Archivio di Gennaio 2010

 Di questo caso ci occupammo, e molto, quando andando contro tanti, esprimemmo piena solidarietà alla mamma del bambino. Mamma, e bimbo, che oggi, in parte hanno avuto giustizia.
Per capire meglio cosa dico, leggete questo trafiletto che copio qua:  
“I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a 10 anni un sarto di 81 anni accusato di pedofilia. L’uomo aveva molestato un bambino di 7 anni che frequentava il doposcuola tenuto dalla moglie. Nel 2007 la donna venne uccisa a coltellate dalla madre del bimbo, dopo che costei aveva saputo proprio dal figlio delle molestie. Il sarto, invece rimase solo ferito. La pubblica accusa aveva chiesto per l’uomo la condanna a 7 anni di reclusione.”

Ho visto questo film, piangendo come un disperato: il mio pensiero andava ai bimbi che seguiamo ricoverati presso il Budimex di Bucarest.
Vi consiglio di noleggiarlo (o comprarlo quando sarà in vendita) dato che è appena uscito in Dvd. Il trailer non rende l’idea ma il film vi porterà a contatto diretto con un ennesimo binomio che non dovrebbe esistere, il binomio bambini + cancro.

NOTIZIA FLASH.
Le indagini sono durate due anni. Da quando un bimbo di 5 anni chiese aiuto alla madre. Portandola dritta in quell’inferno degli angeli a cui questo blog guarda ogni giorno. I nonni facevano l’amore davanti a lui, obbligandolo a guardare e poi lo usavano, nei loro sadici giochetti.
Ora sono stati rinviati a giudizio ed il prossimo 21 maggio inizierà, in quel di Vicenza, il processo.
Un abbraccio alla mamma ed al bimbo!

Continua il mio personale concorso: la vostra recensione migliore del mio ultimo libro, vince viaggio e cena a Bergamo (città alta) ;-))))).
Tra quelle già arrivate ce ne sono alcune MAGNIFICHE!!!!!! Grandi
Ed a tal proposito, questa è una delle mie preferite 😉
libro 5 cover 1
CIAO MAX, grazie di cuore x il libro e per la dedica che
sento propio mia." GRANDE BAMBINA."
Il libro…BELLO..no non me la sento propio di definirlo un bel libro. Scritto bene, con intelligenza e obiettività, descritto con il giusto rispetto x i protagonisti e con la sensibilità di cui sei portatore. Racconti da vero cronista storie di infanzia violata in tutte le forme possibili, in tutti i luoghi e gli spazi possibili. Racconti di questa nostra umanità malata che manifesta la forma peggiore del male ma non dimentichi di raccontare straordinarie esperienze di amore. NO non è un bel libro ma è un libro che vorrei che tutti scegliessero di leggere. E’ un libro che ricorda che i bambini, dai tempi antichi, non hanno ancora trovato la giusta considerazione nel mondo. Sì perchè dovremmo abituarci a considerare tutti i fanciulli NOSTI FIGLI per poterli veramente amare e rispettare. Non importa che sia il figlio del vicino, non importa se è nato in Africa o in Romania. ,
è solo un caso se quel bambino o quella bambina non sono i figli nostri. Se capiamo che soffrono dobbiamo proteggerli e far sapere a chi li ferisce che non intendiamo lasciarli fare. Spero che tutti leggano questo libro e spero che tutti  sentano il bisogno di urlare BASTA. Un abbraccio a tutti questi angioletti ( anche a quelli cresciuti) e alle loro famiglie (non  tutte). Un ABBRACCIO FORTE a te MAX e l’augurio che arrivi il giorno che non ci siano più storie da raccontare.
Per ora fatti forza e non mollare mai.
RITA

"Se in questa classe c’e’ qualche idiota si alzi in piedi" fa la maestra con tono sarcastico alla classe. Dopo un lungo silenzio, Pierino si alza.
"Bene, Pierino, dimmi perché tu ti consideri un idiota??".
"Sinceramente non penso di esserlo" dice lui "ma non mi piaceva che lei fosse in piedi tutta sola…"
Questa barzelletta che circolava già quando ero piccolo, mi è tornata in mente stamani. Tra un discorso su Vallo della Lucania (udienza rinviata al    25 marzo per l’insediamento del nuovo presidente del Tribunale) ed uno su Don Lù……
Buona serata a tutti.

Quello che state per leggere è quanto stamani sarebbe dovuto accadere. In realtà, al momento, il processo di Vallo della Lucania è, per così dire, momentaneamente bloccato.
Perché? Semplice, c’è un allarme bomba ed hanno evacuto il Tribunale.
Ma guarda che scalogna, con tutti i giorni proprio oggi doveva accadere. Ovviamente è una coincidenza…di quelle che danno l’illusione di guadagnarsi un giorno in più….ma un po’ di vergogna, no eh???!!!!
 
 
ARTICOLO: I familiari delle vittime dei presunti abusi, per i quali è accusata suor Soledad ed altri quattro imputati, si costituiranno parte civile anche nel secondo troncone giudiziario. Il 21 gennaio, insieme alla monaca peruviana, dovranno comparire in aula il giovane fotografo, il muratore e le altre due suore dell’Istituto Santa Teresa. «A questo punto -annuncia l’avvocato Nicola Suadoni, legale di alcune famiglie coinvolte nella vicenda – si può anche ipotizzare un processo unificato per i cinque indagati. Ci costituiremo parte civile anche nel procedimento avviato per il secondo filone di indagini». Giovedi mattina si terrá la prima udienza del processo al fotografo A. R. che era solito frequentare la scuola materna per filmare recite ed altre eventi, al muratore A. L. B. che eseguiva solitamente lavori all’interno dell’edificio e alle due suore dell’istituto. Ci sono voluti tre anni per avviare il processo. La monaca peruviana e gli altri imputati sono accusati di molestie sessuali su alcuni bambini della scuola materna gestita dalla suore di Santa Teresa. Insieme a loro saranno processate altre due consorelle accusate di favoreggiamento. Al primo filone di indagini, relativo ai presunti abusi perpetrati dalla monaca sui bambini, fu ben presto affiancato un secondo filone.

ANALISI DEL TESTO.
È da un po’ che non la facciamo. Ma quando ho dato una letta veloce alla rassegna stampa, davanti a questo articolo ho capito subito che avrebbe fatto al caso nostro.
Certo. Se fosse un articolo di fondo, un “commento”, magari del Direttore, pur non condividendolo, ci poteva stare.
Invece fa preoccupare, e lo dico seriamente, che questo sia un articolo che riporti la cronaca dei fatti.
E dato che di cronaca si tratta, andiamo allora a spiegarlo, ai nostri "clienti" del Bar Frassi, affinché capiscano bene, MA PROPRIO BENE, che aria tira. Chiaro no?!
 
 svegliaaaaa
TITOLO: Resta in cella il parroco accusato di pedofilia.
Il titolo è chiaro. Si racconta un fatto di cronaca e quindi ci aspettiamo di trovare, nello svolgimento del tema, la descrizione dello stesso.
Invece….invece l’autore, che per rispetto all’ordine dei giornalisti manco nomino, parte subito all’attacco:
“Ha vinto la tristezza. Non soltanto quella di don Luciano
Massaferro, il parroco arrestato il 29 dicembre per pedofilia
su una bimba di 11anni. E non soltanto quella di fedeli,
curia e sindaco schierati a difesa. E, ancora, non soltanto
quella di chi ieri sera aveva inaugurato una veglia di
preghiera ma pure di festa per la sua scarcerazione il
giorno del compleanno. Ha vinto la tristezza di
un’accusa che non ha scalfito l’analisi al microscopio del
tribunale del Riesame. Sedici pagine di ordinanza. Una
decisione durissima, nemmeno arresti domiciliari. Il lavoro
della polizia, di due pm e del procuratore di Savona,
convalidati da un giudice per le indagini preliminari, è stato
ritenuto fondato nonostante il lavoro raffinato e attento
dei difensori, Chirivì di Alberga e Ronco di Torino, e il
vocio meno raffinato dell’emotività popolare, religiosa,
politica.”
Si poteva sintetizzare questo lungo noioso pensiero così: tutti gli inquirenti (di cui si fa il lungo esempio) sono degli imbecilli. Mica come la gente che fa la veglia di preghiera o gli avvocati difensori che hanno capito tutto. Imbecilli e cattivoni, si sì sì, da bacchettare sulle manine, cif ciaf, perché hanno fatto una “lunga” ordinanza (fosse stata di una paginetta, forse c’erano meno prove, non credete??!!), “durissima”, poiché non gli ha fatto nemmeno festeggiare il compleanno con gli amichetti.
“Don «Lu» rimane in carcere a Chiavari.”
Don Lu???? Lu come cosa? Lilli? Lucy? Lulù? Scusate ma ci prendete davvero per il culo (risposta: sì e da un po’). Troppo difficile chiamarlo don Luciano? Oppure si usano i nomignoli,come per gli amichetti del cu…ore, per renderlo più “umano”, più vicino alla gente? E quindi innocente! Già perché uno che si chiama don Lu, ammettiamolo, non potrebbe mai fare del male nemmeno ad una mosca?????
“Il procuratore Francantonio Granero evita commenti
e ribadisce la linea mantenuta dall’inizio: «Proteggiamo
il rispetto verso tutte e due le parti coinvolte, la bambina
dalle proteste e il sacerdote che si trova in una situazione
difficile.”
Ecco. Questi sono i commenti che vogliamo sentire. Rispettiamo entrambi. Una bambina cacciata come fosse una strega ed un presunto pedofilo, protetto e “pregato” (non si dice ma rende l’idea).
Ma il meglio (anzi il peggio) arriva ora. E qua, lo dico subito, spero che i legali della famiglia abbiano già fatto quello che devono DEVONO fare.
”La bambina marchiata di «famiglia difficile»,
«fragilità », «ricorso alla fantasia come difesa», la bambina
«inattendibile » è stata frammentata in ogni parola, in ogni ricostruzione
dai giudici del Riesame: sulla sua credibilità
pesava in buona parte il peso dell’arresto. Psicologa,
amici, amiche, compagni di parrocchia. Non un’ombra
nelle sue ricostruzioni. Quasi altrettante pagine dedicate
al sacerdote: non hanno trovato un riscontro anche approssimativo
le sue affermazioni, le persone che ha chiamato
a testimoniare, le spiegazioni sui computer.
Mi basta l’inizio. Ed aggiungo che se anche quello scritto fosse vero, la bimba sarebbe la vittima “migliore” per un predatore, proprio perché “debole, bisognosa d’affetto e fragile”.
Ma aggiungo anche (cosa peraltro già detta mille volte) che se la bambina fosse la più puttana delle puttane (scusate, stamani va così qua al Bar Frassi), NESSUNO e dico NESSUNO avrebbe il diritto di farle del male.
Il presidente della Cei, arcivescovo di Genova, Angelo
Bagnasco: «Lasciamo che le cose procedano facendo il loro
corso nella giustizia e nella verità».”
Appunto……..
“E nella tristezza.”
Complimenti per la conclusione ad effetto. Con cui però concordiamo: tristezza. Tantissima tristezza. È quello che si prova. Soprattutto dopo aver letto articoli così…….

giraffa

LA VOSTRA VOCE. IL SENSO DEL NOSTRO IMPEGNO.
In data 11 gennaio 2010 abbiamo riportato una bellissima testimonianza.
A cui una madre rispose il giorno seguente.
Oggi la nostra amica, speciale davvero, risponde a quella madre. Graditi come sempre (se riuscite…sigh…w splinder) i vostri commenti.
 
Dolcissima mamma “Irina”, perdona se ti rispondo solo ora, ma problemi
di salute di mia madre mi hanno tenuta impegnata.
Come puoi immaginare solo chi vive le esperienze in prima persona può sentire e capire tutto quello che si prova ed immagino la tua disperazione di madre che vorrebbe fare suo il dolore della tua piccola, innocente creatura per capire come meglio aiutarla e restituirle il sereno candore di cui ha diritto. La tua  cucciola è comunque fortunata, perchè ha una mamma come te, che ha capito quello che stava succedendo ed è intervenuta. La giustizia può punire e condannare chi ha squarciato il cielo azzurro dell’infanzia, ma non può cancellare le nubi che ormai offuscano il sole. Nè puoi pensare di chiudere i brutti ricordi in un cassetto…….non si dimentica mai, rimane il nitido terrore di quei momenti, sempre, anche se passano gli anni.
Non ti voglio fare stare male, ma solo rendere consapevole che purtroppo questa è la verità. Non dimentichi, ma la tua dolcezza, le tue braccia sempre pronte ad accoglierla, le tue parole che devono spiegarle che nessuno e niente nella vita possono impedirti di vivere LA TUA VITA!!!! Perchè lei non ha fatto niente di male e ha il dovere verso sè stessa di non lasciare che niente le impedisca di togliersi da sotto le zone d’ombra delle nuvole e spostarsi poco più in là, dove il sole splende tutto per lei. Se abiti nella mia regione (chiederò a Max in forma privata di dove sei, se mi dai il permesso) ti posso consigliare un medico pediatra della mai città, studioso molto umano e sensibile e molto bravo che può aiutarvi insieme a percorrere questo cammino, a sapere riconoscere le persone che possono donarle la dolcezza di cui ha bisogno per riscoprire che l’amore, in tutte le sue forme, è la cosa più bella che dà respiro alla vita.
Io purtroppo non ho avuto vicino un angelo come te, mi sono solo e troppo semplicemente sentita dire: "Devi dimenticare"…..ciò che, come ho detto, non si dimentica. Il mio cammino è stato quindi più duro. Ma la tua piccola ha te ed il tuo coraggio. Vedrai, crescerà donna forte e capace di un amore immenso, perchè solo chi passa attraverso il dolore è capace di dare di più…..ma non regala, decide lei chi merita il suo tesoro.
Un abbraccio forte a te ed al tuo dolce Angelo
Un abbraccio anche a te Max

cosmin angel 1
Siamo sommersi di lettere di protesta, per la veglia di preghiera A FAVORE di don Luciano Massaferro a cui il tribunale NON ha revocato il carcere in favore dei domiciliari.
Le commentiamo (per oggi) in questo modo. L’unico oggi a noi “disponibile”…..
 veglia 2
 
“In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi, nessuno di voi rimarrà per portare testimonianze, ma anche se qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le parole insieme con voi. E quando anche qualche parola dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti da voi raccolti sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei Lager saremo noi a dettarla!”.
Brano  tratto da un testo di Primo Levi:
a parlare un gerarca nazista.
 
 veglia pro pedofilo
 
“Per don Luciano perché in questo momento di prova sappia vivere pienamente il suo ministero, riconoscendo nella sua dura quotidianità i segni dell’amore di Cristo.
Preghiamo per lui che è stato travolto da questa vicenda e per i bambini turbati dalle bugie dei grandi.
Preghiamo per la nostra comunità che accolga questa veglia come occasione per il perdono. Per quanti ricoprono incarichi istituzionali affinché vivano con responsabilità il ruolo loro affidato.
Per quanti si occupano di informare l’opinione pubblica sappiano preferire l’informazione vera al guadagno facile, la qualità alla quantità, rispettando ogni persona e ogni storia”.
Dall’omelia della veglia di preghiera a favore di Don Luciano Massaferro.
 
 pedofilia  a brescia, massimiliano frassi blog
PI5Send13973da pedofili su facebook
 
 

“Quasi tutti i reduci, a voce o nelle loro memorie scritte, ricordano un sogno che ricorreva spesso nelle notti di prigionia, vario nei particolari ma unico nella sostanza: di essere tornato a casa, di raccontare con passione e sollievo le loro sofferenze passate rivolgendosi ad una persona cara, e di non essere creduti, anzi, neppure ascoltati.
Nella forma più tipica (e crudele), l’interlocutore si voltava e se ne andava in silenzio.” – PRIMO LEVI.
massaferro

Unica nota: fingiamo che ci siano altre vittime e che questa bimba (già ri-violentata da queste manifestazione e da certi articoli che dopo andrò a commentare, non sia “matta”. Fingiamo anche che ci siano nuove vittime. Non pensate che forse, FORSE, queste manifestazioni che creano indignazione ma fanno anche rumore, molto rumore, servano per zittirle? Far loro paura? Far quindi passare l’idea del “ma chi me lo fa fare? Meglio stare zitto?” Se la risposta è sì, ed è SI’!, suggerisco che si cominci a fotografare, schedare, registrare chiunque manifesti in piazza per un PRESUNTO criminale!

haiti
GLI OCCHI DEI BAMBINI: DA HAITI A RIGNANO.
In questi giorni non si fa che parlare (giustamente) dell’emergenza a Haiti (a proposito, per donazioni sicure: www.redcross.org ).
Emergenza Infanzia, dato che ancora una volta sono i bimbi a pagare. Bimbi recuperati vivi dopo giorni passati al buio sotto alle macerie, o corpicini inermi buttati senza alcun sforzo sopra improvvisati mezzi di soccorso.
Serviva un terremoto per ricordare al mondo dei dati allucinanti, legati all’infanzia in quel paese dimenticato da Dio e dall’uomo.
Dove il tasso di mortalità infantile è tra i più alti, se non forse il più alto,
al mondo.
Dove la fame, l’aids, ma anche una banale influenza fanno la differenza: tra la vita e la morte. Di un bambino.
Impossibile non commuoversi davanti alle foto che vediamo in questi giorni. Impossibile restare immobili, anche se vale l’appello lanciato da chi opera là da tempo, ovvero quello per cui esista il rischio di partire tutti all’arrembaggio sul filo dell’emotività, salvo arenarsi tra qualche giorno. Meglio allora quell’energia, quella voglia di fare “qualcosa”, convogliarla verso obbiettivi magari più vicini a noi, dove è anche possibile rimboccarsi le maniche, “sporcarsi le mani” e fare qualcosa di diretto. Per uno o mille bimbi, poco importa.
Daltronde lo sguardo è lo stesso…lo sguardo, già….non riesco a togliermi dalla mente gli occhi di una piccolina estratta viva e miracolosamente incolume, dopo alcuni giorni passati sotto alle macerie. Giorni di freddo e di fame, ma soprattutto di buio. Coi genitori morti forse a qualche metro da lei. Sono i suoi, occhi spenti, senza vita.
È come se qualcuno avesse staccato un interruttore che li rendeva, appunto, vivi. E quindi in grado di guardare e capire il mondo circostante.
Lì invece che da capire non c’è più nulla, è calato il sipario e gli stessi occhietti, immobili, sembrano guardare ma non vedere nulla. Proiettati, chi lo sa, probabilmente altrove….lontano da lì……
Lo stesso sguardo lo ritrovo spesso nei bimbi abusati. Quando l’abuso è da poco avvenuto e le ferite sono ancora aperte.
Non c’è differenza tra quegli sguardi e quelli della piccola haitiana. Entrambi, come ho già detto, non vedono. Ma sono lontani molto lontani: da noi! Da qui. Da ora.
Ho pensato tanto a quegli sguardi ieri. Malgrado la domenica di pausa. Di coccole e tv. Di passeggiate e cena fuori. Puro relax, appunto.
Preceduto però in mattina da lunghe telefonate…..con Rignano Flaminio.
Quanto dolore…..quanto male fatto a quei poveri bambini (da oggi lo scrivo a caratteri cubitali, chi continua a metterlo in discussione quel male fatto ai bambini non può essere più considerato in “mala fede” è COMPLICE DI ABUSI, se non pedofilo lui stesso!!!!)….quante infamie…..e quegli occhi, spenti, nei bambini. Occhi che guardano altrove, cercando appunto una nuova occasione, una via di fuga, la salvezza.
Quanto emerso nel processo e raccontato nelle telefonate qua non lo metto. Per ora. Per ovvi motivi. Qualcosina è uscito sui giornali (tra cui le dichiarazioni di Taormina che parlano di un nuovo filone!!!! O le letterine bresciane scritte agli inquirenti: mooolto divertenti!) e forse a tutt’oggi l’avete già letto (altrimenti segnalatemelo e li riportiamo). Quanto invece oggi qua ci sta è il dolore. Il male fatto ai bimbi. Anche a distanza di tempo, visti gli attacchi fatti contro di loro (e contro di chi li difende).
Quel male che, appunto, spegne gli occhi.
È così forte che anche solo ad ascoltarlo raccontare dalla voce di una madre ti sembra di vederlo. E la testa ti gira vorticosamente, mentre viene risucchiato in un mondo inimmaginabile. Dove la follia è Vangelo.
A Rignano per fortuna i bimbi hanno al loro fianco genitori attenti. Feriti ma combattivi. E desiderosi di fare tutto per riaccendere quel sorriso.
Quella luce il cui fuoco è stato spento da tante tantissime lacrime.
Di dolore e paura.
Spero che ciò avvenga anche a Haiti. Dove, incredibile a dirsi, le Ong internazionali avvisano che senza un controllo le adozioni internazionali per portare via il bimbi da quell’inferno, potrebbero essere un’arma usata dai pedofili per accaparrarseli…….avvoltoi pronti a banchettare sulle rovine di un terremoto……ed a sommare inferno ad inferno, gironi dopo gironi, sempre più in basso, riportandoci a ritroso nella scala evolutiva…..
Ai bimbi di Rignano e di Haiti il mio abbraccio più forte. A cui ne sono certo, si sommerà il vostro. Insieme a quell’impegno, che fa bene ricordare, di non scordarli. Mai.
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