Archivio di giugno 2008

Blog copiaeincolla.
Rignano, interrogato un bimbo di sei anni:
«A casa della maestra ci scattavano delle foto»
ROMA Ha parlato di foto scattate a casa della maestra Patrizia e di giochi che venivano organizzati nella sua abitazione il bimbo di sei anni ascoltato oggi nel tribunale di Tivoli, tramite incidente probatorio, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni dei minori della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. «Ci portarono a casa della maestra Patrizia e ci fecero delle foto», ha detto il bimbo rispondendo alle domande del gip Elvira Tamburelli, in presenza della psicologa Marilena Mazzolini. Il piccolo ha affermato di essere stato condotto a casa della maestra Patrizia Del Meglio con la sua macchina nera insieme con altri bambini, ha descritto i giochi che sarebbero stati fatti in quell’abitazione, ha parlato di foto scattate, sempre a casa della maestra, e ha definito quell’occasione come una "brutta esperienza": «C’erano tanti pupazzi – ha aggiunto – c’era un uomo con il viso coperto e con il quale giocavamo ad acchiapparella e altro. C’era anche la maestra Marisa». Il bambino avrebbe inoltre descritto con dovizia di particolari la casa, parlando di una piscinetta gonfiabile che si sarebbe trovava nel giardino.
Gli avvocati: indagine ancora aperta. «Con buona pace di tutti coloro che pensavano che l’indagine fosse finita – hanno detto gli avvocati di parte civile Franco Merlino e Antonio Cardamone – oggi si registra un ulteriore sviluppo dell’impostazione accusatoria, che vede confermato il coinvolgimento di alcuni indagati». Nel pomeriggio l’audizione di un altro bambino.
Nella vicenda giudiziaria sui presunti abusi a Rignano sono indagate sette persone: le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Assunta Pisani, l’autore tv Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti ed il benzinaio cingalese Da Silva.
FONTE IL MESSAGGERO.

NO COMMENT /
ROMANIA  UNDICENNE STUPRATA DALLO ZIO, FORSE POTRA’ ABORTIRE IN GB
Il ministero della Sanità lo deciderà in settimana
Bucarest – Entro questa settimana "Rosa" (il nome è di fantasia), una ragazzina di 11 anni romena, saprà se potrà abortire in Gran Bretagna dopo essere stata stuprata e resa incinta dallo zio, o se dovrà portare avanti la sua gravidanza: lo annuncia oggi il ministero della Sanità romeno.
Il caso è venuto alla luce all’inizio di questo mese e ha spaccato in due la comunità medica, i gruppi per i diritti dell’infanzia e l’opinione pubblica. La bambina si trova alla ventesima settimana e quindi fuori dal limite massimo per abortire nel suo Paese.
I genitori hanno detto di avere scoperto che la figlia era incinta solo il 2 giugno dopo averla accompagnata da un dottore perchè non stava bene. La ragazzina ha raccontato ai dottori di essere stata violentata dallo zio, 19 anni, che da allora è scomparso.
Secondo il ministro della Sanità, Eugen Nicolaescu, si tratta di un caso delicato perchè riguarda la sanità, la legge e la morale. Un comitato governativo deciderà la sorte della bimba e del nascituro venerdì.

Stiamo per parlare di lui……..
jim tully current

Nel libro “Delitti di Condominio” un ricordo di Tamara Monti.

Vi segnalo che da pochi giorni è in libreria “Delitti di condominio” (Cairo editore) di Claudio Brachino e Barbara Benedettelli.
Un capitolo è dedicato ad una storia che mi (ci) colpì tantissimo, quella di Tamara Monti.
Per non scordare Tamara, e le altre vittime innocenti, di cui si parla, vi consiglio di acquistarlo,  leggerlo e pubblicizzarlo tra i vostri contatti.

In Italia il contrasto al fenomeno della lotta alla pedopornografia potrebbe inciampare nell’articolo 2 del decreto sicurezza varato ieri, che renderebbe difficile perseguire i pedofili: infatti esso contiene  una disposizione che concentra la competenza dei numerosi procedimenti contro la pedofilia on line nelle già intasate e oberate procure antimafia.
Sull’impantanamento dei processi e la difficoltà di pervenire alle condanne, ieri si sono alzate le polemiche delle associazioni di tutela dei minori per l’articolo 2 del Pacchetto Sicurezza approvato dal Senato, articolo che demanda all’antimafia la gestione anche dei processi sulla pornografia infantile su Internet.
Secondo l’Associazione Prometeo si tratta di un provvedimento destinato a "rallentare i procedimenti contro la pedofilia online, perché è difficile pensare a procure antimafia in grado di accantonare la già imponente propria mole di lavoro per conferire precedenza ad altre fenomenologie". Sulla stessa linea l’Osservatorio sui diritti dei Minori, che parla di rischi legati al fatto che le procure antimafia sono già "ingorgate", il che si tradurrà in "inopportuni ritardi nell’espletamento di indagini che, invece, dovrebbero godere di assoluta priorità". Polemiche sono giunte anche da Telefono Arcobaleno, secondo cui questa novità significherà "la morte di ogni attività di contrasto del fenomeno pedofilo in rete, che, come tutti sappiamo deve essere attività dinamica in linea con l’evoluzione tecnologica e con l’aggressività di coloro che fanno mercato dei bambini in tutto il mondo attraverso internet".

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Per entrambi sarà una vacanza ……indimenticabile.

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Dopo la notizia di ieri sull’ennesima scuola materna ridotta ad un bordello per pedofili, oggi posto un’altra notizia.
Di quelle che è sempre più difficile commentare.
Meno male che molti di voi incominciano a stare in ferie e quindi i ritmi si rallentano. Lo dico sperando quasi che non la leggiate, esorcizzando malamente un male oramai senza confini.
Il mostro che vedete nella foto segnaletica della polizia della Repubblica Ceca si chiama Klara Mauerova. Insieme alla sorella Caterina, di anni 34, al fratello Jan e ad altre due persone, Jan Turek e Barbora Skrlova, tutte appartenenti alla medesima setta, è finita in carcere.
Klara è madre (?) di due bambini di 9 e 13 anni. Rinchiusi in uno sgabuzzino, picchiati, abusati sessualmente, torturati fino a …..mangiare dei pezzi di carne dal loro corpo.
La donna quando non era parte attiva negli abusi seguiva le sevizie attraverso un monitor.
Caso vuole che un vicino di casa avesse la stessa apparecchiatura per seguire i propri figli. Apparecchiatura che ha “accidentalmente” catturato le immagini provenienti dalla casa vicina. E davanti alle quali, dopo lo shock iniziale, il vicino è subito intervenuto chiamando la polizia. I predatori hanno ammesso gli abusi ma si danno la colpa l’uno con l’altro, dicendo di essere stati manipolati.
Quasi certo per tutti l’ergastolo, a spese della comunità (un viaggio in Giappone sarebbe costato meno…..).

patrick kellyQuest’uomo (?) si chiama Patrick Kelly ed è il terzo  arrestato per la rete di pedofili che agiva nella piccola scuola materna di Mineola.
La foto è stata resa pubblica pochi minuti fa in America, dallo sceriffo della contea.
Nel frattempo trapelano altre notizie.
Quella più importante è che i bimbi “stanno meglio. Sono stati fatti subito seguire da una equipe specializzata ed ora si sentono più sicuri!”.
Tra gli arrestati tale John Cantrell, già condannato 18 anni fa per abusi su una minore ma ancora oggi strenuamente difeso dalla moglie che lo considera “innocente”.

 
Drogati si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas
Scoperto asilo degli orrori in Texas
Bambini di 5 anni costretti a porno show
Due persone sono state condannate: la giuria popolare in cinque minuti ha deciso l’ergastolo
NEW YORK – L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti.
DROGATI – Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi». Già due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all’inizio dell’anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. Lunedì inizia il processo per una terza persona, con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di minori aggravato, per avere cercato di interferire nelle indagini e per concorso in attività criminosa. Sono in tutto sei le persone nel mirino, uno di loro è il genitore dei tre fratellini coinvolti, che ora hanno 12, 10 e 7 anni. Con loro c’era anche la sorella di uno degli organizzatori, che oggi ha dieci anni. Erano costretti a esibirsi di fronte a 50-100 persone una volta alla settimana. L’orrore è finito nel 2004, quando il proprietario dell’edificio ha sfrattato gli organizzatori. Già perché prima di essere un teatro di orribili abusi, quello era un asilo vero. L’indagine è iniziata l’anno dopo. Tutto avveniva a pochi passi dalla redazione del quotidiano locale, il Mineola Monitor. Le voci sul sex club giravano in città, ammette il direttore che poteva vedere l’edificio dalla finestra del suo ufficio, ma nessuno aveva mai parlato di bambini.

Finalmente una buona notizia:
"Carcere per molestie e minacce"
Nasce il reato di «stalking»
Carfagna: «Prima risposta concreta»
ROMA — Nasce il reato di stalking. Il Consiglio dei ministri ieri sera ha approvato il ddl Carfagna- Alfano contro gli atti persecutori che punisce chi si rende colpevole di «minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura. O un fondato timore per l’incolumità propria o di persona a lei cara. O ancora la costringa ad alterare le proprie abitudini di vita» (art. 1). Occorre la querela della parte offesa, che prima ancora potrà chiedere un semplice ammonimento orale. Prevista una pena da 1 a 4 anni.
Potrà aumentare se il reato è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona con cui la vittima abbia comunque avuto una relazione affettiva. Altra aggravante (pena inasprita da un terzo alla metà) scatta se la persecuzione è diretta verso un minore, se lo stalker è persona armata o mascherata e se la violenza è esercitata da un gruppo.
Nel caso di omicidio preceduto da stalking si arriva all’ergastolo. Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. Previsto l’incidente probatorio.
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