Archive del 2011

Buon 2012 a tutti.

Buon anno a tutti. Soprattutto ai migliaia di sopravvissuti transitati da questo blog in questi anni. A voi l’abbraccio migliore. E l’augurio, se ancora non l’avete fatto, che rispondiate al torto subìto con l’amore. Da rincorrere, abbracciare, tenersi stretto e usare, come antidoto al male.
Il 2012 vi vedrà ancora uan volta protagonisti al nostro fianco. Abbiamo tantissime iniziative in cantiere.
A noi invece l’augurio di ricevere anche solo l’1% delle soddisfazioni avute nell’anno appena trascorso.
Il 2012 non sarà forse facile (ma tanto facile non lo è mai), ma quel 1%, quel piccolissimo uno, credeteci se vi diciamo che ci permetterà ancora una volta di fare la differenza e spazzerà via qualsiasi altro problema/ attacco da parte di chi passerà la vita a predare i nostri figli.
Buon anno a tutti voi amici nostri. <3

Il libro di Tommy: Ho conosciuto un angelo, finalmente in e-book!

Esce oggi in e-book il mio libro su Tommaso Onofri, il nostro piccolo grande angelo.
L’edizione è arricchita da un capitolo inedito con una mia “chiacchierata” con mamma Paola, amica straordinaria per la quale il libro è nato.
Potete scaricarlo su pc, ipad, iphone, tablet, etc. etc.. Grazie fin d’ora per il prezioso supporto.
Questa sopra, la nuova copertina (bellissima vero?).

“La storia di Tommaso Onofri dai primi giorni della sua breve ma significativa vita, ai fiori di bene che sono cresciuti dopo la sua morte. Il libro include numerose foto inedite del bambino. La vicenda che ha scosso l’Italia è narrata da Massimiliano Frassi, presidente dell’Associazione Prometeo Onlus, che da dieci anni è in prima linea per la tutela dell’infanzia violata.
Link per l’acquisto: http://www.ultimabooks.it/ho-conosciuto-un-angelo-la-storia-di-tommaso-onofri

«…una storia dove la follia e la poesia vanno di pari passo. Si fondono in un corpo solo e si inseguono… instancabili. E quando la prima, la follia, sembra avere il sopravvento, c’è sempre il bene che si fa largo e regala quegli scampoli di poesia e di ricordi a cui aggrapparsi. Per lenire la sofferenza e conquistarsi un altro giorno. Un giorno in più.
Massimiliano Frassi».

Vi ricordo anche la versione e-book di Favole dei bambini e dei loro orchi e i links per scaricare gratuitamente i lettori di libri per pc:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/libro-pedofilia-di-massimiliano-frassi-in-formato-in-e-book.html

Buona lettura!

Il libro definitivo sulla Pas.

Il libro definitivo sulla PAS.
Da oggi e fino a Natale vi consiglierò (dietro richiesta di alcuni di voi) varie letture. Da regalare innanzitutto a voi stessi e poi ai vostri amici.
Partiamo da questo libro. Importantissimo.
È un libro sulla “Pas”: infame mezzo (la Pas) con cui decine di padri pedofili l’hanno fatta franca. Per questo la lettura di questo libro dovrebbe essere obbligatoria. Per Giudici, operatori, sociali, vittime….
Obbligatori poiché su basi scientifiche (e non pseudo tali) dimostra cosa sta dietro realmente la Pas.

Ve lo consiglio e lo potete comprare direttamente da questo sito:
http://www.ibs.it/code/9788889726648/vaccaro-sonia-barea-consuelo/pas-presunta-sindrome-di.html

 Titolo: Pas
Autori: Sonia Vaccaro e Consuelo Barea.
Casa editrice: Ed.It

“La presunta sindrome di alienazione genitoriale (Pas), così la definisce la American Psychological Association, è un costrutto pseudo-scientifico che nelle cause di divorzio conflittuali con in gioco l’affidamento dei figli viene sempre più utilizzato per screditare le accuse di donne e minori, trasformandoli da vittime in carnefici. Oggi la PAS rischia di essere accolta anche in Italia. Il libro, avvalendosi di un’ampia documentazione scientifica e giuridica, svela la realtà di questa infondata sindrome, denunciando la violazione dei diritti umani che comporta la sua applicazione e restituendo alle madri ed ai minori la credibilità delle proprie legittime accuse. “

Breve post sulla natura di chi difende i preti pedofili.

Breve post sulla natura di chi difende i preti pedofili.
Continuo a sentirmi dire che alcuni parroci non ci vogliono nel loro oratorio per tenere delle conferenze sulla pedofilia. Ma non ho ancora sentito uno solo di quei parroci prendere una presa di posizione ferma su casi come quello che riporto. E quindi trovo in automatico la risposta, al loro inutile ostracismo:
sono COMPLICI!
“Olanda. Commissione d’inchiesta dell’Aja rivela:
800 preti pedofili e più di duemila vittime.”
Serve aggiungere altro?

Nota: i seguaci di “Don Lù”, prete condannato in primo e secondo grado tornano a farsi sentire, nel periodo meno opportuno (ma esiste pe rloro un periodo opportuno? No!) dell’anno, il Natale, lanciando un nuovo sito internet pieno di quello di cui è capace chiunque scenda in strada per manifestare a favore di un pedofilo.
Perdonate se stavolta evitiamo di commentare il caso. Abbiamo già dato (e continueremo a dare) la nostra voce in difesa dell’unica vera vittima: la bimba abusata.
In esclusiva per il blog mostriamo la foto scattata quando si è saputo che i preti pedofili ancora godono di sostenitori e siti internet a loro favore.
Che aggiungere anche in questo caso? Nulla. Se non il più caro augurio di Buon Natale….

I bambini di Izieu e la lotta alla pedofilia

Per spiegare la “normale follia” che sta dietro la pedofilia pesco spesso a piene mani da quello che è stato sicuramente uno dei più grandi crimini contro l’umanità, mai commessi: l’Olocausto.
Oggi vi racconto una storia che fa emergere ancora una volta una figura di donna meravigliosa. Disposta a sacrificarsi per bambini che non sono figli suoi, ma è come se lo fossero.
Permettetemi di dedicarla ad un’amica speciale, mia e di Prometeo, che in questa figura di donna si ritroverà totalmente.
Nel 1944 il criminale nazista Klaus Barbie (non vuole essere una battuta di pessimo gusto ma non posso non evidenziare con il più noto sterminatore di bimbi del xx secolo abbia il nome della più amata bambola dei bambini del xx secolo) invia due camion al villaggio francese di Izieu: meta, l’orfanotrofio conosciuto come la “Maison d’Izieu”.
La casa famiglia ospitava bimbi ebrei la cui identità era stata cambiata proprio nell’ottica di poterli proteggere dalla deportazione. La loro età media spaiava dai 4 ai 17 anni.
La casa era calda, accogliente. I bimbi curati ed amati.
Stanno facendo colazione, bevendo tazze di cioccolata bollente quando a tutta velocità i camion carichi di predatori urlanti piombano nel piazzale antistante la casa: è la mattina del 4 aprile 1944.
La gestapo cattura i 44 bambini ospiti ed i 7 adulti che si prendono cura di loro. E li deportano.
Tutti i bimbi moriranno gasati ad Auschwitz, o saranno fucilati in altri campi. Un sopravvissuto ad Auschweitz sapendo dell’arrivo dei bambini chiese dove fossero dato che non li vedeva in giro e gli risposero, “eccoli là….là, in quel fumo che esce dai camini”.
È facile sentire le loro urla, mentre passano dalle coccole e dalla cioccolata ad essere buttati “come sacchi di patate” sui camion dei militari e poi nel peggiore girone infernale mai creato dall’uomo.
6 dei 7 adulti morirono nello stesso modo. Sopravvisse solo una donna, si chiamava Lea Feldblum.
Avrebbe potuto salvarli o incorrere in pene minori, ma per non essere separata dai bambini, per non lasciarli soli, svelò alle gestapo di essere ebrea anche lei.

Dalla lettera di uno dei bimbi:
“Dio? Quanto sei buono tu….sei tu che comandi….tu che assicuri la giustizia, ricompensi i buoni e punisci i cattivi
Dio? È te che ringrazio per la  bellissima vita che ho avuto prima….Ora ti chiedo una cosa: fai tornare i miei genitori….affinchè li possa vedere al più presto….ho avuto una madre e un padre così buoni….”.
Dal rapporto di Klaus Barbie:
“Stamani l’orfanotrofio di bambini ebrei a Izieu è stato evacuato.
In tutto c’erano 41 bambini (in realtà erano 44)….che sono stati catturati.
Inoltre abbiamo arrestato tutto il personale…circa 10 persone, tra cui 5 donne. Non è stato possibile assicurarci del denaro né altri valori.
Il trasporto a Drancy avverrà il 4 luglio 44. Firmato Klaus Barbie”. 

Possa la storia insegnarci qualcosa….e ripartiamo anche da qua, per fare ognuno di noi, ciò che va fatto.

 

Dedicato a O. , la nostra Lea.

Pedofilo torna in libertà

PEDOFILO TORNA IN LIBERTÀ

Nel 2004 il paese di Trezzo sull’Adda, al confine tra la provincia di Bergamo e quella di Milano, si spaccò in due. E la percentuale delle due “fette”, ovviamente, non fu equilibrata.
Da una parte due “noti” soggetti, molto attivi nel volontariato locale e soprattutto in Parrocchia. Dalla loro parte tantissime persone.
Sul fronte opposto 4 bambini, tre di famiglie seguite dai servizi sociali in quanto “bisognose” ed un ragazzo adolescente frequentante una colonia estiva.
I bimbi sostenevano che i due soggetti sopra citati li avessero abusati.
I casi, per non cadere in equivoci, erano distinti, solamente emersero quasi allo stesso tempo.
L’abusante del ragazzino si chiamava  Mauro Basani. Recuperiamo il suo nome da un articolo apparso
sul quotidiano Il Giorno da cui parte un segnale d’allarme inquietante. Ma andiamo per ordine. Parlo di questo primo soggetto al passato poiché alcuni mesi fa è deceduto, dopo aver scontato la condanna (in Cassazione) per abusi sul ragazzino in questione, predato nella colonia San Benedetto.
Torna invece libero il secondo pedofilo, reo per la legge (anche lui con condanna in Cassazione; fu assolto in primo grado e la rete è piena di articoli della sua “sofferta” conferenza stampa, ma condannato in secondo grado e cassazione ed in rete non c’è nulla!) di aver abusato tre bambini. Se facciamo i conti gli anni trascorsi (ai domiciliari e poi in affido ai servizi sociali fino allo scorso ottobre) sono veramente pochi, per il reato commesso, ma si sa in Italia gli abusi sui bimbi non sono ancora adeguatamente puniti.
E così è libero Aurelio Lucci, molto attivo in parrocchia e nel volontariato, così attivo da poter entrare a contatto con famiglie bisognose e in questo caso abusare ben tre bambini.
Fu arrestato dai Carabinieri all’aeroporto di Milano Malpensa, dove rientrava dopo una latitanza in Brasile.
Le due “fette”, come le ho impropriamente chiamate in apertura oggi come allora sono squilibrate. Pare infatti che le famiglie dei bimbi in questi anni siano state più volte messe al bando dalla società (in)civile. Pare che le mamme più di tutti ne abbiano risentito.
Pare che invece più di una persona non veda l’ora di riabbracciare il pedofilo tornato in libertà.
D’altronde non basta condividere la panca di una chiesa per accogliere certe persone (chiesa che andrebbe quindi sconsacrata vista la presenza degli stessi), probabilmente per farlo bisogna condividere ben altro.
Quel “altro” che non ci stancheremo mai di denunciare!

 Nota: una nota di plauso ai Servizi Sociali, che si schierarono dalla parte dei bambini sostenendoli e difendendoli. Purtroppo come ben sappiamo non sempre è così, per questo, assurdamente, dobbiamo stupirci e festeggiare quando ciò capita!

Mai più Soli! Questo premio è per voi!

Mai più soli.
Il premio che ho ricevuto alcuni giorni fa nella sala più prestigiosa del Campidoglio ha un nome che è da sempre lo slogan del nostro coordinamento vittime pedofilia: il non essere più, mai più, soli.
Se scomponessi quel premio in migliaia di singoli tasselli, tali poi se ricomposti da formare un puzzle ideale, troveremmo in quei minuscoli pezzettini delle esistenze enormi. Le vostre. Fatte di lacrime, cadute, dolore, lutti, ma anche riscosse, dignità, sensibilità, grandezza, sorrisi.
Ci siete voi in quel premio, per questo lo considero forse il più bello mai ricevuto. Voi con la vostra rinascita. Voi che ce l’avete fatta e voi che avete bisogno ancora di un po’ di tempo ma poi vi unirete al coro di chi VIVE.
Questo è il vostro premio. E ve lo meritate tutto. A me è solo spettato l’onore di poterlo ritirare, ed ancora una volta, rappresentarvi.
Solamente grazie…. 

Nota: e grazie di cuore al Comune di Roma (un onore!) ed a David Gramiccioli, semplicemente grande!

Un premio speciale a Prometeo per la lotta alla pedofilia.

Un premio speciale per la lotta alla pedofilia.
Sarà assegnato a Massimiliano Frassi, presidente della associazione Prometeo onlus da lui fondata 15 anni fa il Premio speciale all’interno della manifestazione “Mai più soli” che si terrà presso la prestigiosa sala della Promoteca del Campidoglio a Roma, in data Giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 11,00.
Tra gli altri premiati Paola Onofri, mamma del piccolo Tommy, brutalmente ucciso a Parma, l’ex ministro Mara Carfagna, per la legge sullo stalking,  ed il programma televisivo Le Iene.
Massimiliano Frassi è anche autore di alcuni libri di successo sul tema della pedofilia, come “I bambini delle fogne di Bucarest” e il recente “Il libro nero della pedofilia”. In passato ha ricevuto anche la medaglia dalla Polizia di Stato e quella dalla prestigiosa polizia americana F.B.I. per il suo quotidiano impegno in difesa dei bambini vittima di abusi, la cui età media oggi spazia tra gli zero e i quattro anni.
Frassi con la sua associazione da due anni ha dato vita ad un esperimento unico in Italia: il  Coordinamento nazionale vittime pedofilia, che riunisce adulti da piccoli vittima di abusi e genitori di bimbi abusati. Fino ad ora sono circa 2mila le adesioni.
Il premio a lui assegnato gode del patrocinio della Commissione Speciale Politiche per la sicurezza urbana di Roma, Capitale e verrà dato personalmente dal Sindaco di Roma Alemanno.
La premiazione sarà condotta da David Gramiccioli, dell’ente promotore MIV e da Federica Afflitto.

117 bambini abusati. 85 persone arrestate.

Bastano i dati riportati nel titolo per dare la misura dell’ultimo scandalo pedofilia esploso in America, nella comunità ebraica.
Uno dei pedofili reo di aver abusato bimbi all’interno del gruppo di ebrei ortodossi, ha dichiarato che “nessun abuso ha avuto luogo contro la volontà, sia che fossero adolescenti sia che fossero bambini”.

STORIA DI UNA SETTA DI PRETI PEDOFILI. DI UNA BIMBA INCINTA. E DI UN PAESE OMERTOSO.

STORIA DI UNA SETTA DI PRETI PEDOFILI. DI UNA BIMBA INCINTA. E DI UN PAESE OMERTOSO.

Ieri ho parlato dell’accoglienza (inopportuna) che il vescovo di Siracusa ha riservato a Bernard Law, proprio nel giorno della festa del patrono della città (Santa Lucia). Chissà se il vescovo conosce il nuovo libro di Andrea Camilleri, che abile nel pescare a piene mani nel realismo magico siculo, ha portato a galla una storia, molto interessante e coerente con il tema trattato in questo blog.
Ricordiamo innanzitutto che il libro, da poco in libreria, si intitola “La setta degli angeli” (edizioni Sellerio, euro 14) ed è ambientato ad Alia, un piccolo paese in provincia di Palermo, nel lontano 1901.
La storia raccontata, diciamolo subito, è una storia (tristemente) vera.
Sentite un po’ qua:
Matteo Teresi era un avvocato, che nel 1925 pubblicò un libro intitolato “Con la patria nel cuore”, dove raccoglieva i suoi scritti americani in favore di chi come lui era emigrato negli Usa.
In realtà l’uomo era stato obbligato a lasciare la sua amata terra, poiché colpevole di aver dato risonanza ad un caso che altrimenti sarebbe stato fatto passare nell’assoluto silenzio (insomma, una sorta di Prometeo ante litteram 😉 ).
Matteo Teresi, prima di dover lasciare l’Italia, come avvocato si occupava di persone indigenti, contadini analfabeti truffati dai grandi latifondisti, etc., ma soprattutto stampava a sue spese un giornaletto “La Battaglia” dove denunciava ogni giorno crimini e misfatti di certi soggetti (sì, era proprio Prometeo!).
 Con grande coraggio faceva nomi di mafiosi, denunciando i loro legami col clero, con la nobiltà.
Nel 1901 in paese un prete finisce in carcere, per aver messo incinta una minorenne.
Il fatto resta un chiacchiericcio tra paesani, giusto per ricamarci sopra durante le bevute al Bar, fino a quando il nostro Teresi intuisce che sotto pare esserci molto di più di una singola violenza, finita con la gravidanza della vittima. E fa una scoperta, che rende nota. Portando sotto agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, quanto ora vi dico.
Alcuni preti di Alia si erano riuniti segretamente in una sorta di setta (con tanto di statuto regolare!) che aveva come scopo quella di convincere (riuscendoci, parliamo di due secoli fa!) giovani neo spose e bambine, che avere con i preti medesimi, rapporti sessuali, avrebbe permesso loro di acquistare indulgenze per andare in paradiso (sic e doppio sic).
Teresi raccoglie le prove e pubblica tutto. Partendo dai nomi dei pedofili. La notizia come dicevo poc’anzi esplode in tutta Italia. Don Sturzo prende una forte presa di posizione e definisce i suoi “confratelli come non degni del nome di uomini”.
Ma cosa capita a Teresi?
Facile pensarlo. I compaesani, che dapprima fanno finta che nulla sia accaduto, poi passano all’attacco. Di lui e delle vittime, colpevoli di aver “sporcato il buon nome del paese” (colpevoli loro certo non gli abusanti!).
Il Vescovo di Cefalù esce per primo allo scoperto e indice una manifestazione riparatrice (che passa sotto la casa di Teresi, il quale si mette a volantinare sulla folla in processione, svelando nuovi crimini commessi dai preti difesi dalla piazza).
Il girono dopo il Prefetto ordina la chiusura immediata del suo giornale perché “turbava l’ordine pubblico” e poi, ultima ma non ultima, arriva la Mafia.
Prima via lettera anonima. Poi con una serie di teste di animali decapitati e lasciati sanguinanti in bella vista.
E Teresi per non perderla lui la testa si imbarca per gli States.
Camilleri ha dichiarato: “a me di tutta la storia interessò il trattamento che  paesani, nobili, mafia e autorità riservarono a Teresi, reo di aver rivelato una verità sgradita…l’attualità della sua storia mi sembrò evidente”.
Questa la trama, di un libro che vi consiglio. Chissà, ripeto, se il vescovo l’abbia letta. Forse no. Chissà però anche se tra cent’anni (o magari meno) il Camilleri di turno non racconti qualcosa di simile, ambientando magari il tutto a Siracusa. Durante la festa di Santa Lucia. Con un ospite d’onore che ha sulla coscienza “solo” 5mila bambini abusati.
È proprio vero che la Storia non ci ha insegnato nulla.

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