Archivio di agosto 2011

Cinico blog. W la Svezia

CINICO BLOG.
Svezia. Un consigliere comunale italiano in vacanza a Stoccolma finisce in cella per avere dato uno schiaffo al figlio. E passa due notti al fresco. In Italia se abusi di un bimbo e diffondi le foto in internet, di questo passo, ti fanno assessore al sociale.

Fine pausa. Si riparte.

Domani riapriamo le sedi. In questi giorno abbiamo lavorato soldo (facendo però la metà di quello che ci eravamo prefissati! Mamma mia quante cose…..), per offrirvi un anno ancora più ricco e pieno di impegni.
Da domani risponderemo a tutte le mail arretrate, alle nuove richieste di aiuto (priorità assoluta) e poi via verso il primo grosso appuntamento del nuovo anno sociale: il nuovo raduno nazionale vittime pedofilia.
State con noi, sarà un altro grande anno! Sempre e solo dalla parte dei bambini.

Il pedofilo del supermercato, arrestato in flagranza di reato.

Pedofilia in un centro commerciale.
Ricordo uno dei primi casi che seguimmo qua alla Prometeo. Un pedofilo, con precedenti penali sempre per abusi, fu assunto in un noto ipermercato. C’erano due posti liberi. Lui, grazie al suo titolo di studio, poteva accedere a quello di tipo “manageriale”. Invece accettò quello più “umile”, più faticoso ed economicamente meno gratificante: addetto agli scaffali.
Aprire ogni giorno scatoloni, togliere i prodotti e piazzarli, seguendo i gusti dei clienti, invogliandoli all’acquisto, fare inventari ed ordini.
Perché scelse questo? Semplice, perché il posto libero era nel reparto giocattoli.
E quindi ogni girono poteva stare a contatto con i bambini.
L’episodio mi è tornato in mente quando pochi giorni fa, in flagranza di reato, i Carabinieri hanno arrestato un altro pedofilo. Di lui non abbiamo purtroppo il nome, ma solo l’età ed il paese di provenienza (Collebeato); sappiamo però che in un centro commerciale (Auchan di Concesio) il 9 agosto ha adescato una bimba, e poi, cercando di mettersi in modo tale che le videocamere di sorveglianza non lo inquadrassero (sempre per la serie: guardate come sono lucidi, altro che malati! Ma anche per la serie: gente così quando ha fame non si ferma davanti a nulla!) si è abbassato i pantaloni e fatto quanto potete immaginarvi.
Per fortuna la scena non è passata inosservata a chi effettuava la videosorveglianza e da una analisi di tutte le immagini si è riusciti ad identificare l’uomo, che ovviamente è tornato pochi giorni fa sul luogo del delitto. Questa volta avvicinandosi a ben due bimbe, abbassandosi i pantaloni e…..vedendosi immediatamente accerchiare dai Carabinieri della stazione di Gardone Valtrompia che lo stavano aspettando (sempre grandi! Un plauso all’arma!!!!!). Le bimbe spaventate sono state riconsegnate ai genitori, ignari di quanto stava capitando (se solo quando si va al supermercato si tenessero i bimbi sempre vicino a sé!!!!)  ed il predatore è finito in carcere.
Anche in questo caso pare che il predatore avesse dei precedenti penali, sempre  e solo a danno dell’infanzia.

Orrore senza fine: segrega per 40 anni le figlie disabili, per abusarle!

ABUSA LE FIGLIE DISABILI PER 40 ANNI!
Non c’è davvero limite all’orrore.
“Austria sotto choc: un padre di famiglia ha tenuto segregate e violentato le sue due figlie, entrambe disabili mentali, per ben 40 anni. Dopo aver trascorso gran parte della loro vita subendo ogni sorta di abuso, le donne sono riuscite a fuggire solo lo scorso maggio e hanno denunciato alla polizia il padre, ormai ultraottantenne. Il dramma si e’ consumato in un piccolo villaggio dell’Alta Austria, St. Peter am Hart, dove l’uomo teneva le figlie chiuse a chiave in una piccola cucina.” FONTE: IL SECOLO XIX

Il caldo dà la testa ai pedofili.

Il caldo dà la testa anche ai pedofili.
Non può essere altrimenti. Questa afosa calda coda d’estate non può che fare del male anche a loro.
La notizia che vi riporto né è la conferma.
Un pedofilo, trovato in flagranza di reato e reo confesso, è dato in escandescenze in tribunale dando della “tr..a” al giudice e dicendo alla madre della bimba di 3 anni, sua vittima, che in realtà “la bambina era lei che se la sbatteva”.
La donna si è sentita male ed è stata portata via proprio mentre anche il pedofilo veniva immobilizzato e riportato in carcere.
L’uomo era stato arrestato pochi giorni prima. Si era intrufolato in una casa dove aveva molestato una bimba di 3 anni, fotografando con la sua macchina digitale i suoi atti criminosi. Attratti dalle grida della bimba che svegliata si era ritrovata l’uomo seminudo nel suo letto, i genitori l’hanno immobilizzato e bloccato in attesa che giungesse la polizia.
Nei giorni scorsi il processo e le sue esternazioni. Che quasi quasi mi auguro continuino in carcere.
Dove si sa, per gente così, esiste la tolleranza zero.

Rovigo. Bimbi ad incidente probatorio per presunti maltrattamenti gravi.

Ancora un caso di presunti maltrattamenti in una scuola materna.
Pochi giorni fa, malgrado il periodo vacanziero, si è tenuto un incidente probatorio, con due schieramenti che troppo spesso troviamo, uno di fronte all’altro, nelle aule dei tribunali.
Bambini da una parte. Maestre “malate” (che maestre non sono) dall’altra.
L’ultimo caso. Rovigo. Alcuni genitori si accorgono che i loro bimbi stanno male. Lo capiscono dai comportamenti. Da quanto i bimbi dicono. Dai loro giochi e dai loro disegni.
Ma soprattutto dalla loro paura. Verso quella maestra che, pare, li legasse alla sedia, li imbavagliasse, li picchiasse. Soprattutto se non stavano fermi e zitti.
L’indagine è da un po’ che va avanti ed ora finalmente l’incidente probatorio. Appena potremo dirvi di più lo faremo.
Aggiungiamo solo che la scuola, allertata dai genitori, condusse una indagine interna. Alla fine della quale si decise….di spostare la maestra in un altro istituto.

Pedofilia. Il rischio di una giustizia fai da te.

Abusi sui minori: la gente è stanca e rischia di farsi giustizia da sola, non appena si presenta l’occasione.
Stanca di una giustizia ritardataria, spesso non presente come si dovrebbe. Che, almeno all’apparenza, favorisce più i carnefici che le vittime.
La notizia, ultima in ordine da tempo, che arriva da Nocera T. ne è l’ennesima conferma.
Un anziano vede una bimba giocare. Entrambi si trovano dentro ad un villaggio turistico, e il dettaglio non è di poco conto. L’uomo comincia a palpeggiare la bambina che,  per fortuna, non resta paralizzata dalla paura, ma trova la forza per divincolarsi e fuggire.
Il predatore, oramai eccitatissimo, si siede su una panchina e continua, da solo, a fare ciò in realtà voleva fare insieme alla piccola.
I carabinieri giunti tempestivamente sul posto lo salvano: dalla folla che lo voleva linciare.
Le gente è stanca e rischia di farsi giustizia da sola, non appena si presenta l’occasione.
E anche s dobbiamo prendere le distanze da qualsiasi invito a non credere nella giustizia e rendere il tutto un volgare Far West, ammettiamo che a volte, il tutto, è molto difficile. Davvero molto.
Perché, come ho già detto, oramai si è tutti stanchi. Di tutto questo interminabile schifo.

Quel dannato senso di colpa di chi è stato vittima di abusi.

Il senso di colpa delle vittime della pedofilia.
Tema questo più volte affrontato in questo blog.
Una costante ritrovata in ogni singola persona seduta su quelle sedie dell’ufficio da cui vi scrivo (più di mille solo quest’anno!!!!). Tantissime storie così diverse eppure così uguali. Per l’eco di quel dolore che a distanza di anni ancora si fa sentire, ma soprattutto per quel dannato senso di colpa. Che non cessa. Che si ripresenta. In ogni momento. In ogni occasione. ”Provo colpa se prendo il carrello del supermercato e la signora dopo di me non lo trova”, “se non faccio la carità alla terza persona che me la chiede dopo che l’ho già data a altre due persone prima di lei”, “se non amo il mio compagno col trasporto che vorrebbe  e mi ritraggo davanti a lui, che ancora non accetta perché non voglio la luce accesa in camera”. Provo colpa….quel sentimento che i pedofili invece non conoscono. Il senso di colpa una volta lo ribattezzai “l’arma più forte che i pedofili hanno”, poiché a distanza di tempo agisce su di voi e rende loro, i vostri predatori, ancora presenti, ancora “attivi”. Eppure voi, tutti voi, seduti su queste sedie, insieme a noi ragionate sul fatto che di colpa proprio non ne avete. Ma nemmeno una minima particella. Perchè nessun bimbo ha colpa, soprattutto se quella colpa segue l’abuso subito, ricevuto, da sporche mani spesso a noi vicine. ”Hai ragione non avevo colpa, daltronde se tornavo in quella casa è perché la cagnolina aveva fatto i cuccioli e io potevo coccolarli con lei”, mi dice “Maria” che il senso di colpa l’ha frequentato per anni e ora ha deciso di lasciarlo lì, dove deve stare, nel cestino dei rifluiti. “Di te mi fido, giurami che non era colpa mia”, mi dice un’altra “Maria”, anni 86, in piedi a me, davanti alla porta, prima di andarsene. L’ho giurato a lei, l’ho giuro pubblicamente a voi, dicendovi quello che in cuore già sapete ma che non avete la forza di far emergere. Rimandate il senso di colpa a quei predatori che senso di colpa non provano (e già questo dovrebbe dirvela lunga) e riabbracciate la vita, coi suoi alti e bassi, con le sue giornate di sole e di improvvisi temporali, ma la colpa, quella no. È un battere, l’ultimo di quel virus che avete avuto semplicemente tela sfortuna di incontrare. Ma che oggi, che siete cresciute, male non può più farvi

Preti gay. La nuova denuncia di Panorama. Intanto il Papa….

Nuova inchiesta sui preti cattolici gay da parte di Carmelo Abbate, già autore del libro “Sex & The Vatican” (vendutissimo anche all’estero!) che fa capire come la pedofilia (da non confondersi con l’omosessualità!!!!!) sia solo la punta dell’iceberg,  nel numero in edicola di Panorama. Questo un articolo al riguardo uscito su Libero: http://libero-news.it/news/804532/Filmini-hard-e-sms-erotici-cento-preti-gay-sotto-ricatto.html
nota: a Madrid, oggi, il Papa ha ricordato le persecuzioni a cui tanti giovani cattolici sarebbero “sottoposti”. Negli ultimi anni la Chiesa (italiana in primis) non he certo mosso parole di peitas per quegli stessi giovani omosessauli, spesso vittima di violenza proprio a causa della loro omosessualità. A fronte di tutto ciò le inchieste di Abbate (libro e articoli) sono ancora più “clamorose”….e dolorose.

Predatori di bambini e compiti per le vacanze.

Guardavo proprio ieri i compiti per le vacanze assegnati (prima elementare) ai bambini. Due libri pieni di esercizi che nemmeno il piccolo Einstein avrebbe apprezzato. Certo visto cosa capita ai loro coetanei, insegnerò che lamentarsi è quasi un peccato mortale.
I bimbi di cui vi parlo infatti a scuola non risono mai andati, malgrado avessero l’età per farlo. E già questo, dato che sono sul suolo italiano, Ci farebbe nascere non poche riflessioni al riguardo.
Pure loro però avevano dei compiti, soprattutto in questo periodo, i compiti per le vacanze.
E se non li svolgevano al meglio, ad attenderli non c’era certo una nota o un richiamo, ma c’erano botte (con cinghie e forchettoni) ed ustioni (preferibilmente con il ferro da stiro arroventato).
Il tutto è avvenuto a Milano. I bimbi, due fratellini di 10 e 11 anni di origini serbo-montenegrine, sono stati salvati dagli abusi della famiglia abusante (papà, mamma e pure la nonna, l’età dei genitori è 26 e 27, fate voi i conti!) che li costringeva a rubare e li puniva, come detto sopra, se la refurtiva non era “di loro gradimento”.
La famiglia viveva in un camper con cui faceva la spola tra Lombardia, Piemonte e Belgrado. Oltre a loro c’erano altri…..8 figli più piccoli.
I piccoli sono stati trovati in strada dagli agenti della Polizia. Erano in condizioni “pietose”, col copro ricoperto da cicatrici ed ustioni. Ora stanno in una comunità protetta. Dove impareranno cosa vuol dire svegliarsi in un letto pulito. Giocare. Studiare. Essere nutriti, protetti, coccolati.
Un po’ il tema degli articoli di questi giorni (v. quello della scorsa settimana con il video della scimmia e del tigrotto), che dimostrano quanto alcune persone siano nate nella specie sbagliata: quella umana.

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