Archivio di agosto 2007

COPIAeINCOLLA / Bimbo abbandonato,con lui due donne
Torino, al setaccio filmati supermarket
piccolo Giorgio, il bimbo trovato solo il 13 agosto scorso in un supermarket di Nichelino (Torino), potrebbe essere stato abbandonato da due donne. Così dicono i filmati delle telecamere del circuito interno al market, setacciati a fondo dai carabinieri del Ris. Nei fotogrammi si vedono due donne vicine al bimbo accanto ad un carrello allontanarsi senza fretta. Intanto è stato anche ricostruito il dna di Giorgio. I carabinieri sperano di far luce sulla vicenda di questo bambino tranquillo. Un piccolo che, nonostante sia stato abbandonato, continua a giocare silenzioso e senza lamentarsi. Quel 13 agosto si trovava nel supermarket di Nichelino con due donne. Lo rivelano le immagini passate al setaccio dai Ris dei carabinieri. Putroppo le immagini a disposizione sono poco chiare per capire davvero se Giorgio entrò nel market con le due donne. Nei fotogrammi si vedono le due (poco riconoscibili) prima chinarsi verso il piccolo, poi allontanarsi senza fretta. Circostanza che rende difficile comunque la ricostruzione esatta di quanto accaduto nel market. In ogni caso gli inquirenti sperano di poter risolvere al più presto il giallo. Ad ore sarà pronta la mappa genetica del piccolo Giorgio e sarà inviata alle polizie di tutta Europa per dare il via ai confronti con i dna di altri bimbi scomparsi. In Bosnia è sparito da luglio Ratko Macaric, un bimbo dell’età di Giorgio. Gli inquirenti hanno subito pensato che i due potessero essere la stessa persona anche se la madre di Ratko non lo avrebbe riconosciuto nelle foto scattate al piccolo trovato a Torino.
FONTE TG COM.

Ciao a tutti
da lunedì torna con i ritmi di sempre il blog.
Non ci sarà subito il nuovo assetto grafico (lo rimandiamo più avanti in concomitanza con…..).
In compenso vi aspettano tanti nuovi articoli, nuove rubriche (tranquilli torna pure Flipper con le interviste doppie e la nuova rubrica Casa Flipper: a volte sono un po’ geloso 😉  ).
Cambia pure il taglio del blog. Il cui leit-motiv del nuovo anno sarà il seguente (rubato alle cronache, non piacevoli, di questi giorni):
LA PACE E’ FINITA.
Perchè bisogna fare di più per fermare questa folle corsa. la loro folle corsa……..
Un abbraccio.

COPIAeINCOLLA
Ecco dove abitano stupratori e pedofili
di Laura Bogliolo
ROMA (28 agosto) – Si inserisce il proprio indirizzo di casa, searching, please wait e si aspetta, tremando. Sulla mappa, vicino alla propria abitazione, appare la sagoma di un uomo. Si clicca for details e si scopre il nome, l’indirizzo, il volto e il tipo di reato del vicino di casa colpevole di crimini a sfondo sessuale. Stupratori, pedofili e aggressori schedati sul sito Offender Locator, un enorme database di nomi e volti che terrorizzano gli Stati Uniti realizzato con la tecnologia di maps.live.com che offre una visione satellitare e in 3D del mondo. A creare il servizio è la Vision 20/20 Inc, specializzata in sistemi di sicurezza, come il P.o.m. pillot, un apparecchio da applicare sulla bicicletta del proprio figlio o sul collare del proprio cane che tramite Gps mobile comunica gli spostamenti seguiti via internet sul sito. Il motto della Vision 20/20 Inc è la Peace Of Mind (P.o.m.) e spiega così il perché del progetto: ’’Siamo americani, lavoriamo duro, ci piacciono gli sport, amiamo i barbecues in famiglia e ci meritiamo un po’ di pace della mente’’. I navigatori possono controllare a quante miglia di distanza abitano i pregiudicati ed è previsto anche un sistema di alert via sms, un servizio che consente all’utente di essere avvertito quando un nuovo pregiudicato si è trasferito vicino alla propria casa. Tempo fa un altro sito, sfruttando maps.google.com, offriva la mappa dei pedofili, ma il suo gestore ha deciso di chiuderlo dopo una lunga discussione sul diritto alla privacy nata sul forum del sito.

arnold

SKLERATURE (DI FINE ESTATE) CON LA KAPPA.
Oramai andrà sempre così. Rassegniamoci. Io per primo, che lo dico a voi per dirlo a me stesso.
Andrà che i delinquenti godranno di sempre maggiori benefici e le vittime saranno ancora più oltraggiate.
Perché basta passare in rassegna qualsiasi telegiornale degli ultimi mesi, per capire che se sei un ladro, un ricattatore, un assassino, un terrorista, passerai il resto dei tuoi giorni non certo in carcere, ma godendo i frutti di comparsate televisive, gadgets con la tua firma, libri e fiction, contratti miliardari, feste in Sardegna.
Dalle fotomodelle tossiche agli pseudo paparazzi, passando per madri assassine o politici corrotti (e sfigati, dato che non hanno saputo mantenere una sedia in Parlamento) è tutto un fiorire di “begli esempi” per i nostri figli.
“Guarda Giovannino, se quando sarai grande non studi, ti fai di coca ed uccidi almeno una decina di poliziotti o ti mangi la nonna, stai certo che non devi passare dieci ore al giorno in fabbrica come papà per milleecinquecento euro al mese, ma ti aspetta una vita piena di agi e magari ti fanno pure andare all’isola dei famosi”.
Questa sarà la nuova regola, questa la morale da seguire.
Ultime in ordine di tempo le cugine Cappa (favorite dall’avere un nome che è già d’arte, poiché ad inventarselo non poteva uscire meglio di così), entrate (purtroppo) nelle nostre case grazie non certo a personali doti di showgirl o per aver scritto chissà quale interessante libro o girato chissà quale opera cinematografica (ci saremmo accontentati pure di un natale allo zoo con Boldi), ma per aver avuto una cugina massacrata, nel delitto dell’estate.
E così, anziché trovarle dove dovrebbero stare, ce le vediamo affrante dal dolore mentre fanno shopping sotto i flash dei paparazzi, a 48 ore dalla sepoltura della “adorata” cugina, vestite e smagrite come Victoria Becham, ricche della stessa inutilità, ma senza un calciatore (per ora) al loro fianco.
E mentre ancora non sappiamo (ammesso che mai lo sapremo) chi è il vero assassino della povera ragazza, assistiamo passivi a questo ennesimo teatrino popolato da volgari quanto inutili guitti.
sciacalli del terzo millennio in cerca di quel quarto d’ora di inutile popolarità. Che dà a loro una parvenza di vita. Ed a noi un enorme, ed oramai incontenibile, giramento di palle.
pacciani

POST-IT:
Un interrogativo. Avete notato che il caso don Gelmini è completamente scomparso da ogni tipo di cronaca?

Non perdetevi il post che sta per arrivare…..save

LE VOSTRE LETTERE / Questa è la continuazione della testimonianza di Silvana. Che ho deciso di pubblicare, benché indirizzata a me, perchè offre più di uno spunto per importanti riflessioni:
 
Ciao Max,
sangue, merda, sudore, bile, acidi gastrici, saliva e lacrime secche hanno percorso tumultuosamente il mio corpo, dagli alluci ai capelli, per circa 48 ore…il tempo necessario per leggere “Predatori di bambini”.
         Ci siamo conosciuti a Pisogne la settimana scorsa, mi chiamo Luca B. e sono il marito di Silvana…quel gigante che pochi minuti fa ti ha spedito la sua testimonianza.
 
         Silvana mi ha reso unico, quando circa due anni fa ha accettato la mia proposta di matrimonio, quando ha condiviso il suo dolore con me, quando, ogni mattina, si sveglia accanto a me e dice: “Buongiorno amore”.
 
         Per 3 anni ho lavorato, come infermiere, in psichiatria; ora da luglio, come ti ho detto, lavoro in un poliambulatorio a XXX, avendo deciso di cambiare….. Nella quotidianità sono stato costretto a scoprire quanto intrecciato sia questo ambito con i predatori di bambini. Il DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) classifica la pedofilia come una delle parafilie, a sua volta catalogate tra i disturbi sessuali e della identità di genere. Secondo questa classificazione, la pedofilia (codificata come F64.4 [302.2] ) è un disturbo che insorge nell’adolescenza e si struttura a partire dal sedicesimo anno di età. La diagnosi di pedofilia può essere confermata quando un soggetto ha almeno 16 anni, abusa di un individuo che ne ha almeno 5 in meno e si protrae per almeno sei mesi.
 
         Quando penso al legame tra pedofilia e psichiatria non mi vengono in mente i predatori, ma i predati! Ne ho conosciuti diversi:
anna e marta (i nomi sono fittizi), che dai sei anni in su venivano condotte in una roulotte dai genitori, denudate, appese al soffitto (come carne da macello), lavate con una pompa ad acqua e penetrate (prima con la pompa stessa, per ridurre la fatica del papà[?] che di seguito ci avrebbe infilato l’appendice marcia del suo corpo bastardo).
Oggi, anna esce ed entra dal reparto di psichiatria (disturbo borderline di personalità), imbottita di psicofarmaci da oltre 20 anni, alcolista, tossicodipendente, sieropositiva (e pertanto gonfia anche di farmaci antiretrovirali). Il tempo in cui non è in ospedale lo passa spesso in carcere, per reati che puoi immaginare.
Sempre oggi, marta è un’operatrice psichiatrica recentemente indagata per abusi sessuali sui pazienti di cui dovrebbe prendersi cura…anch’essa preda di tutte le possibili dipendenze!
 
sandra ha un figlio che è anche suo fratello, giacché ha un padre che è anche un bastardo! È oligofrenica, ha spesso agiti violenti, atteggiamenti autolesivi e via discorrendo!
 
silvia (disturbo borderline di personalità) invece, dopo una storia di abusi in famiglia ha avuto il gran culo di essere oggetto di divertimento sessuale anche per gli operatori di più di una comunità da cui è scappata tentando il suicidio…
L’elenco potrebbe continuare ancora per un po’, in questo bellissimo mondo di merda in cui tutto sembra fottutamente possibile!
 
Ti scrivo per chiederti aiuto, semplicemente perché spesso non so come affrontare il mix di sentimenti che vive in me; dalla possibile comprensione al desiderio di istituire uno squadrone della morte che passa il tempo a scovare e decapitare (a mani nude) chi semina tragedia nel cuore degli esseri umani.
 
Quando mia moglie ha iniziato a subire abusi sessuali da parte del fratello, lei aveva 6 anni e lui 14. La storia è andata avanti per 4 anni.
Adesso io mi trovo davanti agli occhi, ogni volta che la famiglia si riunisce, una testa di cazzo di 40 anni, insignificante, che nonostante sappia che io so, cerca di comportarsi come se nulla fosse successo. Quando la sorella ha chiesto spiegazioni (come potrai leggere nella mail di Silvana) lui dopo poche parole è scappato per la vergogna. Cazzo tutti temevano che scappasse via di casa, che si facesse del male, mia moglie stessa ha temuto che il fratello potesse compiere un gesto estremo. Io l’ho desiderato con tutto il cuore!!! Ma, dopo qualche settimana, tutto tornato, come dire, al posto di prima.
 
Di fronte a me ho al tempo stesso:
1.     un adolescente che sicuramente all’epoca dei fatti (14 anni) aveva grossi problemi è avrebbe avuto la necessità che qualche adulto gli raddrizzasse la schiena, lo recuperasse dal cesso emotivo in cui stava annegando
2.     un bastardo che, nelle licenze dal servizio militare, tornava a casa senza mai dimenticare un pensierino per la sorella, per averne in cambio l’anima
3.     un fallito di quarantenni che non è riuscito ad inginocchiarsi davanti alla sorella per chiederle perdono. Coniglio è bastardo si è dileguato!
 
Ogni volta che incontro quella mezza sega, io vedo tutti e tre i personaggi, porca di quella troia impestata. Mi ribolle il sangue nelle vene! A volte vorrei parlargli per fargli comprendere il male fatto e vederlo sprofondare inerte nella sua stessa merda, altre volte ho compassione per l’adolescente stronzo lasciato al suo destino ed altre ancora vorrei mangiarmi il cuore dell’adulto incapace, mentre lui, vivo, si dimena sul pavimento agonizzante.
 
Qualche volta ho pensato di andargli a parlare, ma ho evitato per due motivi:
a)    non so immaginare cosa potrebbe accadere…
b)    non vorrei che silvana si sentisse in qualche modo scavalcata…
 
Una preghiera, mi aiuti a fare chiarezza? Cosa è meglio fare in un caso del genere?
Un abbraccio sincero, Luca

Breve passaggio per breve saluto. Domani nuovo aggiornamento del blog. Grazie di cuore per le decine di mails e lettere che mi avete mandato. Pazientate e entro settembre rispondo a tutti (lo giuro).
Grazie anche a chi, indignato,ci segnala mail o siti diffamatori contro di noi: sapete l’unica a non andare in ferie e la comp0lice imbecillità di pochi idioti.
Per i bimbi che mandano le cartoline a Flipper: Flipper manda un bacione speciale a voi tutti!. In questo momento è spaparanzato al sole che si mangia un ghiaccio0lo al gusto di Happy Hippo (solo lui sa dove trovarli…..)ed a settembre pure lui smetterà di poltrire e tornerà con una nuova rubrica (che non vi anticipo).

Buon finale di vacanze a tutti.

Ciao… mi chiamo Silvana,

è la prima volta che mi trovo a scrivere la mia storia, raccontata poche volte fortunatamente… fortunatamente perché malgrado i sensi di colpa, la vergogna, e sicuramente anche la paura di essere giudicata si siano sbiaditi, (non posso ancora dire cancellati) parlarne apre sempre una ferita rimasta aperta per troppo tempo e medicata solo nell’ultimo anno e mezzo, ma sento che raccontare fa bene a me e probabilmente può essere d’aiuto ad altre persone a prendere coraggio e scrivere.. parlare.. buttare fuori….
La mia infanzia non è stata delle migliori sotto vari aspetti… ultima di 5 figli… (siamo due femmine e tre maschi) con 2 genitori troppo intenti a lavorare per riuscire a non farci mancare niente (nell’essenziale)… una sorella che dall’età dell’adolescenza  era un po’ scapestrata e doveva essere seguita, ovviamente seguita si intende nel senso di attenzioni e di cure, ma probabilmente i miei genitori hanno accolto questo consiglio in modo errato, hanno pensato bene che io dovessi SEGUIRLA in ogni passo, non poteva uscire se non mi portava con se, (ovviamente io fungevo da spia dovendo riferire tutto ciò che accadeva, imparando già da piccola a mentire, tralasciando episodi e momenti visti che ritenevo frustranti, per non dare un dolore alla mamma e al papà) e così ebbi l’onore di assistere alle prime sigarette…alle prime canne… alla prima sbronza con tanto di vomito…al primo tiro di coca… e al primo buco… con una sofferenza interiore indescrivibile, pur non sapendo esattamente di cosa si trattasse, ma la vedevo stare male, e con lei avevo un attaccamento a dir poco morboso, forse perché era l’unica sorella, forse perché ritenevo che sarebbe stato il mio esempio di vita  (ovviamente è stata poi scartata questa idea)…
Insomma le donne di casa non avevano molto tempo da dedicarmi, la mamma al lavoro fino a tarda sera.. mia sorella troppo intenta a vivere il suo mondo chimico, insomma troppo impegnate per vedere o capire cosa mi stava accadendo, ma la cosa brutale era che mi accadeva nelle mura domestiche, il luogo in cui un bambino depone e crea la sua sicurezza.
Chi e che cosa può dare questo ad un bambino se non la propria casa e la propria famiglia… hai la certezza che nessuno di loro voglia farti del male… e quindi ti fidi…  ti fidi anche se capisci che tutto ciò non ti piace…..ti fidi anche se il dolore fisico lo provi (infatti appena inizio a piangere mi chiede scusa e per un po’ si ferma… quindi mi fido… penso.. non l’ha fatto apposta a farmi male) ti fidi anche se non capisci perché questi GIOCHI STRANI debbano restare un segreto… ma il pensiero è uno solo… è mio fratello…. Mi vuole bene…. me lo dice spesso… quindi io ci credo… MI FIDO!!!!    Tutto questo avveniva ovviamente in casa, dove durante il pomeriggio restavamo spesso soli, lui essendo il più grande aveva il compito di tenerci d’occhio un po’ tutti, ma gli altri erano comunque grandi, solo io sono staccata da loro come età, e quindi doveva occuparsi maggiormente di me… portarmi e riprendermi da scuola.. farmi fare i compiti.. farmi il bagnetto… insomma, quasi tutto ciò che una madre dovrebbe fare con un figlio! Tutto questo è durato per 4 anni, dai 6 ai 10, fino a quando ho detto NO… BASTA… ricattandolo dicendo che avrei detto tutto alla mamma e papà…. quando ho capito che non era una cosa bella, che non era vero che tutte le mie amichette lo facevano.. che non era un gioco!
Tutto questo non l’ho mai detto a nessuno, per ben 20 anni ho vissuto nel silenzio, sicura che questo segreto sarebbe venuto con me nella tomba, ma un anno e mezzo fa circa, le cose sono cambiate, ho incontrato un uomo con una sensibilità fuori dal comune, un uomo che è diventato il mio compagno e poco dopo mio marito e forse anche il mio angelo, ha saputo leggermi dentro, capire nei miei comportamenti (fuori e dentro ai momenti d’amore) che qualcosa di strano viveva dentro di me… chiedendomi (in modo dolce e delicato, e a volte forse un po’ meno) di aprirmi, finche un giorno ho preso il coraggio in mano e mi sono aperta, poco alla volta ma con fiducia…. Da qui in poi la risalita. Ho letto un grande libro, che consiglio a tutti, uomini e donne senza distinzione malgrado il titolo, “DONNE CHE AMANO TROPPO” di Robin Norwood, mi ha aiutata a capire i miei modi di fare e di essere, il perché dei miei rapporti precedenti molto sofferti, ma soprattutto mi ha dato il coraggio di voler sapere la verità, sapere se qualcuno in casa sapeva, se aveva dubitato, capito, pensato a cosa succedeva, ma ciò che più mi premeva era sapere perché nessuno aveva fatto niente… nessuno mi aveva aiutata e salvata da tutto ciò??!! Poi domandone finale… perché mio fratello aveva fatto questo a me… sua sorella….????
Ho parlato con i miei 2 fratelli, mia sorella e mia madre, (mio padre proprio in quel periodo era ricoverato in ospedale per un intervento al cuore, ed ho ritenuto che non fosse proprio il caso di turbarlo maggiormente). Ho visto varie reazioni… (rabbia …. dispiacere…delusione.. ma anche prese di posizione, dicendo di continuare a tacere) ho avuto qualche risposta, ma i ricordi (troppo lontani) sono incerti… sbiaditi, quindi non mi restava altro che domandarlo al diretto interessato… altro coraggio e sono andata fino in fondo! Abbiamo parlato poco perché la vergogna l’ha portato a fuggire… il tempo di dire che era un ragazzino stupido, che gli dispiace ciò che è successo e che sperava vivamente che io me ne fossi dimenticata, che essendo piccola non potessi ricordare… senza rendersi conto di ciò che mi ha lasciato dentro… senza conoscere i miei incubi notturni…di come ho vissuto e di ciò che ancora porto e porterò con me…della mia paura di avere un figlio a cui possa capitare, e da cui la troppa paura mi porti ad essere opprimente ed ossessiva.
La cosa strana è che non sono mai riuscita ad odiarlo e nemmeno tutt’oggi, forse perché mi fa pena, pena per essere un uomo senza palle, di non essere in grado di costruirsi una vita sua ma di essere a 40 anni suonati ancora a casa con i genitori… o semplicemente.. perché è mio fratello!!! Non lo so… so solo che l’odio non fa parte dei sentimenti che provo per lui. Sono stata per 8 mesi in cura da una psicoterapeuta (avrei dovuto continuare, ma ho ritenuto il tempo trascorso sufficientemente utile) e a questa mia domanda non abbiamo trovato grandi risposte.
Oggi a 31 anni sento di stare meglio, di essermi tolta un grande peso, di aver trovato il piacere del sesso, di non viverlo più come “dovere” ma come “piacere”, per questo devo ringraziare in primo luogo mio marito, per aver capito…per avermi compresa… aiutata… sostenuta e spronata…! Secondariamente me stessa per essere riuscita come poche volte ho fatto a trovare un grande coraggio per raccontarmi e per affrontare tutta la situazione e tutte le persone, grazie a Robin Norwood….. ed infine grazie a PROMETEO e a Massimiliano per avermi dato la possibilità di raccontarmi nuovamente e di esternare momenti, episodi e particolari che non sempre sono pronta ad esprimere, anche perché a voce non è semplice, tanto meno quando hai di fronte un interlocutore diretto e puoi leggere sul suo viso le emozioni e lo stato d’animo, o più semplicemente perché non è proprio facile RACCONTARE… RICORDARE… RIVIVERE… anche a distanza di così tanti anni! Ma ora l’ho fatto e sto meglio!     GRAZIE!
Un abbraccio di incoraggiamento a tutti…Silvy
 
 
 

IL BAMBINO NEL CARRELLO / 2.
Giorgio ha lasciato l’ospedale ed ora aspetta in una casa famiglia (…) di essere adottato.
Chissà se mai sapremo la verità. Se mai la polizia risalirà a chi lo ha abbandonato in un carrello. Fino ad allora daremo giudizi e spenderemo supposizioni, costrette a naufragare, forse, nel mare della follia. Sempre così banale quanto malvagia.
Certo a vedere le foto riportate sui giornali, a guardare i suoi grandi occhioni (tristi), a vederlo però pure così ben curato ed ordinato, la sua immagine risulta lontana anni luce dai tanti bimbi già grandicelli, abbandonati dai genitori e da noi incontrati sulle strade di Bucarest, o in certe case italiane.
Per questo mi chiedo cosa possa aver spinto la madre (se ce n’è una) ad averlo lavato e pettinato per l’ultima volta. Ad avergli messo i suoi vestitini migliori. Avergli detto come se nulla fosse che si usciva a fare la spesa. Si andava col carrello,quello che a lui piace tanto. Magari avrebbero preso un giocattolo. O un gelato. O tutti e due. Poi avrebbero comprato la pappa e sarebbero tornati a casa a cucinarla e mangiarla. Dentro poi c’era pure l’aria condizionata che scacciava l’afa estiva e rendeva la gita ancora più piacevole.
Chissà come l’ha messo in macchina pensando che poi non l’avrebbe più visto, abbandonato lì, in attesa che qualcuno prima o poi, magari attratto dalle sue grida avrebbe cercato la madre. “Signora, scusi, signora, è suo figlio questo, no mio no, ma non vede come piange, ma dov’è la madre, hey è qui da solo, non c’è nessuno, impossibile,sarà in bagno, o magari è quella signora là, signora si dico a lei il suo bambino….a no scusi pensavo, forse è meglio chiamare la polizia”.
Intanto se ne usciva da lì come nulla fosse. Spero almeno col cuore che batteva al’impazzata, segno di un minimo senso di colpa, temo però che non sia così……
Oggi il bimbo abbandonato ha a disposizione, come QUASI tutti i bimbi abbandonati, una seconda vita. La possibilità di rinascere. Ai suoi nuovi genitori spero non verrà mai la malaugurata idea (checché ne dica l’assistente sociale di turno) di rivelargli un giorno quanto gli è accaduto in quella lontana estate del 2007.
A chi l’ha abbandonato pure l’augurio di rinascere. Magari in un altro mondo. Che non sia il nostro.
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe