Lettera dei bambini abusati in risposta a quella scritta per il pedofilo

pedofilia a solza parroco arrestato

 

Solza, arrestato don Diego Rota: sesso con minori, le intercettazioni.
…Ora in manette, accusato di sesso a pagamento con minorenni: come i suoi ‘colleghi’ di indagine, rischia fino a 6 anni di reclusione. Avrebbe partecipato a sette incontri, con due diversi ragazzi: li pagava 20 euro alla volta, fino alle decisione di regalar loro un cellulare.

Si faceva chiamare Marco, per non destare sospetti, ovviamente non indossava mai il suo abito talare: la location prediletta per gli incontri sarebbe stata il cimitero di Seriate. Gli inquirenti hanno reso note alcune intercettazioni: ai due giovanissimi don Rota avrebbe regalato una coppia di smartphone, da 399 euro l’uno.

I due ‘pezzi’ pregiati andavano ripagati però un po’ alla volta, in natura. “Per quante volte ancora lo dobbiamo fare gratis?”, chiedevano i ragazzi al prete. “In tutto sono 20 volte, ne abbiamo ancora 15. Ma se fai il bravo, e non mi bidoni come fai sempre, allora potrei scontartene qualcuna”. Venne quasi aggredito dal fratello di una delle due vittime. Li pagava 20 euro alla volta, li raggiungeva sempre a bordo di un potente Suv. FONTE : Brescia Today quotidiano on-line.

pedofilia solza

Come volevasi dimostrare il nostro articolo sulla lettera fatta firmare dai bambini della Cresima in DIFESA di un prete arrestato (dietro pesanti prove) per aver adescato alcuni loro coetanei ed averli abusati (“coetanei NON del paese SIA CHIARO!”, ci tengono a precisare, come se questo rendesse la cosa meno grave!), ha scatenato quello che non pensavano si potesse scatenare. Perché l’omertà, di suo, vive di silenzi e di complicità. E quando qualcuno alza il coperchio e mostra al mondo la pessima figura fatta, oltre che la bassezza morale a cui in difesa degli indifendibili, ci si spinge, ecco che anziché fare un giusto mea culpa, si alzano barriere e lanciano sterili accuse. Tante le lettere arrivate. Tutte di giusto sdegno. Alcune con prove che confermano la nostra denuncia pubblica, insieme all’invito a fare di più, per “aiutare chi non parla ma sa”. Tre invece a difesa di quanto accaduto. In una un genitore (che non si firma) scrive di “essere orgoglioso di aver fatto firmare la lettera a suo figlio, perché la Chiesa insegna a perdonare e lui a differenza nostra conosce i veri valori della vita “ (sic e doppio sic). In un’altra una madre, che si firma, dice in sintesi che la lettera non l’ha scritta la brava e pia catechista ma l’hanno fatta i ragazzi: cosa, perdonate, a cui non crediamo. Ma se anche fosse, allora forse i loro educatori tutti (genitori in primis), come le abbiamo risposto, hanno fallito in pieno il proprio ruolo educativo, se fin da piccoli insegniamo loro a stare dalla parte di chi abusa e NON di chi è vittima di abusi. La terza e ultima lettera invece ha un genitore (madre, padre, boh…) che sciorina il consueto “ioloconoscobeneèbravobuonobello “ ma soprattutto, e qua tenetevi forte per favore, “non può essere pedofilo perché mia figlia è bellissima e lui non l’ha mai sfiorata, nemmeno con lo sguardo”. Ora sarebbe interessante perdere due minuti per capire come si sfiori qualcuno con lo sguardo o come un genitore sappia che nessuno sfiora qualcuno con lo sguardo, ma non c’è tempo. Interessante semmai è ribadire che le vittime erano solo di sesso maschile e forse questa è la spiegazione scientifica, insieme al fatto che TUTTI i pedofili che agiscono su un numero elevato di bambini, possono stare con mille bambini e sceglierne anche “solo” due o tre, senza necessariamente abusarli tutti, o sfiorarli con lo sguardo. In conclusione prima di pubblicare noi una lettera alcune precisazioni: la prima è che non solo “non facciamo un passo indietro” come ha scritto sempre il soggetto ignoto dell’ultima missiva, ma ne faremo parecchi avanti. Dato che nelle altre decine e decine di lettere, oltre alla sana indignazione ed al disgusto, ci sono quelle di genitori che riportano notizie ben diverse dalle vostre. Inoltre specifichiamo che quando chiediamo di farci avere il video con la registrazione, lo facciamo pensando che qualcuno abbia ripreso la cerimonia, come SEMPRE capita in situazioni di questo tipo. Magari con una qualità migliore di quella di un telefono cellulare . Aggiungiamo che l’ultimo dei nostri problemi è attribuire a qualcuno la colpa di tale missiva. E anche se il vostro attribuirla ai vostri figli conferma l’idea che tutti si sono fatti di voi, il vero nocciolo è che quella lettera sia stata permessa. Che , tranne pochi genitori, tutti l’abbiano lasciata firmare, a prescindere che a scriverla sia stata una brava catechista, un bambino o il Presidente della Repubblica in persona. E se proprio ci tenevate a pregare per un pedofilo, affinché torni presto dai vostri figli, per par condicio, come si usa dire, potevate magari anche far firmare e leggere questa lettera:
LETTERA DEI BAMBINI ABUSATI. Cari adulti che avete fatto firmare ai vostri figli la lettera in favore del prete pedofilo, siamo alcuni dei ragazzini vittima di abusi da parte del vostro adorato Parroco. Poche brevi righe per parlarvi di noi: ragazzini dell’età dei vostri figli che si sono trovati in una situazione molto ma molto più grande di loro. Con adulti che di noi hanno approfittato. E che noi, sentendoci forse così un po’ più grandi, abbiamo cercato di “ripagare” chiedendo delle mancette o dei regalini. Gli stessi che tutti i pedofili di tutto il mondo danno ai bambini che abusano, ripulendosi la coscienza e facendo passare così l’idea che di fatto quei bambini “se la siano cercata e meritata”. Forse noi rispetto a tutti gli altri bimbi abusati una colpa ce l’abbiamo. Forse potevamo fermarci prima. Eppure la nostra vera età l’abbiamo sempre dichiarata e magari quegli adulti avrebbero dovuto farci ragionare, riflettere su cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato, invece, credeteci, l’unica cosa che volevano era che abbassassimo i pantaloni…  A noi serviranno ora anni di terapia, per capire se e dove abbiamo commesso un qualche errore. Per capire che la sessualità va vissuta da adulti e con adulti (consapevoli e consenzienti) e non con noi bambini. Cercheremo nella terapia di portare anche la vostra lettera, perché per un passo che noi facciamo in avanti, ce ne sono due che voi ci fate fare indietro. Leggendo infatti che pregate per lui e che quindi di fatto non credete alla Magistratura, pensiamo in cuor nostro che sia giusto il suo comportamento. Che chi delinque ha per lui tutte le difese necessarie, mentre chi è vittima deve pagare, sempre. Una sola cosa vi sentiamo di dirvi in chiusura: grazie a voi abbiamo capito che i bambini sono merce di scambio. Chi li usa per i propri piaceri e chi li calpesta per le proprie battaglie in difesa dei propri amici. Un pensiero va ai vostri figli. Che oggi imparano questo. Imparano che alla fine se cadono nella rete di un pedofilo che offre loro un cellulare, quel pedofilo non è colpevole, non paga, anzi per lui si prega. Ma più di tutti un pensiero va a quei bambini che oggi NON parlano, chissà forse magari proprio figli della vostra stessa comunità…già. Non parlano perché vi sentono difenderlo, perché alla cresima hanno dovuto pregare per lui, ecco mettetevi nei loro panni, voi parlereste? No. Quindi complimenti. Obbiettivo raggiunto e qua e solo qua, forse sta il senso della vostra folle omertà.
Nota: OVVIAMENTE la lettera è una nostra produzione e nessun minore è stato convocato per scriverla…. Giusto per ribadire anche le diversità nei nostri rispettivi modus operandi. Questa è la lettera che avrebbero potuto scrivervi e che scriviamo noi. Più rispetto per i bambini!

Bergamo come Caivano. L’omertà (e la complicità) ci sono ovunque.

pedofilia a solza

 

 

 

“Pedofilia: Bergamo non è Caivano”.
In realtà non esiste una zona franca, una Caivano e un Eden in contrapposizione. Alcuni mesi fa un parroco della bergamasca è stato arrestato. Amatissimo dai suoi compaesani si è scoperto far parte di una rete di pedofili che adescava ragazzini. Le intercettazioni ambientali e telefoniche, frutto di mesi di lavoro da parte degli uomini dell’Arma, hanno portato prove che definirei raccapriccianti….
Ora nel suo paese a breve ci sarà la Cresima per i bambini. Una solerte catechista ha redatto una lettera che verrà letta durante la cerimonia e che sta facendo firmare a tutti i bimbi. Solo tre mamme, su un numero elevatissimo, si sono opposte: poiché la lettera è di solidarietà verso il pedofilo.
Per ogni passo che facciamo verso la civiltà, ce ne sono due verso la Preistoria….!

a cura di blog staff.
dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi

Domani nuovo gruppo auto aiuto. Fate morire di fame l’abuso!

Domani da noi di Prometeo, in sede nuovo incontro del raduno nazionale “sopravvissuti” alla pedofilia. Tantissimi i nuovi amici che i arriveranno per la prima volta. Tutti con uno zaino pieno di dolore ma anche e soprattutto di sensi di colpa. Chiederemo loro di svuotarlo quello zaino, lasciarlo tutto lì e tornare a casa più leggeri, ma soprattutto più vivi.

L’abuso si è mangiato già abbastanza vita, ora fatelo morire di fame, inedia, incuria….

A domani bella gente <3

associazioen prometeo lotta alla pedofilia

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.
a cura di Blog Staff.

Parola d’ordine: stop ai sensi di colpa!

coordinamento pedofilia prometeo

<<Ora non cerco giustizia davanti ad un giudice reale ma con il mio giudice interiore invece si. Ho bisogno di capire e dirmi che non erano rapporti consenzienti.  .. che non faccio così schifo. Che posso fare pace con me stessa…Non ho detto no.. non l’ho mai detto all’orco..ho continuato a permettergli di fare, salendo in macchina anche quando mi aspettava davanti a scuola….>>
Rubo questa frase dalla lunga mail di una nuova amica di Prometeo.
E la unisco ad un’altra frase, di un’altra nuova amica, arrivata a noi pure lei in questi ultimi giorni:
“tu mi tendi la mano e io la prendo. Perché hai ragione tu, vale la pena vivere e vivere sarà la mia vera vittoria, dato che alla legge non sono bastati tutti i certificati che attestavano le violenze subite. Quindi vivrò, magari un po’ più sfiduciata verso le istituzioni, ma più forte e serena di chi mi ha ferito ma non ucciso. Se tu dici che non ho colpa, io che di te mi fido ti ascolto e me lo ripeto io xx NON HO COLPA!!!!!”.>>.
Due mail dicevo.
Un comune tema: il senso di colpa. Che per chi ha subito abusi è una costante. Liberatevene, prima possibile, ricordatevi che eravate solo dei bimbi, soli e indifesi, che non potevate davvero fare nulla o comunque nulla che vi potesse mettere in salvo. Assolvetevi e sì, VIVETE!
L’unica vera risposta al male.

 

I danni dell’abuso.

Recupero due foto, scattate esattamente due anni fa per un reportage per il Daily Mail, da Chris Arnade, il quale è sceso nei bassifondi di New York e nel quartiere “a luci rosse” per intervistare uomini e donne che in strada (soprav)vivono, si vendono, muoiono…. La prima foto è di Michael. 35 anni da 20 esatti in strada, da quando cioè se ne andò dato che i suoi non solo non l’avevano protetto dagli abusi sessuali subiti, ma addirittura a lui avevano dato tutte le colpe.

victim of abuse

Lei invece è Tiffany. Non so l’età. Ma so che è HIV positiva e che da anni si prostituisce.  A contagiarla “il padre di uno dei suoi figli”. Si prostituisce dall’età di 12 anni, dopo che fin dalla tenera età ha subito abusi.

sexual abuses
Dall’abuso ci si salva. Sempre. Tranne nel caso in cui la vita ci porta ad arrenderci al male, a non prendere (o cercare) una mano tesa. A pensare che quel dolore non passerà mai ed a lui arrendersi….

 

La mia lettera aperta alla piccola Fortuna

associazione prometeo + fortuna

Ciao piccolo Fortuna, sono passate quasi tre settimane da quando la tua storia è rimbalzata nuovamente su tutti i giornali e per giorni, sai, non si è parlato d’altro. Come sempre è stato un fiorire di esperti, morti di fama, ansa dipendenti. Tutti, o quasi, hanno sempre parlato solo degli adulti (pochi dei bambini): “del non dover generalizzare, che poi non sono tutti così omertosi, che lì c’è la povertà, che lo Stato non fa niente, che Gomorra è un’invenzione” e via dicendo per una sequela di qualunquisti luoghi comuni, politicamente corretti quanto moralmente corrotti. Qualcuno si è scagliato contro chi parlava del condominio dove ti hanno abusata e poi uccisa come del “condominio degli orrori”, dimenticando che forse sì non avrebbero dovuto farlo, perché di orrore lì c’è tutto il mondo intorno a quel condominio. Un mondo dove, in diretta televisiva (vi ho assistito di persona) un giornalista è invitato a lasciare la sua postazione perché a quell’ora (le 2 del  pomeriggio) si spaccia ai ragazzini e lui, con le telecamere, è di disturbo. Ma non è di quel degrado e di quel mondo lì che voglio parlare. Perché cadrei prue io nell’errore di  parlare dei “grandi”. La foto che ti mostro contiene tantissimi fogli. Stampati da quel giorno in cui il tuo viso è tornato a ricordare al mondo che ogni giorno, nella nostra povera Italietta, centinaia di bambini hanno il tuo identico vissuto. In ogni pagina una storia. Una richiesta di aiuto. Un grido di dolore. Loro sono ciò che saresti stata tu, se non ti avessero lanciata nel vuoto. Tu, tra 10, 15, 20 anni saresti arrivata a noi,  col tuo carico di silenzi e di Male. Appiccicato alla pelle come un indelebile tatuaggio. Zittito dalle lamette usate per tagliarti, autopunendoti per una colpa MAI tua. Magari pure con un ago infilato in braccia sottilissime, già compresse dall’anoressia. Eppure, malgrado questo, per tutte quelle ex bambine lì ci sarà una nuova vita. Una rinascita. Per chi mi ha scritto “non voglio continuare a stare così perchè farei la  fine di Fortuna” oggi c’è la speranza di una vita nuova, di una cicatrice da coprire per sempre o di una ferita ancora da cicatrizzare, ma sempre e solo nel segno della vita. Ti dico tutto questo perchè questo, forse, dà un senso al tuo volo, alla tua partenza. Tu oggi stai in un posto dove è impossibile anche solo pensare che a un bimbo venga torto un capello. Loro diventeranno quella mamma che tu non sei stata. Quel adulto che non sei potuta essere. Quel mondo che qualcuno, forse per gelosia, ti ha portato via.
Lo faranno anche per te, sappilo. Per te si laureeranno, si sposeranno, ameranno, vivranno, coloreranno al loro vita come meglio credono. E solo così, ribadisco, alla fine tutto avrà un senso. Mentre chi ha permesso tutto questo, purtroppo, non cambierà mai…ma come ho detto in apertura, qua si parla di bambini, non di (certi) adulti…
Ciao Piccola.

Fortuna-Loffredo-abusi-cronici-caivano

 

Pedofilo assolto: il figlio si toglie la vita. La mala Giustizia italiana.

Apro la giornata con una lunga telefonata…una mamma che si scontra contro la (mala)giustizia italaiana. Il pedofilo (ex marito, nel pc una robetta di 12mila file pedopornografici ed in cantina sacchi di giocattoli per “adescare i bambini”) ha abusato dei suoi due figli, per anni. Il maschio non ha retto al dolore inflittogli dal padre e si è tolto la vita. Il Giudce (donna!!!) ha più volte rinviato le udienze (una volta aveva “troppo caldo”) ed alcuni reati sono poi caduti in prescrizione (ch eper questi reati andrebbe revocata)….per altri c’è stata invece l’assoluzione per “mancanza di prove”, malgrado i files ed una perizia sulla bimba (disposta dal tribunale) dove per ben 30 pagine la si riteneva “assolutamente credibile” e “vittima di abusi”.
La signora oggi vive all’estero: un consiglio, cara amica, noi lotteremo con lei per il secondo grado, ma lei resti lì, non torni indeitro, questo NON è un paese che difende i bambini. E’ un paese sempre più a misura di delinquenti.

associazione Prometeo Massimiliano Frassi pedofilia

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi

a cura di blog staff.

Condanna in Cassazione per Pino La Monica.

Pino La Monica applausi come un eroe

 

Giuseppe La Monica, per gli amici Pino, l’educ-attore di Reggio Emilia, è stato condannato anche dalla Cassazione.
Aveva abusato di 9 bambine e deteneva 399 file pedopornografici ritenuti dalla Procura “di pedofilia estrema”.
In passato ci siamo battuti, e molto, per dare voce a questo caso: ricevendo minacce, denunce e quant’altro. Da chi, fuori dalle aule di tribunale, liberava colombe bianche simbolo di purezza in sua difesa (sic e doppio sic). Disgusto nel disgusto le interviste dello stesso che dichiarava tranquillamente che lui avrebbe continuato a tenere i suoi corsi e quelle dei supporter che glieli garantivano. O di chi diceva di voler fare un mutuo per sostenerlo.
Insomma, un folle complice teatrino, zittito oggi da questa terza ed ultima sentenza consecutiva di condanna.
Pinuccio La Monica però beneficerà degli sconti di pena. La Cassazione infatti ha rimandato alla corte d’appello, per un riconteggio della pena. Intanto quindi è ancora libero…. Libero sì ma con l’etichetta, indelebile, di PEDOFILO. Ed a breve in carcere ci dovrà tornare! Con la certezza che stavolta là dentro tutto diverso…..

pino la monica sentenza primo grado

Link utile:

Per Pino La Monica condanna confermata in Cassazione

PINO LA MONICA pedofilo

 

Nel blog trovate le passate sentenze e tutta la storia.

Lettera: Cara mamma…..

L’altra festa della mamma.
Stare seduto qua, al mio posto, significa ricevere ogni giorno un dono, immenso. Quello di potervi ascoltare, accogliere e da voi, imparare. Siete una quotidiana Lezione di Vita. Unica. Insostituibile. Incredibile a tratti. Perchè donate forza e coraggio, speranza e rinascita. E dimostrate che dal dolore, un grande dolore, possono nascere esempi meravigliosi.

Questo messaggio l’ho ricevuto ieri, in occasione della festa della mamma. Ed oggi lo condivido con voi.
Da leggere…tutto d’un fiato.

blog pedofilia festa della mamma

<<Auguri mamma.

Racconto poco della mia vita famigliare, perchè non ne ho quasi avuta una. La mia vita in famiglia è stata solo come una fermata alla stazione in attesa di una coincidenza che mi portasse da un luogo all’altro. Ottobre, partenza per il collegio dove studiavo,giugno finite le lezioni,ritorno a casa, luglio partenza per la campagna, ospite di uno zio fino a metà agosto. Fine agosto dopo soli 15 giorni a casa,partenza per la colonia estiva a xxx fino a metà settembre, poi 15 giorni a casa ospite di mamma e il mio patrigno, ad ottobre di nuovo collegio per gli studi. Questa è stata la mia vita fino ai 14 anni. Tutto questo andare e venire, mi ha impedito di avere un rapporto affettivo e stabile con mio fratello e mia sorella. Con mia madre mai nessun colloquio di nessun genere , non ricordo un bacio o un abbraccio. Crescendo ho imparato a detestare il comportamento mieloso e subdolo del mio patrigno, la sua folle gelosia, i suoi abbracci poco paterni, le bugie ed i segreti che mi obbligava a mantenere, il suo modo di avermi fatta crescere troppo in fretta, il suo modo di tenermi isolata dai miei coetanei, e sopratutto l’avermi negato il diritto allo studio, a 14 anni e mezzo, già lavoravo in una valigeria. PATRIGNO PADRONE! E mamma che non vedeva…o forse preferiva fingere di non vedere. E io bimbetta, e poi donnina a cui non era stato permesso di giocare con le bambole, in seguito donna sbagliata, dal cuore di bimba mai stata, desiderosa solo di non compiere mai gli stessi errori e orrori commessi da loro…. Forse ci sono cascata anche io.Sempre alla ricerca di dare l’amore che non mi era mai stato dato, Ho dato troppo, a troppi, e troppo spesso, a chi me lo ha solo rubato. Un matrimonio mal riuscito,la nascita di 3 figli che ho dovuto crescere da sola dopo la separazione da un marito padrone. Una convivenza di 11 anni con un uomo poco uomo e tanto animale. La storia si ripeteva, quello che credevo potesse essere un padre affettuoso specialmente con la mia bambina, si è rivelato un mostro. Stesso comportamento ossessivo, folle gelosia, isolamento totale dagli amici maschi, solo amiche femmine per la mia bambina, poi ho capito il perchè, quando le accompagnava a casa le molestava in macchina. Stesso obbligo di mantenere il tutto segreto con me usando l’arma del ricatto, la violenza psicologica che è facile usare con una ragazzina.. Ma a differenza di mia madre, io tenevo gli occhi aperti e volevo vedere e sapere, sono riuscita ad evitare l’irreparabile, ma ho sempre nel cuore il rimpianto di non aver fatto di più. Finita la storia,ho ricominciato tutto da capo, Quante cadute ho fatto ancora,ma non mi sono mai arresa, sempre più ferita e lacerata, ma sempre di nuovo in piedi… NON MI ARRENDERO’ MAI. Nonostante tutto ciò, non smetterò mai di donare amore, ma certamente non me ,lo lascierò più rubare…. Dare amore, non significa fare all’amore, dare amore vuol dire amare la vita nonostante tutte le sue bizzarrie. Si può amare anche una capra, un cane, un pesce rosso, una pianta, l’arte, l’universo intero di cui noi siamo i figli per poi sentirsi appagati e felici. Un’ultima cosa mamma, ora che non ci sei più te la posso dire: è  stato un amore a senso unico, ma alle volte è bello anche dare senza nulla ricevere  <3 .