Archive del 2004

DO THEY KNOW IT’S CHRISTMAS TIME?!

Pensavamo di aver visto tutto.

Prima l’11 settembre e le Torri che inesorabilmente cadono.

Poi l’11 marzo ed una Spagna ferita a morte.

In mezzo centinaia di attacchi. Di autobombe. Di missili intelligenti e pacifisti stupidi. Di lacrime e morte.

Poi però è accaduto.

Nessuno ci aveva mai pensato tranne loro.

Chi pratica il male, d’altronde, è sempre avanti. Molto più avanti.

Tutti quei bambini. In un solo colpo. Chi avrebbe resistito?! 

E così una anonima cittadina di nome Beslan, sperduta da qualche parte là nell’ex-unione sovietica, è entrata nell’immaginario collettivo mondiale.

Sinonimo di morte e di perdita di quell’innocenza che, dalle nostre parti, almeno per ora, si “limitano” ad abusare.

Leggo sul numero di Panorama in edicola, un toccante reportage da Beslan, scritto benissimo dalla brava Stella Pende.

C’è la mamma che ha disseppellito il figlioletto ed il padre che al cimitero legge fiabe ai cari scomparsi. Il nonno che non si rassegna ed aspetta il ritorno dei nipotini e i vicini di casa odiati da tutto il paese, per essersi salvati. Ma soprattutto la non accettazione di una tragedia troppo grande per essere compresa.

Ci sono posti dove anche il Natale è morto e non tornerà più.

Niente luci. Niente doni. Ma soprattutto niente di quella brezza di pace e calore che altrove riesce a scaldare i cuori della gente.

Beslan è uno di questi posti.

Qui il Natale non tornerà più.

Mai più.

BIANCANEVE IN EURO.

Per qualcuno sono solo un nostalgico. Chi mi consoce bene riconduce invece il tutto alla mia idiosincrasia nei confronti dei numeri e dei conti.

La verità è che io, l’euro, non la tollero né mai la tollererò. Ed il “cambio” 1000 lire = un euro , continua ahimé ad imperversare nella mia personale contabilità.

Leggendo il giornale scopro, con lieve sollievo, di non essere l’unica vittima da euro di questo natale 2004.

A farmi compagnia, nientepopodimeno che Miss Biancaneve.

La quale in un paese della Germania dovrà rinunciare, in una rappresentazione teatrale, ad uno dei sette nani, che, per colpa dell’euro (“che avrebbe fatto lievitare i costi di produzione dello spettacolo teatrale”) dovranno essere ridotti per forza a sei.

Come se non bastasse, uno dei sei nani dovrà fare anche la parte……del Principe Azzurro.

E siccome questo è veramente troppo mi impegno (e vi chiedo di fare altrettanto) a finanziare il nano mancante. Scommetto che come me avete da qualche parte ancora qualche monetina delle beneamate vecchie lire.

MMS

Buona notte bloggers 😉



Cari amici pochi giorni di pausa e poi il blog tornerà attivo ed aggiornato come sempre.

Nel frattempo andate a ripassarvi le vecchie discussioni o a rileggervi attentamente quelle più recenti.

In attesa di un anno che possa essere di legittima riscossa. In attesa di un anno dove rispedire all’inferno le bestie che nel 2004 hanno dato voce alla loro follia.

Una sola notizia, tra le tante: a Lecco la polizia dopo aver fatto degli incontri nelle scuole elementari ha permesso ai bambini di raccontarsi e far arrestare un lurido avanzo d’uomo (il quale ha poi potuto ovviamente patteggiare, ma questa è un’altra storia su cui torneremo), a dimostrazione dell’importanza di parlarne, parlarne, parlarne.

E non essere ricodotti al silenzio da pedofili veri e da loro parenti, simili in tutto alla propria specie d’appartenenza.

Esseri per i quali non potrà mai essere Natale!

BUON NATALE

E arriverà Natale, anche quest’anno arriverà…

Natale per chi resta, per chi va…

Natale da una lira. Natale ricco, o no…

Bambini per un giorno, per un po’!

Vorrei che il tuo Natale risplendesse dentro te,

che soffri e stare al mondo sai cos’è!

Per te che non hai storie, da raccontare ormai,

le fate son drogate, malati i sogni tuoi!

Vorrei dire Buon Natale

e dividerlo con te!

Con te che hai perso la speranza,

e hai paura come me!!!

Un tempo non lontano,

i doni appesi tutt’intorno al camino,

nessuno violentava,

quel sogno che per mano ti portava!

Giocavi allo sceriffo,

e per te un buono non era un fesso!

E il bersaglio era finto…

non era un uomo steso sul cemento!

E non c’erano i brutti,

quel giorno lì erano d’accordo tutti

sia chi ha gli occhi lunghi,

la pelle nera od i capelli biondi!

Natale da una lira…

Natale ricco, o no…

Bambini per un giorno, per un po’…

Perché non fosse una parola il bene…

Perché ogni bomba diventasse pane…

Io vorrei che almeno un giorno

quella cometa facesse ritorno!

E un campo di battaglia desse grano,

per quella morte con la falce in mano.

E al ventre di una donna, il suo bambino.

E breve o lungo ad ognuno il suo destino!

Vorrei dire Buon Natale

Finché c’è chi ascolterà!

Finché si farà l’amore…

Finché un uomo pregherà!

 

(autore: Renato Zero, dal cd “Tregua”).

UN BEL MODO DI FARVI GLI AUGURI:

Andate un po’ a vedere:

http://digilander.libero.it/Gretablu/Natale_bianco_nero_2004.html

p.s.: un bacione a Greta Blu.


FORSE NATALE

“…..ma è anche Natale una donna che, stanotte avrà un bambino da sola in città,

Buon Natale alla musica e a chi la fa”.

Pooh, Forse Natale.

L’ALTRA PARTE DEL CIELO.

L’Eurispes ha reso noto uno studio allucinante sulle violenze nei confronti delle donne (di un’età compresa tra i 14 ed i 59 anni).

Nostra madre, nostra sorella, la nostra compagna, “han subito per il 55,2% dei casi molestie sessuali”:

di fatto 1 donna su 2 , per un totale di  520.000 donne.

Altrettanto sconvolgente (ma neanche tanto poi, per chi è abituato ai casi di pedofilia) la percentuale di chi ha sporto regolarmente denuncia:

solo il 7,4% dei casi. 

Alle molestie sessuali non dimentichiamoci che vanno aggiunte le percosse, le violenze da parte dei “mariti”, il dover lasciare il posto di lavoro per i ricatti sessuali di quei poveri eunuchi dei loro datori di lavoro e via dicendo per un elenco ancora una volta indegno per una società che si consideri tale.

Alla faccia dell’essere considerata l’altra metà del cielo, la donna vive ancora una situazione che non credo abbia parole per essere adeguatamente definita.

 

Da “Ostinato Amore” di Renato Zero:

“…a nutrirti sarò io, tu sopravviverai, ostinato amore mio, ce la farai, tu esisterai, con me”.

Da “Donna donna donna” di Renato Zero:

“donna finché vuoi non stancarti di essere donna, questo mai! (…) Tu vivi ti prego vivi, se vuoi che io viva”.

 

NO COMMENT.

Brasile: pedofilia, prete condannato a 93 anni di carcere.

BRASILIA – Un sacerdote cattolico brasiliano di 60 anni, Eduardo Bompani, e’ stato condannato a 93 anni di carcere per pedofilia. La sentenza e’ stata emessa dal tribunale di Sorocaba (San Paolo). Fino al 2002 il prete era stato direttore di un centro per ragazzini bisognosi. Il religioso e’ stato condannato sulla base della denuncia di 5 delle sue 14 presunte vittime e sul contenuto di due diari in cui descriveva i rapporti con i giovani. Bompani usava scrivere con un codice che e’ stato poi decifrato dagli inquirenti. Le violenze sui minori avvenivano da 15 anni. (Agr)

SULLA GIUSTIZIA, PARENTI SERPENTI E CHI HA LA FACCIA COME IL………

“E’ stata fatta Giustizia!”.

Sono state queste le parole dette dai parenti del killer di Rozzano (Mi), condannato grazie al rito abbreviato da lui richiesto, a 20 anni di carcere per aver ucciso quattro persone, tra cui una bimba di 3 anni:

in pratica 5 anni per ogni vita spezzata.

“Mi farò Giustizia quando tra breve uscirà, tanto poi mi danno solo 5 anni” ha detto ancora sotto shock, il padre della bambina morta, all’uscita dal Tribunale.

Lo stesso Tribunale che aveva ospitato pochi giorni prima Wanna Marchi, rea di aver truffato migliaia di persone in tutta Italia (molti gli anziani ed i malati), palesemente smascherata da Striscia la notizia:

“sono innocente e lo dimostrerò” ha detto alle telecamere dei tg nazionali la “rossa” Wanna con la spocchia e l’arroganza di sempre, tipica di persone così.

A Brescia è iniziato il secondo processo per pedofilia in una scuola materna, processo per il quale gli imputati hanno chiesto il rito immediato e, sostenuti da una certa stampa, proclamano ai quattro venti la loro impunità (o meglio “impunibilità” nel senso di non poter essere condannati) riciclando le solite manfrine, trite e ritrite, che parlano di genitori “contagiati” dall’idea dell’abuso e bambini particolarmente “fantasiosi”, le stesse idee che quando vengono sentite fuori dai confini bresciani nel resto d’Italia, trovano stupore, schifo e sana incredulità nelle orecchie di chi ascolta.

A Lecco una giovane infermiera è stata arrestata per aver ucciso alcuni suoi pazienti:

una parente dell’infermiera, mi pare addirittura la madre, ha dichiarato: “è una brava ragazza, voleva fare solo bene il proprio lavoro ed ha esagerato per far vedere agli altri la propria preparazione” (a proposito, quando scriverà un decalogo l’infermiera killer per spiegare alle altre infermiere come si lavora? Potrebbe prendere esempio dal decalogo fatto dalle maestre bresciane accusate di abusi?).

I figli di Totò Riina (la figlia, per essere precisi, visto che il figlio è in carcere) ricordo che dichiarò:”non è sicuramente stato mio padre; quando quegli omicidi che gli addebitate venivano commessi era a casa con me”, mentre la figlia del gerarca nazista Goebbles continua a finanziare “gruppi neonazisti”, in memoria dell’illustre paparino.Come già espresso nel titolo, c’è gente che anziché stare in un doveroso e rispettoso (x tutti) silenzio, mostra ogni giorno di avere realmente la faccia come il……

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