Archivio di agosto 2011

Pediatra pedofilo di Vicenza, ottiene i domicliari.

Domiciliari al pediatra pedofilo.
Siamo sommersi di vostre lettere ricche di indignazione per i domiciliari dati al pediatra pedofilo.
Per ora ci limitiamo a riportare l’articolo apparso sul Giornale di Vicenza e ad aggiungere subito che la cosa non ci ha stupiti. A breve metteremo una nostra riflessione ed un articolo che stiamo preparando su come si viene accolti in carcere. Da pedofili.
A due mesi dall’arresto è uscito di prigione. Per Domenico Mattiello, 64 anni, ieri si sono aperte le porte del carcere di Montorio Veronese. Il giudice ha accolto l’istanza del legale del medico e gli ha concesso gli arresti domiciliari. Non nella sua abitazione a Borgo Casale, comunque. Il pediatra starà in un appartamento sul quale, per motivi di sicurezza, viene mantenuto il massimo riserbo: lontano non solo dalla città ma anche dalla provincia di Vicenza.
L’ARRESTO. Era lo scorso 14 giugno quando i poliziotti della squadra mobile, attraverso le microcamere installate a seguito di due segnalazioni alla procura, videro Domenico Mattiello in azione all’asilo nido Cariolato, mentre “visitava” una bimba di appena tre anni e fecero immediata irruzione per interrompere quelle che il procuratore Pecori ha definito «prove granitiche» di violenza sessuale, peraltro autofilmate dallo stesso pediatra con una macchinetta digitale.
Durante gli interrogatori l’uomo, assistito dall’avvocato Lino Roetta, ha affermato di aver effettuato la prima ripresa un anno fa. «Dopo l’estate – aveva detto – non si verificarono più queste “situazioni” diciamo oltre i limiti del mio ruolo. Il problema si ripresentò nei primi mesi di quest’anno». Ora a Doraldo Santagiuliana, il perito incaricato dal giudice, spetta il compito di setacciare i quattro computer del medico, per scoprire se esistano altri filmati o fotografie. L’incarico è stato conferito a fine luglio: l’esperto ha ancora 45 giorni per trovare altri elementi che siano utili all’indagine e far capire agli inquirenti quanti siano effettivamente i minori molestati dall’uomo. Mattiello ha ammesso le sue responsabilità per quattro episodi, per altri due, che vedrebbero coinvolte due bimbe di sette e dodici anni, aveva invece rigettato ogni responsabilità.
I DOMICILIARI. Secondo il magistrato gli arresti domiciliari sono una misura sufficiente per tutelare le esigenze cautelari dal momento che Mattiello non sarebbe in grado di reiterare il reato né avrebbe alcuna possibilità d’inquinare le prove, dato che proprio sugli ultimi due casi, lo scorso 22 luglio, le presunte vittime, alla presenza del pm De Munari e degli avvocati delle parti, hanno dato vita all’incidente probatorio, chiesto dalla procura per acquisire una prova che anticipa il processo. La famiglia del pediatra, nei giorni scorsi, si era impegnata a trovare una sistemazione alternativa in una località fuori provincia. Località che viene tenuta rigorosamente segreta e per la quale è inoltre prevista la vigilanza da parte dei carabinieri del posto. Misure ritenute necessarie per garantire l’incolumità del medico.
L’INTIMIDAZIONE. Poche ore prima dell’incidente probatorio, infatti, alcuni sconosciuti avevano lanciato una bomba-carta contro il suo studio in viale della Pace.
Un episodio allarmante sulle cui ragioni sembrano esserci pochi dubbi. Il gesto lascia intendere che vi sia qualcuno che ha perso letteralmente la testa e la misura e abbia voluto lanciare un messaggio intimidatorio nei confronti del medico indagato.    Articolo di Claudia Milani – da Il Giornale di Vicenza.

Testimonianza di abuso. La vostra voce, che sa di rinascita.

Testimonianza di abuso. La vostra voce, che sa di rinascita.
Due anni fa andando alla ricerca di parole che potevano darmi un po’ di speranza “inciampai” nel tuo blog… lo lessi dall’inizio alla fine… quasi senza respirare… da quel momento quel blog è diventato anche un po’ mio… ti scrissi una mail… ti raccontai di me… per la prima volta mi sentii capita… non giudicata… poi nacque quello che oggi è il coordinamento nazionale vittime pedofilia ma non ebbi il coraggio di entrarvi da subito… ricordo i tuoi inviti così “in punta di piedi” e la mia titubanza, le mie scuse inventate perché non mi sentivo pronta… poi… ho trovato quel “coraggio”… più che altro era forte la voglia di conoscerti di persona… capire se eri vero oppure no… se eri davvero così come ti immaginavo leggendo quello che pubblicavi o quello che mi rispondevi ogni volta che ne ho avuto bisogno… conoscere te… capire che persone così immensamente normali e speciali allo stesso tempo esistono davvero è stato il mio nuovo inizio… sei stato tu a spingermi verso la ricerca di uno psicologo… tu mi hai fatto capire che potevo avere di più… che meritavo una vita degna di quel nome… che potevo desiderare di guardarmi allo specchio senza provare quel senso di vergogna e di schifo che provavo da sempre… tu mi hai fatto capire che dovevo guardarmi intorno e avrei visto che avevo già tra le mie mani gli “strumenti” per farcela… che ero già riuscita a costruire qualcosa senza rendermene conto, senza assaporare nulla davvero… oggi posso dirti che comincio ad amare la vita… comincio ad amare me… e tu sai che non è poco… sai cosa vuol dire davvero tutto questo… incontrare te e con te tutte le Anime Grandi della Prometeo, non avrei mai potuto desiderare di meglio… sono felice per questo… per tutti gli Amici che ho oggi… tutte quelle anime pronte a darmi una mano quando ne ho bisogno… e oggi sento che posso essere anch’io d’aiuto a qualcuno… la strada da fare è ancora tanta… non mi sono mai illusa che fosse semplice o breve… ma mangiare quel pezzetto d’elefante ogni giorno mi porterà a finirlo… e quando sarà finito voi sarete con me a festeggiare, di questo ne sono sicura… io ti voglio bene, Max… non sono parole dette così, tanto per… no, io ti voglio bene davvero perché oggi io so che ne sono capace, so che pur non avendolo mai “imparato” io posso amare, io so amare… non sono quello che ho vissuto… io sono migliore… e vincerò… vincerò
grazie Max… grazie con tutto il cuore ♥
”Monica”

Perchè certi genitori non vedono?

LA VOSTRA VOCE.

Scritta di getto e mandatami via sms. Un lungo sfogo, urlato più che scritto. Che vi copio qua, facendo mia la domanda finale:
”perché molti genitori non vogliono vedere, anche quando i fatti sono evidentissimi?”
“Devastante ..arriva come un fulmine illumina tutto e poi resta il buio… che però non se ne va ..non basta accendere la luce … no .
Tua figlia (di 4 anni) gioca con il suo amichetto, e te ti senti tranquilla , anche se pensandoci quel giorno un brutto pensiero ti attraversa la mente ( eredità di un infanzia mai avuta ..), ma scuoti il capo , e ti dici “ seeeeh basta, è tutto ok! “
Poi invece tua figlia ti racconta di giochi strani ..” mamma mi faceva male qua ( indicando i suoi genitali ) mi mordeva e leccava …” te lo racconta e ti guarda con stupore , la vedi lei cerca in te una risposta …
Ma chi è che le ha fatto questo ? il suo amichetto di 4 anni .
Parli con i genitori , e loro allora raccontano dell’asilo , del fatto che c’è stato un episodio , dove altri bambini facevano fare queste cose a lui e a una bambina piccola ; ma ti rassicurano “ le maestre ci hanno detto che non era nulla , che non era il caso di preoccuparsi ”
E te resti li basita ad ascoltare queste cose ..e piu’ si va avanti e piu’ ci sono particolari , ti dicono “ a volte lui si nasconde sotto il tavolo e con una forbice che se lo vuole tagliare …!!! “ e poi “ ma guarda che è normale , te magari non capisci perché hai una femmina ..”..????
Passano i giorni e la solita cosa risuccede con un’altra bimba e poi di nuovo un episodio con la mia piccola , la quale però subito mi chiama “ mamma io non lo voglio leccare il pisello …!!”
Già perché era questo il gioco che lui voleva fare con la mia piccola,; io vado da loro e lui è arrabbiatissimo e dice “ non lo devi dire , è un segreto ora arriva il lupo cattivo e mi mangia …io non sono piu’ tuo amico ..!!!”
Tutto questo porta i genitori del bambino da una specialista in casi di abusi .. perché finalmente ci si arrende alla realtà ..e dopo il percorso emerge infatti che pure lui, il piccolino, ha subito abusi , perché si sa i bambini non ti verranno mai a dire mamma mi ha fatto questo , esteso e leggibile , ma useranno il loro linguaggio ….
Ma davvero noi , noi mamme , sangue dello stesso sangue , che li abbiamo fatti nascere , non siamo in grado di vedere di capire … cosa ci manca , il coraggio ????”
”Manuela”

Ho terminato la terapia e dopo anni mi sento libera.

LA VOSTRA VOCE. Perchè dall’abuso, ricordatevelo sempre, si può guarire. Si deve guarire. Nessun dolore rimane per sempre, solo i pedofili non cambiano, ma voi, siete diversi.

Carissimi,

vi scrivo con grande soddisfazione, per annunciarvi che ieri sera ho avuto la mia ultima seduta di psicanalisi !

Ho vinto la mia battaglia contro la pedofilia ! è stata dura e lunga ma ce l’ho fatta !

Ora sono finalmente una persona serena e migliore ! Sono felice felice felice ! Evviva !! ah ah ah non ci posso credere !! come sono contenta !!

E devo ringraziare tanto tutte le centinaia di persone splendide che ho conosciuto agli incontri del coordinamento vittime pedofilia perché anche attraverso il loro calore mi sono sentita meno sola durante gli anni bui, il loro affetto, il loro sostegno ha voluto dire molto per me …

E grazie anche a tutti i volontari di Prometeo, angeli in terra !!

So che voi saprete pesare il senso di questa mia conquista e che insieme a me ne siete felici …

Vi voglio bene, ma proprio tanto !

“Fede”

Turismo sessuale: l’estate indimenticabile. Per certi adulti. E per molti bambini.

Turismo sessuale. Per loro (adulti e bambini) sarà un’estate indimenticabile.

Un articolo così lo mettiamo ogni estate. Purtroppo.
Più o meno con le stesse parole e  fotografie simili per l’orrore che portano con sé.
Solo i dati cambiano. Quelli ogni anno sono superiori all’anno precedente.
Poiché ci sono crimini che non conoscono battute d’arresto. Si nutrono del loro stesso male e per questo aumentano, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

Lettera di una mamma del coordinamento vittime pedofilia. ADERITE!!!!!!

NUOVA DUE GIORNI COORDINAMENTO VITTIME PEDOFILIA.
Ed a proposito di lavori in corso, stiamo approfittando di questi giorni per programmare i prossimi mesi lavorativi. Al primo posto la nuova 2 giorni del coordinamento vittime pedofilia.
Per chi volesse aderire, questa la pagina del gruppo:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=2&im=3&ip=0
Per gli indecisi, abbiamo chiesto ad una mamma di raccontare come è stata la sua prima volta:

a) quanto è stato difficile (se lo è stato) decidere di venire al coordinamento?

Decidere di venire al gruppo è stato molto difficile, per mesi si presentava sempre qualcosa di più importante: un’influenza dei bimbi, un mio malessere, un battesimo… col senno di poi ho capito che erano cose risolvibili, che sarei potuta venire ugualmente, e anche se avevo mille soluzioni a portata di mano per riuscire a venire, ce la mettevo tutta per non vederle.
Venire lì significava dover vedere in faccia il dolore, quello mio in primis, ma anche quello degli altri. E per guardare in faccia il dolore ci vuole tanto coraggio. Perché il dolore fa male, tanto male… lo senti come una lama che ti taglia il petto in due.
Poi un bel giorno ho sentito che era arrivato il momento, che non potevo più aspettare. Mio marito era già venuto da solo una volta ed era tornato a casa sereno, che invidia mi faceva guardarlo! Si è presentata l’occasione della 2 giorni e siamo partiti, ma continuavo a dire a mio marito che NO, non avrei parlato, non avrei MAI raccontato la mia storia agli altri, che andavo solo per ascoltare. Poi mi sono ritrovata lì in mezzo a tante persone sconosciute, ma che avevano qualcosa in comune con me… lo stesso sguardo carico di dolore e tristezza. E’ stato tutto naturale: parlare, raccontarmi, confidarmi, ascoltare gli altri e piangere tutte le lacrime che avevo in corpo, buttare fuori tutto quello che tenevo dentro da mesi e mesi. E lì è cominciata la mia rinascita, la NOSTRA rinascita. E ho iniziato a contare i giorni che mi separavano dal successivo incontro.

b) come ne siete usciti?

Non credo di esserne ancora uscita del tutto, ma penso di aver fatto in quest’ultimo mese un lavoro bestiale su me stessa. Dalla 2 giorni in poi mi sono sentita cambiata. Vedere mio marito piangere di fronte a tanta gente, confidare a tutti quanto gli ero mancata mi ha fatto aprire gli occhi all’improvviso, come se per tutti quei mesi avessi dormito e non mi fossi accorta che attorno a me c’era ancora la mia splendida famiglia. Nonostante quello che ci era successo eravamo ancora tutti lì, uniti, forti, e ci amavamo alla follia. E io cosa avevo fatto tutti quei mesi? Avevo lasciato passare i giorni concentrandomi solo sul bastardo, sul male che ci aveva fatto, e non mi ero accorta che la vita andava avanti, che continuava a scorrere senza avvertirmi. Il treno passava e io lo stavo perdendo, concentrata com’ero sul mio dolore e sui miei sensi di colpa. Mi arrabbiavo con mio marito e non mi accorgevo che il suo dolore era identico al mio, ma se lo avessimo condiviso il peso sarebbe stato diviso a metà. E così abbiamo fatto.
Al coordinamento poi ho conosciuto tante anime speciali… c’è stato chi ci ha ringraziato per aver creduto a nostra figlia, perchè al suo tempo nessuno ha creduto a lui, c’è stato chi mi ha detto “avrei voluto ci fossi tu al posto di mia madre”, chi mi ha semplicemente abbracciato e quel abbraccio valeva più di mille parole, chi mentre mio marito piangeva si è alzato di colpo per andarlo a baciare, chi ci ha detto “sentiamoci, stiamoci vicini, vi prego”… tante cose, mille emozioni… impossibile spiegare quanto amore ci siamo portati a casa… e siamo ritornati allo scorso incontro del cooridnamento trepidanti di ricevere ancora quegli abbracci, quei baci, quei sorrisi, di accogliere quelle lacrime e farle nostre, di lasciare lì le nostre di lacrime tanto le avrebbe portate a casa qualcun altro.
Bhè credo che per me, per noi, il gruppo di Prometeo sia stato come 10 anni di psicoterapia di coppia.
La strada forse è ancora lunga, chissà, ma perlomeno adesso è tutta in discesa. E so che c’è una famiglia pronta a sostenerci, qualunque cosa accada. E quando staremo male soffriremo tutti insieme, se ci sarà da ridere insieme lo si farà con più gusto.

p.s. nel caso ve lo siate perso:
http://www.bergamoup.it/BergamoUp/N_20.html

(pag. 68…o giù di lì 😉 ).

Aperti per ferie.

APERTI PER FERIE.
Anche quest’anno, niente ferie. Il vostro blog anti pedofili e dalla aprte dei bambini (anche se non a cadenza quotidiana) resterà aperto per ferie.
Anche perchè i vostri contatti sono ancora altissimi , malgrado bene o male tutti quanti siate via.
Pubblicheremo nuovi articoli quindi ma soprattutto andremo a “ritaggare” e rimpaginare i vecchi articoli di Splinder (un lavoraccio L ), per poterli oggi diffondere e rileggere.
State con noi, sempre e solo dalla parte dei bambini, ma soprattutto Buona Estate: rigeneratevi (e noi con voi) ci aspetta un autunno ricchissimo di grandi novità (forse come mai prima d’ora!!!!!).

Il Comune di Albettone dalla parte dei bambini vittima di abusi!

Lotta contro la pedofilia: «Una rete tra Comune, psicologo e avvocato»

ALBETTONE. È partita dal Comune un’iniziativa in appoggio all’associazione “Prometeo”
Il sindaco Formaggio: «Se non riusciamo a investire come Amministrazioni meglio meglio andarsene a casa».
Il Comune di Albettone stringe un patto di amicizia con l’Associazione “Prometeo onlus lotta alla pedofilia” e propone una serie di iniziative a sostegno della lotta contro ogni forma di violenza sui minori. Un impegno scaturito dall’incontro pubblico con Massimiliano Frassi, il presidente nazionale di Prometeo.
Figura assai familiare in Area Berica, anche per il notevole impegno profuso da Anna Maria Zanchetta, coordinatrice dell’associazione per il Veneto, per Massimiliano Frassi si è trattato del primo incontro in zona. Frassi ha delineato un desolato panorama della pedofilia oggi. Gli interessi che muove, la difficoltà e i problemi per trovare giustizia, la realtà italiana e quella dei Paesi del terzo e quarto mondo dove prolifica il turismo sessuale. Lo scorso anno Albettone si è gemellato con “La Città della Speranza”, ora intendiamo stipulare un patto di amicizia con Prometeo, che verrà segnalato da una tabella all’ingresso del paese. Mio impegno sarà di portare all’assemblea dei sindaci dell’Area Berica la proposta di realizzare una rete di consulenza con psicologo e avvocato, che faccia da riferimento per l’associazione nel nostro territorio. Se un sito pedopornografico fattura 90 mila euro al giorno, e noi, nei nostri bilanci comunali non riusciamo a trovare qualche euro per sostenere associazioni che stentano a sopravvivere come Prometeo – ha concluso drasticamente il sindaco – allora è meglio che ce ne andiamo tutti a casa».

Albano Mazzaretto – Giornale di Vicenza

Link: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/275421__lotta_contro_la_pedofilia_una_rete_tra_comune_psicologo_e_avvocato/

Storia di una Gabbianella, che oggi vola in alto.

LA VOSTRA VOCE, SENSO DEL NOSTRO IMPEGNO.

Oggi vi presento “Sara”.  Sara, come voi, è un essere speciale:
è una gabbianella dalle ali colorate, che oggi ha il dono del volo e quando è lassù, raggiunge al giusta distanza da quel dolore che non può più nuocerle. Perché, appunto, Lei vola (e lui no), perché appunto Lei è un essere speciale (l’esatto opposto di chi le ha fatto del male).
Questa la sua storia, che in questa giornata per molti di voi vacanziera, dedichiamo a tutte quelle gabbianelle che ancora non si sono viste nella giusta prospettiva. Che ancora non hanno dato il giusto valore a quelle ali, che le porteranno lontane. Dal dolore, verso la vita.

<< Da dove cominciare non saprei…… nel blog ne ho lette alcune
davvero agghiaccianti, e ho pianto dopo, tanto.
Non ricordo come sono venuta a conoscenza del blog, di te e dell’associazione, , anche perchè quando sei sensibile a certe cose, l’occhio  cade subito là… e leggevo di te, delle vittime, delle vostre attività… ci
ho impiegato un anno per trovare il coraggio di scrivere… poi ieri la trasmissione in tv su rai uno con la tua intervista e mi sono “fatta coraggio”… ti scrivo perchè vorrei comunicare questo:
è vero che se trovi qualcuno che ti infonde fiducia, qualcuno che è disposto ad esserci per te, solo ascoltandoti e non facendoti sentire in colpa per tutto il male che hai ricevuto, se trovi accanto poi le persone giuste, si può fare,
ce la si può fare a trovare un po’ più di amore per la vita

e questa è la mia storia. non so se può essere utile farla leggere ad altri,
il mio e’ un voler condividere quello che e’ stato il mio dolore
perchè ho toccato con mano che parlarne fa davvero bene. ma non mettere il mio nome… è la prima volta
che la racconto diciamo così “pubblicamente”… sono un po’ agitata.
Non ho avuto un’infanzia facile, ho visto mio padre picchiare mia mamma più di una volta, ma col tempo ho capito che era a causa di una malattia psichiatrica… forse questo ha influito dopo:  non sono mai riuscita a parlarne con loro, per tutta la mia adolescenza e anche dopo, sentivo di non potermi fidare, non vedevo nessuno intorno a me capace di potermi concretamente dare aiuto.. non ho mai vissuto realmente la mia vita, diciamo che ho provato a sopravvivere..ma è diverso .
La prima volta è accaduto nella casa delle vacanze, avevo 10 anni, mia mamma mi aveva mandato da sola con i miei nonni per un mesetto, poi sarebbe arrivata anche lei e tutto il resto della famiglia…
Era una mattina di giugno, mia nonna non c’era, io ero sul letto, ero in
costume e mio nonno vicino a me. Non saprò mai perché, ma lui cominciò ad accarezzarmi sulle braccia, poi sulla  pancia, e scendeva fino alla mutandina e continuava anche ‘’dentro’’… lui ‘’ giocava’’, mi diceva… io non capivo… rimasi immobile… “vedi, ti ho toccato la farfallina” diceva.. scappare, restare, chiedere aiuto, acconsentire.. che si fa?
Cosa si fa se ti accade questo?
Nessuno te lo spiega, ma tu percepisci che c’è qualcosa che proprio non va

… mia nonna tornò, lui si ricompose… si era sbottonato il pantalone.. il resto non lo ricordo… ma ricordo che nei giorni successivi mi toccò ancora, quando mia nonna non vedeva o non c’era, mi toccava un seno che
appena spuntava, ero così piccola, poi incominciò a baciarmi, lui voleva sulla bocca.. provai un senso di schifo terribile… era il gesto che aveva dichiarato definitivamente lo stato di allarme: non era ‘’un’impressione’’!
Da allora mio nonno continuò.. anche quando ritornammo in città. ogni volta che andavamo a trovarlo a casa, se capitava che rimanessimo soli in una stanza, incurante della presenza di altre persone nella casa, tentava di baciarmi, di toccarmi… era la prima volta che provavo tanto disgusto e tanta vergogna… è durato 2 anni, poi mio nonno è morto di infarto e credo di essere stata l’unica ad esserne stata felice!
Ma sembra che non ci fosse ancora pace per me: mia madre, dopo un periodo di grave depressione,  voleva divorziare da mio padre (cosa che poi ha fatto più), ha cominciato a frequentare un gruppo di preghiera, una comunità; avevo qualche anno in più: 13 più o meno. Quest’uomo, 46 anni, sposato con tre figli, che tanto piaceva a tutti, perché gentile, perché autorevole, fu il mio nemico. Un giorno, sul pianerottolo dove si riunivano con la comunità, uscivo dal bagno, stavo davanti allo specchio, entrò, si avvicinò a me, mi prese i capelli e si poggiò dietro di me..si era eccitato.. si strofinava addosso a me, mi toccava.. mi prese il terrore, la paura: l’incubo non era finito! Questa cosa si è ripetuta più volte. Era come ossessionato, ogni momento in cui era indisturbato era buono per eccitarsi addosso a me, in bagno, nel corridoio, sapeva come trovarmi; era alto, non riuscivo a divincolarmi, mi stringeva forte il braccio, io mi sentivo niente, ero paralizzata dalla paura e dalla vergogna. L’incubo è finito anche qui più o meno un paio d’anni dopo quando poi, per altri motivi, lasciammo la comunità e noi ci trasferimmo in un’altra parrocchia. Avrei voluto avere il coraggio di raccontare cosa mi stava accadendo, ma non ce l’ho fatta. Ho sempre avuto paura che non mi avrebbero creduto, che mi avrebbero accusata di essermi inventata tutto.
Sono vissuta nel timore, nella diffidenza, nell’ansia…
A 17 anni ho avuto il primo di una lunga serie di attacchi di panico… ma io non sapevo che si chiamavano così, l’ho capito dopo. Il sesso per me era qualcosa di vergognoso e sporco, il mio primo rapporto è stato molto complicato, poi col tempo pensi che se non lo fai dicono che non sei normale e ti abitui anche questo. io mi sentivo sporca e in colpa per tutto quello che succedeva di male intorno a me. Anche oggi,  io preferirei mille volte solo stare abbracciati, che avere un rapporto, sento  sempre che qualcosa mi dà fastidio.
La mia famiglia non se ne è mai accorta, e tutt’ora non lo sanno. Eppure ho sofferto di disturbi psicosomatici, ansia, attacchi di panico, disturbi
alimentari… ma come potevano comprendere cosa mi stava accompagnando da tanti anni.
Devo dire però che ho mantenuto la mia fede sempre. Dio non c’entra con l’egoismo degli uomini, io ci credo fermamente e penso anche che mi è stato accanto, ha sofferto con me e ha messo sulla mia strada chi poi mi ha tanto aiutato.
La mia sfera affettiva manca di un pezzo, mi definisco un puzzle a cui è stato tolto il pezzo centrale.
Da tre anni sono in psicoterapia, e adesso abbiamo un solo incontro al mese. Ma non perché avessi trovato il coraggio di parlare, quello è venuto dopo. C’è stato un momento, quando sono diventata mamma, in cui ho avvertito che stavo per precipitare davvero: depressione e attacchi di panico così violenti da non farmi mangiare più e non uscire più di casa.
Si, dopo tre mesi dal parto, ho iniziato ad avere crisi di panico ingestibili, urlavo, cercavo la finestra per fuggire, avvertivo un caldo più forte degli altri, mi sentivo soffocare, pensavo realmente che sarei morta subito, non
mangiavo più. Ero stravolta! Ho perso 15 chili in due mesi.. mangiavo solo un omogeneizzato al giorno e bevevo un  solo bicchiere d’acqua al giorno.. era tutto quello che con la forza riuscivano a farmi ingoiare.
In realtà, se guardo indietro, non sono mai stata realmente sola, mio marito è rimasto accanto a me, nonostante tutto, e nonostante la sua incapacità ad accettare questo mio stato, le persone a me vicine mi hanno offerto il loro
aiuto come potevano. Così ho cominciato questo percorso psicologico.. ma non era abbastanza. Dopo pochi mesi che avevo cominciato a curarmi ho incontrato quello che chiamo “il mio amico del cuore e della mente”. Lui ha avuto la capacità di ispirarmi fiducia, di farmi sentire capace, importante, lui, che è abituato a fare da solo nelle sue cose, per alcune sue vicende personali  ha chiesto aiuto anche a me, si è fidato di me… che per la mia personalità e la mia bassissima autostima, è stato un gesto importante. A lui ho raccontato tutto, per la prima volta ho raccontato la mia storia, mi sono fidata, lui non mi avrebbe mai fatto del male e così è, mi è stato sempre vicino, anche da lontano.
Mi ripeteva “per  te ci sono sempre”: sembra una frase fatta, ma credo sia
stata la medicina decisiva, quella a cui pensavo nei momenti più tristi, di solitudine e di vuoto…
Il suo affetto e la sua amicizia mi hanno curato lentamente, senza che se ne
accorgesse; oggi lo vedo chiaramente…
Oggi gestisco la casa, vivo la mia famiglia, continuo il lavoro, e da un anno non ho più attacchi di panico, nonostante i problemi che la vita continuamente riserva un po’ a tutti…
Questo blog, l’ascolto continuo che dai a chi ha subito abusi, mi fa pensare a ciò che per  me rappresenta il mio amico:  la differenza tra  lui e “il resto del mondo” è che ha il dono di infondere così tanto coraggio, da farmi finalmente aprire la scatola dove “dormiva silenzioso e amaro il dolore”. Quell’uomo che 21 anni fa mi tolse la gioia di vivere un’adolescenza normale è ricomparso, poco tempo fa, mi ha contattato su fb, per ben due volte.. pazzesco!
All’inizio sono andata in crisi, ma come! Perché? Cosa vuole da me ancora? Non gli è bastato?
Allora non si rende conto del male che mi ha fatto? …no…
L’ho bloccato e basta… Avevo chiamato il mio amico, ero spaventata, e non sapevo che fare. Adesso denunciarlo sarebbe servito? Avrei dovuto farlo molto prima…Ora ho trovato le strategie per continuare la mia vita, so che non sono più
sola!  Ci sono sempre momenti in cui piango di tristezza, ma adesso almeno so dare un nome alle mie emozioni e cerco di riconoscere il perchè, e credo sia un passo importante.
E per una come me, per chi ha questo tipo di cicatrici, questo fa la differenza…
Leggo molto, mi piacciono i libri, se dovessi paragonarmi ad un personaggio, mi viene in mente  la gabbianella, quella del romanzo di Sepùlveda, a cui il gatto insegnò a volare, nonostante avesse perso la sua mamma. >>
”Sara”

Le Frasi da non dire MAI a chi ha subito abusi, ma che purtroppo molti dicono. Parte 2.

LE FRASI DA NON DIRE MAI A CHI HA SUBITO ABUSI, MA CHE PURTROPPO MOLTI DICONO. Parte 2
Ieri ci avete letteralmente sommersi di sms, e messaggi con quanto vi è stato detto. Riportiamo alcune tra le frasi più “comuni”:
“ma dove pensi di andare, nessuno si metterà mai con una abusata”
“strano che l’abbia fatto solo con te, non trovi?”
“ma hai pensato che magari lui non si rendeva conto di quello che ti faceva?”
“poverini sono esseri malati”
“ma scusa, e dopo tutti questi anni ti è venuto in mente solo adesso?”
“è poi stata una palpatina dai, chi non l’ha mai ricevuta?”
“tanto rumore per due carezze”
“tutti i ragazzini almeno una volta tra loro si masturbano per conoscersi meglio, ma nessuno rimane traumatizzato” (per la cronaca l’abusante aveva 68 anni….un ragazzino appunto…)
“ci sarà una ragione se l’ha fatto solo con te, non credi?”
“ti mettevi il costume da bagno anche in casa, ovvio che prima o poi qualcosa ti succedeva, mica è fatto di legno l’uomo” (“l’uomo, nonno di 78 anni, la vittima bimba di 6).

Purtroppo questo elenco non finisce qua.

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe