Archivio di Gennaio 2009

ACCUSA DI ABUSI SESSUALI

PINO IL PELLEGRINO
Pino La Monica, il pellegrino in viaggio verso Santiago De Compostela alla ricerca del verbo oggi ha ricevuto la sua risposta, con l’arrivo del verbo medesimo. Un participio passato per essere precisi, del verbo rinviare.
Ovvero, RINVIATO. Sì a giudizio.
Domani ne parliamo con una “ricca” rassegna stampa.

Tante le mails che mi avete mandato per la lettera messa l’altro giorno. Questa una delle più toccanti, che riporto in rappresentanza del pensiero di voi tutti e dello spirito di questo blog:
 

Ciao Max per favore fai avere questo a Maura……
Cara Maura, sono anche io una mamma come te e il mio processo inizierà poco prima del tuo. Voglio raccontarti questa vecchia storia perchè sento che anche a te servirà, come è servita a me. Anche io sai, ho avuto persone vicino che mi hanno sparato la classica frase stronza…"ma chi te l’ha fatto fare"… una mia cara amica invece, con le lacrime agli occhi, mi ha raccontato un suo fatto personale accaduto più di 40 anni fà, che non aveva mai più raccontato a nessuno. Eccolo.
Molto piccola (4 o 5 anni) con i genitori che entrambi lavoravano, si trovava ad essere spesso "custodita" da una rispettabile coppia di anziani che abitavano l’appartamento a fianco. Tutto regolare se nonchè, quando la moglie usciva per la spesa o piccole commissioni, il marito aveva preso il vizio di farsi "toccare" le parti intime prendendo le sue manine e spingendole come voleva lui. Questa cosa la turbava moltissimo, le faceva proprio schifo, ma aveva paura a dirlo ai genitori. Un bel giorno… non ce la faceva più, prese tutto il suo coraggio e raccontò tutto alla mamma. A quel punto i genitori smisero subito di lasciare la bambina ai vicini, ma…per non dare un dispiacere alla signora a fianco, e per non creare dissapori fra coniugi e fra vicini decisero per il quieto vivere  di non dire nulla.
Sempre piangendo quel giorno la mia amica mi disse:
" SONO PASSATI PIU’  DI 40 ANNI, MA IO I MIEI GENITORI NON LI HO MAIPERDONATI… AVEVO FATTO TANTA FATICA A DIRGLIELO…loro mi avevano creduto, ma non mi hanno difeso, loro che erano grandi non hanno avuto coraggio…quando invece il mio coraggio era stato tanto !!!"
Quel giorno la mia amica disse anche che avevo fatto bene con mia figlia a dare il giusto peso a quanto accadutole, sicuramente le servirà per il futuro, perchè lei invece da allora a tutt’ora aveva uno strano rapporto con gli uomini…si è sempre sentita di fare cose sporche… 
Ciao Mamma Maura, resisti, Ciao Mamma… Mamma con la M maiuscola. >>

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LA VOSTRA VOCE.
Ciao, mi chiamo Maura, 36 anni, separata da 6 con 2 bambini di 8 e 10 anni. Faccio parte anche io della schiera delle mamme che lottano per avere giustizia e per veder tornare il sorriso e la serenità sul volto dei loro figli.
Ad aprile 2008 ho denunciato il barbiere di un paese alle porte di Perugia, dove vive il mio ex marito, per molestie sessuali sui miei figli, in particolare il maschietto di 10 anni. Mentre gli tagliava i capelli, lo costringeva a tenere le braccia dietro la poltrona e si faceva toccare. la cosa durava da più di un anno, ma il nonno paterno, che accompagnava sempre il bambino a fare i capelli, non si era mai accorto di nulla.Per fortuna un giorno, portano con loro anche la piccola di 8 anni, il bastardo ci prova anche con lei la quale però si ribella e racconta tutto al padre non appena rientrata a casa. Il padre chiede all’altro figlio spiegazioni e lui conferma che è tutto vero e che a lui è successo sempre, ogni volta che è stato li a fare i capelli. A questo punto il padre avrebbe dovuto subito chiamarmi (premetto che i figli sono affidati a me, ma erano per qualche giorno a casa del papà), invece, oltre a non dirmi nulla, non si reca nemmeno a denunciare e per 15 giorni tiene tutto soffocato, cercando di sminuire la cosa anche nei confronti dei bambini. Dopo 2 settimane, la bambina prende coraggio e mi confida tutto. Scatta immediatamente la denuncia, nonchè una rabbia inimmaginabile nei confronti della famiglia del mio ex, compresa la compagna, che sapevano tutto e non mi dicevano nulla. per di più ho dovuto sopportare il loro disappunto per la denuncia"non dovevo alzare tutto questo polverone" mi è stato rimproverato. Dopo qualche mese di indagini, arrestano il barbiere 36enne non solo per le molestie e le foto pedopornografiche nel pc, ma anche per spaccio di cocaina ed eroina.
Ora è ai domiciliari in attesa del processo che ci sarà il 3 febbraio….i miei figli perizie su perizie su perizie…..il bambino non sta bene, in questo periodo poi…peggio del solito, io mi sento stanca, e soprattutto tanto sola…allora ho cominciato a cercare in internet ed ho trovato molta solidarietà e consigli e soprattutto per me è un modo per sfogarmi…sai? non ci sono molte persone, nè familiari, disposti a raccogliere le mie amare confidenze. Tutti cercano di non pensarci, di non dare troppo peso all’accaduto…Ma perchè?? Perchè tutta questa paura??? Siamo le vittime non i carnefici, di loro c’è da aver paura! ….Per chiudere in bellezza questa mia mail, vogliamo parlare delle mamme di altri bambini molestati dal barbiere  che hanno taciuto e continuano a tacere?????
Grazie per lo sfogo…
                                  MAURA
 

BLOG COPIAeINCOLLA:
"Pedofilia: condannati padre e zio di due bimbi
COMO – ‘Vendeva’ i figlioletti al fratello in cambio di soldi da giocare al videopoker: il tribunale di Como ha condannato ieri sera a 16 e 10 anni di carcere i due uomini, rispettivamente zio e padre di due bambini – un maschio e una femmina – sottoposti a sevizie e abusi sessuali fin dalla tenera eta’. I giudici hanno accolto in pieno le richieste dell’accusa, costringendo i due imputati a pagare anche una provvisionale di 70mila euro per ciascuno dei piccoli e una di 30mila euro a favore della madre, separata da tempo dal marito e costituitasi parte civile nel processo. Nonostante le violenze siano state confermate dalla perizia medica, la difesa ha gia’ annunciato ricorso in appello.

Ricevo da Raffaele Verzillo la segnalazione che è finalmente uscito in dvd il film ANIMA NERA.
Lo trovate a noleggio a partire da oggi mentre dal prossimo 11 febbraio ci sarà l’edizione per la vendita.
Buona visione.
p.s. questo il trailer:
 

Ci sono notizie che non si riesce a commentare. Ma che danno l’idea, alla perfezione, purtroppo per chi le ha vissute,  su quanto devastante sia questo cancro chiamato pedofilia:
Vede il padre abusare della sorella bimbo di 8 anni colpito da malore
Rievocati in Tribunale il dramma e il malore di un bambino di otto anni che ha visto il padre violentare la sorella quindicenne
Agli occhi di un bambino di otto anni tutto quello non poteva avere un senso. Troppo per la sua innocenza, troppo per la sua capacità di comprensione. E il cuore gli ha ceduto e l’emozione quasi lo ha ucciso: colpito da una crisi cardiaca, il piccolo è stato salvato dai medici del Gaslini che lo hanno tenuto in cura per una decina di giorni.
È successo in una casa genovese. Una violenza sessuale di un padre nei confronti della figlia quindicenne, scoperta dalla madre, davanti agli occhi sgranati di un bimbo che chiameremo Marco. Impossibile da descrivere, ora, un simile dramma. Impossibile da tollerare per un cuore così piccolo. La madre ebbe un malore accasciandosi sul pavimento della camera, mentre il padre reagiva minacciandola di morte, invitando il piccolo Marco a portargli il coltello perché doveva «ammazzarla».
È una storia di una brutalità inaudita quella che una donna di origine ecuadoriana ha dovuto ripercorrere martedì mattina davanti al giudice Marco Devoto, al pubblico ministero Cristina Camaiori e al difensore dell’imputato, l’avvocato Danilo Noli. In aula non c’era la persona accusata di quello stupro e di tutto quanto era seguito. Da quando la denuncia fu presentata alla polizia, di lui non c’è più traccia. È fuggito da sua moglie e dai suoi figli, dalla sua casa, il luogo nel quale dava sfogo ai suoi istinti animali. E dal rischio, fondato, di una condanna.
I retroscena di questa vicenda sono emersi soltanto ora. Al processo. Solo a distanza di tempo la donna ha trovato la forza e il coraggio di liberarsi dai ricordi. Il dramma di Marco non era mai stato rivelato. Non c’era nel fascicolo processuale, che ha raccolto le carte delle indagini seguite dai poliziotti della squadra mobile specializzati nei reati contro i minori (il pool che dopo aver fermato Edgard Bianchi, il maniaco degli ascensori, è stato sciolto e accorpato alla sezione omicidi).

Da tempo lo scriviamo. Che si tratti di Brescia, Modena o Rignano Flaminio. Dei comitati pro Pino, o pro Antonella Conserva o, peggio ancora, di quelli dei Falsi Abusi. Di storie entrate nell’immaginario collettivo e da sbattere in prima pagina o di piccoli casi di cronaca, emerge sempre la sottile percezione di fare parte di una grande cinica candid camera. Dove noi siamo le vittime inconsapevoli. Da prendere per i fondelli, con l’errata convinzione del nostro essere inconsapevoli di queste brutture.
Non può che essere così. E ad ogni passo che facciamo ci aspettiamo, da un momento all’altro, che spunti la telecamera e ci riprenda, chiedendoci di sorridere, tanto era solo una candid camera (dell’orrore).
Altrimenti, se così non fosse, dovremmo prendercela con il fato, con il destino, chiamatelo come volete. Ancora più raccapricciante e beffardo delle peggiori fantasie che potremmo avere. Altro che telecamere nascoste, ci scontreremmo con la più dura delle realtà: la vita. Che per qualcuno appare sempre beffardamente in salita. Dico questo dopo aver letto la notizia che riporto e che non ha bisogno di alcun comment, se non la vana speranza appunto, che si tratti di un beffardo stupido scherzo:
“negli Usa un uomo condannato più volte, nel 1993 e nel 2000, per abusi sessuali sui bambini ha vinto il primo premio di 500mila dollari di una maxy lotteria, organizzata proprio per raccogliere fondi a favore delle vittime di abusi”.

BLOG COPIAEINCOLLA – RIGNANO FLAMINIO:
<< “Massoneria e pedofilia sono due cose che vanno insieme”
Interviene così l’avvocato Carlo Taormina a “TE LA DO IO TOKYO”
(CENTRO SUONO SPORT 101.5 – Roma) per definire come è stata gestita dai mass media l’informazione sul caso dei presunti abusi ai bambini della scuola materna “Olga Rovere”. “La rete è potente. Ha colpito più volte in Italia. Sta succedendo anche a Rignano Flaminio e noi faremo in modo che questo non accada – spiega Taormina ed aggiunge – le dichiarazioni della stampa sono monocorde. Favoriscono solo l’interesse degli imputati. Gli organi di stampa hanno saputo prima di tutti gli altri
della chiusura delle indagini. C’è stata una fuga di notizie ed io ne
ho la prova. Proprio ieri la Procura mi ha negato la possibilità di
accedere a degli atti perché non era stata ancora notificata la
chiusura delle indagini. A noi hanno chiuso la bocca finora, ma chi ha
aperto quella delle persone intorno agli indagati per manipolare le
idee dell’opinione pubblica? Questa è una tecnica totalitaria.”>>
 
Alla stessa trasmissione è intervenuto anche l’on. Giovanardi……ma evitiamo di riportare le dichiarazioni fatte per l’assurdità delle stesse…..In compenso vi invito a leggere questa interpellanza che , ma guarda che caso, proprio Giovanardi fece qualche anno fa, dimostrando di essere interessato da tempi non sospetti a casi di questo tipo:

To catch a predator
Va forte in America da alcuni anni un programma televisivo dal titolo eloquente, “To Catch a Predator”, ovvero, letteralmente “Cacciare un Predatore”.
Gli autori del programma si fingono bambini che chattano innocentemente in rete e che cascano nei tranelli fatti loro dai pedofili accettando appuntamenti dai pedofili medesimi che li contattano.
Quando il predatore arriva all’abitazione del presunto minore, dopo averlo preventivamente raccomandato di fissare l’appuntamento quando in casa non c’è nessuno, ecco sbucare le telecamere che riprendono il pedofilo in diretta e ne filmano anche l’arresto, dato che anche la polizia si trova sul posto.
Il programma ora è sbarcato anche in Italia, sulla piattaforma Sky.
Molti si chiedono se non sia possibile realizzare questa sorta di reality show dalla parte della giustizia anche nel nostro paese, dove si sa i predatori di bambini sono soliti farla franca. Il sogno però è destinato a rimanere tale. Nulla di più impossibile infatti visto l’ordinamento italiano. Facendo una breve riflessione già ci vediamo la troupe ed i malcapitati poliziotti finire indagati per violazione della privacy, scambio di identità e chissà quanti altri reati minori. Finendo magari addirittura per perdere il posto. Mentre il “povero” predatore smascherato potrà tornare alla sua passione preferita, la caccia al bambino, magari con qualche euro in più guadagnato con il risarcimento danni.
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