Archivio di dicembre 2010

Buon 2011

E che sia un anno sempre  e solo dalla parte dei bambini!!!!!!!!

Pino La Monica sentenza shock! Costringeva le bambine ad atti sessuali!

Il fatto lo conoscete tutti. Chiunque si occupi di legalità e di tutela dei bambini, ma anche chiunque abbia anche solo casualmente letto un articolo sulla pedofilia, oramai sa chi è Pino la Monica. Questo grazie alla campagna di informazione fatta da lui e dai suoi sostenitori. Da quel irrefrenabile desiderio di mostrarsi, sempre e comunque.
Tutto inizio così, con un titolo che faceva correre un brivido e che anche se il signor Pinuccio fosse stato l’ultimo dei santi, sarebbe stato scandaloso:

“APPLAUSI COME UN EROE”.

Poiché il primo giorno di un processo non si può accogliere un indagato per abusi “come un eroe”.
Questo in realtà fu solo il primo di tutta una serie di episodi, nati dagli esempi dei comitati falsi abusi, che fecero non poco male (altro male…) alle vere vittime: bambine e loro familiari.
Ma anche a quelle vittime che mi preme ricordare (e lo faccio sempre) sono i bambini delle immagini pedopornografiche! Quegli stessi bimbi che verosimilmente oggi potrebbero non essere nemmeno in grado di sapere che la Giustizia li ha difesi, per il solo fatto che non cisono più……..
Per esserci (giustamente) scandalizzati davanti a gazebo per raccolta firme, corsi per insegnare agli educatori a come occuparsi dei bambini (corsi di Pino La Monica ovviamente: ricodate “quella carezza della sera”?),solidarietà di parroci garantisti a senso unico e quant’altro, siamo stati sommersi, non solo dalla vostra sensibilità ferita, ma anche da una serie di insulti e minacce da parte di uno sparuto, ma rumoroso e ben coordinato, gruppo di sostenitrici del Pinuccio nazionale.
Chissà se oggi le stesse hanno letto i giornali. Chissà a dire il vero se sanno leggere…..
La sentenza integrale a breve la mettere nel nostro sito. E sarà disponibile per qualsiasi studio legale ne facesse richiesta.
Oggi riportiamo la rassegna stampa.
Testimonianza che il male non sempre vince. Né vince chi è più arrogante, chi grida più forte, chi cerca di portare i processi in piazza. Chi accusa quelli come noi di fare “chiacchiere da bar” o di “speculare sulla pelle dei bambini” (certo non c’è concorrenza se la speculazione sulla pelle dei bambini è quando la stessa serve per farci la formichina….).

Partiamo dai titoli:

PINO LA MONICA SCHOCK.

“In forme subdole, insidiose e camuffate costringeva le bambine ad atti sessuali”.
Innamorato delle adolescenti. A Santiago per dimenticare una 13enne.
“Lle bimbe sedotte subdolamente”. Depositata la sentenza sul caso La Monica: “soggiogava le allieve”
“Trovate nel pc 399 immagini pedopornografiche: era una detenzione consapevole”.
“Non concesse le attenuanti: “per le ragazzine era un maestro, non si è mai pentito”.
“Gravi atti sulla piccola di 9 anni: è ancora turbata”.
“I servizi sociali non hanno lanciato l’SOS”.
“Adesso deve pagare i danni”.

Buon anno bambine. Che vi siete ritrovate a crescere troppo alla svelta.
Posso l’anno nuovo non presentarsi alla vostra porta, anzi, vi mandi un suo anno precedente. Che vi ripaghi, sotto forma di tempo, di quei giorni perduti, sprecati direi, nel dolore, nel pianto, nella paura.
E che davanti a voi ci siano solo il sereno. Quel orizzonte ricco di colori che tutti i bambini si meritano, ma voi, concedetemelo, un po’ di più.
Con al certezza che un domani, diventiate vostra volta donne e madri serene. Combattive (come le vostre), che guardando quella piccola indolore cicatrice, dicano al mondo che No, nessuno, ma proprio nessuno deve fare del male, ad un bambino! MAI!
A voi il mio abbraccio più pulito,  ai Pinolamonica di questo mondo  il mio più assordante silenzio.

Pino La Monica, rassegna stampa

Entro un’ora mettiamo tutti gli articoli sulla sentenza del caso Pino La Monica (sentenza che dal primo dell’anno troverete integralmente nel nostro sito!).
Si consiglia vivamente la lettura ai membri del suo comitato, a chi ancora lo crede innocente, a chi lo difende e lo fa lavorare a contatto con i bambini.

Un angolo di Romania

In questi giorni avrete notato che il blog viene aggiornato a singhiozzo.
Tranquilli, dopo la pausa vacanziera (vostra….:-( ) tornerà ad essere aggiornato quotidianamente.
Mai come ora possiamo dire che stiamo lavorando per voi, con una programmazione del 2011 sempre e solo dalla parte dei bambini.
Intanto in questi giorni di bilanci, mettiamo (finalmente) l’articolo sul viaggio in Romania, fatta dalla nostra Maria Rosaria.
Buona lettura….

 Un angolo di Romania
Anche quest’anno siamo andati in Romania, anzi per la precisione all’ospedale Budimex e più precisamente al reparto di oncologia-pediatrica per la festa di S. Nicolau (la festa per eccellenza dei bimbi in attesa di doni). Potrei subito raccontare del piccolo Marian che è da solo in ospedale a 5 anni perché la mamma ha altri 7 figli e non può lasciare neanche gli altri da soli. E da questo racconto in poi potrei continuare a parlare di altri 10, 20 casi difficili. Invece voglio raccontarvi un’altra Romania. La Romania di A., la psicologa-volontaria del reparto che è il ns punto di riferimento e che, anche se le hanno tagliato lo stipendio  (lei lavora in un centro per bimbi disabili) e oggi ne ha uno di € 200,00 mensili, lei resta in Romania e ogni anno ci aspetta, lascia che invadiamo la sua casa con 40 scatoloni e più che noi poi riapriamo per ricomporre i regali per i ns bimbi del progetto con le adozioni a distanza e per gli altri che comunque sono in ospedale. Sì, lei sorridendo, felice lascia che strapazziamo la sua casa, che ci arrabattiamo in mezzo agli scatoloni che lei e suo marito hanno salito al terzo piano senza ascensore e che poi riscenderanno da soli per portarli al Budimex per la festa. E’ felice A. perché domani i bimbi saranno tutti allegri, tutti avranno giochi, dolci, vestiti e non importa se noi mettiamo a soqquadro la casa. Quanto conta “la rivoluzione” del suo piccolo appartamento a fronte di un giorno di gioia per i piccoli malati? Resiste A. in una  Romania in ginocchio e non se ne va. Potrebbe andar via come tanti e cercare uno spazio di realizzazione diverso, invece resta, resiste. Con tenacia resta, resta a difendere quelli che non interessano a nessuno. Resiste nel suo Paese, per il suo Paese. A. ha una bimba di 7 anni che porta con noi in ospedale per la festa. La piccola si muove con disinvoltura nel reparto: passa di camera in camera a salutare i bimbi, distribuisce le fotocopie di disegni da colorare preparati da sua mamma e sorride a tutti, gioca con qualche bimbo, sguscia tra gli abbracci delle infermiere ed è una reginetta del reparto. La piccola è abituata a venire qui, è evidente. La bimba già sa della malattia, della morte, del dolore e sorride a questa parte della vita che ha già imparato ad accogliere senza traumi, senza tutte le infinite protezioni che noi siamo abituati a dare ai ns bimbi. La sua naturalezza è disarmante: una bimba tra bimbi, due infanzie diverse…ma la mamma le ha insegnato da un po’ il valore di essere prossimi e lei và, saltella e sorride alla vita che anche lei aiuta a difendere. Sua mamma potrebbe andar via, anche per assicurare a lei un futuro diverso. Invece A. non se ne va, resta, con sua figlia, insieme a sua figlia a difendere un’ipotesi di futuro. Ma non sono sole. Con loro c’è il dottor S.: un oncologo che ha dedicato la sua vita a questi bimbi e alle loro mamme disperate, che a bordo di ogni letto ( un solo letto sempre per ogni bimbo e per la sua mamma) o in un ambulatorio piccolissimo spiega, informa, sostiene e accoglie il dolore di donne e a volte di qualche papà, disperati per le sofferenze dei figli o per quella certezza che non vorresti mai avere: tuo figlio non ha speranza, non c’è la può fare perché il cancro l’ha vinto. Passano giorni, settimane, anni e il dottor S. resta, resta anche quando il suo stipendio è tagliato fino a consistere in € 400,00 mensili, lui resta. Resta e resiste anche quando gli arrivano proposte allettanti dall’Europa. Rinuncia e resiste. A due anni dalla pensione, che non sa di che tipo sarà, se ci sarà, lui resta, resiste alla tentazione di costruirsi altrove una sicurezza economica per la sua vecchiaia. Resiste il dottor S. per i piccoli del suo Paese. La Romania è in ginocchio, ma lui non cede. Ristrutturano l’ospedale, riceve la comunicazione che il reparto di oncologia pediatrico non sarà ristrutturato perché i fondi sono finiti, ma lui non cede, aspetta paziente e rilancia e oggi il reparto è quasi alla fine della ristrutturazione. Per ristrutturare il reparto chiede che sia realizzato a “regola d’arte” come si direbbe da noi, ma i soldi non bastano e il direttore dei lavori cerca di tagliare su alcuni aspetti importanti: non fare le docce, non utilizzare un materiale costoso che è un protettivo su tutte le pareti, un prodotto speciale, lavabile e disinfettabile. Ma lui non ci sta’, pretende che si facciano gli sforzi necessari e ottiene docce e protettivo. Resiste il dottore, resiste conquistando centimetro dopo centimetro quanto tentano di annullare. Poi c’è un’emergenza farmaci nell’autunno 2010 e lui resiste: chiede all’Associazione Prometeo, lancia l’allarme. L’Associazione Prometeo risponde e lui resiste, sorridente e continuando ad accompagnare bimbi e mamme in un percorso durissimo, ma non li abbandona. Neanche lui è solo. Ci sono la caposala, L. e le altre infermiere del reparto che restano, resistono anche se nell’ultimo anno c’è stata un’emorragia  di queste figure professionali verso l’Europa. Loro non se ne vanno. Il reparto di pediatria del Budimex, affianco a quello di oncologia pediatrica, viene chiuso perché tutte le infermiere si sono licenziate per essere assunte nelle strutture private o in Europa, perché gli stipendi delle strutture pubbliche non garantiscono condizioni di vita dignitose. Ma la caposala e le altre infermiere del reparto di oncologia pediatrica restano, resistono accanto ad un dolore che diversamente avrebbe solo le pareti domestiche e nessuna speranza. Loro restano e resistono in un Paese che a loro sta togliendo la speranza di futuro, invece loro in piena trincea non si lasciano vincere e provano a resistere per sostenere la speranza. Quando si accorgono degli scatoloni di farmaci che abbiamo portato il loro sguardo si illumina: adesso hanno una copertura buona per tre mesi, adesso è Natale! C’è anche questa Romania che non lascia il Paese, che non “invade l’Europa per delinquere“ come ci dicono i giornali. Una Romania dignitosa, dove la dignità non è vissuta in modo altero, ma solo con immensa umanità ed è questa Romania che cerchiamo di aiutare tra mille difficoltà e anche tra mille quesiti: basta quello che facciamo? E’ utile lo strumento delle adozioni a distanza? Lo sappiamo non basta, sono necessari programmi d’intervento più ampi che incidano sulle dimensioni strutturali del Paese. Certo, assolutamente! Ma mentre l’Europa fatica ad individuare i finanziamenti per la cooperazione internazionale, mentre l’Italia azzera quasi i fondi della cooperazione internazionale e mentre la Romania affoga nelle politiche del suo governo, tentare di dare anche solo un pò d’ ossigeno ad una nazione tradita (prima da 45 anni di politiche di regime e poi dall’illusione che entrare in Europa sarebbe stata la panacea economica), è un dovere che si impone a chiunque ha a cuore il futuro dei popoli di cui tanto si chiacchiera anche a vuoto a volte. Sì, perché intanto che arrivi il miglior governo nazionale, il grande programma internazionale e i fiumi di fondi necessari a risollevare il Paese e dunque intanto che passano ancora altri anni, ecco noi intanto proviamo a fare qualcosa, a sostenerli nei modi che riusciamo a inventare, anche se non bastano. Ma noi intanto abbiamo scelto di stare affianco di chi prova a resistere e a restare affianco di chi rischia di morire domani, anzi no oggi perché manca il Nurofen per esempio e senza questo farmaco potresti morire solo per le conseguenze di una febbre alta in un fisico devastato da un tumore. La Romania per noi oggi è questo: un’emergenza del cuore e della ragione, un’emergenza sul pianerottolo di casa in questo condominio chiamato mondo.
Per Prometeo
Maria Rosaria

 Nota: un abbraccio alle mie compagne di viaggio, e di Prometeo, Maria e Paola. Buone feste a tutti!

Depositata la sentenza del caso Pino la Monica.

E’ stata depositata la sentenza di Primo Grado del caso Pino La Monica (ricordiamolo 9 bambine abusate e 399 file pedopornografici).
Entro poco la commentiamo…
Per ora l’immagine scelta commenta da sé il nostro stato d’animo.
Un abbraccio alle bambine, alle loro famiglie ed ai bambini delle foto (questi purtroppo non hanno famiglie coraggiose vicine…e chissà quale fine avranno fatto…).

Esempi da imitare per annullare esempi cattivi.

Le foto che vi mostro oggi hanno fatto il giro del mondo.
Nella riserva di Wolong, in Cina, nascono una ventina di cuccioli di Panda ogni anno.
I ricercatori che si occupano di loro, per non turbarli ed evitare che si abituino all’uomo, si travestono a loro volta da Panda, per dare le cure necessarie.
Queste due foto ne sono una testimonianza.
Poetica. Simpatica. Dolce. Rispettosa.
A dimostrazione di quanto poco serva per occuparsi di chi è più piccolo, debole, indifeso…..
Visti i cattivi esempi di cui parliamo spesso qua, forse dovremmo inventare dei costumi.
Da essere umano.

Auguri di Buon Natale con il sorriso più bello del mondo.

Il Natale più bello:

il sorriso di un bambino.

E questo che vedete, è stato reso possibile grazie a voi.

Auguri a chi quel sorriso si impegnerà a restituirlo (se sottratto) ogni giorno della sua vita
ed a chi in quel sorriso si ritroverà.

Buon Natale.

La magia del Natale? Voi! I miei Auguri.

Sono un paio di giorni che penso a cosa scrivervi.
La fine dell’anno è sempre portatrice di bilanci, per noi mai come quest’anno estremamente positivi.
Li rimando però ai giorni prossimi, quando ripercorreremo l’anno appena trascorso e, sempre parlando di voi, progetteremo l’anno che verrà.
Intanto mi trovo davanti al computer, con i telefoni che continuano a suonare, con i vostri messaggi, la stampante che regala le vostre centinaia di mail, mentre i bimbi si sono messi in testa di vestire Flipper da renna, ma Flipper di collaborare non se la sente proprio…..Una sana follia. Che fa bene al cuore.
Tutto il vostro amore, lo confesso, stordisce. Positivamente. Ma stordisce.
Non credo di meritare tanto. Ma, lo ammetto, tutto ciò è un grande beneficio.
Un onore.
Immenso.
Il più bello dei doni.
Ecco forse, stanotte, quando Babbo Natale busserà alla nostra porta, o scenderà dal camino (che oggi abbiamo ripulito per ben tre volte “perché se no poi si sporca e non lascia niente”) quello che chiederò oltre al “meglio” per i miei cari, è proprio la riconferma di potervi incontrare.
La possibilità di incrociare il mio sguardo col vostro. Asciugare quelle lacrime e convincervi che tutto cambierà. Per il meglio.
E’ bello sapere che ci siete.
Un esempio a cui guardare, sempre.
Perché se voi siete il mondo, il mondo potrà essere davvero “a better place”, un posto migliore.
Come canta la Nannini nella canzone dedicata alla sua neonata, spostate gli orizzonti. E ne ricreati di nuovi.
A me (noi) il compito di indicarvi la rotta, ma la nave siete voi che la portate nuovamente in acque PULITE.
Penso a voi e non posso pensare anche a chi vi ha ferito. Ma soprattutto a chi difende quei soggetti.
Non so e è l’aria natalizia ma non riesco proprio , oggi, ad arrabbiarmi con loro.
Anzi. Provo un’immensa sconfinata PENA.
Se penso che loro non riceveranno nemmeno lo zero virgola 1 per cento di quanto mi avete scritto/detto. Se penso che i loro dialoghi anche in questi gironi saranno su quale bugia inventare o che tipo di attacco muoverci/vi, provo davvero una immensa pena.
Poichè avvicinandosi a voi/noi sono così accecati dalla forza che abbiamo, che doniamo e che riceviamo, da non essere in grado (per povertà morale) di nutrirsi di essa. Di beneficiarne. Condividerla.
Davanti ai vostri bimbi, a quel dolore, sono in grado solo di comunicare solamente altra rabbia, altro dolore, non vedendo il tesoro immenso che c’è dentro quei cuori, dietro quegli sguardi, in quei silenzi.
Buon Natale anche a loro e come insegna Dickens con il vecchio Scrooge chissà che quei fantasmi che hanno generato, stanotte non bussino alla loro di porta e mostrando la bassezza umana di cui sono fatti, non regalino loro un’altra occasione. Una nuova possibilità.
E’ così bello essere UMANI.
Come dite? Impossibile….
E’ Natale, lasciatemi almeno oggi credere ai miracoli.
Quanto a voi, rinnovo il mio abbraccio più bello e vi do appuntamento a domattina.
Con una fotografia. Che riassumerà tutto quanto volevo dirvi e chissà forse non vi ho del tutto detto.
E’ bello sapere che esistete. E per me questo significa:
NATALE.

Auguriiiiiiiiiiii

p.s.: ora scappo. Hanno catturato Flipper che la collana di luci proprio pare non gradirla…..

 Nota:
un augurio speciale va a tre mamme.
Una da sempre e per sempre nel mio cuore. Paola, mamma del piccolo Tommy.
Cosa provo per lei già lo sa. Qua la ringrazio pubblicamente di essere ciò che è.
Un augurio di un Natale che sia portatore di serenità per la mamma di Sarah Scazzi.
E l’augurio di poter riaggiungere un posto a tavola a casa Gambirasio…..

LA VOSTRA VOCE.

Mai come quest’anni appena trascorso abbiamo dato voce alle vittime.
Mai come    quest’anno il vostro dolore, immenso, si è unito. Creando un enorme onda. Di solidarietà reciproca, innanzitutto. Ma anche, e soprattutto, di riscatto. Forza. Fronte comune, contro quei pochi sciatti individui che ancora sostengono siate degli impostori (e noi con voi), dei miserabili. Pronti a sacrificare il proprio figlio fingendo un abuso che non c’è.
Quella che segue un’altra storia. Scritta da voi. Che sa di voi, e di noi.
Ha quel sapore. Di apparente sconfitta, su cui però trionfa, sempre, il riscatto. La vittoria.
Grazie di esistere. Davvero grazie. Per come siete. Per l’esempio che siete.
Vi do appuntamento a domani per gli auguri.
Per oggi  questo il nostro pensiero:

….. stamattina voglio fare questa follia di confessarmi perchè il mio obiettivo nella vita è essere migliore e non posso continuare a tendere verso questo ideale  se non accetto anche i putridi ricordi che ho represso per 25 anni. Sono stata violentata a 4- 5-6-anni più volte a casa di parenti da un mio cugino che aveva all’ epoca circa 12 anni. ( so che su internet si considerano  pedofili solo dai 16 anni)  Con il solletico e casette di coperte me lo faceva passare come un gioco di coccole inclusi spogliarelli vomitevoli ed eccitazioni che non capivo. A 8 anni circa l’ ho detto a una mia cugina che vive lontano e che aveva un anno in più di me ma conosceva per il semplice fatto di essere più sveglia  il vocabolo violenza. Anni dopo questa mia cugina mi ha chiesto se quella storia era vera e ovviamente ho negato dandole pure ormai grande una bella spiegazione sulla mia fantasia e esigenza di attirare l’ attenzione. Da allora in poi avevo capito che avevo subito qualcosa di strano che non andava bene e per tutti gli anni seguenti mi sono addormentata chiedendo a Dio di farmi dimenticare il passato tra singhiozzi colti solo dalla mia vicina oltre il muro e inutilmente segnalati. Ricordo che volevo fare pipì fuori casa per terra sui tappeti dei miei parenti e che sono andata un giorno dalla psicologa perchè rispondevo davvero male come una furia ai miei genitori. La psicologa perfettamente idiota ha dato come responso il fatto che ero stanca così sono stata a casa da scuola un giorno dove c’ era una bellissima attività. Poi non ho più pregato ma Dio ha avverato ciò che volevo nel senso che a parte alcune volte di flash ho vissuto la mia vita impegnandomi a fondo per la scuola e le amiche. Da un anno ho il ragazzo e recentemente sono scoppiata in lacrime alla sua sola idea di stare con me in senso fisico dato che ci amiamo anche se eravamo già stati insieme. Gli ho tirato su una paternale assurda che non sono il suo oggetto e che non mi faccia del male. Poi con tutte storie recenti di maltrattamenti descritti dalla tv insomma mi si è riaperta questa ferita soprattutto perchè quando questo porco di mio cugino ha avuto un incidente ho desiderato la sua morte e spesso lo maledico con intenzionalità anche se vive lontano lo vedo solo a Natale e lavora tutto il giorno e ha una sciagurata fidanzata. Non ho più raccontato questa faccenda perchè non ho più prove ovviamente essendo passati anni.
A quel tempo lui mi aveva detto di non dire nulla a mamma e io gli avevo ubbidito per non rovinare la mia famiglia  dove mi vedevo già come un problema a causa della mia paraparesi spastica alle gambe ecc. poi con i miei genitori non andavo d’ accordo chi mi avrebbe creduto?
Nel mio immaginario infantile avrebbero messo la mamma in prigione e io sarei stata portata via in mezzo ai giornalisti. E poi penso anche adesso che fosse malato.
Ma perchè ha fatto questo a me? perchè ero la prima femminuccia tra 9 nipoti maschi certo …ma per quali altri motivi? che senso ha? divertirsi traumatizzando una vita? Oggi sono alla seconda laurea studio xxx tutti i giorni e voglio dirvi che il bambino è tale perchè si fida ma appunto per questo la sua fiducia non va tradita ma rispettata.
Se quel mostro dovesse avere delle figlie in futuro credo proprio che lo denuncerò in anonimo ma gli metterò il fiato dei suoi peccati come una scure sul collo per vigilarlo e maledirlo ancora.
io scrivo perchè vorrei essere l’ ultima goccia per far luce e risorgere.il mio ragazzo dice che si può vivere con i traumi però solo se non ci depotenziano.
io tutta la mia energia la voglio dedicare ai miei sogni e progetti ai miei studi a formarmi come persona.
forse la mia seconda tesi la scriverò sulla resilienza ossia sulla capacità di autoripararsi dopo un danno…
so che non sono sporca nè colpevole, che posso volgermi al bene, che posso fidarmi di almeno il mio fidanzato dolcissimo e intelligente ,che ho tutto il diritto di essere felice e in pace che il significato della vita non sta negli accadimenti ( mostruosi) o nei capricci della sorte ( la mia paresi alle gambe) ma nel significato che la persona dà alla vita…
io getto questa caverna di male a voi e corro verso il bene e la luce.
fate dei corsi ai bambini per far capire quello che è giusto o sbagliato fate dei corsi qualsiasi cosa per trasmettere ideali e soprattutto rispetto. (…)  grazie ancora …ritorno a costruire la mia vita.
”Sole”

Prometeo: 30 giorni come 5 anni!

L’ultimo mese di lavoro ci è valso come gli ultimi 5 anni!

Ultimo in ordine di tempo (tra le notizie che si possono diffondere 😉 ), il corso di Scotland Yard.

Grazie a tutti.

E da gennaio…..tantissime novità!

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Per non dimenticare Tommaso Onofri

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