Archivio di Luglio 2009

L’ho anticipato su facebook e mi hanno sommerso di messaggi.
Ora lo faccio qua.
Il mio nuovo libro in uscita dopo l’estate (a breve daremo la data esatta) si intitolerà: “Favole vere di bambini e dei loro orchi”.
Vi piace il titolo? O avete dei suggerimenti alternativi?
Aspetto i vostri commenti…..

Cari amici
poche righe per tranquillizzarvi…il vostro blog non va in vacanza (sigh!).
Magari non lo troverete aggiornato a cadenza quotidiana, ma qua restiamo e qua scriviamo.
Anzi, ci auguriamo che come per gli altri anni ci siano i gruppi di lettura nei luoghi di villeggiatura (mitici i gruppi di fans del Flipper Sciò degli anni passati).
Cosa ho detto??? Flipper Sciooooò????
Ebbene sì, a grandissima richiesta (e non so se devo preoccuparmi!!!!) per tutto agosto (e solo per agosto!!!!) torna il vostro spazio preferito (sic!).
Sir Flipper II è già all’opera…..preparatevi…..
Buon week end!!!!!!!!!!!!!!

LA VOSTRA VOCE.
Ci scrive un’amica di lunga data…..mi aspetto le diate le risposte che cerca……
Non starò a raccontarvi per filo e per segno le violenze sessuali e fisiche che ho subito dalla più tenera età. Sebbene io abbia oggi trent’anni e dovrei avere elaborato in qualche modo il mio passato, non ho nessuna voglia di raccontare. E se è difficile per una persona adulta come me, figuratevi per una bambina o un bambino costretti a parlare ad un processo di fronte a gente sconosciuta. Capirete perchè questi reati restano spesso impuniti.
Non ho voglia di raccontarvi nel dettaglio i fatti, perchè penso che non servirebbe (…). Ma posso raccontarvi il dolore, che non passa mai e a volte riaffiora in una rabbia talmente forte e devastante che ho l’impressione possa distruggere tutto. Il senso di colpa, che sebbene razionalmente SO non dovrebbe appartenermi, non mi abbandona, non so fino a quando me lo porterò dietro. Perchè nessuno mi ha mai aiutato, nessuno ha mai voluto vedere, nè sentire, chi poteva fare qualcosa si è tappato gli occhi e le orecchie perchè era più comodo…E per una bambina maltrattata, seviziata e violentata non vedere riconosciuto il proprio dolore è la sofferenza più atroce, dopo le violenze. Quello che può sembrarvi scontato -il riconoscimento del colpevole- non lo è affatto e quando il colpevole non viene additato come tale ed il dolore dei bambini non è riconosciuto, si crea un senso di inadeguatezza, un senso di colpa ed un rabbia che possono non guarire mai. Voglio rompere il silenzio.
E’ fondamentale aiutare i bambini, ma è importante anche aiutare gli adulti che non sono stati aiutati da bambini e nel nostro paese mancano strutture e servizi concepiti a tale scopo. Non esistono strutture sanitarie che seguano gli adulti ex vittime di pedofilia e torture- perchè di torture si tratta-, non esistono gruppi di sostegno ,o per lo meno, se esistono, non sono pubblicizzati.Veniamo lasciati completamente SOLI. Esistono sostegni psicologici gratuiti per quegli adulti ex vittime  di abuso che sono diventati a loro volta abusanti, ma per noi cosiddetti "normali" ? Per noi che la nostra rabbia non la sfogheremmo MAI contro un bambino o una bambina,  ma quella rabbia violenta la teniamo dentro e ci devasta o a volte la sfoghiamo verso un compagno o una compagna che non ha nessuna colpa, pregiudicando i nostri rapporti di coppia? Per noi che quella rabbia ci divora la vita, per noi che ci sentiamo in colpa per qualsiasi torto subito, anche quando colpe non ne abbiamo, anche oggi che siamo adulti? Per noi che abbiamo una parte di psiche e sfera emotiva devastata e urliamo la notte per gli incubi? Per noi cosiddetti "normali"? Non c’è NULLA. Non abbiamo ricevuto aiuto da bambini e continuiamo a non ricevere aiuto. L’aiuto lo ricevono solo quei maledetti che diventano a loro volta abusanti, l’aiuto come al solito lo ricevono I MOSTRI. E’ questo che la vita ci insegna.
Per la prima volta do a Massimiliano il consenso di pubblicare una mia email, perchè non sono io a dovermi vergognare e perchè ho bisogno di sentire commenti, di qualcuno che mi possa capire e che comprenda il mio sfogo…Grazie
DARIA (* nome fittizio)

PEDOFILIA: ABUSI SU FRATELLI, CONDANNATI NONNO E ZIA A PALERMO
 Condanne a 10 anni e 8 mesi e a 6 anni di carcere per un uomo e una donna arrestati a Palermo nel dicembre scorso dalla polizia per una squallida storia di abusi su due fratelli che all’epoca dei fatti, un paio di anni fa, erano minori di 10 anni. In carcere, in seguito alla decisione del Tribunale, sono finiti un 68enne, nonno materno delle vittime, e una 23enne, sorella del convivente della madre dei piccoli. Devono rispondere di violenza sessuale. Le indagini erano state condotte dai poliziotti della sezione Reati in danno di minori e sessuali della Squadra mobile. Lo scorso dicembre era stato arrestato l’uomo, nonno delle vittime, e la donna, rintracciata alla stazione ferroviaria di Sant’Agata di Militello, in fuga su un treno per il nord-Italia. L’indagine e’ partita dalla segnalazione delle condizioni di estremo degrado in cui versava il nucleo familiare, composto, oltre che dai due minori, dalla madre, dal suo convivente, dalla sorella di quest’ultimo, finita in carcere, e dal nonno materno. I poliziotti avevano accertato che i ragazzini non frequentavano la scuola. Il Tribunale aveva cosi’ disposto il ricovero dei minori in comunita’ dove erano emersi i segni di disagio e la grave pressione psicologica che i parenti, dall’esterno continuavano ad esercitare su di loro. Nel corso delle audizioni, dinanzi al consulente tecnico della procura, i minori avevano descritto le violenze subite, alle quali si erano come assuefatti, e il loro impiego per furti nelle bancarelle dei mercati rionali. Fonte Agi.

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LA MAPPATURA DELL’ORCO.
Giovanni Piovan, educatore in comunità per minori, 46 anni originario di Padova, arrestato due giorni fa. Ecco la foto, affinché tutti la vedano, affinché qualche c……e  si scandalizzi perché così non si fa”…..!!!!!!

PEDOFILO RECIDIVO: ANNI TRE!!!!!!
Di lui parlammo a febbraio quando fu arrestato dai carabinieri:
Helmuth Mair, pedofilo recidivo, originario di Bressanone, già condannato in Alto Adige a 6 anni per abusi sui minori ed in Germania per altri reati, era stato arrestato per aver adescato minori extracomunitari provenienti da famiglie bisognose, che fotografava nudi in cambio di ricariche di cellulare ed altre regalie.helmuth
Ora con il rito abbreviato è stato condannato a soli tre anni!
Che passerà peraltro ai domiciliari!!!!
Nella sua casetta a Chiampo, in via Bellini.
Durante il processo il pedofilo recidivo ha raccontato la solita triste storia da libro Cuore pedofilo, quella che oramai sta prendendo l’onda in tutti i processi.
Così dopo il periodo del contagio prima, quello dei motivi di studio poi, ora si arriva alla malattia: “non si può giustificare quello che ho fatto, la mia è una vera e propria malattia. Penso di avere questa tendenza (sic) anche perché da bambino non ho mai ricevuto affetto (doppio sic)”.
L’imputato ha poi ammesso di sentirsi “molto solo e di non aver nessuno che gli fa compagnia”, salvo aggiungere la richiesta di “poter essere inserito in una comunità terapeutica”.
Chissà come mai la richiesta di aiuto avviene sempre (quasi sempre) e solo quando finiscono dietro le sbarre, questa sì che una  forte motivazione……
Cura o meno, tra tre anni il predatore di bambini tornerà in libertà.

vittime pedofilia

.…40 anni fa andavamo sulla Luna…e ci sentivamo all’apice della civiltà……40 anni dopo averla conquistata (e violata), ancora non sappiamo difendere i nostri figli….c’è qualcosa che non quadra…….

Oramai le notizie di arresti per pedofilia sono all’ordine del giorno, a tal punto che pure noi a volte facciamo fatica a stare dietro a tutte.
Se penso a come era diversa la situazione dieci anni fa quando abbiamo iniziato e di questo crimine non si parlava, sono portato a pensare che forse, qualcosina, in meglio, stia cambiando….
Ma non è dell’informazione in generale che oggi voglio parlare, bensì di una delle tante notizie battute.
Poiché se tutti, e sottolineo TUTTI, questi criminali , predatori di bambini, sono odiosi e repellenti, ce ne sono alcuni che riescono ad esserlo….ancora di più….
Mi riferisco a quei predatori che nella vita nomale si erano dati il compito di recuperare, con le loro case famiglia, bimbi (o donne) vittima di violenza.
Uno, il più noto, fu Claudio Filippo Monaco:
Perché l’odio per loro è ancora più grande?
Semplice: perché con il loro malato esempio, hanno insegnato ai bambini vittima di abusi che tutti gli adulti sono così, e cioè che tutti gli adulti sono pedofili.
Immaginatevi un bimbo vittima di abusi familiari. Immaginate, se riuscite, il trauma, la paura, la solitudine….poi un giorno viene portato in una “struttura protetta”, lì deve tornare alla vita (e conosciamo realtà veramente fantastiche dove alla vita ti ci portano davvero!!!!!!), poi però quelli che dovevano essere i tuoi angeli custodi, traghettatori verso lidi più sereni e finalmente spensierati, ecco che si trasformano nell’esatta copia del male che avevi pensato di lasciare definitivamente a casa.
Ed allora, come una volta mi disse una bimba, “pensi che tutti i grandi fanno quelle cose lì e magari quando diventerò grande le dovrò fare pure io…che schifo…per questo vorrei morire subito” (ndr: la piccola aveva 8 anni).
Per questo penso che la pena nei confronti di questi ipocriti avanzi d’uomo debba essere ancora più elevata. E che qua più che mai l’ergastolo (ma so che non verrà mai applicato) sarebbe l’unica soluzione. Affinché non escano mai più e mai più possano incrociare il loro sguardo con quello di un bambino.
Penso questo dopo aver letto oggi l’ennesima notizia, come dicevo poc’anzi, di un arresto per abusi:
a Passo Cereda in provincia di Trento è stato arrestato un “educatore” (ma vogliamo chiamarli per favore col loro vero nome???????), Giovanni Piovan, padovano di anni 46 (urge foto: chi l’avesse…grazie).
Il quale se n’era andato dal Veneto dove aveva gestito una casa famiglia per vittime di abusi ed aveva trovato “rifugio” certo di farsi una nuova verginità nel vicino Trentino, aprendo ovviamente un nuovo centro estivo per minori (grazie ad un prestanome….spiacevole constatare anche come questi predatori trovino sempre aiuti e finanziatori, già…chissà mai come fanno…..).
Dopo le denuncie di alcuni ospiti della prima struttura residenziale gestita da Piovan, i quali hanno raccontato nei minimi dettagli gli abusi subiti, sono scattate le indagini durate ben due anni. Due lunghi anni fatti di appostamenti, pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche, ed oggi,dicono gli inquirenti, le accuse sono pesantissime.
Ovviamente chi lo consoce dice che “in paese era una persona molto stimata”, ma per fortuna stavolta si fermano lì.
Non ci saranno blog, comitati né fiaccolate…….
Potranno essere increduli i trentini, ma coglioni quello no!
Nel frattempo da Palermo viene battuta un’altra agenzia: padre (?)
Paolo Turturro, ex parroco del quartiere Borgo Vecchio di Palermo, accusato di abusi sessuali da due 14enni, e’ stato condannato a 6 anni. Per il sacerdote, noto per le sue battaglie antimafia, la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a nove anni. Se i tre gradi di giudizio confermeranno la sua colpevolezza, purtroppo tutte le sue battaglie contro la Mafia verranno cancellate dall’aver commesso lui stesso il peggiore dei crimini.
Ma di questo torneremo a parlare……per oggi ci basta già aver imbrattato le pagine di questo blog, con la storia di Giovanni Piovan……

alessio gelicrisio
Istruttore d’arti marziali arrestato per pedofilia
INCHIESTA. L’operaio ammanettato sabato dai carabinieri per droga è accusato di una serie di abusi su ragazzi
Avrebbe indotto due o tre minorenni a prostituirsi, e poi li avrebbe filmati Uno lo ha denunciato: «Anni di violenze»
Vicenza. «Mi ha costretto ad avere rapporti sessuali con lui fin da quando avevo meno di 14 anni. Me ne ha fatte di tutti i colori, ho vergogna a raccontare».
Quando i carabinieri hanno raccolto la denuncia di quel giovane vicentino, che ha più di vent’anni e che vive di lavoretti saltuari, stentavano a credergli. Gli accertamenti compiuti finora hanno portato a ritenere che avesse riferito la verità. Per questo, al termine di un’indagine delicata e riservata, coordinata dal pm Antonella Toniolo, hanno notificato ad Alessio Gelicrisio, 47 anni, l’ordinanza di custodia in carcere per reati pesantissimi. È accusato di violenza sessuale su minorenni, prostituzione minorile e corruzione di minorenne, durati negli anni. Gelicrisio, che a dispetto del cognome è nato e cresciuto in città, lavora come operaio ed è istruttore di arti marziali in un centro di Sovizzo, era in carcere quando i carabinieri del radiomobile della compagnia di Vicenza gli hanno consegnato il provvedimento. Era stato infatti arrestato dagli stessi militari sabato scorso quando, nel corso di una perquisizione per trovare materiale inerente all’indagine, avevano sequestrato anche altro. In concreto, 6 piante di marijuana e 36 grammi di hashish; oltre a questo, katane, pistole a salve, manette e un distintivo dei carabinieri con la sua foto. A cosa gli servisse questo materiale è ancora da comprendere, ma di fatto era stato arrestato per la droga. In casa, però, erano stati trovati film, cassette, e svariate fotografie e video. Visionando quel materiale – che ora dovrà essere analizzato da un perito incaricato dalla procura – gli inquirenti hanno compreso che il racconto del ragazzo era drammaticamente reale. Si trattava di immagini squallide, che documentavano atteggiamenti sessuali con protagonisti il giovane che aveva sporto denuncia, ma anche altri ragazzi.
Non solo. I militari, una volta avviate le indagini, avevano iniziato ad ascoltare Gelicrisio per comprendere in che rapporti fosse con altri giovani, e dal tenore delle telefonate intercettate il quadro che è emerso era assai pesante. Nel contempo, gli inquirenti dall’esame dei tabulati telefonici sono riusciti ad identificare un secondo giovane vicentino, che in caserma ha confermato come, fin dalla tenera età, Gelicrisio lo avesse indotto a compiere atti sessuali nel mentre veniva fotografato o filmato. In cambio, l’operaio gli dava soldi o, come nel suo caso, sostanze stupefacenti. Di qui l’accusa di prostituzione minorile, perché induceva quei giovanissimi ad avere rapporti con lui dietro un compenso. Uno scenario drammatico, che ha spaventato le famiglie dei ragazzi, le quali si sono rivolte agli avv. Cesare Dal Maso e Carolina Casagni per farsi tutelare.
Le indagini sono in pieno svolgimento. Altri sviluppi potranno venire dall’interrogatorio di Gelicrisio, che è assistito dall’avv. Federico Gobbato e che dovrebbe essere sentito in questi giorni. I carabinieri stanno cercando in primo luogo di identificare altre presunte vittime, alcune delle quali si vedono nelle immagini. Non solo; c’è da capire che uso abbia fatto l’operaio di quel materiale, e il timore è che possa averlo in qualche maniera diffuso.
Infine, sono in corso verifiche sulla sua attività di istruttore (la palestra è ovviamente estranea a qualsiasi accusa), che lo portava a contatto con giovani. Ha cercato di adescarne anche durante le lezioni, l’accusato di pedofilia?
– da Giornale di Vicenza – Diego Neri –

LA MONICA, DURO SCONTRO TRA ACCUSA E DIFESA NELL’UDIENZA DI IERI.

LA MONICA, DURO SCONTRO TRA ACCUSA E DIFESA NELL’UDIENZA DI IERI.
Pino ha la cagarella e quindi non si presenta in aula, rinunciando a farsi interrogare da avvocati e Pm……
Si riassume così l’udienza di ieri del processo Pino La Monica.
Assente (per fortuna dell’imputato) il teatrante finto criminologo  cacciato dal Giudice la volta scorsa, ma assente pure lui, l’imputato. Il giorno precedente infatti, “in gita a Firenze, è andato al Pronto Soccorso dove in seguito ad un malore da lui dichiarato gli sono stati fatti tutti gli accertamenti del caso”. Alla fine le analisi (ottime) non hanno riscontrato nulla ed il soggetto non è ovviamente stato ricoverato.
Così facendo l’unica cosa che potrà fare in futuro è quindi una dichiarazione spontanea, mentre verranno tenuti in considerazione i precedenti interrogatori da parte della Pm Maria Rita Pantani.
Pm che ieri è stata nuovamente attaccata, in modo estremamente duro, dall’avvocato dell’imputato, il quale secondo quanto riportato oggi dai giornali ritiene la dr.ssa Pantani “una persecutrice acerrima del suo assistito”e l’ha accusata di avere minacciato una giovane test.
Sempre sui giornali leggiamo:
”Ieri (l’avvocato di Pino) però si è spinto oltre. La minaccia, secondo
Miraglia, è avvenuta nel corso di un interrogatorio dell’anno scorso,
durante il quale la tredicenne, alla Pantani e al maresciallo
Roberto Cesi, dice: «Ditemi voi cosa devo dire…». Miraglia ha
detto che valuterà se trasmettere il video, e la sua trascrizione,
alla procura, ravvisandovi una possibile coercizione del testimone,
anche perché alla fine la ragazzina scoppia a piangere.
«Se le associazioni di tutela dei minori ce lo consentiranno,
siamo pronti a rendere pubblico il video».
Quando questa ipotesi è stata riferita a Scarpati, che di tutela
dei minori si occupa non soltanto come avvocato, la risposta è
stata un “No” che, per usare un eufemismo, è stato molto deciso.
Scarpati ha raccontato in modo che la ragazzina aveva reso poco
prima in aula. Innanzitutto, per ben tre volte, ha confermato le
sue accuse. Quanto a quella frase nel video, «ditemi voi quel che
devo dire», è stata lei stessa a spiegare che, trovandosi in uno
stato di tensione, di fronte alla pm che la incalzava e al maresciallo,
lei non aveva altro da aggiungere. «E’ vero – spiega
Scarpati – che il pm l’ha ammonita a dire la verità, ma questo
non può essere assolutamente inteso come una minaccia: i
testimoni devono dire il vero, anche se minorenni, e se è necessario
bisogna ricordarlo anche ai testi giovanissimi». Ammonizione,
quindi, non minaccia. In ogni caso la ragazzina ha
confermato le sue accuse. Foto di questa giovanissima, in atteggiamento
affettuoso con Pino La Monica, erano state trovate sul
computer dell’educatore. E sulle memorie di questo computer, nel
primo pomeriggio, l’udienza è ripresa con il suo unico momento
a porte aperte, con l’ascolto del professor Donato Caccavella,
docente di informatica forense all’Università di Bologna.
Caccavella, in sintesi, ha sostenuto che la presenza di oltre 400
file di tipo pedopornografico trovati sul computer dell’imputato
può anche essere spiegata come una raccolta casuale, e non voluta,
e che la loro successiva cancellazione può dipendere da
diversi motivi, come il fatto che al “navigatore” in rete non interessassero.
Ha sottolineato come sia possibile, digitando anche
parole generiche, imbattersi in siti pornografici. La Pantani ha
obiettato che nel computer di La Monica c’era solo materiale
pedopornografico, e nulla di “semplicemente” pornografico.
Il perito ha risposto di non essere in grado di stabilire questo.
Ha piuttosto sottolineato che non ha trovato prove di una ricerca
specifica, da parte di La Monica, di tale materiale. Esistono infatti
acronimi che fanno entrare direttamente in questi siti. L’avvocato
Scarpati è insorto: si è alzato in piedi e si è messo a leggere una
ventina dei titoli dei siti trovati nel computer dell’educatore:
sigle inglesi, dove sono però ricorrenti parole come “child”,
“pedo” e “lolita”. Il processo riprenderà il 6 novembre, quando dovrebbe
essere ascoltato Pino La Monica. Per la sentenza si andrà all’anno
prossimo.”
Giusto per concludere, gira una voce…quella che all’interno del Comitato ci siano molti malumori. E che la credibilità data da alcuni membri a la Monica sia messa da più parti in discussione, grazie anche alla lettera apparsa qua e da noi commentata….dicono che qualcuno se ne sia già andato sbattendo la porta e che altri a breve abbiano intenzione di farlo…dicono…e senza confermare o smentire qua ci limitiamo a riportare questa voce di corridoio…..
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