Archivio di agosto 2004

TRA POCO SI RICOMINCIA.

Cari amici ancora qualche giorno di pazienza e poi (01 settembre?) il blog ripartirà a pieno regime, con molte notizie e novità.

Godetevi le ultime meritate vacanze (almeno voi che potete, sigh).

IPOCRISIE DI FINE ESTATE.

Eh no, queste proprio non vanno giù.

Impossibili da digerire.

Ho provato con l’aloe e la papaya. Flaconi di Maalox e litri di amaro. Ma niente.

Nemmeno un barattolo di idraulico liquido ha fatto in modo che andassero giù.

Tutt’altro. Mi stanno su. Su. Su……l gozzo.

In ordine sparso, negli ultimi giorni proprio non ho digerito:

“il prete indagato per pedofilia che viene invitato ad inaugurare l’asilo nido aperto nel “suo” quartiere ; il pubblicitario “scemo” che anziché andare in ferie a Bordighera cerca fama e scoop in Iraq; i proclami per la sua liberazione (“guardate che è anti-Berlusconi”), che distinguono le vittime dei codardi terroristi tagliagole in due gruppi: quelli che si meritano la decapitazione (= tra le varie cause: leggono Topolino, ascoltano Springsteen, bevono coca-cola, odiano i burka) e quelli che, per “partito preso”, meritano di essere liberati; gli assassini “esuli” all’estero (13 molti dei quali rei di aver ucciso a sangue freddo poliziotti, carabinieri,magistrati) che se la godono all’ombra di Notre Dame, in Giappone o in Guatemala; la fatwa che ha colpito la Fallaci (grande immensa Oriana!!!!) che vende 800mila copie in 20 giorni e nessuno ne parla seguendo fedelmente il nuovo diktat per il quale si ammazza meglio con il silenzio che con il pugnale (=

– sangue + danni); i Sopranos che vanno in onda sempre più tardi (mentre Six Feet Under e Will & Grace che non ritornano); Pippo Baudo che rompe i coglioni per essere stato (malamente) licenziato da Mamma Rai mentre migliaia di VERI disoccupati si arrabattano per arrivare a fine giornata; Maradona che piange in tivù perché non si trova bene nella clinica dove è ricoverato (stronzo pallone gonfiato chiedi ad un qualsiasi ragazzo che si trova in una comunità terapeutica, quante volte ha il permesso di uscire per andare a piangere in diretta tivù); i canili sempre più pieni di finti bastardi abbandonati da bastardi d.o.c.; il nemico che si finge in ferie ma si sta riArmando.”

Ecco. Fatto. Sfogato. Ed a dire il vero sembra quasi che funzioni.

Mi sento un pochino più libero. Speriamo funzioni. Alla faccia dell’amaro Antonetto.

Canzone: Vasco Rossi, C’è chi dice no!

IL PIPISTRELLO / 2 – “pettegolezzo estivo – da leggere sotto l’ombrellone”

Aiaiaiai, povero pipistrello: pare gli salti l’anno sabbatico in quel di Roma visto che la sua “cocchina”, da lui, ha già un bimbo che oggi ha 4 anni.

A tutti i genitori che ci hanno scritto mails contenenti questa frase: “ma a chi abbiamo affidato i nostri giovani in questi anni?” rispondo di contattare il suo “datore di lavoro”, di cui è sempre stato, lo stupido pipistrello, il “favorito”.Ma sta gente un po’ di vergogna non la prova mai ????? E poi ci accusano di essere anticlericali.

AMICO E’.

Ricevo via mail questa delicata storia, di amicizia e di speranza e ve la riporto, augurandovi ancora una volta un’estate all’insegna del vostro cuore. A presto.

<< Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola. Il suo nome era Kyle e sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Dissi tra me e me: “perché‚ mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere un ragazzo strano. Io avevo il mio week-end pianificato (feste e una partita di football con i miei amici), così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato. Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano incontro a Kyle. Gli corsero addosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango. I suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell’erba un paio di metri più in l…. Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre lui stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi. Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: “quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere.” Kyle mi guardò e disse: “grazie!” C’era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine. Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva. Scoprii che viveva vicino a me così gli chiesi come mai non lo avessi mai visto prima, lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata. Prima di allora non sarei mai andato in giro con un ragazzo che frequentava le scuole private. Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri. Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a football con i miei amici e lui disse di si. Andammo in giro tutto il week-end e più lo conoscevo più Kyle mi piaceva così come piaceva ai miei amici. Arrivò il lunedì mattina ed ecco Kyle con tutta la pila dei libri ancora. Lo fermai e gli dissi: “ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno!” Egli rise e mi diede metà dei libri. Nei successivi quattro anni io e Kyle diventammo amici per la pelle. Una volta adolescenti cominciammo a pensare al college, Kyle decise per Georgetown e io per Duke. Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi. Kyle sarebbe diventato un dottore mentre io mi sarei occupato di scuole di football. Kyle era il primo della nostra classe e io l’ho sempre preso in giro per essere un secchione. Kyle doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare. Il Giorno dei diplomi, vidi Kyle, aveva un ottimo aspetto. Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole superiori. Si era un po’ riempito nell’aspetto e stava molto bene con gli occhiali. Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano. Ragazzi qualche volta ero un po’ geloso! Oggi era uno di quei giorni, potevo vedere che era un po’ nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi:”hei, ragazzo te la caverai alla grande!”. Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine) e sorrise mentre mi disse: “grazie”.

Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce: “nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri: genitori, gli insegnanti, gli allenatori ma più di tutti i tuoi amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare. Voglio raccontarvi una storia. Guardai il mio amico Kyle incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week-end. Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stava portando a casa tutte le sue cose. Kyle mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso. “Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel terribile gesto”. Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. Il ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole. Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso sorriso pieno di gratitudine. Non avevo mai realizzato la profondità di quel sorriso fino a quel momento.

Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni. Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona. Dio fa incrociare le nostre vite perché‚ ne possiamo beneficiare in qualche modo. Cercate il buono negli altri. >>

LA FOTO.

Apro svogliatamente la posta elettronica. Cartoline varie, saluti dall’America, risposte x “lavori in corso” e poi:

un amico psicologo mi invia un allegato con una breve nota di commento:
”cosa ne pensi?”.

Apro pensando di trovare l’ennesima relazione da analizzare e studiare in dettaglio, invece……invece la fotografia che si apre scoppia dritta nel cervello come una bomba.

Un letto a castello pieno zeppo di corpi. Molti dei quali di bambini.

Bambini di colore. Ammucchiati ed accatastati come roba vecchia in attesa di uno spazzino che distratto butti tutto via.

Non so dove sia stata effettuata né da chi. So che ancora una volta, per questo orrore nessuno si è mosso. Indignato. Incazzato. Tanto sono bambini. Peggio, bambini neri. Inutili bambini neri.

……forse è meglio chiudere x ferie e staccare per un po’.

 

Canzoni: Renato Zero, Storie da dimenticare, da “La curva dell’angelo”; John Lennon, Imagine; U2, Sunday bloody sunday (“how long, we’ll sing this song?” – per quanto canteremo questa canzone?).


VITA DA CANI.

Tempo fa avevo consigliato solo agli amici lombardi (x ovvi motivi “geografici”), frequentanti il blog, il sito del canile di Orzinuovi (prov. di Brescia): www.canilediorzinuovi.it

Stamani passando da quelle parti sono andato a visitarlo e sono rimasto molto colpito soprattutto per due motivi:

1) l’alta professionalità dei volontari, cosa sempre più rara nel volontariato

2) l’alta cattiveria ed imbecillità di certa gente, che nemmeno la nuova legge è riuscita a fermare. I cani salvati da un canile lager o i “20” ( VENTI!!!) nuovi arrivi della….solo mattinata, sono l’esempio più tangibile, che ti segna il cuore e ti indigna.

Se abitate da quelle parti e volete fare un regalo al vostro cuore……

……………..se invece abitate più verso Bergamo, Milano, allora:

www.ilrifugiodelcane.it – è il sito del canile di Seriate (prov. di Bergamo), i cui operatori hanno un sogno, che vi faccio presentare con le loro parole:
”I cani che arrivano nel nostro Rifugio, spesso, sono stati vittime di abominevoli comportamenti compiuti da padroni che non conoscono la parola “amore”. Cani che per anni sono stati legati a una corta catena senza mai poter correre, cani vittime di incidenti stradali, cani che hanno vissuto in cucce strettissime condividendo lo scarso pasto con altri simili, cani che hanno subìto i peggiori maltrattamenti. Queste terribili esperienze lasciano dei segni evidenti sia nel comportamento sia nel fisico. Nel Rifugio accogliamo cani diventati aggressivi, che morsicano, che non si lasciano quasi toccare perché dalle mani dell’uomo hanno conosciuto solo la violenza. Noi curiamo l’aggressività con amore e affetto, ma zampe, femori rotti, ferite, ustioni, necessitano di un primo e tempestivo intervento da parte dei nostri veterinari. Poiché il più delle volte, predisporre interventi chirurgici richiede molto tempo, desideriamo realizzare un grande progetto: un ospedale all’interno del Rifugio. Un progetto che ci permetterà, operando in loco, di eseguire più interventi, risparmiare denaro, aiutare molti più amici a quattro zampe e sterilizzare maschi e femmine per evitare il proliferare del randagismo. Nell’interno del Rifugio del Cane abbiamo individuato una costruzione ormai in disuso. Ebbene quella costruzione, una volta ristrutturata, diventerà il nostro ospedale.

Sul loro sito i mattoni dell’ospedale vengono venduti in cambio di una piccola offerta simbolica. Sono certo che si può sconfiggere l’inciviltà, mattone dopo mattone.

 

p.s.: ultim’ora; vi segnalo anche un simpaticissimo ed utile blog:  http://uncanecomeamico.splinder.com/


APERTO x FERIE.

Anche se il blog non chiude x ferie, durante il mese di agosto saranno minori gli aggiornamenti (in attesa dell’abbuffata post-estiva); l’invito che vi faccio è di continuare a collegarvi ma soprattutto di andare a rileggervi le “vecchie” discussioni.

Alcune, grazie ai vostri commenti, sono di una straordinaria ricchezza.

Buone vacanze, al vostro cuore.

SPIAGGE IMMENSE ED ASSOLATE  .

Vorrei potervi dire che vi mando questo “commento” da qualche bel posto di mare, ma vi mentirei spudoratamente, poiché l’ufficio da cui scrivo a tutto assomiglia tranne che ad un villaggio vacanze.

Augurandomi che almeno voi stiate spaparanzati sotto il solleone, vi dedico questa splendida “poesia” che sa di mare,di sole, di estate, ma soprattutto, di NOI.

 

Spiagge
immense ed assolate
spiagge già vissute
amate e poi perdute
in questa azzurrità
fra le conchiglie e il sale
tanta la gente che
ci ha già lasciato il cuore…

Spiagge
di corpi abbandonati
di attimi rubati
mentre la pelle brucia
un’altra vela va
fino a che non scompare
quanti i segreti che
appartengono al mare…

Un’altra estate qui
e un’altra volta qui
più disinvolta e più puttana che mai
mille avventure che
non finiranno se
per quegli amori esisteranno nuove…
Spiagge
di cocco e di granite
di muscoli e bikini
di straniere e di bagnini
quel disco nel juke box
suona la tua canzone
per la tua storia che
nasce sotto l’ombrellone…

Spiagge…
Un’altra vela va
fino a che non scompare
quanti i segreti che
appartengono al mare…

Un’altra estate qui
e un’altra volta qui
più disinvolta e più puttana che mai
mille avventure che
non finiranno se
per quegli amori esisteranno nuove…

Spiagge
dipinte in cartolina
ti scrivo tu mi scrivi
poi torna tutto come prima
l’inverno passerà
fra la noia e le piogge
ma una speranza c’è
che ci siano nuove Spiagge.

 

Renato Zero, “Spiagge” dal cd “Calore”, 1983.






















































LA LIMONATA DI ALEXANDRA.

 

Si è spenta tra le braccia dei suoi genitori, “ ha fissato a lungo gli alberi oltre la finestra e l’angelo custode colorato dipinto sui vetri;  ad un certo punto ha fatto un sospiro e si è addormentata per sempre. Senza soffrire, come temeva, soprattutto dopo che negli ultimi tempi era stata torturata dal dolore ”.

Alexandra era uno scricciolo di 8 anni e mezzo, dallo sguardo birichino, con due dentoni da coniglietto e gli occhioni neri.  Amava “i pòkemon in tv, i pinguini, le patate fritte ed il colore blu”. Da grande  avrebbe visitato la Francia e sarebbe diventata “una stilista famosa”. Sogni infranti a causa del cancro infantile che l’ha portata via, lasciandola però per sempre dentro il cuore di chi l’ha “conosciuta”.

All’età di 4 anni suggerisce alla mamma di fare fuori casa un banchetto dove vendere limonate per raccogliere fondi “a favore di altri bambini malati come lei”.

Il suo obiettivo (un milione di dollari per la ricerca) è stato raggiunto in questi giorni grazie ad anonimi benefattori, ma lei, fin da quel suo quarto compleanno riuscì a racimolare, 50 centesimi alla volta, ben 700.000 dollari !!!!

Ed i banchetti delle sue limonate si sono moltiplicati in tutta l’America, oltrepassando il confine e raggiungendo poi anche il Canada.

In tempi di imbattibili egoismi ancora una volta l’esempio di un bambino è servito da lezione per molti, moltissimi “adulti”.

Ciao Alex, ti immaginiamo dissetare schiere di angeli, con una limonata, dolce ed unica come te. Buon viaggio scricciolo.

 

Canzone: Housemartins, Caravan of love.

PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI – consiglixgliacquisti 5.

Una lettura obbligatoria per qualsiasi genitore. Da commentare insieme ai propri figli. Il racconto (appunto da un padre ad un figlio) di un grande esempio. Una lezione di vita. Per crescere. Migliorare sé stessi ed il mondo che ci circonda.

Ma anche per non dimenticare. Mai.

Se state cercando una lettura per le vacanze, questo è il libro che dovete avere.

A seguire alcuni passi, che con un pizzico di presunzione, facciamo nostri:

<< il silenzio è stato sempre il grande muro che ha protetto il mostro. Giovanni capisce che se riuscirà a far cadere quel muro, per la prima volta, sarà molto più facile catturare il mostro. (…) …il mostro prepara la sua vendetta che non è fatta solo di bombe, ma anche di calunnie, accuse anonime, sospetti. Le parole possono ferire più dei proiettili, e se ne possono sparare anche più di 600 al minuto. La lingua non va ricaricata, è anche meglio di un kalashnikov. (…). Nei corridoi del tribunale dicono che Giovanni pensa solo alla carriera, che ha manìe di protagonismo, che fa tutto di testa sua, senza rispettare le regole. Accuse false, però intanto circolano. Come si dice: il carbone, se non tinge, sporca. (…). “Uomini senza onore avete perduto. Avete commesso l’errore più grande perché , tappando 5 bocche ne avete aperte 50 milioni” >>

Da non perdere:

“Per questo mi chiamo Giovanni” – da un padre a un figlio il racconto della vita di GIOVANNI FALCONE, di LUIGI GARLANDO, Fabbri editori, euro 9/00.

“Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini” – Giovanni Falcone.

“Grandi responsabilità, richiedono grandi sacrifici” – S. M.

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