Archivio di luglio 2011

Un altro articolo su “padre” Mario Pezzotti.

Parla la vittima italiana di Padre Mario Pezzotti. L’articolo di Repubblica.

Pedofilia. Parla una vittima italiana.
Come previsto il nostro post di ieri ha cominciato a dare i suoi frutti.
http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/07/18/news/saveriano_condannato_per_pedofilia_si_fa_avanti_una_vittima_italiana-19282139/

Articolo sul coordinamento nazionale vittime pedofilia.

Articolo sul coordinamento nazionale vittime pedofilia.

Lo trovate sul nuovo numero in edicola di Bergamo Up, anche in versione on-line (pag. 68):

http://www.bergamoup.it/BergamoUp/N_20.html

ESCLUSIVO BLOG – Grazie alle lettere pro pedofili, una vittima esce allo scoperto: ”don Pezzotti ha abusato anche di me.”

ESCLUSIVO BLOG.
Grazie alle lettere pro pedofili, una vittima esce allo scoperto:
“don Pezzotti ha abusato anche di me.”

Tutto è iniziato così, con la pubblicazione di queste due lettere a favore di Don Marco Baresi. In una delle lettere si citava però anche un altro sacerdote, “Padre” Mario Pezzotti (v. foto) di cui spesso ci siamo occupati in passato: lo si citava come ennesimo innocente di cui avremmo (s)parlatoa vanvera. Per chi non le avesse lette, le lettere stanno qua:

http://www.massimilianofrassi.it/blog/le-lettere-dei-sostenitori-dei-pedofili-%e2%80%9dsiamo-mondi-accostabili-solo-per-contrasto%e2%80%9d.html

Dopo la pubblicazione, una vittima di padre Pezzotti, che conosciamo da parecchio tempo, ci ha contattati ed ha deciso per la prima volta, con la forza e la sensibilità che la contraddistingue, di esporsi.
Quella che segue è la sua lettera, che riportiamo integralmente.
A cui fa seguito una nostra richiesta:
per la Giustizia italiana purtroppo questi reati sono in prescrizione. Per questo ci appelliamo a quella “religiosa”: chiedendo che, dopo i fatti americani già accertati (v. foto di uno dei tanti documenti in nostro possesso) ora con questa nuova testimonianza “Padre” Mario Pezzotti venga sospeso immediatamente “a divinis”.
Per coerenza con le parole di Papa Ratzinger.
Per rispetto verso tutti quei sacerdoti che vengono chiamati “Padre” nello stesso modo in cui viene chiamato “Padre” un pedofilo, che sacerdote non deve essere:

“Caro Gianmario,
rimango un po’ basito nel leggere il tuo commento postato sul blog di Massimiliano Frassi dove accenni al fatto che Padre (?) Mario Pezzotti è stato condannato ingiustamente e accusi l’associazione Prometeo di non conoscere i fatti,
le persone e di dover approfondire il tutto prima di fare danni “incalcolabili”.
Lascia che ti dica che, nel caso specifico di Padre (?) Mario Pezzotti, sia tu a non conoscere i fatti.
All’età di 8 anni il “buon” Padre (?) Mario Pezzotti ha abusato di me. In Italia, in casa dei miei genitori che l’hanno ospitato. Da bravo pedofilo abusò di me con la scusa di giochetti, (che tralascio di descriverti).
Quando diventai più grande cominciai a capire cosa mi era successo e per me fu come avere un macigno sopra di me. Mi sentivo colpevole, che forse mi ero inventato tutto? Che i ricordi fossero frutto della mia immaginazione?
Come pensare che una “brava” persona come Padre (?) Mario Pezzotti avesse fatto quello che ricordavo?
Essendo uno che ha sempre cercato la verità all’età di 18 anni scrissi una lettera, a lui direttamente; gli chiesi spiegazioni su cosa mi aveva fatto, perchè lo aveva fatto e come continuava a professarsi testimone del messaggio evangelico.
Mi rispose, con una lettera scritta di suo pugno, nella quale mi chiese perdono per due motivi “per avermi mostrato brutto esempio e per non averne parlato subito con me”. Non solo, in tutta la lettera parla della sua difficoltà della fede, di aver “vacillato” di aver avuto un brutto momento di “questionamento” ma non una parola di cordoglio, di affetto, di rammarico per quegli atti ripetuti più volte che mi hanno lasciato una ferita che porterò sempre con me.
Certo nel 1989 (anno in cui scrissi la lettera e ricevetti risposta da lui) non c’era internet (o meglio era agli albori) e non c’era la circolazione di notizie e di comunicazioni che c’è oggi. Decisi, come ovvio, di non rivolgergli più la parola e tenni il segreto (sbagliando) per me.
Non ti dico la mia sorpresa e angoscia di aver saputo che non ero stato l’unica vittima, che altri ragazzi e ragazze erano stati/e oggetto delle sue attenzioni, dei suoi momenti di “questionamento”.
Ecco l’altra faccia del “buon” Padre (?) Mario Pezzotti. Tu avrai avuto la fortuna di conoscere solo un lato della sua persona, il lato che predica bene, che dice belle parole, che parla di spiritualità, di amore di Dio. Ma non difenderlo, nelle scritture si parla chiaro “chiunque abbia fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Può una persona così essere un testimone credibile della parola di Dio? Non credo proprio. Ognuno di noi ha il proprio cammino e il proprio rapporto con Dio e da lui sarà giudicato o perdonato, ma la giustizia terrena, il male compiuto dal “buon” Padre (?) Mario Pezzotti deve essere condannato e data giustizia alle vittime.
Per motivi personali (legati alla mia famiglia) tengo l’anonimato, ma l’associazione Prometeo sa chi sono.
Mi spiace vedere che ci sono persone che cercano di difendere l’integrità morale di una persona che ha abusato di piccoli innocenti anzichè aprire gli occhi e decidere che non vale la pena sprecare tempo a difendere soggetti che si sono macchiati di tali abonimi.
Ultimo commento: perchè se un prete, un bidello, un maestro, viene accusato di pedofilia tante persone si mobilitano a difenderlo SENZA SPENDERE una parola in difesa delle piccole vittime? Tutti pronti a fare magliette, a scendere in piazza, a mandare lettere di incoraggiamento… e alle vittime chi ci pensa?
Grazie Massimiliano e a Prometeo che pensate anche a noi.
AMDP

I Video dei sostenitori di Pino La Monica.

I Video dei sostenitori di Pino La Monica.
Per collegarci al post sopra riportato, ecco due video che ci avete fatto avere sempre dopo la lettura delle lettere sopra citate.
In questo caso i manifestanti sono a favore di Pino la Monica (condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi per abusi su 9 bimbe e detenzione di pedopornografia estrema). I video (incommentabili) appaiono sulla pagina pubblica di You Tube dello stesso La Monica.

Video 1:

http://www.youtube.com/watch?v=yH7mkIgmTUo&feature=share

Video 2:
http://www.youtube.com/watch?v=sE8xv_qnshY&feature=share

Nuovo incontro coordinamento nazionale vittime pedofilia!

Domani nuovo incontro del coordinamento nazionale vittime pedofilia. Un’esperienza UNICA in Europa. Per vedere cosa abbiamo fatto fino ad oggi e/o aderire:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=2&ip=3&iv=3&im=386

Lettere pro pedofili: in arrivo una testimonianza “bomba”!

Che il pezzo sulle lettere dei sostenitori dei vari preti pedofili destasse indignazione/scalpore lo sapevamo.
Ma non potevamo mai immaginarci di ricevere…quello che a breve pubblicheremo….

Due bimbe ad incidente probatorio con il pediatra predatore.

Non si fermano le (brutte) notizie sul caso del pediatra pedofilo di Vicenza, Domenico Mattielo, 64enne al momento in carcere. Brutte poiché fanno aumentare i casi di abusi.
Due nuove bambine verranno sentite, stavolta in incidente probatorio. Una oggi ha sei anni e quando il medico pediatra la visitò, fece uscire al madre dal suo studio. La bimba dopo la “visita” disse alla mamma: “il dottore è matto, mi ha toccato la passerina”.
La Procura ha disposto anche una perizia sui nastri video usati dal medico (che mentre abusava si riprendeva….). Si vuole risalire a precedenti immagini con possibili abusi, sopra le quali ha poi registrato le successive azioni criminali.
Fino ad oggi il medico ha confessato gli abusi su due bambine respingendo le altre accuse.

Il nonno pedofilo. La vittima di 7 anni. La cecità degli adulti.

Il nonno pedofilo. La vittima di 7 anni. La cecità degli adulti.
Se penso a quante storie così ho raccontato in questi anni mi viene la nausea.
Sempre il solito copione. Sempre la stessa dose di silenzi, omertà, cecità.
Partiamo dall’inizio. Una bimba di 7 anni sta giocando a casa della Nonna (materna). Ad un certo punto si rivolge a lei e le dice: “nonna, sai che il nonno (paterno) mi tocca la farfallina? E mi dà tanti baci schifosi e si spoglia nudo”.
La Nonna riesce a mantenere la calma ed a dialogare con la piccolina. Quindi, dopo che la stessa si mette a piangere, la tranquillizza e torna a farla giocare.
Senza avvisare nessuno va in Questura (Milano, squadra mobile) dove IMMEDIATAMENTE scattano le indagini.
Vengono sentite le insegnanti che certificano che in effetti “da tempo la bimba è strana. Ha iniziato la scuola in modo svogliato ed ha spesso comportamenti erotizzanti e strani, inconsueti per la sua età. Inoltre è disattenta e spesso stanca”. Aggiungono che “avevano capito che la bimba non stava bene”, ma, completo la frase io, non hanno fatto nulla per approfondire quei comportamenti, quel malessere né quel disagio.
Pure i genitori non si sono mai accorti di nulla. Forse perché a casa non c’erano mai e la bimba (con la sorellina di 10 mesi) era sempre dai nonni.
La piccolina è stata sentita per ben due volte dagli inquirenti, prima di concludere le indagini e arrestare il nonno paterno, che abusava di lei quando la portava a visitare il bisnonno.

Le lettere dei sostenitori dei pedofili: ”siamo mondi accostabili solo per contrasto”.

Le lettere dei sostenitori dei pedofili:
”siamo mondi accostabili solo per contrasto”.

La politica di questo blog (e del sottoscritto) è sempre stata quella di applicare la TOLLERANZA ZERO a chiunque ci scrivesse difendendo persone condannate per pedofilia e, soprattutto, attaccando/diffamando i bimbi abusati dai soggetti medesimi.
Per questo, abbiamo sempre posto sullo stesso piano chiunque abusi di un bimbo a parole (insultandolo quindi) con chiunque lo abbia appunto abusato (coi fatti).
Per questo, quando sono arrivate  lettere come quelle di cui parleremo oggi, il cestino è sempre stata l’unica risposta plausibile. Poiché dare un palcoscenico a soggetti abituati a parlasi addosso in un chiuso e minuto circolo vizioso popolato da simili, ci sembrava assolutamente ridicolo e non coerente con quanto da noi fatto.

D’altro canto fareste salire sullo stesso palcoscenico, che ne so, di un Paul Mc Cartney o  Bono, un qualsiasi Leone di Lernia? Ecco, appunto, vi siete risposti da soli.

Solo in una paio di occasioni – l’ultima mi pare fu di una insoddisfatta fan di Pinuccio La Monica – l’educ-attore di Reggio Emilia condannato a 9 anni e 9 mesi in primo grado per detenzione di 399 files pedopornografici estremi e abusi su ben 9 bambine accertate – ne abbiamo parlato, ma sempre come dato “folkloristico” che come altro.

Già, folkloristico. Credo sia il termine giusto per inquadrarle.
Folkloristico ed antropologico, aggiungerei, poiché ci permettono di studiare  e capire in quale terreno chi abusa, si muove. In quale mondo si rispecchia. Quale società imbroglia per ptoer delinquere. Prendendosi pure beffa di loro, che per lui marciano (o marciscono…oggi ho problemi coi verbi), sbraitano, scrivono.
Quel mondo che se è complice nelle parole permette di conseguenza una complicità nei fatti concreti.
Ma veniamo alle  lettere. Ne riportiamo alcuni stralci.

Partendo da quelle dei due sostenitori di Marco Baresi, ex vice rettore del seminario di Brescia (seminario su cui ricordiamo un interessante articolo che trovate qua: http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=0&ip=299&iv=299&im=423 ) , condannato (a Brescia!!!!) in primo e secondo grado.
Dopo la seconda condanna riceviamo quanto segue:

1 – “Ma io mi domando, (premettendo che i pedofili non sono assolutamente giustificabili!) vi che tanto state sputando su don marco, lo conoscete? Lo avete mai visto? Sapete chi è? e poi, sapete davvero cosa è successo? come sono andate davvero le cose? O vi riferite solo alle notizie che passano ai telegiornali, i quali godono nel inzuppare il pane in queste cose? Credetemi, non sempre ciò che viene detto in televisione risponde a verita… e anche se effettivamente c’è un processo in atto, che attualmente non lo ha ancora scagionato, siete davvero sicuri di cosa sia successo?

(…) spero davvero che non cancelliate questo mio commento, ma che ci sia qualcuno che abbia voglia di rispondermi, perchè vorrei tanto avere delle risposte…sentirsi dire “non ho coscienza”, quindi “che non provo vergogna” non è una cosa piacevole…certo che i bambini abusati devono avere tutta la compassione di questo mondo, ma credete a chi, forse, conosce la situazione, non è questo il caso…spero ci sia qualcuno che abbia voglia di rispondere alle mie domande…”.
Firmato Giulia 92
A cui fa seguito:
2- “Non conoscete i fatti, dovreste almeno prendervi la briga di approfondirli.
Il vostro lavoro è importante, non c’è dubbio, ma quando vi capita tra le mani il caso di un uomo condannato ingiustamente, il danno che fate senza rendervene conto è incalcolabile.
Questo vale anche per Padre Mario Pezzotti.
Non penserete davvero che i condannati ingiustamente non esistano?
Non sapete chi sia il ragazzo che ha denunciato don Baresi, non sapete in cosa consisteva la detenzione di materiale pedopornografico, non sapete in quale melma sono finiti i giudici. Non sapete niente.”
Firmato gianmario

Due esempi. Su cui effettivamente c’è ben poco da dire.
Partiamo dall’ultimo, quello di gianmario che unico portatore di verità perde tempo a scrivere a noi, anziché rivolgersi ad una Procura portando tutti gli elementi in suo possesso per far scagionare il povero sig. Baresi.
Certo appare incredibile come anche davanti alle prove provate (leggasi pedopornografia) qua come peraltro fu nel caso di Pinuccio, c’è sempre la ricerca di un alibi, una personale versione dei fatti.
Una cosa però mi va di aggiungere. Dato che cita anche Mario Pezzotti, le faccio presente che quello che sappiamo sul prete pedofilo (di cui hanno parlato il Washington Post, il New York Times, il Times, ma dubito lei lo sappia dato che forse legge solo i bollettini parrocchiali dove spiccano le foto di Pezzotti circondato da bimbi indios seminudi o il Giornale di Brésa), quello che sappiamo dicevo, va molto oltre quello che fino ad oggi è uscito……
A Giulia92 rispondiamo solo che sono quelli come lei (se 92 non è la sua età ma la data di nascita inorridiamo due volte….) che da soli si sono resi ridicoli e senza vergogna.
E l’hanno fatto nel momento stesso in cui anziché pregare per il proprio amato Don, stargli vicino vicino, sostenerlo, sono scesi in piazza, hanno fatto le t-shirt ed i tatuaggi (ma si rende almeno conto????) manco fosse l’ultimo dei tronisti di Maria De Filippi. Hanno fatto i tappetini per il computer e gli adesivi per l’auto (a proposito, sto sempre aspettando la t-shirt che avete detto avreste regalato a chi ne faceva richiesta! Taglia L grazie). Quelle sono le cose che li hanno resi ridicoli. E stupidi, terribilmente stupidi. Perchè hanno banalizzato un dolore enorme (per le vittime). Per questo parlavo prima di iniziative folkloristiche. A questo dobbiamo ricondurli, altrimenti ci sarebbe davvero da preoccuparsi, pensando che là fuori ci sono dei giovani che ragionano ed agiscono come lei…..
Quanto alle sue parole di circostanza (poveri bambini…cattivi i pedofili) gliele rimando al mittente perchè è evidente che della sofferenza dei bimbi abusati lei non sa/capisce molto. E non gliene può importare di meno. Altrimenti non perderebbe tempo a scrivere simili deliri.
Deliri. Già. Non si possono definirei diversamente certe frasi, come questa, che togliamo dalla seconda lettera:
“E per di più ci date degli “imbecilli”. Siamo 500 persone adulte che hanno reso pubblico il loro nome a difesa di don Marco. Nel nostro paese il rapporto tra accusatori e innocentisti è come minimo di 1:1000. Pensateci.”
Nel mio libro nero della pedofilia, racconto del paese di Jedwabne (Polonia). Il 10 luglio del 1941 metà della popolazione…massacrò l’altra metà. Donne, anziani, bambini, addirittura neonati (arsi vivi nel fieno): non si guardò in faccia nessuno. E persone da sempre vissute in armonia tra di loro, si accanirono improvvisamente, diventando folli assassini.
Il tutto avvenne in poche ore. In poche ore metà della popolazione (quella di religione ebraica) fu spazzata via.
Perché? Solo perchè qualcuno disse loro che andava fatto….
”Caro Massimiliano Frassi la tua lotta alla pedofilia è una cosa che ti fa onore e ti stimo per questo ma nel caso di Don Ruggero Conti hai fatto una gaff gigantesca. Prima di tutto la vicinanza della comunità a Don Ruggero è sempre costante con lettere, fiaccolate, sere di veglia con candele (sic).
Sono state oltre tutto smontate tutte le accuse. Inoltre non ci sono prove materiali degli abusi. In conclusione vorrei dirti che parlare di cose che non si sanno è da ignoranti”.
Don, pardon, il sig,. Ruggero Conti è stato condannato a 15 anni e 4 mesi per aver abusato, nel periodo che va tra il 1998 ed il 2008, ben sette bambini. I reati che gli hanno attribuito sono: atti sessuali con minori e induzione alla prostituzione minorile”. Il Pm aveva chiesto 18 anni, chiedendo che l’imputato rispondesse alla legge italiana per “condotte di una gravità inaudita, insidiose ed insistenti”.
Durante il processo sono state ascoltate vittime di Don Conti di abusi che sarebbero avvenuti negli anni ’80 prima della sua ordinazione a sacerdote. Tali presunti reati sono però caduti in prescrizione.
Concordo su un punto: “parlare di cose che non si sanno è da ignoranti”.

Nota:
Pochi giorni fa Padre Fedele Bisceglia è stato condannato per aver stuprato una suora. La condanna in primo grado è di 9 anni (rifletta Pino La Monica, su quanto gli è andata bene!). Le immagini di lui vestito di bianco in aula di Tribunale mentre inveiva contro Giudici e Suore hanno fatto il giro del mondo. Creando pure delle grasse risate, se non fosse che si parla appunto di uno stupro e non di una puntata mal riuscita del Muppet Show. Quello che però mi ha più colpito di quelle immagini, non è tanto la verve dell’ex fraticello, ma le t-shirt di 3 poverelli che posano per i fotografi, in piedi nell’aula di Tribunale. Tre t-shirt con la scritta: “Padre Fedele Innocente”.
Anche per Pacciani (il contadino che abusava delle proprie figlie, picchiava la moglie e fu fatto passare per uno dei mostri di Firenze) in aula apparvero delle simili magliette (“io sto con Pacciani”), segno forse che il gene dell’imbecillità si può pure trasmettere. Di generazione in generazione. Come un virus. Subdolo. Ridicolo. E per questo ancora più pericoloso.

Questo è quanto. Inutile dire che eventuali mail seguite a questo articolo verranno subito cancellate (non fosse altro che riceviamo una media di 500 lettere a settimana e dobbiamo smaltire un po’ il lavoro…), anche perché, lo ripetiamo, noi e voi siamo due mondi inconciliabili:
accostabili solo per contrasto (come dimostra il post che segue).

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