Archivio di Aprile 2007

 
blog pedofilia
botte in faccia blog pedofilia“Si sa, quanta fantasia hanno i bambini…… queste cose se le inventano…..chissà che genitori disturbati e abili nel convincere i piccoli a dire certe cose”.
FANCULO PEDOFILIA!

CON LA VITA NON SI GIOCA.
Uso lo slogan dell’associazione creata in memoria del piccolo Tommy per rispondere, coralmente, alle più di 300 mail di protesta che mi avete madnato, a causa di alcuni articoli ceh avete letto oggi.
Tutti bene o male scrivete come questo signore da Livorno: “visto, si stanno già coalizzando, parlano di due casi di abusi a cui il tribunale non ha dato giustizia come fossero prova evidente di chissà che cosa ma quelli reali che ogni giorno vengono compiuti, quelli fingono di dimenticarseli”.
Non posso che darvi ragione e dirvi di fare quello che ieri questa gente ha fatto: scrivere a destra ed a manca mandando mari di cavolate. Forse sarete meno fortunati, forse avrete meno “agganci” ma poco importa.ilettori siete voi e voi fate la differenza. Per un pedofilo che l’ha fatta franca ce ne sono almeno 1000 accertati e denunciati. Parlate di loro,perché sta gente non lo fa solametne perché quelpeodiflo ce l’ha in casa o perché ha da tempo smarrito il limite tra il reale ed il grottesco, propendendo più per quest’ultimo.
CON LA VITA NON SI GIOCA!

PEDOFILIA + SATANISMO.
Perchè abbiamo sempre parlato di Satanismo, attirandoci ovviamente da parte
dei soliti idioti un fiume di critiche?
Per questo. Un “questo” identico, per certi versi al caso di Rignano…….:
bimbo croce 
GIP: c’è qualche altra cosa che ti è successa in questa casa delle ragnatele, che non ti è piaciuta e che ti vergogni un po’ a dirmi?
BAMBINA: Che mi ha fatto mangiare la cacca.
GIP: Come è successo questo? Tu hai visto questa cacca da dove veniva? Chi l’aveva fatta?
BAMBINA:   Da lui (…)
GIP: Hai fatto capire che non la volevi mangiare?
BAMBINA: Sì.
GIP: Lui l’ha presa e te l’ha messa sulla bocca?
BAMBINA: Sì, una volta sola.
(…)
GIP: me le vuoi raccontare queste cose che ha fatto Don XXX la prima volta?
BAMBINA: Che mi ha fatto mangiare la cacca, che si è tirato giù le mutande e mi ha fatto leccare il suo sede…e basta.
(…)
GIP: Invece mi stavi parlando di una chiesa?
BAMBINA: Sì.
GIP:…venivano a prendere solo te o anche altri bambini?
BAMBINA: Anche altri bambini.
(…)
GIP: Questi uomini cattivi che cosa vi facevano a voi nella chiesa?
BAMBINA: Toccavano.
GIP: Dove?
BAMBINA: Qua e qua (la bambina indica i propri organi genitali).
GIP: nel sederino e davanti?
BAMBINA: Sì.
(…)
 
“Bambina con un buon livello di comprensione e memoria: l’esame di realtà appare integro nella misura in cui XX non confonde la fantasia con la realtà (….) L’immagine di sé appare compromessa ed emerge un livello precario di autostima, anche se XXX vi oppone una fiera resistenza, mostrando comunque delle buone competenze relazionali e comunicative a sostegno di una parte di Sé più nascosta e fragile.
(…)
CONCLUSIONI:
Pertanto i sottoscritti periti affermano che nei minori……….sono riscontrabili segni sintomatici di pregressi atti di abuso e che le dichiarazioni rese dagli stessi minori sono compatibili con atti subiti di abuso sessuale, fisico e psicologico.
 
Nella prima scuola bresciana, quella che ha portato anche a delle condanne in primo e secondo grado, si parlava invece nella test numero 1, la bimba da cui tutto è partito di una croce.
La bimba chiamava tale croce “la croce di Bombarda” e descriveva strani rituali intorno alla stessa. Addirittura cantava una canzoncina che veniva fatta dire a lei ed alle altre vittime, davanti a tale simbolo.
Durante il processo la croce di Bombarda finì nel dimenticatoio, poiché qualcuno fece passare l’idea che non esistesse e che fosse un nome sentito dalla minore durante un cartone animato tipo i Pòkemon.
Questa la descrizione mandatami poco tempo fa sulla reale natura della Croce di Bombarda:
CROCE DI BOMBARDA – La CROCE DI BOMBARDA veniva usata per dei sacrilegi. E’ una spada rovesciata tipo "croce nera". Ha sacrificato molti marinai nel 18° secolo durante i riti satanici. Questa croce ha ucciso molte persone e in alcune
caverne sono stati rinvenuti dei teschi. Chi la usava agiva solo la sera o in luoghi bui per il fastidio della luce.
E’ un dato di fatto che quando, dopo aver interpellato la F.B.I. di New York facemmo trapelare anche l’idea di una possibile pista satanica, gli attacchi verso di noi aumentarono a dismisura.
 
Nota finale per dovere di cronaca: spesso i pedofili che fanno fotografie usano ambientazioni “sataniche” (maschere, croci, etc.) per depistare eventuali indagini ed indirizzarle in una via a senso unico, peggio, a sfondo chiuso, che permette loro di farla franca e di far passare come non crediiblile vittime.
CONTINUA……

L’ARRESTO IN DIRETTA.
Guardatevi questo video su You-Tube.
In America hanno attirato in trappola dei predatori di bambini. Li hanno filmati ed arrestati.
Anche se non capite l’inglese, guardatevelo fino alla fine. Perché è così che da oggi qui si deve lavorare:
 
 

Oggi Rignano Flaminio tiene GIUSTAMENTE banco su tutti i giornali.
Leggete. Riflettete. Traete voi le evidenti conclusioni.
E pensate anche alla sentenza di Brescia o di Verona o di Torino…….
Non aggiungo altro. Per ora……
 
Nota: Si consiglia il quotidiano LIBERO con una “bellissima” intervista a Barbareschi.

Ed a proposito di Brescia:
 
CIAO MAX
Perdonami se non sono lì con te oggi al convegno, sai può sembrarti strano ma provo un po’ di vergogna. Ti chiederai il perché? Semplice sono troppo arrabbiato ed addolorato per quanto è accaduto.
Adesso sono passati quasi 4 anno ed è successo di tutto: con mia moglie eravamo quasi sul punto di separarci.
Ho perso il posto di lavoro. Con mia figlia sono sempre stati litigi ed incomprensioni. Non si va mai d’accordo. Risultato? Una famiglia debole e guasta.
Guardo mia figlia oramai donna sotto alcuni aspetti e bambina in altri. Sono contento di aver denunciato quei pedofili perché non ho più paura, anzi se potessi li distruggerei per averci rovinato la vita. Ma tutto questo non posso ottenerlo, sai il perché?
Sono tanti. (…)
Mi appoggio a te Max perché hai il coraggio di lottarli.
Grazie d’aver pianto insieme a me condividendo questo dolore.
Grazie per avermi creduto.
Riguardo la sentenza della seconda scuola di Brescia, ha reso più forte i forti e più potenti gli intoccabili.
A NOI SOLO DOLORE.
CIAO

ESCLUSIVA PER IL BLOG / RIGNANO FLAMINIO IL DOSSIER DELLE MADRI.
A CURA DEL COORDINATORE RICERCHE E DEI GENITORI DI RIGNANO.
Non lo commento. Riscontro solo che oggi i pedofili che ben conosciamo ed i loro sostenitori sono entrati decine di volte per cercarlo (strano dato che sono fatti che conoscono e praticano) ed ora saranno accontentati. Io l’avrei intitolato in un altro modo: CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA.
Mi astengo da commentarlo, perchè è chiarissimo.
Un solo abbraccio, forte, fortissimo, a tutti i genitori ed ai loro bimbi. Non mollate! Mai!
 asilo_ft1
DOSSIER:
22 Novembre 2006 dal quotidiano “Il Manifesto”
Pedofilia, indagate tre maestre
Rignano Flaminio: Violenze in una scuola materna alle porte di Roma.
Di Eleonora Martini
“Rignano Flaminio, pochi chilometri da Roma, ottomila abitanti e una scuola materna, la «Olga Rovere». Il paese sarebbe stato teatro di orrori talmente indicibili da rendere ormai l’aria irrespirabile. Violenze perpetrate e a lungo taciute sugli alunni della scuola: qualcuno, con la complicità di tre maestre e una bidella, per mesi avrebbe prelevato durante l’orario scolastico bambini di 3 e 4 anni per portarli in case private dove sarebbero stati vittime di abusi sessuali. Probabilmente filmati, forse anche dopo aver drogato le piccole vittime.”
Dal blitz del 12 ottobre 2006 ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Bracciano e dei Ris, almeno 80 bambini che frequentavano o avevano frequentato la scuola materna in questi ultimi anni, sono stati sottoposti ad accertamenti. Una parte dei loro genitori ha già sporto denuncia, l’altra è tuttora in attesa dei referti.
 
ANDREA: Un pozzo buio. Tu che cadi. Ci sei dentro e continui il volo verso il nulla. Non c’è appiglio e nemmeno il conforto di sapere che fra un po’  tutto finirà perché ti schianterai.. NON PUOI PIANGERE, NON PUOI GRIDARE, perché DEVI DARE CONFORTO e sicurezza a chi è indifeso.
Così mi sono sentito dopo il 12 ottobre.
 
“Il Manifesto” del 22 novembre 2006: «Mia figlia di 4 anni aveva sempre i genitali arrossati, tagliuzzati e non capivamo cosa fosse – racconta un padre – e ci raccontava di posti che aveva visto durante la giornata scolastica, di un’auto, di una casa, ma credevamo fosse solo la fantasia di una bimba. Poi, quando altri genitori si sono accorti, rivolgendosi allo stesso pediatra, che i problemi di emorroidi dei loro bambini affliggevano gli alunni delle stesse classi, abbiamo iniziato a giocare di più con nostra figlia per farla parlare perché la piccola si rabbuiava ogni volta che le chiedevamo delle maestre. Alla fine ci ha raccontato di giochi che avrebbero dovuto rimanere segreti. Una volta ci ha detto che aveva male "lì" perché, come le avevano insegnato, non era ancora abituata al gioco».
 
PAOLA: Mi chiedo dove ero in quel momento in cui i nostri figli piangenti gridavano il loro dolore. muoio ogni attimo della mia vita pensando che forse sorridevo spensierata al sole di una bella giornata ed odio me stessa.
 
Nessuno si è abituato a questo gioco. In tutta Italia, sono finora dieci le scuole materne in cui si sono verificati gli stessi fenomeni. Dieci casi del tutto identici, quasi che esistesse un modello predefinito da applicare negli asili approfittando dell’ingenuità assoluta di bambini che, a tre anni, non sanno ancora così si fa in un asilo, cosa si deve accettare di fare e cosa non si deve accettare di fare. Il modello è lo stesso anche per le dichiarazioni degli imputati e per le tesi difensive. Dal nord al sud, abbiamo sentito trattare gli abusi rituali alla stregua degli avvistamenti UFO. L’opinione pubblica e i media si sono sempre divisi fra chi ci crede e chi non ci crede. In una delle scuole incriminate il personale docente ha definito i genitori, “persone che ancora credono che gli asini possano volare”.Abbiamo visto scomodare autori come Le Bon, ispiratore di Hitler, Mussolini e Stalin e la sua “Psicologia delle folle”. Abbiamo sentito citare le teorie sulla comunicazione persuasiva del sociologo americano Cialdini, dalla vendita porta a porta al condizionamento psicologico. Abbiamo riconosciuto la retorica di Aristotele quando, per difendere un imputato, consiglia di negare che il fatto esista, suggerendo per l’arringa finale anche la creazione di parole nuove. …e così un dramma umano è diventato un “fattoide”, termine inventato dal romanziere Norman Mailer , per indicare un fatto che esiste solo dal momento in cui ne parlano i media. Essendo usciti solo tre articoli sul caso in questione, il vero significato del termine deve essere sfuggito al suo utilizzatore. Ma l’apice dell’arringa difensiva non può prescindere da un colpo di teatro, e così ecco apparire il concetto:”se nessuno ha visto, significa che non è successo” . Giusto. Per 40 anni nessuno aveva visto Provenzano. E’ stata la sua salute a tradirlo.
 
Mara: E’ come stare nel deserto, avvistare un’oasi e rendersi conto che è solo  un’illusione.
 
Federico: Dal 12 ottobre 2006, nonostante sia un uomo dello Stato appartenente alle forze di polizia, dovrò insegnare ai miei quattro figli a diffidare TOTALMENTE di tutte le Istituzioni, di ogni ordine e grado, perché in
Italia non si riesce a tutelare nemmeno il bene più prezioso che abbiamo: i bambini. 
 
Ma più di tutto si è abusato del termine “psicosi collettiva”, nelle varianti di “stato emozionale collettivo”, “corto circuito”, “panico morale”, “contagio psicologico”, fino al più volgare “isteria collettiva” …. L’immagine che se ne ricava è quella di una gigantesca onda anomala che viaggiando dal nord al sud in una corsa forsennata, contagia intere comunità travolgendo, al suo passaggio, persone al di sopra di ogni sospetto.
 
Daniela:  Abbiamo lavorato 3 anni per riportare un figlio ad una vita normale.
Terapie, dottori, visite. Feste mancate, amici mancati.
Stavamo rialzando la testa, stavamo scoprendo che il mondo era bello,
finalmente. Ci hanno di nuovo fatto piegare a mazzate.
Hanno schifosamente approfittato di un disagio esistente. Dobbiamo ricominciare daccapo. Ci hanno ammazzato tutti, mio figlio per primo. Ci hanno ammazzato. Ma devono temere i morti, perchè ritornano.
 
…. Quello che colpisce nelle tesi difensive dei processi per abusi nelle scuole materne, è che mentre nei casi di omicidio la difesa deve dimostrare che il tale imputato non ha ucciso la tale persona, qui si parte dall’assunto che il morto è un’invenzione. Non esiste. Quindi, non esistono neppure i colpevoli. I processi sarebbero una farsa inscenata da pubblici ministeri in vena di protagonismo e i genitori solo un’accozzaglia di persone che, pur di sentirsi dire che i propri figli sono stati abusati, sarebbero capaci di qualunque sacrificio: pagare avvocati, specialisti, sottoporre i figli a visite e terapie estenuanti, nella speranza che fra sette o otto anni, qualcuno dica loro: “Siete fortunati, i vostri figli hanno subito abusi sessuali”.
 
Alessia: descrivere il mio stato d’animo da quando sto  vivendo questo incubo non e’ difficile: dentro la mia vita e’ finita. ma ho ancora la forza di andare
avanti, quando guardo mia figlia che con occhi pieni di lacrime mi chiede aiuto.
 
Raffaella: i mille colori di palloncini nel cielo come un dolce arcobaleno, i pagliacci del circo con i nasi rossi, il pigiamone dai tanti disegni, le stelle fluorescenti sul soffitto che lo accompagnano nei sogni. gli hanno tolto tutto al mio angelo. ma io spenderò ogni mio respiro per ricostruire ogni suo
sogno, ogni suo sorriso.
 
Ma cosa succede quando in una comunità scoppia un caso del genere? Diciamo subito che i segnali di pericolo non vengono avvertiti perché l’idea non sfiora neppure i genitori. Un bambino torna a casa arrossato e lo si cura, torna a casa sporco e lo si lava, torna a casa con dei disegni sul corpo e si pensa che abbia giocato con i pennarelli. Qualche anno fa in uno di questi asili ci fu un’epidemia di candida fra le bambine e i genitori imputarono tutto alla scarsa pulizia dei bagni. A volte qualche genitore è andato a prendere il figlio prima del previsto e non lo ha trovato. Sentendosi però dire che si era nascosto, o stava giocando da un’altra parte, il personale scolastico se l’è cavata con una ramanzina per la mancata vigilanza. C’è stato un anno in cui, in uno di questi asili, si chiese la sostituzione delle porte perché un bambino era scappato (o almeno così dissero ai genitori). Nessuno poteva immaginare.
 
Chiara  <<mia piccola, non piangere! io non sapevo. io ti amo
piu’ della mia vita. odio chi ti ha fatto cosi’ soffrire. li porteranno in carcere e non usciranno mai piu’. te lo prometto!>>.  Ed ogni notte piango pregando dio e pensando che ho paura che la giustizia umana fara’ si’ che la mia promessa non sara’ vera. rivoglio il sorriso di mia figlia.
 
Marina:  sono nata in una famiglia che non si fidava nemmeno della propria ombra. per questo ho voluto vivere in un modo diverso. ma ho capito di aver sbagliato.
 
E i genitori come si comportano quando capiscono cosa è successo davvero? Sono sconvolti ma pensano che, probabilmente, il loro bambino sia stata risparmiato. Non ha nessun sintomo. Eh, sì, perché i bambini sono stati terrorizzati e, finchè frequentano l’asilo, in molti casi non parlano. Solo quelli che hanno subito gravi traumi fisici e psichici mostrano sintomi evidenti. Certo la maggior parte non ne vuole sapere di varcare la soglia della scuola, ma le madri pensano che sia solo questione di abitudine. Poi ci sono anche quelli che invece amano le loro maestre e desiderano compiacerle in tutto e per tutto. Essere bravi per loro è la cosa più importante.
 
Maria: le conoscevo da quindici anni. ho detto a mia figlia che con le sue maestre doveva essere brava come lo era con me. non riesco piu’ a dirle ,”fai la brava”.
 
MARTA: tante sono le lacrime che scendono dai miei occhi, ma tanto sara’ il dolore che dovranno subire coloro che hanno fatto del male a delle anime pure ed innocenti che non sanno difendersi: i bambini!!!!!
 
Nella coppia si litiga, si discute, si rischia la separazione, in alcuni casi alla separazione ci si arriva davvero. Lo stress, lo shock dovuto alla scoperta di non essere stati in grado di proteggere i propri figli, anzi di averli obbligati a frequentare l’asilo, per molte è un peso insopportabile. Avere accanto un uomo che non capisce tutto questo o lo nega per paura, a volte, spinge le donne ad affrontare questo duro cammino da sole. Nei casi migliori, invece, dopo una fase di rigetto e negazione, i padri accettano di far visitare i loro figli. A quel punto si sono convinti che sia successo qualcosa e sperano che un esperto dica loro che non è vero, che si sono sbagliati. E’ il disagio, la separazione, la famiglia problematica, il pendolarismo, l’arma segreta degli avvocati nei processi. Si dirà che i bambini sono traumatizzati perché i genitori si stanno separando, la madre è instabile, apprensiva, il padre è assente, la famiglia è disagiata. Se tutti i figli di genitori separati o disagiati avessero i sintomi dei bambini vittime di abusi, ci sarebbero più centri neuropsichiatrici che scuole.
 
Marzia:   li conosco da quando sono nati. potrei dire quali sono stati toccati, dal modo in cui camminano.
 
In casa i bambini abusati sono spesso ingestibili. Hanno crisi improvvise, sembrano epilettici, vomitano, sono aggressivi, si spogliano senza motivo, imitano gli animali, si auto infliggono ferite, ma non possono essere curati fino all’incidente probatorio. Per molti mesi a fianco delle famiglie non c’è nessuno. Chi sporge denuncia viene evitato. In molte famiglie ammettere la violenza è una vergogna. Un padre ha detto: “La farò visitare, ma continuerà ad andare all’asilo, altrimenti penseranno che sia stata violentata”. In media, solo la metà delle famiglie decide di sporgere denuncia. Poi c’è qualcuno che sottopone i figli ad accertamenti senza farlo sapere in giro. Ma in tanti non fanno nulla per vergogna o ignoranza. Non conoscono le forme di devianza a cui possono andare incontro i bambini abusati e non curati. La comunità vive in attesa di vedere i bambini migliorare, invoca giustizia, chiede che almeno vengano sospese le maestre indagate. Ma loro dichiarano che: “I FATTI DI CUI SI PARLA SONO ASSURDI ED ESCLUDONO ASSOLUTAMENTE CHE POSSANO ESSERE MAI AVVENUTI.”
 
Silvia : sono le ore, i giorni, i mesi del dolore. quel dolore che ci fa vivere sospesi in un tempo che non ci appartiene.
 
Spesso l’orrore raccontato dai piccoli testimoni degli abusi rituali risulta difficile da credere, difficile perché suona nuovo, inaspettato. La nostra coscienza non è pronta ad accettare che delle persone cosiddette “normali” nascondano un lato tanto perverso. Per questo chi raccoglie le testimonianze dei bambini deve avere una preparazione specifica e deve essere disposto ad accettare psicologicamente racconti in cui la realtà straccia la fantasia.
Il fatto che fra i perpetuatori degli abusi rituali siano spesso coinvolte delle donne (in nessun altro tipo di abuso sessuale si riscontra la presenza di così
tante donne che partecipano attivamente alle violenze) rende ancor più difficile credere ai racconti dei piccoli testimoni.
 
SARAH: questa e’ la prima notte che non si sveglia gridando: “mi picchiano, mi picchiano”.
 
"In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi" scrive Primo Levi riportando quanto veniva detto agli ebrei dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. "Nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederebbe. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme a voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti da voi raccontati sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto. La storia dei Lager, saremo noi a dettarla".
Eppure alla fine qualcuno è sopravvissuto, qualcuno ha raccontato, e in tanti sono stati creduti.
 
GRETA: Di giorno vivo. Di notte non riesco a perdonarmi e smetto.  
 
 asilo 2 maestre

Stasera ore 20,45 Tg2 Luca Barbareschi parla della Fondazione.

ULTIM’ORA.
PEDOFILIA: ROMA, SEI ARRESTI A RIGNANO FLAMINIO PER ABUSI SU BAMBINI.
 Sei persone, tra le quali due maestre di scuola materna ed una bidella, sono state arrestate questa mattina a Rignano Flaminio al termine della prima fase di un’indagine riguardante presunti abusi sessuali avvenuti all’interno di una scuola materna su diversi bambini che hanno dai 3 ai 5 anni. Ad eseguire il provvedimento sono stati i carabinieri della Compagnia di Bracciano
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Tra poco:
un dossier speciale sul caso di Rignano Flaminio. In esclusiva per questo blog!
audioblog del giorno: Simone Cristicchi, L’Italiano.

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

Premessa:
bart%20diavolo%20simpsonUn paio di settimane fa alle porte di Bergamo, nel comune di Seriate, i Ris perquisiscono una abitazione. Appartiene ad un giovane di circa 20 anni, che alcuni giorni prima è stato ritrovato, dopo un’assenza di 48 ore, dalle parti di Vercelli. In stato confusionale non ricordava nulla. Né chi era. Né com’era arrivato lì. Sul corpo numerose cicatrici. In casa i Carabiniri del reparto speciale rilevano 3 (tre!) litri del suo sangue e scritte esoteriche sulle pareti. Sul caso si sta ancora investigando e non posso aggiungere nulla di più.
Quello che segue un piccolo dossier che mi è stato richiesto, al riguardo, per un giornale locale.
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