Archivio di Luglio 2008

PEDOFILIA: MOLESTATA AD 8 ANNI, INDAGATO UN PARENTE
Una bambina di 8 anni residente a Cassino sarebbe stata pesantemente molestata da un parente che ora risulta indagato dalla procura della repubblica per violenza sessuale su minore. Il grave episodio sarebbe avvenuto nella giornata di domenica. Ad accorgersi della presunta violenza sono stati i genitori della piccola che l’hanno immediatamente accompagnata all’ospedale di Cassino dove i medici avrebbero riscontrato chiari segni di palpeggiamento nelle parti intime. Immediatamente sono stati allertati i carabinieri che hanno aperto un’indagine. Vista la delicatezza della vicenda al momento non si hanno altri particolari.
Pedofilia: clochard tenta di abusare di una undicenne
Un senza fissa dimora di 48 anni ha tentato di abusare di una undicenne, ma e’ stato bloccato dal padre della ragazza e dai carabinieri.E’ accaduto a Meta di Sorrento. Il papa’ le aveva detto di aspettarlo vicino ad una chiesa ma, tornato dopo 10 minuti, non l’ha piu’ trovata. E’ scattato l’allarme e poco dopo la bimba e’ stata salvata mentre, dietro un cimitero, il clochard stava abusando di lei.Immediata la reazione di amici e vicini di casa della bimba: hanno tentato di aggredire l’uomo.

DOPO LA LETTURA DI QUESTA NOTIZIA:
 
 
RICEVO, RIPORTO ED APPOGGIO IN PIENO:
 
Marziale: "Pronti a mobilitazione che Piazza Navona non basterà a contenere"
"La misura è colma e stavolta lo Stato deve misurarsi con un moto d’indignazione pubblica che esige risposte e non stupefacenti vuoti di memoria": è quanto afferma il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione al giallo di due sorelline sparite da 14 mesi e affidate al padre belga accusato di abusi sessuali sulle stesse, riportato sull’odierna prima pagina del quotidiano Il Giornale.Per Marziale: "La felpata diplomazia e i cavilli giudiziari non bastano a giustificare i risvolti drammatici di una vicenda torbida, che avrebbe dovuto anteporre l’incolumità delle due piccoline anche davanti a semplici sospetti, ma che invece ha finito per favorire esclusivamente gli interessi del padre".
Il presidente dell’Osservatorio si dice: "Indignato nei confronti di istituzioni che giocano a rimpiattino con la vita di due inermi creature, per il ritrovamento delle quali e la successiva messa in sicurezza ci rivolgiamo al supremo garante dei diritti costituzionali, il Capo dello Stato, mentre – continua Marziale – al presidente della Camera, Fini, chiediamo l’istituzione di una commissione d’inchiesta che quantifichi le dimensioni del fenomeno su scala nazionale e faccia luce su quanti, nelle istituzioni, farebbero meglio a cambiare mestiere". Marziale conclude: "In mancanza di risposte istituzionali siamo prontissimi ad una mobilitazione di massa che, garantisco, Piazza Navona non basterà a contenere".

Roma, resta in coma bimba picchiata dal padre ad Altare Patria
ROMA (Reuters) – Resta in coma la bimba francese di quattro anni selvaggiamente picchiata sabato sera a Roma dal padre, che le ha sbattuto più volte la testa contro i marmi dell’Altare della Patria.
E’ quanto si legge nel bollettino diffuso dal Policlinico Umberto I, dove la piccola Luna Monnet è ricoverata.
"La prognosi resta riservata. Oggi non sono previste modifiche al piano diagnostico-terapeutico", si legge nel bollettino diffuso dal Policlinico.
Il bollettino è "l’ultimo in assenza di modificazioni delle condizioni generali e della prognosi".
Sabato sera Julien Monnet, 37 anni, parigino, improvvisamente ha afferrato la testa della bambina e l’ha sbattuta contro il marmo più volte, dopo che un gruppo di turisti e una vigilessa avevano chiesto perché la piccola stesse piangendo. Poi, a sua volta, ha battuto la testa sul marmo.
L’uomo, che è stato arrestato, avrebbe disturbi psichici. La convalida dell’arresto, riferiscono fonti giudiziarie, potrebbe slittare a domattina.
Intanto a Roma è arrivata la madre della bambina, che in queste ore viene sentita dai carabinieri della compagnia San Pietro.

sid-397857044Se c’è un merito che questo blog si atttribuisce, e con gioia ed un pizzico di sano orgoglio, è quello di aver dato a tante persone la forza di raccontarsi, uscire allo scoperto, guardare negli occhi l’orco e fare che fosse lui a doverli abbassare. E così quella voce, qua amplificata, ha dato vita a blog, siti, libri, e giorno dopo giorno è diventata un GRANDE coro.
Oggi vi segnalo due testimonianze, straordinarie. Una uscita da più di un mese ed una invece più recente.
Sono due libri che raccontano di due bimbe la cui infanzia è stata segnata in egual misura.
Il primo si chiama “Rubare il respiro” ed è scritto da Marinella Saiu per le edizioni Creativa. Il secondo, autobiografico, invece si chiama “Ti voglio bambina” ed è scritto da Sabrina Lai per l’editrice Nuovi Autori (ed ha pure la prefazione di un certo Massimiliano Frassi). Buona lettura.

Mi avete scritto in tanti per sapere come prendere la nuova maglia “anti pedofilia”.
Il metodo è lo stesso di sempre. Qua trovate la spiegazione:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=204
Grazie di cuore fin d’ora.

chiesa e pedofilia blog frassi
Ultim’ora /
Papa chiede scusa per abusi sessuali di preti in Australia
SYDNEY (Reuters) – Papa Benedetto XVI si è scusato oggi per gli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti cattolici in Australia, affermando che i responsabili devono risponderne davanti alla giustizia.
Sono profondamente spiaciuto per la pena e la sofferenza che le vittime hanno sopportato", ha detto il Pontefice nel corso di un’omelia a Sydney.
"Questi misfatti, che rappresentano un grave tradimento della fiducia, meritano una condanna inequivocabile", ha detto Papa Ratzinger. "I responsabili di questi mali devono essere condotti in tribunale".
Si tratta probabilmente della prima volta in cui il Papa si è scusato specificamente per abusi sessuali perpetrati da uomini in tonaca e ha detto con chiarezza che i responsabili devono affidati alla giustizia.

Blog copiaeincolla:
MINORI: POLIZIA POSTALE, LOMBARDIA, VENETO E LAZIO A RISCHIO PEDOFILIA
Le nuove tecnologie e il web sono sempre piu’ una minaccia per i minori. A confermare questa preoccupante tendenza un dossier presentato questa mattina nella sede dell’Italia per il Parlamento europeo dall’esponente Pdl, Roberta Angelilli e dal direttore della Polizia Postale italiana, Domenico Vulpiani. In Italia la lotta alla pedofilia, il cui mercato on-line e’ stimato oltre i 4 miliardi di dollari, ha portato alla cancellazione di 177 siti pedopornografici, e altri 11mila i cui server erano di altra nazionalita’ sono stati segnalati dai rispettivi organi di polizia all’estero. Nell’ambito dell’attivita’ svolta dalla Polizia postale italiana, al giugno 2008 in manette sono finite 205 pedofili mentre oltre 4mila risultano denunciate. La polizia postale italiana ha inoltre fornito ai provider una black list di siti che ad oggi contiene 163 indirizzi. Leggendo i dati a livello nazionale emerge che la Lombardia e’ la regione con il piu’ alto rischio di pedofilia, con 121 decreti di perquisizione domiciliare attivati su segnalazione di telefono arcobaleno. In questa speciale classifica, in cui si conferma come il Nord Italia sia l’area piu’ a rischio pedofilia, il Lazio si classifica al terzo posto con ben 61 decreti di perquisizione nel solo 2007. Numeri che segnalano una costante crescita del fenomeno come spiega anche un’indagine condotta dal Moige che fotografa una realta’ preoccupante sulla disinformazione delle famiglie riguardo alla pedopornografia. Sebbene il 76% dei genitori del Lazio risultano preoccupati dall’emergere del fenomeno, soltanto un genitore su dieci sa riconoscere le caratteristiche di un atto pedofilo, e solo un genitore su due affronta l’argomento con il proprio figlio. A preoccupare e’ anche il dato sulla consapevolezza dei pericoli che possono sorgere dal web: solo il 5% ritiene la rete un luogo a rischio pedopornografico.

LA VOSTRA VOCE.
“SONO SOLO”.
Bethechange
Ciao a tutti. Sono contento di poter scrivere la mia agonia che da 20 anni mi logora l’anima.
Mi chiamo “Ezio e vivo a Milano. I miei genitori aprirono una piccola palestra vicino al centro città, erano spesso presi con il lavoro e non permettendosi una baby sitter mi portavano con loro (era un periodo economico disastroso). Spesso presi con le loro attività mi lasciavano solo con quei pochissimi giochi riciclati. Un bel giorno quel rincoglionito di mio padre mi fece fare dei lavoretti di trasloco per il portinaio dello stabile….(avevo 8 anni e mi era impossibile capire…ero così solo,senza amici..senza nessuno)…..ricordo che la prima volta ricevetti dei soldi per l’attività svolta.Mio padre molto orgoglioso del fatto decise con e strema ignoranza di farmi lavoricchiare con questo personaggio  (al posto di farmi giocare con amici).Mi ricordo che inizialmente (il portinaio) mi faceva fare dei finti lavori per rassicurare i miei stupidi genitori…infatti appena se ne andavano mi portava in portineria e mi faceva vedere immagini pornografiche e foto di lui che praticava sesso con altri bambini.Con il tempo dalla teoria passò alla pratica…incominciò a farmi vedere e toccare il suo organo riproduttivo e viceversa. Poi (…)…mi ricordo un dolore indicibile."Non dire niente ai tuoi genitori…è il nostro segreto..se lo dici darò fuoco alla tua palestra con i tuoi genitori…tieni 20.000 lire!!!"…..con questa frase ho subito abusi sessuali per 3/4 anni. Solo in seconda media ho capito quello che mi era successo e incominciai ad autopunirmi.Ora ho 28 anni e non riesco ancora ad accettare il fatto che mi impedisce di vivere una vita piu o meno normale. Aiuto mi sento così solo.

IMPRONTE AI BIMBI ROM. COSA NE PENSATE?
Si continua a discutere sulla proposta del Ministro degli Interni Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai bambini Rom. Oggi torno sull’argomento pure io, anche in seguito alle numerose polemiche che sono nate in merito. E lo faccio con alcuni chiarimenti a mio avviso necessari, auspicando che annullino definitivamente sterili quanto inopportune critiche. Levate più per scelte di carattere politico che altro.
In alcune zone della Romania, o nella Moldavia, si può acquistare un bimbo per poche decine di euro. Se i bimbi sono piccoli, oppure venduti in coppia si può arrivare a pagare con un telefono cellulare, una lavatrice, una tv. Anche di seconda mano.
I bimbi entrano poi in Italia al seguito della grandi carovane di nomadi, diventando figli virtuali della famiglia a cui sono affidati. E che li passerà, di campo in campo, affinché svolgano i seguenti elementari compiti, ai quali è severamente vietato opporsi:
elemosina, furto e prostituzione minorile.
Di questo però nessuno si preoccupa, né si scandalizza.
La proposta di una anagrafe anche dei bimbi rom invece andrebbe a contrastare fortemente questo traffico. Permettendo alle forze dell’ordine di salvare questi bimbi e creando ovviamente a seguire una rete di supporto che garantisca loro quello che a i nostri bambini è garantito, ovvero al scuola al posto del borseggio, le visite mediche periodiche, al posto degli abusi, un letto pulito al posto della roulotte coi topi. Ma questo ovviamente conta poco per gli improvvisati difensori dei diritti dei bambini.

Vi segnalo che stiamo facendo dei lavori di potenziamento sul sito di Prometeo (visti i numerosissimi accessi) e che quindi ancora per un paio di giorni non sarà on-line.
 
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Per non dimenticare Tommaso Onofri

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