Archivio di giugno 2010

What I'm doing at the moment…..

riva_del_fiume2 

Riflessioni sul dolore, le vittime di abusi ed i loro sacrifici

19775896Riflettevo stamani (ancora una volta) sul dolore:
ieri abbiamo parlato di quello forse più “assoluto”, che ti toglie, per sempre, un figlio.
Oggi vorrei parlare di quel dolore che è esclusivo delle vittime.
Partendo da alcuni pensieri a ruota libera (in questi giorni va così…perdonatemi) che nascono dalle recenti manifestazioni sull’orgoglio pedofilo.
Sempre più folcloristico, per certi versi ed autoreferenziale (nel senso che paradossalmente gli stessi pedofili “godono” che se ne parli, pur nell’attacco), ma soprattutto improntato sempre e solo sugli adulti.
Invece vorrei che ancora una volta, come sempre abbiamo fatto qua, le cose le si guardassero da un altro punto di vista, quello delle vittime.
Così facendo non è più quindi “scandaloso” leggere che dei pedofili si festeggiano tra di loro e si dichiarano orgogliosi di essere quello che sono. Deve essere “scandaloso” che certi soggetti possano parlare perché le loro parole possono ferire nuovamente le vittime. Che, aprendo il giornale, leggono che chi ha segnato loro l’infanzia, i migliori anni della loro vita, quel giorno sta festeggiando (orgoglioso), e non marcendo dentro le patrie galere.
Questo l’unico punto di vista che ci interessa e che tutti insieme dobbiamo far passare.
Il punto di vista di chi ha subito.
Ieri ho parlato con una vittima (poi una volta per tutti dovremo trovare un termine che non sia questo!!!!). Una sopravvissuta.
Che oggi sta riguadagnandosi la serenità. Ma che dopo due processi di condanna si è vista cancellare la parola Giustizia dal suo curriculum e deve riprendere a combattere, dato che il padre abusante non è stato condannato dalla Cassazione che ha chiesto di rifare il processo.
Parlando dei giornali che hanno trattato il caso e delle falsità, macroscopiche, da loro riportate, questa nostra amica  mi ha detto: “quello che mi ha fatto più male è vedere che bassa considerazione hanno di me, dimenticandosi che parlavano di una bambina abusata!”.
Rifletto spesso sulla mole di dolore che le vittime della pedofilia portano con sé. E della loro forza (a volte latente ma poi, una volta “riattivata”, enorme!). Ma anche del loro essere in grado di sacrificarsi. Sempre.
Si sacrifica il bimbo che viene violentato perché sa che se dovesse parlare “veniamo a casa tua e uccidiamo il tuo papà, sai gli facciamo un taglio lungo la pancia fino alla testa”, subisce e tace la bimba che altrimenti “se parli perdi la mamma perché te la porto via e non la vedrai mai più”, si sacrificano i bambini che quando parlano “nessuno li crede” ed allora meglio aspettare che il tempo “passi e si diventi grandi”, perché ai grandi “quelle cose lì non capitano”, oppure trovare nella morte la via di fuga “così nessuno mi farà più del male”.
Sempre ieri mi hanno raccontato una storia.
In un lager nazista vengono internate due donne, madre di 38 e figlia di 12 anni.
La madre si ammala presto, tossisce di continuo, vomita e rischia di essere portata in un altro blocco, quello appunto per chi sta male, non può lavorare e verrà gasato.
La figlia lo sa, lo sanno tutti cosa accade a chi viene portato via in quanto “malato”.  E per permettere alla madre di restare lì, di non essere portata via ed uccisa, accetta le “avances” della Kapò. Che a cadenza quotidiana la abusa.
La bambina si è salvata, è sopravvissuta al campo di sterminio. La madre no.
O meglio, il suo corpo non ce l’ha fatta. Ma il suo esempio, continua a vivere nella forza della figlia. In quel suo estremo sacrificio che diventa una lezione di vita per chiunque, a qualsiasi costo, decide di raccogliere quelle sofferenze, farle proprie e difenderle. A qualsiasi costo……

t-shirt anti pedofilia

associazione prometeo logoCONSIGLIXGLIACQUISTI
T-SHIRT ESTATE 2010!!!!!!!!

stop_clergy_violetA grande richiesta due nuove t-shirt per finanziare i progetti dell’Associazione.
Anche stavolta le leghiamo al progetto Budimex (anche perché ci servono più fondi per le medicine e per il cibo!).
La prima ha il nostro nuovo logo e costa 10 euro.
La seconda con la scritta “Stop Clergy Abuse” costa 12 euro (causa materiale e stampa diverse dalla precedente). Taglie dalle S alla XXL.
Sono a tiratura limitata (soprattutto la seconda!).
Se le prendete tutte e due il prezzo è di 20 euro.
Arriva l’estate (forse….)  e senza non potete proprio stare J))))
Per info.:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=203

Il suicidio dei pedofili e dei bambini loro vittima!

Chasing_Death_Book_Cover
 
C’è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ed è quello dei bimbi, vittima di abusi, che per questo motivo si tolgono la vita.
È forse questo l’ultimo grande tabù, all’interno di un tema (la pedofilia) che è già di per sé un grosso tabù.
Nei racconti di tantissimi sopravvissuti da me incontrati in questi anni, la morte ha fatto spesso capolino.
Morte come “via di fuga”, come “salvezza” (ed il solo scriverlo mi dà i brividi!). Come modo per interrompere le violenze subite. Come salvagente nel mare in burrasca degli interminabili abusi.
In bimbi grandi, o in bimbi molto piccoli.
Detti sottovoce o raccontati nelle pagine di un diario che fortunatamente non è rimasto segreto, i desideri di morte sono stati, purtroppo, un effetto collaterale costante.
E quando quei bimbi sfortunatamente riuscivano nel loro intento, nessuno e sottolineo NESSUNO pagava anche per quel ultimo sgarro, per quella ennesima violenza, al suo massimo livello, scatenata contro di loro.
In questo blog abbiamo toccato poi anche il possibile suicidio da parte dei pedofili.
Premesso che la cosa non ci deve toccare e soprattutto non deve toccare le vittime (accrescendole magari di inutili sensi di colpa), il possibile suicidio dei pedofili è solitamente una manifesta ammissione di colpa. O meglio, una “via di fuga” quando le carte processuali non permettono di farla franca e le persone che ti stanno intorno cominciano a chiederti di confrontarti con l’amara verità dei fatti.
Spesso la causa sono proprio quelle persone, che sono scese in piazza o  si sono battute con elevate energie, solamente per tutelare ciò che tutelabile non era ed impedendo così al vero pedofilo di fare i conti con la propria coscienza, ammettere il proprio crimine, scusarsi e “pagare” i conti per il danno fatto.
L’ultimo caso simile arriva da Milano, Corsico per l’esattezza. Dove un pedofilo (titolare di un noto bar del centro città) ha tentato il suicidio, insieme a moglie e figlia di 38 anni.
Condannato dalla Cassazione ad 8 anni per abusi su una bambina a giorni doveva entrare in carcere, ma il “poverino” non ha retto. Troppa la vergogna, la paura e così ha TENTATO, solo tentato il suicidio. Ed era così convinto di farlo che prima ha telefonato ai parenti raccontando cosa stava per fare.
In psichiatria questo è chiamato “un gesto dimostrativo”, fatto per attirare l’attenzione, raramente col reale fine di togliersi la vita.
Altrimenti non avrebbe chiamato nessuno.
E così il mix di farmaci ed alcool assunto da lui e dall’intera famigliola non è stato letale.
Sui giornali leggiamo che padre, madre e figlia si tenevano per mano.
Non commento. Per non diventare come loro…..
Dico però solo una cosa.
Premettendo che il suicidio è un atto comunque sempre doloroso (a prescindere da chi lo compie) e che per questo non va né giudicato né “commentato”, premettendo che quanto detto vale per chiunque (pure Hitler si suicidò ma come lui migliaia delle sue vittime rinchiuse nei campi di sterminio per suo volere), il messaggio che passa da casi così è il seguente:
il pedofilo che si suicida/tenta il suicido è un predatore che fa finalmente i conti con la propria coscienza.
Si specchia e finalmente vede la vera faccia, il vero volto, la sua vera e reale immagine.
Quel pedofilo fa soprattutto i conti con la vergogna, con la possibilità di essere smascherato e punito. Opzioni queste che a monte, quando godeva nell’abusare dei bambini, aveva allontanato, essendo certo lui di farla franca. Sempre e comunque.
Il predatore di bambini, invece, deve sapere che non solo questa società non lo tollera, né lo piange se si toglie di mezzo, ma che deve mettere in conto che in un modo o nell’altro “potrebbe non farla franca”. Ed a pagare, stavolta, sarà solo lui. A cui rimandiamo anche il conto, salatissimo, di tanti sensi di colpa instillati nelle sue prede. Soprattutto quelle che per causa sua il concetto di suicidio l’hanno fatto loro: riuscendo nel proprio intento.
 
phpUn0DYU

Nota:
Per rispolverare quando detto:
http://massimilianofrassi.splinder.com/tag/suicidio+di+bambini 

I BAMBINI CI GUARDANO.

divieto di bimbo
Pensieri in libertà del lunedì.
I bambini ci guardano.
Fermi in un angolo. Armati di “pannolini e biberon”. Tra un orsacchiotto liso di baci e abbracci ed una bambola delle Winx.
Ci guardano.
E ci interrogano.
Chiedendosi il perché di tanto male. Di tanta indifferenza. Di tanto dolore.
Interrogandosi su come mai il loro viso segnato valga meno di niente.
Perchè per ridare loro serenità si debba lottare, combattere duramente, pagandola cara, quando invece tutto dovrebbe essere così facile facile, automatico direi, immediato. Senza rifletterci più di tanto.
I bambini ci guardano e si guardano.
Da qualche parte già li hanno etichettati come “visionari”, abili manipolatori, lesti nell’allearsi per stilare immaginifici piani criminali atti ad infangare il povero innocente di turno, anzi innocente con la ì, giusto per diversificarlo……
I bambini ci guardano e si chiedono come nel terzo millennio sia possibile per a(alcuni di) loro vivere così.
Senza tutela alcuna.
Anzi chi li dovrebbe tutelare oggi (s)parla di mediazione familiare, chiede, A LORO, di perdonare i carnefici, peggio, di tornare a frequentarli, ri-abbracciarli prue, magari stringerli forte forte……
I bambini ci guardano e pensano che tra un po’dovranno fare tutto da soli.
Stanchi delle nostro logorroiche parole, chiedono fatti. Immediati quanto retroattivi.
Fatti e pulizia, serenità nelle loro vite segnate.
I bambini ci guardano. Noi li guardiamo. Ma non reggiamo lo sguardo. Ed ogni volta che abbassiamo gli occhi, qualcuno approfitta di loro……

Su Epolis di oggi l’articolo della nostra 2 giorni con le vittime di abuso; qua scaricate l’edizione di Bergamo, articolo a pagina 22. Bellissimo il titolo:
http://www.ilbergamo.it/

Articolo rimosso. Ma tu tanto resti pedofilo lo stesso .

dito-medio

La nostra risposta all’orgoglio pedofilo! Il sostegno alle vittime dei predatori di bambini!

Tra orgogliosi ed orgoglioni 
 
La nostra risposta all’orgoglio pedofilo. Ma anche a quelle tonnellate di esperti che tra oggi e domani spunteranno come funghi per parlare di lotta alla pedofilia, loro orgoglioni più che (anti)orgogliosi.
Ritrovassimo un decimo di loro nelle aule di tribunale, dentro le vostre case, al vostro fianco……
 
pedofilia su facebookblog pedofilia massimiliano frassiMonica ha 30 anni e da almeno 20 non piangeva così. La bambina che è in lei non se l’è mai potuto permettere. Non più, almeno, da quella volta in cui ne parlò alla mamma e lei, anziché difenderla, le rispose che gli zii, o meglio, i maschi “quelle cose lì le fanno, poi si cresce e tutto passa”.
Vent’anni dopo piange, piange come mai aveva fatto prima, mentre il male del passato si fonde con la solitudine del presente, sconfitta solo grazie alla presenza di altre 150 bambine come lei, riunite nel dolore.
Siamo a Bergamo, dove per due giorni, l’Associazione Prometeo onlus (www.associazioneprometeo.org) ha organizzato una riunione che a detta degli organizzatori è stata “storica”. 150 famiglie provenienti da tutta Italia (in rappresentanza di almeno altre 1.000), dalla Sicilia al Trentino, hanno aderito al coordinamento “vittime di abusi sessuali”.
150 storie che, se solo uscissero tutte insieme da questa stanza, “travolgerebbero certe coscienze ancora troppo assopite”, dice Marco, papà di una bimba di due anni, abusata dallo zio, “lo zio preferito”, quello più amichevole, “che lei aspettava con gioia fino a quando non ha scoperto il mostro che si annidava in lui”.
Sono genitori di bambini, che spesso per la giovane età non sono creduti, ma anche adulti, vittima di un abuso accaduto 10, 20, 30 anche 60 anni fa, ma mai affrontato, mai creduto, e quindi ancora vivo dentro di loro. Sulla loro pelle.
nuovo logo giornata orgoglio pedofilo dicembre 2005Chi ha subito abusi da piccolo e non è stato aiutato guarda con sincera ammirazione ed un pizzico d’invidia, quei genitori che oggi qua dimostrano di stare affrontando l’inferno per difendere i propri cuccioli.
La figlia di Ines ha subito abusi dall’età di 5 anni. Il vicino di casa, “amorevole zio, sempre presente e generoso” non ci impiegò molto a plagiarla ed obbligarla al silenzio.
Quando raggiunta l’età dei 10 anni la piccola non voleva più uscire di casa, soffriva di attacchi di panico e disturbi alimentari, non parve vero alla donna di poter chiedere aiuto al giovane curato, appena arrivato in paese, tanto bravo a detta di tutti, di quelli che “coi ragazzi ci sanno fare”.
Già. Ci sapeva fare il “don”. Così bene che quando la madre gli consegnò idealmente la propria figlia, non perse tempo. E per la bimba inizieranno altri lunghi, indimenticabili giorni: di abusi.
Per fortuna, almeno qua, la Giustizia ha fatto il suo corso ed ora dopo due condanne in primo e secondo grado si aspetta, impazienti, l’esito finale della Cassazione. Fallita invece la giustizia sociale. La mamma ancora oggi non può prendere il pane né fare la spesa nel paese dove il tutto è accaduto, paese che la bimba ha lasciato da tempo, vivendo lontano, con dei parenti. “Qua non torna, se non il fine settimana, credo che al di là degli abusi la cosa che più l’ha ferita siano stati i messaggi dei suoi compagni, sms di insulti e minacce, gli stessi che durante le lezioni la obbligavano a barricarsi in bagno, mentre gli insegnanti non intervenivano”.blog pedofilia massimiliano frassi
Anche per Teresa la strada non è stata facile. I predatori che hanno fatto del male a sua figlia e ad altri bambini stanno in carcere: trattasi di Valerio Apolloni e Vanda Ballario, rispettivamente dirigente scolastico e insegnante di scuola materna. Condannati in Cassazione scontano poco più di due anni, avuti col rito abbreviato, un’inezia rispetto al crimine commesso.
Il padre del pedofilo ha creato un comitato che ha agito in tutta Italia diffondendo l’idea che i bambini queste cose se le inventano. Per lui il 99% degli abusi italiani sono falsi. E spesso i suoi dati sono stati presi per veri. Commenta Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, "se mi si passa la battuta è come se si fosse chiamato il fratello di Totò Riina a parlare di mafia”.
Anche Teresa ha lottato duro, l’ha fatto quando le arrivavano a Natale gli auguri per posta da parte del comitato falsi abusi, o quando trovava la via sotto casa tappezzata di manifesti a favore degli abusanti della figlia. O ancora quando l’incidente probatorio della piccola era stato messo in internet, così come le foto della bimba durante la perizia, lì in rete “con le gambe aperte…..”.
”Ho sofferto tantissimo, ma rispetto a quello che hanno fatto alla mia bambina, quello che ho provato io non è nulla e per questo lotterò più forte di prima, insieme agli altri genitori”.
Il dolore le viene placato, oltre che dagli altri partecipanti al gruppo, da un sms dellalibro di massimiliano frassi figlia che arriva nel momento giusto: “sono orgogliosa che tu sia lì per difendere altri bambini”.
”Oggi vediamo la luce fuori dal tunnel” dice Marta, il cui ex marito, stimato catechista, ha abusato dei propri figli per anni, “siamo tanti, forti e molto arrabbiati” rincara Elena, la cui piccola insieme ad altre 10 è stata abusata da un insegnante di teatro. “Da oggi ogni vittima che verrà attaccata, diffamata, non creduta, avrà un esercito di persone perbene al suo fianco”. “La due giorni è stata un momento importante” ha dichiarato Frassi, non solo “per elaborare un enorme mole di dolore, ma anche  per portare avanti delle proposte collettive, in un momento storico così particolare. L’età media dei bimbi abusati in Italia spazia da 0 a 4 anni. Per il pedofilo l’unione di forze significa paura, poiché lui vince se vince l’omertà”.
Il comitato di vittime a breve chiederà un incontro al Papa: “vogliamo farlo perché crediamo alle sue parole, ma chiediamo che alle stesse debbano seguire dei gesti concreti. Portargli la nostra sofferenza, sarà un modo per poterla condividere e come ha insegnato questo gruppo, sconfiggerla!”.
 pedofilo predatore blog frassi
Per aderire: info.associazioneprometeo.org   oppure Tel. 0364 880593
Qua l’ articolo integrale:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=2&ip=3&iv=3&i
m=
284

BLOG COPIA&INCOLLA:

Arrestato nel Casertano pedofilo ex autista scuolabus asilo

Da Cassazione conferma condanna a 8 anni e mezzo di reclusione
Un ex autista di scuolabus d'asilo casertano e' stato arrestato oggi dopo la condanna definitiva della Cassazione a 8,5 anni di reclusione emessa per pedofilia.

Giuseppe Rapa, di 60 anni, di Alife (Caserta), gia' condannato in I e II grado, era in liberta' per la decorrenza dei termini avvenuta prima della sentenza di primo grado. L'uomo fu coinvolto in vari episodi di pedofilia su bambini che accompagnava all'asilo: molestie e violenze sessuali sarebbero avvenute a bordo del mezzo, in particolare su una bambina di cinque anni. (fonte ANSA).

Pina la formichina.
In tanti mi avete chiesto se si può acquistare la bambola Vodooo di Pino La Monica.
Mi spiace dirvi che no, non è possibile Jper ora almeno non è prevista la produzione, anche se sarebbe bello ipotizzare un gadget così.
In tanti avete scritto anche chiedendoci il perché della formichina.
Qualcuno ha azzardato che era l’animaletto più consono a certi attributi, altri hanno fornito versioni ancora più “audaci”.
No. La spiegazione è molto più facile. E per nulla divertente.
Per ora vi chiedo di pazientare. Quando avremo la sentenza lo saprete.
Intanto vi dico solo che la formichina si chiamava “Gina”…….

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe