Archivio di novembre 2005

Per problemi tecnici e per una mia assenza ci ritroviamo qui venerdì (o magari anche il giorno prima).

Con un bel diario su questi giorni infiniti. Una sorta di speciale "La terazza" on tour.

Il convegno di Cuneo. Poi Roma. Latina. La partecipazione di alcuni nostri operatori al concerto dei Nomadi (Vale. solita fortunata!). L’incontro con l’operatrice del Budimex. La rappresentazione teatrale tratta dai miei libri. E tanto tanto altro ancora. Bye……

NO COMMENT.

Quale modo (peggiore) per riaprire la settimana con l’ennesimo spazio NO COMMENT?

Scoppia un nuovo scandalo pedofilia in Francia.

Arrestati per il sequestro lampo di una bimba di 6 anni, due disoccupati francesi, a sorpresa, hanno confessato anche di aver violentato una decina di bambine.
I nomi di Dominique e Alfreda, marito e moglie di 36 e 30 anni, sembrano destinati a essere legati a un nuovo scandalo di pedofilia.Il procuratore di Angers, Brigitte Angibaud, si prepara sin da ora a una lunga inchiesta, che non terminerà probabilmente prima di uno/due anni: "A quanto pare la coppia si proponeva di fare da baby sitter ai figli dei conoscenti ed è in queste occasioni che gli atti sono stati commessi".Le vittime hanno fra i 3 e i 12 anni d’età. Il sequestro che ha fatto scoppiare il caso è avvenuto domenica nella località di Jallais, nell’ovest della Francia. La seienne rapita veniva rilasciata l’indomani, dopo un appello dei magistrati che promettevano clemenza in cambio della liberazione. 

NOTA: 

Qualcuno là dove c’è il potere si sta accorgendo di quello che è successo?

Vuole fare finalmente qualcosa?

La Storia oggi lo richiede. Altrimenti continueremo a leggere cose così: 

Pedofilia. In Brasile frate condannato a 14 anni per abusi. 

San Paolo – Un frate brasiliano di origine italiana è stato condannato ieri a 14 anni e 8 mesi di reclusione per aver abusato sessualmente di un chierichetto di 13 anni e di un bambino di 5 al quale insegnava a suonare la chitarra.
Tarcisio Tadeu Spricigo, parroco della località di Anapolis, nello stato di Goias, era gia’ stato condannato in passato per lo stesso reato nella citta’ di Agudos, nello stato di San Paolo, il che non ha impedito alla gerarchia religiosa di affidargli una nuova parrocchia e la responsabilita’ di molti ragazzi.Spricigo e’ stato denunciato dalla madre di un ragazzo che ha oggi 15 anni, che glielo aveva affidato perche’ in difficolta’ finanziarie. Il frate lo aveva preso a vivere con se’ come chierichetto, ma la donna si e’ presto resa conto del repentino cambiamento di comportamento del figlio e lo ha affidato a uno psicologo, che ha rapidamente portato alla luce gli abusi. Il ragazzo ha rivelato che il sacerdote lo molestava costantemente, imponendogli di non parlarne con nessuno. L’altra vittima di Spricigo e’ un bambino di 5 anni, che ha raccontato in dettaglio al giudice i tentativi di sodomia del frate nel corso delle lezioni di chitarra in parrocchia. Spricigo si è dichiarato innocente e ha attribuito le testimonianze delle sue vittime alla ”immaginazione fertile e creativa di due bambini ispirati – ha detto -, la cui intelligenza assomiglia molto a quella di un imbecille adulto”.

NOTA:

Sono i bambini ad essere come “imbecilli adulti”.Ancora una volta.

Perché non basta stuprarli. Bisogna anche infangarli, offenderli, marchiarli.

D’altronde questi predatori sono povere vittime innocenti. Senza alcuna colpa. Poi ogni tanto abbassano le difese e si sbagliano. 

Confessando: 

Abate confessa gli abusi su 30 bambini. 

FARNETA (Arezzo) – Un santo fuori, un orco dentro. Due facce, una sola vergogna, quella per l’uomo e quella per

la Chiesa. Quando Pierangelo Bertagna ha abbassato gli occhi grandi e neri e la fronte alta e calva, neanche gli investigatori gli volevano credere. E’ tutto vero, il Belfagor dei Bambini, quell’omone dalla faccia grande e le mani forti, era davanti a loro, perché trenta ne ha raggirati guadagnando un primato che la difesa semplificherà in molestie sessuali e l’accusa chiamerà violenza carnale. Trenta, e l’ha confessati tutti con la voce fonda e l’animo bifido. Il paese tace. Sui volti della gente di Farneta sconcerto per un segreto pesantissimo, che gravava nell’aria come un macigno. Quello era il loro parroco. C’è rabbia, in quei volti, tanti genitori pronti a fidarsi di una catechesi senza sospetto, e sollievo di chi è riuscito a scampare a un incubo grande. Tanti bambini potranno continuare a giocare con l’innocenza della loro età, ma sempre troppe le vittime che non dimenticheranno. «Mamma, devo dirti una cosa…»: è cominciato tutto così, in Valdichiana, con un bambino di appena 13 anni che ha provato a spiegare alla mamma quelle cose strane che faceva con don Pierangelo, il sacerdote dell’abbazia di Farneta, il suo parroco, vincendo da solo la vergogna. La mamma, sconvolta, è corsa dai carabinieri alla ricerca di una giustizia che potesse diventare conforto. Era l’11 luglio, quando la procura di Arezzo ha aperto il fascicolo affidando le indagini al pm aretino Ersilia Spena, disposto le intercettazioni telefoniche e ottenuto le prime conferme: pedofilia. Scattano gli arresti domiciliari,

la Chiesa corre ai ripari: due settimane fa, il vescovo di Arezzo, Gualtiero Bassetti, lo stesso che, nel 2000, ha ordinato sacerdote Pierangelo Bertagna, decide di sospenderlo "a divinis" e lo trasferisce in un eremo della Valdichiana aretina, dove il pedofilo sconta il provvedimento deciso dal gip Gianni Fruganti: arresto per violenza sessuale nei confronti di minori. La scorsa settimana, la diocesi ha annunciato la sua sospensione e ha disposto il processo canonico che potrebbe togliergli qualsiasi titolo religioso. Di certo,

la Chiesa di Papa Ratzinger non interverrà nella vicenda con mano leggera. Nel frattempo, inizia anche il via vai di molte famiglie dai carabinieri del posto, tante, troppe per denunciare un incubo terribile: «Anche nostro figlio ha subito le strane attenzioni di quell’abate, aiutateci». In quelle famiglie vivono bambini che non superano i quindici anni. Trenta di questi bimbi, otto, nove, undici anni, sono stati violentati da quell’abate dalla barba lunga e gli occhiali da vista, un "babbo Natale" buono, così attento ai ragazzi del posto e attivo nei loro confronti, ma anche così falso. Chi poteva immaginarlo: don Pierangelo incantava con le parole e con quei modi pacati, il suo carisma aveva affascinato e convinto tutti. Ma, forse, la solitudine passata nell’eremo lo ha costretto a riflettere, a guardarsi nell’animo con onestà. E, dopo mesi di indagini serrate e silenzio, ha confessato tutto. Gli abusi sono iniziati negli anni ’90, quando Pierangelo Bretagna, oggi quarantaquattrenne, era un missionario laico all’estero per la congregazione dei "Costruttori della preghiera", con cui condivideva una rigidissima vita di rinunce e sacrifici: «Dormivo sul pavimento e mangiavo solo verdura», ha raccontato agli inquirenti. Ma tutte quelle privazioni non sono bastate a spegnere quegli istinti insani: «Trenta ragazzi, ho abusato di trenta ragazzini, bambini o adolescenti tra gli 8 e i 15 anni». Un brivido di gelo e di rabbia. La confessione continua: quelle violenze sarebbero iniziate nella sua zona d’origine,

la Lombardia e il Bresciano (don Bertagana è nato a Gardone Valtrompia, in provincia di Brescia), dove lavorava come missionario laico, poi proseguite al seminario di Arezzo dove, a 39 anni, era diventato sacerdote, fino all’abbazia di Farneta, a poca distanza da Cortona, in cui era stato nominato parroco. Violenze e molestie si intrecciano in un filo di orrore che percorre mezza Italia. Le indagini continuano, continua la ricerca delle conferme che, puntualmente, arrivano. In paese, invece, c’è solo voglia di dimenticare.

Per Deborah,

25 anni. Uccisa più volte nella stessa vita, da una bestia ridente, Prima dell’omicidio, durante e dopo.

A te che oggi sei "pura luce", l’abbraccio e la commozione che dovevamo darti prima……………………………

COMPITO IN CLASSE.

Oggi vi chiedo di fare un esercizio. Un piccolo breve ma importante compito. Per farvi riflettere, ancora una volta, sulla follia non tanto dell’atto pedofilo in sé, ma del terreno fertile entro il quale attecchisce.

Vi invito allora a leggere bene il titolo del lancio d’agenzia che ho riportato qua sotto.

Leggetelo (SOLO IL TITOLO!!!) poi tornate qui…….fatto? (è una vita che voglio dirlo) – Bene. 

Se potessi comunicare con tutti voi, all’unanimità mi confermereste che dal titolo letto sembra quasi evidente che ci sia non solo la riduzione della condanna ma una sorta di assoluzione dell’ennesima povera innocente trascinata sulla gogna. Vero?

Ottimo.Ora leggete la parte rimanente dell’articolo, io aspetto……..fatto? (aridaje) – Bene. Molto bene.

Come avrete potuto vedere l’articolo è di ben altra natura.

La pedofila resta tale, ha solamente beneficiato del patteggiamento ed ha evitato il carcere. 

Ma questo non ha impedito a chi ha scritto il pezzo e l’ha fatto circolare su tutti i media italiani di confondere le acque ed offrire, ancora una volta, l’errata prospettiva. Dalla parte di chi abusa. 

 BABY SITTER DI 57 ANNI ACCUSATA DI PEDOFILIA, RIDOTTA

LA CONDANNA.

Milano – Da 7 a 3 anni di reclusione: questo la decisione della prima Corte d’Appello, la donna è accusata di violenze sessuali su un bambino che le era stato affidato in custodia.

Milano – L’ imputata, una baby sitter di 57 anni, ha sempre negato i fatti, ma in primo grado, malgrado il rito abbreviato, fu ritenuta colpevole e condannata a sette anni. Nella difesa dell’ imputata è subentrato l’avvocato Vinicio Nardo che ha proposto al sostituto procuratore generale Bruno Fenizia il patteggiamento sulla base di una condanna a tre anni che avrebbe consentito alla sua assistita di evitare il carcere.

La Corte ha accettato la proposta e l’ha ufficializzata in sentenza.

VOYEUR.

Il pubblico di guardoni fa la fila fin dalle prime ore del mattino e prende addirittura il numerino per entrare “nel giusto ordine”, senza che qualcuno faccia il furbo e ti freghi il posto. Il pubblico di guardoni si commuove, indigna, frigna, eccita vedendo i nuovi divi dei talk show sfilare davanti a loro. Poi, eccitati, per la parte che a loro è toccata. Gaudenti per l’essere stati assurdi protagonisti di una grande farsa tornano a casa e riattaccano al telefono, tempestando amici e parenti di telefonate. Facendo sapere al maggior numero di persone possibili che “loro erano lì…l’hanno vista…hanno ascoltato”. E magari, in una botta di nostalgia, sfogliano l’album delle vacanze, con la fotografia fatta davanti alla casetta di montagna o peggio ancora (ammesso che un peggio poi ci sia) al cimitero. E’ il pubblico di guardoni ammaestrato e sedotto per il grande circo di Cogne. E’ il pubblico che ci fa spegnere il televisore e provare per loro un indecifrabile misto, di pena e vergogna.

Quando i carabinieri l’hanno portato via (prima dritto in carcere poi ha ovviamente ottenuto i domiciliari presso un parente), un marocchino di 36 anni, residente nella bergamasca, con (purtroppo) regolare permesso di soggiorno ha più volte esclamato la seguente frase:
”non ho fatto nulla, è mia moglie che quando è incinta mi denuncia”. 

Ma benedetti carabinieri, volete ascoltarlo?

Certo ci sono tre persone (una donna incinta e le due figlie di 4 e 7 anni – QUATTRO E SETTE ANNI!!!!) finite all’ospedale per gravi maltrattamenti e c’è un uomo già segnalato in passato per gravi maltrattamenti. 

Ma vogliamo metterci in testa che la colpa è dei capricci delle vittime. 

Che non ci sono più le donne di una volta che le pigliavano e se ne stavano zitte.

Cazzo, queste fanno pure i capricci. 

E andiamo….già, andiamo…..

“Tu eri la mia forza quando ero debole,

eri la mia voce quando non riuscivo a parlare,

eri i miei occhi quando non riuscivo a vedere…”.

Céline Dion, Because you loved me.

Per Sandra. È arrivato tutto (cd di Céline compreso) e ti ringrazio  qui poiché so che la sorpresa ti farà piacere. Un abbraccio, a presto, kisses and goodbye!

NO COMMENT. 

 Pedofilia online: 27 perquisizioni.

Controlli anche in istituto religioso.

Foto, filmati con atti sessuali tra adulti e bambini e un fornitissimo archivio di siti internet pedopornografici corredato dalle relative password di accesso. Li ha scoperti la polizia postale di Catania, che, in collaborazione con il Nucleo investigativo telematico della Procura di Siracusa, ha effettuato 27 perquisizioni in tutta Italia. Controllato anche un istituto religioso. Una donna sarebbe indagata.L’operazione, denominata "Fuga nel web", è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano, e dal sostituto Antonio Nicastro. Secondo quanto si è appreso, l’inchiesta sarebbe scattata dopo una denuncia dell’associazione Telefono Arcobaleno.Le indagini hanno riguardato uno spazio web diverso dai tradizionali siti internet, una specie di archivio personale che non offriva la possibilità di visionare materiali ma soltanto di scaricarne una copia. Un angolo remoto e nascosto della rete, ma condivisibile, dove, come hanno reso noto gli investigatori, c’erano video hard con protagonisti adulti e bambini molto piccoli e un archivio di link a siti pedopornografici.Le perquisizioni sono state eseguite in tuta Italia: nelle province di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Torino, Novara, Modena, Reggio Emilia, Genova, Padova, Verona, Ancona, Forlì, Bari, Cosenza e Catania. Fra gli indagati c’è anche una donna. Nell’inchiesta della Procura di Siracusa sono confluiti anche atti di fascicoli che erano stati aperti dalla magistratura a Roma e Bologna.

Giorni tristi per i pedofili mascherati da preti.

Giorni che confermano, semmai ce ne fosse stato bisogno quanto da tempo denunciamo, quanto nel mio libro grido a voce alta.

Partiamo dall’Italia per approdare al Brasile.

Senza pietà. Senza vergogna. Senza alcun limite.

Semplicemente predatori.

AREZZO – Sospensione a divinis per don Pierangelo Bertagna, il sacerdote di 44 anni arrestato nel luglio scorso con l’accusa di aver molestato un ragazzino di 13 anni di Farneta, frazione di Cortona, della cui abbazia il religioso era parroco.
La curia di Arezzo ha reso nota la decisione, che da qualche tempo circolava negli ambienti ecclesiali aretini, pubblicando la notizia della sospensione dell’abate sul numero in distribuzione da stamani di ‘Toscana Oggi’, suo organo ufficiale. Oltre a sospenderlo dall’esercizio delle funzioni religiose, la curia sta aprendo nei confronti del sacerdote, anche un ‘processo penale amministrativo secondo le disposizione ecclesiastiche’, che potrebbe condurre alla sua ”riduzione allo stato laico’. Don Bertagna aveva preso i voti da adulto, a 39 anni.
Era stato lo stesso vescovo che ha firmato il decreto di sospensione, monsignor Gualtiero Bassetti, a ordinarlo sacerdote nel 2000. Subito rimosso dalla parrocchia, affidata a due nuovi preti, don Bertagna e’ andato agli arresti domiciliari in una abbazia dell’Appennino tosco-emiliano.

NOTA:

VI RICORDATE QUANTE CE NE HANNO DETTE? E QUANTE NE HANNO SCRITTE? ADDIRITTURA AD UN SANTO FU PARAGONATO.

UNO SCHIFO SENZA CONFINI!

p.s.: complimenti alla Curia aretina e chissà che qualcuno non la imiti. 

 

Sud America – In Brasile 1.700 sacerdoti sono responsabili di abusi sessuali sui minori.

Il settimanale “Istoé” ha pubblicato i diari di uno di loro. Anche in questo caso il termine predatore è quanto di meglio la lingua potesse offrirci (v. foto pubblicata ieri ed articolo nello spazio COMMENTI):

“il prete fa con me come un uomo fa con una donna. Mi toglie i vestiti, alza la tonaca, mi prende sulle sue ginocchia, mi dice di stare tranquillo e poi mi…”, “…sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto nella mia….saremo felici per sempre”, “mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio…perché sono il giovane più sicuro al mondo”.

Chissà se i nostri amici stanno preparando un charter per andare a difendere i pedofili accertati.

Sicuramente qualche ragazzino da far tacere c’è ancora……. 

CAMBIA CANALE.

Sabato pomeriggio. Programma di Maria De Filippi (che peraltro adoro), Aldo Busi (che peraltro detesto) dà consigli su come “accalappiare un uomo, spennarlo e mollarlo” presentando il suo nuovo libro (sigh), truccato e vestito come Zsa Zsa Gabor (negli intenti) o per meglio dire come la nonna di Platinette (nella realtà dei fatti).

MTV. Domenica pomeriggio. Mtv music awards 2005 da Lisbona.Il comico (?) presentatore canta “The greatest love of all” circondato da bambine in pigiama che coccolano i loro peluches (qua dovreste sapere il testo, per capire meglio la situazione….splendido pezzo di Whitney Houston….I believe that children are our future, teach them well and….): poi improvvisamente la musica cambia. Le bimbe in realtà sono ragazze che in abiti discinti (dopo aver tolto il pigiama) si atteggiano a Lolite vicino al pirla che canta I want to sex you up……

Sono solo 2 della tante segnalazioni che mi avete mandato e che ho potuto verificare. Segnalazioni di una tv molto rispettosa, ai bambini.

p.s.: compenso di Aldo Busi per ogni puntata (della durata di circa mezz’ora): 15.000 euro.

Frassi (Associazione Prometeo): <Inaudito promuovere Melissa P nella giornata dell’infanzia>

21 nov. 05 <C’è gente che lavora ogni giorno, tra indicibili difficoltà, per arginare una dilagante cultura pedofila e, proprio in coincidenza con la giornata mondiale sui diritti dell’infanzia, la televisione di Stato promuove a Domenica in… un film costruito sulle fondamenta letterarie di una squallida storia di pedofilia. E’ inaudito e offensivo>. E’ duro il commento di Massimiliano Frassi, presidente dell’Associazione Prometeo antipedofilia, sulla partecipazione promozionale della produttrice del film <Melissa P>, Francesca Neri, nel programma domenicale. <Erano da poco trascorse le 14 – racconta Frassi – e la signora Venier ha inondato le famiglie, presumibilmente ancora a tavola con i bambini, di presunti dissapori matrimoniali, giochi sulla seduzione e una bella storia pedofila allegramente volturata in arte cinematografica. E’ pazzesco, così come incredibile è l’impossibilità di poter contare su istituzioni davvero investite del ruolo di controllo delle produzioni televisive se non su meri protocolli cartacei> Per Frassi, infine: <Il pomeriggio di ieri conferma come e quanto la televisione sia divenuta la peggior nemica dell’infanzia. Ci aspettiamo che qualcuno se ne accorga e corra ai ripari>.

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