Archivio di luglio 2006

NO COMMENT.
Infermiere stupra 41 bambini
Francia, prima li anestetizzava
Un infermiere di Tonnerre, in Borgogna, è accusato di aver violentato 41 tra bambini e bambine fra il 1993 e il 1996. In quel periodo l’uomo lavorava nell’ospedale dell’isola di Hao, nella Polinesia francese, dove si trova anche una base militare. L’infermiere, messo in stato di fermo, ha ammesso di aver stuprato i piccoli dopo aver loro somministrato una dose di anestetico.  L’uomo è stato fermato dopo esser stato denunciato dal suo stesso figliastro, il quale aveva trovato le videocassette su cui erano state registrate le violenze. Una volta messo di fronte all’evidenza, alla polizia ha raccontato quanto avvenuto in quei tre anni in cui era impiegato in Polinesia, di come abusava dei bimbi approfittando dello stato di sonnolenza indotto dall’anestetico.
L’inchiesta sarà presto trasferita nella Polinesia francese, dove avverrà l’istruttoria.

IL VOLO.
cap rosso
Prendete il tempo che vi serve…e leggete. Con la “solita” attenzione che mi dedicate.
Un’altra storia di pedofilia….e di satanismo.
Raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona ed oggi trova il coraggio di raccontarcela.
A dimostrazione che “volare”, si può….
Raccontare la mia storia non è semplice…
Da un punto di vista obbiettivo è una storia di violenze come tante altre, precisamente per citare le parole di un carabiniere “non sei la prima ne l’ultima, quindi rassegnati”…
E’ vero, io non sono stata la prima, l’unica o l’ultima…c’è chi è stato vittima, chi lo è ora e chi lo sarà un giorno…
Ma credo che il dramma di ogni singola persona non possa essere sminuito con certe fredde affermazioni che ti pugnalano dritte allo stomaco,mandando in frantumi quel briciolo di dignità scampata; perché paragonare con indifferenza il dramma di chi ha perso l’innocenza a “tante brutte storie”, è una violenza gratuita paragonabile all’abuso…
Quando dentro ci si sente vuoti…finiti, sporchi, arrabbiati,umiliati, spaventati, si cerca di mandare un muto messaggio al mondo, che invece di accoglierlo te lo rinfaccia, facendoti notare cosa non sei, cosa non fai, quanto pesi su quelle povere spalle fragili di chi ti sta vicino; tu hai tutto, tranne la voglia di dimenticare qualcosa che ti ha logorato nel profondo, ma che è passato!
“Inutile rivangare, si deve solo andar avanti…”con questa linea di condotta, con queste parole, si compie una violenza assai più grande,forse senza accorgersene: viene negato un altro fondamentale diritto, il diritto di soffrire.
Ti hanno rubato l’anima, te l ’hanno sporcata con il loro seme, a volte con il sangue, con le loro mani, con le parole, con lo sguardo, con la voce e tu…tu non puoi aver paura, non hai diritto di vergognarti, di star male, di urlare la tua solitudine, la tua rabbia contro il mondo che non ha accolto i tuoi lancinanti urli silenziosi, ma che è rimasto là, tacito a guardare e a girare nel suo vortice tormentoso, nel suo ritmo naturale; mentre là, da qualche parte, il corpo di una bambina o di un bambino, prova qualcosa di inaugurabile, prova la vergogna d’esistere…
cap rosso
Non ho iniziato questa “lettera” con: “la mia storia inizia così…” perché descrivere solo cosa si è stati costretti a subire, suscita solo pietà…quella schifosissima pietà che prova una persona che ascolta, che legge,ma si indigna per quanto?
Cinque minuti?
Solo i tempo per lamentarsi del male del mondo, e poi via, con un nuovo discorso, o spegne il computer e chi ha subito, rimane là, con il proprio macigno, mentre il mondo continua con la propria indifferenza…  
Quando si è bambini, si crede alla lettera a ciò che gli adulti ti dicono…i genitori poi….sono una divinità…
Il papà, la mamma…soprattutto nei primissimi anni di vita, chi non ricorda di essersi “innamorato” del genitore del sesso opposto?
Sono mitici, vero?
Per un bambino sono il mondo, sono la guida, l’insegnamento, sono il bene e i male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato…
Quando si è bambini si crede a tutto, ci si fida di loro…
Anche io mi fidavo di mio padre…
Ero bambina… il papà, è il papà…
Così alto, così forte, in grado di sollevarti…la prima figura maschile, un grande amore, che dovrebbe rimanere puramente spirituale, platonico, tenero…
Non so quando questo “amore” è iniziato a degenerare…non di preciso almeno…la mia storia è un po’ strana, complessa da spiegare…pertanto proverò a farlo attraverso una sorta “d’introduzione”…
E’ scientificamente provato, che dei dolori tanto forti, dei traumi eccessivi, al fine della sopravvivenza, spingono la mente umana a reprimere nel “cassetto” più remoto e mai usato della memoria, fatti che possono ledere alla nostra persona, o meglio ricordi di avvenimenti, così forti che in quel momento non siamo in grado di affrontare, per poi riprenderli in un secondo momento nel tempo…
Questo è un po’ ciò che è accaduto a me…
Si era creato nella mia persona un conflitto interiore allucinante…stavo male….ero arrabbiata e non sapevo perché….avevo incubi, sapevo che qualcuno mi aveva fatto tanto male e mi faceva schifo, provavo disgusto…
Soffrivo e non sapevo perché…
Mangiavo molto, sentivo un vuoto dentro, che non si saziava con nulla, mangiavo e ingrassavo, ciò incideva sulla vita sociale….
Il mio corpo si stava ribellando, la vista mi era calata così come l’udito,la gastrite non è tardata ad arrivare così come una condriolisi erosiva all’anca….
Quando dico che io fino al compimento del mio 17° anno di vita non ho vissuto, non esagero; la mia non è stata un infanzia e un adolescenza, il mio è stato un calvario, una lotta interiore, per non far emergere qualcosa di troppo forte da sopportare: l’odio di un padre, l’odio della stessa persona che ha contribuito a darti la vita…perché una violenza sessuale, è odio allo stato puro, anche se è camuffata con parole d’amore…
(Premetto di essere stata seguita da più psicologi, ma senza iniziali risultati)
Un giorno, mentre vedevo un film….uno di quei film per ragazzi…vidi una stella, un pentacolo disegnato a terra e dà là il segnale liberatorio…cominciai a ricordare….
Mi ricordo come se fosse ieri…è stata una sensazione stranissima…liberatoria certo, ma dolorosa da morire…risentivo odori, rivedevo volti, sapori sensazioni, colori: tutto nella mia mente come un film…
Persino ora saprei descrivere il sapore acre che aveva la pelle sudaticcia di mio padre…
Ricordo che era sera inoltrata quando vidi quel film e i primi ricordi riguardavano tanti incappucciati neri…
Attraverso l’aiuto di un associazione di Foligno, anti-pedofilia, mi venne dato il nominativo di una psicologa che mi prese in cura e mi aiutò in un lungo e doloroso cammino di ricordi…
Decisi subito senza esitazione di denunciare i fatti accaduti…fu una reazione istintiva…
C’è un “processo” lento e contorto ancora in corso, che vede ancora una volta la giustizia italiana difendere il carnefice e non la vittima…
Ma non è questo il motivo per il quale ho deciso di raccontare, (seppure mi rendo conto magari in maniera un po’ confusa) la mia storia…
Ricapitolando dai miei ricordi,mio padre cominciò ad abusare di me si da quand’ero molto piccola, dai quattro anni circa, (anche se una psicologa sostenne che, al di là dell’inizio del ricordo, è probabile che abbia cominciato a manifestare attenzioni particolari sin poco dopo la nascita)…
All’inizio era solo un gioco, un gioco tra me e lui…mi chiedeva se gli volessi bene, e io rispondevo di si…allora mi proponeva giochi strani, con carezze particolari….mi diceva che era un gioco particolare, che potevamo fare soltanto io e lui, che non ne dovevo parlare assolutamente con nessuno, perché non avrebbero capito…
Mi diceva che io ero diversa…che potevo fare solo io certe cose, che tra noi cera qualcosa di particolare…
Una bambina, come può dire di no a suo padre, che la ama in modo così “speciale”?
Una bambina, come può rendersi conto che quello non è il modo giusto di essere amata?
Certo gli altri padri non lo facevano con le mie amichette, ma io ero “speciale”, il mondo non poteva capire ….se dicevo qualcosa ci avrebbero fatto smettere…
E se smettevamo avevo paura di perdere il suo affetto…
Quando mi chiedeva di prendere il suo pene in bocca….mi faceva schifo, era una cosa innaturale, che mi regalava emozioni spiacevoli e “scioccanti” ,proprio non lo capivo quello che provavo, era una cosa che mi faceva scoppiare la testa…ma se lo diceva papà era giusto….perché mi chiedeva: “non gli vuoi bene a papà”?
Lui mi dava la possibilità di essere speciale e io non provavo piacere, ciò significava che non gli volevo bene, e ciò era una cosa brutta, da cattivi.
Mi sentivo in colpa se non lo facevo e mi sentivo anche in colpa perché non provavo piacere nel farlo…lui mi accarezzava le cosce….mi accostava il suo pene alla mia vagina, senza però penetrare…e io là, mi sentivo stranamente sporca e piena di vergogna e sbagliata perché non provavo piacere…
Le cose andarono avanti x un po’ fin che mio padre non coinvolse un suo amico, il suo “amante” per essere precisi, perché io dovevo assistere a rapporti sessuali tra di loro…
Mio padre possedeva un furgone e spesso andavamo nei boschi insieme a questo suo amico, dove io a volte partecipavo, mentre a volte ero solo spettatrice…
Ricordo una volta che mio padre mi venne a prendere all’asilo…io gli avevo fatto un disegno…e glie lo feci vedere dicendo : “questo è per te”…
Lui lo gettò dall’altra parte del sedile, mi spinse la testa verso l’apertura dei calzoni, che nel frattempo aveva aperto e mi costrinse a mettere in bocca il suo pene; mi disse che dei disegni non se ne faceva niente, che era quello che voleva lui da me…
Altre volte fui costretta a toccarmi con un’altra bambina, la figlia dell’ ”amante” di mio padre che aveva la mia stessa età, mentre ci facevano delle foto…
Mio padre non so ancora come, riuscì ad entrare in contatto con un gruppo ben organizzato di pedofili umbri, voleva che mi prostituissi affinché lui potesse guadagnare denaro, ma a riguardo, preferisco non approfondire …è troppo complesso…
Fui inoltre vittima dei loro abusi durante messe nere…e anche questo è un paragrafo “a parte”, del quale non ha senso ora parlare.
La fine delle violenze avvenne con il divorzio dei miei genitori, avevo sette anni e mezzo.
Mia madre non sapeva niente, al minimo sospetto divorziò, mia nonna sapeva, ma preferì tacere…non capisco ancora perché…
Ci sono voluti anni di terapia, farmaci, tanta sofferenza che permane, per riprendermi quella dignità che mi hanno strappato con la forza mio padre e i suoi amici, e l’indelicatezza di molte delle persone che mi hanno circondato;regalandomi ferite sicuramente in modo involontario, ma fatto sta che certi segni sono indelebili…
Come un tatuaggio a distanza d’anni: può sbiadire, ci si abitua a vederlo, ma non si cancella, non se ne va…
Ho riportato la mia testimonianza per due motivi:
1.      Per dire a chi a subito, che da certi “tunnel” si può uscire…
Se sei stato vittima, arrabbiati, urla, hai il diritto di essere indignato, hai tutti i diritti di essere veramente arrabbiato e ricorda sempre che se c’è qualcuno che si deve vergognare è chi non fa niente per cercare di “risolvere” questo fenomeno e aiutare chi ha sofferto a riprendersi, non chi ha subito!
 2.      Vorrei dire a chi legge e prova pena, che della pena, le vittime non se ne fanno niente! Fatti, concretezza nel piccolo occorre! Ciò non significa lavarsi le mani con le donazioni, ma significa aprire gli occhi, accettare la pedofilia come un fenomeno da combattere.
Combattere significa anche indignarsi, significa dire No!, significa essere presenti e uniti quando gli abusi vengono denunciati e la legge non li punisce.
 Garantisco…è faticoso…si cade tante volte…non è possibile dimenticare,ma giuro, è possibile tornare a “VOLARE!”
Vanno trovati degli appigli ai quali aggrapparsi nei momenti difficili…io ho i miei animali, i miei libri, una psicologa, ma soprattutto le canzoni di Renato Zero…
Ognuno ha qualcosa, che sia una partita di calcio, un corso di danza o una persona cara…

NO COMMENT / Stupro a 16enne, arrestate coetanee
Brescia, in manette anche 62enne
L’hanno tenuta ferma mentre veniva violentata in un cascinale abbandonato di Brescia. La vittima è una 16enne tratta in inganno da due coetanee che al momento dello stupro l’hanno trattenuta. Poco prima le avevano fatto assumere cocaina. Le due adolescenti sono state arrestate così come un noto barista 62enne. Sarebbero implicati, oltre che nello stupro, anche in un giro di prostituzione minorile.
Secondo quanto è emerso dalle indagini, la ragazza violentata sarebbe stata tenuta ferma, durante lo stupro, proprio dalle due ragazze. Alla violenza ha assistito anche una terza adolescente che ha cercato inutilmente di opporsi. Circa 10 giorni fa sono state fermate le due ragazze, mentre due giorni fa è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 62enne, un noto barista di Brescia.
Dalle indagini è emerso inoltre un giro di prostituzione minorile in cui sarebbero coinvolti personaggi della "Brescia bene". Alle ragazze, in cambio del sesso, venivano dati soldi e cocaina. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Brescia. FONTE TG COM
Che aggiungere?
Che poteva essere un caso identico a quello di Desireé?
O che ancora la città di Brescia ne è la triste protagonista, magari con quegli stessi “clienti” che non potendo (per ora) abusare dei bambini degli asili hanno solamente cambiato target?
Certo è leggendo certe cronache locali, doverosamente indignate, che probabilmente i personaggi della “Brescia bene” non sono poi così importanti…..

TI TELEFONO O NO?!
Parliamo oggi di telefoni cellulari e del pericoloso utilizzo a cui certi ragazzini possono essere spinti, grazie a recenti campagne pubblicitarie.
Una nota casa di telefonia infatti promette una ricarica a chiunque metta, all’interno del videotelefonino, i propri filmati.
Gli utenti esterni che vorranno andare a vederli ovviamente dovranno pagare (in termini di ricariche) all’azienda medesima, che a sua volta “pagherà” un tot, a chi quel video l’ha prodotto.
Inutile dire che al momento i video più richiesti sono di carattere erotico.
Inutili dire pure che i soggetti che più di tutti hanno bisogno di soldi per le ricariche sono proprio gli adolescenti.
La denuncia partita dalla trasmissione televisiva Report è rimbalzata sul blog di Beppe Grillo.
Per saperne di più e meglio capire quello che in poche (confuse?) righe vi ho detto, prendetevi un po’ di tempo e poi andate a leggere tutto quello che trovate qui:
 
 

FINE CORSA………..
RICEVO E RIPORTO CON PIACERE.
PERCHE’ NON BASTA MAI…….
<<Mamma, sono uscita con amici.
Sono andata ad una festa e mi sono
ricordata quello che mi avevi detto: di
non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto
che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver
ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se
dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho
fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa é finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in
condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che
ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava…
qualcosa di inaspettato!
Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: "il
ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco".
Mamma, la sua voce sembra cosí lontana. Il mio sangue é
sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non
piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la
fará". Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se
lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha
deciso di bere ed io adesso devo morire…
Perché le persone fanno tutto questo, mamma?
Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore é
come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.
Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.
Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare…
Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva…. la mia
respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente
paura. Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata….
Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui,
morente.
Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo….. Ti volgio bene e…addio>>.
audioblog:
Massimo Di Cataldo e Renato Zero (autore del testo): Fine corsa.

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VITTORIO, PREDATORE DI BAMBINI (parte 1)
In vista (anche) del nuovo sito di Prometeo che partirà nei prossimi mesi, stiamo risistemando l’archivio.
Tonnellate di articoli, documenti, atti che fanno rivivere tante giorni di sofferenza per i bambini e di battaglia per noi.
Tra le tante cose trovo un articolo, di cui mi ero completamente scordato, scritto da un giornalista sul caso del sacerdote bergamasco, don VITTORIO che gestiva una rete di pedofili con i quali andava a spasso per il mondo (Romania, Marocco, ex Jugoslavia).
Il sacerdote poi dopo essersi visto negato la scarcerazione e gli arresti domiciliari, poiché avrebbe potuto “compromettere le prove”, ci dissero che si tolse la vita in carcere……
I suoi amici (quegli stessi indagati!) fecero una cosa che si sarebbe vista solo qualche anno dopo a Brescia:
uscirono allo scoperto dando interviste a destra ed a manca (interviste che vi riproporrò prossimamente, anche nel sito).
Il giornalista di cui parlavo prima, a commento di una di queste interviste, scrive una frase che vale per quei soggetti che oggi per difendere loro stessi, continuano a vedere in ogni caso di abuso le chiare menzogne…dei bambini e di associazioni come la mia:
”….l’intervista va avanti così, fra patacche mezze verità, dico e non dico, e fanfaluche che ha pensato di rifilare ai lettori, come se questi fossero tutti dei mentecatti. Ma all’immagine che egli ha voluto dare di sé, e cioè quella di una sorta di benefattore…, crederebbe solo uno sprovveduto”.
Attualissimo, vero?!
 
Nota mia: in questi tempi di intercettazioni telefoniche sarebbe interessante pubblicare una delle 3.000 intercettazioni a cui questi predatori furono sottoposti.
Dovreste leggere come parlava il sacerdote (?) pedofilo (!)…….

FLIPPER SCIO’.
Spazio autogestito del blog, per bambini da 0 a 100 anni.
Autore: il cane Flipper.
bagnetto
Premessa mia:
E’ iniziato tutto per caso, anzi, per gioco.
Un accento di divertimento, leggerezza, ironia, “cazzeggio”, posto sulla parola dolore.
Poi come spesso accade quando si ha a che fare con talune solitudini, la cosa si è fatta seria. Molto.
Ed il gioco ha dovuto fare i conti con la realtà. Diventando impegno.
Dopotutto lo sapeva che avrebbe frequentato un blog particolare. Molto speciale.
Diverso.
In principio si chiamava “La Terrazza”.
Battute a raffica, recensioni di libri, dischi, programmi televisivi, films, stupidaggini ed amenità varie. C’era un po’ di tutto.
Poi un giorno nella Terrazza entra lui, Flipper, o Sir Flipper 2° come recita il suo passaporto.
Ci entra in punta di zampe e con un Happy Hippo in bocca.
E non ce n’è stato più per nessuno.
Il fumetto prende vita ed i bambini (ma non solo) lo adorano.
I genitori stampano loro le sue fotografie, i suoi scritti e ben presto la belva fa chiudere la Terrazza e si piglia un posto tutto suo, Flipper Show, anzi Sciò.
Faccio conferenze ovunque ed ovunque mi fanno i complimenti…..per Flipper.
I bambini mangiano i dolci di cui lui va goloso (chiederò un contributo alla Kinder, magari un tir di dolci) e lo invitano ad andare in vacanza con loro.
Ma arrivano anche le letterine dagli ospedali, da bimbi sfortunati, da chi ha conosciuto l’orco che altri hanno letto nelle favole, da chi ha perso il proprio nonno o un caro affetto.
A conferma di un mai carente bisogno d’amore.
E così, come dicevo prima, il gioco è diventato realtà e come spesso è accaduto nella nostra storia oramai non si può più tornare indietro.
Flipper continuerà a scrivere in questo blog. A divertirvi. A commuoversi.
Alternando la poesia con l’ironia.
Un po’ di necessaria frivolezza, con il dovuto rispetto che certe storie richiedono.
E mentre lo spio, da dietro il computer, vedendolo intento a leccare quel che resta di un gelato, circondato dai suoi nuovi giochi, penso a quanto poco ci voglia………..
Lui che quando arrivò a casa mia tremava alla vista di qualsiasi persona. Si metteva in un angolo quando un mazzo di chiavi o anche solo una penna cadeva a terra. Tremava di paura al suono del telefono. Non camminava e non si nutriva da solo ed anche imboccarlo diventava un’impresa.
Oggi molte cose sono cambiate. Qualche paura resta, ma col tempo e con l’amore la cacceremo via. E poi adesso è pure la star del blog e niente lo ferma più. Grande Flip.
 
Cari amici a 2, a 4 e da 6 zampe, come va?!
Io arrabbiatissimo. Ma come?! Lui parla di me, della “nostra terrazza” e così io ho poco spazio per il MIO SCIO’. E’ un’ingiustizia!
Come se non bastasse mette pure la mia foto mentre faccio il bagnetto.
Hey, non si fa così…e se io mettessi la sua foto mentre fa il bagno con le ochette e il bagno schiuma dell’Uomo Ragno, cosa direbbe?!
Questo si chiama giocare sporco!
Inoltre nella foto ho la faccia stralunata non perché ho paura del bagnetto, nooooo, ma perché con la scusa che c’era afa, hanno usato l’acqua fredda. Altro che paura, ero congelato!
Questa settimana mi avete scritto in tanti ed a tanti ho risposto in privato, perché ho pensato che certe cose dovevano avere un po’ più di privacy.
Qui però vi risaluto tutti e vi ringrazio per l’affetto che avete per me. Grazie grazie grazie!
Ora passiamo a due lettere. Uno sgradito ritorno, FLIPPEEER!, dicevo un lieto ritorno ed una splendida lettera.
Partiamo dal ritorno:
scrive Silvio B., provincia di Milano (già ancora lui….):
– <<Egregio Signore che scrive per conto del quadrupede e che allora ci permette di dire che scrive come un cane avendo oramai appurato scientificamente che i cani non leggono e non scrivono e non parlano le faccio una domanda semplice per valutare il suo grado di conoscenza del mondo dei bambini:
quale gioco mi consiglia in questi giorni in cui la città è deserta e c’è tanta afa? Perché io mi annoio.>>.
“Cane che non sa né scrivere né leggere?! Hey ma si può sapere dove vivi?!
FLIPPEEER!
Occhei, occhei, allora, solo per te, capito miei piccoli amici solo per Silvio voi non siate gelosi ma questi suggerimenti sono solo per lui, ti consiglio dei bei giochi. Partiamo da:
il gioco dell’ape regina.
Ti cospargi di miele da capo a piedi e poi ti rechi fuori da un alveare, gridando sono l’ape regggginnnnnaaaaa.
Vedrai che salti
FLIPPEEER! Basta o ti disconnetto, ricordati che parli con un bambino….
Si probabile.
Occehi, occhei, scherzavo, allora, ti consiglio il gioco del pallone.
Ti vesti da pallone e ti fai lasciare dal tuo papà a San Siro.
FLIP, conto fino a tre.
Max vai a fare un tuffo in piscina, che hanno tolto l’acqua da due ore.
Allora vediamo, a certo c’è il gioco dell’astronauta.
Ti fai spedire sulla luna vestito da ometto verde, secondo me non ti serve nemmeno tanto trucco, quindi aspetti la prossima missione americana e quando arrivano sbuchi da un cratere urlando cucù…vedrai che feste che ti fanno….oppure vai alla festa della Lega vestito da Vù Cumprà urlando Bossi ……
FLIPPEEER! Ora basta. Niente spremuta di Happy Hippo.
Mamma mia quanto sei permaloso, ma non stavi prendendo il sole, torna a farlo che tra poco arriva l’inverno e non hai più tempo su…
Ok, questo però è l’ultimo:
ti vesti da fantasmino poi inviti a cena un Pac Man gigante.
FLIPPEEER! Adesso vengo lì….
Dama ! Volevo dire Dama.
Il gioco della dama. Semplice. Non sudi. Stai fermo. All’ombra. Usi il cervello.
Dama. Volevo dirlo prima….l’importante è che non scrivi.
– Seconda ed ultima letterina (a dire il vero molto lunga ma qui riporto solo un breve pensiero ed una breve risposta, in realtà poi scriverò in privato):
<< Ciao bel cagnolino. Ti scrivo insieme al mio bimbo, Federico di anni sette.
(…) Da tre Federico è su di una sedia a rotelle per un incidente d’auto. (…) Accadde ad agosto di tre anni fa. Andavamo al mare e doveva essere una giornata di festa. Un autista ubriaco decise diversamente per il nostro destino…..e si portò via anche mio marito. … come capirai per noi l’estate non è certo un bel periodo…ti chiedo solo di mandarmi la tua fotografia e di dire a tutti i bambini che ti seguono che bisogna essere amici anche di chi è più sfortunato di loro….. mamma Anna – provincia di Trento >>
“Ciao Anna,
forse ha ragione Max, questa è la vita ed anche a questo bisogna rispondere. Nella difficoltà di poterlo fare.
Raccolgo il tuo invito e lo mando a tutti i bimbi.
Tutti vorremmo degli amici sempre allegri, sempre disponibili, sempre sani.
Ma la vita ci riserva altro.
Per quel poca di esperienza che ho (hey sono ancora un cucciolo io!!!!!) posso dirti che c’è molta più sincerità su di una carrozzina che tra tanti amici che fanno i fighi, magari impennando il motorino (Federico sa a chi mi riferisco vero?) o facendo gli sbruffoni.
Sono gli amici più finti che ci siano, quelli che se ne vanno per primi. Quelli su cui non si potrà mai contare nella vita.
Io sono amico di Federico. E me ne vanto!”
 
Ciao bimbi anche se siete in ferie, io torno qui la prossima settimana.
Ricordatevi che per scrivermi, dovete farlo mandando una mail a :
blogfrassi@yahoo.it (oggetto: lettera a Flipper).
Ricordatevi anche la mia campagna:
 
CRESCONO GLI ABBANDONI IN STRADA: 150MILA CANI
Ogni anno vengono lasciati in strada 150mila cani e 200mila gatti. Di questi l’85% muore entro venti giorni dall’abbandono….
<<Chi abbandona un cane, è in grado di abusare di un bambino>>.
Flipper.
pancino
Audioblog:
Mina canta Zero: Galeotto fu il canotto.

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

A breve due testimonianze a dir poco strazianti.
Un caso di abuso e la storia di una mamma rumena.
Da non perdere.

PAEDOPHILE GO HOME!
cap rosso e prete
ROMA, 27 lug – Monsignor Joseph John Henn, l’alto prelato di origine statunitense accusato di aver molestato, quando era negli Stati Uniti, tre studenti minorenni che frequentavano una scuola cattolica a Phoenix, può essere estradato e processato negli Usa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione confermando la decisione della Corte di Appello di Roma che lo scorso gennaio era stata chiamata a decidere sul mandato di arresto per il sacerdote emesso nel 2003 dal giudice del Tribunale superiore dello Stato dell’Arizona a seguito del rinvio a giudizio per pedofilia disposto dal Gran Giurì della Contea di Maricopa.   Contro la decisione del tribunale di Roma i legali del sacerdote americano proposero ricorso per Cassazione: l’istanza definita "tardiva e quindi inammissibile" è stata rigettata dalla sesta sezione penale della Suprema Corte nella sentenza 26273 depositata oggi.
tonaca

SAVE THE CHILDREN….

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