Archivio di agosto 2006

EMERGENZA STUPRI – 1
 altalena
Fermiamoci un istante e pensiamo solo a questo:
se fosse nostra madre, nostra figlia, nostra sorella, nostra moglie…..
Se fosse una qualsiasi donna. Che amiamo. E che alle nove di sera non torna a casa e ci chiama, o ci fa chiamare, da un pronto soccorso. O da un commissariato. Dove la raggiungiamo, col cuore in gola, convinti che abbia avuto un brutto incidente d’auto. O che l’abbia colta un improvviso malore.
E invece ce la ritroviamo ammutolita e spaventata, su di una brandina. Con i lividi sul viso. Il sangue rappreso. L’odore delle bestie ancora sulla sua pelle. Quel che resta degli abiti in una borsina di plastica, di quelle della spesa.
Sul corpo tremante una vestaglia bianca. Datole da un’infermiera, sensibile e generosa.
Gli occhi privi di vita. Spenti. Forse per sempre. Sicuramente per molto. Bagnati solo dalle lacrime. 
Lacrime che sanno di dolore, odio, paura, morte. E che pure loro, scendono a fatica, in un anima che non vuole più vivere. Soffocate dall’eco di quelle grida che ancora rimbombano nelle orecchie: “stai ferma, cosa urli, zitta brutta p…..a”.
I giorni a seguire poi non saranno certo migliori e quando li troveranno c’è da star certi, avranno avvocati degni dei loro clienti. Abili nell’abusare anch’essi. Solo in un altro modo.
D’altro canto si sa “ci stanno tutte, e tutte sono consenzienti”.
“Quella gonna corta poi…quel camminare “strano”, come non tradurli in segnali di richiamo?!
E mentre altrove si richiedono leggi ferree, ronde di quartiere, telecamere ovunque, soprattutto noi uomini, anzi, meglio, noi maschi riappropriamoci della nostra parte di cielo. Difendiamola.
Poi, fermiamoci un istante e pensiamo solo a questo:

se fosse nostra madre, nostra figlia, nostra sorella, nostra moglie…..

audioblog ( da ascoltare attentamente!!!):
MIA MARTINI, Donna.

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

EMERGENZA STUPRI – 2
 
Continuano le notizie che vedono emergere drammatiche storie di stupri.
Una delle ultime, in ordine di tempo, ha portato all’arresto dei carnefici grazie ad un sms spedito ad una vittima.
Il testo diceva, testualmente: “ti è piaciuto?”.
Spero che il Giudice lo legga con attenzione.
E solo per questo raddoppi la pena.

POST-IT.
In tanti mi avete scritto e telefonato, sollecitando la mia opinione su due fatti:
l’arresto avvenuto a Gravina di Puglia ed il fatto che la binba austriaca si dichiari ancora legata al suo aguzzino.
Nella brevità di questo spazio rispondo a tutti e due i quesiti:
Gravna di Puglia: “Tutti sapevano ma nessuno ha mai denunciato”.
Questa la frase rimbalzata ieri in tutti i notiziari e che ben riassume quanto penso. Aggiungendo che dubito a questo punto che i due fratellini saranno mai ritrovati. Vivi.
Austria: non voglio scomodare la sindrome di Stoccolma, utilizzabile più per certi films che per drammi reali.
Mi basta pensare al lavaggio del cervello a cui la bimba è stata sottoposta per dieci anni. Ma anche al fatto che appena ce l’ha fatta è scappata. E questo, sì fa la differenza.

NO COMMENT.
Svizzera, bimba di 5 anni violentata da due ragazzini delle elementari
<<Coira. Una bimba di cinque anni ha subito gravi abusi sessuali da parte di due ragazzini delle elementari di tredici e dieci anni, in una cittadina del cantone dei Grigioni, Rhazuns. Il fatto è accaduto a metà giugno vicino al parcheggio della stazione. Secondo una prima ricostruzione, lo scolaro tredicenne avrebbe violentato la piccola, mentre questa veniva bloccata da quello di dieci anni. Anche quest’ultimo avrebbe poi abusato sessualmente della vittima. Albert Largiade’r, della procura grigionese, ha confermato oggi all’agenzia di stampa elvetica Ats le notizie riportate da vari organi di informazione. In base al codice penale, i minori di quindici anni sono ancora considerati bambini e quindi non ricadono sotto la compentenza del giudice minorile ma del consiglio scolastico, ha spiegato Largiade’r. A Rhazuns, località di 1300 abitanti ad una dozzina di chilometri ad ovest di Coira, le autorità hanno previsto di applicare "misure educative". Dopo le vacanze estive, i due ragazzi non hanno più frequentato le elementari del loro comune. Il più giovane va a scuola a Coira, mentre il tredicennne segue una terapia in un apposito istituto. Saranno entrambi seguiti dal servizio psichiatrico giovanile per appurare che tipo di precauzioni bisognerà prendere nei loro confronti.>>

ULTIM’ORA / 2
Bimbi scomparsi,fermato "patrigno"
Per violenza, ma non verso i fratellini
E’ stato arrestato per atti di violenza sessuale, anche se non nei confronti dei due fratellini di Gravina scomparsi dal 5 giugno scorso, il convivente della madre dei due ragazzini (Francesco e Salvatore Pappalardi, di 13 e 12 anni). Nicola Nuzzolese, residente a Santeramo in Colle, provincia di Bari, è stato fermato in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Bari.
L’arresto di Nicola Nuzzolese è "sicuramente non collegato alla scomparsa dei fratellini Pappalardi", dicono gli investigatori. Anche se la polizia, indagando proprio sui fratellini scomparsi, ha scoperto i presunti episodi di violenza sessuale compiuti dall’uomo su una ragazzina di 15 anni.
Nuzzolese da qualche tempo convive a Santeramo in Colle con la mamma dei due ragazzini, Rosa Carlucci.

ULTIM’ORA.
Pedofilia: non risponde il parroco di Oriolo.
Rimane agli arresti domiciliari in un convento di Campagnano Romano don Massimiliano Crocetti, il 36enne parroco di Oriolo Romano arrestato per tentata violenza sessuale su minori. Lo ha stabilito ieri il gip del Tribunale di Viterbo, al termine dell’interrogatorio di garanzia, durante il quale il sacerdote si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il collegio di difesa di don Crocetti ha annunciato che depositerà un documento nel quale sarà delineata la linea difensiva del parroco. È probabile che il sacerdote chieda di essere giudicato con il rito abbreviato.

LE VOSTRE LETTERE.
Oggi riporto questa lettera che ho ricevuto alcuni giorni fa. La riporto quasi integralmente.
I piccoli tagli che ho fatto li ho effettuati solamente per non dare a chi fa del male ai bambini, suggerimenti su come difendersi al meglio…..e per non risalire in alcun modo al mittente della storia (ed ai suoi familiari).
E’ lunga ma vi prego di leggerla con attenzione.
Molti di voi inoltre mi chiedono se possono nei loro blogs riportare i miei pezzi.
Ne sono onorato e lo sarò ancora di più se riportate testimonianze così.
 
Da parte mia e di tutti quelli che transitano da qui (sempre più numerosi, un vero esercito di energia e voglia di cambiare certe brutte cose), l’abbraccio più sincero a questo grande papà.
 
Caro Massimiliano, mi dici "grazie per la lettera"? Io ringrazio te, che mi hai risposto con calore umano e mi hai dato la soddisfazione di mettermi subito nel tuo blog. Ce ne fossero di gente concreta come te. Ti mando il piccolo romanzo della mia brutta esperienza, così tu e tutti quelli che vorranno, potranno ascoltare il mio accorato racconto. Se mi farai la cortesia di pubblicarlo, taglialo pure se pensi sia troppo lungo e correggilo… senza retorica, ti confesso che sto piangendo e non riesco a rileggerlo.
Ora che ho rotto gli argini ho anche altre cose da dire, ma ne parleremo in seguito.
Un abbraccio; ecco la mia storia:

Cara brava gente,
passato un primo periodo di attonito stupore per quel che mi è recentemente accaduto, sento impellente il desiderio di portare la mia testimonianza su questo tristissimo argomento.
Purtroppo mia figlia, che chiamerò Giada anche se non è il suo vero nome, è stata vittima di un pedofilo che, da me denunciato e processato, ha confessato le sue colpe ed ha patteggiato la pena con una recente sentenza che prevede (soli) tre anni di carcere.
Ma, per me, il vero dramma sta iniziando adesso e vi spiegherò il perché.

Che dire di mia figlia?
Ovvero della vera vittima di questo abuso? Una bambina gioiosa, vivace, solare, che adoravo e che tutti m’invidiavano, ora, all’età di 19 anni, vive in uno stato di depressione permanente, non ha più amiche perché le sono tutte antipatiche, sta con un ragazzo che ha avuto storie di droga – e quindi non m’illudo certo che lei sia immune da questa piaga – ma specialmente si rapporta con la sua famiglia, me, mia moglie e l’altra mia figlia (26 anni), come fossimo suoi nemici, in continuo conflitto.
Cos’ho fatto per Giada? Forse troppo poco. Non ora, che l’ho mandata dalla migliore psicologa della mia città, che sto cercando di strapparla da questo suo torpore in ogni modo, ma semmai prima. E dire che quando ebbe circa 10 – 11 anni la presi in disparte e le feci un discorso molto esplicito, pur se con un linguaggio adeguato; molto dolcemente e continuando a dirle che non c’era niente di male se mi avesse detto che le era già accaduto, le feci capire che “qualcuno”, anche vicino a noi – amico o parente – avrebbe potuto avere verso di lei attenzioni morbose, ed anche se a lei non parevano tali (avevo il dubbio che non capisse bene cosa volessi dire), era opportuno che, ora che diventava “signorina”, assumesse un comportamento più consono al suo nuovo stato, cioè non fare vedere le gambe, non rimanere in una stanza da sola con un uomo adulto (foss’anche mio fratello), non farsi toccare, neppure per gioco, ecc.. Alla mia – tenera, per non spaventarla – insistenza nel dirle che non c’era nulla di male se le pareva di avere già incontrato situazioni “strane”, ché suo babbo sarebbe sceso lui in campo semmai a difenderla, o a rimuovere situazioni imbarazzanti per lei, Giada col suo disarmante sorriso mi diceva che non le era mai successo niente di simile e che potevo stare tranquillo. In realtà era stata vittima del mostro da quando aveva 6 anni!! Evidentemente è più forte di loro, non riescono a dire niente e io ancora oggi mi rammarico di non aver saputo cogliere, di non avere capito.

Cosa dire del mostro?
Sono sempre stato consapevole che il pedofilo non è lo sconosciuto che offre le caramelle ai bimbi con un ghigno da sporcaccione. No.. non c’è banalità più sciocca a questo mondo; intendiamoci, ci sarà pure quello, ma le statistiche dimostrano (ed avendo avuto due figlie femmine mi ero fortemente interessato a questo tema, come ritengo doveroso per ogni padre, più ancora che per la madre) che il mostro è il parente, il padre, il fratello, il vicino di casa con cui si ha grande confidenza, l’amico di famiglia che frequentavamo fin da quando eravamo ragazzi. Questi sono coloro che possono approfittare facilmente dell’innocente affetto dei bambini e quindi mai fidarsi di loro anche se la tua ragione ti dice che sarebbe impossibile. E io così feci; a mio fratello, pur se è più vecchio di me, dissi di usare un sistema di gioco diverso verso le mie figlie, nell’età più delicata, ad altri parenti o amici feci discorsi simili, uno si offese e non esitai a mandarlo a quel paese… Eppure…
Il problema è che il mostro non è soltanto il pedofilo, ma, peggio ancora, i suoi complici. Sì, loro hanno dei complici che ti stanno vicino e che sono le vere serpi che covi in seno. Ora vi racconto, il carnefice di mia figlia era in realtà il padrino di mia moglie, e allora perché ci siamo cascati a piè pari? Bella domanda, ancora oggi mi prenderei a martellate. Con tutte le mie precauzioni, vi potete immaginare quando affidai per la prima volta Giada a mia suocera, che viveva con un marito di seconde nozze, qual era la mia preoccupazione. Chiedemmo alla nonna di Giada, presa in disparte, di giurarci che non avrebbe mai e poi mai, nemmeno per andare in bagno a fare pipì, lasciato sola nostra figlia con suo marito, e questo non perché ce l’avessimo con lui, solo per prudenza. La reazione fu forte. Mia suocera, pur se le avevamo spiegato che era un metodo che adottavamo con tutti i nostri parenti, e suo marito nemmeno lo era, e che non avrebbe dovuto offendersi come stava facendo, dopo una scenata ci tolse il saluto per due anni. Per poi chiamarci una sera al telefono e, chiedendoci scusa, riconoscere che eravamo in realtà dei bravi genitori e che avrebbe fatto quel che desideravamo, tanto era l’affetto che provava per noi, di cui alla fine condivideva le preoccupazioni, e specialmente per Giada. Niente di più falso!!! Lei, e sto parlando della madre della madre della mia bimba, di colei che aveva giurato solennemente che sarebbe morta piuttosto di consentire che l’innocenza di mia figlia fosse violata, glie l’ha buttata nelle sue sporche grinfie. Quel lurido verme ha potuto insozzare il corpo e l’anima della mia bambina tranquillamente mentre quella p…..a di sua moglie andava a fare la spesa, dalla parrucchiera, assentandosi per ore, ed ogni volta che tornavamo a prendere Giada, quell’essere immondo spergiurava, in risposta alle nostre preoccupate richieste di conferma del mantenimento della promessa fatta, dichiarando che non s’era allontanata un secondo, neanche per andare in bagno.
Scusate, ma ora devo interrompermi… mi si strozza il pianto in gola ed ho voglia di buttarmi dalla finestra dal lacerante dolore. Che rabbia!!!! Ma vi rendete conto? La nonna!!! Una donna, una madre!!! Ma come ha fatto!!!
Tutto ciò naturalmente l’abbiamo appreso da Giada quando è diventata così grande e consapevole da riuscire ad urlare il suo dolore, ma ormai…
Al processo la nonna ha preso le difese del marito pur se è emerso, dalle indagini, che il mostro aveva mietuto un’altra vittima prima di mia figlia!!! E lei l’aveva sentito dire in giro!!! Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensare all’espressione del suo volto al processo… ma come si può cadere nella voragine della follia in quel modo? Come si fa a sacrificare sull’altare di Satana dei bimbi innocenti per fare piacere alla Belva, persino la nipote di 6 anni?
Se penso che Pacciani, il mostro di Firenze, aveva violentato le figlie e la moglie ancora conviveva con lui… quale contorto sentimento di abominevole complicità nutrono questi esseri immondi. Sono peggio dei pedofili. Profondamente peggio, sicché mi raccomando, se a qualcosa può servire la mia brutta esperienza: occhio!! Occhio e ancora occhio!! Non fidatevi neanche di vostra madre, di vostra moglie, di nessuno.

Cosa dire della Giustizia(?!)
Altra bella domanda. Cominciamo col dire: si può patteggiare un reato così esecrabile? Sì, perché il patteggiamento non deve essere accettato dalla parte lesa, ovviamente non l’avremmo mai fatto anche se il processo fosse durato anni ed anni, ma è proposto dal reo confesso al Tribunale, barattandolo con una piena ammissione di colpa, ed il Tribunale è obbligato ad accettarlo, per cui, tant’è, ecco una sentenza di miseri tre anni di carcere.
E ora scatta l’assurdo, il surreale Kafkiano, nel processo l’avvocato del pedofilo esibisce il certificato di nascita del mostro (per far notare che aveva 75 anni) ed un certificato d’invalidità del 100% (polmoni marci per aver fumato tutta la vita). Il Tribunale mette agli atti e sentenzia la condanna, ma… dopo qualche tempo sto tizio ancora non va in galera. Mbeh?
Mi risponde il mio avvocato: “c’è un’articolo che prevede la possibilità della sostituzione del carcere con la detenzione domiciliare per chi ha superato i 60 anni di età, deve scontare una pena non superiore a 4 anni ed è inabile, anche parzialmente.
Competente a decidere sulla richiesta dell’Avvocato (legale del pedofilo) è il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, al quale potremo depositare delle memorie difensive (sono io che mi devo difendere?) in qualità di persona offesa.”
Eh? Cosa cosa? Allora io posso commettere crimini di ogni natura e genere, e per il solo fatto che sono anziano non vado in galera? Senza dimenticare le attenuanti generiche e speciali, se patteggio posso godere di forti sconti di pena per cui proviamo ad ipotizzare quanti reati prevedono pene entro i 6 / 7 anni di carcere, che, patteggiando ecc. rientrerebbero nei 4 anni.
Oggi ho 50 anni e mi verrebbe voglia di stuprare la madre, la sorella e la moglie di chi ha inventato questa inconcepibile pazzia. Dopo di ché, 10 annetti per il processo (coi tempi italiani) ed arrivo a 60 anni, a quel punto mi farò un po’ di arresti domiciliari, scelgo come domicilio Rimini e mi godo la mia assurda vendetta. È mai possibile tutto ciò? Siamo in Italia o in un mondo alieno?
Qualcuno ha detto che non è la "certezza del diritto" che ci manca, anzi, è piuttosto la certezza della pena e sono qui a testimoniare che le cose stanno – drammaticamente – proprio così. Ora che faccio? vado ad ammazzarlo? Mi taglio le vene?

Un papà distrutto dal dolore

N.B. – In una delle udienze del processo, mia moglie, esasperata dalle assurdità che ci costringevano ad ascoltare e portata alla follia dal sorriso provocatorio dell’imputato che aveva ormai capito che l’avrebbe fatta franca, incrociandolo nel corridoio s’è tolta la scarpa ed ha preso a taccate la testa del pedofilo, facendolo sanguinare un po’ (si può convocare imputati e parti lese di processi come questi e metterli nella stessa sala d’attesa? Veramente assurdo). Il porco non ha avuto esitazione alcuna a denunciarla, processo per direttissima, condanna a tre anni convertibili (almeno quello) in una pena pecuniaria che continuerò a pagare a rate per un po’. È vero, sono i soldi meglio spesi della mia vita, ma ha senso? Sono nel film “Alice nel paese delle meraviglie” in versione “Nightmare”? Quando finirà questo incubo?

Ultima settimana di ferie. Ma in realtà siamo già al lavoro (perlomeno con la testa). Pronti per tanti nuovi progetti e per un blog ed un sito più ricchi ed interattivi che mai.
Vi ricordo che il blog riprenderà la sua normale programmazione quotidiana da lunedì prossimo. Torna anche Flipper Sciò, lo spazio, amatissimo, dai bambini (e non solo).
Nel frattempo continuate a mandarmi articoli, lettere, suggerimenti. Prometto che li ritroverete tutti qui.
Grazie di cuore.A presto…..

NO COMMENT.
 
E’ accusato anche di violenza su minori
Pedofilia: insegnante arrestato nel cosentino
Era maestro di musica. Girava filmati pornografici in casa con minori e faceva capo a una fitta rete di pedofili in tutta Italia COSENZA – I carabinieri della compagnia di Scalea (Cosenza) hanno arrestato questa notte un uomo, E. F. R., 56 anni, insegnante di musica, con l’accusa di violenza sessuale su minori e possesso di materiale pedopornografico. Il provvedimento è stato emesso a seguito di prolungate indagini investigative. Secondo i carabinieri, tra il 1997 e il 2002 l’arrestato avrebbe realizzato, nella sua abitazione, filmati pornografici con minori di 18 anni cui impartiva lezioni private di musica. Filmati che poi avrebbe divulgato per via telematica, con allegate spiegazioni su tecniche di adescamento di minori descrizione delle pratiche sessuali condotte sulle vittime e consigli su come evitare di le indagini condotte dalla polizia sui pedofili che scambiano attraverso internet video pornografici dove sono protagonisti minorenni.
RETE DIFFUSA – Proprio su questo si è ora concentrata l’attività degli investigatori, che hanno avviato i controlli necessari per identificare questa fitta rete di pedofili che sarebbe emersa nel corso della prima parte delle indagini. Diverse sarebbero le persone già iscritte nel registro degli indagati e sulle quali si è posta l’attenzione degli inquirenti. Non ci sarebbero altri calabresi coinvolti, anche se gli investigatori hanno preferito mantenere il massimo riserbo sul prosieguo dell’attività.
VIOLENZA SESSUALE – Inoltre E.F.R. è accusato di violenza sessuale nei confronti di minori, tra i 12 e i 16 anni all’epoca dei fatti, a lui affidati o che avrebbe conosciuto per strada. Nella casa dell’arrestato i carabinieri hanno trovato diverso materiale video ed audio che verrà analizzato nei prossimi giorni.

POST – IT.
Smettetela.
Di far parlare i parenti di Hina, la ragazza uccisa a Brescia dal padre.
Basta. Intervistare il prete presso cui lavorava il cingalese che ha ucciso quell’altra ragazza, sempre a Brescia.
Più rispetto per le vittime. PIÙ RISPETTO PER LE VITTIME.
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