Romania. Nulla è cambiato. Le foto shock!

bambini della romania

I bambini poveri finiscono ancora oggi negli orfanotrofi….i genitori sono “contenti”, convinti che lì possano mangiare, sopravvivere…invece…Invece sono luoghi deputati all’abusi, alle sevizie, alla incompetenza di chi li dovrebbe crescere, alla morte…
Queste foto non sono mie. Non le feci più di 10 anni fa col mio reportage sui bimbi di Bucarest. Queste foto sono state scattate oggi, aprile 2015 d.C. In Romania ancora si muore negli orfanotrofi. Per la colpa di essere bambini. Peggio se poi con più o meno gravi disabilità.
Massimiliano Frassi i bambini delle fogne di Bucarest 2015

Conferenze Massimiliano Frassi “Solo amore”

Massimiliano Frassi, Solo amore

Massimiliano Frassi, Solo amore

Viva la vita….. <3

Dalla pagina Facebook di Massimiliano.
A cura di Blog Staff:

Massimiliano Frassi Solo amore

 

Ieri ho ricevuto una sorpresa bellissima…sono passate a trovarmi mamma e figlia…la bimba oggi ha quasi tre anni e dall’età di due mesi a 4 mesi fu abusata dal nonno che (x fortuna) fotografava anche i suoi abusi…la mamma tornando a casa perché aveva scordato il cellulare lo trovò in flagranza di reato e chiamò subito i carabinieri…lui negò dicendo che lei era impazzita…poi la bimba fu visitata (…) …e nel suo cellulare trovarono le foto (da qui il mio “x fortuna”)…ieri dicevo sono venute a trovarmi. Ed è stata un’emozione bellissima.
Tenerti in braccio…giocare con te…farti l’imitazione di Peppa Pig (in versione bergamasca: un successone!)…è stato  solo amore. Vedere quel tuo sorriso…quei tuoi occhi che sanno di mare…la tua gioia…la tua vivacità…quel male non ti ha per niente sporcato dato che sei una bimba serena. Così come dopo grandi difficoltà serena lo sta tornando ad essere tua mamma. Che ogni qual volta perde la rotta e punta verso il dolore del ricordo, basta che ti guardi. E spunta la gioia.
Ti auguro una vita che ti somigli. Da oggi solo favole senza orchi né lupi cattivi, hai già dato…e tra 20 anni più o meno, nel giorno in cui coronerai il tuo sogno di Principessa e vestirai proprio come Cenerentola andando incontro al tuo principe, guarda in un angolo. Ci sarà un uomo che non conosci. Che non dovrai conoscere perché l’oblio consegnerà al silenzio (così come tuo nonno, che per te sarà morto quando eri piccola….nient’altro che questo!). Quel uomo ti guarderà. Si commuoverà. E penserà: avevo ragione, nessun dolore è per sempre. Tu sono certo gli regalerai un sorriso. E poi procederai verso l’altare. Inutile dire che quel uomo sarò io, se la fortuna mi assisterà.
Intanto a te le mie coccole migliori. E la vita che ti meriti. Grazie piccolina. Grazie di cuore. Sorpresa più bella non potevi farmi.

Padre uccide pedofilo colto in flagranza di reato. E voi cosa avreste fatto?

 

Partiamo dalla notizia.
Siamo a Cuneo. Una famiglia cerca un insegnante di sostegno per il figlio di anni 12 e lo trova.
L’uomo frequenta la casa, tre volte a settimana dalle 16 alle 18, quando i genitori del bambino sono al lavoro.
Un giorno il padre, inaspettatamente, rientra prima. E sente le urla del bimbo. Che in camera sua piange. Entra di corsa e trova il maestro intento ad abusargli il figlio. Corre in cucina, prende un coltello, lo ammazza.
Quindi chiama i carabinieri, che arrestano lui e portano il figlio in ospedale.
Di pancia tanti di voi diranno: bravo! Ha fatto bene! Uno di meno!
Fermiamoci però a due riflessioni, più profonde , mettendo da parte ragionamenti di pancia.
1) da anni “insegniamo” qua in Prometeo a i genitori che vengono da noi che malgrado l’evidente mala giustizi, che sta dalla parte di chi abusa e mai di chi subisce, che non è la vendetta la soluzione. La vendetta fai da te rende gli abusanti martiri e accresce i sensi di colpa delle vere uniche vittime: i bambini abusati. Perché se è già duro che parlino e chiedano aiuto, quando lo fanno se si vedono poi portare via un genitore in carcere non collegheranno quella “sottrazione” alle colpe del pedofilo ma alla loro “colpa” di aver parlato.
b) un caso come questo (dove il genitore avrebbe dovuto massacrare di botte il pedofilo ma non ucciderlo!) è sintomatico della sensazione che la gente comune oggi prova. Quella cioè di non essere tutelata. Non possiamo sapere (e auguriamoci di non saperlo mai) cosa possa passare nella testa di chi si trova davanti un pedofilo che abusa del proprio figlio. Ma certo è  che a questo padre forse sono passate tante notizie. Di abusanti liberi e strafottenti. Di loro parenti identici in tutto e per tutto a loro. Di difese d’ufficio (già mi vedevo i titoli. “mio marito è innocente”…”fa il maestro da anni  e nessuno sei è mai lamentato, anzi…”…”lo conosco bene è una brava persona”…”frequenta l’oratorio, è stimatissimo”). E quindi ha scelto al via più facile. Ma per lui e la sua famiglia, più sbagliata.

Nota: malgrado questo a lui ed alla famiglia il nostro incondizionato aiuto. Se qualcuno riesce a farci contattare, noi ci siamo! Facciamo quello che altri fanno solo per i pedofili. E cerchiamo un legale preparato che lo difenda. Gratuitamente. Altra cosa che per chi abusa, accade sempre più spesso…(contatti: http://www.associazioneprometeo.org/cms/contatti ).

 

Cinque per Mille. A favore dell’infanzia violata

Aiutaci ad aiutare. Dona il tuo 5×1000 ai bambini di Prometeo.

5 x 1000 2015a

Hai subito abusi? Chiedi scusa!

femminicidio blog Massimiliano Frassi

 

Piemonte. Interno giorno.
Dovrebbe essere l’ultima udienza di un lungo processo. Lungo perché la legge italiana è così. Elefantiaca.
Lungo perché tra rinvii, giudici cambiati e altre pagliacciate, i tempi sono diventati davvero quelli di Matusalemme.
Ma non è di questo che vogliamo parlare, benchè già questo ci basterebbe, ma di una frase. Una sola. Detta dall’ex marito che per anni ha pestato selvaggiamente una donna.
Il quale oggi, convinto fosse arrivato il momento della sentenza, ha interrotto il giudice, con questa frase:
“Questa persona mi deve dire grazie”
“Perché è stata abusata all’età di Nove Anni
ed io ho deciso di sposarla lo stesso”.

Non crediamo serva aggiungere altro….

 

 

Medico pediatra a processo per abusi. Era recidivo….ma nessuno l’ha fermato!

medico pediatra pedofilo a Milano

Partiamo in breve dalla storia.
Il prossimo 23 giugno a Milano un medico pediatra (che si spacciava però pure come psicologo), e di cui abbiamo solo il nome Maurizio L. (anni 54) andrà a processo.
Il Pm Forno, figura di spicco nel campo della lotta alla pedofilia, dopo lunghe indagini lo porterà sul banco degli imputati per abusi su una decina di bambini, suoi “pazienti”, tra cui pare uno di nemmeno due anni d’età.
L’indagine è partita dopo che una coppia di genitori segnalò, con tanto di denuncia di stalking, un lungo elenco di sms che il proprio figlio a tutte le ore riceveva dal medico.
Fino a qua, oserei dire seppure nella follia, normale routine. L’ennesimo predatore che compie innumerevoli atti.
Ma la notizia ha un qualcosa d’altro che ci spinge alla riflessione che segue. Quel altro che purtroppo è anch’esso “normale”. Perché le cose nel nostro paese vanno sempre così.
Il medico infatti era già stato condannato per detenzione di materiale pedopornografico. Malgrado questo continuava ad operare a stretto contatto con i bambini.
Inutile dire
Ennesima dismutazione, come da sempre urliamo, che questo paese non è a misura di infante. Ma soprattutto, che il Garantismo becero e la mancanza di una presa di coscienza reale della gravità del problema pedofilia insieme alla acclarata serialità dei predatori di bambini, lasciano i nostri figli quotidianamente esposti: al peggiore die pericoli. Un tumore attualmente inestirpabile, chiamato pedofilia.
Urge una rivoluzione culturale. Un cambio drastico della rotta. Altrimenti la situazione infanzia violata nel nostro paese, sarà degna del Titanic. Grandi parole, inevitabile naufragio.

p.s.: invitiamo i genitori dei bimbi in causa, a contattarci. Tel. 0364 880593 o prometeobrescia@yahoo.it

Sopravvivere all’abuso. la vostra voce.

La vostra voce. Senso del nostro impegno.
Riceviamo e pubblichiamo:
testimonianza di abusoraduno nazionale vittime pedofilia 2012

“Scrivo alle 2 di notte per poter raccontare la mia storia , perché nessuno a parte me sa cosa ho passato. ho dovuto prendere il coraggio a quattro mani per poter scrivere , ora lo faccio perché questo segreto mi sta letteralmente divorando e perché chi leggera questa mia , non mi vedrà mai in faccia mentre la racconto . Sto piangendo come quasi ogni notte da quando sono piccola , piccolissima. Ho ricordi della materna quando mi cugino , forse 18enne , mi molestava.  Al tempo abitavo in una villa  a Napoli che apparteneva a mio zio . Lo stesso zio che era il padre del cugino molestatore . Non ricordo la prima volta , ma i primi ricordi che ho , sono di mio cugino che mi molesta . Ora leggo di un maestro di scuole elementari , accusato di violenza sessuale nei confronti di 9 suoi alunni tra gli 8 e i 13  anni, condannato a 10 anni….come a dire che per ogni bambino abusato , viene inflitto poco più che 1 anno . Quello che mi ha fatto mio cugino non è tra i più gravi , né tra i più violenti , ma mi ha ugualmente segnata per il resto della mia vita e ancora oggi , che ho 30 anni ,  non riesco a dimenticare né a perdonare . Semplicemente , credo che la gravità della situazione da parte di chi la subisce , purtroppo , non sia ancora ben chiara oppure sottovalutata . Perché chi subisce una molestia o una violenza non vive , ma ‘SOPRAVVIVE’ .”

1500 bambini disabili morti in Romania

romania anno zero

 

Lo scrissi anni fa. Più di 10. E, perdonate il manifesto delirio di onnipotenza, ancora una volta fui il primo a denunciare certe cose, usando parole pesanti (una su tutte il verbo: “deportare”).
Oggi le cronache riconfermano quanto dissi. E stavolta le cronache sono di chi là ci vive.
Parlo della Romania. E della situazione dei bambini disabili.
Una Ong locale, la Crj, ha denunciato con un dettagliato report (ricco anche di foto e testimonianze dirette) che negli ultimi 4 anni sono stati lasciati morire ben 1.500 (millecinquecento) bambini disabili, in istituiti chiamati nello stesso modo in cui li chiamai io, dopo averli visitati: LAGER!
Pesantemente sedati con psicofarmaci. Coi corpicini denutriti e disidratati ricoperti di sporco e lividi per le pesanti botte. Segni di abusi sessuali. Questi alcuni riscontri denunciati dalla Ong rumena che oggi chiede una campagna nazionale atta a far cessare questo olocausto silenzioso.

Femminicidio? E’ ORA DI DIRE BASTA!

Troviamo sul web e riportiamo qua questa eloquente immagine. Per dire basta al femminicidio!
A cura di Blog Staff.

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