Archivio di aprile 2010

Oscurato il blog anti pedofilia

n53347483962_9718Chi ha paura di questo blog?
Dopo che negli ultimi giorni ha toccato dei picchi di contatti, con articoli ripresi da altri siti, agenzie di stampa, giornali, da oggi è scomparso completamente dai motori di ricerca. Neppure per Splinder sembra esistere più.
Chi l’ha crackato cosa pensa? Che la gente non lo legga comunque? Che non ce l’abbia salvato? Che non sappia l’indirizzo?
Dai su, giochiamo con giochetti un po’ più degni?

Pino La Monica: gratuito patrocinio e comunità

PINO AVVOCATO GRATIS


Pino La Monica, l’educatore alla sbarra perché accusato di aver compiuto abusi sessuali sulle ragazzine che frequentavano i suoi corsi di teatro, avrà d’ora in poi l’avvocato gratis, ovvero a spese dello stato. L Monica ha infatti chiesto e ottenuto  l’accesso all’istituto del gratuito patrocinio che prevede per i non abbienti la possibilità di avere un difensore che viene pagato dallo Stato. E questo perché nel presentare la sua richiesta l’educatore è riuscioto a dimostrare di avere un reddito pari a zero. Cosa peraltro assai probabile, trattandosi di un professionista che viveva di convenzioni con enti che – al momento dell’inchiesta della procura – si sono tutelati rescindendo ogni rapporto con l’educatore e regista di teatro.
Su quest’ultima puntata della vicenda di La Monica, interviene in tono polemico l’associazione Prometeo, una onlus nazionale che riunisce le vittime di abusi sessuali.
E lo fa chiedendo che lo Stato pensi anche alle vittime, ovvero che le “istituzioni – dice una nota dell’associazione – creino un fondo per le famiglie delle bambine coinvolte nella turpe vicenda. Questa è una società al contrario, dove chi è accusato del peggiore dei reati gode di benefici e chi subisce no. È già accaduta la stessa cosa con Mario Alessi, assassino del piccolo Tommy che ha beneficiato di 98mila euro dallo Stato ed è ora che la gente faccia sentire la propria indignazione: è infatti – dice ancora l’associazione – ingiusto che chi è accusato riceva più aiuti di chi ha subito un abuso”. 

FONTE: LA GAZZETTA DI REGGIO – 30 APRILE 2010.

 
Questo invece il nostro comunicato:
 
 
PINO LA MONICA: ASSOCIAZIONE VITTIME DI ABUSI CHIEDE AIUTO A COMUNE, PROVINCIA E REGIONE.
 
Se la notizia che da tempo circola sarà confermata, ovvero che al sig. Pino La Monica (educatore a processo per presunti abusi contro una decina di bambine e detenzione di materiale pedopornografico) è stato riconosciuto il gratuito patrocinio e potrà quindi pagarsi le spese legali con i soldi dei contribuenti, l’Associazione Prometeo che riunisce vittime di abusi sessuali in tutta Italia, chiede che le istituzioni creino un fondo per le famiglie delle bambine coinvolte nella turpe vicenda.
“Questa è una società al contrario” ha dichiarato Frassi, “dove chi è accusato del peggiore dei reati gode di benefici e chi subisce no. È già accaduta la stessa cosa per Mario Alessi assassino del piccolo Tommy che ha beneficiato di 98mila euro dallo Stato ed è ora che la gente faccia sentire la propria indignazione”.
“Sappiamo benissimo quali sono le condizioni per cui si può chiedere il gratuito patrocinio e non mettiamo in discussione le garanzie difensive di cui ogni cittadino può usufruire, ma proprio per questo crediamo che a questo punto le istituzioni tutte, dal Comune di Reggio Emilia alla Provincia alla Regione, debbano costituire un fondo per dare supporto legale e terapeutico alle giovani vittime, come è già avvenuto in altre realtà italiane per casi simili. Troviamo infatti ingiusta questa inversione di tendenza, dove chi è accusato riceve paradossalmente più aiuti di chi ha subito il torto”.
 
Ma non è finita. Ora avanziamo ad alta voce, auspicando una risposta, alcuni quesiti:
a) tempo fa il Comitato di fans di Pino La Monica, quelli che lo hanno accolto “come un eroe” fuori dal Tribunale (sic) fecero sapere che c’erano numerose richieste di iscrizione per uno dei suoi corsi, denominato “chi è il bambino” (sic), corso contestassimo e molto discusso, ma che a detta loro ,malgrado la modica somma di euro 350 ad iscrizione, aveva già, se ben ricordo, una ventina di insegnanti iscritte!
La domanda che sorge spontanea quindi è: facendo al volo due conti, se per ogni singolo corso si prendono tutti questi soldi, perchè poi si può beneficiare di un gratuito patrocinio?
Ed alle vittime, che oltre alle spese legali si assommano anche quelle per le perizie e per le terapie, a chi ci pensa?
b) sul sito del Comitato di fans appare questa fotografia, ripresa un po’ ovunque in internet. Fotografia con al didascalia che parla di un (ennesimo) corso fatto da Pinuccio presso la comunità di Damanhur, vicino Torino per  insegnanti di scuole materne ed elementari.
Ora consultando il sito del Cesnur, quello del Centro Studi ed abusi psicologici , quello di Focus e quello di Mondo raro (che riprende autorevoli fonti della stampa estera), non emerge un ritratto idilliaco di quella che viene da più fonti definita una “psico setta”.
Questi alcuni link, nel caso abbiate tempo e voglia di approfondire::
http://www.cesap.net/forum/viewforum.php?f=18&sid=162670a5ad858073065e62175d0f090c
 
http://www.mondoraro.org/category/mondomistero/damanhur/
 
http://www.focus.it/Community/cs/forums/17/394284/ShowThread.aspx
 
http://www.cesnur.org/religioni_italia/n/newage_07.htm
 
Qua le domande da fare sarebbero tantissime. E forse non serve nemmeno elencarle, credo siano le stesse che qualsiasi persona in questo momento, si sta facendo….credo…..
CONTINUA.
 

pinuccio l amonica

In materia di abusi sessuali e dei ''gravi e tristi episodi di pedofilia che hanno coinvolto alcuni ecclesiastici'' va ricordato che ''chi ha favorito atteggiamenti di indulgenza o pratiche di rimozione non ha mai applicato direttive di Chiesa, ma semmai le ha tradite, stravolgendo la doverosa riservatezza in complice copertura''.
E' quanto ha affermato il Segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, nel corso del l'intervento pronunciato alla riunione della Commissione presbiterale italiana, che si conclude oggi a Roma.
''Posto che un solo caso di pedofilia è già di troppo, in qualsiasi ambiente, un tale comportamento è doppiamente condannabile quando a metterlo in atto è un uomo di Chiesa, un prete, una persona consacrata''.
''Per questo – ha aggiunto il rappresentante dei vescovi – non basta dire che, in proporzione numerica, i casi di pedofilia tra il clero sono uguali o addirittura inferiori a quelli che si verificano in altre categorie di persone. Non possiamo infatti sorprenderci se la reazione di fronte ad abusi commessi da ecclesiastici è stata così forte''. Infatti, ha sottolineato Crociata, ''le aspettative più alte alimentate dal nostro ministero rendono smisuratamente più intollerabile e condannabile un tradimento così grave e devastante''.
''Senza dubbio c'è stata una evoluzione nella sensibilità sociale, che ha portato da un lato ad una più netta e condivisa percezione della inaudita gravità della pedofilia e dall'altro all'esigenza di una totale trasparenza nella individuazione e nel contrasto di comportamenti e responsabilità''.
''Si tratta – ha aggiunto il Segretario della Cei – di una evoluzione positiva, che ha trovato una risposta adeguata e pronta nei documenti emanati sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, e, più recentemente, nella 'Lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda' di Benedetto XVI e nella 'Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo alle accuse di abusi sessuali' .
FONTE ADNKRONOS.
 
Nota mia:credo che questo sia l’intervento più forte, intelligente e necessario tra quelli attuati fino ad oggi.
Grazie di cuore Mons. Crociata, davvero grazie.
E mi perdoni la “spocchia” (non rivolta a Lei ovviamente), se dico che le stesse cose, dette da me dieci anni fa, mi crearono non pochi problemi con alcuni “uomini di Chiesa”…..

tadini--140x180ARRESTATO FRANCESCO TADINI.
È un pedofilo sadico. Aveva nel pc immagini “raccapriccianti” (1250!!!!!!)  di abusi e torture, avrebbe pagato fino a 4mila per seviziare bambine di un’età tra i 3 ed i 10 anni e si difende dicendo:
“detenevo quel materiale per interesse culturale”.
Culturale?
Culturaleeeeeee?????
E no signori, non ci siamo proprio, a questi soggetti deve essere revocata pure la più basilare libertà di espressione. Perché si abusa (dei bimbi come della nostra intelligenza), obbligandoci ad ascoltare simili nefandezze.
Ora c’è da auspicare solo che si butta via al chiave per sempre. O che lo si lasci insieme a carcerati comuni!
Spiacente, ma oggi mi va così e sono sempre più per la tolleranza zero.

Intervista a Massimiliano Frassi

intervista frassi 2010VITTIME DI ABUSI, VERTICE A GORLE.
 
Due giorni in cui si incontrano persone da tutta Italia legate da un dramma comune, essere genitori di bambini abusati. Succede a Gorle, alle porte di Bergamo, l’8 e 9 maggio prossimo, nella sede di Prometeo, l’associazione che da una decina d’anni si occupa di pedofilia. È una riunione non aperta al pubblico, di auto aiuto, perché dice Massimiliano Frassi, il fondatore dell’associazione, “il rischio infiltrati è sempre molto alto”. Si esporranno, si racconteranno e con una lettera comune chiederanno un incontro col Papa. Sono le persone che con gli anni si sono avvicinate all’associazione, fra ostacoli e appoggi, come racconta Frassi in questa lunga chiacchierata.
DOMANDA: Ricordiamo cos’è Prometeo.
 
La Prometeo onlus è un’associazione da me fondata più di 10 anni fa a Bergamo. Scopo della associazione: dare voce ai bimbi vittima di abusi, bimbi paradossalmente sempre più soli ed indifesi, poiché chissà come mai se a parole si è tutti contro questo “orribile crimine” i fatti poi dimostrano il contrario. L’associazione ha puntato molto sulla lotta culturale, cercando a volte con toni molto forti, erroneamente scambiati per presuntuosi, mentre erano solo grida di dolore, di fare in modo che si capisse la reale portata del problema e quanta e quale sofferenza, anche a lungo termine, il crimine della pedofilia poteva seminare nelle vittime.
 
D: In 12 anni quante storie avete visto?
Sono migliaia le vittime che abbiamo incontrato, provenienti da tutta Italia. Vittime la cui età media oggi si è drasticamente abbassata, spaziando dagli zero ai quattro anni.
 
D:Il caso più incredibile.
Difficile trovare un caso sopra tutti. Ogni storia benché comune per il crimine accaduto, è a sé stante. Certo quando hai a che fare con una neonata di sei mesi, quando hai a che fare con bimbi di 4 o 5 anni che per sfuggire agli abusi tentano il suicido, quando entri a contatto con casi di abusi rituali nelle scuole, quando hai a che fare con bimbi handicappati vittima di abusi, quando incontri la nonnina di 85 anni che piangendo come una bambina ti dice “vi avessi incontrato 82 anni fa la mia vita sarebbe stata diversa”,  allora sicuramente quella storia magari ti colpisce di più, ti fa più male e te la porti dentro nel tempo.
 
CONTINUA QUA:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action
=new_pg&cl=3&ip=4&iv=4&im=282

PEDOFILIA – LA MARCIA PRO PRETE IN CARCERE.
 “Non c’è alcuna differenza tra la fiaccolata organizzata ad Albenga a favore di don Luciano Massaferro agli arresti per presunti abusi a danno di una bambina e gli applausi a favore del numero 1 della ‘Ndrangheta arrestato ieri a Reggio Calabria” – è quanto sostiene Massimiliano Frassi, presidente dell’Associazione Prometeo lotta alla pedofilia.
“Sono entrambi episodi che sottolineano come questa società sia malata e come si siano pericolosamente invertiti i ruoli, facendo in modo che chi abusa o uccide sia osannato come “uomo di pace” e chi arresta un latitante o denuncia un abuso sia sottoposto ad attacchi ignobili”.

DCP_0617BLOG COPIAEINCOLLA.

Le lacrime della mamma di Tommy
"Mai dato nessuna delega"
di Tiziano Soresina
 
SANT'ILARIO.Per l'accusa quell'iniziativa era una truffa bella e buona nel nome del piccolo Tommaso Onofri, sequestrato e ucciso il 2 marzo 2006. Per la mamma di Tommy è soprattutto il riaprire una ferita e, a fine-processo, non riesce a trattenere le lacrime con i cronisti.
Poco prima, in aula a Reggio, Paola Pellinghelli è stata sentita su quel «Cantabimbo per ricordare Tommy» che avrebbe dovuto svolgersi nel 2007 in un parco di Sant'Ilario e che non solo non si svolse mai, ma ha messo nei guai due impresari parmensi (il 36enne Maurizio Luceri e il patrigno 74enne Ferruccio Marinello) che tentarono d'organizzare la manifestazione canora. «Io e mio marito avevamo conosciuto queste persone _ ha detto la mamma di Tommy _ e avevamo dato loro l'ok per organizzare una manifestazione commemorativa. Ma c'è una bella differenza tra questo e dare una delega per chiedere soldi alle persone. Su questo non siamo mai stati interpellati e non abbiamo dato autorizzazioni». «E questa falsa beneficenza _ aggiunge l'avvocatessa Donata Cappelluto che assiste la famiglia Onofri _ non è nemmeno un fatto isolato. Vi sono in corso due procedimenti penali». La mamma di Tommy ascolta il legale, poi non riesce a trattenere il pianto. «Tutto quello che riguarda il mio bimbo mi ferisce, sono cose che non dovrebbero succedere perché minano la credibilità della associazione Tommy nel cuore che, pur piccola, fa buone cose. Comunque non porto rancore per i due imputati, non ce l'ho neanche con chi mi ha fatto ben di peggio…».
Il processo è solo all'inizio, ma i due impresari non si sottraggono ai taccuini: «Abbiamo un'agenzia di spettacolo _ dicono _ ed organizzato altre iniziative benefiche. I soldi chiesti come sponsor dovevano servire per le spese d'impianto audio, mentre la raccolta-fondi all'ingresso sarebbe stata fatta da persone dell'associazione. Siamo persone oneste». Se ne riparlerà in settembre.
FONTE LA GAZZETTA DI REGGIO.
 
UN ABBRACCIO A PAOLA, MI CHIEDO SEMPRE PER QUANTO TEMPO DOVRA’ CONTINUARE A SOPPORTARE TUTTO QUESTO SCHIFO……

Di manifestazioni a favore di pedofili, mafiosi e dei loro supporters


blog pedofilia xxL’ALTRA MARCIA.
Credo abbiate visto tutti nei Tg di ieri come sulle prime pagine dei giornali di oggi, le immagini dell’arresto del numero 1 della ‘Ndrangheta Giovanni Tegano, avvenuto a Reggio Calabria.
Usciva ammanettato e scortato dagli agenti incappucciati (gente che lavora per noi, che rischia la vita per noi, e che per noi subisce quello che ieri ha dovuto subire) mente la folla applaudiva e piangeva.
Come altre volte già è capitato.
Peccato però che stavolta gli applausi, come appunto già ben saprete, sono stati indirizzati al Boss. Ricercato da 17 anni per i peggiori crimini ed applaudito dalla folla, “come un eroe”. Grida, pianti di disperazione ed applausi il cui acme è stato raggiunto dalla donna che lo ha chiamato a gran voce: “UOMO DI PACE”.
Ammetto di aver avuto un brivido la prima volta che l’ho sentita. E se non fosse che non voglio cambiare televisore, la tentazione di lanciare contro il monitor una scarpa è stata forte.
Battute sciocche a parte (sciocche ma realistiche, dato che stavo appunto per farlo), quelle parole, ma soprattutto quella sfacciataggine al momento, a caldo, mi hanno turbato. Tanto.
“Uomo di pace” – un killer – “uomo di pace” – pluricondannato e latitante – “uomo di pace” – più volte condannato all’ergastolo – “uomo di pace” come Ghandi, Martin Luther King, Papa Giovanni XXIII, Gesù Cristo giusto per citare al volo primissimi nomi che mi vengono in mente se devo usare la definizione di “uomo di pace”.
E la mente è corsa subito al filmato che vi ho fatto vedere ieri. Quello che ho definito “un video pedofilo”, perchè di video pedofilo si tratta, di una pedofila non agita, non mostrata (nel senso che non si vedono bimbi nell’atto si subire abusi sessuali), ma teorizzata, culturale, dopo le parole penetrano a modo loro l’innocenza dei nostri piccoli.
Ed è nata lì, come un flash, l’intuizione.
I due filmati, la donna bionda ossigenata che urla “UOMO DI PACE” e la signora sciatta ed altrettanto ossigenata che manifesta pro pedofilo in carcere, sono figlie della stessa cultura, manifestano per gli stessi ideali (“lo conosco bene”), tutte e due, sinceramente, sanno che in cuore loro lui “è buono”, generoso, gentile. E loro, o i loro figli, non li ha mai toccati né mai li avrebbe sfiorati, anzi., Li ha cresciuti, educati, finanziati.
A loro questo basta. Altro non devono sapere. Di altro non hanno bisogno, anzi, quando quel altro appunto entra nelle loro vite, sgretola la loro facciata, sono pronte a battersi come delle leonesse a cui stanno toccando i cuccioli. sfoderano grinta, artigli e faccia tosta. Sfilano e manifestano fregandosi di star facendo la peggiore delle figuracce.
Ogni cittadino italiano ieri sera vedendo Reggio Calabria si è sentito, anche solo per un istante, pronto per andare ad emigrare in Svizzera. Ogni cittadino italiano che ha visto il video di Albenga, è corso a fare le valigie per la Scandinavia.
Poi dopo l’orrore, lo schifo, il ribrezzo e lo sgomento. Ma anche una sana necessaria incazzatura, quel cittadino, cioè noi tutti, ha capito che è qua che deve stare e che oramai nulla lo può più indignare.
Ha capito che ci sarà sempre l’imbecille che regge la candela per manifestare fuori da un tribunale dove si giudica un pedofilo o che insulterà un poliziotto che ha dato la vita per fermare un pericoloso latitante.
Ma in cuor suo capirà che guardando la marcata diversità tra sé stesso e quel “manifestante” a libro paga, guardando l’abisso che li separa, dopo,
lo ripeto, un iniziale umano sgomento, non potrà che uscire da quel confronto rafforzato, con una overdose di autostima. E potrà insegnare ai propri figli, guardandoli dritti negli occhi, che le  parole “legalità”, “giustizia”, “pulizia”, non sono dei beni comuni a tutti. Che spesso bisogna lottare per poterne beneficiare. Ma che quando si hanno, quei beni vanno difesi in ogni modo, soprattutto se si deve lottare contro gli “uomini di pace”.
 
Questo post è dedicato alle famiglie ferite dai criminali sopra citati.
 
p.s. non ci siamo dimenticati. Anzi viste le ultime e sfilate è il caso che riparliamo di lui:

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Il Papa piange per le vittime, ma certi soggetti preferiscono marciare……

don lucianoLa cosa che più mi ha colpito della marcia pro don Lu Massaferro, in custodia cautelare in carcere per abusi nei confronti di una bambina, non sono state solo le dichiarazioni dei soliti idioti con l’altrettanto solita serie di luoghi comuni (“lo conosco bene” ergo è innocente), o l’assenza totale di anche solo una parola a favore della bambina che dice di essere stata molestata (anzi, “mettete da parte gli striscioni perché ci serviranno” ha detto Monsignor Brancaleoni come riportato da tutta la stampa), no, ciò che mi ha “turbato” è che la Diocesi, malgrado il clima di questi giorni, le parole importantissime del Santo Padre ed i suoi gesti (dolorosi, difficili, ma necessari) di riconciliazione, abbia organizzato un folle teatrino, uno stupido circo di freaks, precettando in ben 163 parrocchie  la gente affinché partecipasse.
Un fatto simile era già avvenuto tempo fa per i funerali di un prete pedofilo, con le mamme che portavano bambini in prima fila ed i piccoli a chiedersi, “mamma perchè stiamo qua?”.
Stavolta, incuranti del senso di ridicolo che oramai li ha attanagliati, scevri di apparire per quello che appaiono, COMPLICI del carcerato, hanno mobilitato un numero esiguo di persone, mille.
Già esiguo, poiché se pensate che le parrocchie contattate sono ben, 163 (a cui aggiungere le varie Caritas, e quant’altro) significa che non sono arrivati nemmeno 10 rappresentanti per parrocchia. A ben vedere, nulla….
Dato preoccupante invece è che quei manifestanti sono verosimilmente educatori negli oratori. A loro affidiamo i nostri figli affinché li facciano crescere anche nella fede. Quella stessa che ieri ad Alberga è morta, non irreversibilmente per fortuna, ma ferita molto gravemente questo sì, nelle anacronistiche preghiere e negli striscioni da stadio degli ultras dell’anti-antipedofilia. Ignari? Complici? O solamente stolti, sarà la storia a dircelo.
Sicuramente sterili sepolcri imbiancati, da cui tutti, d’ora in poi, dovremo prendere le distanze. 
 
p.s. mi avete inondato di mail. Tutti con una domanda: scriviamo alla Diocesi? Risposta, no. Si capisce lì dove stanno. Scrivete al Santo Padre, scrivete ai giornali, scrivete nei loro spazi.

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Mentre ad Alassio si sfilava a Brescia ripartiva un processo. Contro l’ennesimo sacerdote, reo di aver violato la parola di Dio e l’innocenza dei bambini.
Già condannato per abusi contro un ragazzo ex seminarista e per detenzione di materiale pedopornografico, Marco Baresi ex vicerettore del seminario diocesano di Brescia (sic!) si è presentato ieri accompagnato da uno sparuto gruppo di fans con le colorate mogliettine gli hanno testimoniato la loro solidarietà, facendo indignare (mi dicono) i passanti che fuori dal Tribunale assistevano schifati al triste teatrino.
Il processo continua in data 6 maggio quando il Tribunale valuterà se andare a dun nuovo dibattimento dopo aver analizzato le perizie sul computer dell' ex vicerettore.
Curiosità: come mai si è parlato solo di internet e non degli abusi sul ragazzo? Mah…
Intanto, giusto perché lo si ricordi, diamo alla vittima ed alla sua famiglia tutta la solidarietà di questo paese civile.
Non saranno ovviamente 4 t-shirt di bassa lega a spaventarlo, anzi, faccia come noi, ci rida sopra.
 
A tal riguardo ci permettiamo di suggerire due nuove t-shirt, essendo quelle indossate oramai non tollerate più dalla Chiesa ufficiale:
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