Archivio di Febbraio 2010

Pedofilo recidivo, cerca la preda durante la sfilata di carnevale

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Quando ci metteremo in testa che i pedofili sono esseri malvagi e pericolosi, per l’intero ciclo della loro esistenza, forse avremo quella svolta culturale che farà in modo che nessuno di loro posso mai più avere terreno fertile in cui muoversi.
Malo, provincia veneta. Domenica scorsa in piazza tutti a festeggiare il carnevale, tra il profumo delle frittelle calde e la gioia dei carri allegorici.
Si stima una presenza di più di 5mila persone.
Tanti, tantissimi ovviamente i bambini. Lieti di godersi il giorno di festa. Lesti nell’indossare una maschera e fingere, per un giorno di essere principesse o super eroi.
Giorni così te li ricordi per tutta la vita. Li porti nel cuore e da lì non li togli più…..
Milan Aleksic, di origini croate ha solo 46 anni e vive nel paese accanto. In realtà è irregolare e qua non ci dovrebbe stare, ma questa è un’altra storia…o forse la stessa, chissà…..
Tre anni fa a Bolzano Milan era stato arrestato e condannato a 3 anni di reclusione per abusi sessuali su di una bambina. Pochi i giorni di carcere e poi via libero, grazie al patteggiamento.
Domenica è tornato a colpire. Non gli deve essere parso vero di poter vedere così tanti bambini in un colpo solo. E così dopo aver girovagato un po’ ha individuato la preda ed in pieno centro, mentre passavano i carri, si è denudato dietro di lei e si è messo a masturbarsi contro di lei. Quando la bimba si è accorta cosa stava capitando ha cominciato ad urlare e lui è fuggito.
Per fortuna la zona era presidiata, per motivi di sicurezza, dai carabinieri che l’hanno inseguito ed arrestato.
La bimba sotto shock è stata portata in caserma dove ha formulato, insieme ai genitori, regolare denuncia ed AL MOMENTO lui è in carcere.
Giorni così te li ricordi per tutta la vita. Li porti nel cuore e da lì non li togli più…..

Rignano Flaminio: la mia opinione sulla lettera delle maestre

campo minato blog pedofilia
LETTURA DEL TESTO.
Dopo il successo riscosso con il post di ieri, commentato via mail da circa 400 persone, oggi analizziamo un altro articolo, uscito un paio di giorni fa. Altrettanto allucinante. Quanto volgare.
Premetto solo che se fossi un genitore di un bimbo la cui maestra è questa, toglierei immediatamente da lì mio figlio., poiché vorrei per lui un ambiente migliore,. Più culturalmente “sano” e protettivo.
Partiamo dalla lettura per intero dell’articolo:
Le maestre di Rignano accusano:"Burocrati grigi e politici iene"
"Come possiamo continuare a fare questo lavoro se per un qualunque pazzo che si permette di recarsi presso una caserma a raccontare le storie più assurde (magari dopo averle messe in bocca a un bambino) noi veniamo inquisite, arrestate e processate in assenza di riscontri? Sarebbe ora che lo Stato si risvegliasse dal torpore e si rendesse conto che questa follia sta cancellando la fiducia della gente nelle istituzioni tutte e in particolare nella Scuola".
A sostenerlo sono le maestre della scuola dell’infanzia di Rignano Flaminio ‘Olga Rovere’, colleghe delle tre maestre rinviate a giudizio nel processo sui presunti abusi nei confronti di alcuni bambini. "Stamattina alzarsi dal letto è stato difficile – dicono – Come ogni lunedì dobbiamo recarci al nostro posto di lavoro, la scuola dell’infanzia ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. Dobbiamo accudire i nostri piccoli allievi, li dobbiamo educare, proteggere dai pericoli dell’ambiente e da quelli che vengono dai comportamenti sbagliati come l’egoismo e la prevaricazione. Dobbiamo aiutarli a compiere i primi passi nel mondo e nella società, vivere assieme a loro la gioia delle cose e del mondo. Ma stamattina non ce la facciamo".
"Venerdì il gup di Tivoli ha accolto le richieste dei suoi colleghi gip e pm e ha rinviato a giudizio le nostre colleghe Marisa, Silvana e Patrizia, il marito di Patrizia e la bidella Cristina – proseguono – Ci sentiamo rinviate a giudizio anche noi. E in fondo lo siamo da 4 anni, perchè è quattro anni che spieghiamo a tutti, di continuo, che la scuola dell’Infanzia di Rignano Flaminio non ha ospitato nessuna banda di orchi, che nessun bambino è stato mai portato lontano dalla scuola o sottoposto a quelle violenze così ripugnanti che non riusciamo nemmeno a dirle. Che cose mostruose come quelle è semplicemente impossibile che accadano in una scuola". "E un minuto dopo, ancora scosse e amareggiate dalle accuse e dalla diffidenza della gente a cui negli anni, con entusiasmo, abbiamo dato un insostituibile servizio educativo, un minuto dopo eccoci lì a continuare il nostro lavoro, a prenderci cura dei piccoli, a nascondere la nostra tristezza e il dolore dietro un sorriso e un abbraccio. Ma oggi è più difficile che prima – continuano – Da sempre il nostro lavoro è al servizio dello Stato. Nel nome della Costituzione della Repubblica e dei principi di uguaglianza e fratellanza tra gli uomini di qualunque età, razza, sesso o religione noi posiamo i primi mattoni per costruire gli uomini e le donne di domani, affinchè questi siano persone serene, consapevoli, civili, positive, capaci". Ma lo Stato dove era venerdì 12 febbraio? Certo non era a Tivoli, non era in quell’aula di tribunale dove dei grigi burocrati decretavano il proseguimento di un calvario assurdo per le nostre colleghe, per noi insegnanti di Rignano, per tutta la comunità che da 4 anni aspetta dallo Stato che si scriva la parola fine su questa brutta storia, in modo da poter provare a ripartire, a ricostruire – dicono le maestre – O forse c’era? Forse lo Stato era rappresentato da quei burocrati che per 4 anni sono andati alla caccia delle streghe, spendendo milioni di euro di soldi pubblici in consulenze affidate a persone di fiducia? Che hanno sentito i bambini di Rignano dire 20 cose ma ne hanno ascoltato solo una, solo quella che in qualche modo potesse sostenere l’assurdo castello accusatorio che hanno costruito con la sabbia e che è stato spazzato via dall’onda delle sentenze del Tribunale del riesame e della Corte di Cassazione? che si turano le orecchie quando i bambini di Rignano dicono che a scuola stavano bene e che vogliono bene alle loro maestre?".
"Cos’è questa follia? Perchè lo Stato non è con noi, non ci aiuta? Perchè lascia che degli pseudo-dottori millantino abilità diagnostiche che non sono proprie della Scienza psicologica e con esse illudano i poveri di spirito? – aggiungono le maestre della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio – Perchè permette che alcuni politici vestiti da ‘difensori dei bambini’ si gettino come un branco di iene sul corpo ferito di una semplice scuola di provincia, ricavandone visibilità e carriera? Perchè consente ad individui senza intelligenza, o forse senza scrupoli, di seminare tra la popolazione italiana la paura delle scuole materne e delle loro maestre?". "Noi maestre della Scuola dell’Infanzia, umili servitrici dello Stato, siamo lasciate indifese di fronte alla follia di pochi individui malati, che grazie alla convergenza di interessi e potere ci fanno a pezzi impunemente", concludono.
Questo l’articolo.
Raccapricciante. Anche se vale secondo me quanto già scritto ieri, ovvero, che forse il silenzio sarebbe un arma migliore ed eviterebbe l’evidente effetto boomerang di simili dichiarazioni. Ma andiamo in ordine:
"Come possiamo continuare a fare questo lavoro se per un qualunque pazzo che si permette di recarsi presso una caserma a raccontare le storie più assurde (magari dopo averle messe in bocca a un bambino) noi veniamo inquisite, arrestate e processate in assenza di riscontri? Sarebbe ora che lo Stato si risvegliasse dal torpore e si rendesse conto che questa follia sta cancellando la fiducia della gente nelle istituzioni tutte e in particolare nella Scuola".
A sostenerlo sono le maestre della scuola dell’infanzia di Rignano Flaminio ‘Olga Rovere’, colleghe delle tre maestre rinviate a giudizio nel processo sui presunti abusi nei confronti di alcuni bambini.
Queste frasi sanno di muffa tanto sono vecchie e già usate. Guarda caso in altre analoghe situazioni. Ad esempio per la scuola La Loggia di Torino, quella finita con la condanna definitiva dei pedofili! Purtroppo per loro continuano ad usare le stesse stantie dichiarazioni. Inutili quanto inopportune. Nella mia Associazione ad esempio ci sono 5 insegnanti. Nessuna di loro si sente messa in discussione quando una (non) collega viene arrestata. Anzi…. Danno il meglio di loro sapendo che purtroppo il cancro della pedofilia ha oramai attanagliato anche quel mondo che ne pareva (ciecamente) immune.
L’altra idea folle che fa comodo a qualcuno è che basta che “un pazzo punti il dito” e subito si vada in carcere. Se fosse così facile nessuna di loro forse sarebbe in libertà, ma battutacce a parte (c’è più da piangere che da ridere) è ovvio a tutto il mondo che come ho già detto ieri, PER FORTUNA non è così che vanno le cose. Né è possibile che dei genitori “contagino” i propri figli.
Lesioni anali e vaginali peraltro è abbastanza difficile spiegarle col contagio (anche se a voi riesce possibile spiegare l’impossibile), così come l’suo di farmaci per sedare i bambini e poterli meglio stuprare.
Tornando a bomba a Rignano, quanto allo Stato, è vero, forse doveva intervenire fin dall’inizio. Facendo subito piazza pulita. Anche e soprattutto di chi è figlio della vostra cultura che con la tutela dei minori non credo abbia nulla a che spartire!
La gente perde la fiducia nelle Istituzioni quando i pedofili stanno in libertà, non quando vanno dritti nell’unico posto dove devono stare: il carcere!
Posto peraltro che malgrado sia pieno dei peggiori delinquenti, offre ai predatori di bambini un’accoglienza degna del crimine da loro commesso!!!!!! A differenza di altri che invece li difendono a spada tratta, non capisco più se per cecità morale o più semplice complicità……
"Stamattina alzarsi dal letto è stato difficile – dicono – Come ogni lunedì dobbiamo recarci al nostro posto di lavoro, la scuola dell’infanzia ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. Dobbiamo accudire i nostri piccoli allievi, li dobbiamo educare, proteggere dai pericoli dell’ambiente e da quelli che vengono dai comportamenti sbagliati come l’egoismo e la prevaricazione. Dobbiamo aiutarli a compiere i primi passi nel mondo e nella società, vivere assieme a loro la gioia delle cose e del mondo. Ma stamattina non ce la facciamo".
Se vi ricapita statevene a casa vostra. I bambini non hanno bisogno di gente così. Hanno bisogno di persone serene. Che li crescano, li coccolino, li facciano sentire amati, li educhino al rispetto ed alla tolleranza, spieghino loro che se uno dei loro amichetti sta male gli si deve dare quella dote che a quanto pare, dalla lettura di questi deliri, secondo me qua manca totalmente: si chiama solidarietà.
E’ un dono che noi esseri umani abbiamo e per questo dobbiamo diffondere.
Noi ESSERI UMANI…..
Inoltre va anche insegnato loro che la vita non è solo gioco e divertimento. E che purtroppo esiste anche il male. Spesso abilmente travestito. Se lo incontrate, bimbi cari, sappiate che dovete fidarvi di noi maestre, di noi adulti, cammineremo nel fuoco a piedi nudi pur di difendervi. E vi crederemo, restituendovi la serenità rubata.
Dato che dubito fermamente, ma magari mi sbaglio…come no…., dubito fermamente ripeto, che VOI abbiate anche solo una di queste parole nel vostro vocabolario quindi ribadisco: cambiate lavoro e lasciate a gente più “preparata” il compito di continuare a lavorare in una scuola ammalata e ferita come la vostra.
Per sminare un campo minato ci sono due possibilità:
o si chiama del personale esperto che con grande perizia lo bonificherà, oppure si mandano, che ne so, delle galline   (gli iracheni ci facevano giocare i bambini….tanto sono bambini no?) che zampettando qua e là faranno saltare tutto in aria.
Ecco dopo avervi letto sono convinto che lì serva del personale specializzato…..
"Venerdì il gup di Tivoli ha accolto le richieste dei suoi colleghi gip e pm e ha rinviato a giudizio le nostre colleghe Marisa, Silvana e Patrizia, il marito di Patrizia e la bidella Cristina – proseguono – Ci sentiamo rinviate a giudizio anche noi. E in fondo lo siamo da 4 anni, perchè è quattro anni che spieghiamo a tutti, di continuo, che la scuola dell’Infanzia di Rignano Flaminio non ha ospitato nessuna banda di orchi, che nessun bambino è stato mai portato lontano dalla scuola o sottoposto a quelle violenze così ripugnanti che non riusciamo nemmeno a dirle. Che cose mostruose come quelle è semplicemente impossibile che accadano in una scuola". "E un minuto dopo, ancora scosse e amareggiate dalle accuse e dalla diffidenza della gente a cui negli anni, con entusiasmo, abbiamo dato un insostituibile servizio educativo, un minuto dopo eccoci lì a continuare il nostro lavoro, a prenderci cura dei piccoli, a nascondere la nostra tristezza e il dolore dietro un sorriso e un abbraccio. Ma oggi è più difficile che prima – continuano – Da sempre il nostro lavoro è al servizio dello Stato. Nel nome della Costituzione della Repubblica e dei principi di uguaglianza e fratellanza tra gli uomini di qualunque età, razza, sesso o religione noi posiamo i primi mattoni per costruire gli uomini e le donne di domani, affinchè questi siano persone serene, consapevoli, civili, positive, capaci". Ma lo Stato dove era venerdì 12 febbraio? Certo non era a Tivoli, non era in quell’aula di tribunale dove dei grigi burocrati decretavano il proseguimento di un calvario assurdo per le nostre colleghe, per noi insegnanti di Rignano, per tutta la comunità che da 4 anni aspetta dallo Stato che si scriva la parola fine su questa brutta storia, in modo da poter provare a ripartire, a ricostruire – dicono le maestre – O forse c’era? Forse lo Stato era rappresentato da quei burocrati che per 4 anni sono andati alla caccia delle streghe, spendendo milioni di euro di soldi pubblici in consulenze affidate a persone di fiducia? Che hanno sentito i bambini di Rignano dire 20 cose ma ne hanno ascoltato solo una, solo quella che in qualche modo potesse sostenere l’assurdo castello accusatorio che hanno costruito con la sabbia e che è stato spazzato via dall’onda delle sentenze del Tribunale del riesame e della Corte di Cassazione? che si turano le orecchie quando i bambini di Rignano dicono che a scuola stavano bene e che vogliono bene alle loro maestre?".
"Cos’è questa follia? Perchè lo Stato non è con noi, non ci aiuta? Perchè lascia che degli pseudo-dottori millantino abilità diagnostiche che non sono proprie della Scienza psicologica e con esse illudano i poveri di spirito? – aggiungono le maestre della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio – Perchè permette che alcuni politici vestiti da ‘difensori dei bambini’ si gettino come un branco di iene sul corpo ferito di una semplice scuola di provincia, ricavandone visibilità e carriera? Perchè consente ad individui senza intelligenza, o forse senza scrupoli, di seminare tra la popolazione italiana la paura delle scuole materne e delle loro maestre?". "Noi maestre della Scuola dell’Infanzia, umili servitrici dello Stato, siamo lasciate indifese di fronte alla follia di pochi individui malati, che grazie alla convergenza di interessi e potere ci fanno a pezzi impunemente", concludono.
Incommentabile. C’ho provato. Non ci riesco. Salvo solo una parola “poveri di spirito”, poiché convinti che ci siano stati degli abusi. Complimenti. Davvero. Mai bassezza culturale davanti ad un simile dolore/orrore, si era manifestata così palesemente. Sì, lo ripeto, urge che cambiate lavoro. Visto che il mercato non subisce flessioni, credo che un posto da becchini sia quello che vi meritiate (con rispetto per chi fa tale lavoro). Lavorare con chi non può più dire nulla, con chi qualsiasi cosa gli sia capitato nella vita non reclamerà, credo sia l’unica chance che vi rimanga.
Quanto al regista di tutta questa sceneggiata., destinato oramai per sopravvivere ad esibirsi nei teatrini di provincia (la più piccola e squallida), consiglio pure lì una seconda chance, meglio una seconda vita.  
Un’ultima cosa: dite di lavorare per gli uomini e le donne di domani. Cosa insegnerete loro? A non credere ai propri figli? A ridurli al silenzio?
Sapete vero che questo è il comportamento standard di qualsiasi pedofilo davanti alla richiesta di aiuto di un bambino?
…….FINE (per ora…)
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p.s. questa è la mia personale risposta a voi tutte. Che certo non cambierete idea. È da un po’ che al reparto miracoli han smesso di lavorare. In quanto mia idea non cerco il contraddittorio. Spiacente. Per voi. 15 anni di carriera non si buttano via mettendosi a perdere tempo con dialoghi tra sordi.
Rileggendo al vostra lettera, per l’ultima volta, mi sono accorto che ci sarebbero mille altre cose da dire. Ma come ho già detto per oggi FINE.

 
PEDOFILIA: PAPA, CRIMINE ODIOSO CONTRO DIGNITA’ UMANA
La pedofilia ‘e’ non solo un crimine odioso, ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignita’ della persona umana creata a sua immagine’. Lo ha affermato Benedetto XVI parlando ai vescovi irlandesi che ha convocato in Vaticano dopo lo scandalo su casi di abusi compiuti da sacerdoti su minori.

IN ARRIVO NEL BLOG.
La mappatura dell’orco: ennesimo caso in Veneto.
Come se la passano i pedofili in carcere.
E poi: Frassi in Africa…….da non perdere…. 🙂

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PINO TALKS…..
Oggi doppia lettura del testo.
Partiamo dal post di ieri con le ultime esternazioni di Pino La Monica e poi commenteremo delle dichiarazioni allucinanti in arrivo da Rignano.
Ma partiamo da Pinuccio. Come ho già scritto avevo pensato di ignorare le sue frasi. Poi vista la gravità delle stesse, ho pensato di dar loro visibilità e soprattutto di tradurle, svelandone, secondo la mia personale interpretazione, i veri significati. Ma anche andando a rispondere a certi quesiti ed a certe “malvagie” richieste che da lì emergono. D’altro canto il signor Pino ha scelto fin dall’inizio la via della visibilità e quindi trovo coerente assecondarlo…..
Partiamo quindi dalle sue parole:
TITOLO DELL’ARTICOLO
“Pino si sfoga: “Le ragazzine mi dicano perché”.
(…) “Comunque si concluderà questo processo” – ha detto (Pino) – “che io sia assolto o che sia dichiarato colpevole, vorrei incontrare la famiglia delle ragazzine che mi accusano e anche le ragazzine stesse: voglio guardarle negli occhi, perché sarebbe bello chiarirsi su questa vicenda, su cosa è successo, su quello che hanno effettivamente dichiarato e perché”.
Pino parte in quarta ma come fa chi parte così velocemente si schianta alla prima curva. E se la mossa ha l’effetto di una bomba mediatica, quel effetto dura lo spazio di un minuto ed il rischio di implosione, tra le mani dello stesso, è elevato quanto reale.
Pinuccio sa benissimo che non incontrerà mai le bambine (bambine, meglio di ragazzine….) ma è pure giusto ricordargli che sono i processi a chiarire (il più delle volte) come sono andate le cose. Guardare le bambine negli occhi ed aspettarsi che reggano lo sguardo è, per ora troppo presto. Già…poiché molte di quelle bimbe ancora oggi stanno male. Molte di quelle bimbe, purtroppo, hanno ancora paura di lei signor Pino.
Fare in modo che lei entri a casa loro, col suo ghigno prestampato sul volto, mi consenta (sic) è quanto di più folle e malvagio si possa pensare
di far loro. Significherebbe riportarle indietro e catapultarle dritte in un incubo irrisolto.
Però….c’è sempre un però…però queste bimbe cresceranno. Diventeranno delle adulte forti, sensibili e responsabili. Ed allora, se lo vorranno, potranno venire loro da lei. Guardarla negli occhi. E chiederle: perché?
Interviene la sorella Elena:
“una ragazzina che non c’entra in questo processo e che conosco molto bene, aveva fatto anche lei delle accuse. Avendo un buon rapporto con lei, le ho chiesto spiegazioni sulle sue affermazioni: mi ha spiegato di aver raccontato certe cose perché voleva attirare l’attenzione di suo padre…”.
Domanda: che c’azzecca? (sic). Se come dice lei signora Elena la bambina “non c’entra in questo processo” cosa cavolo c’entra col discorso medesimo? Nulla. Assolutamente nulla.
Ma aggiungo, se anche fosse vero che la bambina in questione le ha detto che ha fatto le medesime affermazioni per attirare l’attenzione del padre
Bene è un ulteriore punto alla tesi per la quale i bambini che mentono vengono immediatamente smascherati. E che a processo ci vanno solo quelli veramente feriti.
Mi permetto di dire, e lo dico contro l’interesse dille vittime, che se fossi nei vostri legali vi obbligherei ad evitare il contatto con i giornalisti ed a trincerarvi dietro un intelligente silenzio.
Riprende la parola Pinuccio:
“Ecco, rendiamoci conto… non sono parole che restino (abuso di congiuntivo!!!!! – nota mia) senza effetto: si è costruito un capro espiatorio, che sono io. Ho tappezzato la mia stanza con le pagine della perizia che è stata fatta sulle dichiarazioni delle ragazzine che mi accusano: le guardo spesso e le trovo assurde ed incredibili.
Sia che io sia assolto sia che venga condannato, ho intenzione di farmi fare una maglietta con stampato, davanti e dietro, “sono stato accusato di pedofilia”. Capite, pedofilia una cosa grave. Ora i casi sono due. O io sono un malato mentale, uno che nel corso della sua attività ogni tanto ha dei momenti di blackout che gli fa partire la mano ( e qui mima il gesto – sic!)
ma allora ci vorrebbe una perizia psichiatrica su di me, dalla quale risulti che ho questi momenti di vuoto. Oppure sono un criminale.
Qua ci sarebbe da commentare per giorni. Lei che si considera attore sta recitando la sua parte migliore, o peggiore, dipende da che punto la si guarda. Cercando di mantenere ordine e controllo, doti che si perdono davanti a simili parole, le dico:
a) la Cassazione (ed il mondo scientifico) ha sancito che il pedofilo non è un malato. Non ha dei “blackout” momentanei che lo portano a far male ai bambini (tra l’altro trovo volgarissimo quel suo gesto, mimato ad uso e consumo dei giornalisti. La prossima volta per meglio spiegare non dovremo mica assistere al gioco della formichina, spero). Lei quindi stia tranquillo, non è un malato mentale nel senso più tecnico del termine.
E penso che qualsiasi perizia la riterrebbe normalissimo. Perfettamente in grado di intendere e di volere. Come dimostra questa sua ennesima conferenza stampa.
Queste frasi a me personalmente sembrano più messaggi subliminali per la sua famiglia (che suppongo stia soffrendo ed ha quindi tutta la mia solidarietà), quasi a mettere le mani avanti, lanciando l’ennesima scialuppa su cui aggrapparsi quando il Titanic è un po’ che è scomparso….
Se il Tribunale la riterrà colpevole lei non sarà considerato un malato. Sarà un criminale. Reo del peggiore dei crimini, la pedofilia, già, la PEDOFILIA.
E la maglietta che le verrà data avrà una scritta leggermente diversa da quella da lei auspicata. Non sarà quindi “sono stato accusato di….”, bensì, “SONO UN PEDOFILO”, che è ben diverso……
 “Tra l’altro sono accusato di aver detto, a una ragazza, “tu sei una bella gn…”. Non è questo il mio modo di esprimermi, non mi appartiene, non dicevo le parolacce neppure da giovanissimo, quando per tutti è normale farlo. Pensate che non apprezzo Beppe Grillo perché le dice…”.
Ricordo le intercettazioni telefoniche del caso di un prete pedofilo. Uno che faceva turismo sessuale e cercava nelle stazioni italiane dei bambini per poterli abbordare e stuprare. Uno che aveva materiale pedopornografico in grande quantità. Uno per cui testimoniarono centinaia di parrocchiani descrivendolo come un Santo. Parrocchiani che restarono ammutoliti quando fu fatta ascoltare la sua voce. Lui, così duro contro chi diceva anche solo una piccola parolaccia, bestemmiava come un indemoniato. Peggio, la bestemmia era un suo intercalare normale, nelle comunicazioni con i suoi compagni di merenda.
Questo per dirle che la sua spiegazione fa acqua da tutte le parti.
Aggiungo, ma seguendo un migliaio di casi all’anno senza quelli che si leggono, la memoria sicuramente fa qualche scherzo, che se ben ricordo dal suo blog (oscurato poi dalla Polizia), lei partecipò al Vaffa Day di Beppe Grillo e riempì di VAFFANCULO il suo blog…..ripeto, forse ricordo male io….forse no…….
Ultima considerazione: quel bella “gn…” è una forma di pudore suo, o una censura giornalistica? Se sua “gn” sta per cosa? Gnoma?
La sorella:
”molti suoi amici ed amiche ci hanno contattato per manifestare il loro stupore sottolineando che non lo avevano mai sentito dire le parolacce”.
L’ho già detto e lo ripeto. Questo si chiama “boomerang”: ha presente quel attrezzo usato soprattutto dagli aborigeni, che lanciato in aria a tutta velocità torna tra le mani del lanciatore? Capisco che abbiate bisogno di mantenere alta la facciata, benché oramai rosa dalle fondamenta. Capisco che sia un bisogno vostro quello di illudervi che la gente vi creda, altrimenti uscireste pazzi (sic). Capisco anche che la scuola dei
Falsi Abusi vi abbia istruito in tal senso. Capisco…ma non accetto.
Cosa vuol dire che gli amici sono stupiti di non averlo mai sentito dire parolacce? E allora???? Io fossi in loro mi stupirei di ben altro.
Cosa, glielo dico alla fine.
E per finire ancora Pino:
”Gli avvocati mi hanno detto di lasciar perdere questa frase che avrei detto, che ho delle accuse ben più gravi. Invece io vorrei partire dal piccolo, da questo particolare che è rivelatore di come le accuse non si reggano. Perché è impossibile che io abbia usato certe parole….Spero che il processo faccia chiarezza: non soltanto per me, ma per tutti: anche per chi mi accusa, per le loro famiglie”.
Che il processo faccia chiarezza è necessità di tutti. Lei, i suoi familiari, le bambine, i loro familiari, la società civile e pure quella, minoritaria, che civile non lo è.
La pedofilia come ho già detto è il peggiore dei crimini. Poiché il criminale indossa sempre le vesti dell’agnello pur comportandosi con alcuni bambini da lupo. Si è fatta circolare in Italia l’idea che basta che un bimbo punti il dito contro qualcuno che quello finisce subito in galera. PER FORTUNA non è così. Non basta un dito puntato. Serve molto di più. Ed a volte quel molto manco basta. Cosa sia, lei lo sa bene, e lo sanno bene le persone che leggono questo blog, quindi inutile ripeterlo.
Dato che lei signor Pinuccio parla di chiarezza però che chiarezza sia. Nella conferenza stampa manca un punto che non è irrilevante e che lei non ha mica risolto:
LA PEDOPORNOGRAFIA. Ovvero fotografare/filmare bambini (spesso piccolissimi, molti i neonati!) mentre stanno subendo abusi sessuali o torture.
Altro crimine. Gravissimo. Perché spesso quei bimbi abusati nelle fotografie sono bimbi rapiti, che poi verranno uccisi quando allo stremo delle forze non reggeranno più gli abusi. In Italia come nel resto del mondo, dalla Finlandia al Perù per capirci.
Nessun educatore, nessuna persona che lavori a contatto con i bambini (sia dal nostro punto di vista che dal suo) guarderebbe mai anche solo per curiosità una fotografia. Una sola.
Solo un criminale pedofilo, secondo me, scaricherebbe invece quelle fotografie e le terrebbe nel suo computer.
Lei da quello che leggo ne aveva poco meno di 400 QUATTROCENTO.
Ora ribadendo che sarà il Tribunale a stampare o meno la maglietta di cui abbiamo parlato prima, le faccio una richiesta:
è disposto ad incontrare e guardare negli occhi, magari con a fianco la sua dolce sorellina, anche i 400 bambini stuprati in quelle fotografie? Passino le dieci bambine matte, gelose, contagiate dai genitori, etc. etc., lasciamo perdere loro, ma gli altri 400 (ma forse sono di più se magari nella stessa foto compaiono più piccoli!!!!!) le va di incontrarli?
E se la risposta è sì, cosa chiederà loro? Di dirle il perché si sono fatti fotografare mentre uno o più luridi maiali li stupravano, raggiungendo il loro misero malato orgasmo sul loro corpicino?
Chiudiamo così. Coerentemente con tutta questa follia:

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PINUCCIO PARLA……..
Premessa. Essendo stato via ho letto solo stamani gli articoli sulle ennesime esternazioni di Pino La Monica, mandatemi venerdì scorso.
Per un lasso di tempo di ben….10 minuti ho pensato di non parlarne, ignorandole. Poi ho cambiato idea. Anche perchè trovo gravissime le su parole.
Incomincio riportandole per intero. E poi, vorrei analizzarle insieme a voi. La fonte è Il Giornale di  Reggio, che titola: “Pino si sfoga: “Le ragazzine mi dicano perché”.pino la monica tra i fiori
Queste le frasi dette da Pinuccio in una sorta di conferenza stampa tenuta fuori dall’aula di Tribunale.
”Comunque si concluderà questo processo” – ha detto (Pino) – “che io sia assolto o che sia dichiarato colpevole, vorrei incontrare la famiglia delle ragazzine che mi accusano e anche le ragazzine stesse: voglio guardarle negli occhi, perché sarebbe bello chiarirsi su questa vicenda, su cosa è successo, su quello che hanno effettivamente dichiarato e perché”.
Interviene la sorella Elena:
“una ragazzina che non c’entra in questo processo e che conosco molto bene, aveva fatto anche lei delle accuse. Avendo un buon rapporto con lei, le ho chiesto spiegazioni sulle sue affermazioni: mi ha spiegato di aver raccontato certe cose perché voleva attirare l’attenzione di suo padre…”.
Riprende la parola Pinuccio:
“ Ecco, rendiamoci conto… non sono parole che restino senza effetto: si è costruito un capro espiatorio, che sono io. Ho tappezzato la mia stanza con le pagine della perizia che è stata fatta sulle dichiarazioni delle ragazzine che mi accusano: le guardo spesso e le trovo assurde ed incredibili”.
”Sia che io sia assolto sia che venga condannato, ho intenzione di farmi fare una maglietta con stampato, davanti e dietro, “sono stato accusato di pedofilia”. Capite, pedofilia una cosa grave. Ora i casi sono due. O io sono un malato mentale, uno che nel corso della sua attività ogni tanto ha dei momenti di blackout che gli fa partire la mano ( e qui mima il gesto – sic!)
ma allora ci vorrebbe una perizia psichiatrica su di me, dalla quale risulti che ho questi momenti di vuoto. Oppure sono un criminale.”
”Tra l’altro sono accusato di aver detto, a una ragazza, “tu sei una bella gn…”. Non è questo il mio modo di esprimermi, non mi appartiene, non dicevo le parolacce neppure da giovanissimo, quando per tutti è normale farlo. Pensate che non apprezzo Beppe Grillo perché le dice…”.
La sorella:
”molti suoi amici ed amiche ci hanno contattato per manifestare il loro stupore sottolineando che non lo avevano mai sentito dire le parolacce”.
Continua Pinuccio:
”Gli avvocati mi hanno detto di lasciar perdere questa frase che avrei detto, che ho delle accuse ben più gravi. Invece io vorrei partire dal piccolo, da questo particolare che è rivelatore di come le accuse non si reggano. Perché è impossibile che io abbia usato certe parole…”.
E per concludere:
“spero che il processo faccia chiarezza: non soltanto per me, ma per tutti: anche per chi mi accusa, per le loro famiglie”.
Tutto chiaro? Bene!
Più tardi le commentiamo dettagliatamente…….nel frattempo vado a far stampare una maglietta…….

PNENSIERO DELLA SERA:
Chi non crede ad un bimbo che a 4 anni (come a 10) chiede aiuto perché ha subito abusi, non crede al mondo.
Chi non crede al mondo, al mondo non appartiene.

Rinviati a giudizio i cinque imputati
Cinque gli imputati per presunti abusi nell’asilo

ROMA – Il gup di Tivoli, Pierluigi Balestrieri, ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque imputati, accusati di essere i responsabili dei presunti abusi sessuali compiuti su almeno ventuno bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. A processo andranno le tre maestre Patrizia Del Meglio, Annalisa Pucci e Silvana Magalotti. Rinviati a giudizio anche la bidella Cristina Lunerti e l’autore tv, marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello. Il processo comincerà il 27 maggio.

GENITORI IN LACRIME, VINTO MA E’ PRIMO PASSO

Hanno tutti le lacrime agli occhi, escono dall’aula abbracciati dopo che il gup di Tivoli ha deciso per il rinvio a giudizio dei cinque imputati del caso dell’asilo di Rignano Flaminio. Sono i genitori dei bambini che tra il 2005 e il 2006 avrebbero subito abusi sessuali da parte di tre maestre, dal marito di una di loro e di una bidella.   ”Questo e’ il primo passo ma abbiamo vinto” si limita a dire una mamma. Le fa eco un altro genitore, madre di una bambina che all’epoca dei fatti aveva circa tre anni e mezzo.  ”Quando il giudice ha pronunciato la sua decisione ho provato molta rabbia. Per circa quattro anni siamo stati considerati come dei pazzi. Noi non possiamo piu’ andare in giro per Rignano – prosegue – ogni giorno devo fare circa 20 chilometri per portare i miei figli a scuola. Sembrava che gli orchi fossimo noi”. L’emozione e’ forte, in pochi riescono a trattenere le lacrime. ”Ci hanno accusato di aver fatto questa cosa per invidia o peggio, per soldi: oggi per noi e’ una giornata importante soprattutto perche’ veniamo da anni di
inferno”, ha detto un padre.

AdultChildMannequin
Speciale abusi nelle scuole.
 
INGHILTERRA 1 – ITALIA 0
In una scuola materna privata inglese hanno denunciato un presunto pedofilo. Il quale è stato subito arrestato ed ora, dietro cauzione, è ai domiciliari. La notizia è stata resa nota dalla Polizia con il seguente comunicato:
“la Polizia prende in seria considerazione questo tipo di segnalazioni ed ha formato una sezione speciale per potersi rapportare sia con le vittime che con gli imputati. Chiunque abbia ulteriori informazioni in merito contatti al più presto…..”.
Serve aggiungere altro?! 
 
PISTOIA.
Le maestre di Pistoia ammettono tutto (ma va? Giura? E noi che pensavamo che quei filmati fossero un fotomontaggio di qualche malato di mente!!!!). Confessano ora che le prove sono inoppugnabili e chiedono di non essere considerate dei mostri.
No non siete dei mostri…siete molto peggio e mi auguro che per il resto di vostri giorni nessun bambino possa mai nemmeno transitare vicino a voi……che siete del tutto identiche a chi vi ha difeso urlando la vostra innocenza e ora fugge, coda tra le gambe, dopo la visione (dolorosissima) dei filmati.
 
RIGNANO FLAMINIO.
In arrivo tra domani e sabato la sentenza.
Ci sarà il rinvio a giudizio? O si archivierà tutto!
Chi lo sa???!!!! Importante, e lo dico ai genitori coinvolti, è essere arrivati fino a qua. Aver creduto, difeso, curato (!) i propri figli.
Tutto il resto non dipende più da voi. Né dai vostri bravi avvocati.
Tutto il resto è un terno al lotto. Che a volte esce subito ed a volte ritarda.
Con qualche soffio sopra al pallina della roulette….russa.
Vi abbraccio tutti. Ed abbraccio i vostri bimbi. Bimbi che mi auguro porterete via da lì. Già…VIA DA LÌ….
Non una resa. Né una fuga. Semplicemente il bisogno di regalare loro uno spazio pulito. Incontaminato. Privo di elementi negativi. Sguardi che offendono. Che abusano. Aria fresca al posto di malati ricordi.

Ed a proposito di scuole riporto integralmente la versione pubblicabile della sentenza della Cassazione sulla scuola materna Abba di Brescia.
Da leggere attentamente. E riflettere.
Dato che certi legali continuano a citare le sentenze di Brescia come fossero la Bibbia della Giurisprudenza, forse è il caso che citino anche questa. La trovate tutta qua:
 

pedofilia in condominio

Le scuse dei Pedofili.
Ci siamo già occupati delle scuse più utilizzate dai pedofili in questi lunghi anni di attività. Anni in cui ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori.
Con spiegazioni che ogni volta surclassano, per follia, quelle precedenti.
Ancora ferisce il padre “pedofilo ma sonnambulo e quindi assolto”, mentre diverte, se così si può dire, il pedofilo americano che ha accusato il suo gatto “di aver scaricato centinaia di files pedopornografici”.
E così tra immagini di pedofilia estrema “scaricate per motivi di studio” e “genitori che si sono contagiati scambiandosi la pedofilia come si scambiano il raffreddore”, abbiamo , ripeto, un campionario infinito quanto folle, di spiegazioni.
Ci mancava però la bega condominiale.
Il cane del vicino non vi fa dormire? Quando avete appena pulito le scale lui sale con le scarpe zeppe di fango che non si è premurato di pulire all’ingresso?
Parcheggia sempre nello spazio a vostra disposizione? Lascia la sua puzzolente spazzatura sulle scale? Vi costringe a sentire il Grande Fratello fino a che non finisce perché tiene un audio che neanche al concerto dei Metallica? Bene!
La soluzione c’è ed è semplice: lo si denuncia per abusi.
È in corso presso il Tribunale di Ancona (ma i fatti si sono svolti a Jesi), e si appresta ad arrivare alle battute finali, il processo nei confronti di Falerio Filipponi, settantenne accusato di aver attirato nel garage di un condominio (dove pure lui abitava) ben 8 ragazzini (7 maschi ed una femmina – anche se si sospetta potrebbero essere di più….), per molestarli.
Gli episodi si sarebbero svolti nel periodo 2002 – 2004, quando l’età media delle vittime era di 12 anni.
Nel garage il gentilissimo omino pare avesse un computer pieno di videogiochi che regalava ai bambini.
Secondo quanto detto in aula dal Pm pare che in garage,dopo aver attirato con delle scuse i ragazzini o spesso con la promessa di masterizzare loro dei cd di giochi, chiudesse la serranda e mostrasse loro immagini pornografiche per poterli poi molestare.
Da sottolineare un altro classico di queste losche vicende: molti dei ragazzini vittima hanno parlato solo tempo dopo. Per paura.
E l’omino? Bhé lui, come anticipato riconduce tutto a delle mere questioni di beghe condominiali. Già…..
Vicini di casa antipatici, chissà forse invidiosi di qualcosa, che pilotano i propri figli, convincendoli del peggiore dei crimini. E gli stessi, sono così “convinti” da stare male anche a distanza di tempo ed affrontare addirittura un processo.
Magari tutto per colpa di uno zerbino sporcato, una bicicletta lasciata nel posto sbagliato, una radio troppo alta, l’abbaiare di un cane……..
Falerio (o Valerio????) Filipponi (il nome appare sui giornali) seguiremo molto da vicino il suo processo. Aspetteremo con ansia la sentenza. E poi, una volta avuta, racconteremo tutto quello che oggi qua non c’è stato. Dando il giusto valore alla parola “beghe condominiali” e l’altrettanto giusto valore alla parola “PEDOFILO”.
Intanto mandiamo la nostra solidarietà e la stima dell’Italia civile ai suoi (fortunatamente per loro ) ex condomini…..
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