Archivio di Novembre 2006

MEGLIO TARDI CHE MAI…..
Parroco 90enne condannato per pedofilia
LIPARI – Al bar Tano l’hanno visto fino a pochi giorni fa seduto al suo solito tavolo con la sigaretta in bocca, la tazza di caffè fumante e le consuete ciabatte. Da oltre dieci anni infatti don Alessandro Restuccia, condannato a 15 anni per violenza sessuale su un minore dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, conduce una vita riservata, trascorrendo buona parte della giornata in compagnia di qualche compaesano in quel bar che si trova vicino alla casa in cui vive da solo, a pochi metri dal mare. Nella frazione di Canneto, chi lo conosce lo descrive come un vecchietto un po’ stralunato, che dimostra tutti i suoi 88 anni (vista l’età non andrà in carcere), poco lucido e con problemi alla vista e all’udito. Ha smesso l’abito talare circa dieci anni fa, in coincidenza con l’inchiesta da parte della Procura che lo ha indagato per violenza sessuale nei confronti del figlio della donna che per anni lo ha accudito. La perpetua, anche lei condannata a cinque anni di carcere per concorso nella violenza sessuale, è una donna francese, travolta da questa triste e torbida storia di abusi e degrado. Per i giudici ha consentito al parroco di abusare del figlio. La condanna nei confronti del prete, ora sospeso, è giunta dopo otto anni di indagini coordinate dal pm Francesco Massara.
QUI SCRIVERE “MEGLIO TARDI CHE MAI” SAREBBE ASSOLUTAMENTE ANACRONISTICO…..
Indagati per pedofilia a scuola ma nessuno viene sospeso
Accuse a tre insegnanti. Non vengono presi provvedimenti e molti genitori ritirano i figli dall’istituto – di Alessia Marani
Sott’inchiesta per pedofilia, tre maestre di Roma restano a insegnare nella stessa scuola e nelle stesse classi dei piccoli alunni di cui avrebbero abusato. Un caso paradossale: nonostante il blitz dei carabinieri nell’istituto a ottobre, le perquisizioni nell’edificio, nelle aule e nelle abitazioni private delle docenti, di una bidella e di due uomini, un carrozziere e un regista televisivo marito di una delle tre insegnanti, le maestre sono ancora al loro posto. Con la solidarietà della preside, Loredana Cascelli, e delle colleghe di elementari e medie dell’istituto che «per dimostrare ai bambini – scrivono in una lettera – il significato delle parole falsità e calunnia» hanno persino messo in atto una sorta di «sciopero bianco»: d’ora in poi niente più gite, recite natalizie e di fine anno. Un’inchiesta giudiziaria partita a luglio dopo la denuncia di un gruppetto di genitori e che da oltre un mese squarcia come un terremoto la vita di Rignano Flaminio, centro di settemila anime a nord della Capitale. Alla «Olga Verere», la scuola finita sotto accusa – l’unica nel paese – i bimbi iscritti alla materna erano 220, oggi ne sono rimasti appena 160. «Solo due giorni fa – racconta Simone Rocchini, presidente dell’Associazione dei genitori di Rignano – è arrivato l’ispettore del ministero della Pubblica Istruzione per verificare come stanno le cose. È piombato qua martedì pomeriggio dopo che una mamma e non la scuola si è preoccupata di avvisare il Provveditorato. Ma ancora non è stata presa alcuna decisione». I militari di Bracciano, mandato della Procura di Tivoli alla mano, hanno fatto irruzione nell’istituto di via San Rocco la mattina del 12 ottobre. «Li abbiamo visti tutti entrare – aggiunge Rocchini -. Ma la preside ha negato di avere ricevuto qualsiasi atto legale. Da allora è iniziato un muro contro muro. Al consiglio scolastico straordinario convocato per il 14 successivo si è rifiutata di parlare dell’argomento. Chi ha potuto ha tolto da scuola i propri figli, ma per il personale il calo delle frequenze continua a essere “colpa dell’influenza”». Secondo le accuse, (alle cinque denunce iniziali se ne sono aggiunte altre sette) i bimbi, tutti di età tra i 3 e i 4 anni, avrebbero subito «attenzioni» particolari dalle loro maestre e dai due uomini con la complicità di una bidella. In alcuni casi i piccoli sarebbero stati portati anche fuori dalla scuola, in abitazioni private. Perizie mediche e psichiatriche avvalorerebbero l’ipotesi di violenza. «L’inchiesta prosegue – afferma il capitano Emanuele De Ciuceis, della compagnia di Bracciano – stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili. Il nostro lavoro va avanti al di là delle polemiche e dell’opinione pubblica». Presto il dossier corredato da testimonianze, referti, pc e file audiovisivi sequestrati sarà al vaglio del pm che deciderà se chiedere o meno l’apertura del processo. «Non si tratta di essere innocentisti o colpevolisti – spiega Roberta Di Mauro, appena dimessa dal ruolo di Presidente del consiglio d’Istituto, mamma di una bambina di 4 anni -, ma di buon senso. Pretendiamo che sia rispettato l’interesse dei nostri bambini innanzitutto. Ci siamo rivolti alla preside, al sindaco, al ministero. Possibile che nessuno abbia o voglia esercitare l’autorità per sospendere o destinare ad altro incarico queste insegnanti? Il clima a scuola è rovente, la tensione è alle stelle. E non è facile spiegare a dei bambini così piccoli quanto sta accadendo. Molti di loro fanno domande, capiscono che c’è qualcosa che non va. Alla fine, mia figlia l’ho trasferita a Civita Castellana. Con sacrifici enormi perché lavoro a Roma e raggiungere un altro centro è ancora più dispendioso. Prima la mia piccola l’ho tenuta a casa con una scusa, poi le ho detto che nella sua scuola devono fare dei lavori. Davvero solo questo è l’unico sistema per tutelare questi bambini?».

“…..PERCHÈ DIO SI FOSSE DIMENTICATO DI ME”
<< Ho 39 anni e mio padre ha abusato di me. Dai 5 ai 10 anni.
Avevo rimosso il trauma, per sopravvivere.
In terapia ho rivissuto tutto. Ricordo la cantina, il freddo del
pavimento sulla mia schiena, il suo pene nella mia piccola bocca.
Il suo sorriso. Ricordavo solo l’odio di mia madre,
il suo sguardo freddo e le sue parole taglienti.
Lui ha abusato di me sessualmente,
 lei mi ha annientato.
Sono cresciuta pensando di essere sbagliata,
cattiva,
perchè se mia madre mi odiava tanto
non poteva essere altrimenti.
Ero solo una bambina che cercava affetto,
credevo che mio padre mi amasse e che
non mi avrebbe mai fatto del male.
Ricordo la mia solitudine, la paura di tutto e di tutti, la vergogna,
la voglia di morire.
A scuola ero un disastro, non riuscivo
a socializzare con nessuno, mi sentivo inferiore.
Dopo tutto è così che mi vedevo
nello sguardo di mia madre che invece amava i miei fratelli.
Ricordo quando tornavo dalla cantina e trovavo
ad attendermi mia madre.
Avevo paura, sapevo che lei era arrabbiata,
mi fermavo e cercavo di farmi piccola piccola, ma lei si
avvicinava mi urlava e mi scuoteva.
Quante lacrime ho versato chiedendomi
perchè Dio si fosse dimenticato di me, che cosa avevo fatto di male
per meritare quel destino!
Nonostante tutto avrei fatto qualunque cosa per quel padre,
pensavo di essere speciale almeno per lui.
Nell’adolescenza ero già depressa
e mi ferivo con aghi e lamette.
Poi è arrivata la depressione, gli sbalzi di umore,
la voglia di morire.
Finalmente 4 anni fa inizio una psicoterapia
e da 2 anni, da quando ho rivissuto il trauma in terapia,
sto molto meglio. Non ho più attacchi da panico
e anche se qualche volta mi ferisco ancora,
altre vado in depressione, riesco a vivere e non solo a sopravvivere.
Non posso sopportare che venga fatto del male ai bambini,
Max è un mito per me, una persona eccezionale!
A tutti i sopravissuti: possiamo farcela!
E dobbiamo fare tutto il possibile, lottare tutti insieme per
salvaguardare ogni bimbo.>>

FLIPPER SCIO’.
Spazio autogestito del cane Flipper per bimbi da zero a 100 anni.
flipper show
Pensavo di mettere l’ultima divertentissima parte della mia intervista doppia con Max, ma oggi non mi va neppure a me di scrivere.
Ma dico li leggete i giornali? Vedete cosa capita? Riuscite a reggere per intero un telegiornale?! Come si fa?
Sì lo so io dovrei divertirvi, intrattenervi, regalarvi quel sorriso che so nel mio spazio venite a cercare. Ma non è facile.
Non che mi sia arreso, figuriamoci. Sono sempre più dell’idea di Max che tutti loro hanno le ore contate e che voi tutti state cambiando.
In meglio. Però oggi non ce la faccio. Umano, anzi “canino” che ciò accada, o no?!
Ho davanti una foto. C’è ritratto un cagnolino che leggo chiamarsi Tommi, sembra un po’ il mio predecessore Flipper 1 quello che mi guarda furbetto dalla fotografia che sta sul comodino dalla parte dove dorme Max.
Adesso Tommi sta bene e aspetta un Amico con cui vivere. Ma prima di essere stato salvato dall’Associazione Amici degli Animali di Milano (Tel. 02 90516027) era stato lanciato dal finestrino di un auto in corsa. Capite?! Lanciato da un finestrino di un auto in corsa. Un cagnolino.
E poi dicono che i bastardi siamo noi…….
Per oggi basta. Ciao a tutti ed una zampata delle mie con un grande bacio a tutti i bimbi che mi scrivono (blogfrassi@yahoo.it oggetto: lettere a Flipper).
Flipper 2.

La contabilità del dolore – abusi

 La contabilità del dolore.
lacrime blog PEDOFILIA
Sono dieci milioni le donne italiane che negli ultimi 5 anni hanno subito una grave forma di maltrattamento o di abuso.
Una cifra abnorme. Impensabile. Così grande da apparire irrreale, malgrado la sua tragica verità.
Dieci milioni di donne su una popolazione di poco più di 60 milioni significa che se camminiamo per strada, ogni sei persone una, di sesso femminile però, è stata maltrattata. In molti casi porterà quei segni per tutta l’intera sua esistenza. E la sua infelicità ricadrà su quella di chi le sta intorno, tranne, purtroppo, di quelli che l’hanno ferita.
Dieci milioni di donne maltrattate significa, almeno quasi altrettanti aguzzini. La maggior parte dei quali impuniti. Liberi nella libertà di abusare.
Arroganti e spavaldi. Pronti a reiterare quanto già hanno fatto.
Mai stati meglio in una società come questa. Sempre così accondiscendente verso i carnefici, sempre così sorda verso le vittime.
In provincia di Imperia un prete ha patteggiato la condanna per abusi su una quarantina di ragazzini pagando 4.000 euro di multa. Come dire, cento euro a bambino.
Davanti a queste cifre, io che con la matematica ho sempre fatto a pugni, mi arrendo. E vi chiedo, per quanto ancora potremo tollerarle? Fino a quando sceglieremo di stare in passivo silenzio?
Poiché se non saremo in grado di azzerare questo debito verso la parola civiltà, tutti quanti noi avremo perso. E gli unici ad uscirne indenni saranno quelli che hanno oltraggiato il corpo e l’anima di vostra madre, vostra sorella, vostra figlia.

ULTIM’ORA.
Prete accusato di pedofilia trasferito da Prato a Roma per i domiciliari.
Padre Georgedenis Onyebuchi Asomugha, ex parroco di Galcetello, questa mattina e’ stato trasferito in una localita’ nei dintorni di Roma.
Il prete e’ accusato di pedofilia, nell’ambito di una vasta operazione su scala italiana. La diversa sede degli arresti domiciliari e’ stata decisa dall’autorita’ competente su richiesta dell’avvocato difensore «per un miglior espletamento dei diritti della difesa». La misura cautelare, come si ricordera’, fu assunta dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma.Il servizio pastorale nella parrocchia dell’Immacolata Concezione a Galcetello e’ assicurato dagli altri due religiosi della Congregazione della Missione gia’ da tempo presenti in quella comunita’.
SAN SALVADOR – Un prete cattolico è stato condannato da un tribunale salvadoregno a 20 anni di reclusione per aver violentato un chierichetto di 11 anni, nella prima sentenza del genere nel Paese centroamericano.
Il sacerdote, José Daniel Rivas, 60 anni, è stato condannato da tre giudici, dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver abusato del bambino l’anno scorso a San Cristobal, circa 35 chilometri a est della capitale.
"Finora non c’erano stati casi di sanzioni di questo tipo nel Paese", ha detto alla Reuters un responsabile del tribunale, José Luis Funes.

Giriamo sempre di più l’Italia. E li vediamo. Con gli stessi legali (tra cui il noto pederasta super pagato che oramai va ovunque: chissà come funziona il passaparola?! Bisognerà mettere la pulce nell’orecchio a qualche magistrato…), ma soprattutto la stessa fottuta arroganza. Che però davanti a queste cifre sparisce e DEVE mettere tutti a tacere. Noi faremo la nostra parte. Rialzeremo il tiro ed i toni. Ma voi tutti, e soprattutto VOI DONNE, madri, sorelle, amiche, mogli, fidanzate, adulte o bambine, vi vogliamo ATTIVE al nostro fianco. Per cancellare questa folle contabilità dell’orrore.
Stupri, molestie e ricatti sessuali in Italia vittime 10 milioni di donne.
I casi di violenza denunciati sono stati mezzo milione.
stupri blog pedofilia

 

ROMA – Dieci milioni di donne tra 14 e i 59 anni hanno subìto nel corso della vita violenze, molestie o ricatti sessuali. A rivelarlo è l’Istat, nel rapporto presentato questa mattina in occasione della giornata parlamentare contro la violenza alle donne a Montecitorio. Dallo studio (che ha preso in esame i dati dal 1997 al 2002) emerge un quadro inquietante. Per le donne il luogo più insicuro non è un vicolo buio o un parco di notte, ma il posto di lavoro. Secondo l’Istituto di statistica 900 mila donne hanno subito ricatti sessuali per essere assunte o per avanzare di carriera. Per quanto riguarda invece gli stupri o i tentativi di violenza carnale sono 500 mila le donne che hanno denunciato di aver subito questa esperienza. Un dato in aumento, ma, come ha spiegato la direttrice dell’Istat Linda Laura Sabbadini, "la crescita delle denunce non è necessariamente indice di crescita di violenza: le denunce possono aumentare perché le donne scelgono di denunciare di più rispetto al passato". Dallo studio emerge anzi un segnale positivo: "Dal 1997 al 2002 – ha spiegato ancora la Sabbadini – c’è stata una diminuzione delle molestie fisiche sessuali e dei tentati stupri, soprattutto grazie ai profondi cambiamenti legislativi, alla rottura dell’omertà su questo tema e all’intensa attività dei centri antiviolenza". Un importante deterrente nei cinque anni presi in esame dalla ricerca è stata la crescita dell’occupazione femminile che ha reso più problematico il tentativo di ricatti sessuali al momento dell’assunzione, facendoli diminuire. In soccorso delle donne negli ultimi anni è intervenuta anche la tecnologia. Nel caso delle telefonate oscene, ha sottolineato ancora Linda Laura Sabbadini, "la possibilità di identificare il chiamante ha avuto un effetto deterrente". Malgrado questi segnali positivi, nel complesso i dati rimangono però preoccupanti, soprattutto per quanto riguarda la violenza carnale vera e propria. "Per gli stupri – ha spiegato ancora la direttrice centrale dell’Istat – ci troviamo davanti ad uno zoccolo duro. Fatta eccezione per quello commesso da estranei (un’assoluta minoranza, solo il 3,5%), quello ‘classico’, perpetrato da amici, conoscenti o ex fidanzati, si ripete nel tempo e con una frequenza elevata, spesso più che settimanale, in luoghi familiari alla vittima". Alla presentazione del rapporto era presente anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che nella sala della Lupa di Montecitorio ha aperto i lavori della giornata parlamentare contro la violenza alle donne. "E’ necessario intervenire fin dalla scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi della formazione civile e sociale dei ragazzi – ha osservato Bertinotti – per prevenire inciviltà e degrado e per costruire nei giovani il rispetto ed il riconoscimento della diversità, il rifiuto della intolleranza e della prevaricazione fisica, il controllo dell’emotività superando lo squilibrio relazionale tra uomini e donne e i pregiudizi che alimentano discriminazioni e prevaricazioni a danno di queste ultime".

mano rosa

Tanti i commenti alla lettera dell’amica del Piemonte apparsa ieri.
Una lucida testimonianza di cosa vuol dire essere vittima di abuso.
Tra le tante mails che mi avete mandato riporto quella dell’amica Gabriella Vitali (che tempo fa intervistai per questo blog – vedasi tags a lato).
E per domani vi preannuncio una nuova testimonianza.
Ciao Max,
ho letto " quando l’abusante è il nonno " !!
Pensavo/speravo fosse solo un sogno….NON è così
Vorrei poter dire alla carissima  X, quanto
sono indignata, quale mamma – nonna –
Coloro che avrebbero dovuto essere, rispettivamente,
il  coraggio e la forza, si sono invece rivelate le maggiori
colpevole di tutte questa storia. Attenzione, nessun alibi e
nessuna scusante per il caro "nonnino" (?), condanna a 360
gradi. Ma, doppia condanna, alle due  "  donne "  (mi scusino le
donne, per l’orrendo paragone).
La natura vi aveva privilegiato, rendendovi
due figure fondamentali nella vita di un essere umano.
Vorrei classificarvi, ma credetemi, non trovo un aggettivo
abbastanza " indegno" per  voi  due.
Cara X, con il tuo calvario,  la tua forza,  il tuo coraggio,
credimi – sei più nonna e mamma tu – di chi (non)  è stata
al tuo fianco.
A loro, posso solo dire, VERGOGNATEVI ! E che Dio (non)
abbia pietà di voi .
Un abbraccio
Gabriella (mamma e nonna -orgogliosa di esserlo)

I Blog Pro Ana

anoressiaSto caricando delle foto sul blog quando mi accorgo che qualcuno ha già messo online una fotografia. Che ritrae una ragazza su una passerella durante la sfilata. Peccato che la ragazza sia un mostro. Pelle ed ossa.
Penso di aver trovato un blog che parla di anoressia. Invece…..
Invece mi imbatto in un blog che è realizzato da una ragazza anoressica, che sta scendendo sempre di più verso un baratro che spesso porta alla morte.
Quella foto da lei messa era in realtà un esempio a cui aspirare. E come lei tante ragazze che risono collegate a quel blog per commentare, positivamente, tale scempio.
Riporto qui alcuni esempi, alcune frasi tra le tante che ho copiato.
Prima di farlo segnalo a tutti nello spazio links del sito di Prometeo il recapito dell’associazione Jonas di Milano (www.associazioneprometeo.org  spazio links in alto a sinistra).
Perché l’anoressia (come la bulimia) è una seria malattia. Da NON sottovalutare. Un disturbo che può essere curato, ma che se trascurato dà problemi che possono diventare irrisolvibili.
Questi i commenti di cui vi parlavo:
1) Siiii!!!!!!!!!!!!!
Sono troppo contenta!!!!!! Sono dimagrita un kilo!!
2) La felicità è quel sentimento di beatitudine,gioia e ,benessere che ti invade. Io non lo sono mai.
Solo quando vedo l’ago della bilancia scendere, la pancia sgonfiarsi, le costole apparire dal grasso che le circondano inizio ad essere felice, ma questa felicità scompare pensando a quanto devo ancora dimagrire!
3) Ho molte cicatrici,ma ho posto con me anche il ricordo di momenti che non sarebbero mai accaduti se io non avessi osato spingermi al di là dei miei limiti…
4) rieccomeeee!!
Ieri sera ho dovuto cancellare il mio blog perchè mio papà stava per leggere i post che avevo scritto e siccome erano pro-ana, li ho cancellati prima che succedesse casino!
MERDA …quando impareranno i miei genitori a farsi i cazzi loro?
5) oggi niente vomito.
forse perchè ieri mentre eliminavo il pranzo, ha cominciato a sanguinarmi il naso.
all’inizio credevo che fosse sangue dallo stomaco, mi è sceso un accidente.
poi ho sentito un solletico sulla punta del naso, e ho capito….
del resto, ho mangiato una mela e 3 pezzeti di formaggio…
devo riuscire a far tacere cla.
non voglio più che si occupi della mia salute.
mi vuole bene? ma chi lo sa, mi conosce da 3 cazzo di mesi! non può saperlo neanche lei!
come devo fare per fare in modo che lei non si occupi più di me???
prima che saltino fuori grossi guai…
per non far sapere a nessuno che io vomito,dopo mangiato vado in bagno e con la scusa di farmi la doccia apro l’acqua,la faccio scrosciare il più forte possibile in modo tale che non mi senti nessuno così posso vomitare in santa pace senza rotture di cazzo e per finire ingoio 4 pasticche di lassativi
 
 anoressia blog
 anoressia blog pedofilia
Questo invece il mio commento a foto così. Care ragazze, a noi così non piacete proprio. Ma proprio per niente. Altro che ideale di bellezza, altro che stronzate simili, qui di bello non c’è proprio nulla!

 
IL RITO MAYA.
Forse mi ripeto. Ma risono storie così folli che se non fosse per il carico di sofferenza e di miseria umana che portano con sé, sembrerebbero uscite da un film comico di serie C. Una commedia degli orrori recitata da pessimi guitti.
Invece sono storie vere. Di tutti i giorni. Così normali da apparire, quindi, ancora più assurde.
Storie così:
a Bologna un uomo h stuprato per mesi una ragazzina di 13 anni, affidatagli dalla madre. Incensurato (come la maggior parte dei pedofili), guardia giurata, aveva conosciuto la madre della bambina in una Chat (e già questo…). Incominciano a frequentarsi e la donna lo introduce in casa; la donna ha altre due figlie, una sposata che vive fuori casa ed una malata che passa molto tempo in casa.
Nulla si sa del marito. La donna è in attesa da tempo di una casa popolare e l’uomo le fa credere di avere la soluzione.
Qui arriva la parte della storia da “commedia di serie C” come ho detto poc’anzi, tanto assurda quanto drammaticamente vera.
Per far avere la casa ala signora le fa credere che serve un rito propiziatorio, meglio, un rito Maya. E per realizzarlo serve una vergine.
La donna abbocca (…..) e gli manda in casa (una casa definita dagli inquirenti “allucinante e tetra”, piena di maschere ed altro) la figlia.
Che qui viene picchiata ed abusata. E minacciata di morte con delle armi da fuoco.
La bimba ne parla solo mesi dopo, alla fine di una lezione a scuola sull’educazione sessuale, in cui viene toccato anche il tema della pedofilia (!!!!!!!!!!!!!!!!).
L’uomo ora è stato arrestato e la polizia sta cercando di aprire un file del computer che potrebbe contenere le immagini dello stupro.
Termino così, senza alcun commento, perché non credo di dover aggiungere nulla, per non rischiare di sparare sulla croce rossa.

chiesa e pedofilia

IL PREZZO DELLA SOFFERENZA.
Premetto che in matematica sono sempre stato una frana. Per questo non riesco ad accettare quanto sto per scrivere, poiché parto dal pregiudizio, nei miei stessi confronti, di stare commettendo un errore. Di calcolo. Infatti non riesco a credere che un ragazzino valga per la Giustizia italiana cento euro.
Sì perché se dividiamo la cifra di 4.000 euro per 40 ragazzini è cento (giuro che l’ho fato anche con la calcolatrice) il risultato che otteniamo.
Per meglio chiarire ciò che sto calcolando vi dirò che “4.000” euro è la cifra che don Renato Giaccardi LE FOTO DEI PEDOFILIha patteggiato e che 40, quando l’inchiesta esplose, erano i ragazzini indicati come quelli che adescava in cambio di ricariche telefoniche o piccoli regali e poi abusava.
Di lui già ci occupammo tempo fa, quando appunto l’inchiesta durata più di un anno e portata avanti dalla Squadra Mobile di Cuneo, tra le realtà più preparate in Italia a debellare questi crimini, portò al suo arresto.
E come di consuetudine alla classica levata di scudi in suo favore.
D’altro canto don Ricciardi copriva un ruolo non da poco:
“confessore di preti e suore in vari istituti religiosi della Liguria”, “assistente giovanile”, “incaricato direttamente dal vescovo di gestire i rapporti tra la Curia e le associazioni religiose nelle diocesi di Imperia ed Albenga”, “persona di grande carisma e capacità persuasiva”.
Come credere quindi che proprio lui fosse l’artefice della Associazione “L’Amicizia degli Uomini”, una sorta di gay club per pederasti ed affini?!
Poi le prove, sempre più schiaccianti e quella prima ammissione, di rapporti sessuali con un ragazzino.
Ora il processo si è chiuso. Don Ricciardi ha patteggiato (ma la nuova legge non impediva il patteggiamento?) ed ha commutato i 4 mesi di detenzione con 4.000 euro.
Non mi risulta e sarei felice di dire il contrario, che sia stato rimosso a vita da ogni incarico pastorale.
Non mi risulta, e sarei felice di farvelo sapere, in quale nuova parrocchia finirà.
 
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