Aiuto per Covid 2019 a personale sanitario, forze dell’ordine, famiglie e minori.

Riapriamo il blog per  segnalarvi questo:
SUPPORTO GRATUITO A FORZE DELL’ORDINE, PERSONALE SANITARIO DI OGNI TIPO, FAMILIARI DI PAZIENTI COVID E BAMBINI.
 
Lo stress a cui sono stati sottoposti gli operatori del servizio sanitario e delle forze dell’ordine ha bisogno di un supporto. Per essere rielaborato e , passatemi  il termine, “smaltito”. Affinché quel dolore enorme oggi affrontato non lasci dei segni indelebili.
Grazie al supporto degli terapeuti di Emdr Italia posiamo offrire, gratuitamente e su tutto il territorio nazionale, un servizio di counselling. Che può essere fatto singolarmente o a gruppi di massimo 3 persone. Usando Facetime, Whatsapp o Zoom.
Per info contata temi in privato o mandate una mail alla nostra segreteria prometeobergamo@yahoo.it ed entro al massimo 48 ore sarete contattati.
Inoltre abbiamo a disposizione un video con un intervento da parte della dr.ssa Giada Maslovaric sul tema dell’elaborazione de lutto per i bambini. Sono tanti quelli che hanno perso  un parente e spesso la famiglia non ha in questo momento le giuste modalità di intervento. Oltre al video diamo anche qua un supporto diretto ai familiari dei deceduti di Covid, bambino ma anche adulti. E stiamo pensando ad una nuova diretta.
Per quanto concerne il tema più strettamente legato a Prometeo, la segreteria è aperta per colloqui (con le stesse modalità )ad adulti vittima di abusi da piccoli e stabbiamo già preparato per alcuni insegnanti dei video sui temi che sono di più stretta attualità, uno su tutto l’utilizzo corretto di internet. Il tutto lo ripeto a è a titolo gratuito!
Quindi per favore, usateci!  <3

 

 

 

Le mei parole contro gli abusi.

Nessun dolore è per sempre

Ci risiamo…..

Ci hanno hackerato il blog ma siamo ancora qua…ma quanto dà fastidio la nostra voce?
A breve lo riaggiorniamo, prima facciamo un po’ di pulizia….

Pedopornografia nei gruppi Whatsapp.

Stamani l’ennesima segnalazione. Sono sei (di questo tipo) nelle ultime tre settimane. Gruppi Whatsapp di studenti (medie/liceo) dove vengono fatti circolare, con tanto di inopportuni smile e risatine fuori luogo, filmati pedopornografici. Questo ci porta ad alcune considerazioni: che riporto in (dis)ordine sparso: – immettere in un gruppo un filmato significa “diffondere materiale pedopornografico”: è un reato penale! E porta a delle giuste quanto gravi conseguenze – guardare quel filmato e riderci sopra, come fosse un qualcosa di divertente, ci porta a doverci chiedere dove stiamo sbagliando con nostro figlio. Che a sto giro ha surclassato la definizione, semplicistica quanto superficiale, di “bravata da ragazzino”. Tutti a quell’età, forse, abbiamo fatto bravate. Ma, di sicuro, non c’erano di mezzo bimbi abusati …. – altra riflessione: la facilità di trovare, anche per un ragazzino, simili immagini in rete. Immagini la cui sola fruizione crea non pochi problemi e che ci riporta al controllo (mancante) del telefonini da parte dei genitori. Potrei continuare, ma già su questo direi c’è buon materiale su cui riflettere…

 

whatsapp pedofilia

Diavoli

Diavoli… Ne ho incontrati tanti durante il mio percorso. Veri demoni, travestiti da uomini. In grado di lavorare per il male al massimo potenziale. Molte di queste storie se le avessi condivise mi avreste preso per pazzo… La sua di storia invece la sappiamo bene. Ma a mio avviso rischiamo di dimenticarla. Per questo periodicamente urge rispolverarla. Perché non cali il silenzio. Ma soprattutto perché, ogni volta che si avvicina una certa data, rabbrividiamo: la data è quella di un suo possibile “reinserimento sociale”.

Le ultime notizie (vere?) lo danno in una Rems (ex ospedale giudiziario) in Sardegna….magari con vista mare…ben tutelato e protetto da sguardi indiscreti … Chissà se anche lì riceve lettere dagli ammiratori. Chi mi segue si ricorda ancora quando andai a trovare in carcere un ergastolano che aveva subito abusi da piccolo…e che per un po’ di tempo fu costretto a stare nello steso carcere dove c’era lui…mi raccontò delle lettere d’amore che riceveva, dei soldi che un convento di suore gli mandava settimanalmente (insieme a sciarpe e maglioni fatti a mano)…allora come oggi mi chiesi se le stesse lettere e gli stessi aiuti siano mai arrivati alle famiglie…ma so già le risposte…

Il 7 agosto del 1993 (26 anni fa esatti ieri), uccideva, dopo averlo abusato un secondo bambino, Lorenzo Paolucci.

Un anno prima aveva ucciso con le stesse modalità Simone Allegretti, di anni 4.

Sfidando poi le forze dell’ordine, con messaggi dove si firmava “il mostro di Foligno”.

Se un giorno (e accadrà, o se accadrà) dovesse uscire. Se un giudice accomodante, grazie al lavoro di legali “accomodanti” lo portasse da uomo LIBERO nel paese dove viviamo, la responsabilità non sarà più la loro. Sarà la nostra. E non basterà un post di indignazione su Facebook, che tra un’ora sarà già surclassato da altre notizie. Servirà che NOI gli si faccia terra bruciata. E lo si tenga lontano da nostri figli. Perchè la promessa da lui fatta in carcere, “tornerò a colpire”, muoia con lui…

#parlatecidiluigichiatti
#pernondimenticare

chiatti

La mamma di Robertino.

Dalla pagina Facebook di Massimiliano.

A cura di Blog Staff.
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Post lungo ma che vi chiedo di leggere e commentare ( da evitare però nei commenti elogi personali. Sono banditi “bravi, angeli, etc. , etc., state sulla storia e su cosa si deve e può fare. Ve lo chiedo per favore).

Sabato con due operatori di Prometeo ho vissuto uno dei momenti più intensi , e se così posso definirlo, belli della mia carriera lavorativa e del mio percorso umano. Sono andato a Milano per incontrare mamma Francesca. La mamma di Robertino. Chi ha seguito almeno due mie conferenze conosce la storia a memoria. Chi ha letto il mio libro “Favole di bambini e dei loro orchi” la trova raccontata nel primo capitolo. Anni fa partecipai a Mattino 5 condotto da Federica Panicucci come ospite fisso per un certo periodo. Ogni volta dopo la messa in onda arrivavano in Redazione decine di telefonate. Di gente che si fidava e voleva incontrarmi. Una di queste fu quella di mamma Francesca. Andai ad incontrarla alcune volte a Milano e poi dietro sua richiesta decisi e promisi che avrei raccontato la sua storia. Promessa poi mantenuta e ripetuta credo almeno un migliaio di volte. Suo figlio fu ucciso, dopo essere stato abusato, da un pedofilo nel 1977. Pedofilo che non fu condannato, anzi. Lei fu ritenuta una mamma visionaria. E il pedofilo tornò a colpire. Abusare ed uccidere. Un secondo bimbo. Dopodiché, per fortuna, lo fermarono. Da allora lei è sola. Senza parenti né amici. SOLA! Il pedofilo invece, credetemi, solo non ha vissuto nemmeno un giorno. Dopo la trasmissione di cui vi dicevo restammo in contatto. Ci sentivamo spesso. Le lasciai il mio cellulare. Poi scomparve: a volte la chiamavo e non mi riconosceva ma poi mi richiamava poche ore dopo lei come se nulla fosse. Altre volte il telefono era spento. Fino a quando il telefono non fu disattivato. Vi confesso che pensai fosse morta o finita in qualche casa di riposo. Fino a quando non ho ricevuto un messaggio. Alcuni giorni fa. Da una commessa che leggendo la storia l’aveva riconosciuta, poiché ogni giorno accoglieva questa donna nel suo negozio. Facendole compagnia. E grazie a Facebook mi ha contattato. Per farla breve sabato appunto siamo andati a Milano (e riesco a scrivere solo ora perché il momento è stato così intenso che mi sono trovato completamente senza forze) e l’abbiamo incontrata presso il negozio dove lei ogni giorno va. Una grande catena dove le commesse oramai da un anno a questa parte si prendono cura di lei. Le fanno fare colazione. Le portano delle fette di torta che lei si porta a casa e le danno il permesso di circolare e guardare i vestiti ma soprattutto tra un cliente l’altro, stare con loro. Le fanno compagnia. Ho trovato una donna sola, minuta, ai limiti del barbonismo. Abbiamo fatto subito come regalo un buono dove poter comprare in quel negozio degli abiti nuovi. Ma ora urge che facciamo molto di più. Non lasciarla MAI più innanzitutto. Poiché sono convinto che questa consegna arrivi direttamente dal cielo. Cielo che oggi ha bisogno di prendersi cura della sua mamma che da quel lontano 1977 (dopo aver perso il figlio abusato e ucciso da un pedofilo in quel di Milano è rimasta completamente sola. Senza amici né parenti. Al gruppo di auto aiuto di Prometeo ho scritto questo messaggio: “Robertino poteva essere uno di voi e mamma Francesca la vostra mamma. Al contrario mamma Francesca poteva essere la mamma che voi siete e Robertino vostro figlio. Per questo credo che voi che ce l’avete fatta o che ce la state facendo oggi abbiate il dovere di occuparvi di lei. Di prendervene cura. Questo darà un ulteriore senso al vostro percorso”. Mamma Francesca mi ha preso la mano e non me l’ha lasciata fino a quando non siamo andati via salvo staccarla per dare costantemente un bacio a me a chi stava con me ed alle ragazze del negozio. Una frase mi è rimasta dentro ieri : ho perso un figlio oggi sarebbe grande come voi, ma stamattina di figli ne ho trovati due. Indicando noi. Ho un sacco di idee per la testa. Tante cose da fare. Semmai devo solo filtrarle e darmi il tempo necessario, poiché se fosse con me inizierei già stamattina. Lei è in debito con la vita e noi tutti credo potremo fare per lei tanto. Oggi già mi attivo con le istituzioni. Poi mancherò per una settimana (me ne vado finalmente in ferie pure io qualche giorno!), ma al mio rientro vi chiamerò all’appello. Perché insieme possiamo fare la differenza. So che anche stavolta ci sarete.

#nessundoloreèpersempre #maipiùdasoli

Corso di Prometeo

Dicono di noi:
a cura di blog staff

https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/pedofilia-1.4627301?fbclid=IwAR3F7gigoqHp9VqvV3Kbbg1aaf6Kc7eBPocVOzLS_HoLREX1UkLuQHedOXo

 

 

Tenta di rapire una bambina.

Può accadere, ogni giorno. Sotto ai nostri occhi. Ecco perché dobbiamo parlarne ai bambini e tenere alta l’attenzione. La cosa che mi sconvolge (o meglio che ancora una volta mi indigna) è che il soggetto ha una denuncia a piede libero. mentre uno così è pericoloso, al pari di una bomba innescata che non sappiamo quando scoppierà e per questo dovrebbe stare blindata….dentro 4 mura, strette strette.

 

 

https://www.leggo.it/italia/roma/albano_bambina_rapita_parco-4534253.html?fbclid=IwAR0Cid7ARy6Ovgqz1fOn1gbk8yx5Bhpq1juT0MyLm5AO4I7l4-slPryq3Jk

My name is Mark, anzi Max Caltagirone :-(

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My name is Caltagirone, Max Caltagirone. Ridiamo per non piangere. Leggete qua.

Ebbene sì, ti svegli una mattina e scopri che pure tu sei Caltagirone Mark. Anzi Max. Andiamo in ordine. Alcuni mesi fa cominciamo a ricevere varie telefonate, il più delle volte a tarda ora e quindi restano registrate in segreteria telefonica. Sono persone, giovani ma anche anziane, che dicono di essere state ricattate. Il ricatto in sintesi è questo: “se non versate dei soldi, da 30 euro a 300, il vostro video mentre vi…insomma, mentre giocate con i gioielli di famiglia, verrà messo online e fatto vedere a tutti”. Panico. Molti sono sposati…. La frase suona così ma è scritta diversamente. A metà tra una qualche lingua dell’est Europa e un traduzione fatta con google. Il problema è che a questi soggetti, che si sono collegati quindi a dei siti porno ed hanno “video chattato”con qualche ragazza dell’est Europa (o di Bergamo alta, questo è da stabilire ancora), viene mandato anche l’indirizzo della mia associazione, la Prometeo, preso pari pari (per grafica ed impostazione) dal nostro sito. Con un banale copia e incolla. E la minaccia è: se non paghi,oltre che sputtanarti, ti denunciamo. Facciamo un esposto alla Polizia Postale di Bergamo, un avvocato di Napoli ed un altro di Trieste si uniscono per la causa e ora siamo in attesa di capire chi abbia fatto tale truffa (con il timore che essendo probabilmente l’origine del tutto…in Africa,…si arrivi a ben poco). Cosa ci insegna questo? Non solo che c’è un gran numero di soggetti che si trastullano in rete (e la cosa, perdonate il giudizio, è molto ma molto triste) ma davvero che oramai in rete ognuno può fare o dire qualsiasi cosa. Ma non finisce qua. Oggi riscopro (già me l’avevano segnalato ma poi era subito sparito) che dopo il mio finto profilo Facebook (clonato pure quello in Africa) e fatto subito chiudere, dopo il mio finto profilo Instagram (idem come prima) ora ho pure un profilo Skype (peraltro mai avuto in vita mia). Con tanto di mia foto (presa qua dal profilo di Facebook), dove in un italiano stentato, o sdentato visto come lo si pronuncia, si legge più o meno che “sono in tournée teatrale in Africa (sic e doppio triplo sic…ora dico, se mi mandate in tournée, ma partire da Broadway no???? Dico, bufala per bufala, fate sì che me la possa tirare. Chi c###o va a Teatro in Africa?????) )…ho la carta di credito bloccata…e mi servono 200mila euro che poi a breve sbloccherò…”. Ora non mi resta di attendere di scoprire che ad essere sposato con Pamela Prati, ero io…..

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi

a cura di Blog Staff

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