Sopravvivere all’abuso. la vostra voce.

La vostra voce. Senso del nostro impegno.
Riceviamo e pubblichiamo:
testimonianza di abusoraduno nazionale vittime pedofilia 2012

“Scrivo alle 2 di notte per poter raccontare la mia storia , perché nessuno a parte me sa cosa ho passato. ho dovuto prendere il coraggio a quattro mani per poter scrivere , ora lo faccio perché questo segreto mi sta letteralmente divorando e perché chi leggera questa mia , non mi vedrà mai in faccia mentre la racconto . Sto piangendo come quasi ogni notte da quando sono piccola , piccolissima. Ho ricordi della materna quando mi cugino , forse 18enne , mi molestava.  Al tempo abitavo in una villa  a Napoli che apparteneva a mio zio . Lo stesso zio che era il padre del cugino molestatore . Non ricordo la prima volta , ma i primi ricordi che ho , sono di mio cugino che mi molesta . Ora leggo di un maestro di scuole elementari , accusato di violenza sessuale nei confronti di 9 suoi alunni tra gli 8 e i 13  anni, condannato a 10 anni….come a dire che per ogni bambino abusato , viene inflitto poco più che 1 anno . Quello che mi ha fatto mio cugino non è tra i più gravi , né tra i più violenti , ma mi ha ugualmente segnata per il resto della mia vita e ancora oggi , che ho 30 anni ,  non riesco a dimenticare né a perdonare . Semplicemente , credo che la gravità della situazione da parte di chi la subisce , purtroppo , non sia ancora ben chiara oppure sottovalutata . Perché chi subisce una molestia o una violenza non vive , ma ‘SOPRAVVIVE’ .”

1500 bambini disabili morti in Romania

romania anno zero

 

Lo scrissi anni fa. Più di 10. E, perdonate il manifesto delirio di onnipotenza, ancora una volta fui il primo a denunciare certe cose, usando parole pesanti (una su tutte il verbo: “deportare”).
Oggi le cronache riconfermano quanto dissi. E stavolta le cronache sono di chi là ci vive.
Parlo della Romania. E della situazione dei bambini disabili.
Una Ong locale, la Crj, ha denunciato con un dettagliato report (ricco anche di foto e testimonianze dirette) che negli ultimi 4 anni sono stati lasciati morire ben 1.500 (millecinquecento) bambini disabili, in istituiti chiamati nello stesso modo in cui li chiamai io, dopo averli visitati: LAGER!
Pesantemente sedati con psicofarmaci. Coi corpicini denutriti e disidratati ricoperti di sporco e lividi per le pesanti botte. Segni di abusi sessuali. Questi alcuni riscontri denunciati dalla Ong rumena che oggi chiede una campagna nazionale atta a far cessare questo olocausto silenzioso.

Femminicidio? E’ ORA DI DIRE BASTA!

Troviamo sul web e riportiamo qua questa eloquente immagine. Per dire basta al femminicidio!
A cura di Blog Staff.

stalking e femminicidio

Autolesionismo. Un effetto collaterale dell’abuso….

autolesionismo per le vittime di pedofilia

Colloquio con una ragazza…ad un certo punto mi chiede se può mostrarmi le braccia…lo fa…..immaginatevi
una lunga ragnatela di cicatrici e ferite fresche….si taglia…anche lei…ogni qual
volta il dolore bussa alla sua porta lei prende e si taglia…facciamo un
patto..non è la prima volta che lo faccio…mi faccio consegnare il taglierino,
le Gilette, o quello che hanno. In cambio offro la mia mano tesa…Ha funzionato
spesso….
Tagliarsi le braccia è un modo per dare voce a un dolore enorme. Paradossalmente
può essere pure il modo per capire e soffocare quel dolore, creandone un altro,
più tangibile, più visibile e per questo forse meno doloroso.  Se do un volto al dolore che ho nell’anima
rendo reale quel dolore e forse mi fa meno male, pur facendomi malissimo (scusate
il gioco di parole). …questa suppergiù la regola…Allora se il bisogno è quello,
fatelo uscire questo dolore. Trovando però altre modalità. Altre soluzioni. Raccontandolo
con un disegno. Scrivendolo. Non mostrandolo con una maschera che è appunto di
dolore anch’essa. Altrimenti alla fine ci sarà un unico grande dolore, manifestato
con maschere diverse….che insieme faranno ancora più male.

p.s. questi sono gli effetti collaterali dell’abuso. Che non mi stancherò mai
di urlare, non terminano solo con l’atto di per sé. Ma continuano nel tempo.
Mente i pedofili tornano alla loro vita. I loro partenti passata l’indignazione
ipocrita del momento ritinteggiano la facciata e si fanno i c***i loro e le
vittime continuano a stare male.

Riflessioni sulla madre che difende il pedofilo e fa pubblicare le foto dello stesso con la figlia.

Oreste Triassi

 

Riflessioni sulla madre che difende il pedofilo e fa pubblicare le foto dello stesso con la figlia.

Può accadere solo da noi. A Bergamo una donna fa pubblicare le foto della figlia con l’uomo che l’ha abusata. E lo difende!

 

Premessa. Prima di affrontare l’articolo leggere quanto segue.
1) di questa storia abbiamo più volte parlato: è il caso di Oreste Triassi, condannato la scorsa settimana. Oggi però ne affrontiamo una pagina parallela. Ma non per questo meno dolorosa.
2)da sempre porto avanti, dati scientifici alla mano, la dimostrazione pratica appunto che chi ha subito abusi non diventa un abusante (altrimenti starei dedicando la mia vita ad un mare di mostri).
Lo stesso dicasi, per fortuna,  di chi ha avuto pessimi esempi genitoriali che non diventa affatto un avanzo d’uomo (o di donna).
3) nel mio “lavoro” i danni peggiori li riscontro quando l’abusante è la madre.
Allora si rompe qualcosa, a volte per sempre, perché se chi ti ha messo al mondo arriva ad abusare di te, non vedi più speranza. Lo stesso vale quando chi dovrebbe difenderti contro tutto e tutti non lo fa, anzi, in questo caso poi addirittura non lo fa non per cecità o ignoranza ma per alleanza: con chi abusa.
In questo caso però, nel caso che state per leggere, la vittima ce l’ha fatta. Ed è importante che lo sappiate subito. Sta tornando alla vita, è amata e sa amare e oggi ha fatto i conti con una anagrafe distratta, che non le ha dato la madre che si meritava. Sarà la vita, ne sono certo, a ripagarla per quel amore rubato.
Lei è il mio esempio. La dimostrazione che anche quando scendi, perché trascinato, all’inferno, ne puoi uscire vivo. Forse un po’ bruciacchiato ma vivo. E pieno di amore. Mentre chi quel inferno ha generato, lì è destinato a restarci. Per sempre.
Perché come cantava De André “dal letame può nascere un fiore”.
Ma dai fiori, non nasce letame. Mai!

Su un giornale locale, pubblicato in provincia di Bergamo, appare una lunga intervista esclusiva. E delle foto. Benché la minore ritratta abbia il volto oscurato dai pixel trattasi di una vittima. Di abusi.
Fotografata sorridente insieme al suo carnefice.
A quello che un processo a tutto settimana scorsa ha ritenuto essere un pedofilo. E l’ha condannato ad anni sei di reclusione!
L’intervista ha un titolo già di per sé eloquente: “Non riesco ancora a credere…” e non ci stupiremmo più di tanto visto che a movimenti di opinione pro abusanti siamo tristemente abituati, se non fosse che l’intervistata è la madre della bambina abusata. Donna che supponiamo abbia dato lei le foto al giornale (non si spiega altrimenti come possano averle) e sempre lei abbia dato il permesso alla pubblicazione.
Ma al di là di questo aspetto, comunque gravissimo a prescindere da chi quelle foto le abbia date, restano le sue parole quelle che fanno male. Lei ancora oggi non crede alla figlia. Lei preferisce perderla per sempre, piuttosto che scusarsi. D’altronde dal processo abbiamo appreso che la donna aveva avuto una relazione col pedofilo (sposato e con prole. Chissà cosa ne pensa la moglie ufficiale? Marito pedofilo e fedifrago) e che rischia un processo solo per lei, per falsa testimonianza.
E allora torniamo al punto di partenza. Scopo di questo articolo (che più volte abbiamo riscritto per stare il più possibile sui fatti, accantonando quel emotività che qua è forte, poiché quelle foto fanno male):
pubblicare simili foto è, secondo la nostra opinione un atto grave quanto l’abuso. Non trovo ci sia differenza tra le foto diffuse dall’isis che mostrano bambini armati ed intenti ad uccidere e questi scatti: trattasi in entrambe i casi di folle propaganda. Giocata sulla pelle dei bambini.
Come rappresentante di una associazione che raduna più di duemila vittime di abusati da tutta Italia io pure ritengo questo fatto gravissimo.
Ma ancora più grave è il dare voce a chi dovrebbe restarsene in silenzio. E in quel silenzio interrogarsi. Sulla propria incapacità genitoriale.
Perché una donna che sceglie se stare dalla parte di un maschio da mettere nel letto, anziché l’amore di una figlia e contro questa ha il coraggio di fare simili scelte, dovrebbe solo vergognarsi. E tacere.
Un atto simile è a dir poco contro natura. Poiché anche nelle bestie più feroci è insita una difesa nei confronti dei propri cuccioli. Che qua invece non riesco a vedere.
E per questo non mi capacito.
L’importante però è quanto detto in apertura. La vittima, l’unica vera vittima, quella data in pasto a questo articolo peraltro pieno di dichiarazioni a dir poco vergognose (ma a questo ci penseranno i legali della bimba abusata), oggi sta tornando alla vita. Chi invece alla vita non tornerà più, perdendo la più grande occasione del mondo è questa madre, pardòn questa donna. Che da oggi nessuno credo possa appunto più chiamare “madre”.

Nota: il prossimo passo quale sarà? Parlo in generale, non del singolo episodio. Il prossimo passo dopo la foto di una bimba tra le braccia del pedofilo (col fine di farla passare per qualcosa d’altro, non scordiamoci questo passaggio!), sarà che ne so, forse pubblicare dei filmati? Magari dove i bambini fanno sesso, col fine di dimostrare che “provano pure piacere”? Non c’è davvero nessuno che tuteli l’infanzia in questo povero paese?

 

 

 

Bocchio: resta a tutti gli effetti un pedofilo. Ricercato!

giovanni bocchio ricercato pedofilo

Si è svolto giovedì scorso a Milano un processo. Ancora legato al caso Bocchio, pedofilo già condannato in primo, secondo e terzo grado. Non sto qua a spiegarvi che tipo di processo sia stato, sono quelle udienze che solo l’assurdo sistema italiano permette (ma certo non è stato un sesto grado di giudizio come qualche idiota ha detto, facendo passare l’informazione che i pedofili possono avere più gradi di giudizio). Il processo Bocchio si era già concluso con la condanna definitiva in Cassazione. E con l’udienza parallela di Milano di giovedì scorso ribadiamo che Giovanni Bocchio è un pedofilo. Ma soprattutto un pedofilo latitante in quanto scappato prima che gli arrivassero i carabinieri a casa per trasferirlo in carcere.
Se qualcuno avesse notizie su di lui ci contatti o contatti la più vicina stazione dei carabinieri/polizia/finanza.

Aristide Mazza: condannato dalla Cassazione!

Riceviamo e riportiamo:
Aristide Mazza

Respinto dalla Cassazione il ricorso presentato dai legali di Aristide Mazza, ormai ex insegnante di scuola elementare, oggi sessantacinquenne, accusato di violenza sessuale nei confronti di 9 suoi alunni tra gli 8 e i 13 anni, confermando la condanna a 10 anni. L’insegnante era stato arrestato il 17 aprile 2012 nella scuola di Palosco (Bergamo), dove lavorava da 34 anni, e ora si trova ai domiciliari in una struttura protetta. In primo e secondo grado era stato condannato a 10 anni in abbreviato. Oggi la terza sezione penale della Cassazione ha confermato quella sentenza, respingendo il ricorso dei suoi difensori.

fonte: L’Unione Sarda…che dà la notizia prima dei giornali bergamaschi……

 

 

Record di accessi ieri per il blog

blog più letto nella lotta alla pedofilia
Centinaia di lettere di solidarietà. Richieste di aiuto da parte di chi ha trovato la forza di raccontarsi. Tutto dopo il post di ieri. Grazie di cuore, a breve rispondiamo davvero a tutti, a costo di stare qua 24 ore filate!!!

Pedofilo condannato perchè esercitava ancora a contatto coi bambini!

blog pedofilia

Dalla pagina Facebook. A cura di Blog Staff:

Quanti sono i pedofili lasciati liberi da una Giustizia sempre in ritardo? E che non capisce che i pedofili sono tutti potenzialmente recidivi e quindi assolutamente pericolosi, infetti?! Pochi giorni fa è stato condannato un predatore di bambini. Per abusi? No. Perché continuava ad esercitare nelle scuole, tenendo addirittura corsi ai genitori su come relazionarsi coi figli (sic). Peccato che lo stesso fosse già stato condannato per abusi su bambini e fosse stato radiato dall’ordine degli psicologi. Un importante precedente questo che arriva dal Veneto (regione, va detto,  tra le più attive nella difesa dei minori) e che deve far riflettere!

La lettera di un padre e i danni dell’abuso.

pedofilia a Brescia

 

E poi alle 3,17 di notte ti arriva una lettera così. Da cui ometto alcuni passaggi, troppo “forti”, ma che nella sostanza resta quello che da sempre sostengo: a noi importano solo i bambini, uniche vittime, e li difenderemo anche a costo di sacrificarci per loro. Una solo cosa dico pubblicamente: credimi nuovo amico mio, nessun dolore è per sempre! E al tua “bambina” sono certo tornerà alla vita!

<< Gent.mo dr. Frassi, oppure Max, forse Max è meglio se me lo permette, anzi se me lo permetti ti chiamo così. (…)
Leggo oggi tramite mio fratello che è XXXX e in qualità di xxxx della Guardia di Finanza di XX  partecipa spesso ai tuoi corsi di formazione per le forze dell’ordine,  la lettera che hai ricevuto dalla figlia del bidello pedofilo condannato dalla Cassazione.
Tu non mi conosci. Anche se per questi soggetti sei l’untore che in realtà mi avrebbe convinto a denunciarli, tu non mi conosci e se ben ricordo entrasti nella vicenda a processo già iniziato. Se solo avessimo saputo prima che esistevi forse le indagini le avrebbero fatte diversamente, altro che untore, saresti stato il portatore di giustizia.
Ma non del processo ridicolo che voglio parlarti. Tu non sei Giudice e non lo sono io. No,voglio parlarti di mia figlia YY che a distanza di più di 10 anni benché maggiorenne sta malissimo.
Perché l’abuso non si estingue con l’atto sessuale. L’abuso te lo proti per tutta la vita e non ne guarisci più.
Lei la tenevano stretta per le braccia e alla gola e oggi le braccia e la gola sono ricoperte da chiazze rossissime che vanno e vengono. Ha degli eritemi che non puoi immaginarti e che nemmeno il cortisone riesce a spazzare via perché come hanno detto tutti gli specialisti sono di natura “psicosomatica”. Certo d’altro canto è una bambina “visionaria”, che accusa poveri innocenti bravi padri di famiglia quindi ci sta che sia visionaria (….).
….e come se non bastasse le braccia, dovresti vederle le braccia. Purtroppo ha ancora oggi atti di autolesionismo e le braccia sono una unica piaga rossa piena di cicatrici e tagli freschi. Sai papà, mi ha detto, quando mi taglio sto bene perché non penso a loro.
Loro sono quelli che lei è convinta ancora oggi tornino per ucciderla, perché ha parlato, perché li ha denunciati. Loro sono quelli per cui negli ultimi 10 anni lei ha dovuto prendere psicofarmaci e ha avuto problemi di alimentazione. Loro sono quei bravi padri di famiglia che tutti conoscono bene e che no figuriamoci se sono pedofili, meglio sparare a zero al Frassi di turno, perché contro la pedofilia siamo tutti a favore ma quando poi tocca nostro padre ecco che allora la pedofilia non esiste.
Mia figlia è arrivata all’età di 15 anni a pesare nemmeno 35 chili. Ha avuto mesi e mesi di ricoveri. Ha tentato due volte il suicidio. Non ha amici. Non ha amiche super esperte avvocatesse e criminologhe a quanto pare,  che la difendono e coccolano sui social network (……).
La nostra vita è finita là (….)…avremmo dovuto farci giustizia da soli, saremmo già usciti (….).
Io non so se mia figlia tornerà alla vita, tu Frassi vedo che oggi lavori sempre più con le vittime ma ti chiedo di tornare a fare quella lotta culturale che apre gli occhi alla gente e che disturba i pedofili. Io mi fermo qua. Ho già avuto due infarti e altro non posso fare. Ma non mi rassegno a vedere mia figlia spegnersi giorno dopo giorno. Lei ora non vuole vedere nessuno, però spero un giorno trovi la forza di venire da te.(…)
Cosa ne sa questa gente delle notti passate a cullarla come fosse una neonata perché sapeva per certo che sarebbero venuti a prenderla? Cosa ne sanno della festa di carnevale annullata a casa nostra perché ebbe un attacco di panico vero e proprio? Cosa ne sa degli sguardi degli altri bambini o delle loro mamme che la reputano infetta? Cosa ne sanno dei pasti saltati, delle notti insonni, delle vacanze al mare annullate dovendo tornar e a casa prima perché lei lì era sicura di averli visti in spiaggia e magari era solo qualcuno che assomigliava loro ma lei poi non dormiva più e stava malissimo? Cosa ne sanno degli amici che non vengono più a trovarti o del prete che tifa capire che è meglio se cambi oratorio e le fai fare catechismo altrove? Non sia mai che pure lì contagia qualcuno (….) O in realtà lo sanno, lo sano eccome perché loro ne sono la causa. (.…)
Io sono stato un padre di merda. Non ho capito. La lasciavo tranquillo a scuola e i suoi per me e mia moglie (e pure i miei genitori) erano solo capricci. I capricci che fanno i bambini perché vogliono stare a casa dall’asilo. Invece quei capricci erano il suo modo per dirmi ti prego salvami! E io Frassi, non l’ho salvata. Capisci? Non l’ho salvata! Mi toglierei la vita per questo ma prima voglio che lei torni a vivere, dopo potrò morire pure io  La mia vita non ha senso, ma ha senso che viva lei. Dimmi sarà così? Dillo a un padre che non ci crede più. E soprattutto promettimi che continuerai a darci voce(….) e se c’è qualche psicopatico che ti chiama guru ridici sopra. I tagli di mia figlia sono l’unica risposta che devi dare a loro (…).
Oggi è la festa del papà. Non so se hai figli. Ma so che ne hai tantissimi e tra questi spero un giorno anche la mia bambina. (…)
GRAZIE! >>

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