Archivio di giugno 2005

Bisognerebbe che qualcuno trovasse il modo di fermare il mondo.

 

Magari pigiando uno di quei campanelli/allarme rossi che si trovano nei vagoni della metro. Facendolo arrestare ad una improvvisa fermata, dandoci così la possibilità di scendere. E cercare un nuovo spazio, una nuova frontiera.

 

Novelli pionieri sapremmo cosa fare.

 

Memori degli errori commessi. Assordati dai troppi silenzi. Rei per eccesso di immobilismo. Daremmo vita ad una società nuova.

 

Dove chi si è sempre riempito la bocca con la parola “bambino” taccia finalmente per sempre. Dove chi si è tolto certe “voglie” sulla pelle dei nostri cuccioli non abbia ossigeno e veda la sua stirpe condannata all’estinzione. Come forse il peggiore dei dinosauri. Certo il più vorace.

 

Fermate il mondo voglio scendere:

 

quante volte l’avete detto, gridato, o anche solo pensato. Sperando così in una via d’uscita. Una pausa rigeneratrice per azzerare il contatore e ripartire da zero. Invece ogni volta una nuova sofferenza. Ogni giorno un nuovo gradino per quella scala che porta verso il peggiore degli inferi.

 

Fino a quando non si ritrova in fondo all’anima quella forza, quell’insopprimibile bisogno di giustizia che accompagnata ad una adeguata fede, ci fa dare il meglio di noi. Con l’illusoria (?) tentazione di far cambiare il corso degli eventi. Con la reale (!) convinzione di fare in modo che giunga, a certe minuscole coscienze, il più grande dei nostri NO !!!!!!!

 

Un telefonata, in una ennesima mattina di afa e voglia di ferie. Una mamma giunge a noi grazie alla….vicina di ombrellone. Racconta di abusi in una scuola elementare. Di un maestro di religione incastrato da intercettazioni ambientali che lo hanno ripreso nell’atto di marcare le sue prede. Del fatto che lui abbia negato (“era un tipo al di sopra di ogni sospetto, il classico bravo ragazzo, roba da non crederci”) e poi, dopo la visione dei filmati dove appariva come protagonista, abbia confessato, dichiarandosi malato ed ottenendo così i domiciliari. La figlia della signora alla fine appureremo non aver subito nulla (la madre cercava solo rassicurazione) pertanto qui non ne parleremo così come non parleremo di tutta la vicenda che a breve racconteremo nei dettagli, quello che invece utilizzo come spunto è una frase detta dalla signora: 

come è possibile che questa società permetta tutto ciò? 

Ce lo siamo chiesti, io per primo, molte volte. Anche in questo blog. Ed ora, sono sempre più convinto, se mi vorrete seguire, che si debba alzare il tiro. Di nuovo. 

Attaccare come mai prima d’ora si è attaccato. Restituire il male e marchiare gli infami e gli aguzzini. Sarà il caldo che dà alla testa anche a me, ma in questo momento non riesco ad essere razionale, ed accantono i buoni propositi di tolleranza e pace.

Perché illustri bastardi sconvolgono a vita, la vita dei bambini (e di loro familiari), mentre le loro esistenze non possono essere ribaltate? 

Leggo che a Lecco gli stupratori di una ragazzina sono liberi, mentre lei tenta il suicidio e la sua famiglia (lasciata sola) non sa come affrontare tutto il dolore. 

Bisogna che tutti noi ci facciamo carico di quel dolore come fosse nostro e riprendiamo a dire ad alta voce, che questa società non è fatta per chi abusa.

Cominciamo a rispolverare le macine d’asino.

LA TERRAZZA/ REALITY SHOW.

Non so se ridere o piangere, gioire o soffrire, alla notizia che il commento chiamato “Buona domenica” è stato uno dei vostri preferiti in assoluto.E così penso che per tutta l’estate questa diventerà una rubrica fissa. Anche perché così sono fatti i blog. E poi un po’ di pausa in tutto ste’ mare di sofferenza credo anche io ci debba stare. Ogni un paio di giorni (splendido il mio italiano stasera) mi piazzo in terrazza e scrivo. A ruota libera. Tra un articolo e le bozze da correggere per un paio di bei progetti che stanno nascendo. Riparto da dove vi avevo lasciati: le lasagne di domenica sono state digerite solo da pochi minuti, complice un intruglio alla papaia che si ripromette essere miracoloso. In compenso coerentemente col mio vivere davanti ad un lago, per cena mi sono gustato una buona insalata di mare. Flip compone melodie morsicando a tempo, un maialino di gomma con sonaglio interno (se lo sente Jovanotti me lo scrittura), mentre dal lettore dvd gli U2 si esibiscono per la centotreesima volta davanti ad un mare di gente. Grazie al volume dell’home theatre posso fare in modo che i vicini di casa nel raggio di sei miglia possano godersi la musica con il mio steso livello di suono: questo significa essere veri altruisti. A proposito di altruismo come non ricordare l’amica che propri oggi mi ha trovato il biglietto per la prima data del loro tour italiano a San Siro: staremo comodamente seduti al terzo anello, li vedremo grandi come una squadra di puffi nani ma soprattutto spenderemo, per  poter dire c’eravamo anche noi, quanto spenderemmo per una settimana completa alla pensione Mirabella di Riccione (bevande escluse). Chiederò al marito carabiniere (acquirente del terzo biglietto) come poterla denunciare per complicità in estorsione. Le rondini sono state felicissime di essere state nominate nel blog e da allora hanno deciso di ospitare altre amiche: devono essere cinesi altrimenti non si spiega come possano stare in 24 in uno spazio di dodici centimetri quadri appeso contro ogni regola fisica sotto al tetto. Dal lago questa sera soffia una brezza piacevole. Peccato porti con sé tutto l’odore di fritto dei ristoranti sparsi per almeno venti miglia, che per un attimo (uno solo) fanno rimpiangere le lasagne appena smaltite. Nel frattempo anche Flip pare deciso a farsi piacere gli U2 e per dimostrarlo cerca di mangiare la custodia del dvd, prima che un urlo lo distolga dal suo intento distruttivo, salvandolo da sicura imbalsamazione. Ho iniziato il nuovo libro di Beppe Severgnini (che vi consiglio caldamente), dopo aver letto ieri sera il suo precedente “Un italiano in America” (che vi consiglio caldamente) e prima di passare, domani, a leggermi il suo “Inglesi” (che quasi sicuramente vi consiglierò, caldamente, a meno che non piova). E col consiglio per gli acquisti vi saluto e vi do appuntamento alla prossima. 

IL FORMATORE.

 

Ricevo oggi un articolo da alcuni membri del comitato scientifico di Prometeo sul tema degli abusi. Fa parte di un nuovo ciclo di documenti che andremo ad inserire nel nostro sito prossimamente.

 

Mentre lo leggo e apporto alcune aggiunte, mi vengono in mente gli articoli scritti dai pedofili durante lo scorso boy-love day e mi rendo conto di quanto fragili e “montabili” possano essere le loro difese.

 

La frase migliore l’ha coniata un amico poliziotto il quale dice che “sono così assurdi che convincerebbero anche chi critica Prometeo”……il che è tutto dire.

 

D’altronde la pedofilia gode e sopravvive non solo grazie ai silenzi ed ai boicottaggi ma spesso grazi anche all’imbecillità di taluni, a scapito della tranquillità di molti. Un esempio:

 

se vi cito il nome di Hubert Van Gijseghem dubito che vi dica qualcosa, al di là dell’impronunciabilità dello stesso. H.V.G. è in realtà uno psicologo (così dice) che spaccia in mezza America per scienza le sue folli teorie. Teorie apprezzate da tutti i pedofili che chiaramente trovano in lui la stessa scienza e la stessa giurisprudenza di cui hanno bisogno per farla franca e condannare chi li combatte. Teorie così:

 

definisce umanisti due autori che arrivano a giustificare la pedofilia e, con uno di questi, collabora  su una rivista di pedofili che giustificano la loro tendenza dicendo che rispettano la volontà di Dio e ribadiscono la fierezza di essere pedofili proclamando l’amore per i bambini

 

le sue tesi sono notoriamente utilizzate nelle aule penali per screditare la credibilità dei bambini e di chiunque testimoni a loro favore (in particolar modo le associazioni di tutela dell’infanzia; i mass media perché sarebbero loro ad incitare alla pedofilia e alle false denunce; la prevenzione da parte dello Stato perché così facendo invogliano i bambini a denunciare falsi abusi)

 

accusato di maschilismo e sessismo non solo dalle donne ma anche da prof. universitari e storici e dal Collettivo maschile contro il sessismo (vedi documento XX dove si parla di mercenari, preparati dalla lobby che difendono i pedofili, disposti a testimoniare il falso in difesa degli abusatori, in questo articolo si parla ancora del nostro psicologo e delle sue teorie)

 

mette a disposizione le sue tesi ed è vicino ai gruppi canadesi di padri separati accusati di abusi sessuali

 

mette a disposizione le sue tesi per
la Fondazione
per la falsa memoria ( teoria ripresa in vari documenti) ; é autore molto controverso e molto discusso e ampiamente criticato per la sua ambiguità, la parzialità e la poca attendibilità scientifica dei suoi studi, anche perché spesso autoreferenziali (dai documenti risulta che le autorità giudiziarie del Nord America lo abbiano screditato)

 

Vi basta? I passaggi chiaramente non sono miei ma tratti dall’interpellanza di un politico svizzero (tale Bill Arigoni…). Interpellanza già, poiché un soggetto come quello sopra citato, con un simile curriculum degno dei comitati italiani (che mi stupisco non l’abbiano reclutato) è stato invitato in Svizzera (e pagato profumatamente) per…….tenetevi forte…….tenere un corso di formazione su…….. come interrogare i bambini vittima di abuso. Incredibile ma vero.

 

Houston, we have a problem!

DEMONI E FANGO.

 

<< PARIGI – Il procuratore generale di Nanterre, Olivier Auferil, è stato duro nelle parole e con i numeri. Nella sua requisitoria ha chiesto ai giurati della Corte d’assise – entrati in camera di consiglio alle 18 – di condannare padre Francois Lefort – "uomo dalla doppia personalità" – a 13-15 anni di reclusione per aggressioni sessuali e stupri su minori.

 

Ha chiesto di credere alle testimonianze crude, spesso interrotte delle lacrime, dei sei ragazzi senegalesi – avevano dagli 11 ai 15 anni di età, all’ epoca dei fatti, negli anni ’90 – che accusavano il religioso di averli violentati.

 

Ha parlato di prove "schiaccianti e coerenti", nei confronti di "un santo caduto nel fango": padre Francois Lefort delle Ylouses, 59 anni, prete, medico e scrittore. Chi lo ha portato sul banco degli imputati sono alcuni di quei ragazzi che padre Lefort aveva incontrato in Senegal e in Francia nel 1995 quando si occupava per ragioni umanitarie dei "bambini di strada". >>

 

Non è la notizia di per sé a colpirmi, visto che non aggiunge paradossalmente nulla di nuovo al pianeta pedofilia. Il motivo per cui la riporto qui sta invece in due frasi, sopra citate che mi hanno particolarmente colpito, quelle cioè dove l’ennesimo predatore viene così dipinto:

A) “uomo dalla doppia personalità”

 

B) “un santo caduto nel fango”.

 

MI SEGNALATE IN TANTI L’USCITA DI UN NUOVO LIBRO FIRMATO….MASSIMILIANO FRASSI, DAL TITOLO Dalla periferia al centro …..

NON SO DI COSA SI TRATTI, MA SOPRATTUTTO SO ….CHE NON E’ MIO.

IL MIO NUOVO LIBRO, PER SCELTA DELLA CASA EDITRICE, SARA’ UNA STRENNA NATALIZIA E QUINDI VERRA’PUBBLICATO NON PRIMA DELLA FINE DI OTTOBRE, MENTRE E’ IN PREPARAZIONE IL LIBRO DEL BLOG CHE……POTREBBE USCIRE PRIMA. STATE COLLEGATI E VI TERRO’ IMNFORMATI.

Ammazza quanti siamo!

 

La frase in pseudo romanesco con retrogusto lombardo mi esplode nelle orecchie. E’ domenica e stiamo facendo, se così si può dire, gli straordinari. Per rispondere a tutti coloro i quali ci hanno scritto, mails e fax, di pura indignazione per la nostra denuncia dell’ennesimo boylove day.  Lettere  e mails che però non si sono limitate ad esporre tutto il proprio disgusto e la propria indignazione ma che si sono trasformate in esposti, denuncie, ordini del giorno per consigli comunali e provinciali, lettere ai giornali, interviste, e via dicendo.

 

Dimostrando che sì, è proprio così:

 

ammazza quanti siamo!

 

UN PO’ DI NORMALITÀ .1 – Buona domenica.

Domenica sera. Ore 18,00 circa. Spaparanzato su una comoda sdraio scopro di avere doti da equilibrista degne del circo Orfei. Con una mano reggo il bicchiere di thé verde freddo quanto basta, mentre con l’altra batto, con un singolo dito, i tasti del portatile sempre più prossimo a schiantarsi al suolo. La tenda installata ieri da un duo uscito da un film dei Vanzina, non ferma certo l’afa ma mi permette di usare il computer, mentre in cucina si infornano ….le lasagne (cosa desiderare di più per cena quando la colonnina del mercurio tocca i 37°, se non un buon piatto di lasagne al forno?). Dal lago giungono le voci dell’altoparlante del Lido che invita non capisco chi a spostare la macchina mentre la mamma di Bréd (Dio fa che sia un bimbo straniero e non un piccolo abitante della Val Cavallina) è pregata di recarsi alla reciépscion (dice così ….chissà come lo scrive) perché il figlio si è perso e la aspetta lì (risolto l’arcano: Brad, anzi Bréd è italianissimo). Flip 2 mi porta per la quinta volta in dieci minuti il suo nuovo giocattolo: un animale di peluche più vero del vero, di colore grigio (topo) e dalla lunga coda (da topo; ergo: è un topo). Gli brontola la pancia (a Flip non al ratto) in modo surreale e mi chiedo se gli abbia fatto più male il metà gelato che mi ha mangiato, annaffiato da mezzo esta thé ed un happy-hippo o una delle quattro zampine del topo che con fare famelico ha staccato ed ingoiato tutto d’un colpo. Anche la bestia made in Ikea, regalatagli da chi è quasi sicuramente un serial-killer latente, sembra lamentarsi. Rimpiangendo di non essere finito in una casa svedese, dove farebbe bella mostra sotto un’alce impagliata e non tra le fauci di un cane alieno. All’orizzonte un battello carico di turisti parte alla volta della sponda più bella del lago di Iseo (quella bergamasca), mentre nel lettore cd l’ultimo cd dei Coldplay (pieno di piccolo gioielli alternati a momenti di noia pura) lascia il posto ad una raccolta di Bob Marley. Riaccendo il telefono dopo una pausa di quattro ore ed i 12 messaggi presenti mi riportano alla realtà. Per fortuna che c’è Anna che sta già pensando alla Versilia, mentre Sonia mi ricorda che Renato Zero parteciperà al Live 8, quindi cosa facciamo ancora qui, perché non siamo già in rotta per Roma? Flip ha abbandonato il topo e si sta sfogando su di un pollo di plastica (simile a quello che Panariello usava per i suoi sketch), mentre dal cellulare ridono le nipotine (di 6 mesi) fotografate con i loro occhiali da sole. Anche le rondini combattono col caldo a tal punto che hanno praticato tre fori nel nido, poco sopra la mia testa, per far respirare i loro piccoli, mentre gli adulti vanno e vengono portando vermi ed altre prelibatezze. E’ un piccolo stralcio privato di un domenica sera qualsiasi, che prende nota tra le battute (con un dito solo) del computer e che metto qui, per ricavare un po’ di normalità. Uno spazio di semplice folle normalità prima di tornare a combattere il Mostro. Tagliargli l’ennesimo tentacolo, bloccargli la linfa che lo rende attivo. Sempre più certi che la lotta sarà dura ma lui non vincerà: ne è convinto anche Flip che nel frattempo si allena in un testa a testa con un coccodrillo, la cui coda viene mozzata in soli 3 colpi secchi. Buona domenica…….

ORGOGLIO PEDOFILO.

Domani è la tua festa. Fatta solo per te. A tua immagine e somiglianza.

Con la boria che ti contraddistingue ti alzerai fiero di te. Fantasticando di poterti fottere un altro innocente. Peccato: perché se tu ed i tuoi compari aveste orecchie per ascoltare sentireste cosa finalmente dice la gente. Quanto schifo gli fate. Quanto poco, appunto, avete da festeggiare: 

buon boylove day, 

buona giornata dell’orgoglio pedofilo, 

è gusto che vi facciano la festa.

n.b.: Nella home page del sito di Prometeo il comunicato stampa congiunto Prometeo/Telefono Arcobaleno/Osservatorio sui diritti dei minori, ripreso oggi da varie testae tra cui Libero, la padania, ed Il Messaggero, in prima pagina, con un commento a firma di Maurizio Costanzo!

 

Nello spazio FOTO invece il logo ufficiale….già perché hanno pure il logo!

DI PREDATORI, JUNGLE E MATRIMONI IMPOSSIBILI.

Conoscete gli studi di Konrad Lorenz?
Ce ne sono alcuni accompagnati da splendide tavole dove si mostrano i volti di cuccioli.Cuccioli d’animale. Cuccioli d’uomo.

Hanno tutti la stessa faccia, se così si può dire, le stesse caratteristiche del volto. Evito i particolari salvandovi da una noiosa lezione, per passare al succo del discorso. Poiché tali studi ma soprattutto suddette tavole illustrate, mi sono venute alla mente leggendo la notizia che vi riporto.

In Etiopia c’è un’usanza. Quella di rapire le bambine e darle in spose ai propri spasimanti. E così una bimba di 12 anni al ritorno da scuola viene prelevata da un gruppo di predatori, che la sequestrano e la tengono chiusa in una capanna al buio, dandole solo pane d’acqua per una settimana. Finché devono lasciare il proprio rifugio quando scoprono che la polizia è sulle loro tracce. Allora prelevano la bimba e si addentrano nella jungla.

La piccola piange ed ha paura. Molta paura.

Ma questo ai predatori non importa, anzi a volte li eccita pure. 

Fino a quando, non si sa da dove, ecco spuntare tre leoni che sbarrano la strada alle vere bestie. Bestie che chiaramente di fronte ai re delle foresta se la danno letteralmente a gambe levate, coerentemente col loro essere dei vili. La bimba è sempre più spaventata. I leoni le si avvicinano, e le si stringono intorno, scaldandola e proteggendola, senza farle alcun graffio anzi, tutt’altro. 

Quando la jeep della polizia arriva quella è la scena che vedono:

la bimba si è calmata ed i 3 leoni la stanno coccolando. Poi alla vista dei poliziotti si alzano e senza fretta riprendono la via che li ha portati lì, certi che la piccola non corre più alcun pericolo. 

Saranno stati i pianti o le grida, chissà, forse la paura che hanno percepito, chissà, certo è che hanno fatto una cosa che molti moltissimi uomini (e donne) non riescono a fare: 

guardare negli occhi un bimbo che ha bisogno. E salvarlo!

“E se ancora una leone sarò, tanti leoni vicini vorrò, leoni scattanti e voraci, spalancate le fauci. Mai più timidi conigli, mai più parcheggiati là.” – Renato Zero, Il Leone.

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