Muore Pm anti pedofili. E loro festeggiano…. W l’Ita(g)lia!

muore pm anti pedofili e loro festeggianoDal nostro blog un saluto alla famiglia del Pm Federico Bisceglia, scomparso prematuramente per un “incidente” d’auto…..
Leggere che dei pedofili hanno festeggiato la sua morte non deve essere per la famiglia un motivo di dolore, semmai di orgoglio. Significa che lavorava bene. E dalla merda non può arrivare un fiore….
Grazie Federico, da lassù continua il tuo impegno in difesa di chi non ha  difese.

 

FONTE:
http://m.ilmattino.it/napoli/cronaca/bisceglia_morte_parco_verde/notizie/1211623.shtml

 

Riportiamo un articolo con la notizia dell’incidente:

<<Si era occupato, negli anni, delle vicende riguardanti la Terra dei Fuochi, degli appalti per la Coppa America di vela, dei rifiuti tossici a largo di Capri, della morte della piccola Fortuna. Il sostituto procuratore di Napoli, Federico Bisceglia, è morto in un incidente stradale sulla Salerno-Reggio Calabria, all’altezza di Castrovillari, in provincia di Cosenza. Aveva 45 anni.

Nell’impatto, avvenuto intorno a mezzanotte, è rimasta ferita anche una donna, portata subito all’ospedale di Cosenza. Entrambi si trovavano a bordo di una Lancia K che, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrata con le barriere laterali in un tratto rettilineo non interessato da lavori di ammodernamento, finendo fuori strada dopo alcuni testacoda. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale, i vigili del fuoco e il 118. L’autostrada, secondo quanto riporta una nota dell’Anas, è rimasta chiusa fino alle 5,00 del mattino, al termine della messa in sicurezza del tratto e la conclusione dei rilievi delle forze dell’ordine.

La Procura di Castrovillari ha disposto l’autopsia per accertare le dinamiche dell’incidente, dopodiché si svolgeranno i funerali a Catanzaro, dove Bisceglia stava rientrando per andare a trovare i familiari.

Da qualche tempo nella Procura di Napoli Nord, Bisceglia era uno stimato magistrato impegnato in diversi filoni legati ai rifiuti e alle violazioni ambientali, di cui in più occasioni aveva discusso in incontri con studenti e cittadini. Tra le ultime indagini, quella relativa alla morte della piccola Fortuna, la bimba di 6 anni che precipitò dal balcone nel Parco Verde di Caivano (Napoli) e per la quale fu fermato un uomo con l’accusa di averne abusato.

Il Procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Colangelo, ha dichiarato di aver appreso “con dolore” la notizia della morte e ha espresso alla famiglia “profondo cordoglio e vicinanza”. Anche Legambiente Campania ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa “dell’amico Bisceglia, in prima fila nella lotta alle ecomafie”: “Ci mancheranno i suoi consigli, la sua competenza e la sua professionalità”, ha scritto in una nota il presidente dell’associazione, Michele Buonomo.>>

FOTNE: IL FATTO QUOTIDIANO

In uscita il nuovo libro di Massimiliano Frassi

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Il suicidio dei bimbi vittima di abusi

Torno ad affrontare un tema a me caro. Il suicidio dei pedofili. Ma prima di dedicare un nuovo post all’argomento riporto un mio vecchio articolo dal blog. Poiché se le pagine dei giornali vengono imbrattare con necrologi traboccanti di ritrovate verginità quando un predatore per senso di colpa o vergogna si toglie la vita, nessuno parla dei bambini che si tolgono la vita o pensano di farlo, “come unica via di fuga dagli abusi”. Eppur sono tanti, tantissimi. Più di quanti non ci immaginiamo. Ecco a loro oggi va il nostro abbraccio. Perché la parola morte non debba entrare mai nel loro vocabolario. Perché la sola idea di morire per vivere (paradosso pazzesco) stia lontana anni luce dal loro cuore , dalla loro testa. E soprattutto dalle loro azioni. Si può sopravvivere all’abuso. Anche al “peggiore”. Resistete!

http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-mio-ricordo-di-carlotta-fuggita-dagli-abusi-suicidandosi.html

Dalla pagina Facebook:
lettera di una vittima del maestro di karate pedofilo

Giornata della memoria…70 anni e , forse, non abbiamo imparato nulla…o comunque di certo abbiamo imparato poco…in un mondo che non protegge i propri figli o addirittura li arma non abbiamo imparato nulla…resta l’amore come unico vero antidoto…da dare in primis a chi hai accanto…in un cultura del contagio, che possa davvero riscaldare i cuori, riaccenderli e farli diventare l’unica vera soluzione, ad un mondo che ci piace sempre meno….
70 anni dopo, e sembra ieri…NO. Non vi dimentichiamo.

Pedofilo recidivo arrestato al centro commerciale di Pisogne

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi:

un pedofilo di 42 anni, sposato e senza figli, residente a Endine Gaiano (Bg) ma di cui non sappiamo il nome (qualcuno ce lo dice?),  alcuni mesi fa è stato arrestato perché preso in flagranza di reato mentre palpeggiava dei bimbi in un centro commerciale (Adamello – Rogno provincia di Bergamo). Ora terminati i domiciliari l’hanno nuovamente arrestato perchè riapparso in un nuovo centro commerciale nell’ara giochi dei bimbi (centro commerciale Pisogne – provincia di Brescia). ora la bestia predatrice tornerà ai domiciliari e questo suo comportamento sarà una aggravante di quanto fatto. ma la domanda che nasce spontanea è: come lo si ferma uno così?

Blog Staff.

Caro Nonno che abusavi di me…riposa in pace…

Riceviamo e pubblichiamo:
stop pedofilia

Caro nonno
Sono tua nipote…   Maria  ricordi?
Mah… Forse no o forse sì.
È passato tanto tempo.
Avevo 17 anni quando sei morto e ora ne ho quasi 55 .
Fa te… quanto tempo.
Quanto tempo.
Eppure, neppure in così tanto tempo sono riuscita a dimenticare.
Strano.
Neppure.
In così.
Tanto.
Tempo.
È andata sempre in peggio nonno.
Mi violentavi che avevo 2/3 anni.
Piccina ero. Non capivo.
Non ti racconto quello che mi facevi perché suppongo tu lo ricorda.
E già. Dai su… non si dimenticano certe cose.
Cose orribili, inimmaginabili.
Cosa ti posso dire: che sei stato un vecchio porco schifoso bastardo maledetto farabutto assassino?
Che mi hai rubato la vita?
Cosa ti posso dire. .. che anche a te era stato fatto questo e che quindi
Dovevi ripeterti?
Non sapevi che mi stavi portando via la vita?
Che non faceva differenza che tu sparassi, oppure no?
Sappilo ora: Il risultato era lo stesso. Viva Morta.
Vivere per me è come tirare un carro senza ruote.
E la so io tutta la fatica.
Tutta la fatica per tirare avanti, per di più senza capire.
Già, la mia mente per proteggermi ha rimosso.
Solo ora mi vomita addosso immagini indicibili.
Nemmeno questa possibilità.  Nemmeno la possibilità di raccontare.
Vomito Immagini e male.
Male di quello forte.
Profondo.
Più profondo del profondo dell’anima. Un male eterno, senza tempo.
Ci affogo certi giorni in questo male.
La mia vita, come quella di tutti, avrebbe avuto già le sue salite… non ne avevo bisogno, nonno.
Vorrei trovarti una giustificazione valida… te ne ho trovate tante sappilo.
Malato forse. Ritardato. Eppure, non ricordo tu lo fossi.
Ignorante sicuramente Sì.
L’ ho nascosto bene questo male.  Non si vedeva.
Sempre sorridente.
Va tutto bene.
Lo conoscevo solo io.
Ma chi era più attento se ne accorgeva.
Si accorgeva che qualcosa non andava.
Bastava un abbraccio che le mie braccia di botto cadevano lungo i fianchi. Il fastidio era indescrivibile.
Il non riuscire a sentire e ad amare per bene miei figli come avrei sicuramente fatto.
A dar loro il giusto affetto.
Paura anche solo di abbracciarli.
E qua mi fermo, perché se dovessi fare l’elenco di dove s’insinuano i tentacoli di questa piovra, sarebbe interminabile.

Chi mi ridà tutto questo.
Nessuno.
Peccato! Posso dire.
Potevo volare invece posso solo saltellare come una gallina.

E così ora mi ritrovo qua a cercare disperatamente di non cedere.
Che poi spesso mi domando che significa. Ho già ceduto.
Non mi sento male quando dico  questo.  È la realtà e va accettata.
Potrei raccontarti le cose belle che ho avuto e che mi hanno impedito di morire del tutto.
Pensa… ironia della sorte il regalo più grande e bello me lo hai fatto proprio tu. Tuo figlio.
Mio padre. Un papà di quelli con la P   maiuscola. Capace di voler bene e di un bene di prima qualità. Mani scure rovinate, callose, che mi stringevano le spalle forte sorridendo. Sì sorridevano pure le mani.
Forza, sento quando ci penso.
Molta forza.
Mi hai dato il veleno, ma anche l’ antidoto.

Ora, nonno, riposa in pace.
Riposa del sonno eterno.
Incurante di me, come sei sempre stato.
Non farai più male a nessuno e questo già mi rassicura.
Io continuerò a cercare pace come fosse acqua.
Pace dentro l’anima.
Me la auguro più di ogni
altra cosa e credo di meritarla
Almeno un po’……

Il senso del nostro Natale. Viaggio al Budimex 2014

MOS NICOLAE  2014

 associazione prometeo

Sembra ieri che siamo tornati da Bucarest e siamo già in partenza un’altra volta, è di nuovo tempo che Babbo Natale porti gioia ai bambini dell’ospedale Budimex.

Abbiamo lavorato intensamente nei preparativi, controllato e ricontrollato che ogni bimbo ricevesse doni in egual misura, preparato regali per ogni fascia d’età per gli arrivi in ospedale dell’ultimo minuto.

Ora tutto è a posto, abbiamo spedito 54 scatoloni,  rimane da preparare solo il nostro bagaglio personale che ogni anno si fa sempre più ristretto, dobbiamo  fare spazio alle ultime cose perché potrebbero servire per qualche bimbo.

Con Patrizia e Rocco raggiungo l’aeroporto alle 6 del mattino.

Il nostro aereo partirà con 35 minuti di ritardo, cominciamo bene……

Arriviamo a Bucarest intorno alle 12 circa, ci accoglie una città imbiancata dalla neve, il cielo è grigio, la pioggia che cade è ghiaccio ancora prima di toccare terra, fa molto freddo.

Andreea ci attende all’uscita, ci abbraccia felice di rivederci, carichiamo i bagagli e diamo inizio alla nostra avventura.

Arrivati a casa scopriamo che 20 scatole non sono ancora arrivate, speriamo arrivino al più  presto il tempo è prezioso per noi, Babbo Natale non si può far attendere.

Diamo inizio ai lavori,  scatola dopo scatola il tempo scorre veloce e si è fatto buio,non abbiamo notizie del corriere, lo chiamiamo più volte al cellulare senza mai ricevere risposta, poi finalmente ci comunicano che arriverà domani di prima mattina.

prometeo bambini di bucarest

Torniamo in albergo. La notte è passata senza che l’ansia mi abbia abbandonata, quelle che mancano sono scatole molto importanti, e se il corriere non dovesse arrivare??? Ma dopo varie peripezie alla fine tutto va a posto, il trasportatore al mattino arriva.

Verso le 12 facciamo un primo carico di farmaci e andiamo in ospedale per incontrare il primario.

Ci accoglie con un grande sorriso, la stima, l’affetto è reciproco  ci abbraccia come se fossimo parte della sua famiglia, parliamo dei nostri bambini, delle sue necessità. Si illumina in volto nel vedere i farmaci che abbiamo portato, la gioia per le mascherine, da giorni sono finite e non sapevano come fare.

Tra una chiacchiera e l’altra scopriamo che nella stanzetta accanto è ricoverato il ns. piccolo Alexandru, è stato dimesso e può tornare a casa per un periodo tra un ciclo e l’altro di chemio, ma non può viaggiare in treno. Sono giorni che aspetta l’arrivo di una ambulanza che porti in ospedale qualche ammalato, così lui può tornare a casa approfittando del mezzo. Il piccolo vive molto lontano e il viaggio è troppo costoso. Il medico ci assicura che entro domani mattina dovrebbe arrivare un nuovo paziente e Alexandru potrà tornare a casa. Decidiamo così che per lui arrivi babbo natale prima di tutti gli altri. Quanta gioia, incontenibile,  il piccolo guarda i suoi regali estasiato e sembra non credere sia tutto per lui.

prometeo al budimex

Tornati a casa riceviamo una gradita sorpresa, un calciatore molto importante, con la moglie appassionata di cucina, ci porta il pranzo, due enormi vassoi pieni di tartine di ogni tipo, carne, verdure, ed una splendida torta, il tutto per ringraziarci per quello che facciamo.

Siamo arrivati a sera, sembra tutto pronto, contiamo e ricontiamo i pacchi, spuntiamo e rispuntiamo i nomi dei bimbi, i sacchi trabordano di regali, eppure ogni volta che uno di noi si muove, chissà perché, aggiunge ora a uno ora all’altro un sacchetto di caramelle, un giochino, un quaderno in più…..

Prima di tornare in albergo come è ormai consuetudine di ogni anno, portiamo i regali ad Andreea ed Horia che abitano in Bucarest.

La bambina è non vedente, ogni anno la troviamo sempre più grande e meno spaventata, sembra ci riconosca. Ci aspettavano con ansia, subito Horia comincia a togliere dalla scatola i regali, ogni oggetto lo fa toccare alla sorellina e la spiega cos’è. Quanta tenerezza, quanto amore in questi gesti, mi rendo conto che faccio fatica a trattenere le lacrime. La mamma parla, parla racconta un anno della loro vita, di quanti problemi hanno e della fatica ad affrontarli, lei è sola nessuno che le dia una mano, ci ringrazia, lo fa continuamente anche mentre ci accompagna alla macchina.

Ci congediamo da loro e rientriamo in albergo, siamo esausti, domani ci aspetta la giornata più bella ma anche la più difficile.

Ho contato tutte le ore, i minuti di una notte lunghissima che non finiva più, finalmente è arrivata l’ora di lasciare la camera.

Abbiamo trasferito tutti i pacchi in ospedale e li abbiamo sistemati nella stanza delle infermiere, ora manca solo Babbo Natale, ma eccolo che arriva, bellissimo nel suo abito rosso, occhialini sul naso, barba fluente, pronto per regalare  un momento di felicità…

Da ora in poi è tutto un susseguirsi di emozioni, nella prima stanza ci sono due ragazzi grandi ed uno piccolo, i ragazzi esultano di gioia nel vedere entrare Babbo Natale accompagnato dalle renne cariche di doni. Il piccolino invece non sa se avere paura o no, ma quando vede i suoi regali è un’esplosione di gioia.

Nell’altra stanza ci sono 3 bambine, nel primo letto la bimba è senza capelli, molto pallida, con due occhioni strabici che rimangono fissi nei nostri per un attimo, poi tendendoci le braccia ci regala uno strabiliante sorriso. Ci guardiamo e….ma è lei??? ….si è lei !!!! è Ana Maria, le sta accanto un’assistente che la segue durante il ciclo di chemioterapia. Scopriamo così che anche lei è stata abbandonata dalla mamma e messa in orfanatrofio.

Di questa bimba vi racconto cosa ci capitò lo scorso anno.

Una operatrice di Prometeo ci aveva dato due lupacchiotti  pregandoci di darli tutti e due ad un bimbo/a, fu così che facemmo conoscenza con questa meravigliosa bambina alla quale regalammo i due peluches.

La sua storia è un poco “strana” la bimba è sola, non c’è nessuno accanto a lei, ha due occhioni che brillano, sono strabici, quando sorride il viso si illumina, diventa bello. Quando le consegniamo i suoi doni, lei tocca il cielo dalla gioia. Ci veniva difficile staccarci da quella piccolina. Al termine della festa ci accorgiamo con stupore che è rimasto un sacco da consegnare, eppure lo avevamo dato a tutti. Ricontrolliamo nuovamente e scopriamo che ci erano stati dati due nomi diversi ma la bimba era la stessa. Torniamo nella stanza e chiediamo dove possiamo trovare questa bimba e lei ridendo felice risponde….sono io…

Ora la cosa strana è che, anche quest’anno per questa bimba abbiamo preparato due pacchi senza rendercene conto. C’è sicuramente qualche cosa di “magico” che riguarda Ana Maria/Adelina.

Ci sono stanze purtroppo nelle quali non possiamo entrare,  i bimbi hanno le difese immunitarie troppo basse, mandiamo loro i regali e guardiamo i loro visi, tanto provati, stendersi in un lieve sorriso.

Ogni anno Babbo Natale mi regala una speciale emozione, quest’anno è stato l’incontro con la piccola Ana, 17 mesi, ammalata di leucemia. Le abbiamo consegnato tanti regali che ha guardato con attenzione, abbiamo tolto dal sacco una coperta e l’abbiamo aperta stendendola sul letto, da una piega è sbucata una stella, la bimba l’ha presa immediatamente, si è sdraiata appoggiandovi il visino, ed è lì in quei momenti che sembrano normali, ma che in realtà non lo sono, che il cuore impazzisce, batte ad una velocità incontrollabile e senti l’emozione che ti chiude la gola, poi la bimba si rialza tende le braccine, vuole essere stretta e coccolata, non c’è nulla al mondo di più bello.

In questa stanza ci sono tre ragazzine, la mamma di una di loro si fa vicina e sottovoce ci racconta che la figlia studia per diventare ballerina, ma ballerina di musica classica, non può far sapere alle sue compagne che è ammalata di leucemia perché ha paura che poi la scuola lo scopra e non le permettano più di ballare.  Ha dei capelli stupendi, lunghi oltre le spalle, un viso molto bello, ma pallido, diafano. La mamma ci dice che rifiuta la chemio perché non può perdere i capelli. Le promettiamo che il giorno dopo la nostra psicologa andrà a fare una chiacchierata con la ragazza e che saremo pronti qualora volesse a portarle una parrucca.

Le ore passano veloci, quanta felicità abbiamo dato a questi bimbi, ognuno con la sua storia di dolore che da oggi è diventata anche nostra.

Purtroppo quest’anno è accaduto un fatto increscioso, non dipendente da noi, ma da gente che ha lucrato sulle immagini dei bimbi malati, così che tantissime mamme non ci hanno firmato la liberatoria per fotografare i loro bambini, ma a noi non importa poiché li abbiamo visti con i nostri occhi.
bambini del budimex

Ora dobbiamo andare dai bimbi che sono temporaneamente a casa, ma che ci hanno raggiunto in ospedale per ricevere i loro doni.

Sono tutti lì che ci aspettano in spasmodica attesa, c’è Leo con la nonna e la sorellina piccola, Lucian con la mamma, la piccola Adriana dagli occhioni che ridono con il papà, Fabian con la mamma, Andreea con la nonna, Antonia con la mamma, Ana Maria con la mamma, Daiana con il fratellino e la mamma….. e così via uno dopo l’altro ritirano i doni da Babbo Natale, poi ci regalano i loro disegni. Sono diventati grandi e belli, è una gioia stare a guardarli.

Ritorniamo in reparto e facciamo un ultimo giro per salutare e controllare che tutti siano felici, distribuiamo gli ultimi dolci alle mamme, salutiamo tutti e da questo momento in poi sappiamo che faranno per sempre parte di noi,  sono entrati nel nostro cuore e da lì non usciranno mai più.

Abbiamo portato tanti regali, abbiamo dato e ricevuto tanto amore, mentre lasciamo l’ospedale possiamo dire…..ehh sì… Mos  Nicolae,  anche quest’anno sei stato grande.

Caterina x Prometeo, Natale 2014

bambini romania progetto prometeo

 

Ciao Loris …….

bambino ucciso dalla madre

Parole…tante…troppe…volutamente
soffocano ciò che ci ostiniamo a non vedere…mentre ricostruiamo plastici e
piani criminali, profili e alibi: le tue lacrime….la tua paura. Quello che hai
provato mentre il tuo mondo ti si è rivoltato contro. Con ferocia.

Impazzisco se penso ai tuo ultimi istanti….quando un bimbo chiede aiuto chiama
per prima la mamma, ma tu?

Forse l’hai supplicata…forse le hai chiesto di calmarsi…forse pensavi all’ennesima
sfuriata e poi….

Poi un silenzio. Che per chi ha fede sa di serenità…per chi resta di dolore e
rabbia….

Ogni volta che il mondo perde un bimbo in questo modo si deve fermare e interrogare.
Rimettere in discussione. In ogni sua parte. E poi rinascere……

Ciao Loris….Se puoi, perdonaci…..

Vederti sorridere è la ricompensa più grande. C’è vita dopo l’abuso.

Riceviamo e pubblichiamo con piacere.
A cura di Blog Staff.
coordinamento vittime pedofilia

Ho conosciuto questa splendida ragazza questa estate, precisamente il 3 Luglio dell’anno corrente, simpatica, sorridente, intelligente e soprattutto bella da spezzarti il fiato. Abbiamo subito iniziato a scherzare e ridere insieme e più la guardavo ridere, più mi rendevo conto di quanto fosse bella con quel sorriso stampato in faccia. C’è stato fin da subito un certo feeling, una certa chimica tra noi…

Una sera ci ritroviamo tutti quanti in spiaggia a chiacchierare ed esce fuori il nome di un’Associazione. Incuriosito, chiedo di cosa si occupasse tale Associazione e così, io e lei, continuavamo il nostro discorso a proposito di tale Associazione e dei progetti che porta avanti.

Nei pochi che seguirono venni a conoscenza di una piccola parte del suo passato.. Forse le avevo trasmesso qualcosa, qualcosa di buono, affinchè si aprisse con me e mi raccontasse determinate cose. Mi ricordo ancora bene la frase che le dissi quel giorno: “Ehi, anche se ci perderemo di vista e non ci sentiremo spesso, cosa molto improbabile, sappi che sei hai bisogno di parlare di qualunque cosa, o di sfogarti, io ci sono e son ben felice di ascoltare tutto ciò che hai da dirmi”.

MI rende così triste vederla alcune volte li col capo chino, immersa nei suoi pensieri.. Io vorrei vederla sorridere tutto il tempo, perchè è quello che si merita.. Si merita il meglio del meglio dalla vita perchè credo che una ragazza così, con la testa sulle spalle, possa capitare una sola volta nella vita e fin quando sarò al suo fianco sarò ben felice di contribuire a farle vivere la vita che ogni ragazza sogna, lontano da quei brutti ricordi.

In sostanza fin dal primo giorno è scattato il cosiddetto colpo di fulmine e tutt’ora stiamo assieme.

Mi sono promesso di dare il massimo e mettercela tutta con lei, ma credetemi, vi sembrerà strano, io non sento alcuno sforzo, alcun peso in tutto ciò perchè mi viene spontaneo! Poi provate a immaginare quanto io mi possa sentire felice quando lei abbracciandomi e stringendomi forte a se mi dice: “Tu non hai idea di quanto bene mi fai.. Se solo ti avessi conosciuto prima amore mio”.

Stare con lei, per me, è una favola e sapere che in qualche modo, anche se in una minima parte, riesco a contribuire a far sbocciare la sua felicità, mi sento il ragazzo più felice del mondo.

Vederti sorridere è la ricompensa più grande.. Ti Amo piccola mia. <3

Pino La Monica. La condana e il sostegno della fan.

pino la monica condannato in secondo grado

Come già annunciato venerdì in tempo reale, è stato condannato anche in secondo grado Pino la Monica.
Questo uno stralcio dell’articolo uscito sulla Gazzetta di Reggio online:

<<E’ stata ridotta di un anno e sei mesi la pena per Pino La Monica, educatore di Reggio Emilia 41enne accusato di violenza sessuale su nove bambine a cui avrebbe tenuto un corso di teatro. La corte d’appello di Bologna lo ha condannato a 8 anni e 3 mesi perchè ha ritenuto sussistente un’attenuante, non considerata in primo grado dal tribunale di Reggio Emilia che lo aveva condannata a 9 anni e 9 mesi a giugno 2010. Abbassata anche la provvisionale prevista per le tre parti civili – costituite con l’avvocato Marco Scarpati – passando da 30 a 20mila euro. Il suo difensore Antonella Crippa voleva la cancellazione della pena, sostenendo che le bambine non erano credibili.>>

Pino La Monica condananto anche in appello

Questa invece uno stralcio di una conversazione avvenuta in Facebook e che ci hanno inviato.
A voi il commento:
“……lo conosco da quando ho 6 anni, non mi ha mai toccato con un dito. È una persona fantastica che due t******e invidiose e il gp di Reggio Emilia hanno voluto rovinare.
Non mi ha mai toccato in tutti questi anni e penso che se avesse voluto aveva qualcosa da toccare (sic)….”

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