Archivio di Giugno 2004

PADRE SHAY CULLEN : UN MISSIONARIO CONTRO I PEDOFILI .

Ho avuto il piacere di incontrarlo pochi giorni fa, per realizzare una intervista di cui vi darò notizia prossimamente. Di origine irlandese, padre Shay è un sacerdote cattolico che dal 1972 combatte nelle Filippine contro gli orrori della pedofilia. Straordinario esempio di una chiesa pulita e che sta al fianco delle vittime, ha fondato Preda (www.preda.com : iscrivetevi alla news-letter, in inglese). E’ riuscito grazie al commercio solidale a dare un aiuto a chi, spesso anche per motivi economici, vendeva i propri figli. Dice padre Cullen: “bisogna avere il coraggio di denunciare per fermare i pedofili e non bisogna lasciare mai sole le vittime. Ridiamo l’infanzia ai bambini”. Di lui parla un libro (= “Ladri di innocenza”, di Stefano Vecchia, edizioni Monti) che vi consiglio.

Il logo della sua associazione è un angelo con un’ala spezzata. Un angelo come Rosario:

aveva pochi anni quando il predatore americano le lasciò nel giovane corpo il pezzo di un vibratore. La bimba morì, giorni dopo, in ospedale tra atroci sofferenze.

Fortunatamente in quel caso nessuna marcia fu fatta per il predatore, anche se i tentativi di insabbiare il fatto furono molti. Andando contro tutti (Governo, basi militari americane, autorità locali, etc.….) padre Cullen è riuscito ad ottenere giustizia.

Da alcuni anni, grazie alle sue campagne le basi dei marines hanno dovuto lasciare le Filippine (x capire l’importanza di questo fatto si pensi che quando i porti erano pieni di navi si registrava la presenza di 40/50.000 bimbi prostituiti). Da alcuni anni, secondo padre Cullen, frotte di italiani vanno a caccia di bambini (insieme a frotte di tedeschi, giapponesi, francesi,…..). Lui però non demorde e la sua associazione cresce sempre di più.

Per aiutarla trovate i suoi prodotti nei negozi di commercio solidale (www.commerciosolidale.it).

Ce ne fossero di padre Shay Cullen nel mondo………..

Canzone: U2, Pride (in the name of love)

p.s.: ad ottobre avremo, probabilmente, padre Cullen da noi x una conferenza.

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI.

Chi sta da questa parte della barricata incontra ogni giorno, da troppo tempo, storie sempre più gravi di pedofilia, che coinvolgono bimbi piccolissimi, anche di pochi mesi.

Nasce spontaneo chiedersi cosa ci serva, a questo punto, per cercare un vero cambio di rotta, la necessaria inversione di tendenza per far sì che questi orrori (quelli conosciuti dalle cronache e quelli che, purtroppo, in cronaca non ci arriveranno mai), terminino.

I recenti fatti hanno dimostrato che oramai non c’è più limite alla follia. Che l’abusante vuole (ed ottiene) sempre di più. Auspicandosi, un giorno, di possedere l’intera essenza del bambino: la sua vita.

Chissà, forse è proprio questo che aspettiamo.

Il sacrificio dell’ennesimo innocente, che dal tavolo di un obitorio scuota le ipocrite coscienze di chi continua a pensare che i “malati” siamo noi, veri colpevoli di innocenza.

Bello sarebbe potersi fermare. Spegnere per un attimo l’orologio e capire. Cosa sta accadendo. Perché sta accadendo.

E come bloccare, definitivamente, la strage degli innocenti.

“ANGELI RIBELLI”.

Circola a fatica nei cinematografi, tra un Harry Potter acchiappa tutto e l’ennesima stupidata made in Usa.

L’hanno definito “un Magdalene al maschile” e merita la vostra attenzione. Ambientato in un collegio irlandese racconta le sevizie fisiche e psicologiche sui giovani studenti, che un nuovo insegnante cerca di fermare. Se vi capita, non fatevelo perdere.

TELENOVELA PEDOFILIA A BRESCIA, LO SCHIFO CONTINUA.

Lo ammetto. Sto cambiando idea.

Dopo aver “ascoltato” la sofferenza di decine di famiglie nell’ultimo anno ed aver provato a farla mia. Dopo aver visto di persona i bambini. Dopo aver sostenuto le madri. Dopo aver studiato le deposizioni ed aver visto come, ancora oggi a distanza di tempo, stiano le vittime. Dopo aver letto le perizie che dicono che “i bambini sono credibili”: ho cambiato idea.

Già. Sono bastati gli ultimi avvenimenti (di cui ho parlato in altre discussioni di questo blog), tra cui

la marcia a favore degli indagati in carcere, il gazebo realizzato fuori da una chiesa per raccogliere firme a favore dei presunti colpevoli, i dossier diffamatori contro genitori ed associazioni (indovinate un po’ quali associazioni?), le pagine e pagine di giornali che hanno ignorato le vittime ma dato grande eco a chi difende i predatori, dopo tutto questo schifo, pardòn, dopo tutto questo lavoro magistralmente organizzato ripeto, che ho cambiato idea:

i veri colpevoli sono i bambini e le cose (in estrema sintesi) non possono essere andate che così:

< un gruppo di circa 40 bimbi, tra i 3 ed i 4 anni d’età si sono coalizzati, affermando di aver subito abusi, provocandosi danni seri e facendo stare male i propri genitori (catapultandoli nell’inferno ed in molti casi facendoli anche indebitare per i costi affrontati per le cure e le spese legali) . Quindi gli abili geni del crimine organizzato, hanno convinto gli operatori della Prometeo (ma è facile farlo visto che sono dei creduloni che fanno caccia alle streghe, partendo da quel Frassi lì…. ), i periti (di parte e non), gli psicologi, gli avvocati, i giudici, i poliziotti, etc. etc. etc.

Perché i bimbi l’abbiano fatto ancora non lo so, ne so come si siano messi in contatto o chi tra di loro sia la Mente, ma state certi che tra qualche giorno i signori che li accusano e difendono lancia in resta gli indagati, ci diranno anche quello. Certo è, che una volta che questa storia sarà terminata, mi auguro che i bimbi vengano portati in qualche clinica specializzata e studiati per le elevate capacità criminologiche che, se presenti già in così tenera età, chissà come diventeranno quando i piccoli saranno adulti ( oddio magari da grandi organizzeranno altre marce……fermiamoli). >

Canzone: Marco Masini, Vaffanculo.

 

p.s.: scusate piccoli grandi amici. So che c’è poco da scherzare,ma per un attimo, ho voluto dare l’altra versione. L’unica plausibile in alternativa alla verità che la vostra sofferenza certifica: vi voglio bene.

canzone: Renato Zero, Metti le ali.

 

SENZA TITOLO.

“Senza titolo” è…..il titolo di un libro, appena pubblicato da Piemme e scritto da Elisabetta Brioli (giornalista  e studiosa di teologia) e Olivia Piro (responsabile dell’Associazione Il Sole). Nel libro molte storie di infanzia violata, dalla Thailandia agli Stati Uniti.

La prefazione è scritta da Cristina Parodi.

“Come si può anche solo immaginare che un uomo, che l’Uomo, possa violentare una bambina di 3 anni? … Bisogna prendere coscienza di questo orrore, perché soltanto conoscendo un problema si può cercare di affrontarlo e magari risolverlo”.

Ho avuto il piacere di fare una conferenza stampa insieme anche a Cristina Parodi, giovedì sera a Milano.

L’occasione era la presentazione del Gran Galà della Moda, organizzato dagli infaticabili giovani del Rotaract Club, che quest’anno sarà dedicato al tema della pedofilia. Belle anche in quel caso le sue parole:
”ci vuole coraggio ad appoggiare uan causa come questa ed una associazione come questa, ma è un coraggio che va premiato guardando i risultati ottenuti sui bambini salvati dai pedofili”.

  


MARCIA X I DIAVOLI.

Un mese fa circa, nella totale disattenzione dei mass-media, abbiamo organizzato la Marcia x gli angeli (v. discussione in questo blog nello spazio “archivio”) in numerose città italiane.

Ieri a Brescia (ma và?!) si è tenuta, in netta opposizione, quella che mi permetto di ribattezzare “Marcia x i Diavoli”, una marcia di solidarietà a favore delle maestre che da circa due anni sono in carcere con l’accusa di aver abusato dei propri studenti (di 3, 4 anni).

La Marcia, molto ben frequentata, con folti schieramenti di suore e preti è partita da una scuola (non scelta a caso) ed è approdata fuori dal carcere dove i “marciatori” hanno……pregato.

Nel frattempo le vittime continuano a stare male. E sperano. Che almeno Dio, lassù, le ascolti. E si indigni con e per loro.

Ah dimenticavo, nel frattempo la Cassazione riconfermava l’istanza di arresto in carcere rifiutando alle “maestre” i domiciliari, per l’elevata pericolosità che tornino a reiterare i fatti per le quali saranno chiamate a processo!

Canzone: Rolling Stones, Simpathy for the Devil.

CIAO NICOLA.

Aveva 7 anni. E tutto il diritto di viverseli “alla grande”.

Poi un incidente ha interrotto il suo percorso.

I genitori, donandone gli organi, hanno permesso a molti altri bimbi di tornare a vivere, mentre il loro angioletto li affiancava per l’eternità.

I suoi amici del gruppo di karatè ed alcuni suoi compagni hanno deciso di donare a Prometeo il loro contributo, al posto delle consuete corone di fiori.

Ciao Nicola, buon viaggio. Ogni tanto, se puoi, staccati dal fianco dei tuoi genitori, dei tuoi amici, di quei bimbi dentro i quali risplendi…..e dacci una mano per i tuoi coetanei, paradossalmente, più sfortunati di te.

Canzone: Renato Zero, Angeli ; Robbie Williams, Angels.

PELOSI ANGELI.

Due siti trovati in internet e dedicati ai nostri amici a 4 zampe.

Due realtà molto attente e serie.

Se potete andate a visitarli e magari, regalate al vostro cuore, la fedele ed insuperabile compagnia, di un “peloso angelo”:

www.rifugiotom.it

www.canilediorzinuovi.it

Canzone: Renato Zero, Il pelo sul cuore.

 

COSA ACCADE A BRESCIA ? – 3

 

Se c’è un’immagine che più di altre traduce la giornata di domenica, non è quella ben orchestrata di fronte a platee plaudenti e mass-media accreditati, ma quella verificatasi tra le mura di un anonimo palazzo cittadino.

I genitori, i cui nomi ovviamente non riporto, si sono stretti l’uno all’altro prima di scoppiare in un pianto irrefrenabile.

“Da oggi siamo banditi anche dalla Chiesa”.

La bimba di 5 anni riposava in salotto (“dorme il pomeriggio perché la notte fa ancora dei bruttissimi incubi”).

Credo che non ci sia un precedente al mondo, nemmeno nella America fortemente ferita, in cui persone indagate uscissero allo scoperto, gridando i propri nomi prima ancora che la propria innocenza.

Abile mossa questa. Impossibile da prevedere. Giocata sui sentimenti di molti a scapito delle sofferenze di altri.

Se ci trovassimo anziché nella “nostra” Brescia in qualche paesino dell’entroterra siculo e non ci stessimo occupando di violenze sui bambini, ma di altro, penserei ad una intimidazione di stampo mafioso. Finalizzata non tanto a difendere degli innocenti erroneamente sospettati (sospettati non condannati!!!), ma a mettere a tacere le forze dell’ordine impegnate nel loro corso.

Forze che io stesso bacchettai presuntuosamente qualche mese fa in un convegno internazionale, allorquando ricordando l’inizio delle indagini dissi che non erano state gestite con la sufficiente attenzione: critica che oggi, fortunatamente, posso permettermi di non fare più, visto che chi ha “ereditato” l’indagine ha messo in atto tutti i meccanismi necessari affinchè la vera verità venisse a galla.

Verità che risponde al nome di tanti, troppi bambini che a distanza di tempo dagli abusi subìti stanno ancora malissimo.

Di tanti, troppi genitori lasciati soli ed oggi orfani anche di quella Chiesa che ha sbagliato, già ha sbagliato:

si va incontro alla morte sociale quando lo si dice ma resta la pura verità.

Ha sbagliato non quando ha messo (alcune) associazioni al bando da certi spazi, ma quando non ha saputo ascoltare il proprio cuore ferito. Il cuore dei propri fedeli.

Non so se i 3 sacerdoti siano o meno colpevoli. Ma visto che si sta giocando a carte scoperte posso affermare che se di due manco sapevo l’esistenza di uno non vorrei che mai, per quella che sarà la durata della sua vita, debba poter entrare in contatto, anche solo passandogli vicino per strada, con un bambino.

La si smetta di fare la reale caccia alle streghe bagnandosi del sangue delle vittime. Si legga il documento dei Vescovi cattolici americani su cosa si deve fare per arginare questa dilagante piaga e si torni a pregare un po’ di più ed a inquisire molto di meno.

COSA ACCADE A BRESCIA ? – 2

tratto dal Corriere della Sera:

BRESCIA – Pedofilia a Brescia: la città si divide.

BRESCIA – Pedofilia a Brescia: la città si divide. Nelle case il dolore delle famiglie, piegate dall’orrore raccontato dai loro bambini. Nelle scuole, chiuse per l’estate, l’angoscia di un tormentone lungo un anno intero con sospetti incrociati a veleni. Nelle chiese la rabbia dei 3 sacerdoti finiti nel registro degli indagati con sei maestre di scuola materna e tre bidelli. «Questa vicenda sta attraversando la coscienza della città», dice il sindaco Paolo Corsini che ieri, con il suo vice Luigi Morgano, ha voluto partecipare alla messa solenne celebrata in parrocchia da uno dei preti finiti nel mirino della magistratura. «La nostra presenza qui – ha spiegato il sindaco – vuole essere una dimostrazione di solidarietà umana e personale. Conosciamo bene chi è oggetto di indagine: la biografia, la storia di un pastore che ha fatto tanto per la città avrà ancora un significato, o no?».
E’ difesa a tutto campo. Del sindaco e del suo vice ma anche di Paola Vilardi, presidente del Consiglio della Provincia. La stessa difesa che il vescovo Giulio Sanguineti ha voluto comunicare ai fedeli attraverso la lettera aperta sottoscritta dal vicario Francesco Beschi per far sapere di essere «moralmente certo dell’innocenza dei suoi sacerdoti», sottolineando che «se è atroce il comportamento delle persone che abusano dei bambini sotto ogni profilo ed è doveroso che siano individuate e perseguite, non meno atroce è la situazione di persone innocenti accusate di questi reati».
L’inchiesta è giunta ad un punto cruciale: i 12 indagati hanno ricevuto nei giorni scorsi l’avviso di chiusura delle indagini. Documento che per due dei tre sacerdoti finiti sotto inchiesta è stato contestuale all’avviso di garanzia. Tutti e 12 hanno tre settimane di tempo per presentare eventuali documentazioni a loro difesa e poi i magistrati Francesco Beraglia e Paolo Guidi invieranno la documentazione raccolta all’esame del Gip. La richiesta di rinvio a giudizio potrebbe riguardare tutti gli indagati oppure escluderne qualcuno e l’attesa sta tenendo con il fiato sospeso l’intera città.
«Sono stato recentemente ricevuto dal procuratore Tarquini – dice ancora il sindaco Corsini – al quale ho chiesto l’istruzione rapida dei processi. Questa città ha bisogno di certezze, di verità. I sospetti e i tempi lunghi non aiutano nessuno».
La tensione è palpabile un po’ ovunque. Inevitabile la spaccatura tra innocentisti e colpevolisti che si confrontano nei bar e nelle piazze ma anche su internet: si moltiplicano i documenti pro o contro, le lettere aperte, le riflessioni più o meno documentate e accuse di strumentalizzazioni. Materiale che sembra destinato a finire al centro di battaglie legali di altra natura: «Si tratta di diffamazioni belle e buone. Ho già attivato i miei legali», ha commentato ieri un furioso Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, l’associazione Onlus che segue alcuni genitori di bambini che hanno denunciato abusi.





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