Archivio di ottobre 2011

Di medici, tumore al cervello, abusi sessuali e condanne lievi. Una breve riflessione.

Rito abbreviato + attenuanti generiche + vizio parziale di mente.
Grazie ai tre punti sopra riportati un 19enne di Santa Margherita Ligure è stato condannato a solamente un anno e 8 mesi per aver molestato la propria nipotina di 8 anni.
Lo “zio” filmava gli abusi e li scaricava poi nel suo pc e per questo, ripetiamo, ha preso una pena inferiore ai due anni.
Colpo di scena invece per il pediatra vicentino, Domenico Mattiello, la cui situazione è assolutamente “conclamata” non avendo lui alcun margine di difesa. E il colpo di scena infatti arriva proprio in quella direzione: è pedofilo, sostengono, poiché ha “un tumore al cervello”.
La letteratura scientifica americana in effetti presenta casi di persone che affette da tumore hanno sviluppato delle parafilie, ma “sono casi numericamente irrilevanti e tali da non poter accettare ancora tale equazione”. Nel caso del pediatra inoltre dovremmo vedere quando il tumore si è sviluppato e quando gli abusi sono iniziati. Certo è abbastanza divergente la posizione “americana” con la tesi vicentina. Quella americana non contempla ad esempio l’abilità del predatore di scegliere le vittime, filmarle, preparare il setting adeguato all’abuso, e via discorrendo. Parla di impulsi difficilmente controllabili. Tutta un’altra cosa.
A ben pensarci però un caso certo invece al 100% di correlazione tra abuso sui bambini e tumore al cervello c’è.
Uno solo certo, però molto più “valido” anche se, temiamo, difficilmente spendibile dalla difesa del pediatra vicentino.
È il caso di un bimbo di un paesino alle porte di Nuova Delhi, operato di tumore al cervello ed abusato sessualmente da un medico dell’ospedale dov’era stato ricoverato. Medico che lo minacciava dicendo che se lui avesse parlato “non l’avremmo mai curato né dimesso da lì”.

Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili. Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!

Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili.

Alcuni giorni fa abbiamo raccolto l’allarme di una sua possibile imminente scarcerazione.
Qua, con quel linguaggio burocratico tipico del carteggio legale, riportiamo i motivi per cui il predatore di bimbi disabili è in carcere:

<< Il Materi è imputato dei seguenti reati commessi tra il 2006 ed il 2009, per i quali è detenuto dal 20 06 2010 presso la casa circondariale di Potenza:
1)   …poiché consapevolmente si procurava e deteneva materiale pornografico e in particolare files di immagini e video cifrati, realizzati utilizzando minori, anche di tenera età, prevalentemente di sesso maschile, nudi in pose lascive e/o impegnati in atti sessuali, scrupolosamente archiviati in varie cartelle salvate nell’hard disc in uso al predetto.

Con l’aggravante di aver detenuto un ingente quantità del materiale su indicato, stimabile all’incirca in 380 gigabytes;
2)… poiché utilizzando minori degli anni 10 e in particolare X.Y.. (nato nel 2001) e Y. X. (nato nel 1999) entrambi con ritardi psichici, affidati per ragioni di istruzione al Materi in servizio in qualità di insegnante di sostegno dei predetti presso scuole elementari di Matera e di Tricarico, realizzava esibizioni pedopornografiche e/o produceva materiale pedopornografico;
3)… poiché abusando delle condizioni di inferiorità psichica dei minori su indicati, nonché del suo ruolo di insegnante di sostegno, induceva i minori di anni 10, indicati nel capo di imputazione che precede, a subire atti sessuali (rapporti orali e masturbazione).
Nel corso dell’interrogatorio condotto il 28 06 2011 nell’udienza di convalida dell’arresto da parte del Gip il Materi dichiara: “mi assumo tutte le mie colpe perché mi rendo conto di aver commesso quei reati che mi vengono contestati e, dunque, non mi resta che confermare la mia disponibilità a collaborare e di essere aiutato perché voglio uscire fuori da questo incubo…mi rendo conto di essere affetto da questa malattia, di essermi reso conto negli ultimi anni, però più volte ho cercato di smettere, però poi dopo un po’ era come una dipendenza e quindi ritornarvi ad esser ricoinvolto in questo vortice…sarebbe mia intenzione farlo (sottopormi a cure) eventualmente mi venga data la disponibilità…
Il Materi esclude infine attenzioni sessuali nei confronti di altri bambini, anche nel corso dei viaggi praticati all’estero (Svizzera, Russia, e Paesi del Sud Est Asiatico). >>

Questi i capi di imputazione, sufficientemente eloquenti.
Partiamo però dalla nota conclusiva.
Come vedete Materi esclude subito altri abusi. E quando gli vengono fatte domande su un presunto abuso da lui compiuto in Svizzera si avvale della facoltà di non rispondere.
Facoltà che ancora una volta, a fronte di prove granitiche, verrà meno e lo porterà a confermare quanto da noi già raccontato in passato e che spieghiamo riportandone appunto le parole (vedi nostro post del 15 marzo 2011):
… dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale”…. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto  se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Fino a quando non gli viene mostrata la prova provata quindi Materi mente, sapendo di mentire. Atteggiamento questo tipico di chiunque abusi.
Ma andiamo avanti nella lettura della relazione del Tribunale di Potenza.
Partiamo dalle condizioni mentali del soggetto, che lo diciamo subito è perfettamente in grado di intendere e di volere:
Materi leggiamo “è lucido, orientato nel tempo,nello spazio e rispetto alle persone…la coscienza dell’Io è nella norma. Anche le funzioni mnesiche e operative si svolgono nella norma”.
Salto questa parte per non cadere nuovamente nelle trappole del burocratese e riporto solo un altro passaggio, necessario alla comprensione di questi individui:
”i fatti per cui è imputato sembrano turbarlo, ma probabilmente non quanto appaia. I riferiti vissuti di rimorso sembrano in qualche modo rappresentati in maniera amplificata e formale”.
I pedofili non provano pietà. Né empatia per le loro vittime. E questa è l’ennesima riprova.
La relazione prosegue con l’analisi del rapporto con i suoi familiari. Che saltiamo per rispettarli, essendo anche loro vittime ma soprattutto non essendosi mai esposti contro bambini  ed in sua difesa, mettendosi quindi al suo livello, come altri pessimi esempi hanno fatto.
Evidenziamo solo che il rapporto con la famiglia è buona e che pare sia cresciuto in un ambiente sereno, anzi, “in quanto ultimogenito è stato particolarmente coccolato e viziato”, altra immagine che cancella chissà quali profili di ambienti abbietti e degradati alle spalle di questi predatori.
Nel periodo del tirocinio prelaurea intorno ai 22 anni di età si accorge di avvertire delle pulsioni verso i bambini delle elementari dove lavora, “pulsioni accompagnate da fantasie e masturbazione”.
Interessante anche qua l’analisi dello stesso: “non trovo la radice perché non sono stato vittima di abusi…quando ho iniziato il tirocinio mi sono sentito attratto…poi facevo delle fantasie…li immaginavo nudi, io che toccavo…bambini intorno ai 10 anni, senza violenza …mi dicevo che era una cosa passeggera…”.
Visto? Non ha subito violenze quando era piccola, tutt’altro.
Dedichiamo questo passaggio a certi tuttologi che ancora oggi dicono che i bimbi abusati diventeranno pedofili.
Nel 2006 Materi sposta le sue fantasie nella rete, serbatoio infinito di orrori, che gli permette appunto di trovare quanto vuole.
Dalla rete scarica materiale pedofilo (filmati “finalizzati a raggiungere l’eccitamento e l’orgasmo”) ed entra in contatto con altri predatori, tra cui un “pezzo grosso” della Malesia. Un collezionista che poteva fornire “materiale raro da lui prodotto”.
Non commentiamo questi passaggi degli di un episodio di Criminal Minds, poiché crediamo siano fin troppo chiari. Ed acceleriamo la nostra lettura (eventualmente recupereremo in futuro le parti che saltiamo) per arrivare al punto conclusivo. Materi accetta le richieste di produrre pure lui materiale pedofilo. E lo fa, sfruttando due bimbi gravemente disabili che gli sono assegnati in qualità di insegnante di sostegno.
Il primo bimbo che nel blog chiamammo Antonio è molto legato a Materi.
E lo stesso, per tutta risposta, viola la fiducia abusandolo (e filmandone gli abusi) nei bagni della scuola. Ma nessuno ha mai visto né sentito nulla. Il Materi sarà suo insegnante per due anni scolastici.
Il secondo bimbo che chiameremo Max (un onore darti il mio nome!) quando gli viene “affidato” ha 7 anni. Sta con lui 28 ore alla settimana.
“È minuto di corporatura, affetto da una forma di autismo medio – grave e presenta difficili problemi di gestione.”
Uno dei filmati che il Materi posta è fatto nell’aula di computer della scuola, col bimbo seduto davanti al pc e obbligato ad un rapporto orale.
Salto i dettagli sugli abusi, che credo siano a questo punto chiarissimi e concludo, non prima di ricordare che anche stavolta nessuno vede/sente nulla.
“Il Materi presenta un disturbo parafilico tipo Pedofilia” dicono i periti a fine osservazione, “ questa patologia non altera la sfera cognitivo volitiva né l’esame di realtà… questi non hanno mai inficiato la capacità di intendere il valore delle proprie azioni e la capacità di liberamente autodeterminarsi”.
Anzi, “al momento dei fatti per i quali è a processo il Materi aveva capacità di intendere e di volere…
Il disturbo individuato nel Materi comporta INDUBBIAMENTE una potenziale pericolosità sociale, tendendo per SUA NATURA a riproporsi in circostanze occasionali facilitanti”.
Materi è quindi ritenuto pericoloso.
Per questo motivo siamo sinceramente preoccupati.
Dato che stanno finendo i termini di custodia cautelare, ma soprattutto il processo corre un grave rischio, secondo quanto ci conferma una delle famiglie parti in causa. Quello cioè di ripartire da capo. Cambia (per trasferimenti) parte del collegio giudicante e quindi c’è il rischio di un nuovo processo.
Con tempi quindi ancora più lunghi. Nuove perizie (queste non sarebbero più utili), ma soprattutto il Materi, pedofilo pericoloso, presto in libertà.
Terremo la situazione monitorata e vi faremo sapere.
E ci batteremo, insieme a voi, affinché soggetti così in libertà non possano tornare!

– continua –

Nonni pedofili.

Tra i ricordi che rendono la mia infanzia splendida c’è sicuramente la presenza dei miei nonni. Purtroppo mio nonno lo persi che ero ancora  piccolo. Quanto avrei voluto godermelo. Averlo accanto nel tempo, confrontandomi (anche) con lui. Per questo notizie come quelle che sto per commentare mi fanno, se possibile, ancora più male. Rendendo questa lotta sempre più necessaria (nell’impegno e nei “toni” sposati) ma altrettanto dolorosa.
La Procura di Ancona ha rinviato a giudizio un “nonno” residente in un paese della Vallesina. L’accusa: abusi sulla propria nipotina. Di anni 3.
Alla bimba (che si lamentava dicendo di sentirsi “sporca”…) ed alla sua famiglia il nostro abbraccio più forte. Sarà un percorso duro il processo (già pare che i legali del nonno vogliamo far risentire al piccola) ma da oggi non siete più soli.
Come non sono soli gli amici di Napoli, il cui processo (sempre al nonno pedofilo) pare debba ripartire da capo. Anche qua, come per il caso Materi (perdonate ma le perizie le metto domani mattina. Scusate ma il ritardo non dipende da me!) il tutto riparte da capo causa cambio del consiglio giudicante.
Intanto il tempo passa…e magari tra qualche anno qualcuno vorrà risentire le vittime, sul bando dei testimoni…

Quante sono realmente le vittime del pediatra pedofilo?

La domanda che da parecchio tempo ci facciamo dalle pagine di questo blog sul caso di Domenico Mattiello, medico pediatra vicentino, oggi se la fanno tutti i giornali: quante sono realmente le sue vittime?
Tante si può ipotizzare. Sicuramente quelle identificate non saranno mai il numero esatto, temiamo, di quelle da lui “incontrate” in tantissimi anni di carriera.
La Polizia sta cercando di dare una identità a tre nuove vittime (e ne sta cercando altre), soprattutto dopo il ritrovamento di un nuovo video della durata di 20 minuti.
20 minuti, ci ha detto chi l’ha visionato, “di puro orrore”, video che fa parte di un nutrito numero di files recuperati dal perito informatico (ben 258 per la precisione).
Ricordiamo che il pediatra durante il primo interrogatorio negò l’esistenza di altri filmati, convinto forse di averli cancellati definitivamente:
«No, assolutamente, non ci sono altre foto o video – afferma l’indagato -. Ci ho pensato tanto ed ho voluto indicare anche quando è stato il primo episodio che non mi sono ricordato con il giudice».
La verità oggi è completamente diversa. Anche se incompleta, poiché appunto come ci siamo chiesti in apertura, chissà quante sono realmente le vittime di questo predatore.
Basti pensare a quanti minori di anni 14 avesse un cura negli ultimi tempi il medico: 800. Ottocento!

Nota:
Oltre alla violenza sessuale continuata e aggravata l’indagato potrebbe rispondere di detenzione di materiale pedopornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori e pornografia minorile.

Sommersi dalle vostre lettere di indignazione sul caso Materi, dopo l’intervento a Radio Ies.

Dopo l’intervento a Radio Ies ci state sommergendo di lettere sul caso.
Che riportiamo qua, quando per la prima volta ne parlammo:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/la-storia-di-antonio-bimbo-speciale-handicap-abusi.html
Rimandiamo a domani la pubblicazione delle perizie, che ne certificano la pericolosità.

DON SEPPIA RESTA AL FRESCO. Poichè pericoloso!

“Don Seppia resta in cella. La corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal difensore di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal 13 maggio per tentata violenza sessuale su un chierichetto, offerta di droga e tentata induzione alla prostituzione minorile, per ottenere l’annullamento dell’ordinanza del Riesame genovese che lo aveva trattenuto in cella. Il difensore, l’avvocato Paolo Bonanni, aveva chiesto la scarcerazione o, in subordine, l’attenuazione della misura cautelare in arresti domiciliari o nel trasferimento in una struttura di cura. Ora si attendono le motivazioni della decisone della Cassazione. “Si e’ qui in presenza di un pericolo di recidiva particolarmente elevato”.

Post It: I bambini abusati da grandi non diventeranno abusanti.

I bambini abusati da grandi non diventeranno abusanti.
L’ha dimostrato la comunità scientifica mondiale.
Sono le equazioni che usano per difendersi in Tribunale.
Sono le equazioni che usano inutili tuttologi per occupare una poltrona in tv. I bambini abusati, dopo che avranno ricevuto le giuste cure e le doverose scuse, diventeranno la parte migliore di questa brutta società.

Ci scrive un papà del caso Pino La Monica, dopo l’intervista a Radio Ies con Gramiccioli.

Ci scrive un papà del caso La Monica, dopo l’intervista a Radio Ies con Gramiccioli.
Dopo la puntata della scorsa settimana di Radio Ies dedicata anche al caso La Monica, ci h ascritto il genitore di una delle bimbe abusate dall’educ-attore condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi.
Il genitore ci ha chiesto di mettere pure il suo nome, specificando poi anche telefonicamente, che non è lui quello che si deve nascondere.
Pur concordando in pieno con lui, riteniamo per motivi che non stiamo qua a riportare, che non sia il caso di dare indicazioni che possono, indirettamente, riportare a sua figlia.
Che è ancora una bambina.
Quando sarà cresciuta (maggiorenne) allora sia lei, che si suoi genitori, saranno liberi di esporsi.  Ma non prima di allora, visto soprattutto con che gente abbiamo a che fare.
So che il nostro amico, mi perdonerà e accetterà queste motivazioni.
Questa la sua lettera:
”Caro Max (posso chiamarti così vero?),
scusami se ti rubo un poco del tuo tempo, ma vorrei sfogarmi sul caso Pino La Monica.
Ho ascoltato la trasmissione della radio di Roma che avrebbe dovuto intervistare un assessore di Reggio Emilia.
Non si è risolto niente perchè l’ass. non ha voluto accettare un sano dibattito e si è nascosta dietro ad una dichiarazione che fa acqua da tutte le parti.
Accetta e comprendi, sia tu che la IES radio di Roma che ho bisogno, dopo tre anni di inferno di potermi sfogare, urlando, come accade al bar Frassi così come è stato definito il tuo blog da un famigerato movimento pro Pino.
Ti dico subito che le risposte date dall’assessore in questione sono state a dir poco banali, inappropriate, lacunose
e stupide.
Il che dimostra che se anche a Reggio, e te lo garantisco, abbiamo gli asili migliori del mondo, grazie a personale dipendente degli asili che sanno come gestirli nel modo migliore, abbiamo assessorati nel Comune che non sanno o non vogliono sapere ciò che accade o assolutamente  non vogliono essere coinvolti in alcun problema.
Il problema in questione è il caso Pino la Monica.
Ora come padre di una vittima a quel tempo piccola, mi chiedo come mai nessuno ha fatto nulla, dopo una manifestazione davanti al Tribunale, contornata da minori a favore del Pinuccio, dopo una fiaccolata con termine davanti al Municipio, dopo esternazioni sul loro blog, dopo le esternazioni della sorella Elena e sul blog, sui giornali locali e quant’altro, senza avere il che minimo rispetto per le famiglie lese. Lascio a te il commento.
Dopo la condanna a quasi dieci anni del soggetto in questione, si continua a provocare pubblicizzando corsi per ragazzi da parte del condannato e così via.
L’assessore intervistato da radio IES, è bene che si vergogni su quanto scritto nel suo comunicato, non avendo avuto il coraggio di affrontare l’intervista, si vergogni perchè essendo donna e forse mamma, avrebbe dovuto affrontare con più impegno il problema pedofilia, ma si vede che è troppo impegnata in problemi assessoriali, e non ha il tempo, oppure, e qui ne sono convinto, il coraggio di affrontare un problema che piaccia o non piaccia ha colpito il Comune di Reggio.
Erano loro malgrado coinvolte scuole, perciò Presidi, Circoscrizioni e palazzetto dello sport, Perciò i Comuni, e perfino una ludoteca ecclesiastica.
Ora in questo caso gli unici che sono intervenuti drasticamente sono stati il parroco della ludoteca in questione allontanandolo immediatamente e testimoniando in Tribunale per i fatti accaduti, e il Vescovo negandogli ambienti parrocchiali per i suoi corsi fino a che il  Tribunale avesse espresso un giudizio in merito.
Cosa che non fece la quinta circoscrizione il cui Presidente di allora diceva che non era obbligato a richiedere la fedina penale a chi faceva richiesta di locali per fare corsi.
E pensa che il corso tenuto dal Pinuccio si intitolava: “Chi è un banbino”. Bhe, in quel caso in modo molto negativo, era specializzato.
Ora quando all’assessore in questione dice che la IES radio vuole denigrare il comune di Reggio, sbaglia, perchè non è quello il problema. Reggio non ha niente da invidiare a nessuno. Anzi.
Il problema invece è stato che NESSUNO, BADATE BENE, NESSUNO,COMMUNI, PRESIDI, ASSESSORATI COINVOLTI, PROVV. AGLI STUDI, ASS.NE ANTIPEDOFILA, hanno speso una parola o hanno cercato di contattare le famiglie coinvolte.
L’unica che si è presa carico è stata l’ass. Prometeo di Bergamo. Ripeto di Bergamo e non di Reggio.
Ora non mi vengano a dire  che nessuno non ne sapeva niente, e che nessuno aveva colpe. Anche in buona fede.
Finisco il mio sfogo e quanto dico è un parere prettamente personale di cui rispondo.
Vorrei che la Camera, approvasse una legge che i due ricorsi a cui a diritto il condannato, si risolvesse in un anno.
E’ un bene per lui nell’eventualità fosse innocente,  ma anche e soprattutto a chi aspetta giustizia.
Vorrei che in futuro tutte le manifestazioni di qualsiasi tipo a favore dell’imputato vengano vietate in modo assoluto. Anche via web.
Vorrei che le istituzioni, Comuni, ass.ni sportive, asili, scuole e quant’altro, prestassero la massima att.ne a quel cancro che è la pedofilia.
Che se per pura disgrazia accadesse, non si nascondano dietro a un non sapevo, non so ma si attivassero in modo veloce e concreto verso le vittime, e drastici contro l’infame di turno.
Vorrei che la Sig.ra Elena sorella di Pino la finisse di fare moine, perchè l’unico risultato è quello di fare imbestialire noi vittime, manco c’è ne fosse bisogno.
Ciao e grazie
XX YY
p.s forse sono stato un po’ sgrammaticato ma ho scritto di getto perché tanta è la mai rabbia. Ti prego di lasciare il mio nome, non sonoro quello che deve camminare a testa bassa, né mia figlia. Non siamo noi a doverci vergognare!
Nota mia: qua spesso parliamo di padri abusanti. O assenti. Che bello vedere che ci sono esempi così!

Il cane Dream: seviziato da un sadico, oggi testimonial di vita!

LA RINASCITA DI DREAM, CANE ABUSATO DA UN SADICO ED IL SUO AIUTO ALLE VITTIME DELLA PEDOFILIA.
Tutto è iniziato per caso. Come le cose migliori. Senza studi o chissà quali programmazioni. Bensì ascoltando il cuore. Fidandosi di lui. Seguendolo su quei sentieri che a tratti forse fanno pure male, ma che alla fine hanno solo tanta tantissima vita.
un post pubblicato da un’amica in Facebook me l’ha fatto conoscere. Poi da lì sempre grazie a quella amica sono entrato in contatto con la sua famiglia. A cui ho proposto quell’idea, forse folle ma poi rivelatasi vincente, di averlo come “testimonial” di vita alla tre giorni di Prometeo dedicata al coordinamento nazionale vittime pedofilia.
Quel incontro con lui lo testimoniammo qua:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-giorno-in-cui-%e2%80%9cdream%e2%80%9d-ha-incontrato-le-vittime-della-pedofilia.html

Il blog poi fu letto anche da un giornalista della Gazzetta di Reggio, che domenica scorsa gli ha dedicato al prima pagina ed un pagina intera al suo interno.
La redazione è stata poi invasa da mail (come vi capiamo 😉 ). Tra queste ne hanno pubblicata una che oggi riporto pure io. Qua intanto trovate l’articolo integrale:
http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/10/22/news/la-rinascita-di-dream-il-cane-con-tre-zampe-spezzate-da-un-sadico-1.1610415

E qua invece una bellissima foto gallery, che vi insegna più di mille parole:
http://gazzettadireggio.gelocal.it/foto-e-video/2011/10/22/fotogalleria/le-immagini-della-riabilitazione-di-dream-1.1612756

Questa invece la lettera:
La vicenda del cane Dream pubblicata ieri sul nostro giornale ha suscitato un notevole interesse per i lettori che hanno letteralmente “inondato” di messaggi il sito internet della Gazzetta. Per la nostra rubrica delle lettere ne abbiamo anche scelto una, scritta da una mamma che racconta come ha conosciuto Dream: è accaduto durante un raduno nazionale delle vittime della pedofilia. Per evidenti ragioni la signora ci ha chiesto di tutelare la sua privacy.

“Io c’ero a Bergamo. La mamma di Dream è prima arrivata da sola, ed ha visto noi, genitori di bambini abusati e bambini abusati ora cresciuti. Quando è entrata ha pianto, ha pianto per noi perché sapeva chi eravamo e per cosa eravamo lì. Poi è arrivato Dream, e anche tutti noi abbiamo pianto. Dream ci ha dimostrato che anche se mutilato nel corpo e nell’anima ce la si può fare. Basta avere amore, amore per la vita ed amore della vita e degli altri.
Grazie Alessandra, grazie Dream, ci avete dato una bella lezione di vita, le tue lacrime erano le nostre e le nostre lacrime le tue. poi Dream è andato nel prato, dove stavano i nostri figli ed è stato con loro, una vittima fra le vittime.
Dream è stato vittima indifesa e, se non avesse trovato qualcuno che si chinava su di lui sarebbe morto vittima dell’indifferenza.
Tante anime abusate rischiano di morire nell’indifferenza, ma chi passa di qui e legge questo articolo ha già l’anima più buona”.
Lettera firmata. Dalla Gazzetta di Reggio Domenica 23 ottobre 2011.

Grazie ancora di cuore a Dream. Conferma che è solo l’amore a vincere!
E permettetemi di rubare una frase di questa madre, che trovo bellissima. La dedico a chi abusa. Ed a chi difende gli abusanti. Perché loro in questa frase proprio non si possono trovare. Ma visto che crediamo ai miracoli, non sia mai….:
“Basta avere amore, amore per la vita ed amore della vita e degli altri”.

Coniugi Covelli: la cassazione chiede di rifare il processo.

Coniugi Covelli: la cassazione chiede di rifare il processo.
Erano diventati i paladini dei falsi abusi.
Ora però la Cassazione la pensa diversamente.
Questa l’Ansa:
“La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di secondo grado che aveva assolto i coniugi Delfino e Lorena Cavezzi di Massa Finalese (Modena), condannati in primo grado dal Tribunale di Modena a 12 anni per atti di pedofilia sui loro quattro figli. La vicenda processuale, cominciata nel 1988, tornera’ quindi alla Corte d’Appello di Bologna. I figli (tre ora sono maggiorenni) furono allontanati dai genitori e la madre vive ora con un quinto figlio in Francia mentre il padre e’ rimasto nella Bassa modenese. Inizialmente era stata formulata anche l’accusa di riti satanici, poi caduta.”

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe