Archivio di gennaio 2009

LA VOSTRA VOCE.
Se ne parlò mesi fa. Poi il silenzio. Oggi un papà sceglie il nostro blog per raccontarci a che punto è la sua storia:
 
Caro Dr. Frassi
sono XXXXXX , il papà dei 4 fratellini che un anno fa denunciarono, attraverso Youtube, gli abusi sessuali che avevano subito e l’incapacità dello Stato nel gestire il loro problema.
In seguito a quel gesto i responsabili del servizio sociale del Municipo Roma, ai quali i bambini erano stati affidati con decreto del TPM il 4 luglio del 2007, confermato ad aprile dell’anno scorso, decisero di chiedere l’intervento di XXXX per una valutazione sul loro stato psico-fisico.
Gli incontri, 7/8 per ognuno dei 4 bambini, cominciarono ad aprile e terminarono a luglio dello scorso anno; la valutazione fu eseguita dall’equipe del Prof. XXXXXX, primario del reparto di Neuropsichiatria.
L’esito della valutazione, consegnatami a dicembre dello scorso anno, parla di "esposizione dei 4 bambini a traumi di varia natura anche di natura sessuale".
Ho imparato in questi anni a non commentare e a rimanere concentrato sui fatti. Qui ora un fatto c’è, inequivocabile: qualcuno ha sbagliato! La Procura, il TPM, i consulenti di PM e Giudici che 2 anni fa esclusero gli abusi su mia figlia XXXXa o il Prof. YYYYe tutta la sua equipe che invece parlano di abusi su tutti e 4 anche se, nella certificazione, non fanno i nomi degli abusanti (ma sicuramente, nel dossier in loro possesso qualcosa in proposito ci sarà scritto).
Le scrivo per dovere di cronaca (…)
Grazie.  (continua….)
 
NOTA NOSTRA:
Questa la lettera del padre (che si assume quindi le responsabilità di quanto denunciato), correlata peraltro di articoli di giornale e stralci di sentenze.
Qualora la madre dei bambini e/o i servizi sociali volessero replicare con altrettanta documentazione, daremo loro il medesimo spazio.

RICEVO CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE
E MI/VI CHIEDO:
CHI HA PAURA DEI BIMBI DI RIGNANO?
"Abbiamo capito subito che quello era un falso agente e l’abbiamo fatto parlare per capire che cosa voleva da noi. Diceva che non dovevamo più occuparci del caso di Rignano Flaminio, perché se ne stava interessando lui. Il distintivo fasullo mostrato dall’uomo e le modalità dell’incontro ci hanno subito messo in allarme". Lo afferma in una nota Mario Corsi, conduttore radiofonico di Radio centro suono sport, che spiega come ha fatto a "stanare" il falso agente della Dia che tempo fa si era presentato negli studi della trasmissione. "Abbiamo comunque deciso di farlo accomodare – sottolinea Corsi in una nota – per registrare e filmare le sue dichiarazioni". "Cercavamo di scoprire il fine di quell’uomo e perché ci voleva allontanare dalla nostra inchiesta, che si occupa dei fatti di Rignano Flamino da due anni e che portiamo avanti nella mia trasmissione. Il presunto agente ci aveva portato anche delle prove, con carte intestate della Dia". "I sospetti erano sempre più forti e così la redazione ha deciso di contattare le forze dell’ordine. Ancora non mi sono chiare le ragioni della sua visita. Di certo – conclude ‘Marione’ – ne parleremo in trasmissione e manderemo in onda le sue dichiarazioni registrate". La polizia della Capitale ha denunciato due persone, un uomo e una donna (S.S. di 47 anni e D.D. di 44 anni) per usurpazione di funzioni pubbliche e possesso di documenti di identificazione falsi.

Domani metto la lettera di un caso di cronaca che tanto fece discutere qualche mese fa e che poi è caduto nel dimenticatoio. Ringrazio fin d’ora chi l’ha scritta per aver scelto il nostro blog per fare chiarezza al riguardo…..

Foto dei bimbi su My Space e Facebook: è pericoloso?

Oramai non c’è persona che non compaia su uno dei due social network del momento, My Space e soprattutto Facebook.
Confesso che c’è un certo piacere schizofrenico nel ritrovarsi amici di Shreck e di Monica Bellucci, più ancora che nel ritrovare vecchi compagni di scuola. Magari quelli che all’epoca del liceo detestavi e che oggi devi riaccogliere con un’ipocrita “bentrovato, ma che piacere,” e via dicendo.
Ma al di là di questo i social network rappresentano tutto il bene ed il male della rete di Internet. Rete che non lo scopriamo certo oggi, non dà alcuna garanzia di protezione da possibili malintenzionati, sempre a caccia dei dati nostri, siano essi password, indirizzi e-mail, o dati anagrafici di vario tipo, da rivendere ad agenzie di marketing. Da quando io stesso sono entrato in My Space non faccio altro che ricevere però domande su una tra le peggiori violazioni che possiamo provare. Quella fatta sulla pelle dei nostri figli. Le cui immagini innocenti abbiamo messo e che senza che ce l’aspettassimo sono finite in decine di siti pedopornografici. Poiché, va ricordato, il pedofilo tipo, non cerca solo immagini di bimbi stuprati. Al contrario per eccitare le proprie criminose fantasie va alla ricerca anche di immagini “normali”. Il bambino al mare, al parco giochi, mentre soffia sulla torta di compleanno. Foto che noi, sbadatamente, gli abbiamo fornito, mettendole nelle nostre pagine web. Attenzione allora. Abituiamoci, purtroppo, a non mostrare nulla di tutto ciò poiché tra tanta brava gente basta un solo predatore a caccia di trofei.

SONNO DELLA RAGIONE O PIU’ SEMPLICEMENTE COMPLICITA’?

Quello che segue è uno stralcio di un’intervista, apparsa su La Repubblica, alla figlia di Totò Riina.
Perché la metto? Leggetela e capirete.
 
D: Per lo Stato italiano è un assassino, per lei chi è suo padre?
R: "Sembrerà strano… mio padre viene presentato come un sanguinario, crudele, quasi un animale, uno che addirittura avrebbe fatto uccidere anche i bambini. Ma a me, come figlia, tutto questo non risulta. So io quello che mi ha trasmesso. Educazione. Moralità. Rispetto. E quando parlo di rispetto non parlo in quel senso, in senso omertoso. La persona che io sono ora, è quella che mio padre e mia madre hanno lasciato".
D: Si rende naturalmente conto che c’è un contrasto nettissimo tra come suo padre è descritto in centinaia di sentenze e come lo sta descrivendo lei adesso. Come può parlare di moralità e di rispetto una persona che ha fatto uccidere tanti uomini?
R: "Ecco perché ho detto che vi sembrerà strano, ma mio padre per me è così. E io così l’ho vissuto e così lo vivo ancora".
D: In casa Riina non ci sono più figli maschi. Gianni è all’ergastolo per tre omicidi. Suo zio Leoluca Bagarella è in carcere dal 1995. Suo fratello Salvo è tornato dentro qualche giorno fa per scontare una pena residua. Lei parlava delle "sofferenze" del carcere, ma ha mai letto gli atti che accusano suo padre e suo fratello Gianni, le carte che raccontano i loro delitti?
R: "Loro devono scontare quello che devono e io non voglio giudicare i processi o sentenze. Dico solo che ho sofferenza, soprattutto per Gianni che è un ragazzo, ha vissuto troppo poco la sua adolescenza. E dico anche che, secondo me, si potrebbe evitare con lui un certo accanimento. Potrebbero farlo studiare in carcere, insegnargli un mestiere".

Oggi è la Giornata della memoria.
La ricordiamo anche quest’anno con una foto e con annota di Primo Levi:
”Tutto questo può accadere di nuovo”, nota che se legata a quanto vediamo in questo blog non suona più come una premonizione ma come la dura realtà.
n14

È uscito il bellissimo saggio “Predatori” di Anna C. Salter.
Se lo volete acquistare tramite il blog vi dico subito che il ricavato (nostro, non delle librerie!) servirà ad aiutare una bimba non vedente della quale vi parlai tempo fa e per al quale lunedì da qua lancerò un appello.
predatori_high
Per sapere come prendere il libro andate qua:
e poi mandate una mail con tutti i vostri dati a prometeobergamo@yahoo.it – Grazie.

 

PINO LA MONICA PEDOFILIA

Sono stai revocati i domiciliari a Pino La Monica e miracolosamente lo stesso è guarito (pensare che fino a pochi giorni fa non poteva nemmeno presentarsi in Tribunale tanto che stava male).
Qui lo vediamo sorridente insieme alle sue fans.
Nel frattempo leggiamo le accuse per cui è stato chiamato a giudizio:

REGGIO. Ma quali sono le accuse da cui si dovrà difendere Pino La Monica?   ABUSI SU MINORI. La ricostruzione fatta dalla procura – nel capo d’imputazione – indica una serie di episodi che sarebbero avvenuti durante i corsi di teatro tenuti dall’educatore-attore 35enne nella scuola media di Correggio (dalla fine di novembre 2007 al 10 marzo 2008), in una ludoteca a Reggio (fra ottobre e novembre 2007) e in un ex cinema a Quattro Castella (a cavallo fra il 2006 e il maggio-giugno 2007). Secondo gli inquirenti a Correggio gli atti del 35enne erano consistiti «nell’appartarsi a turno, con due bimbe sotto i banchi o la cattedra dell’aula, al buio, con il pretesto di effettuare un gioco e dopo aver preso loro la mano, nel farsi toccare le parti intime». Per gli investigatori anche altre due minori erano state «abbracciate con forza e da dietro, sempre con il pretesto di effettuare con loro un gioco («dei numeri» o «del solletico»), giungendo a palpeggiarle sul seno». Infine il 35enne è accusato d’aver accarezzato, a Correggio, il sedere delle bambine, sussurrando frasi del tipo «Sei bella», «Sei una bella gnocca» e «Ti amo, sei il mio amore». A Reggio, invece, gli atti sessuali – per l’accusa – sono legati al «gioco del trenino» e consistenti «nell’afferrare, a luci spente, le mani» di due bambine «infilandogliele all’interno dei pantaloni e facendosi toccare il pene ed, in altre occasioni, portando anche il viso a contatto con il suo pene». Infine, a Quattro Catella, i fatti vengono riferiti al «gioco del nascondino» e consistenti nell’appartarsi con tre bimbe «infilando il viso di costoro sotto il suo maglione spingendolo a diretto contatto con il pene».   PEDOPORNOGRAFIA. La seconda imputazione riguarda la detenzione di 399 immagini pedopornografiche.

LA STONATURA DI GINO PAOLI.
Quello che segue è parte del testo della canzone di Gino Paoli che tanto clamore ha creato in questi giorni. Mentre una notizia ben più eclatante (quella del collegio per bimbi sordo muti di Verona) rischia di passare inosservata.
Vorrei sapere, dopo che l’avete letto, voi cosa ne pensate:
 "Aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici anni e mezzo – recita il testo – si alzò la gonna per saltare il fosso/aveva addosso un vestitino rosso. Mentre passava in mezzo a quel giardino/di settant’anni incontrò un bambino/voleva ancora afferrare tutto/e non sapeva cos’é bello e cos’é brutto/e l’afferrò con cattiveria/lei si trovò le gambe in aria/lui che cercava cosa fare/c’era paura e c’era male". Il testo prosegue così: "E il male lo afferrò proprio nel cuore/come succede con il primo amore/e lei allora lo prese tra le braccia/con le manine gli accarezzò la faccia/così per sempre si addormentò per riposare/come un bambino stanco di giocare".

Chiesa e pedofilia:
Verona, il collegio degli orrori
L’inchiesta è uscita sul numero de L’Espresso in edicola. Ed è raccapricciante. Speriamo non venga insabbiata. Qua trovate un “sunto” apparso su la Stampa. Noi ne riparleremo:
 
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