Archivio di febbraio 2008

 
LA VOSTRA VOCE.
"Ho sempre bisogno di parlare con qualcuno. Non è facile far capire
agli altri come sono,cosa provo,come vivo dentro di me. Si,perchè io ho il mio mondo,un altro mondo dove mi rifugio quando sto male,quando intorno a me non va tutto bene. Davanti a me una sensazione stranissima. Vedo una bambina che mi guarda. Occhi spauriti,minuta,fragile…sembra quasi che mi voglia dire qualcosa… Perchè,perchè proprio a me? Ecco sono io, io che mi rivedo a cinque anni,non capisco…e mi rivedo anche a sei anni,sette.otto… Cosa mi è successo? Cosa ho fatto di male? Sto forse espiando le colpe di qualcuno?Vorrei gridarlo al mondo quello che ho dentro a tutto il mondo ma riesco a gridarlo solo dentro al mio mondo tanto da provare dolore al cuore. Oh Signore,dona se mai ne avrò ancora,la mia vita ad un altro!Ho già vissuto credo abbastanza,ho visto tante
cose,troppe!Nel bene o nel male sono stata felice,sono stata triste,ma
soprattutto…credo di aver donato tanto.Per primo la mia infanzia,la mia spensieratezza,la mia serenità,i miei sorrisi tristi…Quanto mi
sarebbe piaciuto tornando indietro,capire il perchè di certi miei
comportamenti.La mia voglia di affetto mascherata da questa finta sicurezza.La mia vergogna nell’esprimere il dolore,i miei silenzi,la mia ricerca di linfa vitale per riuscire ad andare avanti,sempre a caccia di emozioni per ricordarmi che sono viva. Eppure voglio credere che ci sia un’altra vita,ci deve essere,perchè io la devo vivere diversamente. Voglio essere  una bambina felice,senza l’ansia di dover sempre nascondere qualcosa. Voglio abbracciare tutte le persone di questo mondo,senza provare ritrosia. Danzare sulle punte leggera,senza quel pesante macigno che mi blocca  in tutte le cose,rincorrere gli aquiloni fino a toccare il cielo,senza  aver paura di essere troppo felice,raccogliere i gigli bianchi,senza pensare che io non li merito. Ma soprattutto ci deve essere,perchè io ho bisogno d’amore per poterlo donare agli altri.
“Lara”

La scoperta dell’acqua calda:
 
Adescava i bambini, è libero
bloccato dalla polizia dopo 4 denunce. Filmati porno nel suo cellulare
 
Testimone di Geova, quarant´anni, incensurato, capelli rossi ondulati, segni particolari: molti anelli alle dita e una passione perversa per i bambini. «Da un mese era diventato l´incubo di Madonna di Campagna – raccontano in un bar di via Breglio – i poliziotti lo hanno fermato sabato pomeriggio proprio qui davanti, alla fermata del pullman». Bloccato, portato in questura, riconosciuto da una vittima, ma denunciato a piede libero per tentata violenza sessuale nei confronti di minorenni. «Non essendoci la flagranza di reato non è stato possibile arrestarlo», spiegano gli investigatori. Ci sono però quattro denunce contro di lui. Una quinta sta per essere formalizzata dai genitori di un altro bambino. Incubi in fotocopia. Il testimone di Geova girava su un´Alfa 147 nera con i vetri oscurati. Portava con sé una valigetta ventiquattrore e un telefonino pieno di filmati porno. Avvicinava i bambini davanti alle scuole, altre volte ai giardini del quartiere, offriva soldi – venti euro – mostrava le immagini, chiedeva se volevano salire in auto. Ha tentato di accarezzarli, in qualche caso. Erano giorni che gli agenti delle Volanti gli davano la caccia. Giorni di rabbia e preoccupazione per il quartiere. Pochi gli spunti investigativi da cui partire: l´auto scura e gli anelli. Da martedì – cioè il giorno dell´ultima denuncia – è stato un lavoro continuo: appostamenti, controlli, verifiche sulle persone con precedenti specifici. Nulla. Non c´era traccia dell´uomo con la valigetta. Poi un colpo di fortuna ha rotto gli equilibri. Sabato pomeriggio una vittima, un ragazzino di 13 anni, ha riconosciuto il maniaco mentre camminava nel quartiere. È stato prontissimo. Ha chiamato immediatamente il padre con il cellulare: «È lui, lo vedo, sono sicuro, è quello che ha cercato di farmi salire in macchina».
Il padre ha avvertito il 113 e si è precipitato. La caccia è scattata subito. Un´ora più tardi il pedofilo è stato bloccato alla fermata del pullman. Stava salendo sul 75. Un personaggio inquietante. Non ha detto una parola. Non ha ammesso, ma neppure ha cercato di giustificarsi. Silenzio e sguardo basso. Non ha precedenti penali. Un vita da insospettabile. Lavoro in una carrozzeria ben avviata, casa in Strada Altessano. Abiti molto curati, pettinatura particolare, molti anelli vistosi alle dita. Quasi tutto il tempo libero lo dedicava all´impegno come testimone di Geova, almeno questo pensavano i suoi amici. Nessuno sospettava della sua doppia vita.
Sabato sera il caso è finito sulla scrivania del pm di turno, Marcello Tantangelo. Sono in corso degli accertamenti. Controlli sui computer e sui telefoni. Il cellulare che aveva in tasca non conteneva filmati compromettenti. Nella valigetta c´era solo materiale divulgativo del suo credo religioso. Per ora, è stato fatto solo un riconoscimento. Quello del ragazzino che ha fatto scattare le ricerche. Una testimonianza sicura. Nessuna esitazione, con il particolare decisivo proprio di un anello descritto con precisione. Molti dettagli ora tornano anche nelle altre denunce. Mentre il padre di una vittima dice: «Ringrazio la polizia per l´intervento tempestivo, ma non siamo affatto contenti di sapere che quell´uomo è ancora in giro. Se si ripresenta davanti a scuola ci faremo giustizia da soli». FONTE L’ESPRESSO.

GRAVINA DI PUGLIA:
Il Tema di Salvatore:
“Un giorno di inverno, mentre ero fuori con un amico,vidi oscurarsi il cielo. Iniziò a piovere,a fare lampi e tuoni……ci andammo a nascondere dentro una grotta li vicino.Vedemmo cose bruttissime,case crollare,gente morire dentro le macerie……Kum che stava con me non si perse d’animo….ma un fulmine lo colpì e cadde a terra. Adesso ero l’unico ad essere vivo tra gli uomini. Avevo paura e non sapevo cosa fare,ma avevo una sola speranza,quella di invocare gli dei. Mi misi in ginocchio e iniziai a pregare fino a quando Zeus ascoltò la mia preghiera e fece smettere di piovere. Avevo una gioia di uscire dalla grotta salvatrice perchè volevo vedere il cielo azzurro. Ma quando uscii la natura era sconvolta:alberi,erbe,piante erano tutte morte. Anche un attimo di paura per i miei genitori, i miei parenti ed amici che giacevano morti. Ero rimasto solo, pensavo solo a suicidarmi, ma l’angelo Zeus venne in mio aiuto e mi ospitò in paradiso con il Dio del temporale e là vissi per anni e anni.”

NO COMMENT.
Interviene anche il Pippo nazionale sul caso di Gravina.
Baudo si scaglia infatti contro quei programmi che hanno parlato dei due fratellini facendo perdere audience al (suo brutto) Festival.

«Ero nuda in casa della maestra. Anche lei era nuda». Questo quanto ha raccontato ieri una bambina nel corso di un nuovo incidente probatorio nel caso dei presunti abusi sessuali della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Questa volta la piccola ha mimato davanti al gip anche le posizioni che prendeva durante i giochini erotici che avrebbe fatto in casa di una delle maestre indagate. «E’ la conferma che i bimbi hanno vissuto una esperienza da choc — ha dichiarato Antonio Cardamone, avvocato di parte civile — Anche questa volta sono stati ripetuti i nomi delle maestre e degli altri bambini».

LE FIGLIE COME OGGETTI SESSUALI
DICIOTTO ANNI A UN PESCATORE.
Per 8 anni entravano nel lettone del papà. E con lui andavano al lavoro. Inseparabili.
Già. Perché così facendo lui le poteva abusare. A casa, fuori casa. Guai a ribellarsi. Guai a chiedere aiuto. “Tanto chi ti crede?”.
Oggi lui, la bestia, è s stato condannata a 18 anni. Un verdetto record, per il nostro paese, quello che arriva da Cagliari, dove appunto un sessantottenne pescatore si è visto ricevere tale condanna per aver abusato delle sue due figlie da quando queste avevano rispettivamente 5 e 9 anni. Giusto per non smentirsi: l’uomo negli anni ’70 era stato condannato per omicidio. La moglie ha detto che non “si era mai accorta di nulla”, che “litigava spesso con lui perché picchiava le bambine” , ma “non pensava che le abusasse”.

NOTIZIA APPENA BATTUTA:
Fino alla fine mi ero illuso che fossero caduti dentro accidentalmente, per loro che già avevano conosciuto gli abusi ed i maltrattamenti , invece…….
Per quanto tempo continueremo a piangere i nostri figli?!
Per quanto ancora tollereremo che qualcuno difenda, anche solo a parole, questi avanzi d’uomini?!

Gravina, il dramma di Ciccio e Tore
Per questore non è stato un incidente!
 

I DATI DEI PEDOFILI IN CARCERE.
Al fronte della nuova emergenza pedofilia il Ministero di Giustizia ha dato i numeri ufficiali sui detenuti pedofili italiani.
I pedofili incarcerati sono al momento ben 1.322. Tra questi  400 stranieri e ben 98 donne (ma qualcuno non diceva, parlando dei casi di abusi nelle scuole materne italiane che non esiste la pedofilia al femminile? –  mah forse ricorderò male io).
La regione che ospita nelle proprie carceri il numero maggiore di predatori di bambini è la Lombardia. Seguono Sicilia (204), Piemonte (145), Lazio (112) e Campania (106).
289 sono in attesa di giudizio e 129 sono appellanti, 71 ricorrenti e 819 hanno una condanna definitiva. 14 sono invece internati.
L’età invece è la seguente:
323 nella fascia tra i 30 e di 39 anni, 321 tra i 40 e di 49 e ben 262 tra i giovani nella fascia 21 – 29 anni.
 
Un dato a margine ha a che fare con internet:

5 miliardi di dollari è il giro di affari del business della pedofilia. 

 

ULTIM’ORA Gravina, aperto varco in cisterna
Dentro forse i corpi dei due fratellini
Hanno lavorato tutta la notte i vigili del fuoco, a Gravina in Puglia, per aprire un passaggio che consenta di recuperare i cadaveri che apparterrebbero a Ciccio e Tore Pappalardi. I pompieri hanno creato un varco dal piano stradale alla cisterna della casa abbandonata dove ci sarebbero i resti umani dei fratellini scomparsi nel giugno 2005. La zona è presidiata da polizia, carabinieri, vigili urbani. Il varco aperto è delle dimensioni di un metro per un metro e mezzo e consente di scendere, dopo aver percorso pochi metri al di sotto del piano stradale, sul fondo della cisterna vuota dove, a poca distanza l’uno dall’altro, ci sono i due corpi. Il lavoro è proceduto con martelli a percussione e motoseghe per aprire il varco nella muratura della casa antica, fatta di pietra e cemento. Poco fa è uscito dall’atrio della casa l’automezzo dei vigili del fuoco con gli strumenti utilizzati per il lavoro di apertura dell’accesso. Ora si attende l’arrivo del procuratore della Repubblica e di un medico legale per avviare le operazioni di recupero dei corpi. Fonte tg com.
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