Due miliardi di risarcimento alle vittime. Il prezzo della complicità!

Si è concluso il vertice mondiale, presso l’università Pontifica ed indetto dal Vaticano, per fare il punto sul dramma degli abusi all’interno della Chiesa cattolica.
Per carità, nulla di nuovo è emerso, nulla perlomeno che già 10 anni fa non avessimo denunciato, venendo per questo boicottati.
Da questo vertice però come associazione italiana di vittime, ci auguriamo emerga una volta per tutte quella solidarietà verso le vittime che per ora è rimasta sempre e solo impressa nei documenti ufficiali, ma (quasi) mai nei fatti.
Durante il congresso sono state date anche delle stime.
100mila le vittime solo negli Usa, dove alla sola Chiesa americana appunto, l’aver permesso che, a volte pure per decenni, numerosi sacerdoti abusassero impunemente di bambini a loro affidati sia costato una cifra pari a 2 miliardi di dollari.
Pensate a quanto ospedali, quanti medicinali, quanti aiuti a famiglie bisognose, quante scuole o pozzi costruiti nel terzo mondo, sarebbero stati finanziati con una cifra così, spesa invece per non essere intervenuti a proteggere i bambini!
Interessante (ma per noi, ripeto, non inedita), la riflessione presentata ieri da due esperti chiamati al congresso e che hanno per così dire, smantellato (definitivamente?) certi falsi ipocriti miti.
Ve la riporto così come le agenzie di stampa l’hanno battuta:
Non è un dramma americano o dei media anti-Chiesa – Due esperti statunitensi, Michael J. Bemi e Patricia Neal, hanno voluto «dissipare ogni equivoco duro a morire associato ad uno o più di alcuni miti nati dalla crisi» della pedofilia, nel loro intervento ad un simposio sugli abusi sessuali del clero sostenuto dal Vaticano che si conclude oggi alla Pontificia università Gregoriana.
I «miti» sono: primo, «la crisi è un problema americano»; secondo, «la crisi è stata esagerata da media senza Dio, antagonisti di persone o istituzioni di fede»; terzo, «la crisi è stata istigata da avvocati avidi, il cui unico obiettivo è quello di arricchirsi finanziariamente»; quarto, «l’orientamento omosessuale spinge gli uomini ad essere aggressivi sessualmente». Al proposito gli esperti statunitensi hanno precisato: «L’aggressività sessuale non ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale. Il corollario logico all’affermazione che l’orientamento omosessuale spinge gli uomini ad aggredire sessualmente altri maschi, è che l’orientamento eterosessuale spinge gli uomini ad aggredire sessualmente le donne. In realtà né l’orientamento omosessuale né quello eterosessuale è un fattore di rischio, ma lo è un orientamento sessuale disordinato o confuso». «Per onestà – hanno proseguito Bemi e Neal – si dovrebbe notare che qui, effettivamente, ci sono elementi di verità collegati a ciascuna delle precedenti affermazioni, ma nessuna da sola e neanche tutte combinate tra loro, possono mai spiegare e descrivere pienamente la crisi degli abusi. ».
Un’ultima amara riflessione. Ieri un quotidiano riportando nel titolo la cifra spesa dalla chiesa, faceva presente quanta preoccupazione e quanto dolore ci fosse.
Per le vittime, pensate voi? No, per la facciata della Chiesa, disturbata da simili reati.
La strada da fare, temiamo, sia ancora molta……

Un Commento a “Due miliardi di risarcimento alle vittime. Il prezzo della complicità!”

  • raggiodiluce:

    La beffa di tutto questo è che i soldi vengono dati alla Chiesa dallo Stato Italiano, molto ricco e senza problemi.

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