Archivio di maggio 2009

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Partiamo dal finale della storia. Questo ragazzino di 14 anni si chiama Zachary è in un istituto di detenzione per minori (in parole povere è in carcere) ma gli inquirenti fanno già sapere che NON chiederanno la pena di morte.
benché nello stato americano dove vive sia prevista.
Motivo di tale detenzione/possibile pena?
Omicidio. Con un colpo di pistola ha sparato al proprio padre, di anni 31.
Per far terminare abusi sessuali e maltrattamenti psicofisici contro di lui e gli altri due fratellini.
Abusi di cui molto sapevano (ed oggi confessano) ma nessuno faceva niente. La madre del ragazzino è inoltre in una clinica per malati psichici.
Visto come vanno le cose oggi………

In realtà chi ha letto le carte del processo ha commentato che “non vi sono affatto vizi di forma”. Certo è che se per un cavillo processuale questo "essere" tornasse in libertà, la gente perderebbe definitivamente la fiducia nella Giustizia (per malata che sia) e temo passerebbe l’idea che è meglio farsi giustizia da sé:
Don Dessì, processo annullato. Clamorosa sentenza, quella emessa ieri dalla terza sezione penale della Cassazione.
I giudici romani hanno annullato senza rinvio  la sentenza di condanna per quanto riguarda tutte le imputazioni relative ai fatti precedenti l’agosto ’98. Processo da rifare, invece (annullamento con rinvio alla corte d’appello di Bologna) per gli altri episodi al centro del processo.  Soddisfatto Masimo Jasonni, il legale del sacerdote: «Non è una novità per me che in un Paese in gravissima crisi istituzionale come il nostro la magistratura rappresenti un punto di riferimento morale e culturale, prima ancora che giuridico, di eccellenza». Lo scorso novembre  la pena inflitta in primo grado dal gup di Parma a don Dessì era stata ridotta in appello: da 12 a 8 anni.  Il sacerdote sardo era stato condannato il 23 maggio del  2007 dal gup Roberto Spanò a 12 anni per violenza sessuale su tre ragazzi della comunità di Chinandega, in Nicaragua, di cui era responsabile. Il processo d’appello si era  chiuso con uno sconto di pena, dopo che il procuratore generale aveva chiesto la conferma del verdetto di primo grado. A Bologna il sacerdote aveva tentato – attraverso i propri legali – di dimostrare che nulla aveva a che vedere con quelle pesantissime accuse. Avendo scelto il rito abbreviato, in caso di condanna, aveva avuto diritto, come in primo grado, a uno sconto di un terzo della pena. Un’inchiesta complessa, quella condotta dal pm Lucia Russo, che delineò l’immagine di un sacerdote che raccoglieva fondi in tutto il mondo per assistere quei ragazzi di cui poi – secondo l’accusa –  abusava. Nel computer di don Dessì furono trovati 1.440 file con immagini pedopornografiche: materiale che il prete – stando alle imputazioni –  continuò a scaricare fino a due giorni prima dell’arresto, il 4 dicembre 2006. Le indagini partirono dopo le denunce, raccolte da alcuni volontari italiani, da parte di sei ragazzi nicaraguensi che poi si appoggiarono ad alcune associazioni, come «Rock no war» di Modena e «Solidando» di Cagliari. Nella prima udienza d’appello, la difesa di don Dessì aveva chiesto l’ammissione di nuove prove: documenti doganali che smentirebbero una delle vittime che avrebbe detto di essere stata molestata a Houston nel ’98, quando invece all’epoca non si sarebbe trovata in quella città. Ma la Corte non aveva ammesso la documentazione. In appello era stato  escluso dal giudizio il comune di Correggio, mentre erano rimasti confermati i risarcimenti danni alle due associazioni (10 mila euro) e alle vittime: 50 mila euro a testa per i tre ragazzi. Poche parole da parte dell’avvocato di parte civile Marco Scarpati: «Prendo atto e aspetto di leggere le motivazioni. Spero che non intervenga la prescrizione».

WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS.
Come spesso ripetiamo (non senza un pizzico d’orgoglio) questo è il blog più letto da anni sul campo della lotta alla pedofilia (ed è, non a caso, anche il più monitorato da predatori e loro difensori).
A tutti i nostri lettori (o meglio al 98% di loro) chiediamo una cortesia, certi della loro risposta! Per un’idea che vorremmo riportaste anche sui vostri blog e faceste girare ai vostri contatti.
Fate leggere a tutti la storia delle “suore” dell’asilo bergamasco, assolte in appello a Brescia per insufficienza di prove. Quindi scriveteci una lettera aperta (che NON verrà MAI pubblicata!) per i  genitori delle bimbe (e chiedete ai vostri "lettori" di fare altrettanto!).
Provvederemo a raccogliere tutte le vostre parole, i vostri pensieri, i vostri sfoghi ed a recapitarli loro.
Conto su di voi, so che ancora una volta risponderete in massa.
Nella lettera se volete alla fine riportate il vostro nome e cognome e indirizzo mail o recapito telefonico. Oppure lasciatela anonima, come preferite.
Il tutto possibilmente in tempi ristretti…grazie….
Mail a cui mandare: blogfrassi@yahoo.it

La Procura in campo
sulle accuse di La Monica:
«Inaccettabile campagna
contro il pm Pantani»
Inaccettabile. Così il Procuratore di Reggio – in assenza
di Italo Materia ne assume le funzioni la dottoressa
Isabella Chiesi – definisce gli attacchi rivolti da Pino La
Monica e dall’avvocato della difesa,Francesco Miraglia,
al sostituto procuratore Maria Rita Pantani.«L’Ufficio della
Procura della Repubblica di Reggio Emilia – afferma il
procuratore facente funzione – non può assistere passivamente
all’ennesima infondata accusa rivolta al sostituto
procuratore dottoressa Pantani dalla difesa di un imputato
e dall’imputato stesso,chiaramente strumentale
a minare la serenità del magistrato requirente proprio
nell’imminenza della celebrazione del processo che li
vede quali parti».Chiarendo che la denuncia è già stata
trasmessa al tribunale di Ancona – competente per i magistrati
reggiani – la dottoressa Chiesi sottolinea che «esula
da una corretta dialettica tra le parti processuali ed è
criticabile e inaccettabile,la modalità prescelta per pubblicizzare
tale denuncia,volta a diffamare l’operato di un
magistrato che mai si è sottratto ai propri doveri e che,
anzi,ad essi ha sempre atteso con serietà e piena trasparenza».
E auspica in conclusione che «che gli organi di informazione non
diventino,così acriticamente,
strumento di un’eco diffamante voluta da imputati e difese
durante la celebrazione dei processi».

PROVE INSUFFICIENTI!
Come previsto assolte ieri le suore, con la seguente motivazione: insufficienza di prove.suore pedofile
Dato che sul caso abbiamo già abbondantemente parlato, prendendo atto di quanto ha formulato la Corte d’appello, qua aggiungo solo una cosa,
in seguito anche alla telefonata di una mamma delle bambine abusate.
C’è probabilmente gente che pensa che il nostro lavoro sia quello di fare la caccia ai pedofili. Festeggiando a caviale e champagne quando vengono condannati e cadendo in depressione quando sono assolti.
Inutile dire come questa gente (solitamente minoritaria e di parte, ma questo è un altro discorso) non abbia capito, per dirla con un francesismo, un cazzo!
Poiché il nostro compito non è quello di fare processi di piazza, o caccia alle streghe, bensì di dare voce alle vittime (spesso con toni volutamente alti, frutto più di un grido di dolore che di arroganza!!!!!) e di dare sostegno alle stesse.
Questo il nostro compito. Inutile, peggio, ridicolo, attribuircene altri.
State però certi che il giorno che decideremo di dedicarci solo alla caccia al pedofilo, saremo ancora più scomodi di quanto già siamo.
E che lo champagne, meglio la coca cola, la stappiamo solo quando un bambino torna alla vita e riacquista la serenità che qualcuno, gli ha tolto.
Quanto alla mamma di ieri (ed a tutte le mamme ed i papà a cui va la nostra stima incondizionata): ti confermo che continueremo a rappresentarvi, sempre e comunque.
Con infinita ammirazione per la forza ed il coraggio che avete avuto fino ad oggi.

Dopo i sacerdoti, ora tocca alle suore. Il Vaticano ha ordinato due ispezioni a carico delle circa 67mila religiose statunitensi (escluse le monache di clausura), dopo la visita apostolica del 2005 per preti pedofili..
I tre punti sotto i quali il Vaticano ha messo sotto indagine le suore statunitensi sono: l’omosessualità e gli abusi sessuali, il ruolo delle donne nella Chiesa e l’ecumenismo.

UNA CAREZZA PER NOI.
BUONGIORNO,
SONO PAOLA XXXX UNA MAMMA DI 33 ANNI CHE VIVE A …… LAVORO ALLA ….. COME ……. CON IL PRESENTE MESSAGGIO VOGLIO SOLO RINGRAZIARVI, COME DONNA, E COME MAMMA PER QUANTO FATE IN NOME DELLA CAUSA PIU’ NOBILE CHE POSSA ESSERCI. I BAMBINI VANNO TUTELATI, RISPETTATI, AMATI, PROTETTI. CHI ABUSA DI LORO, SOTTO QUALSIASI FORMA, NON HA DIRITTO DI VIVERE. QUESTO E’ UN TEMA CHE MI TOCCA NEL PROFONDO E, PER TAL MOTIVO, LO AFFRONTO CON LA MASSIMA DUREZZA.
SPERO CHE  POSSIATE CONTINUARE LA VOSTRA BATTAGLIA E SPERO ANCHE CHE SI POSSANO RAGGIUNGERE RISULTATI CONCRETI. AUSPICO DI NON DOVER PIU’ LEGGERE SUI GIORNALI DI BAMBINI ABUSATI, MALTRATTATI, VIOLENTATI E DI QUELLO SCEMPIO CHE E’ IL TURISMO SESSUALE. IL MIO CUORE SANGUINA TUTTE LE VOLTE.
E’ MERAVIGLIOSO QUELLO CHE FATE PER I BAMBINI DELL’OSPEDALE BUDIMEX DI BUCAREST.
HO SCARICATO IL MODULO PER L’ADOZIONE A DISTANZA ED HO INTENZIONE DI DIFFONDERLO QUI ALLA ….. IL PIU’ POSSIBILE.
VORREI TANTO FARE DI PIU’, VORREI ATTIVARMI IN PRIMA PERSONA MA NELLA MANIERA GIUSTA.
 LA CONSAPEVOLEZZA CHE VOI CI SIETE, RENDE L’IDEA DELL’ORRORE MENO DOLOROSA.
CON IL CUORE E LA TESTA SEMPRE DALLA PARTE DEI BAMBINI.
CORDIALMENTE
PAOLA …

Oggi nuova sentenza, sempre dalla Corte d’appello di Brescia.
Su un caso che fece discutere e sul quale poi, i soliti 4 avvoltoi, si gettarono per avere visibilità gratuità e strumenti per cercare (invano) di delegittimarci.
Di quale storia parliamo?
Di questa, ripassatela poi ne riparliamo in dettaglio,:
E anche qua:
la domanda è :
condanneranno due povere fragili anziane minute vecchine, peraltro vestite da suore?

lamonica

NO COMMENT.

Confesso che certe scelte riescono sempre a lasciarmi a bocca aperta……
L’unico obbiettivo, credo, sia quello di togliere di mezzo il Pm ed allungare i tempi del processo. Viste le prove contro di lui, probabilmente, ma è opinione personalissima, un mero tentativo di guadagnarsi ancora qualche mese e chissà magari proporre qualche corso estivo……

Torniamo a parlare del tema “ogni occasione è quella giusta”, già affrontato l’altro ieri col post dello zio pedofilo che ha abusato la bimba in casa durante la sua festa di compleanno. Stavolta la notizia arriva da Padova e ne riportiamo integralmente l’articolo:
“Un uomo di 58 anni, residente a Vicenza, è stato denunciato domenica per corruzione di minore dai carabinieri a Padova. Il vicentino, Angelo Costa, è stato rintracciato in un bagno della Fiera di Padova (domenica era l’ultimo giorno della Campionaria) mentre si toccava le parti intime. Quando un vigilante ha aperto la porta della toilette del padiglione 5, ha notato un ragazzino di circa 8-9 anni che si stava lavando le mani nel lavandino dell’antibagno. Ma la sua attenzione è stata immediatamente attirata dall’uomo che con i calzoni abbassati si stava toccando. A quel punto il vigilante ha chiuso la porta e ha chiamato i carabinieri. Ma quando i militari sono arrivati hanno trovato soltanto il vicentino, ma non il ragazzino che se n’era tornato di corsa dai genitori. Costa è stato accompagnato in caserma, identificato e denunciato per corruzione di minore, reato che è più grave rispetto agli atti osceni (reato per cui era già stato denunciato dalla polizia ferroviaria a Vicenza sei anni fa).”
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