Archivio di Marzo 2009

ED A PROPOSITO DI STUPRI, LEGGETE QUA:
Una pensionata bergamasca vittima di uno stupro da parte di un pregiudicato recidivo (aveva si è vista recapitare dall’Asl una lettera, dove le si chiede di “avvertire il responsabile dello stupro che deve pagare le prestazioni mediche da lei ricevute al Pronto Soccorso”.
”Mi sento doppiamente violentata” ha dichiarato la signora. E noi, con lei. Complici di una società il cui cervello e la cui anima hanno oramai fatto corto circuito.

ULTIM’ORA. Josef Fritzl e’ stato riconosciuto colpevole di tutti i capi di imputazione a suo carico e condannato all’ergastolo, pena che sconterà in un carcere per delinquenti con problemi psichici.

FESTA DEL PAPA’.
Di loro ho già parlato, pochi giorni fa in un articolo più generico, dedicato a tutti i genitori, i cui figli sono stati vittima di abusi. Genitori straordinari, per forza ed impegno.
Oggi che di uno di quei genitori, il papà, è la festa, mando da qua un abbraccio particolare a tutti loro.
Coraggiosi, forti, incazzati, disperati, combattivi, a volte stanchi, mai sconfitti.
L’augurio migliore l’avrete già avuto stamani dai vostri bimbi, che anche grazie a voi torneranno ad una vita serena.
Il mio è solo una piccola nota in più.

"1. Un ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un’altra qualsiasi donna, sarà assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi.
2. Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi."
 
Continua qua nel bellissimo articolo di Vania Gaito:

L’ALTRA METÀ.
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“Avete presente la pubblicità di Sky? Quella che dice, più o meno testualmente, l’altra metà ve la offriamo noi e così dicendo lo schermo si riempie con l’immagine intera?
Bene. È quello che accade oggi nel blog.
Dove torniamo a parlare del sig. Pino la Monica, che ieri è stato difeso dal suo legale il quale ha sferrato anche un duro attacco alla magistratura, chiedendo l’intervento del Procuratore capo, poiché a suo dire c’è un vero e proprio “accanimento” nei confronti del suo cliente.
In un’intervista al Giornale di Reggio il legale di Pinuccio aveva anche commentato le motivazioni del tribunale del riesame, citandone alcuni stralci. In particolare modo aveva riportato la seguente frase:
“La Monica non appare come il bruto che si cela dietro l’angolo della via, approfitta per assalire la vittima a mò di agguato di favorevoli situazioni di tempo e di luogo”.
Quello che però il legale non ha fatto, è stato dare anche al seconda parte.
Che oggi, appunto, trovate qua.
pertanto nelle motivazioni si legge sì che “La Monica non appare come il bruto che si cela dietro l’angolo della via, approfitta per assalire la vittima a mò di agguato di favorevoli situazioni di tempo e di luogo”., ma subito dopo la frase che continua è la seguente:
“ma piuttosto come colui che, con metodi subdoli ed insinuanti, speculando sulla differenza d’età e sull’ascendente che gli viene dal rapporto didattico, abusa nelle forme specificate dall’addebito provvisorio, di bambine o ragazzine in età prepubere”.
Come vedete un dettaglio, omesso, non di poco conto.
Sempre nelle motivazioni si parla poi del profilo su FaceBook realizzato dallo stesso Pinuccio per entrare in contatto con delle ragazzine.
Lo pseudonimo con cui si firmava era Morpho Menelao (sic!). Pare però che i contatti non fossero “concretamene allarmanti nei contenuti”.
Perlomeno non allarmanti come il suo comportamento nella vita reale, dato che di lui si legge avere “una spiccata tendenza alla pedofilia eterosessuale, manifestatesi, nel concreto, in situazioni nelle quali egli possa abusare di una posizione di autorità rispetto alle parti offese”.

L’ORCO DI LECCO.
77 anni di età. Ma col fisico giovanile ed imponente. Assolutamente al di sopra di ogni sospetto, incensurato, considerato una persona per bene da chi lo conosce, infaticabile lavoratore, tenore di vita medio borghese.
Reale natura: orco pedofilo (recidivo).
Che ha applicato per anni alle nipotine e ad altre bambine tutte le procedure standard dei predatori:
”Prima sorrideva, poi mi accarezzava e mi costringeva a fare le cose brutte”.
”Questo dev’essere il nostro segreto. Non dirlo mai alla tua mamma”.
”Se racconti di noi nessuno ti crederà. Tutti penseranno che dici bugie”.
”Mi faceva paura…”.
Gli abusi sono andati avanti per anni. Per un totale di 8 bambine (tre nipotine ed altre figlie di parenti ed amici). Con una delle vittime è iniziata quando la piccola aveva 6 anni e finita ora che ne ha 14.
A capire, intervenire, aiutarle in prima battuta una insegnante, alla quale una delle vittime si è confidata.
A seguire il lavoro (permettetemi di dirlo) sempre professionalmente elevatissimo della squadra mobile di Lecco (qua cito e ringrazio il capo, Silvio Esposito e l’ispettrice Patrizia Gentile, che onora col suo impegno anche il nostro Comitato Scientifico).

Tornando al pedofilo, si è scoperto che già negli anni’80 aveva abusato tre ragazzine, sempre legate alla rete familiare. Ancora una volta, quindi, torna la recidività nel dna dei predatori.
Quando gli hanno messo le manette e malgrado l’età l’hanno fatto finire in cella “per la sua pericolosità sociale” (!!!) l’uomo non ha battuto ciglio. Davanti al Giudice ovviamente si è avvalso della facoltà di non rispondere.

LA CULTURA PEDOFILA.
Periodicamente ringrazio gli amici di AbsoluteZero che mi segnalano interessantissimi post che mettono nei loro blog (anni luce avanti rispetto a quanto si fa in Italia….).
Ancora una vota ci troviamo di fronte alla vera natura dei predatori di bambini. Ne riporto alcuni stralci, presi da una discussione più lunga, che rende bene l’idea sulla reale natura della specie:
PARLANO I PEDOFILI:
<<Gli attivisti anti pedofilia sono una perdita di tempo! La vita è troppo breve e le nostre risorse emotive troppo limitate per farci dialogare con soggetti che non cambieranno mai la loro opinione.
Dobbiamo invece indirizzare i nostri interventi verso il “gruppo di mezzo” (quello cioè che sta tra gli anti pedofili ed i pedofili medesimi): sono persone che non ci conoscono ma per le quali abbiamo una possibilità di aiutarli a comprenderci.
Queste sono persone che:
– sono orientate vero la compassione, la comprensione, e l’accettazione di persone emarginate
– non sono facilmente spaventate dal sesso, da diverse vedute, dalle convenzioni sociali. (…)
Da parte nostra è controproducente impostare il nostro discorso parlando di sesso.(…) Impariamo invece dai movimenti omosessuali, i quali non parlano mai di sesso. (…) Deve essere tutto basato sull’accettare le differenze, il non odiare, il non avere stereotipi, il non fare violenza contro delle persone che sono nate così, ma anche il prendersi cura di bambini ed adolescenti che stanno crescendo in una società CHE LI RESPINGE (in quanto già pedofili!!!!!!!- nota mia) >>.
Dopo queste prime farneticazioni, seguono una serie di commenti a quanto sopra riportato. Anche qua c’è solo l’imbarazzo della scelta e ne peschiamo alcuni a caso:
<<la pedofilia NON è l’abuso sessuale dei bambini. Una persona per essere pedofilia non deve per forza molestare un bambino, infatti la maggior parte dei pedofili che io conosco non molestano né hanno mai molestato un bambino. Studi approfonditi dimostrano che i pedofili non sono violenti e non esibiscono alcuna psicopatologia .
Molti studi dimostrano che l’attrazione bambino-adulto include sentimenti molto simili a quelli che la maggior parte degli adulti prova: non sono solo attrazioni sessuali ma sentimenti legati all’innamoramento. Ovviamente i media, i politici, la polizia, ed il pubblico in generale non usano mai la parola “pedofilo” nel modo più corretto……>>..
Ma il meglio arriva alla fine.
Dopo aver evidenziato che esistono moltissimi ragazzini che si suicidano per colpa della rabbia che si prova verso i pedofili (grande la loro capacità di ribaltare sempre le cose), si passa nuovamente all’attacco dicendo che:
“comparare i “bravi” sex offenders con i pedofili perpetua l’idea che le persone attratte dai bambini siano animali (a tal punto che le si chiama “predatori”)…è la stessa attitudine dei Nazisti verso gli ebrei, i gitani, e, sì anche i sex offenders. (…) L’attitudine di chiamare qualcuno “perverso” o “predatore” non protegge certo i bambini!
Basta demonizzare un’intera classe sociale ed iniziamo ad imparare i fatti”>>.
Serve aggiungere altro?

 

 
fg_priscilla-bPRISCILLA

PRISCILLLA IN CARCERE.
Di lui parlammo per primi tempo fa, dietro segnalazione di un genitore riportandone la fotografia (quella a destra). Quella del classico bravo ragazzo, 29 anni, educatore, impiegato presso la banca Antonveneta, Daniele Bronzato, aveva anche quella che un poliziotto mi disse essere “una spiccata capacità” quella cioè per cui gli bastava “solamente guardare” un gruppo di bambini e capire, dal solo sguardo, chi di loro avrebbe potuto agganciare. “Trovava sempre le parole giuste”, quindi li convinceva a seguirlo a casa. Una volta giunti lì, faceva bere loro delle bibite che aveva preventivamente “drogato” ed una volta che questi cadevano in catalessi, li abusava sessualmente. E poi filmava le sue imprese, immettendole in rete ad uso e consumo di migliaia di predatori come lui. Quegli stessi, che come bene ci hanno insegnato, ovviamente non sono pedofili ma scaricano immagini o filmati con bimbi stuprati ed urlanti, “solo per studiare il fenomeno!”.

Gli abusi furono però filmati anche dalle forze dell’ordine grazie ad un ottimo lavoro di intercettazioni ambientali.
Nome d’arte in rete di Daniel Bronzato era “Priscilla”, come l’omonima regina del deserto, dal film di qualche tempo fa.
Oggi in tanti mi avete segnalato l’articolo del Gazzettino che riporta la notizia per la quale, grazie al decreto antistupri, la bestia Bronzato lascia i comodi domiciliari e se ne torna dove tutti quelli come lui devono stare, in carcere. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Paola Cameran su richiesta del pubblico ministero Roberto Lombardi, ha applicato per la prima volta in Italia l’articolo 2 del decreto legge del 23 febbraio scorso, che prescrive la custodia cautelare in carcere in presenza di gravi indizi di colpevolezza da parte di persone accusate di violenza sessuale.
A proposito di arresti, a breve parlerò del pedofilo di Lecco, (quasi) ottantenne, arrestato ieri dalla (mitica) squadra mobile. Il tempo di ricevere dalla Questura il comunicato stampa e di riportarvelo integralmente.

fritz pedofilo austriaco

È iniziato il processo al mostro austriaco…..e la bestia, codarda come tutta la specie sa esserlo, si è presentata in aula coprendosi il volto.
Già memorabile e da manuale di criminologia una frase dell’avvocato difensore:
”Fritz non è un mostro, (quello che ha fatto) è il suo modo di amare la figlia”.

4 nuovi imputati entrano nell’inchiesta di Vallo.

Quattro nuovi imputati entrano a forza nel processo per gli abusi a Vallo della Lucania.
E così, al fianco di Suor Soledad, rinviata a giudizio per abusi su 27 bambini, rigettata la richiesta di archiviazione proposta dal pm Alfredo Greco (di cui parlammo tempo fa, mostrandovi in dettaglio tutte le lacune evidenti in tale richiesta e segnalate poi dai legali delle famiglie dei bambini) per il secondo filone di indagine, il gip Marrone ha chiesto l’imputazione coatta anche per Aniello Lubrana (muratore che abita nei pressi della scuola), poiché “in concorso con Suor Soledad compiva atti sessuali con minorenni”, per Antonio Rinaldi (“pornografia minorile”) e per Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, due consorelle di suor Soledad, “per il reato di favoreggiamento dato che avrebbero tentato di deviare le indagini in corso a carico della suora”. Il Gip ha poi evidenziato che non esistono elementi che “consentono di ritenere le dichiarazioni dei minori frutto di una suggestione individuale o collettiva indotta loro dai genitori o dall’ ambiente esterno (si consideri soltanto che la vicenda di Rignano Flaminio è esplosa a livello mediatico soltanto nell’anno 2007)». Per il Gip, la stanza nella casa del muratore avrebbe ospitato incontri tra la suora e il muratore, in presenza dei bambini che hanno perfino raccontato particolari, ed anche la registrazione filmata delle violenze sui bambini stessi che sarebbero contenute in quattro cd «rinvenuti nella stanza del figlio dell’imputato recanti la dicitura ”amplesso” e quella ancor più inquietante ”abusi”».
Suor Soledad andrà processata a partire dal 15 ottobre prossimo. È prevedibile che con lei compariranno sul banco degli imputati anche il muratore e il giovane fotografo. Fonte: Il Mattino.
P.S. del caso di Vallo se n’è parlato stamani anche a Mattino 5.
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