Archivio di Novembre 2004

 

 

QUOTA 10.000

 

Un fronte comune contro la PEDOFILIA

 

Campagna AMICI DI PROMETEO 2005

 

Aderendo ci aiuterai a:

 

sostenere i bambini abusati e le loro famiglie

 

fare corretta informazione, corsi di formazione, convegni,

 

supportare i bambini della Romania e

 

portare avanti tutte le nostre iniziative!

 

PAOLO BORSELLINO / 2 –

Ho già parlato di Paolo Borsellino citando la splendida fiction a lui dedicata e andata in onda con grande successo di pubblico su Canale 5. Ritorno su di lui, riportando a seguire lo stralcio di una conferenza tenuta dalla sorella di Borsellino, Rita, inviatomi da un amico magistrato.

Ancora una grande testimonianza a ricordo di un GRANDE uomo, irripetibile esempio.

Partendo da quel dannato giorno, in Via D’Amelio……

 

<<E poi Paolo morì e io arrivai in quella via D’Amelio – non ero in casa quel giorno – devastata come da un bombardamento e mi venne incontro tanta gente che aveva subito la distruzione della propria casa e che non pensava a questo, che si stringeva attorno a me, attorno ai miei familiari, che ci abbracciava e piangeva con noi. E poi alla camera ardente a Palazzo di Giustizia, 2 giorni e 2 notti di fila interminabile di persone che aspettavano ore per passare soltanto davanti alla bara di Paolo e dei 5 agenti della sua scorta e poi i funerali, in cui migliaia e migliaia di persone sotto un sole cocente – era il 19 luglio e a Palermo alle 2 del pomeriggio, non è cosa agevole stare fuori – avevano aspettato delle ore perché in chiesa non si poteva entrare, solo per vederlo passare. E quando passò Paolo, piangendo lo chiamavano Paolo e ancora una volta capii – e ancora di più – che Paolo apparteneva a tutti, che Paolo non era solo mio, che Paolo era stato capace di suscitare tanto amore nella gente che neanche lo conosceva che ci doveva essere qualche cosa di speciale, qualche cosa di particolare. Mi guardavo attorno e sentivo che io dovevo dividere questo dolore con gli altri, ma non soltanto il dolore, anche la partecipazione, anche la presenza. Non potevo stare più chiusa dentro il mio guscio, anche perché il mio guscio non c’era più, la mia casa era stata distrutta insieme ad altri 140 appartamenti in quella via D’Amelio. Ecco, forse questo restare a nudo, in quel momento, senza questo guscio anche materiale, dentro il quale mi ero sempre rifugiata, in quei giorni mi ha aiutata a guardare meglio fuori e ho capito, ripeto, che Palermo non era quella che altri volevano che si credesse, che Palermo non era quella che io pensavo. Palermo era fatta di decine e decine, centinaia di migliaia di persone oneste, buone, che ci credevano, che avevano riconosciuto in Paolo qualcuno che lavorava per loro, che cercava di riscattarli in qualche modo e ne piangevano la morte. Allora, sentii il bisogno di stare con gli altri, sentii il bisogno di comunicare e di ricevere, quello che loro riversavano in qualche modo su di noi. Così cominciai a venire fuori, così cominciai a girare, ad incontrare persone e mi resi conto che c’era un movimento straordinario di gente, di opinione pubblica, di gente semplice, di gente che veramente a volte non riusciva neanche a esprimere quello che sentiva, che voleva giustizia, ma voleva giustizia come conseguenza della verità. Non era, ancora una volta, richiesta di vendetta, era richiesta di giustizia, che è molto diverso. Vedete, la vendetta è qualcosa di negativo, che deriva dall’odio. Secondo me non può generare che altro odio. E’ una catena fatta di male, non fatta di bene. Io mi rendevo conto di quello che aveva generato, il bene che Paolo aveva fatto, i sentimenti positivi che Paolo aveva trasmesso agli altri, e mi rendo conto oggi che l’odio, i sentimenti di vendetta non sono altro che elementi negativi che generano altro odio, che generano altra voglia di vendetta.>>

– Canzone: Mina, “Grande grande grande”.

<La sindrome di Munchausen>

La donna entra di corsa al pronto soccorso. Il bimbo, di sei anni, sta malissimo. Il volto è ceruleo e la respirazione difficile. Il cuore impazzito e la bava alla bocca, non promettono nulla di nuovo.

La madre scalpita ed urla. Inveisce contro i medici accusati di non fare il necessario.

Mentre lei sì, invece, che la risposta giusta sa di averla……

Una infermiera controlla nel computer. Negli ultimi mesi il piccolo è stato ricoverato ben sette volte. Sempre accompagnato dalla mamma. Sempre in condizioni gravi (“ha ingerito del detersivo, dei farmaci, etc. etc.). Nel sito di Prometeo abbiamo inserito un nuovo articolo intitolato LA SINDROME DI MUCHAUSEN, dal nome del “folle” barone dell’omonimo libro, retaggio di antiche letture giovanili.

La Sindrome colpisce prevalentemente donne, con gravi disturbi psichici, che “torturano” i loro figli e poi subito dopo chiedono aiuto, solitamente presso ospedali, per farli curare.

Ve ne consiglio la lettura.

FINO A CHE PUNTO SI PUÒ ARRIVARE…..

per andare in tv?!

E’ la domanda che viene analizzata in questi giorni in un convegno che si tiene a Roma.

La candid-camera mostra una ventenne che pur di partecipare ad un ipotetico reality show accetta anche di farsi tagliare un dito, non comprendendo, la povera creatura, che è già stata gravemente amputata di una parte del corpo ben più fondamentale:

il cervello.

PER CONOSCENZA.

Cronache
12 nov 09:24   Bari: pedofilia, arrestata maestra d’asilo

ALTAMURA (Bari) – Arrestata nel barese una maestra di scuola materna accusata di molestie sessuali nei confronti dei suoi piccoli allievi. La 44enne e’ ora ai domiciliari per ordine del gip del Tribunale di Bari, Michele Parisi, che sta indagando anche su un bidello e una collega della donna accusata di pedofilia. Secondo quanto emerso i bambini, di circa 4 anni, venivano spogliati e palpeggiati durante la proiezione di filmati sulla creazione dell’uomo. Gli adulti avrebbero anche fotografato e filmato i piccoli spinti a simulare posizioni di pratiche sessuali. Gli altri due coinvolti nell’inchiesta sono indagati a piede libero. (Agr)

 





DI CAVALLETTE, LEGALI PSICHIATRICI E PREDATORI ARROGANTI.

“Pensieri in libertà”.

Sempre più arrogante l’espressione dei predatori pedofili. Brescia ne è un esempio. Sentendosi spalleggiati e protetti da quella società che si considera civile, eccoli scrivere, sproloquiare, mettere in discussione anni di impegni e di studi, boicottare, e ruttare le loro inutili parole.

Bravi a gestire assurde conferenze stampa con legali che non avrebbero sfigurato al fianco di Jack Nicholson nel film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

Altrove (= Milano) invece preferiscono tacere: consapevoli di quanto schifo, al mondo REALMENTE civile, facciano.

Un padre (ma chiedo scusa ai papà se lo chiamo così), abusava dei suoi 4 figli, con il tacito consenso della madre (e chiedo scusa alle madri se la chiamo così), la complicità della sorella maggiore e il non intervento dei nonni; la madre come se non bastasse, faceva prostituire la figlia più grande (più grande tra i piccoli; oggi molto grande: 11 anni).

Certe storie, se non fosse che le viviamo ogni giorno in prima persona, le penseremmo inventate chissà da quale folle mente.

La condanna dell’abusante è stata di soli 11 anni. Il pubblico ministero Forno (da poco trasferito a Torino, dove c’è molto bisogno di una persona come lui) si è lamentato della esigua pena inflitta per un reato così grande.

Nel frattempo, mentre tutto questo capita, un altro luogo geografico entra nella nostra discussione, citato da questi pensieri in libertà: Cipro.

L’isola è infatti letteralmente invasa dalle cavallette e le autorità locali hanno chiesto aiuto:

in tutta risposta, l’agenzia dell’Onu che era stata interpellata ha inviato un ricettario su come cucinare le simpatiche locuste, “ricche di proteine e ipocaloriche”.

A quando la ricetta per sconfiggere la pedofilia?

 

Canzone del giorno: A PERFECT CIRCLE, Annihilation.

IL SONDAGGIO DI PROMETEO.

Aperto nel nuovo si to di Prometeo uno spazio sondaggi con la possiblità di lasciare dei commenti. E’ vero che vi trovo spesso molto restii a scrivere ma è anche vero che non possono apparire solo certe voci  (vedasi il commento che è stato subito messo, da parte di chi ancora una vlta non vuole capire un ciufolo).

Vi invito tutti a leggere e commentare (si accede dalla home page del sito, in alto sotto il banner).

Buona giornata a todos.

 

BORSELLINO.

E’andata in onda ieri sera la prima   puntata della fiction su Borsellino.

Non ho commenti da fare – visto che al commozione è ancora molto viva – se non questo:

qualsiasi cosa abbiate in programma per stasera annullatelo e guardate la seconda ed ultima parte (=Canale 5 ore 21,00).

Se avete dei figli registratela e guardatela con loro.

Dedicato a chiunque creda che malgrado il prezzo da pagare sia alto le cose possano realmente cambiare. In meglio.

 

“Gli uomini passano ma le idee restano e camminano con le gambe di altri uomini”.

Giovanni Falcone.

BERNARD LAW,AGAIN.

Ne abbiamo parlato tempo fa quando ha lasciato la diocesi di Boston per approdare a Roma. Lo pensavamo triste e pensieroso. Magari seriamente impegnato a riflettere su quello che era accaduto (anche) per colpa sua. Riflettere e pregare: per quei cento e passa bambini stuprati dai suoi “subalterni” che credevamo pesassero sul suo cuore come dei macigni. Irremovibili.

Invece ancora una volta ci siamo illusi che dentro certe persone il cuore si potesse veramente pentire e riattivare. Oggi infatti ce lo vediamo ritratto su di un noto settimanale mentre partecipa ad un party mondano, tra una contessa blasonata ed una marchesa pitonata………

Peccato aver mancato l’appuntamento con lei l’altra mattina a Roma. Sarebbe stato un colloquio molto interessante. Alla prossima………

POVERO ARAFAT.

“E’ morto. No è vivo e parla. No è in stato vegetativo.”

Le notizie si moltiplicano e si contraddicono, come nelle migliori tradizioni, quando il soggetto è un elemento simile. Restano invece confermati e sicuri questi dati:

in Palestina il 60% della popolazione vive in condizioni di povertà, con un budget non superiore ai due dollari al giorno (costo di un litro di latte: un dollaro; un chilo di pane: 70 centesimi); 1 bambino su 5 è denutrito; più della metà delle famiglie mangia una sola volta al giorno (“molti a pane e thé”); non esistono cure per l’AIDS (a causa degli alti costi delle stesse) e comunque l’intero sistema sanitario è a pagamento non esistendo la mutua; 10mila miliardi delle vecchie lire (ma la cifra è in difetto): il contributo dato fino ad oggi dal 1993, dalla Comunità internazionale, e di cui si sono perse le tracce.

Il patrimonio personale di Arafat è stimato intorno ai 4 miliardi di dollari.

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