Archivio di novembre 2009

objection
Innanzitutto buon lunedì e buona settimana a tutti.
Giorni pienissimi questi, di incontri, impegni ma anche tante soddisfazioni (soprattutto legato al mio nuovo libro, già in ristampa, grazie a tutti è bello vedere che c’è un pubblico di fedelissimi!!!!!).
Oggi vorrei aprire la settimana, facendo due domande ad alta voce. Domande che nascono da un caso specifico ma che faccio rivolgendomi a tutti i casi simili presenti in Italia.
Si è tenuta venerdì scorso l’ennesima udienza a Reggio Emilia, per il processo contro Pino La Monica .
Dopo mesi ha parlato anche l’imputato, proclamandosi innocente e sfoggiando il nuovo look da bravo ragazzo, con tanto di barba tagliata a fresco.
Dalle sue parole però sono emersi dei fatti. Su cui vorrei appunto riflettere.
Il primo è che Pino La Monica, imputato (non condannato) per un reato gravissimo a danno di minori e pedopornografia, ha dichiarato di stare lavorando ancora con dei bambini, tenendo corsi in quel di Parma e di Reggio Emilia.
Su questo abbiamo già detto, ma torno a sottolineare che trovo folle che un imputato per un reato così possa continuare a lavorare con dei bambini. E se è vero che è innocente fino a prova contraria per me può essere anche colpevole fino a prova contraria, e non reputo corretto quindi, né sicuro, che si debba permettere che ciò avvenga!
Come ho già scritto milioni di volte, lasceremmo che una cassiera sospettata di furto continuasse a gestire i nostri soldi, fino a quando non si fosse arrivati alla fine del processo? La risposta, se dotata di buon senso, è no.
Poi, per garantismo o chiamatelo come volete, la si può non licenziare e tenere ancora come impiegata, con mille altre mansioni che non siano però quelle della gestione del denaro.
Bene, sostituite la parola denaro alla parola bambini e capirete meglio cosa intendo.
Inutile dire che non mi riferisco al caso singolo ma a tutti quei procedimenti identici, in Italia, che vedono imputati per pedofilia liberi di agire rimanendo a contatto con i bambini. Peraltro se guardiamo ad una nota ricerca della Corte dei Conti, vediamo che questa garanzia è concessa loro anche dopo la condanna e quindi, non possiamo aspettarci nulla di più.
Secondo punto, ancora più importante. Quello su cui in realtà volevo riflettere oggi.
Perchè si richiede sempre che i bambini subiscano, a distanza di tempo, nuove perizie? Perchè si richiede che a distanza di tempo, dopo che già sono stati “periziati” (loro + i loro genitori), i piccoli vengano ri-periziati ed invece la stessa cosa non la si chiede mai per gli imputati?????????
Nel processo, ad esempio, di Pino La Monica, esistono faldoni interi di perizie sui bimbi. Perchè non si può fare la stessa cosa sugli imputati?
Non sarebbe più corretto periziare anche loro??????
Prima di concludere, avrei un’ultima cosa a riguardo del Comitato Pro Pino, in questi giorni stranamente silenzioso.
Mi chiedo come mai non abbiano mai preso le distanze da quanto accaduto con il consulente indagato per un reato gravissimo.
Non l’hanno fatto perché “complici” come qualcuno sostiene (cosa a cui non credo, peraltro), o perché sono stati dei “polli” e si sono fatti fregare dalla falsa cultura degli aPOLLOni (cosa a cui credo!!!!), falsa cultura ma sicuramente più conveniente per il proprio quieto vivere?
Inoltre come mai i links del loro blog portano a siti non certo a favore dell’infanzia violata, o della lotta alla pedofilia, ma che promuovono la cultura solo dei falsi abusi con dati palesemente inventati e peraltro promossi da soggetti, quanto meno discutibili?
Anche in questo caso vale più la buona fede o la becera connivenza?
È questo quanto mi chiedeva, tra la tante interessanti cose, una persona “delusa “ dal Comitato, la cui lettera essendo anonima ho deciso dopo una lunghissima riflessione (ed ancora io non ne sono convinto al 100%), di non pubblicare. Ma la cui domanda, legittima, mi trovo in dovere di porre.
Inutile dire che se la buona fede non fosse tale, la riflessione che ne scaturirebbe varrebbe più di ogni sentenza. Di condanna!

CINICO BLOG.
Non vuoi che tua figlia trascuri gli studi? Semplice, stuprala!!!!!!
 
No, non mi sono ammattito, né mi hanno reclutato  quelli dei “veri” abusi.
La frase che ho riportato è la summa del pensiero di un padre pedofilo di 57 anni, C.B., arrestato a Vicenza.
Purtroppo, lo dico subito, oltre all’avvocato d’ufficio gli si permette anche il rito abbreviato e quindi la condanna, in questo caso certa, godrà di un bel “beneficio di pena”.
Davanti al pm Falcone, il predatore ha ammesso di aver stuprato per anni le sue tre figlie.
“Daltronde per evitare che vadano fuori ad avere rapporti sessuali con altri ragazzi è meglio che sia io a soddisfarle (!!!!!!), così almeno rimangono in casa a studiare”.
Ed aggiunge: “loro mi avevano promesso che non avrebbero parlato con nessuno”.
Fortunatamente non è stato così, in lacrime la bimba più piccola si è confidata con una maestra che ha segnalato il tutto alla Questura.
”Ma io non ho mai forzato le mie figlie!!!!”, ribadisce il predatore, “l’ho fatto perchè non andassero con altri uomini e rimanessero incinte” (sic!).
“Incinte” però ci sono rimaste. Tutte. “Non sono stato io, almeno su due di loro ho sempre usato il preservativo”.
Per oggi chiudiamo….non credo serva aggiungere altro.
Spero solo che questa notizia apra tutti i telegiornali e non sia “censurata” come spesso accade, quando si parla di violenza sui bambini.

Pinuccio La Monica come Mario Alessi:
vuole il gratuito patrocinio.
Torniamo a parlare di lui, l’educatore chiamato a processo da una decina di bambine nonché accusato di detenzione di materiale pedopornografico definito dagli inquirenti “estremo”.
Ieri nuova, ennesima, udienza.
Dove Pinuccio ha chiesto il gratuito patrocinio per pagare i legali.
Mi permetto di fare una battuta e dire che probabilmente ha speso tutti i soldi per quei consulenti finiti poi nel registro degli indagati……
Trovo che il patrocinio gratuito sia un diritto per qualsiasi cittadino.
Ma credo che sia doveroso che prima ancora che ai (presunti) carnefici, sia garantito, d’ufficio, alle vittime.
Perché i genitori delle bambine devono pagarsi i legali ed al sig.
La Monica dobbiamo pagarlo noi?
La stessa cosa è capitata nel processo contro gli assassini (non più presunti) di Tommaso Onofri.
Mentre Paola, mamma di Tommaso, gli avvocati se li è pagati, l’assassino Mario Alessi ha presentato il conto alla giustizia italiana, facendo pagare a noi cittadini ben 98mila euro di tasse per coprire le sue spese legali (di primo grado, ora aspettiamo il conto del secondo grado e poi della Cassazione!).
Quindi ricapitolando, per concludere:
e se (ipotesi) il sig. La Monica non risultasse innocente?
Avremmo pagato le spese ad un pedofilo e NON a dei bambini violati?
Io, scusate, a questo mi oppongo!
 

POST-IT
Continua l’eco incredibile iniziata con la nostra presenza a Mattino 5.
Il telefono incessante squilla. Quanto “male” ma soprattutto quante ingiustizie.
Sopra tutti la voce di quella donna, di 68 anni, che in lacrime, prima di riagganciare, ci ha detto: “ci foste stati voi, 65 anni fa, la mia vita sarebbe stata diversa…!”.

Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

La Cassazione conferma la condanna a sei anni ed 8 mesi. Il sacerdote di Russi, arrestato nel 2006 per una brutta storia di pedofilia, è stato prelevato dalla Polizia questa mattina dal suo seminario di Forlì
CESENATICO – La Polizia l’ha prelevato ieri pomeriggio dal suo convento forlivese, nel quale viveva dopo la condanna per violenza sessuale e pedofilia. Don Giacomoni, sacerdote di 85 anni originario di Russi, non ha opposto resistenza e si è limitato a dire: “E’ un’ingiustizia".

Si aprono dunque le porte del carcere per l’ex presidente dell’associazione Arcobaleno, dopo che questa mattina la Cassazione ha confermato la sentenza d’appello, che ha condannato il prete a sei anni ed 8 mesi (pena ridotta di 18 mesi rispetto al primo grado di giudizio).

Pedofilia a Vallo: se ne parla in Tv. E forse era meglio tacere.

Da vedere e far circolare.
Impagabile la figura fatta:
 

 

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CINICO BLOG.
Politicamente scorretto.
 
Donne….oggi è la giornata di chi vi dovrebbe difendere….come no?!
State certe, chi non mancheranno di farvi la festa, certe bestie!!!!!!!

ABOLIAMO LA GIORNATA CONTRO
LA VIOLENZA SULLE DONNE!!!!!!
Questi che riporto a seguire sono i dati Istat aggiornati sulla violenza contro le donne. Ricordiamo che nel nostro paese almeno 15 milioni di donne hanno subito almeno una volta, una violenza fisica sessuale o psicologica.
Donne che nella maggior parte dei casi non sapranno aiutare le proprie figlie, quando il predatore sposterà su di loro le sue fauci.
Domani si celebra la Giornata contro la violenza sulle donne.
Perdonate, non voglio fare sempre quello che esce dal coro, ma forse è il caso che queste giornate (contro la pedofilia, contro l’orgoglio pedofilo, contro l’estinzione dei panda, contro il buco dell’ozono, contro lo scioglimento dei Pooh….) vadano abolite!
Perché, leggendo i dati che riporto, servono solo a dare visibilità a chi, dal giorno dopo, si occuperà d’altro. Un altro che non sono né i nostri bimbi né le nostre donne. Vittima di abusi!

DATI ISTAT (ricordatevi che sono dati…in difetto!!!!!):
Per quanto riguarda la violenza domestica sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%).

Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3%. Il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo. Mentre la violenza fisica è più di frequente opera dei partner (12% contro 9,8%), l’inverso accade per la violenza sessuale (6,1% contro 20,4%) soprattutto per il peso delle molestie sessuali. La differenza, infatti, è quasi nulla per gli stupri e i tentati stupri.
Nell’anno (2007) il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione e 150 mila (5,4%). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 25 ai 24 anni (7,9%) a presentare i tassi più alti. Il 3,5% delle donne ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. Lo 0,3%, pari a 74 mila donne, ha subito stupri o tentati stupri. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner). Le donne subiscono più forme di violenza. Un terzo delle vittime subisce atti di violenza sia fisica che sessuale. La maggioranza delle vittime ha subito più episodi di violenza. La violenza ripetuta avviene più frequentemente da parte del partner che dal non partner (67,1% contro 52,9%). Tra tutte le violenze fisiche rilevate, è più frequente l’essere spinta, strattonata, afferrata, l’avere avuto storto un braccio o i capelli tirati (56,7%), l’essere minacciata di essere colpita (52,0%), schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi (36,1%). Segue l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (8,1%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (5,3%). Tra tutte le forme di violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, ovvero l’essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati vissuti come violenza (19,0%), il tentato stupro (14,0%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%).
I partner responsabili della maggioranza degli stupri. Il 21% delle vittime ha subito la violenza sia in famiglia che fuori, il 22,6% solo dal partner, il 56,4% solo da altri uomini non partner. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il 9,1% dei partner.
Le violenze domestiche sono in maggioranza gravi. Il 34,5% delle donne ha dichiarato che la violenza subita è stata molto grave e il 29,7% abbastanza grave. Il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita. Ma solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato qualcosa di sbagliato e per il 36% solo qualcosa che è accaduto. Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato. Il 27,2% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche. Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto, a seguito dei fatti subiti, di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,5%), disturbi del sonno (41,0%), ansia (36,9%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (23,7%), dolori ricorrenti in 3 diverse parti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,2%), idee di suicidio e autolesionismo (12,1%).
2 milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), che le hanno particolarmente spaventate, dai partner al momento della separazione o dopo che si erano lasciate, il 18,8% del totale. Tra le donne che hanno subito stalking, in particolare il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l’ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l’ha seguita o spiata e l’11% ha adottato altre strategie. Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha subito anche lo stalking, 937 mila donne. 1 milione 139 mila donne hanno subito, invece, solo lo stalking, ma non violenze fisiche o sessuali.  
7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%) e la svalorizzazione (23,8%), seguono le intimidazioni nel 7,8% dei casi. Il 43,2% delle donne ha subito violenza psicologica dal partner attuale. Di queste, 3 milioni 477 mila l’hanno subita sempre o spesso (il 21,1%). 6 milioni 92 mila donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (il 36,9% delle donne che attualmente vivono in coppia). 1 milione 42 mila donne hanno subito oltre alla violenza psicologica, anche violenza fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale. 1 milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni, il 6,6% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Gli autori delle violenze sono vari e in maggioranza conosciuti. Solo nel 24,8% la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Un quarto delle donne ha segnalato un conoscente (24,7%), un altro quarto un parente (23,8%), il 9,7% un amico di famiglia, il 5,3% un amico della donna. Tra i parenti gli autori più frequenti sono stati gli zii. Il silenzio è stato la risposta maggioritaria. Il 53% delle donne ha dichiarato di non aver parlato con nessuno dell’accaduto
674 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Il 61,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. Nel 19,7% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,1% a volte, nel 21,6% spesso.

IL SILENZIO DELLE DONNE.
Alcuni giorni fa ho avuto un colloquio con una donna. Non più giovanissima e molto colta. Di quelle che hanno attraversato più di una generazione e che bagnandosi di arte e libri, hanno avuto probabilmente una vita poco tribolata e molto lontana dai reali bisogni della gente. Di quelle, per dirla meglio, che si credono parte di un’èlite, un’intellighenzia, portatrice del bene supremo dell’umanità: la conoscenza assoluta.
Parlando con lei del mio nuovo libro, ancora una volta dedicato al tema degli abusi, se n’è uscita con una perla di saggezza. Che condivido con voi: “se solo le donne la smettessero di andare in giro vestite così, forse non sarebbero stuprate”, ed aggiungendo “meno male che arriva l’inverno, così dovranno coprirsi”.
Non riporterò la mia reazione, degna sicuramente della plebe a cui appartengo, ma giungo grazie alle sue parole ad una conclusione – domanda. Che mi porta a chiedermi dove siano davvero finite oggi le donne? Soprattutto quelle che negli anni’70 scendevano in strada per guadagnarsi diritti che per molti di noi dovevano già essere di loro proprietà. Dove sono mi chiedo ma soprattutto perché non si indignano più. Davanti a milioni di loro simili stuprate ed abusate. Davanti alle loro figlie vittime di pedofili sempre più agguerriti e protetti. Protetti, già, anche da una cultura di questo tipo.
Non so a voi, ma a me non piace vedere una donna che portando i pantaloni, assomiglia sempre più a certi brutti esempi, al maschile.

Mi segnalate in tanti che ci sono problemi a lasciare i messaggi, anche se siete “loggiati”. Credetemi, non posso farci nulla. Portate pazienza….giusto un paio di mesi!!!!!!! L
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