Archivio di gennaio 2007

UN MONDO AL CONTRARIO.
 
Che questa società sia oramai completamente rovesciata, messa sottosopra, invertita, non è cosa nuova ma sotto gli occhi di tutti. Da molto tempo, peraltro.
Si sono persi i punti di riferimento. Non ci sono più santi né, forse, eroi.
Le regole del gioco sono cambiate, a tratti improvvisamente, senza alcun preavviso, a tratti in forma più smaccatamente palese. In entrambi i casi, però, senza che noi si intervenisse. Addormentati sopra ad un telecomando ci siamo sorbiti di tutto. Tutto abbiamo bevuto. Tutto abbiamo accettato. Sempre più passivi.
Non è un caso che i programmi di maggior successo si chiamino reality show e che nel dettaglio di reality, in fondo, non abbiano alcunché.
Fino a dieci anni fa uno dei disturbi più seguiti era la cleptomania, oggi è lo shopping compulsivo. Ovvero prima si curava chi godeva nel non passare alla cassa, oggi si cura chi alla cassa ci metterebbe la propria residenza.
Una volta bastava mettere le corna alla propria moglie per rischiare addirittura la perdita di un posto di lavoro, oggi se ti beccano strafatto di cocaina in compagnia di un paio di, fisicamente brutti, travestiti vedrai i tuoi contratti di lavoro decuplicati nei mesi a venire. Lo stesso dicasi se sfili in passerella così magra da sembrare ricoperta solo della tua pelle e fai un consumo di cocaina pari alla produzione media nazionale della Colombia: anche in questo caso preparati a lavorare di più perchè anziché rinchiuderti a San Patrignano ti triplicheranno incassi in maniera direttamente proporzionale ai demeriti che hai accumulato. Ultimi stralci di esempi, tra i tanti che mi vengono in mente, pescando a caso nell’attualità. Una volta i vicini di casa si incontravano. Magari davanti ad un piatto di polenta o di bucatini E lì, insieme, trovavano quell’equilibrio oggi sfrattato, dalla normalità che impugna un coltello e sgozza un bambino. Ed ancora, una volta i bambini li proteggeva la comunità ed i figli degli altri, che giocavano nei cortili, diventavano pure figli nostri. Oggi quei piccoli diventano agli occhi di tutti invisibili, soprattutto quando cala su di loro l’ombra della violenza, della sofferenza, dell’abuso. Prima nevicava a Natale oggi a Ferragosto. E se a gennaio ti metti il cappotto, preparati a ricevere occhiate di sdegno da chi gira in bermuda.
Eppure continuiamo come se niente fosse. Lamentandoci come massaie a cui hanno soppresso l’ultimo eroe delle proprie soap, senza però il reale desiderio di cambiarla noi quelle sceneggiatura. Riappropriarci della nostra esistenza e lavorare tutti insieme per migliorarla.
Ci siamo arresi all’anormalità. Che, per ora, ha vinto. Senza nemmeno fare troppa fatica.

HANDS OF GOD.
E’ on-line il film Hands of God di Joe Cultrera che raccontala storia, vera of course, degli abusi subiti (anche) da suo fratello Paul da parte del prete pedofilo Joseph Birmingham.
Una testimonianza cruda, necessaria, straziante. Che si conclude con le parole che un alto prelato indirizza alla vittima:
"È tutto nella tua testa … sei un povero triste omuncolo!"
Questo il link:
 

LE VOSTRE LETTERE / IL MAESTRO PEDOFILO.
Chi oramai cerca di legittimare questi soggetti e trova in noi la valvola di sfogo per le proprie frustrazioni ha annoverato il soggetto in questione come un caso di “falso abuso”, povero innocente fatto condannare da folli genitori e delittuose associazioni. Non leggendo bene gli atti del processo (o leggendo solo le parti che a loro fanno comodo) dove l’allora organista de Santuario della Madonna di Caravaggio chiese il patteggiamento ammettendo di aver avuto con il pedofilo rapporti omosessuali davanti ai bambini. Probabilmente per istruirli. Ed ora che il soggetto in questione è chiuso in carcere a noi continuano ad arrivare e-mails così……:
<< Fui suo allievo.
Mi bacio’, piu’ di una volta, facendolo addirittura in cucina dei miei
genitori, avevo 10 anni, ero molto timido e per paura , imbarazzo e
vergogna non l’ho mai detto a nessuno.
E si sposo’ pure.
Ho seguito la sua vicenda.
E credo sia colpevole.
E se non altro paghi per la ferita morale che mi ha creato e che mi
sono tenuto dentro.
Porco.>>

Le vostre lettere: parla una ragazza anoressica…

LE VOSTRE LETTERE / ANORESSIA.
 
Ciao Max, ti sto scrivendo perchè vorrei confidarti un piccolo segreto che riguarda proprio quello di cui ultimamente ti stai occupando e per cui hai intenzione di impegnarti in futuro.
Vedi anche io ho vissuto il terribile incubo dell’anoressia prima e della bulimia in seguito. Ne sono uscita, credo completamente, sono passati anni, ma rimani comunque segnata nel cuore e nell’anima. Quando penso alle tante ragazze che la stanno vivendo mi si stringe il cuore, vorrei abbracciarle tutte, dare loro speranza e conforto. Quando immagino quello che stanno provando, ho paura perchè so che in certi momenti il pensiero della morte è l’unico sollievo a questa spirale, allora rimani inerme e aspetti di spegnerti piano piano, e man mano che passano i giorni non senti più la fame, non senti più il dolore che può averti spinto a non amarti più, non senti più le persone che desiderano solo che tu mangi come se il tuo bisogno fosse solo questo.
Sai da tutto ciò si può guarire, io ci sono riuscita, forse è vero ognuno di noi ha un angelo, forse la vita voleva riservarmi momenti migliori, forse è stato grazie al mio ottimismo e al mio credere nella vita e nell’amore.
Non so, sta di fatto che non ho più pensato a quello che può avermi portato a stare cosi male, questo è un argomento
che per ora custodisco in segreto nel mio cuore, anzi no ormai è solo nella mia testa.
Forse mi sono prolungata troppo, scusami se ti ho scritto raccontandoti questo lato di me (sono anni e anni che non ne parlo più), è solo per ringraziarti ancora di quello che fai, a nome di tutte le ragazze che vogliono un’altra occasione, a nome mio e della "Maria" di tanti anni fa.
Con affetto
“Maria”
 
NOTA MIA:
Il nome Maria è fittizio e cambiato dal sottoscritto.

blog pedofilia

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Si rincorrono in questi giorni in tutta Italia le celebrazioni per l’anno giudiziario. Comune denominatore anche per quest’anno il numero in costante aumento di abusi sui minori e di violenze contro le donne.

Non serve aggiungere altro….

LA PECORELLA ANTICOSTITUZIONALE.
la legge pecorella
Quante volte ci lamentiamo della Giustizia e di una Legge che sembra essere, troppo spesso, poco uguale per tutti.
Stavolta invece applaudiamo e con grande gioia alla sentenza della Consulta che ha bocciato la legge “Pecorella”, definendola ANTICOSTITUZIONALE.
Pertanto è da oggi, ma ha valore anche retroattivo, illegittimo escludere l’appello per i prosciolti in primo grado. Questi gli articoli cancellati:
ART. 1: I Giudici della Corte Costituzionale hanno dichiarato illeggittimo l’Art.1 della legge nella parte che esclude che il Pm possa proporre appello contro le sentenze di proscioglimento in primo grado. La “Pecorella” dopo le modifiche prevedeva infatti la possiiblità del ricorso in appello soltanto in presenza dii una prova “decisiva”. In caso contrario l’accusa doveva rivolgersi alla Cassazione.pecorelle
ART. 10: La Consulta ha bocciato anche l’Articolo 10 che dichiarava “inammissibile con ordinanza non impugnabile” l’appello da parte dell’accusa o dell’imputato contro sentenze di proscioglimento emesse prima della data di entrata in vigore della legge.
Tra gli avvocati a favore della Pecorella il penalista Frigo, difensore di alcuni imputati del caso delle materne di Brescia che ha rimproverato ai colleghi una sostanziale latitanza quando si è trattato di difendere la Pecorella davanti alla Corte.
Grazie a questo passaggio torneranno a processo 6 integralisti islamici “presunti terroristi”, due “presunti” terroristi implicati nel processo D’Antona e qualche “presunto” pedofilo. Persone queste che se innocenti non dovranno avere nulla da temere. Se innocenti, però.

La risposta al quesito di giovedì.
80mila dollari, si dice, essere il compenso, moltiplicato per due, pagato in un chiacchierato processo a danno di numerosi predatori, sborsati per pagare una perita giunta dall’estero….
Indovinate un po’ di chi si parla?
Tanananà tum tum tanananà tum tum….

pinocchioAbbiamo più volte parlato in questo contesto delle oramai evidenti a tutti reti di pedofili attive su alcune scuole materne italiane.,
Prima ancora che la magistratura apra il suo fascicolo d’indagine sul posto arrivano già gli stessi comitati, gli stessi legali, le stesse modalità di inquinamento e di difese che abbiamo sperimentato sul nostra pelle in quel di Brescia. Coincidenze? Casualità? Ma quando mai?! Oramai c’è chi si sta specializzando, incassando assai, sulla difesa dei pedofili e presenta per testi scientifici studi che in altri campi troviamo già da tempo ben confermati: basta vedere quanto materiale dimostra scientificamente la NON esistenza dell’Olocausto, il fatto che l’11 settembre le cose NON siano andate come le pensiamo, e tanto altro ancora, per capire la validità reale degli stessi.
Tra le tante baggianaggini fate circolare una ritorna in questi giorni ed approda in una scuola, il Vademecum stilato da alcune maestre bresciane attualmente a processo per presunti abusi che insegnano (sic!) alle loro colleghe su cosa fare, come comportarsi con i bambini (straordinario vero? Se non fosse che parliamo di bimbi che stano male c’è da dire che meriterebbero perlomeno il palco di Zelig).
Riporto ora quel volantino a cui faccio seguire la nostra risposta, diffusa nel 2004, a tale follia sempre più legalizzata.
Una risposta che ripeto oggi è più che mai attuale:
IL VOLANTINO:
Dal Giornale di Brescia, 15.09.04 :Un amaro volantino, quasi un vademecum per evitare ingiuste accuse di pedofilia. É l’iniziativa di quattro maestre e di un bidello indagati nell’inchiesta su presunti abusi sui bambini, che hanno diffuso un volantino in tutte le scuole materne della città. Questo il testo integrale:
«A tutti gli operatori dell’ambito educativo. In considerazione del clima di insostenibile tensione cui è sottoposto il servizio delle Scuole dell’Infanzia in seguito alle note vicende giudiziarie, con riferimento alla caccia alle streghe scatenata dalla denuncia di presunti atti di pedofilia, peraltro inverosimili, che ha avuto per conseguenza una serie di altre denunce e segnalazioni, alcuni degli indagati ritengono doveroso intervenire con il presente documento a tutela dei lavoratori del settore. In particolare si vuole, con il seguente documento, fornire a tutti gli operatori presenti nelle scuole (insegnanti, ausiliari, assistenti ad personam, ecc.) una serie di indicazioni che possano aiutarli a svolgere il proprio lavoro cercando di mettersi al riparo dal pericolo di false accuse. Pur comprendendo che l’attenersi alle indicazioni che di seguito saranno elencate comporterà inevitabilmente l’acuirsi della tensione e una maggiore complicazione nella gestione quotidiana del lavoro, invitiamo a considerare che nessuno di voi può e deve considerarsi immune da un rischio del genere, qualsiasi sia il rapporto o l’atteggiamento adottato verso l’utenza. Ognuno di voi deve proteggersi, o tentare di farlo, da attacchi sempre più indiscriminati. I consigli comportamentali che seguono forse non garantiranno tutti i lavoratori da nuove accuse o denunce, ma probabilmente li potranno aiutare a far fronte a quella che è ormai una vera e propria emergenza. 1) Evitare di parlare ai bambini delle vostre famiglie, dei loro componenti e dei loro connotati (sesso, età, grado di parentela, ecc.). 2) Non fornite alcuna descrizione della vistra abitazione, degli oggetti e arredi in essa contenuti, della sua ubicazione e della sua tipologia. 3) Se possedete animali domestici evitate di menzionarli e di descriverli. 4) Se vi recate al lavoro in automobile, parcheggiatela non troppo vicino alla scuola ed evitate, se possibile, che gli utenti possano vedervi salire e scendere. In ogni caso non descrivetela mai, in particolare non nominate mai marca, modello, colore. 5) Evitate assolutamente di travestire i bambini, ma ancora di più evitate di travestire voi stessi. Nell’attuale situazione riteniamo sia utile rinunciare alla tradizione del Carnevale e del rogo della vecchia. 6) Evitate di oscurare gli ambienti in cui si opera per qualsivoglia motivo. 7) Evitate l’uso di telecamere, apparecchi fotografici, videoregistratori, televisori, proiettori. 8) Evitate di far rappresentare ai bambini personaggi fantastici, anche se legati ai tradizionali universi fiabeschi (Cappuccetto Rosso, Biancaneve, streghe, orchi, lupi, ecc.). 9)Evitate di farli ballare 10) Evitate le uscite. 11)Promuovete al massimo l’autonomia dei bambini quando si recano in bagno e limitate allo stretto indispensabile il vostro intervento. 12) Quando si rende necessario cambiare un bambino, consigliamo di chiamare a casa o sul luogo di lavoro uno dei genitori invitandolo ad intervenire o comunque chiedendo l’autorizzazione ad agire in sua vece. In questa seconda ipotesi stilare un verbale indicando ora, contesto, operatori presenti che non dovranno essere mai meno di due (meglio se tre) e non dovranno essere mai, nelle diverse occasioni, gli stessi. 13) Evitate al massimo il contatto fisico con i bambini: semplici gesti affettuosi (baci, carezze, coccole) possono essere fraintesi. 14) Se notate lividi, ferite di varia entità e natura sui bambini, segnalatelo immediatamente ad un dirigente (Coordinatrici, direttore) senza curarvi delle motivazioni giustificative del bambino. 15) Pretendete che ogni segnalazione da voi fatta sia verbalizzata e che ve ne sia consegnata copia controfirmata. 16) Se un genitore riferisce di malesseri del bambino richiedete immediatamente una sua dichiarazione scritta e firmata. Questo vale sia per i disturbi ricorrenti (stipsi, epistassi, dermatiti, congiuntiviti) sia per quelli episodici (indigestioni, incubi notturni). Conservate le dichiarazioni agli atti della scuola più a lungo possibile. 17) Segnalate immediatamente qualsiasi comportamento sessuato del bambino sia ai genitori sia al vostro superiore. Chi ha una conoscenza minima della psicologia dell’età evolutiva sa che alcuni atteggiamenti e/o comportamenti sono da considerarsi assolutamente normali, ma questa considerazione non vale per gran parte dei genitori e, purtroppo, anche per gran parte dei giudici inquirenti e per alcuni psicologi (!). 18) Tenete rigorosamente il diario: anni, mesi, giorni, minuti. Attenersi a queste indicazioni è difficile ed impegnativo e cambierà drasticamente il vostro modo di far scuola, ma è più conveniente che ricevere un’accusa, una denuncia, essere inquisiti o, peggio ancora, incarcerati per atti mai concepiti nè tantomeno attuati».
 
IL NOSTRO COMMENTO – 16.10.04:
“Evitare i gesti affettuosi”, “non coccolare i bambini”, “non farli giocare rappresentando fiabe molo note (“Cappuccetto Rosso, Biancaneve)”, “non portarli in gita”:
sono solo, in sintesi, alcuni degli allucinanti esempi riportati da 4 maestre ed un bidello attualmente indagati pere abusi sessuali in una scuola materna di Brescia.
Premesso che ogni persona ha il doveroso compito di difendersi, vademecum come questi, portano la lotta ala pedofilia indietro di trent’anni.
Far passare la pericolosa cultura della paura nei confronti di “normalissimi” atteggiamenti che qualsiasi adulto, educatore o genitore che sia, può e deve avere con un bambino, è una logica di stampo pedofilo.
Insilare che il dubbio che basti “accarezzare” un bambino per essere tacciati di pedofilia, significa creare delle cortine fumogene a difesa dei veri pedofili, che possono così operare nella massima tranquillità.
Peccato che i bambini bresciani, così come quelli bergamaschi, torinesi, siracusani…non parlino di “carezze” o di gite “fuori porta”, ma di maltrattamenti e violenze così descritte e nei minimi particolari (anche di fronte ad “estranei” – avvocati, psicologi – durante “lunghi ed estenuanti interrogatori”) da non poter essere riportate in questo spazio.
Peccato che i trucchi di Carnevale o le maschere, che nel vademecum citato le insegnanti invitano a non utilizzare più, siano in realtà espedienti che qualsiasi pedofilo utilizza per non essere riconosciuto quando, oltre ad abusarli, quei bambini li fotografa e riprende. Per filmini amatoriali che andranno a placare la fame di altri predatori sparsi per il mondo, per un business che solo in Italia, raggiunge i 5mila miliardi delle vecchie lire, all’anno!
Ci sono nel mondo, milioni di bambini accuditi da milioni di insegnanti.
Che ogni giorno, mi auguro, li educano, li coccolano, li divertono:
se fosse vero quanto il volantino vuole denunciare, tutti loro sarebbero vittima della pedofilia.
Serve quindi una inversione di marcia.
Un impegno che ci porti ad essere al fianco di quelle vittime sulle quali, si abbia il coraggio di dirlo, ci sono stati inequivocabili violenze sessuali:
da parte di chi sarà solo la Magistratura a stabilirlo.
E nessun gazebo, nessuna marcia, nessuna montagna di vergognose menzogne sotto forma di opuscoli, potrà cambiare quella che è stata una triste e dolorosa pagina di cronaca nera, sicuramente non chiusa, e dalla quale questa società avrà bisogno di molto, moltissimo tempo, prima di potersi riprendere.

BECCATI IN FLAGRANZA DI REATO…….VEDIAMO ORA COME LI DIFENDONO.
CATANIA, 27 GEN – Due persone arrestate e trenta indagate è il bilancio di un’operazione di contrasto alla pedo pornografia su Internet condotta dalla polizia postale e di Catania, coordinata dal procuratore della Repubblica aggiunto etneo Giuseppe Gennaro. Gli arresti sono stati eseguiti in flagranza di reato dagli investigatori nel corso di perquisizioni compiute a Savona e Viterbo: i due indagati sono stati sorpresi mentre divulgavano file pedopornografici sul web. Nel corso delle perquisizioni eseguite nei confronti degli altri 30 indagati sono stati sequestrati computer e materiale di pornografia minorile. Secondo l’accusa gli indagati, attraverso programmi di file sharing, con nuovo software peer to peer, si scambiavano video di pornografia minorile. Le indagini sono state compiute dalla polizia postale di Catania, coordinata dal Servizio Centrale di Roma, con attività sottocopertura autorizzata dalla Procura Distrettuale etnea. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Palermo, Ancona, Bergamo, Bolzano, Cagliari, Chieti, Cosenza, Imperia, L’Aquila, Milano, Napoli, Pesaro, Reggio Calabria, Roma, Rovigo, Salerno, Savona.
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