Archivio di marzo 2011

4 ANNI AL PRETE PEDOFILO CHE DOPO AVERLA VIOLENTATA L’HA FATTA ABORTIRE

FIRENZE – Ha abusato per anni di una ragazzina, che all’inizio aveva sedici anni, costringendola anche ad abortire. Per questo un ex sacerdote di 50 anni, denunciato poi dalla giovane, è stato oggi condannato dal tribunale di Firenze a 4 anni e 6 mesi di carcere per violenza sessuale su minore. Secondo la denuncia, la storia fra i due sarebbe iniziata una decina di anni fa. Fra lei e il sacerdote, indiano, sarebbe nata una relazione clandestina, interrotta una prima volta quando lei, rimasta incinta e convinta da lui ad abortire, raccontò tutto ai genitori. Per alcuni anni, i due avrebbero continuato a vedersi di nascosto, finchè, nel 2006, lei prima si rivolse alle autorità della chiesa e poi lo lasciò. Da quel momento in poi, lui si trasferì in un’altra città e abbandonò l’abito talare, ma cominciò a minacciarla con telefonate e sms. Così lei, che ha cambiato residenza e si è rifatta una vita, ha deciso di denunciarlo.  Fonte Leggo.It

Liberate la Pantera Rosa…

…dai Testimoni di Geova.
L’altro giorno vi ho chiesto perchè i Testimoni di Geova non amassero Topolino.
Oggi ve lo spiego.
Inutile dire che sono stato sommerso da mail (e tantissime ne arrivano di fuoriusciti da queste e da altre sette: pazientate a breve rispondo a tutti, e continuate a mandarmi le vostre preziosissime lettere, alcune delle quali a breve pubblicherò).
Partiamo però da Topolino.
Ne parla Emidio Picariello, in un libro che tutti dovreste leggere, appena edito da Editori Riuniti ed intitolato “Geova non vuole che mi sposi”.
Del libro vi riparlerò a breve (per ora ripeto: compratelo a scatola chiusa e diffondetelo).
Emidio ha lasciato i Testimoni di Geova, benchè la famiglia ancora ne faccia parte.
Nel libro ripercorre la sua vita, partendo dall’infanzia, all’interno di tale setta.
Elenca i divieti e le privazioni. Quelle cose che a lui erano vietate in quanto, appunto, testimone di Geova.
Fra i tanti esempi: vietate le feste di compleanno, i Puffi in Tv, il Natale (e relativi doni sotto l’albero), persino un pupazzetto con un alieno regalatogli da un suo amico…e, ultimo ma non ultimo, i giornaletti di Topolino, fatti finire da un “sorvegliante” delle famiglie aderenti alla setta, in una sorta di black list, di lista nera, contenente i pericoli da evitare.
E così Paperino (nullafacente),  Paperòn de Paperoni (ricco, avaro, amante del denaro e quindi pericoloso), Gastone (in quanto fortunato e si sa la fortuna non esiste, poiché Geova ha creato apposta il libero arbitrio), Qui Quo Qua (tre piccoli teppistelli), per non parlare di Amelia (una fattucchiera, peggio una strega) diventato tutti cattivi esempi, abili nel corrompere le coscienze ed allontanare da Dio.
Voi mi avete mandato un altro lungo elenco.
Che include il più ovvio Dylan Dog (per tutti i legami col Satanismo, blablabla), i già citati Puffi (d’altronde si sa garganella sta dietro la filosofia delle bestie di Satana),  Tex Willer (pur elui chiamato in causa per legami col satanismo, manifestati con i suoi nemici storici come Mefisto), Zagor (idem a Tex), Mister No (per al vita dissoluta che conduce e il suo bere spesso), Martin Mystere (vedi Dylan Dog), lìUomo ragno (un uomo con super ptoeri, ma quando mai…), Wonder woman (una donna, con super ptoeri, chenon parla se un uomo le dà il permesso? Ok è fantascienza ma c’è un limite a tutto),  Taz (il diavolo di Tazmania: e non serve dire di più).
Se penso che tutti questi giornaletti io li leggevo, nono oso pensare a quale pena mi verrà inflitta, tra 100 anni, quando vi lascerò.
Qualcuno di voi mi ha pure tirato in ballo la Pantera Rosa. Ecco. Davanti ad uno dei miei miti, lo ammetto, mi sono cadute le braccia così a terra, da non essere stato più in grado di scrivere nulla……..

Partito (alla grande) il processo contro Pietro Materi, predatore di bimbi disabili.

Dopo vari (troppi) ritardi è finalmente partito il processo a Pietro Materi.
E’ forse uno dei peggiori casi di predatori di bambini che l’Italia abbia mai avuto.
Il Giudice ha respinto la richiesta di Rito abbreviato: era ora. Basta sconti e facilitazioni per chi abusa.
Inoltre sul tavolo degli imputati anche il Ministero della Pubblica Istruzione, dato che per ben due anni, Pietro Materi ha abusato di un bimbo disabile, dentro ad una scuola, senza che nessuno vedesse/sentisse nulla.
Prossima udienza il9 aprile.
Nota: Se ancora non l’avete fatto prendetevi un quarto d’ora e guardate questo filmato (e diffondetelo ovunque via Facebook).
Qua trovate il papà di una delle vittime. Persona fantastica, di cui il figlio sarà orgogliosissimo:

http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Maestra abusante, tenta il suicidio.

Tenta il suicido una delle maestre dell’asilo di Casarile.
Inutile ribadire che se non ci fossero stati i filmati delle intercettazioni ambientali della Polizia, i bambini non sarebbero stati creduti e la vergogna (non il fare i conti col proprio essere, ma solo la vergogna, perché soggetti così per le vittime non provano MAI nulla) non avrebbe fatto tentare il suicido a nessuno.

L’articolo che segue è tratto da la Repubblica – autore: Sandro De Ricciardis.
Casarile, il racconto dell’orrore – “Papà, Elena la devi ammazzare”
I genitori dei 15 bambini dell’asilo raccontano i maltrattamenti subiti dai loro bambini
Lacrime, silenzi e la maestra che dice: “Non ho figli perché i bambini non mi piacciono”.

Tra la giraffa di cartone e il pupazzo di Winnie the Pooh, oltre la porta a forma di castello da dove affiora il sorriso di Topolino, le fiabe erano un incubo quotidiano. Francesco, un anno, tornava a casa e con le manine picchiava papà. E Alessandro, due anni, urlava a chiunque “Monello!, monello!”, poi diceva: “Papà, Elena valla ad ammazzare”. Alessia, tre anni, si sfogava con le bambole, le teneva a testa in giù, le torturava con le dita. Come Chiara che non voleva fare la foto di gruppo con le maestre, o “Luisa – racconta la mamma davanti al nido – che a ogni rimprovero, a casa, si nascondeva sotto i mobili”.
Tra i colori dell´asilo “Piccoli Passi”, a Casarile, una trentina di genitori ha visto i figli cambiare giorno dopo giorno. “Filippo piangeva da quando si svegliava fino a quando arrivava qui – dice la madre -. Poi si ammutoliva. Sembrava terrorizzato”. Filippo, due anni e mezzo, ora sembra tranquillo sul seggiolino della Bmw del padre. Guarda al di là del vetro la gente che parla, e sembra capire che c´è lui nei dialoghi dei più grandi. “Mi diceva spesso ‘Elena è monella perché mi picchia, mi dà le botte’, ma come potevo prenderlo sul serio?” dice la madre con la voce di chi non si perdona di non aver dato peso a indizi che erano invocazioni d´aiuto. “Poi una volta ho affrontato Elena davanti a lui: ‘Elena, perché fai la monella e picchi Filippo?’ le ho chiesto. Mi aspettavo una risata, invece ha reagito in modo strano».
Poco più in là, ecco l´ordine quasi maniacale dei cento metri quadrati del nido. Regole e orari, segnati su muri e tabelle. Come l´ora della nanna, dalle 13 alle 15.30, quando i genitori non possono disturbare e i bimbi devono dormire “Altrimenti – hanno raccontato – sei costretto a stare seduto con la testa appoggiato al tavolino”. Ordini anche per “la cacca da fare a casa”. “Quando la bimba me l´ha detto non potevo crederci – dice una signora – ‘Mi da le botte se la faccio lì’ diceva”.
Racconti che hanno un altro peso, sotto la luce triste dell´inchiesta. Che fanno pensare a un´altra signora a quel dialogo paradossale per una educatrice di bambini. “Elena, perché non hai figli?”, le ha chiesto la mamma. “A me i bambini non piacciono – ha risposto la maestra – in casa poi fanno disordine”.

Ancora Abusi nelle Scuole.

Certe violenze sono sempre esistite. È la frase che spesso ci sentiamo ripetere. E ancora, non abbiamo capito, se il messaggio subliminale è “ma cosa tribolate a fare, lasciate perdere” oppure “è un mondo di m….a, va da sempre così”.
Certi soggetti sono sempre esistiti, vero. Si sono impossessati degli abiti della normalità per sfogare crudeli disumanità su bimbi inermi. Meglio se piccoli, molto piccoli, perchè più spaventabili, più riconducibili al silenzio.
Alzi la mano chi non ha mai pianto perché non voleva andare all’asilo.
Se ci fosse un club, io ne sarei presidente onorario.
Pure io piangevo perché una suora, quando mi vedeva piangere appunto, minacciava di farmi la puntura nella lingua, che nella mia mente di bimbo era, allora, la più disumana e feroce delle torture.
Tremo anche solo a pensarci. E me la ricordo benissimo. Come fosse accaduto pochi istanti fa.
Io fui fortunato, lo dico subito, di punture non me ne fece. E il suo odio le fece perdere l’occasione di poter educare un bimbo in più.
Ogni giorno migliaia di bambini vanno (giustamente) all’asilo.
Ogni giorno molti di loro piangono.
La maggior parte forse solo capricci.
Eppure non ci costa nulla chiedere: “cosa succede”, “perché di punto in bianco non vuoi più andare?”, “c’è qualcosa che ti spaventa, dillo, papà/mamma è qua”.
Per molte (troppe) persone è più facile vestirli alla svelta. Sgridarli. Parcheggiarli in posti dove non sempre abbiamo fatto le verifiche del caso. Dove non sappiamo che formazione sia stata fatta a chi lì lavora. Dove non sappiamo se il personale ha già avuto precedenti penali per aver fatto del male ad altri bambini.
Fino a quando non accadono notizie così. Bilanciate da chi corre in tv, gridando: “sono persone BUONISSIME, impossibile che facciano quello che si dice”. Già, impossibile.
E se chiedessimo ai bambini quanto è “impossibile?”.

Casarile, un piccolo comune in provincia di Milano, sono state arrestate due maestre di un asilo nido conl’accusa di gravi maltrattamenti ai danni di una quindicina di bambini affidati alle loro cure. Le donne finite in manette sono la direttrice e la titolare del nido privato Primi Passi, di 33 anni, e una sua collaboratrice di 34 anni. Le indagini, secondo quanto ricostruito da alcuni quotidiani, erano scattate dopo le segnalazioni di una loro ex collega, che avrebbe lasciato il suo incarico dopo aver assistito a schiaffi, urla e parolacce indirizzate dalle maestre a bambini tra 1 e 3 anni.
La maestra avrebbe parlato di quanto aveva visto a una coppia di genitori, che hanno sporto denuncia ai carabinieri di Binasco che hanno successivamente effettuato dei sopralluoghi in borghese. I carabinieri hanno raccolto delle testimonianze ed hanno infine fatto installare delle microspie all’interno dell’asilo. Il nido, che aveva aperto quattro anni fa grazie alle convenzioni del Comune di Rognano, è stato posto sotto sequestro e chiuso. Le maestre sono state arrestate ai domiciliari. Per i bambini si prospettano delle sedute con degli psicologi per accertare se abbiano subito traumi e violenze.

Ai Tdg non piace Topolino.


Ai Testimoni di Geova non piace Topolino.
A breve vi dico perché…………………….

I predatori non si fermano davanti a nulla, anzi…

Passo per un saluto veloce. Vi immagino tutti a godervi questo ponte lungo. O almeno lo spero.
La casella di posta è letteralmente  intasata di vostri mail. Dolore che insegue dolore, in una folla corse a surclassarsi. Amici che hanno bisogno. Vite interrotte per follie ingiustificabili.
Penso a cosa dovete affrontare. Penso a come là fuori oggi, grazie al sacrificio di Yara e di Sarah, cominci a cambiare al percezione, ma si diffonda allo stesso tempo la paura,il panico. Sentimenti questi di cui, continua a beneficiare solo chi fa del male. Soggetti che non si fermano davanti a nulla.
Belve affamate. Che in qualsiasi occasione, anche le più nefaste, riescono a trovare il modo per nuocere.
Come dimostra la notizia battuta ieri. Un pedofilo (“insospettabile, padre di famiglia”) ha adescato dei ragazzini a Lampedusa. Dando loro dell’hasish o dei soldi (anche direttamente ad alcuni  genitori che li vendevano). Soldi e droghe per potersi “nutrire”.
Il pensionato, di Palma di Montechiaro è stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento. Anzichè prestare soccorso ai “poveri disgraziati” che sbarcavano sulle coste di Lampedusa, coglieva l’occasione per poter trovare nuove vittime, nuove prede. A dimostrazione che nulla può toccare il cuore di gente così e che anche in situazioni estreme, di gravi disagi, loro sanno trovare il lato positivo, quello da cui trarre beneficio. Peccato che quel lato prenda il nome di abuso sessuale.

 “L’inchiesta, avviata nel 2010, ha accertato che l’indagato adescava diversi minori  a fini sessuali, promettendo loro piccole somme di denaro, 20 o 30 euro, ed in alcuni casi dosi di stupefacente del genere hashish. La sua posizione è poi aggravata per aver commesso abusi su minorenni italiani in condizioni di disagio e per questo ospitati negli istituti di recupero. Secondo l’accusa l’uomo si appostava nei pressi degli istituti di accoglienza dove, dopo gli sbarchi a Lampedusa, vengono ospitati i minori non accompagnati.”

SE QUESTI SONO I GIOVANI, IL FUTURO SARA’ MIGLIORE: il tema di Giada

1)In questi giorni stiamo tenendo tantissimi incontri nelle scuole.
Ieri eravamo con alcuni ex compagni di Yara.
Spaventati a morte…preoccupati. Per quanto è accaduto. Per quanto potrebbe capitare, dato che tutti loro si rivedono nella loro amica che non c’è più.
“poteva capitare a me e non dormo più”. “ho paura ad uscire da sola”.
Sono due delle frasi che più di tutte ci vengono dette.
Mi rivolgo allora a chi fa informazione. Ma anche ai loro genitori, agli adulti tutti.
Un invito, il mio, a tranquillizzarli, a dire che sì là fuori ci sono sì molti orchi, ma c’è un mondo intero fatto di persone perbene, di cui non parla ogni giorno il telegiornale, ma che sono la maggioranza.
Promette loro che vi impegnerete a restituire un mondo migliore, più vivibile, dove possano tornare a frequentare un oratorio, una palestra, o anche solo a camminare per strada, senza temere che qualcuno possa infangare il loro mondo. Che poi è anche il nostro.

2) Ho ricevuto un tema. Capita spesso che studenti o loro professori,mi mandino i lavori realizzati. Tutti belli. Importanti. “Ricchi”.
Questo però, tra tutti quelli ricevuti negli ultimi mesi, permettetemi di dirlo, ha una marcia in più, un valore aggiunto.
Leggetelo con attenzione,. Magari stampatelo e commentatelo con i vostri figli, o con i vostri studenti.
L’ha scritto Giada, che frequenta un liceo a Mazara del Vallo.
Da grande scrive che farà la scrittrice e fin d’ora le dico che sarò onoratissimo di leggere i suoi libri, magari addirittura avere il privilegio di scriverle una prefazione.
Perché leggendola non solo mi sono commosso, ma ho riempito lo zaino di speranza. Quella stessa, persa troppe volte, durante questo viaggio.
Grazie Giada…sei grande!

 

Alunna : Giada F.  di Mazara del Vallo

Traccia:

Un’ondata inarrestabile di violenza assale la nostra società ed il nostro tempo: il giallo di Brembate e quello di Avetrana ne sono soltanto gli ultimi esempi. Nella tua esperienza giovanile non avrai mancato di interrogarti su questo aspetto drammatico del nostro tempo : prova a spiegare a noi adulti come un giovane della tua età vive tutto ciò e quali effetti produce in te questa triste attualità

Svolgimento:
Vorrei iniziare dicendo che il mondo è uno schifo. Se ci fosse un altro pianeta in cui potremmo vivere, sarei la prima a trasferirmi. Non so costa stia accadendo, né cosa giri nella testa dei criminali che, giorno dopo giorno, insanguinano il mondo. Prima ad Avetrana, poi a Brembate; prima Sarah, poi Yara. Questi sono i due casi di violenza  più “famosi”degli ultimi mesi. Vite di ragazze della mia stessa età , vite spezzate, portate via da folli criminali che non avevano nessun motivo per uccidere. Folli criminali che non avranno una giusta punizione per ciò che hanno fatto. Qualche anno di carcere e via.; gli Orchi ritornano liberi, pronti a rovinare la vita di qualcun altro. Sì, li chiamo Orchi, perché loro sono quelle che nelle favole cercano sempre di fare del male al protagonista; la medesima cosa fanno i criminali. Mi chiedo come si possa essere capace di fare del male ad una bambina. I criminali hanno un cuore? Credo proprio di no. Perché ci vuole davvero un cuore di pietra per vedere il macabro scenario di un omicidio che tu stesso stai commettendo. Forse la rabbia benda il loro cuore, i loro occhi. Chissà se avranno rimpianti, se la notte sogneranno le scene di quell’omicidio. Non voglio immaginare la sofferenza di tutte quelle persone che sono state uccise.; non riesco ad immaginare le lacrime, le urla, il sangue che sgorga. No, non voglio immaginare. Sai, io ho paura. Ho paura che i miei sogni possano diventare impossibili da realizzare; perché finché si è vivi nulla è impossibile. Ho paura di sentire il mio cuore che debolmente batte e poi smette. Ho una paura folle, non della morte, ma della sofferenza. Di vedere davanti ai miei occhi il mondo che si spegne. Perché se io morirò moriranno anche i miei sogni. Io un sogno ce l’ho: vorrei tanto diventare una scrittrice . Vorrei scrivere quello che il cuore mi detta per far capire alla gente quello che provo. Nei miei libri parlerò del mondo che fa schifo, della malvagità degli Orchi, dei sogni spezzati, di tanti sorrisi trasformati in amare lacrime di dolore. Parlerò, infine , di come mi sto sentendo in questo momento: potrei paragonarmi ad una farfalla che, quando sta nel bozzolo, teme il mondo esterno. Adesso anch’io temo il mondo esterno.. mi fa così paura il mondo esterno che ho paura di uscire senza le mie amiche , di rimanere sola a casa. Perché quello che è successo a Yara e a Sarah potrebbe succedere a chiunque. Da piccola mi piaceva tanto l’idea di poter uscire da sola, di rimanere a casa da sola. Adesso quest’idea non la trova più così piacevole. Ritornando a parlare dei criminali, vorrei porre un’ultima domanda: perché a loro viene data un’altra possibilità e alle loro vittime no? Mio padre è un  Carabiniere  e una volta, parlando dei criminali, gli ho chiesto perché in Italia è stata abolita la pena di morte.. penso che  oggi sarebbe l’unica soluzione da tenere in considerazione, perché l ’omicida ha tolto la vita ad una persona innocente, nel caso di Sarah, di Yara e di tanti altri; quindi secondo me, loro dovrebbero pagare la pena “sacrificando” la loro vita . Mio padre  mi ha risposto che il carcere è una sorta di luogo dove viene data una seconda possibilità a chi ha commesso uno sbaglio, perché, in fondo, siamo umani e tutti possiamo sbagliare. Be’, su quest’ultima frase avrei parecchi dubbi. Ora vorrei concludere sperando che questi criminali si pentano al più presto delle azioni commesse , che chiedano scusa alle famiglie e che scontino la loro pena. Questo tema è dedicato a tutti i bambini e le bambine rapiti/e e poi uccisi/e, uccisi direttamente  o rapiti e mai ritrovati. Spero che adesso , accanto a Dio si trovino meglio e che ci guardino da lassù. Spero che adesso sorridano e, soprattutto, spero che abbiano trovato la felicità che questo mondo non è stato in grado di donar loro. Spero che i genitori non soffrano più e spero che la mia paura di questo mondo svanisca e che il mondo diventi un posto più sicuro per tutti.

Per Giada:
a breve ti spedisco i miei libri. Leggili (piano piano), insieme ad altri che nei prossimi giorni magari proprio qua, ti suggerirò.
E soprattutto scrivi ogni giorno, di qualsiasi cosa. Scrivi, leggi,studia (pure io ancora lo faccio). Non vediamo l’ora di passarti il testimone.

Ma quanti sono???

E meno male che le reti di pedofili “non esistono, sono solo una invenzione della Prometeo per farsi pubblicità” (a cosa, ancora non l’ho capito):

 

PEDOFILIA: OPERAZIONE INTERNAZIONALE IN 14 PAESI,100 ARRESTI

(ANSA) – CATANIA, 16 MAR – Una vasta operazione internazionale contro la pedofilia on-line e’ in corso in 13 Paesi d’Europa e negli Stati Uniti. Per la polizia postale e delle comunicazioni e’ una delle maggiori indagini mai compiute in questo specifico settore. Da fonti giudiziarie si e’ appreso che e’ stato colpito il settore ‘ideologico’ della pedofilia. Secondo quanto reso noto sul sito di Europol gli arresti compiuti nell’ambito dell’operazione sono oltre cento. Le indagini sono state avviate dalla Polizia postale di Catania e coordinate dalla locale Procura distrettuale in collegamento con Europol. Particolari sull’operazione saranno resi noti alle 14 durante un incontro con i giornalisti che si terra’ nella sala conferenze della Procura di Catania. In contemporanea si terranno altre conferenze stampa a L’Aja, nella sede di Europol a L’Aja, e in altri 11 Paesi europei e negli Usa.(ANSA).

APPELLO ALLE VITTIME DELLE SETTE

Se siete stati vittima di sette, congregazioni, e ne siete usciti, contattateci e se ve la sentite (in forma anonima) scriveteci la vostra storia. Sarà utilissima per altre vittime, sopravvissute, come voi!
Grazie!

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