Archivio di gennaio 2010
Riflessione su Haiti
IL BORGO DEI PESCATORI.
Cetara, è un piccolo borgo di pescatori sulla costiera amalfitana. Di quelli dove tutti conoscono tutti e non accade mai nulla. O meglio, non accade mai nulla fino a quando quel “nulla” non grida così forte da spaccare le pareti, abbattere le case, scuotere (forse) le coscienze. Un’altra bimba abusata. Altri orchi. Con le sceneggiature di sempre. Abusi (di tipo SADICO) dall’età di 5 (CINQUE) anni. E consueta produzione di materiale pedopornografico ad uso e consumo dei propri simili.
Sette anni di violenze spesso a cadenza quotidiana da parte del padre, del fratello e di un vicino di casa non sono cose che si dimenticheranno facilmente.
Come non si dimenticherà l’aver avuto una madre accanto che forse era complice, ed oggi non a caso è indagata per favoreggiamento.
Un plauso invece alle insegnanti che, quando nel 2008 la bimba si sentì male in classe, la soccorsero raccogliendo, in toto, il suo dolore.
LA COMPLICITA’ VELATA
“Smettila di dire così. Il papà non ti voleva fare male. Sei tu che interpreti male i suoi giochi”.
Dire una frase così ad un bimbo abusato, significa abusarlo nuovamente. Dire una frase così ad un bimbo abusato, significa ricondurlo all’oblio. Peggio, farlo risprofondare negli abissi del dolore, del senso di colpa (gigante), del silenzio.
Una frase così è complice di abuso. E per questo dovrebbe essere perseguita penalmente. Una frase così è figlia della cultura dei falsi abusi (a tal riguardo ci sarà da riflettere, e molto, quando pubblicheremo la sentenza di condanna di Apolloni) e viene detta, troppo spesso per passare impunita, da tutte le consulenti di parte che al mondo dei falsi abusi si rifanno. La stessa che alcuni giorni fa guardando i disegni, inequivocabili, di un bimbo di 4 anni abusato (disegni con falli e quant’altro) diceva che sicuramente quel bimbo aveva visto dei cartoni animati e si era fatto influenzare dalle immagini.
Una psicoterapeuta quando inizia un lavoro con un bambino deve avere la mente libera per poter andare a capire le cause del suo malessere.
Partire negando quella che peraltro molto spesso è l’assoluta evidenza dei fatti, significa, lo ripeto, indirizzare certe perizie a favore dei pedofili e quindi essere loro complice.


profumato di rose,
è stretto il sentiero
dove corre il bambino:
un bambino grazioso
come il bocciolo che si apre:
quando il bocciolo si aprirà
il bambino non ci sarà.
Franta Brass, nato a Brno il 14.9.1930
morto ad Auschwitz il 28.10.1944



di Joyce Salvatori Lussu
C’è un paio di scarpette rosse
Numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Shulze Monaco”
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la Domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

Trovato il Pc del prete: era in casa di un amico.
Il sacerdote trasferito dal carcere di Chiavari a quello di Sanremo.
Ora mi chiedo: li proteggiamo da cosa? Proteggiamo gli altri bimbi da una loro coetanea che oggi più che mai ha bisogno di giocare, di svagarsi, di sentirsi non in colpa ma accettata e soprattutto aiutata?
E gli educatori da cosa li preserviamo? Dal vedere i danni fatti dall’abuso e magari fare una veglia di preghiera pro pedofili in meno, ed un abbraccio ad una bimba in più?
Già dovremo sentire cantare Emanuele Filiberto, mò ci manca pure Don Lu….
p.s. una risata vi seppellirà.
IL GIORNO DELLO SCIACALLO.

IL GIORNO DELLO SCIACALLO parte 2.molti, moltissimi danni.
Il caso di Rignano di soggetti così ne ha prodotti in quantità industriale.






