I believe I can Fly

I believe I can fly. 1/2

 

Quanto di voi conoscono (e apprezzano) la canzone “I believe I can fly”? O quella scritta per Celine Dion, “I’m your Angel”? Ecco, io sono uno di quelli. Da oggi sarà difficile però ascoltarle senza pensare che l’autore, R. Kelly sia un pedofilo/stupratore seriale. Grazie al movimento #MeToo in America si sono aperte delle investigazioni (finalmente serie! Dopo anni di rumors)  su di lui. Tantissime vittime stanno uscendo allo scoperto, con serie prove a suo carico. Prove e testimonianze finite in un documentario che sempre negli Usa sta facendo scalpore e che vi invito a cercare (per ora non c’è una “versione” italiana”). Il titolo è già eloquente: “essere sopravvissuti a R. Kelly”. Ricco di documenti e testimonianze, dicevo,  che provano una sola cosa: l’artista americano ha abusato per  20 anni di giovani donne e bambini. Colleziona materiale pedopornografico e non ultimo, pare  nella sua magione abbia, tutt’ora (fonte NY Times e tanti altri!) “ragazze plagiate per essere ridotte in schiavitù (sessuale)”. La Sony/Rca  ieri ha ufficialmente interrotto la sua collaborazione, stracciando il contratto discografico milionario che prevedeva due album in uscita nei prossimi anni, con relativi tour.

Gli artisti, assenti nel documentario, cominciano però ora che qualcuno ha finalmente alzato il coperchio del vaso, a far sentir tela propria voce. Lady Gaga in una lettera aperta ha scritto (parlando di una collaborazione con Kelly): “ Sto dalla parte di queste donne al 1000%, credo in loro, so quello che hanno provato, e penso che le loro voci vadano ascoltate e prese sul serio.

Quello che sto sentendo sulle accuse riguardo R. Kelly é assolutamente orrendo e indifendibile. Essendo io una vittima di abuso sessuale, ho fatto quella canzone e video in un periodo davvero scuro della mia vita, la mia intenzione era quella di creare qualcosa di provocatorio, perché non avevo ancora superato il trauma di quello che mi era capitato.

La canzone si chiama “Do What U Want (With My Body)”, e penso che spieghi chiaramente quanto la mia mente fosse annebbiata in quel periodo. Se potessi parlare con la giovane me stessa, le spiegherei di andare in  terapia per superare quel trauma, una terapia che ho intrapreso nel frattempo.

Se non avessi avuto quella possibilità avrei dovuto parlare con le persone, in maniera aperta, su quello che avevo passato.

La cantante rimuoverà dalle piattaforme digitali la canzone. Da Las Vegas dove oramai risiede in pianta stabile esibendosi ogni giorno,  Celine Diòn ha fatto sapere che anche lei toglierà da tutte le piattaforme di streaming legali la sua canzone, così come dalle esecuzioni dal vivo.

Detto questo aggiungo solo: ma ed il #metoo italiano?
https://www.youtube.com/watch?v=4q0nOYtZsGU#action=share

Thanks John Legend

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Apprezzavo già John Legend come Artista. Ora lo apprezzo ancora di più come uomo. E’ stato l’unico cantante, tra tutti quelli che hanno avuto a che fare con R. Kelly, a partecipare al reportage sugli abusi sessuali perpetrati per 20 anni da parte di quest’ultimo. Ed alla domanda sul perché l’avesse fatto, ha risposto: “è stata una decisione facile. Io credo a queste donne e non me ne frega un c@@o di uno stupratore seriale”.

 

#johnlegend

Festa di Natale a casa Prometeo.

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi:

 

Condivido queste pagine, che (rielaborate) finiranno nel mio prossimo libro (in dirittura d’arrivo…prometto!). Le ho usate adattandole appunto, per introdurre alla nostra festa di Natale, la bimba la cui foto ho messo ieri. Il nostro esempio. La nostra piccola immensa guerriera.
Le dedico a tutti i bimbi, da 0 a 100 anni che passeranno le feste in un reparto di ONCOLOGIA. In una corsia d’ospedale, in attesa del loro vero Natale. Il giorno in cui quel mal invidioso della loro bellezza si arrenderà, liberandoli.
Perché ce la faranno. Lo so. Non sarà una passeggiata, ma ce la faranno. E, ripeto, saranno per noi un esempio a cui attingere, da cui ricevere la forza necessaria.
Aggiungo che ce la faranno anche per chi non ce l’ha fatta. Glielo devono.

Siete mai entrati in un bosco? Dalla stessa parte, con la stessa visuale, prima d’inverno e poi d’estate? Se sì, sapete cosa sto per dire, altrimenti ascoltatemi e lasciatemi spiegare. D’inverno quel bosco sembra immobile. La fotografia di sé stesso. Un fermo immagine. Fisso e stabile. Nessun silenzio, se si esclude quel tonfo leggero, a tratti impercettibile che compie una foglia che cade. O lo scricchiolio di un ramo, che sembra annoiarsi e non resistendo più a tanta immobilità, si stiracchia. La neve, se c’è, non aiuta. Ed a sua volta blocca tutto. Ma se entrassimo in quel bosco d’estate. Dalla stessa porta d’ingresso, con la stessa visuale, lo spettacolo sarebbe diverso. I colori innanzitutto, che grazie ai raggi del sole sembrano brillare davanti a noi. Ed i suoni. Dal canto perpetuo, quotidiano eppure ogni volta diverso degli uccellini al solletico che fanno ai rami gli scoiattoli quando si rincorrono. E’ la vita. La stessa che durante l’inverno ai nostri occhi distratti latitava. Invece era lì. Silente. Paziente. Certa che prima o poi quel sole generoso sarebbe tornato e avrebbe ridipinto di colori l’intera foresta. Nessuno si era arreso quindi, anzi. Erano solo in attesa. Gli alberi, fuori spogli e tristi, sotto sotto con le loro forti radici lavoravano. Per riacquistare forze. E tornare carichi di foglie e di frutti più belli che mai. Gli animali pure. Al calduccio, zitti zitti nelle loro tane, aspettavano di poter tornare a vivere, là fuori, finalmente liberi e vivaci. La prima amica che vi presentiamo è uguale a questo bosco. Ed anche se l’inverno da lei è arrivato con largo anticipo, ha saputo lottare e aspettare. Che tornasse quel calore. Che rispuntassero quelle foglie. Vorrei sapesse che per noi è un grande onore conoscerla. Dire “siamo suoi amici”. E vorrei che davvero le passasse il concetto di quanto sia un esempio per noi tutti. Che da oggi ci lamenteremo un po’ di meno, soprattutto per le cose futili. Di lei vorremmo la tenacia e la pazienza. A dimostrazione che sì nessun dolore è per sempre, ma quella vita uno se la deve riprendere. Con volontà e sacrifici. Babbo Natale mi ha parlato tanto di lei. Ed io ho fatto lo stesso con lui. E senza saperlo ci siamo detti tutti e due una cosa: Lisa è una meravigliosa bambina. E quest’anno la nostra festa di Natale è dedicata a lei. GRAZIE. Da parte nostra. Infinite grazie.

 

Festa di Natale in oncologia pediatrica

Ancora pochi minuti e poi sarà magia. Gli operatori di prometeo entreranno nel reparto di oncologia pediatrica in qualità di aiutanti di San Nicolau. E consegneranno i vostri doni. Accendendo quei sorrisi che la vita ha provato a spegnere, con forza e ferocia. sarà un momento potentissimo. Emotivamente parlando. E man mano che riceveremo notizie vi terremo aggiornati. Per ora ancora grazie. A voi che l’avete reso possibile. La vita è un dono…che va sempre condiviso. <3

AGGIORNAMENTO BLOG.

apri le labbra

Cari amici del Blog, ci scusiamo per questa lunga pausa ma oramai sono i social il mezzo che usiamo di più, aggiornandoli praticamente ogni giorno. Questo blog ha fatto la storia della lotta alla pedofilia in Italia e ancora oggi riceviamo lettere da sopravvissuti che scoprendolo trovano la forza per uscire allo scoperto: e rinascere! Perdonate quindi se non sempre lo aggiorniamo. Intanto vi diciamo che in questi mesi abbiamo ovviamente fatto tantissime iniziative. Una delle più importanti ci ha visto andare al Festival del Cinema di Venezia ed alla Festa del Cinema di Roma, per supportare la proiezione di un corto intitolato “Apri le labbra”(diretto da Eleonora Ivone, scritto da Angelo Longoni e con Gaia De Laurentiis, interprete principale). Il corto ora girerà per i festival, poi potremo anche renderlo visibile , tra un po’ di tempo, nel web. Nel frattempo continuano i nostri incontri su e giù per l’Italia, il nostro corso per insegnanti e forze dell’ordine (solo quest’anno più di 1500 persone incontrate) e soprattutto i colloqui e il gruppo di auto aiuto (siamo quasi già a quota duemila pure quest’anno). Insomma, dalla parte vostra. Sempre!

massimiliano frassi
massimiliano frassimassimiliano frassi
gaia de laurentiis

AGENDA PROMETEO.

AGENDA PROMETEO. Mica stiamo con le mani in mano 😉 Giovedì 30 Agosto ore 20,30 nello spazio antistante il Caffè Rusconi di Darfo Boario Terme (Bs), serata di “musica, parole e solidarietà”. Con l’accompagnamento sonoro (e non solo) dei bravissimi Anna e Ambrogio ed i racconti del sottoscritto. Vi aspettiamo numerosi, passate parola e portate un po’ di amici. C’è bisogno dell’impegno di tutti.

Fine settembre: per la seconda volta quest’anno, un raduno nazionale vittime pedofilia di due giorni. Da non perdere, se si vuole sconfiggere per sempre quel dolore.

Ed a seguire, riparte il nostro corso di formazione permanente per le forze dell’ordine., con specialisti da tutto il mondo. (Polizia Postale e Scotland Yard tra i primi incontri già fissati).

A presto i dettagli. E tanto tanto altro ancora (tra cui i miei nuovi libri).

Buona continuazione di estate a tutti.

La relazione tra calcio e violenza domestica

Ho smesso di seguire il calcio da quando ho smesso di fare la raccolta delle figurine Panini. La mia unica partita ad uno stadio, per accompagnare i figli di un amico, fu fatta passando 90 minuti a guardare, esterrefatto, le tifoserie che si scontravano, tra insulti e botte, come se non ci fosse un domani, come fosse l’ultima battaglia per sopravvivere. Nessuno di loro guardava il campo da gioco…. “Meglio gli scacchi”, pensai…. Oggi leggo un dato. Appena pubblicato in Inghilterra dal Centro nazionale per gli abusi domestici. Quando la nazionale di calcio perde, le violenze domestiche aumentano: del 38%. Ma attenzione, non che vada meglio se si vince o pareggia. Anche in tal caso la violenza c’è, è registra un aumento del 26%. Durante i week end i dati possono anche raddoppiare. E se si esce da un torneo (vedi mancata qualificazione alla finale dei Mondiali, ad esempio) il picco sala ulteriormente. “La Coppa del Mondo porta con sé fattori di stress emotivo e situazionale, che creano una tempesta perfetta per quanto riguarda gli episodi di violenza domestica. Il passatempo è stato associato a un’impennata dei livelli di testosterone, che alcuni ricercatori hanno legato al comportamento aggressivo. I tifosi si avvicinano a ogni partita con una forte identità culturale, in modo da interiorizzare vittorie e sconfitte. Una competizione della durata di un mese significa che ci sono più discussioni tra i partner su cosa guardare in televisione. Le partite si svolgono spesso nei fine settimana e nei giorni eccezionalmente caldi, che sono di nuovo associati ad aumenti di violenza. E il torneo è pesantemente commercializzato, con molti negozianti e ristoratori che sfruttano l’opportunità di aumentare le vendite di alcolici, un altro fattore strettamente associato alla violenza domestica”, si legge nel suddetto report. Sarebbe interessante, e molto, fare la medesima ricerca in Italia….

Thailandia: liberate gli schiavi del sesso!

turista sessuale con prede

Prendo spunto da una riflessione analoga letta nel un post di un’amica per condividere lo stesso pensiero, con esempi e parole mie.

Non tutti i bimbi della Thailandia sono stati salvati come i piccoli calciatori finiti nella grotta. Molti dei loro coetanei, maschi e femmine, non supereranno la  maggiore età. Sopravvivono nei bordelli dove devono “soddisfare” le esigenze di almeno una ventina di clienti al giorno. Uomini (e donne) che da ogni parte del mondo da anni scelgono (anche) la Thailandia come meta preferita per i propri scopi criminali. Paese dove il tasso di hiv è ancora oggi tra i più alti al mondo, nonché causa del decesso di molti di questi esseri umani. Insieme alla dipendenza da droghe, usate per reggere i “ritmi di lavoro”.

Un paio d’anni fa , se vi ricordate, denunciai nel periodo natalizio che là si teneva l’asta della vergine: lo scenario infernale il seguente. Un grande tavolo per formare una passerella. Sopra delle “donne” che dovevano sfilare e sotto i partecipanti all’asta che per poche manciate di dollari, cercavano di accaparrarsi la merce. “Donna” e “merce” la cui età, per poter essere ancora vergine, non superava i 6/7 anni…. Ecco cara Thailandia, emozionante  (quanto impegnativo)  il lavoro che hai fatto per recuperare i calciatori, bellissima la solidarietà che ha smosso i cuori e le coscienze. Ora però se vuoi davvero che il mondo tutto ti sia riconoscente, libera i tuoi schiavi. E punisci realmente i predatori.

Cosa dite: copiamo e mandiamo in massa all’ambasciata thailandese? Giusto per pura coincidenza mi trovo qua un indirizzo mail: http://www.thaiembassy.it/index.php/en/contact-1/embassy

Ed a proposito di Thailandia. Ispirato al mio libro sui bimbi delle fogne di Bucarest (cambiano le coordinate geografiche ma il male no), un dialogo da vedere ed ascoltare attentamente, perché “Pattaya è il paradiso” per qualcuno ma “L’inferno degli angeli” per molti:

https://www.youtube.com/watch?v=qtTDOBQx7Ws

 

Pericolo Instagram per i minori

Bambini ed estate.
Continua la rubrica di riflessioni “estive”.

pedofilia su instagram

Stavolta parliamo (ancoraaaa) di telefonini e minori. Bimbi di sette anni con l’iphone in tasca, anzi in mano, non sono certo una rarità, anzi, semmai è il contrario. Bimbi educati ad usare quegli strumenti, ecco queste sì spono le rarità. Mi contatta un parroco. Nel suo oratorio 6 bimbe si scopre essere tutte state adescate da un pedofilo in rete. Tutte hanno Instagram. Tutte hanno tra i 9 e 10 anni. I genitori che mi appresto ad incontrare, al telefono mi dicono che alcuni di loro Instagram manco sanno cosa sia.  Purtroppo da quando ha la messaggistica Instagram è diventato forse il social più amato dai bambini. Mettono le loro foto e  chattano. In totale libertà. Libertà che mi permetto di dire NON devono avere. Ci deve essere sempre un controllo, un filtro a monte da parte dei genitori, che per questo devono informarsi su cosa i propri figli usano. E va fatto prima che sia troppo tardi. Continua….
p.s. nella foto una campagna inglese: “Incontriamo Susan. Un uomo di 42 anni che si spaccia per una ragazzina di 15. “Susan” e tuo figlio tredicenne hanno organizzato di incontrarsi al parco”.

 

p.p.s.: se volete, senza aspettare che ricomincino da settembre le conferenze, vi organizziamo anche per piccoli gruppi (di genitori e/o figli) dei mini corsi intensivi. Per aprire gli occhi! Altrimenti attivatevi fin d’ora e chiedete che da settembre se ne parli a scuola.

 

Tratto dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi

a cura di Blog Staff.

18 e lode a Massimiliano Frassi

Grazie di cuore ai giovani universitari di Bergamo che questo mese ci hanno dedicato la prima pagina della loro rivista.

A cura di Blog Staff.

 

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