Archivio di Maggio 2007

A Foggia è esploso un altro caso di pedofilia da parte di un sacerdote. Mentre ha appena finito di scontare la sua giorgio mazzoccato2condanna  a sei anni (condanna ricordiamolo scontata in un convento, per molestie nei confronti di bambini…solo maschietti) Giorgio Mazzoccato, sacerdote settantenne (vedi foto a destra mentre lavora nell’orticello del convento medesimo), ora al centro dell’attenzione degli inquirenti il caso di don Nicola Rossi, 75enne, arrestato con l’accusa di aver molestato numerose bambine durante il corso di catechismo per la prima comunione” (a differenza del suo collega per lui solo femminucce): per il sottoscritto, cattolico credente, già questa dovrebbe essere una aggravante. don nicola rossiLa Parrocchia dove “operava” era nota per “gli interventi a favore dei minori,soprattutto se disagiati”, frase che a riportarla così sembra una folle presa per i fondelli (ed una seconda aggravante). Ora don Nicola è ai domiciliari in quel di Taranto, presso un istituto salesiano, mentre gli inquirenti stanno approfondendo “certe voci” che farebbero aumentare, nel tempo, gli atti criminali del predatore con la veste.
Nel frattempo un lungo elenco di intellettuali (un nome su tutti GABRIELLA CARLUCCI), ha firmato una sorta di manifesto affinché venga impedita la trasmissione del "fazioso" documentario della BBC dalla Rai.
Perché certe cose si sa che esistono, ma fare in modo che lagente le sappia, bhé, quello è un altro discorso.

Due madri.
Una muore di infarto. Mentre qualcuno (…) la picchia. Il suo cuore non regge, forse perché non si aspetta una simile aggressione, forse perché dentro di sé ha un altro cuore che batte, quello della sua bimba che a breve dovrà mettere al mondo e che non riesce a difendere. E così la paura, tanta, ha il sopravvento è il suo cuore si arrende.
E’ il cuore di una mamma impaurita per il suo cucciolo, che non regge al dolore e si accascia al suolo, mentre l’aggressore finge una rapina e mette a soqquadro l’appartamento.
L’altra madre invece grazie a quei piccoli che ha appena messo al mondo (due splendidi gemellini) ascoltandone la voce registrata su cd dai familiari, esce dal coma ed ora, pare, stia bene.
Due storie. Tanto vicine quanto lontane. Due madri. Un’unica forma di amore.

mucchio selvaggio
Riflessione domenicale:
perché se qualcuno vuole fare vedere un documentario prodotta dalla BBC (mica da Tele gnocco fritto o Tele anticlericale…) tutti si indignano e dicono che l’informazione non è obbiettiva?
Perché, è forse obbiettivo non parlarne, mascherare l’evidenza dei fatti?
E’ obbiettivo ridurre le vittime al silenzio e permettendo a chi è reo di passare magari ad un’altra parrocchia? Con altri bambini? E’ quella l’obbiettività tanto sbandierata, con un insopportabile odore di ipocrisia?

BastardChild
PEDOFILIA: LA NUOVA EMERGENZA SOCIALE.
C’è in Italia una nuova emergenza sociale. Tanto grave quanto sottovalutata. Più in ombra della Mafia, più silente del terrorismo, vive al nostro fianco nella totale invisibilità.
E quando appare, enormi sono i danni. A formarla un esercito di esseri ignobili. Ricchi di malate fantasie ed impossibili accuse.
Vestiti spesso del solo pannolino, col biberon a portata di mano, i membri di questo clan hanno un’età che spazia dai 3 ai 5 anni.
Agiscono principalmente nelle scuole materne ed hanno come fine ultimo quello di ingiuriare poveri innocenti, accusandoli addirittura di pedofilia.
I bimbi per dare un alibi alla loro follia riescono a convincere pure i loro stolti genitori, che si bevono tutte le bugie che i piccoli Pinocchi vendono loro.
In molti casi, per apparire più credibili, i bambini si sono addirittura creati delle ferite ad arte. Segni inequivocabili di lesioni, penetrazioni, bruciature.
Gruppi così li abbiamo già individuati a Brescia, a Verona, a Torino. Oggi a Rignano Flaminio e Vallo della Lucania.
Non ci crederete ma pare siano pure dotati di poteri paranormali, dato che ad esempio quelli bergamaschi erano soliti descrivere nei minimi dettagli cicatrici o particolari visibili solo se i soggetti indicati come abusanti non portavano vestiti.
Fortunatamente si sono creati movimenti atti a screditare questi piccoli delinquenti e punendo pure i loro complici genitori. Grazie a risorse economiche illimitate si trovano periti e legali che dimostrano la follia degli stessi, riuscendo a far passare in secondo piano pure le evidenti ferite fisiche.
E riportando così tutto nella più assoluta normalità. Pedofila.

will
CINICO BLOG.
Tanto lo so già cosa direte. Che sono il solito esagerato, terrorista, etc. etc..
Per questo ho deciso di cambiare e darvi ragione. Già. Concordo con voi.
Perché è facile criticare la donna di cui sto per parlare, facile come sparare sulla Croce Rossa .
Ma pensate: quanti di voi hanno, almeno una volta dimenticato le chiavi di casa? O il cellulare? O tutti e due.
E allora, perché criticare la donna che in Belgio dopo aver portato i due figli maggiori a scuola è andata al lavoro e nel pomeriggio, quando è tornata all’auto ha trovato il più piccolo morto, dato che se l’era dimenticato lì?!

Panorama_31_maggio_2007[1]

Ricevo questo articolo dall’amica Gabriella Vitali.
E non lo commento. Perché si commenta da solo.
Tanto oramai sappiamo che è così che va.
Va…già va….non vi dico dove ma va…….e se non ci va da solo, mandatecelo voi……..

Una decina d’anni fa era già stato condannato, ma ovviamente nessuno l’aveva reso innocuo. Anzi…..
Ora da due giorni è in carcere (anche se i legali fanno presente che è malato e chiedono almeno i domiciliari).
Parlo di don (?) Roberto Mornati,  condannato a soli tre anni e quattro mesi (poiché ritenuto seminfermo di mente).
Grazie a delle microcamere piazzate nel suo appartamento gli uomini dell’arma hanno registrato un campionario di video pedofili allucinanti, dato che lì il prete adescava i bambini, molestandoli e “pagandoli poi con dolci o regalini”.

ANOTHER ONE BITES THE DUST
don rossi nicola

REPORTAGE CAZZANO: L’ASILO DEGLI ORRORI.
 the_nun_1
Cazzano San Andrea. Il giorno dopo la Cassazione il paese riaffronta una vecchia ferita mai sopita. “Si fa fatica a credere che quelle cose lì esistano” dice una anziana signora mentre va a fare la spesa, “poi basta che uno guarda i giornali e si vede che le stesse cose capitano da tutte le parti, poveri bambini”.
Già. I bambini. Oggi il primo pensiero va a loro. Dopo una condanna pesante in primo grado ed una inaspettata assoluzione in secondo, oggi i bimbi tornano protagonisti. Finalmente creduti. O perlomeno considerati.
“Si sa che i bambini hanno fantasie ma certi racconti non possono mica farli” dice un altro uomo, sulla settantina, a spasso col cane.
“Io non c’ho mai creduto in pieno a questa storia”, lo incalza una giovane donna, “poi dopo quello che è successo a Roma qualche domanda me la sono posta e nel dubbio il mio bambino lo controllo da vicino”.
Quando lo scandalo esplose il paese si chiuse a riccio e le famiglie dei bambini furono messe al bando. Isolate. Additate. Molte dovettero addirittura andare a fare la spesa nei paesi vicini, perchè il messaggio, chiaro, era che qui posto per loro non c’era.
Poi arrivò la sentenza di primo grado ed i racconti dei bimbi vennero resi noti a tutti.
E le cose, almeno in parte, cambiarono.
Come potevano bimbi così piccoli fare racconti così dettagliati? Come potevano descrivere minuziosamente i particolari fisici delle imputate, tra cui una cicatrice disegnata alla perfezione dalle piccole vittime che solo chi aveva visto da vicino poteva descrivere così minuziosamente?
Poi mentre i bimbi continuavano le terapie che lentamente cancellavano dal loro corpo ogni dolore, ogni malvagio ricordo, come un fulmine a ciel sereno la sentenza di secondo grado.
Fatta dal Tribunale di Brescia, dopo una camera di consiglio a tempo record, nemmeno quaranta minuti per annullare più di due anni di lavoro della Procura di Bergamo e stabilire che non solo i bambini non erano credibili ma che non era accaduto nulla.
“Fu un colpo per noi tutti” dice il padre di una delle piccole vittime, “non ci aspettavamo certo una piena assoluzione anche se in quel periodo Brescia era scossa dai casi degli abusi nelle materne ed erano nati dei movimenti che difendevano persone poi condannate. Noi stessi spesso al mattino trovavamo nella cassetta della posta dei volantini diffamatori contro di noi e contro chi ci aiutava. L’idea di farci passare per pazzi, di diffondere l’idea che ci eravamo contagiati, di descrivere i nostri figli come dei piccoli malati e fantasiosi, sono le stesse che oggi vediamo alla tv quando si parla di Rignano Flaminio e che ci riportano, dolosamente, a quei giorni”.
Incontriamo un altro genitore, ed anche in questo caso ne garantiamo la privacy, dietro esplicita richiesta. La sua bambina è stata per molto tempo malissimo. “A volte bastava che per strada vedesse una suora che cominciava ad avere convulsioni ed a farsi la pipì addosso dalla paura”.
Oggi la piccola “incomincia a stare meglio”, anche se “il percorso che ha davanti mi rendo conto essere ancora lungo”.
Lo stesso percorso affrontato dai genitori. “Il dolore dei racconti di nostra figlia, le infamie, l’emarginazione. Uno non è pronto e se non sei forte crolli”.
C’è un fattore che non viene mai considerato ed è proprio quello della mole di dolore a cui la famiglia di un bimbo abusato va incontro. Per questo quando si sente parlare di “genitori che si contagiano autoconvincendosi che i propri figli abbiano subito abusi” non si può che ridere. Amaramente.
Sulla sentenza della Cassazione, anche se la felicità è evidente, meglio non sbilanciarsi: “l’assoluzione di Brescia ha creato un pericoloso precedente e ora abbiamo deciso di concentrarci sui nostri bimbi. Lasciamo agli altri accuse e recriminazioni. Noi comunque vada abbiamo già perso, il primo giorno che abbiamo portato i nostri bimbi in quell’asilo e li abbiamo lasciati lì, abbiamo perso”.
Il discorso passa inequivocabilmente ai casi di Brescia, di Verona e di Rignano.
“Pensiamo spesso a quei genitori e preghiamo per loro”. Pregate? “Sì preghiamo, perché ci hanno tolto la serenità, ma la fede in Dio quella è nostra e non saranno certo questi simili esempi a togliercela”.

SUORE: PROCESSO DA RIFARE. FORSE LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI.
suore
QUESTO SIGNOR GIORNO SI PRESENTAVA ALL’ASILO E SI FACEVA TOCCARE IL PISELLO CHE USCIVA DA UNA MUTANDA NERA CON UNA SPECIE DI BUCO.
IL PISELLO…OGNI TANTO STAVA GIU’ MA QUANDO VENIVA TOCCATO CON LE MANI O CON LA BOCCA SI RADDRIZZAVA E QUESTO PISELLO, INSOMMA, AVEVA LA BOCCA E OGNI TANTO, SE NON SI STAVA ATTENTI, SPUTAVA IN FACCIA.
 
 
…I MIEI AMICI DOVEVANO ANDARCI CON LE MANI E POI ANCHE LE MANI PUZZAVANO E LORO AVEVANO SCHIFO.
 
LORO SI METTEVANO SU DI UNO SGABELLO APRIVANO LE GAMBE E NOI ANDAVAMO SOTTO IL GONNELLONE E DOVEVAMO TOCCARE E BACIARE LA PATATINA CHE PERò ERA SENZA PELI, PUZZAVA E AVEVA UN BUCO.
POI A VOLTE SI VOMITAVA.
 
 
DOMANDA:
QUANDO HAI PARLATO DI PATATINA PARLAVI DI UNA SUORA SPECIFICA O DI TUTTE E DUE?
DI TUTTE E DUE.
 
suore pedofile
Giovedì 23 maggio 2007.
La Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado che aveva assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” le due suore, Suor  Guerini Carolina e Suor Maria Caterina Conti. che in primo grado erano state condannate a dieci anni dal Tribunale di Bergamo.
I bimbi avevano descritto alcuni particolari molto intimi delle stesse, tra cui la cicatrice di una delle due che aveva subito una mastectomia.
Poi la sentenza vergognosa, guarda caso a Brescia, le ha assolte permettendo ai balordi che conoscete di usarle per la propria becera propaganda pedofila.
Ora il processo è da rifare.
Un forte segnale per la mala giustizia ed i difensori ad oltranza di questi soggetti.
A breve torno sul caso, magari rimettendo altre dichiarazioni dei bambini.
Per ora mando un abbraccio ai bimbi ed ai loro forti genitori!
 
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe