Archivio di aprile 2006

L’ESEMPIO parte 2-

“A volte è umano pensare che non ci sia più nulla da fare.” Che tutta questa incontenibile follia alla fine abbia la meglio e diventi la regola e non l’eccezione. E che a pagarla siano solo loro: i bambini. Non ho mai visto un fiore gettare i propri semi dentro ad un cassonetto. Un cane abbandonare i suoi cuccioli neonati in una fogna. Una rondine seviziare i suoi piccoli. Ma ho visto taluni “uomini” farlo. Ed ho deciso di combatterli. Per provare ad arginare tutto questo inutile dolore……..malgrado certe difficoltà, a tratti imbattibili, all’apparenza. Ed allora si cercano esempi. Grandi. Da imitare. A cui rifarsi per scaldare il cuore e ridargli tutta quella serenità di cui ha bisogno per esistere. Barbara e Francesco sono due persone come tante. Giovani sposi, belli e fortunati. Ma come poche si sono sapute distinguere, vere protagoniste sul palcoscenico della vita. E con un gesto, il più naturale, quello che dovrebbe essere patrimonio di noi tutti, hanno ribadito ancora una volta che l’Amore è l’unica via d’uscita. La risposta assoluta. L’esempio. Certo ci vuole coraggio. Ostinazione. Perseveranza. Ma quando si coglie quel frutto, nessun ostacolo pare insormontabile. Barbara e Francesco hanno adottato un bimbo, abbandonato dopo la nascita in mezzo ad una strada. Come un sacco dello sporco indegno pure di un cassonetto. Oggi il bimbo, bellissimo ed elegantissimo nel suo completino all’ultima moda, mi sorride dalla sua culla. Nel giro di pochi giorni ha raddoppiato di peso. Mangia, dorme sereno ed ascolta. Ascolta e scruta tutto quello che lo circonda. Poiché dopo aver conosciuto l’inferno oggi vuole godersi ogni attimo, ogni istante, anche la più impercettibile emozione, che questa seconda vita, gli ha potuto offrire. Ringrazio Barbara e Francesco di tutto, cuore per averci ricordato che le cose possono cambiare. In meglio.

ULTIM’ORA.

GUARDATE CHE NUMERI "ALLUCINANTI"…..

Usa, maxi retata della polizia
1.100 arresti per reati sessuali

Più di 1.100 ricercati per crimini sessuali sono stati arrestati dalla polizia americana nel corso di una retata che ha coinvolto le autorità di 27 stati americani. In base a quanto dichiarato dal ministro della Giustizia americano, Alberto Gonzalez, le persone arrestate rientrano tra i 9.037 latitanti arrestati dalla polizia americana nel corso dell’ultima settimana all’interno di un’operazione denominata Falcon II.

 

"L’operazione è stata indirizzata verso il peggio del peggio dei criminali presenti nel Paese", ha spiegato Gonzalez. La rete di polizia ha coinvolto autorità sia locali che federali e si è tenuta nella settimana conclusasi il 17 aprile. 

In base ai dati forniti dal dipartimento di Giustizia, i 1.102 arrestati rappresentano il gruppo più numeroso mai arrestato dalla polizia in una singola retata. Le autorità hanno inoltre confiscato 111 pistole, 91 chilogrammi di narcotici, 120.265 dollari e 14 autovetture. Lo scorso anno, la polizia americana aveva arretstato 79.000 latitanti. "Ma ancora diversi milioni sono in libertà", ha ammesso John Clark, direttore degli Us Marshal.

 

altrimorti a Nassirya

Nassiriya….altra strage….altri carabinieri uccisi…..un abbraccio ai loro familiari ed ai loro colleghi…….

Mi ha scritto “Silvia”, l’amica la cui lettera ho riportato qualche giorno fa e che ha “creato” decine di mails di ringraziamento e sostegno. Mails a cui lei stessa risponde, così:

Carissimo Massi, ho appena terminato di leggere le lettere che mi hanno spedito le persone sul tuo blog. Siccome non posso scrivere a tutte, ti chiedo se puoi mandare loro un grazie enorme riportando questo piccolo messaggio sul tuo blog. “Grazie di vero cuore a tutte voi, che con le vostre parole mi avete fatto capire che mi siete vicine. Non vi immaginate neppure cosa vuole dire per me sapere che ci sono persone sensibili ancora in questo mondo così………A voi che siete mamme chiedo solo un piccolo favore: non abbassate mai la guardia sui vostri figli, non sottovalutate le parole che loro vengono a dirvi….a me purtroppo è successo così: io ho tentato di dirlo a una persona subito, lei mi ha sottovalutato, e dopo sapete il resto!!!! Per 2 anni l’inferno!!!!!!!!!!  Pesate bene le parole, osservate i gesti i movimenti gli scatti d’ira, lo sguardo se comincia a perdersi nel vuoto, e soprattutto il sorriso se si spegne improvvisamente!!! Nessuno mi aveva capito!!!!!!!! NON SOTTOVALUTATE!!!!!!!!!!!!

Un grazie ancora  "SILVIA"

Il giorno prima invece mi aveva scritto (anche) questo:

Voglio dirti che dopo aver avuto il coraggio di scriverti, mi sono come tolta un peso che per anni mi ha schiacciato facendomi mancare il fiato!!!!! Ho parlato ancora con mia madre e mio padre, e ho fatto capire loro come mai avevo certi comportamenti pieni di ira!!!!!!! Per ben due anni non ho potuto gridare sfogare la mia rabbia con nessuno!!!!!!!!!Il mio intimo era stato violato da mani callose, ruvide, secche vecchie!!!!!!!!!! Ogni volta che cercavo di ribellarmi, lui si opponeva in tutti i modi; a volte mi tappava la bocca stringendomi forte la pancia per non farmi urlare!!!!! Mi ricordo che una volta lo morsicai al braccio e lui mi diede una forte sberla da farmi rintronare!!!! Me lo ricordo ancora perchè dopo per scusarsi il giorno dopo mi regalò un uccellino che io chiamai Titty. Sai che l’uccellino lo lasciai libero dopo poco tempo? Non mi sembrava giusto che stesse in gabbia, e con una scusa dissi a mia madre che mi era scappato! Almeno lui era libero!!!!! Mentre ti sto’ scrivendo, già mi sembra di essere più leggera…

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

CONSIGLIXGLIACQUISTI.

Se non sbaglio manca da parecchio tempo, in questo blog lo spazio dei consiglixgliacquisti. Oggi torna con una nuova segnalazione letteraria. E’ appena uscito “Chernobyl” (ed. Ega), libro fotografico realizzato da Igor Kostin, primo fotografo a raggiungere la centrale nucleare subito dopo l’incidente accaduto esattamente 20 anni fa in questi giorni. Il libro riporta le fotografie scattate sul posto ma anche quelle che dimostrano i “frutti” di Chernobyl, quelle centinaia di bambini ucraini che ancora oggi “riempiono le corsie degli ospedali”a causa delle gravi malformazioni e dei tumori di cui sono afflitti. Bambini condannati a morte certa.

Bambini ancora una volta “invisibili”, nelle ipocrite statistiche governative.

CHE SCHIFO: I MERCENARI DEL DOLORE.

Si torna a parlare di Tommaso Onofri.

Questa volta però nulla ha a che fare con il suo brutale assassinio:

nessuna novità sul rapimento né sulla sua uccisione, visto che dal carcere, i suoi aguzzini, continuano a fornire opposte e contrastanti rivelazioni.

Stavolta a far parlare del piccolo Tommy sono i comitati sorti in suo onore.

Comitati che raccolgono fondi con la promessa di aiutare i bambini abusati.

Mercenari del sociale, che si improvvisano benefattori per non si sa quali reali interessi. E così, sfruttando l’ancora forte ondata emotiva, eccoli raggranellare fondi che pare giungano loro da ogni parte del mondo, a scapito magari di quelle realtà che realmente i bambini li aiutano.

Ovviamente ad opporsi a questo mercato del dolore, scendono in campo i coniugi Onofri. E minacciano di voler tutelare legalmente l’immagine del proprio figlio, sottratto alla vita, ribadendo che l’unico comitato pro infanzia che può operare nel nome di Tommaso è, ovviamente, il loro.

Il loro, l’unico blog ufficiale. Il loro, l’unico “ente” autorizzato a promuovere iniziative pro infanzia in omaggio a Tommaso.

(post riveduto e corretto febbraio 2007)

LA VITA E ’ UN DONO.

C’è Ionel che ha quattro anni e grida forte. Marian di anni nove, che disegna famiglie felici e giocattoli. Poi Gabriela, di anni sedici, convinta ancora di avere un “brutto raffreddore”. Tre bimbi. Tre storie, pescate a caso in un mare di sofferenza, quella che si incontra varcando le soglie dell’ospedale Budimex di Bucarest, reparto di oncologia pediatrica. La prima volta che ci entrai, nella piccola stanza adibita a cucina, due infermiere, senza alcuna precauzione, preparavano le terapie per i bambini, non curanti dei “fumi” nocivi che le stesse emanavano. Pochi centimetri più in là, pronte per essere consegnate, alcune scodelle di minestra, unico pasto disponibile per l’intera giornata. Sfidando il palese conflitto di interessi che mi attanaglia vi invito ad adottarli a distanza, tramite la mia Associazione (www.associazioneprometeo.org): mi assolvo da suddetta colpa con grande facilità, visto che a beneficiare di un vostro aiuto sono loro e non io. Questi bambini non li vedrete mai in prima serata, nessun programma televisivo ve li proporrà, troppo poco fotogenici, incompatibili con le famigliole dei mulini bianchi, a tratti disturbanti col carico di dolore che portano con sé. Eppure basta poco. Molto poco per lenirne le ferite. Per Ghandi era il motore che muove il mondo. Papa Giovanni XXIII invece lo traduceva con una carezza da dare ai bambini, una volta rientrati a casa. John Lennon lo metteva in musica, sostenendo che fosse l’unica risposta possibile, mentre con gli altri tre “scarafaggi” di Liverpool aveva sostento che fosse tutto ciò di cui si aveva bisogno. Soggetto di questa carrellata citazionista, in bilico tra sacro e profano, ovviamente, è l’Amore. Come sostengo da tempo: unica vera risposta a tutta questa incontenibile follia. L’adozione a distanza diventa così l’esempio la forma più generosa dell’Amore, quello dato senza pegno, senza il desiderio di una ricompensa. Ionel grida forte, non solo perché la malattia lo sta lentamente divorando ma perché il giorno della sua prima visita, il padre lo ha lasciato in ospedale e da allora non si è più fatto vedere. Marian disegna famiglie e giocattoli, ovvero tutto ciò che vorrebbe ricevere ma non ha più. La famiglia lo ha abbandonato senza nulla, nemmeno il ricordo di un arrivederci. Gabriela è stata ricoverata in giovanissima età per un bruttissimo raffreddore che non passava mai. Oggi sulla sua cartella clinica si legge: leucemia acuta. Sapere, che anche a distanza, c’è qualcuno che ti aiuta. Pensa. Prega. Ama. Spera per te, a volte può essere una grande terapia.

Non lasciateli soli.

flip

Baci da Flipper 2°.

Mentre aspetta di tornare da voi tramite il reality del blog, “La terrazza” che lo vede indiscusso protagonista, si consola con  il suo nuovo gioco. Nel frattempo, guardando la seconda foto che vi inserisco, un quesito sorge spontaneo: e se fossero parenti?????? 

scratch 

 

IL PIZZINO.

“Chistu cornuti di miu vicinu si futtiri capra mia pettutta la notti. Signori Santu pinsici, tu ca accà nun se capiri un accidenti. Pecchè mica la capra era benzì u caprone che manco si voltò contro anzi ci piacque più che un tanticchia e lieto fu il fetuso. Minchia d’un vicinu diabolico, che invertì il caprone miu…..”.

Estratto in esclusiva per il blog, di un pezzo tratto da un pizzino di Provenzano, capo della mafia mondiale (quest’ultima parte sì che fa ridere).

LA GITA FUORI PORTA / 2

Ne avevo già parlato nei giorni scorsi e torno a farlo oggi. Parlo delle gite fuori porta di poveri imbecilli, inutili comparse sul palcoscenico della vita, che con fare voyeuristico passano i propri fine settimana sui luoghi teatro di gravi omicidi. Li abbiamo visti fotografarsi a Cogne o mettersi in posa sulla tomba di Tommaso, offrendo il profilo migliore a quello scatto che sarà motivo di dialogo per i mesi a seguire, con i loro simili. In questi giorni di ponti festivi pare abbiano letteralmente fatto fare il tutto esaurito a Parma, quanto a Novi Ligure, ma anche presso la new entry, il tugurio dove viveva il boss Provenzano, luogo oramai di pellegrinaggio a dimostrazione che le cosiddette “scene del crimine” sono tenute ben isolate (e preservate da contaminazioni esterne) solo nei films made in Hollywood. Nel frattempo dai tour operator veniamo a sapere che ci sono lunghe liste di prenotazione per chi all’estero vuole soggiornare nell’albergo sorto dove una volta c’erano le celle che ospitarono i coniugi Ceaucescu, fino a quando non furono fucilati. Per chi lo volesse, i camerieri vestiti da secondini, possono anche incatenare gli ospiti durante la notte, mal trattandoli fino all’ora della prima colazione: l’importante è che lo si dica quando si prenota e si paghi il supplemento. Visto che il governo americano sta valutando la possibilità di ridimensionare la struttura di Guantanamo, suggerisco di trasformare il super carcere in un villaggio turistico, spedendoci tutti questi folli imbecilli ed una volta lì, accoglierli ritirando loro il passaporto e buttando via la chiave.

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Per non dimenticare Tommaso Onofri

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