Archivio di settembre 2004

 

 

LIBERO NELLA VERITA’.

 

 

La giovane vittima era stata addirittura sciolta nell’acido. Andando contro le “storiche” regole della stessa Mafia, che “richiedevano rispetto per donne e bambini”. Invece, dopo essere stato strangolato, Giuseppe, figlio di un collaboratore di giustizia, su ordine di Giovanni Brusca aveva subìto tale ulteriore scempio.

 

Oggi apprendiamo dai giornali che un altro imputato, condannato in primo e secondo grado all’ergastolo, ha ottenuto dopo soli 8 anni e mezzo di custodia cautelare, la libertà.

 

Conosciamo dalle nostre parti un’associazione pronta a dargli ospitalità ed a scendere in piazza per lui…..Mentre ci convinciamo che oramai non basta più nemmeno la morte, come aggravante, per condannare chi ostinatamente offende l’infanzia.

 

 

IL VAMPIRO 7.

Nuova esemplare condanna da parte del Tribunale di Bergamo. Ha violentato la figlia e picchiato la moglie per dieci anni e dieci sono gli anni che il tribunale gli ha inflitto.

In aula ha ammesso-  piangendo – le sue colpe e chiedendo scusa.

Strano: da molto la scienza ha dimostrato che non è assolutamente vero che i coccodrilli, dopo aver mangiato la loro preda, piangano.

Attendiamo smentite al riguardo dai paladini dell’anti-anti-pedofilia.

SIMON AND SIMON.

Passerò per impopolare ed antipatico ma a me le due Simone, lo confesso, stanno un po’ sulle palle.

Per carità, nulla da dire sulla gioia di riaverle avute a casa vive e vegete e non dentro ad un sacco nero.

Ma non riesco a togliermi dalla mente le loro parole (citando a caso: “Bagdad è la mia casa”, “vogliamo tornare in Iraq”, “ci hanno regalato dolci e libri del Corano”), mentre infagottate in una veste “molto etnica” rientravano accolte come delle eroine, belle, rilassate e sorridenti.

Non riesco a togliermi quelle parole perchè subito dopo i telegiornali hanno consegnato un’altra immagine, questa volta, di un vero carcerato.

Che probabilmente ha a che fare con veri torturatori.

I quali a breve gli taglieranno la giugulare, ammazzandolo come una bestia al macello. E facendo poi trovare il corpo e la testa a debita distanza, per evitare così che la sua anima possa raggiungere l’aldilà (mentre loro ancora non sanno che le 70, o 90 non ricordo, “vergini” che aspettano i loro kamikaze, hanno in realtà non meno di 80 anni a testa). Torturatori che poi andranno a dividere la taglia pagata per le due Simone (si dice di circa un miliardo e trecento milioni delle vecchie lire), per organizzare nuovi attentati.

Tornando al filmato, si vede un prigioniero inglese, seduto in una gabbia che implora piangendo di essere salvato. La gabbia è così stretta da obbligarlo a stare rannicchiato in posizione fetale.

Bella bagdad. Buoni i carcerieri. Rubando una battuta non mia, anziché “un ponte per Bagdad”, se escludiamo al sindrome di Stoccolma (prigionieri innamorati di carcerieri) qui potremmo ribattezzare “due tonte per Bagdad”.

 
CENTO ANNI AL PEDOFILO.

“ Washington – Un Giudice di Miami ha condannato a 100 anni di carcere Rafael Angel Mariscal, pedofilo”.

Fin qui, direte voi, niente di strano. Per chi come il sottoscritto poi è appena uscito da una agguerrita Procura, seriamente impegnata a combattere la pedofilia, di faldoni di casi come questi ne ha visti a decine (per contare solo quelli aperti negli ultimi tempi).

Ciò che rende unica questa notizia è però, non solo l’ammontare degli anni a cui il predatore è stato condannato, ma il fatto che il predatore ha “sicuramente” abusato di 120 bambini. Malato di aids inoltre ne ha contagiati moltissimi ed ha filmato i propri stupri, vendendo i video anche a mille dollari l’uno.

“Le vittime erano in gran parte bambini poveri provenienti da Cuba e dall’Ecuador, ricompensati con dei giocattoli”.

Il Giudice, a cui ruberemo d’ora in poi le parole, lo ha definito:

“al livello più basso della condotta umana”.

 

Canzone del giorno: AC/DC: Hell’s bells.

 

CHE MONDO SAREBBE !?
E’ splendida la nuova campagna pubblicitaria della TIM.
Dopo aver utilizzato fotomodelle in saldo e cani parlanti per tutta l’estate, adesso sugli schermi appaiono le immagini (vere) di Ghandi, che con un abile montaggio parla al mondo intero attraverso una web-cam.
E la domanda che alla fine viene fatta, è di quelle che ti restano in mente e ti fanno riflettere:
“che mondo sarebbe stato”, se avesse avuto a disposizione quanto la moderna tecnologia oggi è in grado di offrire???!!!
Avrebbe avuto la meglio sulle immagini che ci regalano solo violenza e volgarità?!
Voglio pensare di sì.
 
Canzone: “L’impossibile vivere”, Renato Zero (“nella guerra dei numeri che speranze hanno i deboli, forse brillano giusto un attimo per tornare nell’oscurità”).

 

 

MOIRA DEGLI ELEFANTI, I NAZISKIN E LA JELLA.

Al settimanale Panorama, Moira Orfei ha dichiarato:

“non si chiede mai l’età ad una Signora, e poi io ho gli anni che dimostro”.

Secca la smentita di un gruppo di scienziati inglesi:

“nessuna donna ha mai raggiunto i centotrenta anni d’età”.

 

Dopo le recenti elezioni tedeschi i membri dei gruppi filo-nazisti hanno chiesto di non essere più chiamati così. Per le teste rasate resta confermato però l’epiteto di “rimbambiti”.

 

Fallita (anche) la Diocesi di Tucson, a causa dei risarcimenti danni per i numerosi abusi accertati da parte dei propri sacerdoti. La notizia è stata battuta dalle principali agenzie, dopo che l’associazione Prometeo, capitanata “dall’ambiguo, anticlericale, fragile, psicolabile, violento Massimiliano Frassi” aveva invitato l’avv. Jim Parker, al proprio (“stupido”) convegno internazionale. Parker, che nega ogni parentela col più noto Peter Parker è responsabile della sezione “Vittime di preti pedofili” proprio di Tucson.

La Diocesi ha chiesto l’intervento del noto esorcista Milingo per far togliere alla Prometeo anche l’aurea di porta-jella. Nel frattempo in allegato col giornale locale, per ridurre il danno, a soli 10 centesimi in più il cornetto anti-Frassi: non alla portata di tutti però l’utilizzo, visto il luogo dove il gadget deve essere “riposto”.

 

Lanciata la campagna un soldino per un cretino ma subito bloccata. Le richieste hanno superato l’offerta.

 

Dal libro “Tuo figlio Andrea”, di ANDREA CAMMARATA:

 

<< Devo dire che se io dovessi oggi avere la responsabilità dell’educazione di un bambino che, sebbene sotto la suggestione di un genitore, si inventa dei fatti così gravi nei confronti del padre, beh, qualche problema me lo porrei:

un bambino conosce la differenza che passa fra la realtà e la fantasia, fra la menzogna e la verità, e un minimo di responsabilità bisogna imputargliela, anche a solo scopo educativo.

Ma io papà di bugie non ne avevo detta una e la mia fantasia la usavo per giocare con le macchinine e i soldatini, la realtà la conoscevo già bene e ne avevo assaporato i frutti amari e terribili che mi aveva riservato.>>

 

p.s.: ciao Andrea, se leggi il blog ti mando un caro saluto, Max.

 

<<Pedofilia, tafferugli a un incontro di Prometeo >>

«Frassi mi ha colpito». Ma il presidente dell’associazione nega tutto –

Un pugno in pieno volto, la denuncia bella e pronta e il destinatario che smentisce seccamente. Sono gli ultimi, dirompenti, sviluppi del presunto caso di pedofilia in una scuola materna comunale cittadina. Un presunto caso che sta avvelenando e esasperando gli animi dei protagonisti e disorientando i genitori dei bambini che frequentano gli asili della città. E l’episodio dell’altra sera a Pisogne ne è l’ennesima dimostrazione. L’altra sera nella sede delle scuole a Pisogne per festeggiare i dieci anni del servizio ambulanza del paese si tiene l’ultima delle quattro conferenze in programma. Per chiudere le serate gli organizzatori hanno invitato l’associazione Prometeo per la lotta alla pedofilia, presieduta da Massimiliano Frassi, con sede a Bergamo e a Pisogne.
All’esterno delle scuole il fratello di una delle maestre indagate (ancora in attesa con altre tre colleghe, tre bidelli e tre sacerdoti che venga fissata l’udienza preliminare, mentre per altre due maestre attualmente agli arresti domiciliari il processo prenderà il via in ottobre) distribuisce alcuni volantini. Su una facciata ci sono alcune righe scritte dalla maestra indagata al ministro Castelli e a altre autorità per illustrare la situazione assurda in cui si è trovato il gruppo di maestre. Sull’altra facciata del volantino una fotocopia di un articolo dell’Eco di Bergamo che dà notizia dell’assoluzione con formula piena in appello di due suore condannate in primo grado a 9 anni e 6 mesi per abusi sui bambini. Prometeo in quell’occasione era stata vicina ai familiari.
La distribuzione dei volantini crea, ovviamente, scompiglio. I membri di Prometeo non gradiscono. E, stando al racconto del familiare della maestra indagata, il presidente di Prometeo esce dalla sala e lo colpisce in pieno volto con un pugno. Il colpo è violento, tanto che il familiare della maestra deve ricorrere alle cure del medico del pronto soccorso più vicino. Dopo i controlli il medico appura che non c’è nulla di grave, solo una contusione. A bruciare è soprattutto la ferita nell’animo. Il fratello della maestra assistita dall’avvocato Andrea Ricci è pronto a sporgere denuncia contro Massimiliano Frassi.
La replica di Frassi non si fa attendere. «L’intera serata è stata strumentalizzata per poter condurre – si legge nel comunicato di Frassi – l’ennesima provocazione: alcune persone intervenute tra il pubblico malgrado la precisa richiesta del relatore Massimiliano Frassi di “lasciare alla magistratura il compito di portare avanti i processi nelle apposite sedi” hanno più volte controbattuto affermando tra l’altro che “a Brescia i bambini delle scuole materne non hanno subito abusi, ma che molti di loro gli abusi li avevano già subiti in famiglia e che l’associazione ha più volte fatto condannare degli innocenti”».
Frassi, nel suo comunicato precisa anche che in merito alla notizia di una presunta collutazione avvenuta fuori dai locali dove si è tenuta la conferenza, «non c’è stata alcuna aggressione da parte di Frassi, come andremo a dimostrare nelle apposite sedi». Per il presidente di Prometeo l’episodio di martedì sera è «l’ennesimo sconvolgente episodio che rientra alla perfezione, in un piano ben preciso, finalizzato a screditare le vittime e chi sta dalla loro parte».
w.p.

 

Oggi guardavo il tg. Ennesimo comunicato da parte dei terroristi islamici. E contro comunicato della madre ottantenne di un “prigioniero” inglese. Mentre lei chiedeva un aiuto per riavere vivo suo figlio la commozione aveva la meglio, spezzandole la voce in due. Mi sono immaginato i carcerieri.

Luridi aguzzini. Dal fiato corto e puzzolente.

Loro sì, sempre bravi a non emozionarsi. Anzi.

Dotati di quel self control che solo certi Demoni sono in grado di avere. E che agli esseri umani, sicuramente, può in certe occasioni mancare.

Sono fratelli degli stessi che continuano a gironzolarmi intorno. E godono, solamente col sangue delle vittime.

Colo loro dolore, da cui traggono linfa vitale per la loro subdola esistenza.

Cercano di far chiudere Prometeo. Di annullare un convegno che  si chiama “la credibilità negata”.

Ma Prometeo continua sempre più forte (soprattutto dopo il supporto che ci sta giungendo in seguito agli ultimi vergognosi episodi di cui sopra) e potrebbe continuare benissimo anche senza di me. Idem il convegno. Sempre e solo dalla parte dei bambini.

 






NO COMMENT.

Oramai non passa giorno che le cronache (finalmente) non portino alla luce REALI CASI DI ABUSO.

Quegli stessi casi su cui qualcuno, con sempre più poche speranze, per proteggere i propri “compagni” (parenti o “amici”) che siano, cerchi in ogni modo di far calare il silenzio. Aggravandolo di minacce ed infamie.

Questi i casi noti emersi nelle ultime ore. Ancora una volta, no comment….

 

 

PEDOFILIA: PADRE NON VEDENTE ARRESTATO PER ABUSI SU FIGLI

Palermo, 22 set. – – Avrebbe abusato e maltrattato per anni i tre figli, due maschietti e una femminuccia, di eta’inferiore ai dieci anni. Con l’accusa di violenza sessuale aggravata e’ finito in carcere un palermitano non vedente di trent’anni, le cui generalita’ non sono state rese noto per tutelare la privacy delle piccole vittime. L’uomo, con un’invalidita’ riconosciuta al cento per cento, e’ stato fermato dagli uomini della Squadra mobile di Palermo a Milano, dove si era rifugiato da alcuni giorni.

 

ABUSA LA FIGLIA DI 8 ANNI, AFFETTA DA AUNA GRAVE FORMA DI AUTISMO

 

Pensare che durante una delle mie ultime conferenze, qualcuno mentre raccontavo dell’aumento di abusi su bimbi con handicap si è, messo, più volte a ridere!

 

PAVIA, 22 SET – Un giovane parroco di Pavia e’ stato condannato con l’accusa di detenere materiale a sfondo pedo-pornografico. Il sacerdote, insieme ad altri quattro imputati, e’ stato identificato grazie ad un’indagine condotta su internet. Due dei cinque indagati hanno gia’ patteggiato, fra loro anche il prete che ha concordato una pena di 3 mesi e 20 giorni.

 

Sicuramente malgrado abbia patteggiato e quindi ammesso la pena ci sarà un nuovo comitato creato apposta per lui che andrà ad accusare i Giudici di palese incompetenza. D’altronde non esistono pedofili e tantomeno pedofili TRAVESTITI da preti. Lo sanno tutti, tutti tranne quelli della Prometeo.

 

NEGLI USA DIOCESI FALLISCONO “PER” PEDOFILIA

Tucson. La diocesi di Tuscon, in Arizona, (così come l’arcidiocesi di Portland, in Oregon) è fallita non potendo far fronte alle richieste milionarie delle vittime dei preti pedofili

 

WASHINGTON – La diocesi di Tuscon, in Arizona, è fallita e ha chiesto l’amministrazione controllata in base al cosiddetto Chapter 11 (capitolo undici).
Quella di Tucson, con circa 350mila fedeli, è la seconda diocesi a subire questa sorte non potendo far fronte all’ondata di ricorsi e di rimborsi milionari alle vittime dei preti pedofili.
Lo stessa era successo, in luglio, all’arcidiocesi di Portland, in Oregon.
Il vescovo di Tucson, monsignor Gerald Kinacas, ha detto che decidere la bancarotta della diocesi «era la migliore delle decisioni», per permettere alle sue 75 parrocchie di continuare a funzionare.

Che aggiungere? 






IL PROCESSO.

Solito copione. Stesse assurde facce.

Vittime sole (e confuse), da una parte; predatori attorniati da parassiti, dall’altra.

Abbronzati e rilassati, loro; tesi e nervosi, noi.

Sguardi che si incrociano. Frasi mezze sussurrate. Palpitazioni.

Corridoi che portano a stanze. Separate da porte.

Oltre le quali la vita viene discussa, tra gli sghignazzi dei predatori ed i cuori infranti dei genitori.

Chissà se c’è un posto dove tutte le lacrime cadute a terra, si raccolgono. Per formare un fiume. Infinito ed incontenibile. Che trasformi la sofferenza in felicità.

 

Canzone: Paul Mc Cartney, Eleanor Rigby (live); Guns and Roses, Don’t cry.

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