Archivio di Luglio 2005

LA FOTO – GALEOTTO FU IL CANOTTO. 

Della banalità del male, della sua normalità, di come i terroristi, i predatori pedofili, i serial killers, e tutti questi campioni di bastardaggine umana, abbiamo detto tanto e tanto continuiamo a dire anche in questo blog. Questa foto, che da giorni fa il giro del mondo rimbalzando da un media all’altro, ne è l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno. L’ultimo esempio in ordine di tempo. 

Ritrae i 4 terroristi rei del primo attacco su Londra, sereni e felici di condividere una gita in canoa sulle ripide di un fiume. 

Sono 4 normalissimi ragazzi. Siete voi coi vostri amici a spasso. Sono io appena tornato da un week-end al mare con i miei amici. Sono la normalità fatta persona. 

Cosa scatti poi nella loro testa. Come riescano così a mimetizzarsi tra di noi, a clonare i nostri comportamenti, ad essere dei camaleonti dell’anima, questo, temo, non lo capiremo mai.

LA TERRAZZA – reality show x the blog – Speciale U2 – the best – Frammenti di una notte rock.

Ci sono momenti che ti rimarranno dentro per sempre. E ne assisti consapevole del dono ricevuto. Giorno dopo giorno staranno con te. Cambiandoti (si spera in meglio), arricchendoti (sempre se sei di quelli che amano rimettersi in discussione ed apprendere), dandoti la certezza che si può e si deve dare sempre di più. 

Così è stato per il sottoscritto la sera del 21 luglio 2005. Show a San Siro degli U2. Un qualcosa di più di un “semplice” concerto rock. Un qualcosa che non si può imprigionare nello spazio di poche righe, scritte a mano su di un taccuino e ricopiate poi con un portatile. Della scaletta (diversa dal tour americano), cson “A beautiful day” che sfuma in “Sgt. Pepper’s”, “Elevation” che parte quasi acustica e poi esplode con forza, “Miss Sarajevo” con Bono che canta in italiano meglio di Pavarotti, avrete già letto sui giornali. Così come delle scenografie, le luci, gli effetti speciali. Qui allora riporterò solamente alcune brevi istantanee, scattate quella sera e rimaste, per l’appunto, dentro di me:

1- Hot dog, ovvero come rischiare di rovinarsi la serata:

Non so resistere agli hot-dogs. Se vado ad un concerto e vedo un posto dove li fanno (e li fanno sempre ai concerti!) qualsiasi ora sia, devo mangiarne uno. Col tempo ho imparato a rinunciare ai peperoni ed alle cipolle, pertanto mi basta una versione”liscia”, solo wurstel affogato nella ketchup. Il chiosco di questa sera, ore 18,00, meno 3 ore all’evento, si chiama “Da Pasquale” ed è esattamente davanti all’ingresso 21 dove dobbiamo entrare noi: sicuro segno del destino! Peccato che a servire ci siano 3 polacche che non capiscono una mazza di italiano e si offendono a morte quando chiedo di non mettere i crauti (o perlomeno quelle alghe made in Wannamarchi che loro hanno ribattezzato krautis, con la kappa e la s finale). Di Pasquale poi neanche l’ombra: sicuramente sta nella sua villa di Miami dove vive di rendita, visto che il panino lo pago 5 euro, che diventano dieci grazie al succo di frutta “arancia rosa” (cazzo: non capivano che volevo il thé ed alla fine x sfinimento ho preso il succo: arancia rossa + wurstel: fegato I love you). Il panino sa di cartone o forse di cartone lo è x davvero, ma per fame o semplice golosità viene trangugiato tutto: morale da due giorni ho mal di testa ed alla parola “hot-dog” canto tutte le canzoni di Madonna in spagnolo (“la islaaa bonitaaaa”).  

 

2- Merchandising: 

La seconda cosa a cui non resisto ai concerti è il merchandising. E quello che non trovo qui me lo faccio comprare da chi visita E-bay. Pertanto dopo il controllo biglietti ecco subito un’altra bella coda, per pagare una maglia che non metterò mai, esattamente la metà di quella di Armani che indosso. L’idea di portare gadgets agli amici venne accantonata dai prezzi stratosferici, perfettamente coerenti con le fascette bianche distribuite nello stand accanto, riportanti la seguente dicitura: “combattete la povertà”.

 3- Il pubblico:

In ognuno di noi c’è un lato oscuro. Il mio viene tenuto a bada con difficoltà  in situazioni come la seguente, dove sogno di diventare come Hannibal The Cannibal, ma soprattutto di agire come Hannibal The Cannibal: troviamo posto dopo spinte, controlli, pause al bagno per le signore, rinunce al bagno per i signori (qualcuno un giorno mi spiegherà perchè i maschi non sanno usare i bagni pubblici e preferiscono c’entrare il pavimento piuttosto che la tazza del cesso?). Siamo al primo anello (pensavo al terzo e gioisco: poi mi ricordano che col prezzo del biglietto avremmo comprato l’intera curva nord e taccio). Siamo però sotto la tettoia (sì lo so non si chiama così, ma rende l’idea…), e si respira a fatica, visto anche il caldo carico di smog made in Milano. Ottimo quindi che l’idiota davanti a me si accenda una sigaretta dietro l’altra, d’altronde che gliene frega a lui se gli altri non respirano. Ancora più assurdo poi vedere che se la prepara: se continua così gli do 50 euro e lo mando a comprarsi una stecca di Marlboro purché si levi dai……. Mi sposto: davanti a me tre esseri segaligni. Tre intellettualoidi con gli occhiali modello Albano (per capirci), ma col cervello della Lecciso (giusto xché tutto stia in famiglia), che portano le calze corte con i sandali (…) e le canottiere della salute sotto finte Lacoste, piene di forfora sul colletto. Basta questo per l’estradizione: dopo averci annoiato per un’ora con i loro assurdi discorsi pensano di stare in piedi (unici in tutto lo stadio, parola di giovane marmotta!!!!!) per l’intera serata. Altro che Hannibal….. 

4- The Music: 

Quando entrano in scena ti sembrano tutto tranne che 4 superstars del rock: hanno una faccia che ti è nota, sono tuoi amici da sempre, tuoi parenti addirittura. E’ come la zia che torna a farti visita a Natale o tuo cugino che diventa padre e ti porta le sue creature. Poi ti svegli e ti accorgi che hai sognato ma per un attimo è così che li senti. Il carisma di Bono è fenomenale tanto quanto il distacco molto british del bassista Adam Clayton. Tra i momenti clou: Bono che si fa dare una bandiera inglese e canta una versione incazzata e tiratissisma di Sunday bloody Sunday (lontana anni luce da quella in versione acustica che sto ascoltando mentre scrivo, live from Sarajevo ’97) e di Bullet the blue sky; Bono che ricorda Papa Woytila e dopo avere baciato il rosario che il Santo Padre gli regalò lo appende all’asta ed intona One che così raggiunge dritta il paradiso; Vertigo puro pezzo di punk rock che i miei vicini intellettuali non capiscono convinti che il punk lo suoni Avril Lavigne; Pride perché è Pride e mi ha fatto giurare amore per sempre; Sometimes you can….dedicata al padre di Bono ed a tratti quasi sussurrata; Zoo station e l’abito da militare che indossa; la ragazza presa dal pubblico e “corteggiata” sulle note di All I want is you; la “vecchia” I will follow che non ricordo bene e canto in finto inglese tanto non se ne accorge nessuno; Bono che invita tutti a mandare un sms solidale (visitate: www.nientescuse.it , please) e quando i cellulari accesi fanno illuminare San Siro si ferma e colpito dice “wow (= uau) sembra un gigantesco albero di Natale…a luglio” (e gli intellettuali traducono subito, giuro che è così: “ha detto che è luglio”: ok, passi che è in tour da almeno due mesi ma credo sappia che data è oggi: pirloni!);……

5- The End:

A novembre uscirà il dvd e so già che insieme a  Renato (perché Renato pubblica qualcosa di nuovo?! ) sarà il mio regalo di Natale più gettonato. Come promesso saluti dalla Terrazza, ritornata per dovere e per piacere alla calda notte milanese, che, come poche altre volte mi è capitato (Bruce, Paul e pochissimi altri) m’ha insegnato cosa sia il rock’n roll. And I like it! 

p.s.. assente ingiustificato Flip: non ha ottenuto il pass per l’area vip ed arrabbiato (moooltooo arrabbiato) è rimasto a casa. Per ripercussione non descriverò i disastri che ha fatto. Dico solo che da alcuni giorni ascolta a tutto volume “Pupo live in Canada”, fate voi…..

Continua…….  

 

Comunicazioni di servizio:

Per chi chiede più dettagli sul concerto degli ….U2:  vedrò cosa fare (e, no, non l’ho registrato: perhcé fatciare quando tanto poi lo si trova di ottima qualità?!)

Per chi chiede se vado a Viareggio per quella cosa là, la risposta è sì proprio per quella cosa là, siamo in 5 (e magari ne riparlo lunedi).

Per chi chiede come ho preso la notizia sulle maestre di Brescia (che sono state agli arresti per più di due anni e sono a processo per pedofilia), rispondo che sono terminati gli arresti per scadenza dei termini e forse è giusto che sia così visto che non credo ci sia il pericolo di reiterare i fatti e quindi si aspetti l’esito del processo.

Per chi è della zona Brescia-Bergamo ricordo che domenica prossima (24 luglio) dalle ore 10,00 alle ore 18,00 viaspettiamo nella nuova piazza di Pisogne per la manifestazione Names project coperta dell’aids, con stand di Prometeo per progetto aodzioni e nuova mostra fotografica sulla Romania.

Per chi non ha visto i passaggi tv e le interviste per il progetto di cui sopra ricordo che da settimana prossima metteremo un comunicato nel sito di Prometeo e lo manderemo via mail ai soci.

Per chi chiede del nuovo libro ricordoche se ne parla per Natale e prometto prima della fine di luglio didirvi qualcosa di più.

Per chi si lamenta chenel blog non metto foto nuove da uan settimana, do appuntamento a lunedì prossimo.

Fine delle comunicazioni (sembra di essere al termine di una messa), baci grandi a tutti, o quasi.

Buon uickend a todos.

PICCOLE DONNE CRESCONO.

L’ennesimo psicologo morto di fama, ha catalogato il tutto come “bullismo giovanile”.

In realtà la protagonista di …..11 anni d’età (di cui non si sanno le generalità in quanto minore) sarebbe potuta diventare…… la più giovane serial killer del Regno Unito, se non fosse che le su vittime sono tutte miracolosamente riuscite a farla franca. Nel giro di un mese ha infatti cercato di impiccare un bimbo di 8 anni, legandolo ad un cappio e torturandolo con ortiche e bastoni (a detta dei medici se non si fosse liberato e fosse rimasto legato solo altri 30 secondi sarebbe certamente morto per asfissia), ha provato ad affogare una coetanea ed ha preso a testate in faccia una compagna di scuola fino a farla svenire.

Quando il padre (unico adulto che si cura di lei, dopo la morte della mamma della piccola, avvenuta lo scorso dicembre) ha saputo dalla polizia la triste vicenda ……..ha subito chiamato i tabloids inglesi, per vendere in esclusiva la storia della figlia. Richiedendo almeno 5.000 sterline.

E poi ci si stupisce della figlia……

LA BANALITÀ DELLA BESTIA.

Hanna Arendt l’aveva definita “banalità del male” ed al suo omonimo libro abbiamo attinto spesso a piene mani per cercare di capire e per cercare di spiegare i predatori di cui ci occupiamo oggi, figli legittimi dei predatori nazisti di ieri. Torniamo a scomodare questa fondamentale pubblicazione, leggendo i nuovi verbali resi noti sulle Bestie di satana. E’ sempre Andrea Volpe a parlare, il leader “pentito” (?!) del gruppo:

DOMANDA: “…come veniva commentato il duplice omicidio anche da coloro che non ne avevano preso parte?

RISPOSTA: Ridendo. Sì ridendo. Praticamente ridevano tutti”.

UNO DOS TRES U2

Sono spiacente di non essere riuscito ad aggiornare in diretta il blog ieri sera ma anche solo le foto fatte col cellulare erano purtroppo di bassa qualità. Esattamente l’opposto di quello che, per qualità appunto, posso dire essere stato uno dei concerti più belli della mai vita. 4 musicisti magistrali. Un front-man come pochi. Istrionico, seduttivo, ammaliatore, chiacchierone, amico del cuore e sfacciata rockstar. Ora non si vede l’ora che esca il dvd (…natale), per ricordarsi di quasi 3 ore di grandissime emozioni. Grandi U2.

DOMANI “LA TERRAZZA” SI SPOSTA A …..SAN SIRO.

U2 LIVE X THE BLOG:  SE RIESCO (TRADOTTO: SE LEGGO IL LIBRETTO DI INFO. DEL PALMARE ED OTTENGO UN PASS X FLIP), AGGIORNAMENTO LIVE SUL BLOG IN DIRETTA DAL CONCERTO ROCK DELL’ANNO.  STATE COLLEGATI.

SOGGETTI SMARRITI.

Proprio mentre si preparava la sua scheda per il blog e si aspettava l’ultima verifica sul suo conto prima di poterne raccontare la storia, ecco che la cronaca ci anticipa e ce lo riconsegna.….in manette.

Il soggetto di cui parlo è il reverendo “Joseph Henn”, ennesimo pedofilo che per meglio predare le proprie vittime si è trovato il migliore travestimento sociale possibile: quello da sacerdote.

Henn era da tempo “wanted”-  “ricercato” in America (diocesi di Phoenix) con ben 13 atti d’accusa pendenti su di lui, per gli abusi accertati su diversi chierichetti. Ora è agli arresti domiciliari nella sua (bella) casa romana vicino a Piazza San Pietro (conoscete qualcuno in via della Conciliazione 51? Io no!?), in attesa di accettare o meno l’estradizione (qualora non accettasse, si inizierebbe il processo….. per l’estradizione medesima). Ma l’elenco dei predatori fuggiaschi continua, e per uno arrestato ce ne sono ancora circa…… 200 in libertà.

Continua……next Rev. M. R. 

NO COMMENT.

Francia: maxi processo pedofilia ad Angers, giuria si ritira.

PARIGI – La giuria della Corte d’assise di Angers (Maine ed Loire) chiamata a giudicare nel più grande processo per pedofilia mai intentato in Francia si è ritirata oggi per decidere la sorte dei 65 accusati. I nove giurati (5 uomini e 4 donne), il presidente della Corte e i giudici a latere resteranno rinchiusi in alcuni locali della scuola superiore del Genio di Angers probabilmente per circa una settimana, il tempo per decidere sui 1.968 quesiti relativi alla presunta colpevolezza degli accusati. Il processo era cominciato il 3 marzo scorso con 39 uomini e 29 donne tra i 23 ed i 73 anni accusati di violenze, aggressioni sessuali, prostituzione e di altri reati connessi ai danni di 45 bambini di età variabile tra pochi mesi e 12 anni al momento dei fatti, accaduti tra il gennaio del 1999 ed il febbraio 2002. Le arringhe dei diversi difensori, durate complessivamente oltre due settimane, si erano concluse l’altro ieri.

PESCA GROSSA.

E’ come quando vai a pescare Ti impegni tanto, convinto di “beccare” il pesce giusto e magari tornando alla macchina con il secchio vuoto e l’umore nero, scopri che hai parcheggiato sotto ad una pianta di ciliegie. Di cui fai man bassa. E’ accaduto così ai militari che da alcuni giorni facevano operazioni sul territorio della campagne leccesi, in cerca “di ben altro”. Grazie però ad alcune segnalazioni giunte loro, hanno “beccato” sul fatto un contadino 48enne, che seminudo stava abusando, per l’ennesima volta, della figlia quindicenne.

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