Archivio di febbraio 2007

“Chi perdona un omicida si fa complice dell’omicida. Chi uccide non va perdonato, altrimenti si sente autorizzato a uccidere di nuovo”.
Maurizio Piovanelli, papà di Desireé.
 
In questa settimana sul blog usciranno una serie di interventi da non perdere.
Che faranno riflettere e discutere come, forse, mai prima d’ora.
Leit-motiv, purtroppo, non solo la grande sofferenza che portano con sé, ma anche il carico di ingiustizia che a questa sofferenza ha fatto seguito.
Ieri abbiamo visto la maestra “taglia lingua” di Milano, fortunatamente sospesa dall’insegnamento, e poi il caso del bimbo tedesco rapito ed ucciso da un pedofilo. Oggi torniamo a Brescia (…….) e riapriamo un altro caso tristemente noto. Non di pedofilia, ma di quella follia legata ai minori che trova, in questo contesto socio-culturale tutte quelle protezioni e quelle omertà che mettono le vittime con le spalle al muro ed i carnefici con un’illusoria quanto fragile boria. Vi ricordate il caso di Desireè Piovanelli, quella ragazzina che a Leno, il 28 settembre 2002 fu attirata con una scusa in un casolare abbandonato (“vieni a vedere dei cuccioli appena nati con noi”) e poi abusata ed uccisa da un branco (Giovanni Erba, all’epoca 36 anni, Mattia, 14, Nico, 16 e Nicola, 16 pure lui). Oggi il papà di Desireè fa sapere, ad un settimanale, che deve lasciare il quartiere di Leno dove ha sempre vissutoperché non ce la fa a reggere il quotidiano incontro con le famiglie degli assassini di sua figlia. “Speravo che se ne andassero loro dalla vergogna, invece…….”.
Davanti a casa continua ad abitare la moglie di Giovanni Erba, il capobranco, spacciatore, condannato a (soli) trent’anni per l’omicidio di Desireé. Pochi metri dopo vive la famiglia di Nicola, amico d’infanzia di Desy e suo aguzzino. E ancora poco più in là la famiglia di Mattia, il più giovane del gruppo che presto passerà dal carcere ad una comunità terapeutica, beneficiando anche di numerosi permessi premio per tornare a casa.
E così Piovanelli se n’è andato. Lui che ogni giorno, anche più volte se li trovava davanti dice “sapesse come mi guardavano, che aria di sfida, che disprezzo”. Non ha lasciato però Leno, perché andarsene sì, ma cambiare paese sarebbe proprio un darla loro totalmente vinta.
Ma confermando ancora una volta che questa società non è più a misura di vittima ma di aguzzino.

baby orango

Arriva ancora dalle cosiddette “bestie” un grande esempio, sempre più raro tra noi cosiddetti umani.
Questi due cuccioli, di tigre e di orango hanno pochi mesi e quell’innocenza che ancora permette immagini così. Le loro madri li hanno abbandonati ed oggi si coccolano, giocano, mangiano, fanno tutto insieme. Inseparabili. Fino a quando non cresceranno e la natura farà il suo corso. Allora verranno liberati in cattività e forse (ma ci piace sognare ad occhi aperti e pensare che non sia così) le loro strade si dovranno separare.
 
 
Hey hey hey, di me non parli e parli delle scimmie che vivono con le tigri? Ke rroba ke rroba. Allora ricordati di quel detto: “il leone e l’agnello giaceranno insieme, ma l’agnello dormirà ben poco”.
Malgrado questo, sempre tuo ammicodiammore,
Flipper
Dai cucciolo non essere geloso e poi guarda che sguardo tenero che hanno. Sembri tu…..

RICEVO E RIPORTO:
Pedofilia: Per 10 Anni Abusa Di Figlia Adottiva, Condannato a Bolzano
Bolzano, 27 feb . – Un uomo di 47 anni del Burgraviato, in provincia di Bolzano, e’ stato condannato, con giudizio abbreviato, a 6 anni di reclusione dal Tribunale di Bolzano per aver abusato della figlia adottiva. L’uomo avrebbe cominciato ad abusare della ragazzina quando quest’ultima aveva appena 6 anni ed avrebbe poi continuato a farlo per oltre 10 anni. All’eta’ di 17 anni la ragazzina, infine, ha trovato il coraggio di ribellarsi e di rivolgersi a un consultorio familiare, dal quale poi e’ partita la denuncia nei confronti del padre adottivo.

Non avete mai l’impressione che sia tutta una grande candid-camera, pilotata chissà, magari direttamente dall’inferno, visto il tema trattato?
 
Secondo codice penale romeno ha diritto a riduzione pena
Pedofilo libero dopo uscita libro
BUCAREST, 27 FEB – Uscira’ in liberta’ condizionata lo storico americano Kurt Treptow, condannato in Romania a 7 anni di reclusione per pedofilia.Lo ha deciso, dopo che lo storico ha scontato 5 anni, un tribunale che ha accolto l’appello della difesa. Mentre scontava la pena, Treptow ha scritto infatti ‘La vita e i tempi di Vlad il Diavolo’, (il padre di Dracula). Secondo il codice penale romeno, la pena di un detenuto che scrive un libro scientifico puo’ essere ridotta di un terzo.   Fonte Ansa.

WANTED.
 
le foto dei pedofili
Nome. UWE KOLBIG
Età: 43 anni
Provenienza: In fuga da Lispsia, Germania.
Segni particolari: sdentato.
Altro: Pedofilo recidivo, assassino.

IL SORRISO DEL DIAVOLO E QUELLO DEL BIMBO.
pedofilia in germania  Forse è solo stanchezza. O forse è questo tempo, pazzo, come la gente che incontra, visto che siamo a fine febbraio ed oggi qua a Bergamo ci sono ben 27 gradi.
O forse è solo che siamo esseri umani, così diversi dai soggetti qua attaccati da perdere umanamente appunto, le forze…….
Mitja è il nome del bimbo di cui vi voglio parlare. Fra due settimane compie dieci anni. Anzi, mi correggo, avrebbe compiuto dieci anni, perché il piccolo è morto.
A dieci anni ci si sente grandi, in grado di fare tutto da soli. E’ un passaggio naturale e normale, della vita di ognuno di noi.le foto dei epdofili UWE KOLBIG
Mitja chiede alla madre di andare a scuola da solo “tanto sono due fermate e poi sono grande”.
La madre ovviamente acconsente.
La linea è la numero 11, sono le 16,49 quando la telecamera interna riprende una serie di immagini. Il tram è quasi vuoto. L’uomo sorride alla telecamera, quasi a volerla sfidare, certo che di lì a poco si sazierà. Al suo fianco un bimbo. Altrettanto sereno, parlicchia con l’uomo e…….gli sorride. E’ questo che forse ci sconvolge e ci lascia inermi, il sorriso……
Potrebbero essere un padre ed un figlio, invece sono un pedofilo assassino e la sua vittima. pedofilia in germania 2Il corpo del bimbo è stato ritrovato alla sera nell’orto di una casa a Lipsia. L’uomo, Uwe Kolnig, 43 anni è oggi ricercato in tutta Europa.
Divorziato, attualmente senza lavoro è stato condannato dieci anni fa a soli due anni di carcere per abusi su di un bambino.
Mija e la belva scendono dal tram intorno alle 17. Al bimbo viene comprata una fetta di crostata ai mirtilli, per fare merenda. Quindi i due spariscono.
Quando i genitori denunciano la scomparsa del figlio la prima cosa che la polizia di Lipsia fa è quella di confrontare le foto del tram con lo schedario dei pedofili accertati, che solo per la città sono 236.
Ultima nota: la mamma di Mitja dice di avergli sempre insegnato a non dare retta agli sconosciuti; l’ingenua disobbedienza gli è costata la vita.
Finisco con un ringraziamento, a voi, “popolo” di questo blog.
Sempre più agguerriti. Sempre più attivi. Che cogliete questi messaggi e li amplificate. Insieme all’aiuto concreto che fate arrivare ai nostri bambini. Non lasciandoli soli.
Perché l’indignazione è importante, ma non basta più.
Bisogna fare a qualsiasi persona che maltratti un bambino terra bruciata.
E si deve assolutamente far circolare il nome di chi è già stato identificato come pedofilo.
Perché si è predatori di bambini per tutta la vita.
Altrimenti continueremo a piangere, per bimbi come Mitja.

rana tommy onofriGrazie perché mi state sommergendo di mails dedicate a Tommy Onofri ed ai suoi genitori. Il 2 marzo le metteremo nel blog e nel sito di Prometeo. Continuate perché c’è tempo ancora fino a domani per spedirle: blogfrassi@yahoo.it
audioblog: renato zero, casal de’ pazzi.

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

blog pedofilia
Tre storie oggi che hanno dell’incredibile…..come sempre direte…..ma ogni volta fa male registrare questo inabissamento, forse irreversibile, nel mare della follia, soprattutto quando questa incontra i nostri figli.
A Milano, “la seconda capitale d’Italia”, in una scuola elementare la maestra si deve assentare per pochi minuti e chiede alla collega di sostegno, anni 22 (!!!!!!!), di sostituirla.
I bambini si sa essere vivaci e  poi“liberi” dalla presenza della maestra incominciano a chiacchierare.
Facile anche pensare alle frasi che la maestra di sostegno può avere detto loro: “se non state zitti vi taglio la lingua”.
Difficile immaginare che l’abbia fatto realmente.
Un bimbo, anni 7, si alza per la terza volta con la scusa di temperare  la matita e chiacchiera, probabilmente, con i compagni.
“Togli la lingua, fammela vedere” dice l’essere camuffato da maestra e zac! Un taglio netto. Con gli alunni che rimangono impietriti e la bastarda, ops, la maestra di sostegno che accompagna il piccolo in bagno per “fargli sciacquare la bocca”, fatto questo che non fermerà certo l’emorragia. In bagno la …..maestra cerca di convincere il bimbo a non dire che è stata lei, “dirai alla mamma che stavi giocando con le forbici e hai fatto tutto da solo vero?”, mentre il bimbo piange e perde sangue. Quanto agli altri alunni sarà un gioco da ragazzi farli passare per visionari, è così che vanno le cose di solito, o no?!
No. Fortunatamente no. Non vanno e non devono andare così.
Il bimbo sull’ambulanza trova la forza di raccontare la verità e tutti i compagni testimoniano quando accaduto.
Oggi il piccolo è sotto shock. Terrorizzato, non vuole più andare a scuola. Difficile convincerlo che non gli capiterà nulla.
La …maestra è stata sospesa. Mi spiace non avere i(per ora) il suo nome. Perché un soggetto così non deve più mettere piede in alcun posto dove possa entrare a contatto con i bambini. A vita. Anzi, applicando una giusta regola del contrappasso, bisognerebbe tagliarle le mani, non la lingua, le mani. La lingua le servirà per raccontare a tutti, fino alla fine dei suoi giorni, che se è rimasta senza mani è perché un giorno ha voluto fare del male ad un bambino di 7 anni, reo di essersi alzato dal banco per temperare la matita……
 
Da Milano al Pakistan, visto quanto stiamo descrivendo, il passo è breve. Rasheeda ha 17 anni. Oggi la sua storia emerge, con grandi difficoltà, sulla stampa locale perché la ragazza ha chiesto al Giudice ed alla polizia di evitare che un 45enne di nome Lal Haider se la porti a casa con sé.
Dalla parte opposta l’uomo rivendica il fatto di averla…..vinta a poker quando lei aveva due anni. Il padre infatti perse una somma pari a 10mila rupie (= 190 dollari) giocando a carte e barattò il debito in cambio del fatto che una volta cresciuta la figlia, il vincitore della partita se la poteva portare con sé. Lal Haider afferma di non voler tenere la figlia per sé ma di volerla dare in sposa al proprio figlio.
Mi chiedo se queste storie colpiscano solo noi. Ma soprattutto mi chiedo dove siano tutte el associazioni “al femminile”, socialmente impegnate forse più ad organizzare cene di gala dove mostrare l’ultimo gioiello regalato loro dal cornificante coniuge, piuttosto che sporcarsi la pelliccia per fare qualcosa di concreto a favore della gente, in questo caso di una donna sola contro tutti!
O di una bambina, come quella della storia che segue:
 
Casalnuovo, provincia di Napoli. Sono già stati arrestati i genitori ed il nonno. Dietro una valanga di prove che li vede sul banco degli imputati come abusanti! Altre persone però presto riceveranno un avviso di garanzia, con la medesima accusa. Tanti predatori una sola vittima, una bimba che oggi ha cinque ( C I N Q U E ) anni d’età.  Auguro che qualcuno sia in grado di ridisegnarle un futuro cancellandole un passato. Giusto perché, come si suol dire, la speranza è l’ultima a morire……

Jasmine

MUSIC-BLOG.
E’ una gran bella persona. Che non può non entrare nel cuore, così come vi entrò sua mamma, Stefania Rotolo.
Da stasera sul palco del Teatro Ariston, dal 02 marzo su cd, che vi consiglio di prendere.
Perché la bella musica fa bene all’anima.
Forza Jasmine.
 

blog pedofilia
Sta per arrivare.
La nostra nuova campagna.
La più grande mai lanciata prima in Italia.
Un fiocco azzurro e via. Sempre e solo dalla parte dei bambini.
State con noi!
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe