Archivio di marzo 2009

Un’amica di questo blog, ci ha omaggiati con un bellissimo
ed eloquente video:
http://video.libero.it/app/play?id=416f0380482eb5d349ac8db6a0f523d7

LA VOSTRA VOCE.
Concludo la pubblicazione dello stralcio di alcuni brani del diario della amica che la scorsa settimana ci ha scritto, raccontandosi.
Nella giornata in cui a Brescia ha nuovamente vinto la pedofilia (apro la parentesi e faccio un appello, alla gente: affinché non si convinca che le cose a Brescia vanno sempre e solo così o che, peggio ancora, Brescia sia una città pro pedofilia!), quale risposta migliore che non sia quella che nasce dalla voce delle vittime?
<<…..mamma lo sai che ad un certo punto della mia vita pensavo di essere solo "una macchina per il sesso" e pensavo che il mio destino fosse la strada?…….lo sai che ha provato ad uccidermi non so quante volte?
e non so quante volte ho pensato io ad uccidermi?
mamma, quando cominciai a frequentare la casa di zia xxx era perchè mi sentivo terribilmente sola e avevo bisogno di sfogarmi…..le raccontai che xyz non aveva più un lavoro e che era sempre ubriaco…..sia tu che i mie fratelli mi avete rimproverato perchè zia raccontava tutto al resto della famiglia……mi avete detto che i panni sporchi si lavano in famiglia e mi avete tolto l’unica valvola di sfogo che avevo trovato…..ma con chi potevo parlare? con un prete nel confessionale? magari per farmi dare la penitenza di tre ave maria e due pater nostro!
mamma, lo so:  prendermela con te non serve a niente…..non sei mai stata un carattere forte, mai determinata…..io, infatti, per crescere, mi sono sempre regolata su di voi: dovevo diventare il contrario di voi……l’esatto opposto….e penso che almeno in questo sono riuscita.
Ti ho sempre vista chiedere aiuto e non ti ho mai visto risolvere un problema. Una volta speravi in xxx come tua guida……ma lui non ti voleva e non ti vuole tutt’ora…..nel tuo cuore speravi anche in yyyy……ma lui è il più debole e bisognoso di tutti noi e tu, gliene fai anche una colpa. Ti sono rimasta io……ho messo da parte tutto per non lasciarti sola…però vorrei che tu capissi che finalmente ho anche una mia vita, dei miei hobby, progetti e mi piace passare il mio tempo con loro……e tu mi fai sentire in colpa perché ti trascuro…..vorrei farti capire che è giunto il momento che io pensi un pochino anche a me stessa…..ho già provato a spiegartelo qualche anno fa….
Sono stanca mamma, tanto stanca di essere sempre disponibile……lo so….avevo impostato la mia vita sulla vostra….eravate il mio unico scopo…..la vostra serenità era la mia….ma ora ho scoperto un mondo nuovo, diverso da quello che è sempre stato il mio: fatto di tante persone con cui condividere pensieri ed emozioni. Posso scherzare, ridere, uscire con le amiche e sentirmi parte di un mondo che ho sempre guardato dal di fuori. Molto tempo fa, questo mondo mi era stato precluso….già….ma tu dove eri quando le famiglie delle mie compagne di scuola mi cacciavano di casa perché ero una ragazzina troppo sveglia e indipendente senza una famiglia “sana” alle spalle. Loro volevano proteggere le loro figlie…ma resta il fatto che mi sono ritrovata sola e da sola mi sono abituata a vivere…… sola con i miei segreti, le mie paure, le violenze addosso…Non mi sto piangendo addosso ma ora voglio vivere la mia vita e voglio gustarmela fino in fondo.
Quanto vorrei sentirmi libera…..libera…dagli orrori del passato e dagli impegni del futuro…..>>
E poi:
<< io non ho mai scritto una lettera a Babbo Natale……beh…..c’è sempre una prima volta nella vita e nessuno meglio di me può dirlo…..Ora provo a scriverla….
 
Caro Babbo Natale, quest’anno avrei tanti desideri.
A dirti la verità questi desideri li ho sempre avuti ma non te li ho mai espressi.
1) Fammi vivere quel tanto che basta a sistemare mio fratello assicurandogli una vita serena e dignitosa.
2) Lo so che sono "diversa" perchè la mia vita mi ha reso diversa….ma vorrei tanto sentirmi uguale agli altri.
3) Non permettere che a nessuno capiti quello che è capitato a me
4) mi regali un papà e una mamma per un giorno? Vorrei tanto provare il piacere di sentirmi figlia!…..sentirmi protetta, rassicurata…..tutti si aspettano che io sappia sempre cosa fare e dire in ogni momento….ma non è così….tante volte improvviso o mi faccio guidare dall’istinto.
5) potresti cancellarmi la memoria per far sparire i ricordi e il dolore?…..Vorrei tanto potermi addormentare senza la paura di rivivere tutto in sogno o avere la paura di non risvegliarmi più.
6) forse tu non lo sai….ma io non riesco più a piangere da tempo immemorabile: quando finalmente ci riesco è perchè sono vicino ad un punto di non ritorno……ed è molto pericoloso, credimi: perché comincio a pensare che sarebbe meglio farla finita……perchè tutte  le persone "normali" si fanno ogni tanto un bel salutare pianterello……ed io ancora non ci riesco?
grazie babbo natale>>
CONTINUA……

torino pedofilia

Buon lunedì a tutti, come state?
Chiedo scusa se in questi giorni sono un po’ latitante, ma abbiamo una media di una conferenza al giorno, senza contare i processi in corso e le varie attività dell’Associazione (tra cui un forte impegno sulla Romania di cui a breve vi parlerò).
Domani ci sarà quasi sicuramente la sentenza sul caso Brescia (seconda scuola), sentenza che in parte abbiamo già….anticipato in un nostro precedente post e che già sappiamo come andrà a finire…..
Ed a proposito di “falsi abusi” oggi vorrei tornare sul caso allucinante di Torino, con un lungo doloroso elenco di dichiarazioni al riguardo. Ed una foto. Altrettanto dolorosa quanto, a mio avviso, disgustosa.
Quella apparsa sui giornali dove il figlio/fratello dei 2 abusanti si è fatto tatuare sul braccio, ad uso e consumo della stampa, la foto del padre……..
Riassumiamo però in due righe la storia:
”Quartiere Falchera, periferia di Torino, Maria “ (nome inventato) oggi ha 34 anni. Dall’età di 9 è stata segregata in casa dal padre, in una stanza buia (senza luce elettrica) ed abusata, spesso a cadenza quotidiana. Il suo lettino è addirittura in camera da letto dei genitori, vicino al lettone del papà.
In questa torbida storia c’è di mezzo pure il fratello, quarantenne pure lui (come il padre) finito in carcere, poiché grazie allo stesso dna probabilmente, ha abusato delle sue 4 figlie femmine.
Ad incastrare entrambe le bestie, dettagliatissime intercettazioni ambientali. Dove, per essere estremamente chiari, si sente tutto: le grida di pietà, le implorazioni ed i pianti delle vittime. Ma anche la brutalità ed il “piacere” che provavano i carnefici.
Un errore però (che forse ho commesso anche io) potrebbe essere quello di paragonare il caso di Torino a quello austriaco.
Perché? Presto detto. Per due grandi divergenze.
Prima: qua i parenti e pure i figli (comprese alcune vittime) stanno difendendo pubblicamente il padre mostro (mentre hanno tutti preso le distanze dal fratello!), cosa che per fortuna non mi risulta sia accaduta in Austria, dove tutti hanno optato per un più dignitoso silenzio!
La foto sopra riportata ne è la dimostrazione più plateale.
“Mio padre è un uomo buono….questa è la sua faccia”, ma anche “ma se mio marito non riesce a fare certe cose neanche se ti impegni per 4 ore”, dichiara ad un giornalista la sensibilissima mamma di casa…….
Seconda divergenza: a differenza delle vittime austriache, qua la bambina (oggi donna) non ha vissuto chiusa a chiave per 24 ore al giorno senza contatti col mondo esterno!!!!!!!
È andata a scuola (scuola che ha poi lasciato a 12 anni senza prendere la licenza media ma soprattutto senza che nessuno intervenisse!!!!), in oratorio, da parenti. E nessuno, NESSUNO, ha visto, sentito, denunciato nulla.
Anzi, il suo fu pure classificato (l’unica volta in cui riuscì a chiedere aiuto) come un caso di “falso abuso”.
Queste le dichiarazioni, in ordine sparso, del mondo adulto cieco, e causa cecità appunto, ci permettiamo di dire, complice:
– Parroco del quartiere: “non mi sono mai accorto di nulla: gli dicevo (al padre) solo di non rubare”.
– Vicini di casa: (che a cadenza settimanale chiamavano i vigili perché il padre faceva rumore): avevamo sospetti, ma chi poteva immaginare una simile brutalità?”
– lo Psichiatra che dietro richiesta del magistrato “periziò” la ragazza:
”nel 1994 la sua testimonianza non era attendibile” (e per questo il magistrato archiviò)
– l’assistente sociale che entrava in quella casa a cadenza settimanale per seguire il fratello audioleso: “andavo in quella casa per il fratello, non per occuparmi di lei” (…..)
– l’assessore ai servizi sociali: “l’assistente sociale svolge un compito specifico, molto circoscritto….quindi non poteva conoscere le condizioni della ragazza, a meno che , ovviamente non avesse ricevuto una richiesta di aiuto”.
Potrei continuare ancora per molto ma credo che basti così.
Una domanda facile (quanto retorica) chiude il mio pezzo di oggi: in questo caso la pedofilia è tornata nell’ambiente che le è più congeniale, quello del degrado urbano e sociale, delle periferie povere, emarginate, fatte di palazzoni grigi tutti uguali, tutti miseri.
Invisibili alla società che si considera civile e che, visto il tasso di omertà e silenzi, civile proprio non è.
Resta da chiedersi quante altre ragazze come “Maria” vivano oggi una situazione simile. E cosa si possa realmente fare per raggiungerle, dare loro voce, ma soprattutto toglierle da un simile mondo di orrori e malvagità. Che toglie ogni speranza di un futuro migliore.

TORINO = AUSTRIA.
Difficile raccontare la storia che segue. Per la mole di complicità, silenzi, intrecci, ma soprattutto orrore.
Cercando di mettere un po’ di ordine diamo una cronologia dei fatti.
Iniziamo 25 (VENTICINQUE) anni fa, con un padre padrone oggi ultrasessantenne, che nel letto di casa, mette al fianco della moglie la figlia di 9 anni, che diventa presto una sorta di moglie bis. E quando qualche anno più tardi la bimba scapperà di casa e denuncerà di essere vittima di abusi, “non verrà creduta” e tornerà nel letto dell’aguzzino…..ennesimo caso di falsi abusi, quindi, di quelli che piacciono tanto agli Apolloni di turno..……
Facciamo un salto di 25 anni ed arriviamo ad oggi. Dopo anni di scuola saltata, non vita in una casa senza elettricità (per far capire “chi comanda”), ed abusi a carattere quotidiano in carcere finisce (grazie anche alle intercettazioni ambientali, che registrano gli abusi….) sia il padre padrone che il figlio di 42 anni, il quale identico al padre ha abusato per anni delle sue 4 figlie (che oggi hanno 6, 8, 12 e 20 anni).
Non aggiungo altro, perché ci sono storie che lasciano pure noi senza parole. E questa è una di quelle. Spero solo che abbia lo stesso risalto mediatico del caso del mostro austriaco, recentemente condannato. Affinché si capisca che certi orrori non stanno poi tanto lontani da qui……

In provincia  di Enna è stato arrestato un pedofilo, disabile psichico, reo di avere abusato una bimba di 13 anni. La quale è rimasta incinta ed ha poi dovuto abortire, dietro consiglio dei medici.
In quanto “incapace per problemi psichici” l’orco non è finito in carcere ma è ricoverato presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo Di Gotto (Messina).

BLOG COPIAeINCOLLA.
In Europa si stima che una significativa minoranza di bambini, tra il 10 e il 20%, avrebbe subito violenze sessuali durante l’infanzia.Lo indica la Commissione Ue, secondo cui alcune forme di violenza sessuale, in particolare contro i teenager, sono ‘in crescita’.In molti casi, come per il turismo sessuale o la pornografia infantile, gli abusi -spiega Bruxelles- si verificano in Paesi diversi e a causa delle differenze tra le legislazioni nazionali, diventa difficile per le autorita’ agire.

bimba 8 marzo
LA VOSTRA VOCE.
Premessa mia….abbastanza sconclusionata, temo…..
La scora settimana abbiamo ricevuto una lettera. Che più di tante altre ci ha colpito. Per la crudezza dei dettagli, ma soprattutto per la mole di dolore che portava in sé.
Quella lettera, lo dico subito, resterà (insieme a centinaia di altre) chiuse nel cassetto. Per capirne di più, l’amica che ce l’aveva mandata ci ha mandato le pagine del suo diario. Che raccontano un calvario, lungo, interminabile, incredibile. Fatto di abusi, tentato omicidio da parte degli aguzzini, silenzi, complicità, paura…….
Quella lettera e questo diario sono stati, più di altri, un pugno al cuore. E me ne rendo conto anche ora che non riesco ad introdurre le parole che seguono come vorrei. Aggiungo solo che al richiesta di renderle pubbliche arriva dalla persona che el ha scritte e che chiamerò “Chiara”. “Per dare un aiuto a chi come lei, vive o ha vissuto lo stesso dolore”.
Per ora leggete queste pagine, poi ne riparleremo. Inutile dire che mi aspetto commentiate…….
 
 
<<Avrò sbagliato a vivere sempre nel silenzio più totale o forse è stata la mia salvezza?.
Quante volte sono arrivata davanti alla stazione dei Carabinieri della xxxxx?…..ricordo che facevo le “prove” per vedere se mai sarei riuscita a parlare….ma era come se la voce fosse andata via di colpo…e dalla mia gola uscivano suoni strani. Mi avrebbero portato al pronto soccorso e lì sarei stata visitata….no…non avrei sopportato un’umiliazione simile….
Una volta mi presentai al pronto soccorso dell’ospedale XXXX…..ma nel momento in cui mi chiesero le generalità, scappai via di corsa
Non potevo dire in che modo di stuprava….non ci riesco nemmeno adesso….
Diceva che se parlavo avrebbe ucciso tutti noi…..sapevo che ne era capace….
L’unico modo era diventare più forte…..sia psicologicamente che fisicamente…..dovevo riuscire a contrastarlo il più possibile….e di botte anch’io ne ho date…ma quando cadevo a terra, lui cominciava a prendermi a calci , a frustarmi e sentivo il mio corpo indebolirsi…..dovevo rialzarmi subito e continuare a lottare….ma non riuscivo più a muovermi….e lui diventava più crudele…..a quel punto mi imbavagliava e mi legava le mani dietro la schiena….
E mia madre…..dov’era? …..non lo so
Come quella volta che lui mi costrinse ad andare a cena fuori. Lei mi guardò in tono di rimprovero e mi chiese perchè non mi rifiutassi; ed io mi sentii ancora una volta in colpa di non essere abbastanza forte da contrastarlo. Mi vergognai a dirle che dietro la minaccia di essere fatta a pezzetti con un coltello puntato alla gola aspettavo che lei "mi salvasse". Dopo tanti anni, ritornando su questo discorso, lei ha continuato a rimproverarmi, ed io, che ero madre da alcuni anni, trovai il coraggio di dirle che era suo dovere impedire a suo marito di uscire ubriaco da casa con sua figlia…che al suo posto io avrei difeso mio figlio anche a costo della mia stessa vita. Stavo per raccontarle tutto quando vidi il viso di mia madre dipinto di vergogna e capii che non era in grado  nemmeno di difendere se stessa. Non le ho mai raccontato cosa accadde quella sera e non le ho mai detto che quella notte stavo per ucciderlo e poi ho cercato di tagliarmi le vene ma senza andare in profondità. I miei segreti hanno continuato a rimanere tali.
Non l’ho mai considerata una madre e desideravo essere orfana.
Oggi mi fa tenerezza: capisce di aver sbagliato con noi e quando si sente alle strette comincia dire piangendo: devo pagare per tutta la vita?…..Già…ma noi abbiamo pagato per tutta la vita…..posso dire con orgoglio che il “diritto di vivere” me lo sono ampiamente conquistato!
Comunque, a quel punto capisco che, bene o male, il dolore riesco a gestirlo meglio di lei e che forse ha bisogno di protezione più di quanta ne abbia bisogno io.
Oggi come oggi, chiedo solo il diritto di poter parlare…..per tutta la vita volevo “urlare” il mio dolore ma la voce non mi usciva….era come se avessi quel coltello puntato alla gola 24 ore su 24 e la bocca imbavagliata….già…che modo barbaro per imbavagliarmi: uno straccio ficcato in bocca e poi un fazzoletto o una scarpetta sulla bocca…..lo avrà visto fare nei film?
Ogni tanto mi viene voglia di rintracciare le persone alle quali mi aveva “venduta” e ucciderli uno ad uno, scegliendo per loro la morte più crudele e lenta…….ma rovinerei tutto il duro “lavoro” che ho fatto su me stessa per tutti questi anni……
però vorrei tanto avere delle risposte alle mie innumerevoli domande……le scrivo quì, in questa foglio ……tanto so che le risposte non le avrò mai:
Perché lo faceva…..doveva annientarmi? Ma se proprio mi voleva uccidere…allora perché non l’ha fatto…
E dire che ci ha provato molte volte…ma mai è andato fino in fondo….era solo un modo per terrorizzarmi….o voleva davvero la mia morte?
Perché mi sono sempre sentita l’oggetto sessuale della mia famiglia?
mamma, perchè quando cominciò a spuntarmi il  seno e tutta orgogliosa lo mostrai a te e a xxxx, mi facesti segno di rivestirmi……lo sapevi già cosa mi aspettava? 
mamma, dove eri quando avevo bisogno di te e perchè mi hai sempre fatto sentire in colpa quando avevo bisogno delle tue attenzioni? 
mamma, perchè quando stavo male anche per una banalissima influenza ti dimostravi arrabbiata facendomi sentire una nullità?
mamma, perchè quando ti dicevo che non riuscivo a studiare perchè stavo male e nella testa avevo altro…..non mi hai mai aiutato a parlare? Io stavo male veramente: le notti le passavo a piangere ……avevo paura di dormire perchè pensavo di non risvegliarmi più e mi imbottivo di farmaci perchè le botte mi avevano distrutto……mi faceva male tutto….la schiena e l’addome erano ridotti ad una lastra di lividi e tagli più o meno profondi……e quando mi frustava avevo sulla schiena di solchi lunghi e sanguinanti…tanto da non riuscire a stare seduta appoggiata allo schienale della sedia…..la testa sembrava staccarsi dal collo, le dita delle mani non me le sentivo più……le braccia sembravano andare per conto loro….. difficile dire se avevo qualcosa di rotto…..mi sentivo tutta rotta e non potevo stare seduta perchè il sedere mi faceva male e sanguinava…..mettevo ghiaccio, la matita emostatica…..ma non sapevo che altro fare…..>>  CONTINUA – FINE PARTE 1.

Altre due condanne a più di 10 anni. In Brianza un medico neuropsichiatra di origine irachene è stato condannato ì 12 anni per abusi nei confronti della propria figlia. 10 anni invece a Gianfanco Batoli, il pedofilo di Civitavecchia, di professione tipografo, accusato “di aver usato violenza sessuale su tre ragazzi minorenni, oltre che di sfruttamento della prostituzione minorile” Ad aggravare la sua posizione il fatto che una volta che era stato denunciato ed era già ai domiciliari, la Polizia lo aveva trovato in casa in compagnia di un altro ragazzino, conosciuto tramite le sue vittime.

Due storie arrivano da Milano.
Per entrambe, dovendo garantire la privacy delle vittime non mettiamo né nomi propri né foto.
Partiamo dalla prima.
È finito in carcere l’ennesimo predatore di bambini mascherato da padre.
Il quale ha stuprato per anni la propria bimba e non contento l’ha poi…..”prestata” ad un branco di giovani di una baby-gang affinché pure loro si “servissero” di lei.
Quando i carabinieri di Trezzo sull’Adda hanno interrogato la ragazzina per capire qualcosa di più sul branco (segnalato alle forze dell’ordine per numerosissimi casi di maltrattamenti ed atti di vandalismo) la giovane ha trovato il coraggio anche di raccontare cosa da tempo il padre le faceva.
Tra perizie, sentenze e il solito lungo iter sono passati anni.
Oggi la bimba è una giovane adulta, serena, che si è rifatta una vita con la sua nuova famiglia dopo aver passato molti anni in una casa famiglia.
Quanto all’orco, la Giustizia ha finalmente presentato il conto. Da sabato scorso è in carcere, a San Vittore, dove passerà i prossimi dodici anni della sua malata vita.
La seconda storia ha invece ancora alcune ombre ed è solo all’inizio del lungo iter processuale.
Sarebbe stata una storia da libro Cuore (e lo diciamo senza stupida ironia), se non fosse per laconclusione assolutamente folle.
Una donna di 38 anni, psicologa affermata, ritrova suo padre che l’aveva abbandonata alla nascita.
Lui ha 73 anni ed è un noto imprenditore.
La donna si è presentata a lui alcuni mesi fa e lui le ah chiesto di sottoporsi all’esame del Dna. Cosa che lei ha fatto confermando appunto la parentela.
I due cominciano a frequentarsi, ma lui le fa dei regali “inusuali”:
cene a lume di candela, biancheria sexy…..finchè non la aggredisce e tenta di violentarla. “Come sei bella….che belle gambe hai…sei uguale a tua madre, mi ricordi lei…vorrei averti come amante…”.
La donna, in lacrime, lo ha denunciato per violenza sessuale aggravata. Oggi è distrutta, perché allo shock della violenza si è unita la definitiva perdita del padre tanto cercato. Tra le prove che porterà a processo il nastro della segreteria telefonica dove lui, affranto, dice “mi spiace per quello che ti ho fatto…”.

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DENUNCIATE GLI STUPRATORI!
Sono passati pochi giorni dalla Festa della Donna e, di tanti buoni propositi, belle parole, dichiarazioni d’impegno e d’amore rimane poco o nulla, a parte qualche mimosa oramai rinsecchita, che scolora immobile in un angolo. Nuovi dati nel frattempo vengono resi noti. Dati raccapriccianti, ma non per questo inediti, tutt’altro. Dati che dimostrano che il nostro paese non è certo portato per le quote rosa. Soprattutto se parliamo di protezione. 1.400.000 ragazze al di sotto dei 16 anni sono state vittima di abuso fisico o sessuale. Il 53% delle giovani vittime non osa parlare con nessuno dello stupro subito, mentre 676 sono i minorenni denunciati nel 2006, esattamente il doppio dell’anno precedente, per violenza sessuale (dati Istat). Ed ancora, solo nel 2007 sono stati denunciati 4.637 reati a sfondo sessuale, pochissimi, nella enormità, se si pensa che solo una percentuale bassissima, quasi irrilevante, delle violenze viene poi denunciata. E sta qua il vero problema di questa emergenza. Il fatto che per mille validissimi motivi la vittima tace. Subisce. Non chiede aiuto. E, giorno dopo giorno, muore dentro. Dando al suo carnefice la patente di intoccabile. La certezza di poterla fare franca. Sempre. Reiterando così, per il resto dei suoi giorni, quella viscida violenza.
Sta a tutti gli enti in gioco restituire la certezza di un intervento. Che tuteli le vittime e fermi i carnefici. Altrimenti la paura di ripercussioni, il vedere subito in libertà i propri oppressori, la certezza di non essere protette, faranno la forza di qualsiasi stupratore.
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