Archivio di settembre 2011

Grazie di cuore.

Grazie…per i messaggi stampati nel cuore prima ancora che su carta…per gli sms arrivati all’anima prima che al telefonino…per quella vicinanza del cuore che nemmeno le distanze geografiche hanno tenuto distante…perché siete davvero tanti e vi ho sentiti vicini, uno per uno. Da domani si riparte forse pure più forti di prima, già al lavoro per la 2 giorni del raduno nazionale vittime dimostrandovi con i fatti che si può/deve davvero ricominciare a vivere. Sempre. Altrimenti le mie sarebbero state solo belle parole…intanto: GRAZIE.

http://www.youtube.com/watch?v=u1RNogbKsMg

LA STORIA DELLA BAMBINA, DELLA SCATOLA DI CIOCCOLATINI. E LA BANDIERA DI VITTORIA.

“A volte torno…ed è tutto così chiaro..
Sono piccola piccola…ho i capelli biondi e ricciolini. Sono adorabile.
Sono felice e sorridente. Racconto un sacco di poesie. Ne so tante a memoria. Aspetto che il mio papà torni dal lavoro. Guardo dalla finestra in attesa dell’autobus nr. 28. Eccolo! Eccolo che arriva! Si aprono le porte. Scende lui..il mio papà. Corro ad aspettarlo davanti alla porta. Quando entra salto di gioia e mi attacco alla sua gamba come una piccola scimmietta su un ramo e lui mi porta in giro per casa così! Io mi diverto un mondo!!! Lui è il mio papà…

…..sono piccola, ho i capelli corti ora, anche se desidero così tanto lasciarli crescere ma la mamma non vuole.. Poi è un casino pettinarli tutte le volte a me e alle mie sorelle. Invidio mia cugina che invece ha dei bellissimi capelli lunghi che arrivano fino in fondo alla schiena… Lei ha il permesso di tenerli sciolti. Quando ne ha voglia, si fa una bella coda alta..

Sono piccola…
Un giorno per le scale incontro un simpatico signore che mi offre una scatola di cioccolatini. Blu e bianca. Dentro i cioccolatini a forma di mezza luna con dentro il ripieno al gusto di banana… in cambio dei miei sogni e della mia infanzia.

Mio padre domattina parte. Stasera in TV c’è un film. Mi fa paura. Ci sono persone cattive, c’è un incendio e ci sono dei morti. Mio padre domattina parte. Va a lavorare per noi. Io mi sento semplicemente abbandonata. Senza difese. Senza protezione. Mio padre domattina parte. Ed io sicuramente morirò. A casa arriveranno  ladri, assassini. Nessuno ci proteggerà. Moriremo tutti. Mio padre domattina parte… 

Sono piccola e piango. piango spesso. Mi metto sul letto, in un angolo.. e penso ad escogitare un modo per morire. Sono piccola e odio la vita, odio me. Non valgo niente. Sono cattiva e viziata. Sono una creatura indesiderata nata per fare del male. Sono piccola e la notte faccio degli incubi. Nessuno lo sa. Ogni notte quel signore  mi aspetta sulle scale dietro l’angolo.. Ha i capelli neri neri, i suoi occhi brillano al buio, la faccia segnata da rughe e alcool. Aspetta proprio me per catturarmi.
Quando mi sveglio al mattino, spero così tanto che non sia successo di nuovo,ma appena apro gli occhi sento il pigiama bagnato… ho fatto la pipì a letto, di nuovo. Mi dispiace. Non volevo davvero non volevo..

Sono piccola e ho paura di salire le scale da sola. Mi fermo davanti al portone del condominio e aspetto…aspetto che qualche viso conosciuto mi porti a casa.. Ma è tardi ormai…fuori e buio e qualcosa mi dice che quel qualcuno non arriverà. Io scoppio a piangere…poi mi faccio forza e comincio a correre. E corro e corro e quelle scale non finiscono mai e sono così grandi per i miei piccoli passi e il fiato non mi basta mai e il battito del cuore arriva in testa e sento pulsare le vene e sento che sto per svenire dalla paura. Lui mi sta inseguendo, è dietro di me, ne sono certa. Sento i suoi passi sento il suo odore che si avvicina ed io corro corro….

…..Oggi a scuola, durante la lezione di lettere, io e la mia compagna di banco Niky, incuranti di quanto accadeva intorno, disegnavamo. Disegnavamo delle principesse. La mia era bionda e aveva un bellissimo vestito rosa che stavo finendo di colorare quando davanti al banco compare un’ombra… La maestra arrabbiata prende il righello, ma non uno qualunque. Quello di legno largo e alto circa mezzo cm. Io e Niky tendiamo le mani, per meritarci la nostra porzione. Due colpi a palmo. Lei scoppia a piangere. Quando il legno colpisce il mio palmo, per un attimo ho come un formicolio e non lo sento quasi più ma resto inerme,senza reagire.. Io sono forte. Non piango mai davanti agli altri. Io non sono mica una femminuccia! Anzi, io vorrei essere un maschio. Le femmine sono troppo deboli…

Sono piccola e sogno…sogno un mondo migliore in cui i bambini regnano e fanno la differenza . Mi distendo sul prato e adoro guardare le nuvole e dar loro forma… Mi piace raccogliere i fiori. Mettere insieme dei fiori per me è un’arte. Li curo in ogni aspetto e aggiungo qualche filino d’erba qua e là. Poi corro a casa per darlo a mia madre. Forse così riuscirò ad ottenere un po’ di amore…un po’. … Lei mi ringrazia e resta meravigliata di quel che riesco a fare con quelle piccole manine.. Il mio cuore si riempie…

Oggi compio 11 anni. Sorrido forzatamente davanti alla macchina fotografica. Questa foto la conserverò…per poi strapparla e buttarla via. Braccia conserte, una maglietta leggera lillà, gli occhiali che tanto odiavo e lo sguardo pieno di quel che solo io sapevo. Questa stupida torta e questa stupida finta festa. Vorrei sparire.
Ho 11 anni e nessuno scommetterebbe 1 solo centesimo che io nella vita possa diventare qualcuno.

Ho 11 anni e ancora non so quanto dovrò combattere per la mia libertà…quanto soffrirò e quanto sbaglierò. Quanto faranno male i ricordi e quando dovrò sforzarmi per riuscire a volermi bene.
 Ho 11 anni e ancora non so che un giorno scoprirò che la vita è bella. Che l’amore esiste e che io posso guarire. Che Dio mi ama e che io posso cambiare. Ancora non so che imparerò a sorridere, ad amare e ad amarmi… Che non mi importerà nulla di quello che le persone pensano di me e che non avrò paura di dire chi sono stata e chi sono diventata. Ancora non so che ce la farò. Si, ce la farò…
I piedi nel fango, il vestito sporco, le cicatrici sulle mani, il buio neglio occhi, gli incubi.
Tutto sparirà. La corsa finirà….
Terrò una bandiera nella mano destra. Ma non una bandiera bianca. Una bandiera di vittoria…..

Raduno vittime pedofilia – inviti in arrivo.

Stiamo mandando gli inviti per la due giorni del coordinamento vittime che si terranno il 01 e 02 ottobre (a dire il vero per chi arriva prima inizierà già nel pomeriggio di venerdì 30 settembre).
Purtroppo abbiamo dovuto dare un tetto massimo stavolta, poiché un’intera ala del posto che ci ospiterà sarà, proprio dal 01 ottobre, in ristrutturazione. Avremo quindi solo un centinaio di posti.
Pertanto se avete ricevuto l’invito affrettatevi a confermare. Se non l’avete ricevuto segnalateci il fatto.
Se volete info. su come aderire, questa o (ancora meglio) la prossima volta (che sarà a breve!!!!) , guardate qua poi mandateci una mail:

http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=2&im=3&ip=0

Figli su misura. Cosa ne pensate?

Sul lo scorso numero di Panorama un lungo servizio (con copertina dedicata) sul tema dei bimbi in provetta. La giornalista si è recata, spacciandosi per “cliente” nei centri di inseminazione artificiale di New York, dove si possono scegliere le caratteristiche del nascituro (lei lo gradiva simil Collin Farrell). Voi cosa ne pensate?
Rispondete qua o su  Facebook.

Abusi nei collegi e negli orfanotrofi: ma quanti sono?

Maria oggi ha quasi 90 anni. 89 anni e 10 mesi per l’esattezza. Gli acciacchi, le rughe, i capelli bianchi non nascondono certo la sua età. Ciò che però la rende lontana dal traguardo dei suoi 90 anni è la lucidità. “Sai forse non mi ricordo cosa ho fatto ieri, ma quando scavo dentro di me, risento tutto. I sapori, gli odori, il freddo, la paura”. Il suo racconto a breve lo trascrivo e ve lo riporto.
L’altro ieri vi abbiamo lanciato, qua e su Facebook, una richiesta: fateci sapere di abusi (di qualsiasi natura) avvenuti nei collegi italiani.
Ci state letteralmente travolgendo con una valanga di testimonianze; continuate a farlo:
info@associazioneprometeo.org ; fax: 035 656895 ; 0364 880593

Italia – Svezia: voi cosa ne pensate?

In tanti ci avete scritto sul caso del padre italiano che in Svezia è stato arrestato per aver dato una sberla al figlio e ieri condannato.
Il nostro pensiero al riguardo combacia alla perfezione con quella della dr.ssa Maria Rita Parsi.
Per questo riportiamo una sua intervista apparsa sul noto settimanale Tv Sorrisi e Canzoni:
D: La norma svedese è esagerata?
R: No, è giusta.
Il principio non si discute.
I bambini non devono mai essere picchiati.
Se fosse applicata in tutto il mondo sarebbe un grande passo avanti.
D: E’ così grave dare un ceffone?
R: Può capitare che a un genitore scappi una sberla se una situazione è fuori controllo, ma è un segno di impotenza educativa, che genera frustrazione e aggressività.
Spesso chi viene malmenato diventa vittima di bullismo o per reazione opposta gode nell’umiliare gli altri.
D: Come imporsi senza usare le mani?
R: Cambiando tono di voce, sbattendo il pungo sul tavolo o facendo ragionare i figli”.

Raccontateci gli abusi nei collegi: il nostro appello a cui state aderendo in massa.

Raccontateci gli abusi nei collegi:
il nostro appello a cui state aderendo in massa.
C’è il bambino che giocava con un trenino bellissimo, “il trenino più bello del mondo, un sogno” che in quanto tale “svaniva subito, come neve al sole”. “Ci portavano in stanze pulite e bellissime, piene di giochi, con le lenzuola che profumavano di fresco bucato ed io che sognavo di fare il capostazione giocavo con un trenino vero, tutto mio”.
Però la cosa durava il tempo dell’ispezione. Pie benefattrici e misericordiosi benefattori visitavano l’orfanotrofio, lasciavano grosse banconote e se ne andavano, con la coscienza pulita (“se solo ci avessero guardati negli occhi”).
E voi? Chiedo. “E noi ce ne tornavamo nelle fredde camerate, tra le pozze di piscio ed i topi e del trenino, così come degli orsetti o delle bambole, nemmeno l’ombra. I più fortunati avevano tappi di sughero da legare con dei legnetti per far diventare fantasmi di trenini”.
“Forse anche per questo oggi, per i miei nipoti, ho costruito un plastico pieno di trenini che occupa tutta la mansarda di casa”.
C’è la bambina che aveva le treccine, “lunghe, bellissime, non sai quanto” e la voce si rompe dall’emozione a tal punto che devo interrompere la telefonata e aspettare che mi richiami.
“Me le tagliarono, quando capirono che mi trovavo bella. Anzi a dire il vero mi diedero le forbici e davanti allo specchio dove mi avevano trovato nel grave atto di specchiarmi ammirata, mi obbligarono a tagliarmele da me. Piansi e per questo saltai per due giorni pranzo e cena. Da allora soffro di una grave forma di malattia della pelle, che mi colpisce solo la testa e per uscire di casa sono sempre stata obbligata a indossare degli ampi foulard, simili a turbanti. E sì che sono passati più di 50 anni….”
Nel giro di un’ora ieri da quando abbiamo lanciato via blog l’appello, i contatti erano saliti a 38mila. E alle 3 di stanotte spegnevamo il computer della sede dopo aver stampato non so più quante testimonianze, che arrivano anche in questo momento mentre postiamo questo articolo.
Continuate a mandarcene. A scriverci o chiamarci. 
Per ridare voce, ma soprattutto giustizia, a quei bambini, che per decenni sono stati trattati da oggetti, nelle mani di impuniti assassini. Già assassini: assassini della loro infanzia.

Segnalateci gli abusi avvenuti nei collegi italiani.

ABUSI NEI COLLEGI: cerchiamo le vittime!

L’APPELLO DI PROMETEO: segnalateci gli abusi avvenuti in passato nei collegi italiani!
Per ora non diciamo di più, ma vi avanziamo quella che è la nostra richiesta.
Voi, in prima persona, oppure i vostri genitori, i vostri nonni, persone che conoscete, hanno passato alcuni anni in collegio quando erano piccoli? Se sì e nel caso in quel contesto abbiano subito abusi, ma anche forme di maltrattamento grave (incuria, neglect, fame, freddo, abusi psicologici, etc.), ce lo fate sapere? Ci scrivete cosa, dove e quando sono accaduti quei fatti?
Ovviamente piena garanzia di anonimato e tutela. Come sempre.
È molto importante. Grazie.

 Scrivete qua: info@associazioneprometeo.org

Per la serie, “chi prima inizia è a metà dell’opera”: studente con 400 filmati pedoporno.

Nella primavera del 2010 grazie ad indagine su scala internazionale della Polizia Postale viene individuato un pedofilo, a Vicenza. Nel suo pc inizialmente la polizia trova una ventina di files, ma dopo accurate analisi i files diventano ben 400:
400 immagini di bimbi abusati, definite dagli investigatori “raccapriccianti”.
Le immagini arrivavano da un finto sito di giochi on line, un sito civetta che dietro l’apparenza appunto dei giochi, aveva l’orrore che ogni giorno qua denunciamo. Ora il pedofilo va a processo. Per la sola detenzione però perché non è stato possibile appurare se avesse anche diffuso quel materiale.
Unica nota: la sua giovanissima età. Solo 17 anni quando è stato individuato.
17 anni. Pedofilo.
Tranquillo ragazzino, in questa società, ti si prospetta una lunga carriera……(e proprio per questo non ci basta avere le iniziali, A. B. ,  ma dovremmo tutti quanti sapere nome e cognome!).

Nuovi casi per il pediatra pedofilo.

Nuovi casi per il pediatra pedofilo.
“Da giugno, quando venne arrestato il pediatra Domenico Mattiello per violenza sessuale continuata su minori, la vita di molte famiglie è stata sconvolta, rovinata. Chi viveva nella serenità ha cominciato ad avere dubbi, perplessità. Chi contava sul benessere dei propri figli si è dovuto ricredere di fronte alle dichiarazioni del medico.”
Che i tempi stiano cambiando ne è la dimostrazione questo breve brano estrapolato da una articolo del Giornale di Vicenza (quotidiano molto dalla parte dei bambini e non certo dei loro predatori).
Articolo che riporta a parlare di Domenico Mattiello, pediatra vicentino, parzialmente reo confesso dopo che l’ottimo lavoro investigativo della squadra mobile di Vicenza l’ha letteralmente beccato con le mani nel sacco (peccato che al posto della parola sacco si debba mettere al parola bambina).
Oggi apprendiamo che oltre ai sei casi denunciati pare se ne stiano aggiungendo altrettanti.
Con tutte le difficoltà del caso, dato che i bimbi presumibilmente abusati erano tutti molto piccoli.
Al di là del mero fatto di cronaca, una domanda, inquietante: quanto male è stato fatto? A quanti bambini? E per quanto tempo?

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