Archive del 2006

“E voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più……”
La Donna Cannone, Francesco De Gregori.
blog pedofilia
cocco

SVEGLIAAAAAA…..
svegliaaaaa
IL CORAGGIO DELLE IDEE.
Capita oramai sempre più spesso di leggere notizie dove i canoni classici delle storie sono ribaltati, vittime punite ed assassini in libertà.
Oggi noto che chi commette dei crimini è sempre più rispettato, peggio ancora, a tratti quasi “premiato”. Gli si dedicano targhe o film.  Ed un posto al talk show del momento statene certi è garantito. Mentre a chi subisce resta solo il vuoto di una perdita, quelle lacrime mai del tutto estinte. Un dolore unico da non poter essere condiviso. Da piccolo mi hanno inculcato che se non andavi a scuola venivano i carabinieri.
Oggi se magicamente azzerassi la mia anagrafe forse l’esempio che riceverei sarebbe opposto. Azzardati a fare il bravo che prima o poi ti passi qualche guaio.
Quella che vi può sembrare una provocazione nasce in realtà da una situazione, a tratti unica, che da tre anni vivo in prima persona.
Mi occupo, per chi ancora non lo sapesse, di bambini che hanno subìto abusi.
Da tre anni sono finito nell’obbiettivo di un comitato, formato da pedofili, loro parenti e sostenitori vari.
chaplin hitler
Gente che ha preso fino a 13 anni in secondo grado per aver abusato bambini di tre e quattro ani d’età e gente che, temo, a processo mai ci finirà. Scopo di questo comitato è quello di far chiudere la mia associazione e ridurre il sottoscritto “all’eterno silenzio”.
Per farlo usano ogni arma in loro possesso, partendo da quella della calunnia che in ogni tipo di mafia, giacché anche le lobbies pedofile sono mafiose, dà buoni risultati.
Sono stati fati volantini contro di me, mandati in rete falsi lanci di agenzia, dove tra le varie si leggeva che ero stato arrestato per possesso di materiale pedofilo, o si faceva circolare la notizia che quelle immagini, da me spesso denunciate con “toni violenti”, mi avessero invece come protagonista. Grazie al lavoro certosino di questi delinquenti ho perso aiuti, supporti, contatti, amici. Ho visto i miei libri venire ritirati dalle librerie e le mie conferenze, fino ad ora circa duecento, cancellate per le infamie mandate agli organizzatori.
Il tutto senza che nessuno, e ribadisco nessuno, nella legalità intervenisse. Ricacciando i delinquenti al silenzio e permettendo a chi difende i bambini di continuare ad operare.
Segno questo che la rete pro pedofilia è sempre più attiva, ma anche, come ho detto prima che oggi stare dalla parte del bene rende la vita sicuramente meno facile. Per quasi tutti. Criminali esclusi.

RICEVO E RIPORTO:
sette sataniche
Bari, violentata durante messe nere
La vittima è una 28enne
Per circa otto anni una donna che oggi ha 28 anni sarebbe stata violentata e costretta a fare uso di sostanze stupefacenti mentre partecipava a riti satanici e a messe nere organizzati da suoi conoscenti a Bari. E’ quanto la giovane ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo pugliese, che ha avviato un’indagine. A seguito delle violenze subite la donna è fuggita in Inghilterra dove ha vissuto per qualche tempo.
La vittima ha trascorso diverse ore negli uffici della squadra mobile della questura di Bari dove è stata sottoposta ad un interrogatorio alla presenza del suo legale. Nell’inchiesta, a carico di persone da identificare, vengono ipotizzati i reati di violenza sessuale, violenza privata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 
A quanto si è saputo, nella denuncia la ventottenne ha descritto nel dettaglio i riti praticati dai suoi conoscenti durante le messe sataniche, e avrebbe descritto sia le varie correnti del satanismo (razionalista, occultista, acido e luciferismo) a cui erano dediti i suoi compagni, sia particolari su messe nere e riti satanici fatti leggendo il Vangelo al contrario. FONTE TG COM.

Vi segnalo una “bella” presa di posizione, molto intelligente, su quanto accaduto all’amico Marco Marchese, vittima di un prete pedofilo in seminario ed oggi querelato dalla Curia a cui aveva chiesto aiuto.
Leggete  qui (purtroppo non riesco a postarlo se non tramite link):

NON POTEVAMO NON SALUTARLO QUI.
addio a barbera
Insieme a Wiliam Hanna, nella foto a destra, Joseph Barbera ha regalato a generazioni di bambini (e non solo) un mondo di sogni.
Prima di lui, nell’era della tv e del cinema, solo Walt Disney era arrivato a tanto.
Grazie a lui ci siamo persi nel parco di Yellowstone a caccia di cestini delle merende in compagnia di due buffi orsi. E sempre grazie a lui, ed al suo compagno di fantasia, siamo tornati all’età della pietra scoprendo, grazie ai Flinstones, che forse le cose non erano tante diverse da oggi.
Abbiamo rincorso il topo Jerry insieme al maldestro Tom, frenando giusto in tempo quell’istante prima di poterlo catturare e siamo andati a caccia di fantasmi con Scooby Doo e la sua altrettanto maldestra compagnia.
C’è un arte che non morirà mai. E’ quella che ci ha fatto crescere, divertire, sognare.
E così se oggi apprendiamo che anche Joseph Barbera, all’età di 95 anni si è spento, sappiamo che la sua assenza tutto sommato non si verificherà mai.
Basta guardare quel topolino che ancora una volta ha afferrato il suo pezzo di formaggio mentre il ranger sta inutilmente sgridando il grasso orso per capire che le favole non hanno mai la parola Fine.

Cari amici se quest’anno non dovesse passare Babbo Natale, non disperate.
Non è colpa vostra.
Ancora una volta il vostro blog preferito ha trovato la causa di una nuova grande tragedia.
Prendetevi un minuto e guardate qua…..orribile:
 

ULTIM’ORA
Pedofilia / A 15 anni violenta il cuginetto di sei.
Un ragazzo di 15 anni, scrive il Corriere della Sera, avrebbe violentato il proprio cuginetto di sei. Il fatto è avvenuto a Vicenza, ed è emerso quando il bambino lo ha raccontato al fratello dodicenne, il quale a sua volta ha avvertito i genitori. L’adolescente a sua volta avrebbe ammesso le proprie responsabilità nei confronti del cugino di primo grado (due dei loro genitori sono fratello e sorella) precisando di aver voluto imitare alcuni filmini porno visti sul computer a casa di amici.
La violenza sarebbe avvenuta dopo una cena tra parenti. La vittima, sentita dallo psicologo, è stata giudicata attendibile, ma la conferma è arrivata dallo stesso indagato. La denuncia ora al vaglio del pubblico ministero della procura per i minori del tribunale di Vicenza, Andrea Esposito.

 branco
 NON CAMBIANO.
No! Non cambiano. Ma proprio per niente.
E’ parte del loro dna. E’ dentro di loro. Inscindibile.
Muore quando loro muoiono. Vive ogni volta che respirano.
L’ultimo esempio arriva da Treviglio, grosso centro in provincia di Bergamo.
Nel 2004 i 4 bastardi di cui parlo, 3 fratelli (uno di 26 anni e due gemelli di 20) ed un amico di 24, erano finiti in carcere, dietro l’accusa di aver sequestrato una ragazza, averla abusata per ore, picchiata, derubata, etc. etc.
Poi grazie all’indulto se ne sono usciti.
E non hanno perso tempo.
Sabato scorso hanno abbordato una prostituta slava di 21 anni, l’hanno portata in aperta campagna e per quattro ore (4 O R E !) l’hanno stuprata, pestandola a sangue e derubandola.
Quando uno dei 4 avanzi d’uomo è stato arrestato era in compagnia….della fidanzata (che mi auguro oggi non alzi barricate in sua difesa, anche se mi stupirei più del contrario), mentre l’altro guardava la tivù insieme a mammà.
Non so per quanto staranno dentro. Non so se la ragazza stuprata sarà mai realmente aiutata.
Ma so che certi soggetti non cambiano. Mai.
Ma proprio per niente.
E’ parte del loro dna…….
 
DEDICATO A CHI ANCORA ROMPE: “MA INSOMMA QUESTO FRASSI, DOVREBBE CAMBIARE I SUOI TONI…..”.
 
 
Non cambiano – parte 2.
Quante volte l’ho scritto in questo blog.
Cisono storie così folli che risulta persino difficile raccontarle.
L’ultima in ordine di tempo arriva dalla bella Sicilia.
Dove un uomo, pardòn, un maschio che chiameremo Endrio (è un gentile omaggio ad un suo simile)è stato arrestato per abusi nei confronti della figlia.
Abusi scattati quando la bimba aveva dieci anni e fatti, leggiamo, “perché la moglie si rifiutava di prostituirsi per pochi spiccioli”.
Oggi, dopo anni di botte e di sevizie la dona ha sporto denuncia e dopo una lunga indagine è emerso quanto appena scritto. Che come ho detto prima lascia poco margine di commento….almeno al sottoscritto.

Grazie di cuore.
Innanzitutto a Damiano e tutti gli amici della Valle Imagna per la splendida iniziativa di venerdì scorso.
E poi per tutti i sostenitori, nuovi e vecchi, di prometeo intevenuti ala cena solidale di sabato, dove abbiamo presentato anche il nuovo libro su Bucarest.
Una serata di grandi e belle emozioni. Di quelle che fanno bene al cuore. Ed alla testa.
Grazie mille!

“LA VITA E’ UN DONO”. IL CUORE DI PROMETEO PER I BAMBINI MALATI DELLA ROMANIA.
Si è appena concluso il viaggio in Romania degli operatori dell’Associazione Prometeo per portare gli aiuti raccolti tra le famiglie della nostra provincia, a favore dei bimbi malati di cancro di Bucarest, in occasione di San Nicola, l’equivalente di Santa Lucia per i bimbi rumeni. Questo il resoconto del viaggio di solidarietà.
 

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

 
Dicembre 2006
C’è un disegno appeso ad una parete. E’ fatto da una bambina di cinque anni. Al centro il suo ritratto, attorniato da un sole e da piccole nuvole.
Sia il sole che le nubi hanno gli occhi e la bocca. Sia il sole che le nubi piangono e le gocce di pianto vanno a finire in un unico grande lago, generato dai due fiumi di lacrime che sgorgano dagli occhi della bimba stessa.
Siamo nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest e se c’è un disegno che ben traduce quello che qui si vive è proprio questo. Un fiume di sofferenza, a tratti inarginabile, percorre i corridoi e le misere stanze, dentro le quali piccoli angeli trascorrono, spesso in attesa della morte, la loro mai consumata infanzia.
Ci troviamo per farci un dono. Regalare a noi stessi l’occasione di un secondo Natale, prima ancora che arrivi il primo.
Siamo qui per fare il pieno di gioia. Di felicità. Che a dirlo così sembrerebbe quasi paradossale, visto che è di morte e di sofferenza che ho appena parlato.
Eppure basta poco. Un soffio di vita. Un cuore sincero. Un sorriso, bene quanto mai raro da queste parti, per riaccendere la speranza ed il viso di un bambino.
Maria ha solo 5 mesi ed un tumore al braccio sinistro, che risulta visibilmente meno sviluppato dell’altro.
Purtroppo a detta dei medici che la seguono, reagisce molto male alle chemioterapie ed è difficile riuscire a frenare le frequenti emorragie.
“Se continua così bisognerà amputare” dice sconsolata un’infermiera, mentre la piccola ciondola in piedi nel suo triste lettino. E con l’altro braccio, quello sano, afferra il peluche che i volontari di Prometeo, insieme a molti altri doni, le hanno portato.
Prende l’orsetto e ride felice per questo nuovo compagno di giochi, che avrà il non facile compito di aiutarla a placare il dolore. Suo e di chi le sta accanto.
Adriana ha un anno e mezzo. Anche in questo caso la cartella clinica è di quelle che fanno male anche solo a leggerle. Si spera sempre che i bambini possano essere immuni da tanto dolore e si scopre, ogni giorno, che forse dal dolore ne sono i più colpiti. Facile farlo quando si è così disarmati, ma certi dolori, si sa, sono codardi e solo accanendosi sugli indifesi si illudono di essere un po’ più forti.
Adriana non si stacca dalla gonna della volontaria di Prometeo che le ha portato un cesto pieno di regali. Non sono le bambole però quello a cui aspira e nemmeno le vestine nuove. Bensì le caramelle, normalissime caramelle di zucchero dalla carta colorata, di quelle che i nostri bambini hanno a disposizione in quantità industriale e che per lei, invece, sono merce rara, un regalo prezioso, da cullare tra le mani prima di fare un regalo al proprio palato. Mangiandole lentamente, così “durano più a lungo”.
Ivan ha tredici anni. Tra qualche giorno tornerà a casa e verrà qui, periodicamente, in regime di day hospital per le cure necessarie. Ivan ha un tumore alla pancia. La matrigna ha attrezzato una stanza apposta per lui ed ora sta cercando i soldi per poter acquistare una stufa. Poiché quando la temperatura scende, tocca anche i meno venti gradi sotto lo zero e lui ha le difese immunitarie troppo basse per poter essere curato in un ambiente non adeguatamente riscaldato.
La cosa che colpisce di più è che incontrando storie di miseria, morale o economica, portate agli eccessi, ci si aspetterebbe di essere perlomeno in un qualche stato africano, di quelli volutamente dimenticati dal Nord del mondo. Invece siamo in centro Europa, in una nazione che peraltro tra pochi giorni farà ufficialmente parte della Comunità Europea.
Chissà cosa cambierà per Andreea, giovane ragazza madre che ha portato in braccio per cinque ore dentro un treno proveniente da un’altra epoca, il proprio bimbo di 2 anni. E’ arrivata fino a qui solo per aver una ricetta medica con la quale una volta tornata nel paesello d’origine si recherà alla locale farmacia. Con la speranza, per ora fatta più di incertezze che di altro, che possa ritirare i farmaci antidolorifici per il proprio bimbo. La cui sorte, irreversibilmente segnata, lo vedrà forse morire tra implacabili dolori.
Eppure lo stesso bimbo, stremato dal viaggio e dal male, ci regala un sorriso fatto di vita, quando vede tra i doni che gli vengono portati, una macchinina rossa. Di quelle che solitamente vincono i premi sui circuiti internazionali e che qui in scala ridotta vince forse la gara più bella, quella che la porta dritta al cuore di un bambino sconfitto dal dolore, donandogli gioia.
Proprio ieri prima della “delegatio italiana” in ospedale sono passati alcuni rappresentanti del Lion’s club di Bucarest. Armati di fotocamera hanno immortalato i loro volti rinfrescati dal lifting al fianco dei bimbi moribondi, quindi hanno lasciato un generoso sacchetto e se ne sono andati. Quando il medico ha tolto le 4 banane ed i 4 mandaranci portati in dono per i quasi cinquanta bimbi ricoverati, ammette di essersi messo a piangere. Poiché vi sono vari modi di abusare un bambino. Basta poco. Tanto quanto 4 mandaranci e 4 banane. Nel frattempo ci avvisano pure che è previsto l’arrivo di un tir pieno di copriwater. A Natale si sa sono tutti più generosi.
I bimbi che riescono a stare in piedi aspettano le volontarie di Prometeo nella stanza dei giochi. L’operatrice rumena da noi ingaggiata metterà in scena alcune favole, vestendosi a tratti da Grillo Parlante ed a tratti improvvisandosi direttrice d’orchestra, mentre le loro flebili voci ci omaggiano di canzoni natalizie.
Appesi alle pareti altri disegni. Ogni bimbo si è coperto la mano di vernice ed ha lasciato il segno di una sua presenza. Tra questi Marius, anni 4, abbandonato dal padre in ospedale dopo che il medico gli aveva diagnosticato la leucemia ed in ospedale morto, di notte, quando il dolore fa ancora più paura e la solitudine diventa invincibile. Di lui resta una manina, rosso fuoco, su di una parete d’ospedale. Strani modi ha Dio di reclutare i propri Angeli.
All’uscita dopo l’ultimo commosso saluto e la rinnovata promessa di non lasciarli soli un manifesto obbliga un ultimo momento di riflessione.
Un bimbo, apparentemente cicciottello, in realtà gonfio per le terapie sorride debolmente all’obbiettivo.
Sotto di lui la scritta, cinica quanto reale, dice “ce te faci cand vei fi mare?”, “cosa farai da grande?”.
Fuori il buio della sera rende la città ancora più triste.
Il tombino si alza ed uno scricciolo di 5 forse 6 anni esce a caccia di cibo. Sopra di lui, in netto contrasto con la sua realtà di bimbo di strada, le luminarie natalizie festeggiano l’imminente arrivo della Comunità Europea, con tutte le stelle delle varie nazioni che ad intermittenza si accendono e si spengono.
Il volo per casa parte in ritardo, per la forte nebbia, che avvolge il mondo intorno, regalando l’illusione che tanta sofferenza, in realtà, non sia mai esistita.
 
Massimiliano Frassi
 Presidente Prometeo
 
 Budimex
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Come aiutare.
I bambini dell’ospedale Budimex possono essere aiutati adottandoli a distanza grazie al progetto promosso dall’Associazione Prometeo Onlus di Gorle (Bg).
Bastano poco meno di dieci euro al mese per garantire l’assistenza di uno dei piccoli ospiti. Per ulteriori informazioni: Tel. & Fax: 0364 880593 oppure www.associazioneprometeo.org .
 
bambini delle fogne di bucarest nuova copertina
Esce il 18 dicembre sia in libreria che in edicola la nuova versione del libro di Massimiliano Frassi “I bambini delle fogne di Bucarest”, edizioni Ferrari. La nuova versione, riveduta ed aggiornata è legata al progetto di assistenza dei bimbi del Budimex. “I bambini delle fogne di Bucarest” è stato un vero e proprio caso editoriale superando le centomila copie vendute in Italia ed in Svizzera dalla sua prima edizione. Un nuovo libro di Frassi, interamente dedicato al tema della pedofilia, è previsto per il 2007.
 
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