Archivio di settembre 2010

il vostro abbraccio ancora una volta è arrivato a destinazione

 

Solo grazie.

Davvero grazie.

Ci avete sommersi di lettere dopo il post di martedì, quello catalogato come “scomodo”, quello con l’abbraccio ad una madre.

Abbraccio che grazie a voi, oggi è ….gigante. E, mi auguro, le possa lenire, anche solo per un istante, tanto tantissimo dolore.

Il revisionismo dei nazisti, simile a quello dei pedofili.

Nel mio libro Predatori di bambini (di cui a breve vi parlerò in vista della pubblicazione di una nuova versione) paragonavo i pedofili ai nazisti. 
“Criminali, con un alto senso di sé, une spiccata capacità di scindere le proprie vite, padri affettuosi ed efferati maniaci, convinti di esser intoccabili, di fare la cosa giusta”.
Premetto questo poiché il post di oggi parte da lì. Da un campo di sterminio, Auschwitz per l’esattezza e da una visita guidata promossa da un soggetto, tristemente noto, David Irving, storico negazionista. 
Che appunto proprio ad Auschwitz ha accompagnato un gruppo di turisti. A cui raccontare la storia a modo suo.
A dire il vero erano pochissimi quelli che l’hanno seguito (solo 11) che oltre alla comune ideologia han condiviso le medesime frustrazioni, convinti che il mondo ce l’abbia con loro (sic) e che ci sia un disegno mondiale atto a far credere che gli ebrei uccisi siano 6milioni e non quelli che invece loro quantificano: 
“ad Auschwitz furono “solo” 300mila i morti” dice Irving, a cui è stato dato il permesso di entrare e parlare in un luogo che io ritengo sacro. 
“Hitler poi manco era al corrente di tutto quanto capitava qua” continua il folle inglese, rivolto alla corte dei miracoli che l’accompagna.  Non so perché ma i filmati di Irving ad Auschwitz e dei suoi accompagnatori mi hanno creato una sorta di deja-vù. Ed una dopo l’altra mi sono venute alla mente le immagini che spesso qua abbiamo commentato. Indignandoci. Perché l’indignazione era l’unica risposta umanamente possibile. 
Gente che sfila per e con i pedofili a braccetto. Gente che si iscrive ai corsi di chi è indagato (e poi condannato) per abusi, gente che diffonde l’idea dei Falsi Abusi contagiando menti simili alla propria, uomini cacciati di casa da donne che volevano difendere i propri figli dagli abusi e che vengono fatte passare per pazze, innamorati che non si rassegnano alla separazione ed assillano il proprio partner senza sosta……
Potrei continuare per molto. Ma mi fermo qua. Gli esempi d’altro canto li conoscete. Alcuni di voi li addirittura hanno tatuati sulla propria pelle. Sono le ferite più difficili da cicatrizzare.
Consolazione: il mondo conosce la verità ed Irving (che per i suoi deliri in Austria ha pure scontato 14 mesi di carcere) resta la persona (?) per cui Hitler era “un grande uomo”.

Il libro:
Helga Schneider, Il piccolo Adolf non aveva le ciglia, Einaudi.

Ciao Alessandro

Ieri è iniziato il processo. Per la sua uccisione.

Botte….morsi sul piedino…..aveva solamente 8 mesi.

Oggi gli dedichiamo il blog.

Ciao Alessandro, ti consideriamo Angelo tra gli Angeli, ma

OGGI non ci basta. Non più………è una magra sterile consolazione!

Qualcosa di impopolare: l’abbraccio ad una madre

Sto per dire qualcosa di impopolare. E per “impopolare” intendo qualcosa di scomodo. Che molti pensano ma per mille motivazioni, tutte criticabili, dal quieto vivere (la più diffusa) alla paura, non dicono.
Ho aspettato a farlo, poiché volevo capirne di più. Ma dato che altri elementi non emergono e che ancora una volta ha vinto il silenzio, ho deciso di parlare.
Mi riferisco a quanto accaduto più di una settimana fa in provincia di Brescia. Dove un padre si è tolto la vita, insieme alla propria figlia ed al suo cagnolino.
Atto drammatico, segno di una grande sofferenza.
Peccato però che i titoli dei giornali siano stati un’ipocrita e malamente velato atto d’accusa alla ex moglie del suicida:
“padre non può vedere quando vuole la bambina, ed allora si toglie la vita”.
Tradotto: pensate che moglie carogna, per colpa sua …..
A quella moglie io do il mio abbraccio più sincero. Poiché nessuno l’ha fatto.
A lei dico, pur sapendo che a poco servirà, che non deve rodersi dai sensi di colpa, per quanto accaduto. Che non è colpa sua se la bimba è morta.
E che da oggi la sua piccola le starà accanto in una forma diversa, ma non per questo meno presente.
Ecco. L’ho fatto. Ho detto qualcosa di scomodo, anzi di impopolare. E non mi serve aggiungere altro.

Un libro dedicato a Jacqueline

In tanti l’avete conosciuta per il suo impegno a favore di donne e bambini maltrattati. Ma la sua anima variegata racchiude un mondo, fatto d’arte, di libri e quadri. E tanto altro. 
Per saperne di più vi segnalo questo libro a lei dedicato, edito da Marco Del Bucchia Editore:
 http://www.delbucchia.it/libro.php?c=215

Don Lu: voi scrivete qua alla bambina che lo chiama in causa!

C’è posta per Lu.
Alla fine il sig. Luciano Massaferro, Don Lu per gli amici, ha ottenuto i domiciliari, presso il monastero delle Clarisse di Diano Castello.
Molto dimagrito ma raggiante per la scarcerazione ha fatto il suo ingresso in monastero dicendosi fiducioso nei confronti della Giustizia.
Quello però su cui puntiamo  l’attenzione è la coerenza di pensiero tra le due parti in causa, sostenitori del sacerdote a processo da una parte e la famiglia della vittima dall’altra.
Tralascio per ovvi motivi i commenti apparsi sul blog dei sostenitori del prete, ma riporto quello del vescovo Mons. Mario Olivieri che ha detto: “Don Luciano è contento. Ora anch’io sono più sereno come padre e pastore di questa Chiesa diocesana”.
Di tutt’altro tenore la posizione da parte della famiglia, rappresentata dall’avvocato Vanucci, che ha dichiarato: “A loro ( i familiari) sta a cuore solo il bene della bambina. Mai, nei numerosissimi incontri con i genitori, ho sentito parole rancorose nei confronti del sacerdote, mai ho sentito parlare di risarcimento danni, ho sempre dovuto tirare fuori io l’argomento. Qui, non ci sono né vincitori né vinti e nemmeno persone che esultano per le disgrazie degli altri.
Dire che la bimba sia tornata ad una vita normale è esagerato – conclude Vannucci -. Diciamo che i mesi passati sono stati molto duri. Sentirsi additati, guardati con sospetto, vedere cortei a favore del parroco, non è stato piacevole. Ma ora vogliamo guardare avanti”.
Se invece non vi ritrovate nelle parole del legale ma come sempre accade pensate che non si tratti di un processo ma di un match calcistico dove se perde la vittima perdono tutti e se vincono gli abusanti trionfa la vera verità alla faccia dei cacciatori di teste come noi, allora aderite all’ultima iniziativa promossa dal comitato pro Don Lu (a proposito, ma il libro a lui dedicato, perchè a me non l’hanno mai spedito?????). Non potendo lo stesso ricevere corrispondenza hanno creato una casella di posta a cui far mandare le lettere. Non sappiamo se gliele consegneranno proprio tutte, o lasceranno solo quelle con cuoricini e bacetti.
Nel dubbio:

Don Luciano Massaferro scarcerato

“Comitato a sostegno di Don Massaferro Via Priv. Cazulini 89/1  17021 Alassio.”
Anzi, “C’è posta per Lu, c/o comitato…..”.
Inutile dire che invece qua nello spazio Commenti vorrei non tanto che esprimeste il vostro pensiero su quanto riportato, ma lasciaste i vostri messaggi per la bambina e la sua famiglia.

Quanto male portano con sé 45mila fotografie pedofile?

45mila fotografie.
Mi basta dire solo questo numero: 45mila. E vorrei che su questo rifletteste anche voi.
45mila immagini è un numero spropositato (anche se nel caso delle immagini di cui parliamo ne basterebbe giusto una!). Proviamo ad immaginarci di stamparle tutte e di metterle una vicino all’altra e poi di metterle a terra, in una piazza.
45mila fotografie la ricoprirebbero tutta, per grande che sia.
Una lunga enorme distesa. Di dolore.
Poiché le 45mila immagini hanno ben impresse violenze sessuali su bimbi anche piccoli.
Per la loro detenzione un “padre” trentino è stato condannato, la scorsa settimana, a 4 anni e mezzo di reclusione.

Vittime della pedofilia: mai più sole!

È passata una settimana e ancora non si è “placata” la forte ondata emotiva nata dal raduno nazionale vittime della pedofilia.
Bambini (ancora tali e quindi rappresentati dai loro splendidi e combattivi genitori) o adulti (feriti da piccoli), che hanno incontrato sulla loro strada un genitore sbagliato, un parente sbagliato, un maestro sbagliato, un prete sbagliato, ed oggi riuniti per dare vita ad un movimento che non ha eguali nel nostro paese, ma soprattutto che insegna alle “vittime” (= leggasi anime grandi. E speciali!) ad alzare la testa, guardare in faccia l’orco e fargli abbassare lo sguardo.
Tre messaggi. Che riassumono tutto alla perfezione, meglio delle mie parole.
Da cui tolgo alcune cose più private. Ma ciò che resta è più che sufficiente.
Una sola annotazione: mi avete chiesto in tanti di specificare dove si terranno i prossimi incontri.
La risposta è che non diamo mai l’indirizzo di un incontro simile, per ovvi motivi di privacy e sicurezza dei partecipanti.

“Ciao Max
ti scrivo per dirti che sono tornato a casa molto pieno di non sapevo che cosa.
solo oggi digerendo pian piano tutti i 2 giorni trascorsi assieme riesco a capire che cosa portavo e porto e spero  porterò per sempre:   
è  una gioia immensa che non saprei descriverti
e non saprei come te la potrei trasmettere.
credo che questo incontro abbia dato dei risultati ottimi… reali ,veri.
è come se una forza superiore voglia accompagnare il tutto dimostrandoci che quello che si sta facendo è la via corretta e doverosa che si deve percorrere.
non voglio essere ne troppo mistico ne fanatico.
so che tutto deve avere il giusto equilibrio, quell’ equilibrio che c’è stato .
(…) abbiamo avuto momenti di riflessione, momenti di convivenza, (molto utili  per creare una sintonia fra tutti i partecipanti) informazioni legali e ancor più..
abbiamo sbendato di nuovo le ferite provando dolore ma per essere medicate così da potersi curare più velocemente.
quanto vorrei che per noi  partecipanti quella sofferenza, i giusti rancori,le disperazioni possano mutare in forza ancora più incisiva per lottare .sono fiducioso che sarà solo una questione di tempo per maturare.
ho vissuto anche momenti in cui usando la giusta chiave per entrare negli animi delle persone ,è emerso quel valore indistruttibile e nobile che rende vere ,grandi, uniche le persone:
L’ UMILTA’
parlare di questa nobile Virtù di questi tempi sembra quasi da persone deboli.
ma si cambia subito idea quando si vedono due persone che si abbracciano chiedendosi scusa ed ammettendo i propri umani errori………
è stata per me una emozione che mio ha commosso e ne rendo merito.
ne do merito alle tue collaboratrici e collaboratori instancabili, efficienti ,altruisti e tanto altro che non saprei dire perchè non lo vedo in me
 comprendo che quando si cerca con sforzi e sacrifici a far brillare la luce ci sono sempre delle zone d’ombra che sono molto vicine.
ma alla fine ne esce sempre il buon senso .sarebbe un peccato se  per piccole cose si possa compromettere o rallentare un lavoro di inestimabile importanza
ti ringrazio di cuore per aver aiutato … nel cercare di sciogliere quei nodi emozionali che sono ancora forti in lei….sono sicuro che sarà solo una questione di tempo.. ma ci si riuscirà
mi è sembrato di vedere  il gruppo come un potente motore che si è avviato e che tra non molto sarà a pieni regimi dando tutta la sua potenza a beneficio di chi si trova in difficoltà .
 non vorrei divulgarmi troppo….ma in realtà è questo che provo e di nuovo ringrazio e tutti gli operatori ed i sostenitori di Prometeo (…)
un abbraccio forte 
Ciao   (…) Un Papà

“ciao mi chiamo xxx  e sono una donna e una madre più forte che mai….nessuno più potrà ferirmi, umiliarmi e calpestarmi perchè adesso vi darò filo da torcere”…….”
Una Mamma

 “Quando abusano dei tuoi figli…NIENTE TI FA PAURA!!!!!…possono minacciarti…umiliarti….dire che sei pazza….possono fare qualsiasi cosa….tu vai avanti come un carrarmato!!!”
Una Mamma

“Sessualmente precoce e ci sta”: anni 7!

Come si definisce una bambina vittima di abusi?
Mi spiego meglio e correggo la domanda, prima che tutti quanti rispondiate nel modo che mi aspetterei.
Come definirebbe un predatore di bambini la sua vittima?
“Sessualmente precoce e propositiva nei miei confronti”, ergo ci stava e mi seduceva. Parliamo di una piccola di 7 (SETTE) anni, abusata dal vicino di casa 67enne della Val Bormida (“incensurato, persona mite, blablabla”), il quale una volta che la bimba ha parlato e si è sentito scoperto è scappato di casa ed è stato ritrovato dai carabinieri di Cuneo in stato confusionale. All’uomo sono stati sequestrati anche dei cd rom e delle chiavette usb ritenute “utili alle indagini”. La bimba abusata ha incominciato a stare male e dopo pochi giorni ha raccontato le attenzioni malvagie da parte del pedofilo. Che ora sta  in carcere, a Cuneo.
Quasi sicuramente in isolamento. Giusto per evitare che qualcuno, magari di 150 kg e con il corpo tatuato, lo ritenga “sessualmente propositivo”.

Vallo Della Lucania: minacce ai genitori che denunciarono gli abusi.

Dopo la pausa estiva è ripreso ieri il processo di Vallo Della Lucania, con la dolorosa testimonianza di un genitore (“abbiamo adempiuto ad un dovere connesso alla potestà genitoriali, ora aspettiamo con serenità l’esito del giudizio della magistratura”) .
Tra gli elementi emersi quelli riportati nel titolo apparso oggi su un giornale locale, che ben traduce lo spirito del processo: i genitori che hanno denunciato gli abusi sui propri figli, all’inizio del percorso pare siano stati minacciati.

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