quel uomo austero, lei fa l’unica cosa che sa fare: ballare, mentre un altro carcerato suona in sottofondo un brano di Strauss. Lei balla, chiude gli occhi, pensa di stare su un palcoscenico prestigioso, in un teatro importante, davanti ai suoi genitori che commossi la applaudono. Sente il profumo dei fiori che le regaleranno, gli odori del teatro e volando via da lì, appunto, balla forse come mai prima d’ora. Lo farà ogni giorno. Per mesi. Ballando e sognando insieme. E così si salverà.
Facciamo un salto nel tempo: lei oggi. Vive in America, ha 5 nipoti, un bisnipote. Ha avuto due mariti. Ha uno studio pieno di statuine di ballerine di tutte le fogge. La chiamano “l’Anna Frank che ce l’ha fatta”. Per carità, a lei certo fa piacere, ma quando le dicono “che donna forte che sei” le si arrabbia e risponde: “non sono una donna forte ma una donna che sa cos’è la forza”.
Torniamo indietro di nuovo nel tempo: ancora là. C’è lei, una ragazzina minuta. Pesa 20 kg quando gli alleati entrano nel campo di sterminio e lei sta schiacciata sotto ad un blocco di cadaveri. Per fortuna un soldato nota che la sua mano trema, “è viva, questa è vivaaaa!”. Come è SOPRAVVISSUTA? Vi chiederete. “Pensavo al futuro. Passavo ore guardando i prati, contando i fili d’erba, il loro spessore. Tanto più un filo era grosso tanto più succoso sarebbe stato”. Ma più di tutto, Edie, ripeteva a sé stessa: “tutto questo passerà, è temporaneo, ed io SOPRAVVIVERO’ ”. Oggi. America. Lei si occupa di “sopravvivenza emotiva”. Insegna proprio questo. A sopravvivere, progettando il futuro. Partendo da sé stessa. Da quando bambina, senza alcuna speranza, danzò ogni sera davanti ad un uomo. Un uomo chiamato Joseph Mengele.
Massimiliano Frassi, Associazione Prometeo lotta alla pedofilia.

 

“Nessun dolore è per sempre”: www.associazioneprometeo.org

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