“IO PEDOFILO? SI IN PASSATO, MA ORA MI È PASSATA E MIA MOGLIE MI RIPRENDE IN CASA.”

CINICO BLOG:

Da tempo denunciamo dalle pagine di questo (scomodo) blog una sorta di “normalizzazione” del crimine pedofilia (attenti bene alle parole).
Crimine che ha per vittime bimbi sempre più piccoli, soli, indifesi.
Bimbi a cui qua diamo voce.
Bimbi che vengono periziati e contro periziati (e con loro i propri genitori! A meno che non sia un caso di abuso familiare, allora nessuna perizia sul presunto abusante…..).
Oggi vi commento un’intervista. Apparsa a dire il vero alcuni mesi fa. L’ho tenuta nel cassetto, per farla macerare. Poiché se l’avessi commentata subito il tono sarebbe stato decisamente diverso….
L’intervista è apparsa su un mensile pubblicato in Lombardia. Carta patinata. Ricchi industriali sorridenti in copertina.
Servizio sulla pedofilia. In esclusiva intervista ad un pedofilo. Purtroppo anonimo.
Padre (felice) e marito (ora sereno).
Già da manuale l’apertura del pezzo (attenti alle parole…non solo alle mie 😉 ).
“…ci racconta e ci spiega quali sono i meccanismi che, in alcune circostanze, prendono il sopravvento creando le occasioni che portano l’uomo a commettere ciò che è impossibile anche solo immaginare”.
Scusa? Circostanze? Perché ci sono forse circostanze che ti fanno diventare pedofilo?
Per capirlo leggiamo l’intervista:
”Un amico mi passa alcuni file, tra l’altro scaricabili gratuitamente da programmi conosciuti e diffusi a livello mondiale. Tra le altre cose, musica, filmati, immagini, suonerie…da questi programmi è possibile scaricare materiale pedopornografico che, per curiosità, comincio a guardare”.
Domanda: “Come si presentano questi filmati?
Risponde il pedofilo: “Privi di qualsiasi forma di violenza, è questa la “furbata” da parte di chi li divulga. Le musiche di sottofondo sono piacevoli, i bambini “appaiono” sereni e consenzienti. Il tutto è compiacente. Potrei dire che l’impressione  generale è di avere a che fare con un contesto giocoso”.
Fermiamoci un attimo.
E andiamo a tradurre.
Si parla di “bambini consenzienti”. Che sorridono in quelle immagini, segno quindi che a loro piace quanto di lì a poco saranno obbligati a fare.
In più ci sono le musichette….
Suvvia e questo sarebbe un reato?
Poco prima invece leggiamo che i “furbi” sono quelli che divulgano. Poiché “non c’è violenza”, anzi è tutto un “gioco”.
A cui peraltro si arriva da programmi che si scaricano gratuitamente, come a dire, sono lì a portata di tutti, dov’è il male?
Il male  (il reato)c’è eccome se c’è, c’è in parole così, in atteggiamenti, pensieri, attitudini così. Ed in chi le sostiene.
I bambini delle foto/filmati che lui aveva, mi preme ricordare, avevano un’età massima di 10 anni. E minima di  3.
Ma continuiamo a leggere:
DOMANDA:
”Per soddisfare la sua curiosità, non le è bastato guardare il materiale una sola volta?
RISPOSTA: “. Ho continuato per qualche anno a fare uso di filmati che ho collezionato in una sorta di archivio personale.”
Ah ecco, per anni. Qualsiasi persona appartenente alla specie umana se si imbattesse in una singola  immagine pedopornografica, fosse pure fatta di bimbi sorridenti (…..) e con le musichette gioiose, se ne andrebbe a gambe levate.
Lui no. Lui (come tutti loro) ci sta dentro per anni. Anni che permettono che a monte, in qualsiasi parte del mondo, ci sia chi prenda quei bambini (sorridenti e con le musichette) e li abusi davanti all’obbiettivo. Per permettere a quelli come lui…di soddisfare una curiosità…
Curiosità che viene interrotta dalla Polizia Postale. Che smantella l’ennesima rete di predatori e arriva una mattina prue a casa sua. Toc toc…manette….
Ma il meglio (nell’intervista) deve ancora arrivare.
Alla domanda: “non ha mai sentito il bisogno di passare da spettatore ad autore?”, il pedofilo risponde:
”sinceramente no. Chi legge Diabolik non necessariamente ruba. Non so se non ci ho mai pensato o non ho mai voluto pensarci. So che non ho mai passato quel confine e non ho mai nemmeno né divulgato né condiviso con altri il materiale che avevo archiviato”.
Ma va?! Pensa un po’ che io avrei scommesso il contrario. Puntando sul fatto che davanti all’abile giornalista subito il predatore avrebbe ammesso di essersi stuprato i figli, quelli del vicino di casa, masturbato al parco guardando altri bimbi giocare e mandato a mille simili come lui decine di foto.
Ma non lo fa….chissà come mai…forse per non aggravare la sua posizione confessando dei nuovi crimini?
Forse….  
Peccato che gli studi scientifici dicano ben altro. E cioè che tutti i pedofili che scaricano immagini prima o poi (più prima che poi) passano all’azione, “stanchi” di limitarsi a fantasticare sul loro computer……
L’articolo prosegue, parlando dell’arresto e poi dei domiciliari. Che passa per i primi sei mesi in una comunità gestita da un religioso (e qua inorridisco poiché è la stessa –  mi risulta – che ospita ragazzini tolti dalla strada. Spero in stanze ben separate. Spero) poi entrando in cura presso il locale centro dell’Asl (su cui sorvolo…..), centro che grazie al lavoro svolto lo riavvicina alla famiglia.
Mia moglie aveva chiesto la separazione, ma ora siamo tornati insieme.
Evviva. Amo le storie con il lieto fine.
Chiedo solo alla sua signora cosa si prova a fare l’amore con una persona che magari, per eccitarsi, pensa di stare a letto non con un adulto: ma con un bambino. Dell’età dei propri figli che, preghiamo, stiano dormendo sereni nella loro stanza…….
Chiedo alla sua signora come si sente quan
o va al supermercato e lascia lei solo a casa, lei che quando la donna è uscita era in pigiama, sul divano con i suoi figli. Atteggiamento normalissimo che hanno migliaia di padri. Che però a differenza del marito, non hanno un’erezione davanti alla foto di un bimbo. Abusato (ma sorridente).
Mi fermo qua.

Per completare, leggete il post successivo.

8 Commenti a ““IO PEDOFILO? SI IN PASSATO, MA ORA MI È PASSATA E MIA MOGLIE MI RIPRENDE IN CASA.””

  • Lucacarlo:

    Ma davvero , ma che bel finale .. cosi’ bello che viene da vomitare .

    Complimenti alla signora che si riprende in casa questo escremento degno di una tirata allo sciaquone .

  • carvasin200:

    concordo pienamente con il bell’oggettino! chi legge diabolik non necessariamente “ruba”…chi legge un libro sacro non necessariamente è un “santo”…..chi legge libri di psicologia non necessariamente è un buon “operatore sociale”….. se un bambino (magari il figlio di questo mostro) legge una bella favola non necessariamente deve pensare che c’è sempre un lieto fine!

  • ledar:

    “meccanismi che in alcune circostanze prendono il sopravvento creando le occasioni che portano a commettere….”

    la fanno sembrare una cosa che può capitare a tutti, tipo dire una bugia. come se guardare per caso (ma sarà poi davvero casualità?) della pedopornografia su internet possa trasformare una persona sana in un pedofilo. eh no cari miei! una persona sana inorridisce, una malata ne cerca ancora – qui sta tutta la differenza, cari giornalisti, psicologi, apologisti e affini! e quanto al guarirne, statene certi: è la bugia preferita di chi vuole, fingendosi ormai sano, continuare indisturbato.

    alla moglie del pedofilo dell’articolo darei un premio di consolazione per la dabbenaggine.

  • apetta88:

    scusate vado 1 secondo in bagno…
    al solo pensare al filmato con “la musichetta e i bimbi sorridenti” mi è tornata su anche la cena di ieri sera!

  • yzy:

    verrebbe voglia di fare due o tre domande al giornalista, all’editor che ne ha supervisionato la redazione, al direttore della rivista. è un articolo estremamente pericoloso, un tentativo sistematico di far passare al pubblico una narrazione estremamente pericolosa. vogliono creare una zona grigia (anzi felicemente colorata, con le musichine nei files, il lieto fine della mogliettina amorosa che riaccoglie il mostro) tra il bianco del mondo normale e il nero di questo crimine che non deve ricevere sconti. Veramente un prototipo, sembra il rissunto delle strategie di difesa dei cialtroni dei falsi abusi e dei loro deliri: i bambini consenzienti, l’atmosfera di gioco, la stronzata (scusate il termine scientifico) finale del trattamento e della guarigione. non solo vomitevole, ma molto molto pericoloso.

  • palladiano:

    quoto yzy.
    Basta il titolo del post, cmq, senza altri commenti o “traduzioni” o considerazioni. IO PEDOFILO…..MA ORA MI E’ PASSATA……
    come la febbre. Nessun senso di colpa.
    MIA MOGLIE MI RIPRENDE IN CASA….. Dio li fa e poi li accoppia. Ma sarebbe stato meglio: poi li accoppa.
    bleah.

  • samantha:

    Stupida, stupida, stupida moglie.
    Con un deviato istinto da crocerossina, con un deviato istinto materno.
    Sono proprio gli stupidi a credersi onnipotenti, infatti questa qui lo perdona, lo accoglie e lo accudisce.
    Perdona uno scarto umano che neanche Dio perdona, e lo tiene in casa coi propri figli.
    Uno scarto che torna da lei perchè nessuno lo prende, non per i suoi occhi, tantomeno per il suo corpo.
    Hai ragione Max, perchè il giomalista non le ha chiesto se quando fa l’amore con lui non pensa che questo si eccita pensando ad un’altra pelle ed a un’altra carne?.
    Perchè il giornalista non gli ha chiesto se la domenica mattina si coccolano i propri figli nel lettone, o se lei se ne esce di casa tranquilla?
    A questa donna andrebbe fatto vedere il film “Precious” per 10 volte consecutive, ma non perchè penso che guarirebbe, ma perche (forse) vede con i propri occhi quanto è scema.

  • Rosaria:

    Questa donna o è profondamente stupida o appartiene alla stessa specie perchè è impensabile che si possa rimanere accanto ad uno scarto umano.

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