Archivio di novembre 2011

Come ottenere il nome del medico pedofilo condannato a Bergamo.

Come avere il nome del medico pedofilo di Bergamo (che in tanti ci chiedete!).
Ieri è uscita la notizia per cui il medico bergamasco (medico di base del quartiere di Redona) è stato condannato a 7 anni e 8 mesi.
Tredici i pazienti molestati. Il Giudice gli ha riconosciuto le attenuanti generiche (il Pm aveva chiesto 10 anni), che insieme al rito abbreviato portano ad una condanna che riteniamo abbastanza ridicola (anche se rientra nelle medie nazionali). Ridicola se comparata ad esempio ad una notizia degli stessi giorni:
”Ragazzo 21 enne ruba cuffie ipod. Condannato a 21 mesi”.
Comparate le due notizie dimostrano che i bimbi valgono meno di un accessorio per un lettore mp3.
Sui giornali locali non è uscito il nome del medico ed in tanti lo chiedete ad alta voce.
Vi suggeriamo di cercarlo, con un metodo che ci sé stato suggerito da un genitore.
Leggiamo sui giornali che il medico fu sospeso dall’ordine dei medici.
Ora fate così. Entrate nel sito dell’ordine dei medici di Bergamo è guardate chi è stato sospeso (nello spazio ELENCO SOSPESI – è un file in Pdf):
http://www.omceo.bg.it/index.php?option=com_varsearch&Itemid=166
Bingo. Avete il nome. Se poi quel nome lo usate nei motori di ricerca troverete delle foto dello stesso, in compagnia di alcune autorità.
Ora aspettiamo di avere la sentenza, per pubblicare i gravi fatti condannati in primo grado. E soprattutto riportando quei particolari che, ora capiamo perché, non sono mai usciti, ma che riteniamo rendano questo caso uno dei più gravi mai accaduti in Italia. FATTI CHE VERRANNOACOCMAPGNATI DA TUTTI I LINKS CHE ANCORA OGGI VERGOGNOSAMENTE RIPORTANO INFORMAZIONI E FOTO SU QUESTO SOGGETTO!!!!

Medico pedofilo a Bergamo: 13 vittime, 7 anni di carcere!

Abusi sui piccoli pazienti: 7 anni e 8 mesi (col solito rito abbreviato che andrebbe vietato ai pedofili) per il medico di base di Bergamo. Domani ne parliamo.
http://www.bergamonews.it/cronaca/abusi-sui-minori-medico-condannato-7-anni-154137

La storia di Martin Gray, per dire alle vittime della pedofilia: NON MOLLATE!

Ieri c’è stato un bellissimo incontro del coordinamento vittima di abuso (tutti sono belli a dire il vero).
Tra le testimonianze che abbiamo letto in apertura, riporto una lettera, scritta da una neo mamma e che dedichiamo a tutte le vittime che ancora vivono nel buio del loro dolore: con l’augurio di poter presto tornare a vivere la vita che si meritano.
“ Ciao Max, ciao a tutti!!
In questi giorni ci stiamo concentrando il più possibile sul nostro cucciolo, 
per non fargli mancare niente, per imparare ad ascoltarlo, capirlo..!!
è un’avventura meravigliosa che richiede però tanto impegno, soprattutto in questi primissimi passi della sua vita!!
Ci sorprendiamo ad ogni sorriso, smorfia, pianto.. (…)  In attesa di tornare al gruppo, c’è un pensiero che ci avrebbe fatto piacere condividere con tutte le “meravigliose creature” che saranno presenti:
è la storia di Martin Gray, che a seguito dell’invasione della Polonia da parte dei nazisti viene deportato nel campo di concentramento di Treblinka, dove vede uccidere prima la mamma ed i fratelli, poi, il padre del quale aveva perso le tracce, fucilato durante un’insurrezione nel campo.
Dopo aver vissuto gli orrori e le umiliazione dei campi di concentramento, viene arruolato nell’armata russa e combatte vivendo anche gli orrori della guerra..
Nel primo dopo guerra costruisce la sua casa, con la donna che ama e dalla quale ha 4 figli..perde tutto e TUTTI..in un incendio accidentale..
Deciso ormai a porre fine alla sua triste vita, si ricorda di quel che suo padre gli disse prima di morire “la vita è il più bel dono..lotta per difenderla”..decide quindi di scrivere, e nella scrittura sfoga la rabbia, la tristezza, il senso d’impotenza con cui si è scontrato negli anni.. e trova la sua salvezza..ma soprattutto diventa testimone per molti della tenacia, dell’amore per la vita..
In uno dei suoi scritti dice così : 
“voglio gridare che la vita è indistruttibile, nonostante la morte; che la speranza è la brezza che spazza la disperazione; che l’altro è un fratello, che non bisogna mai disperare di se stessi e del mondo; che le forze che sono in noi sono forze che possono sollevarci e sono inesauribili; che si deve parlare l’amore, e non le parole di tempesta e caos; che la vita comincia oggi e ogni giorno e che è speranza”.
Se ci è riuscito lui..se è sopravvissuto a tutto questo male..perchè non dobbiamo riuscirci noi??
Vi auguriamo davvero che il cuore vi si inondi di speranza, che abbiate sempre quella forza inesauribile per sollevarvi sempre, dopo ogni caduta!!
Vi abbracciamo forte, vi pensiamo e vi ringraziamo ancora per l’immenso affetto di cui ci avete circondati in questi giorni così felici per noi!!

Violenza sulle donne. Parla una vittima.

violenza sulle donne

Quanto segue è apparso  come commento. Ma mi è piaciuto così tanto che ve lo riporto:
“La festa delle donne violate…
Da dove incominciare? non lo so… da donna violata avrei sperato che qualcuno sapesse leggere i miei occhi, avrei voluto che qualcuno si soffermasse a guardare il mio corpo tremante di paura..
forse avrei dovuto trovare la forza di uscirne da sola, ma ho avuto bisogno di toccare il fondo per capire che non esistevo più… i lividi sulla pelle fanno male, ma con il tempo non li vedi più, quelli che porti dentro continuano ad insinuarsi nella tua vita, come una cantilena costante che ti impedisce di alzare la testa e volerti bene..
si perchè, credo che la più grande violenza di ciascuna donna violata sia quella psicologica, la tua anima si frantuma, diventi un niente in mano ad uomo che dice di amarti, nonostante tutte le tue colpe…
e tu ti perdi…non vedi via d’uscita perchè perdi la stima di te, perchè non riesci a credere di valere qualcosa…
e allora voglio dire a tutte le donne che come me conoscono il ritmo di terrore del proprio cuore, che hanno incontrato un “uomo” che le ha annientate che c’è una speranza, è difficile uscirne ma si può e lo si deve a se stesse.
Io sono una donna fortunata perchè ora posso iniziare a riprendermi la mia vita con tutte le difficoltà che il mio vissuto comporta, e voglio gridare al mondo che il nemico da combattere è la vergogna!! Non dobbiamo vergognarci di quello che siamo e di quello che ci è successo, abbiamo il DIRITTO E DOVERE di vivere pienamente la nostra vita!!”

Post it

FACEBOOK: Le soddisfazioni lavorative raccolte negli ultimi 5 giorni valgono una vita di lavoro.
E non c’è processo perso, pedofilo in libertà, minaccia o querela che posso anche solo sminuire un simile “raccolto”. Bello frequentare giardini così. Bello poter dire, grazie dei fior…questi sono davvero i più belli e profumati. Agli altri, invece, a “loro”, triste vedere che si accontentano solo di radici sterili e tanto, tantissimo letame!

Cosi qualcuno festeggia la giornata delle donne violate: massacrando la moglie.

Nella giornata più ipocrita dell’anno (dopo quella sui diritti dei bambini) una notizia che ben riassume la situazione in cui migliaia di donne sono costrette a vivere quotidianamente. Donne che non hanno alcun aiuto e spesso si trovano costrette a restare dentro quelle 4 malate mura. La notizia arriva da Brescello. L’uomo (sic) che vedete nella foto (Mohamed El Ayani) si è presentato l’altro ieri alla stazione dei carabinieri di Poviglio. In braccio teneva la propria figlia di 4 anni.
Non sappiamo bene cosa abbia detto, ma il colloquio deve essere stato più o meno di questo tipo. “Ho ucciso mia moglie”.
Massacrato, sarebbe il termine più adatto, poiché la moglie è stata appunto massacrata con una furia inaudita a colpi di martello. Il motivo? Era stanca dei soprusi del marito e voleva andarsene, portando in salvo le figlie di 4 e 10 anni.
Peccato per l’uomo. Non l’avesse uccisa, gli avrebbero potuto dedicare una bella fiction strappalacrime, sui padri separati e le donnacce cattive.
Invece ha preferito seguire la sua natura, il suo istinto. E da ieri due bimbe si trovano sole. Con una madre morta ed un padre violento, assassino.
Nota: la donna, apprendiamo, era seguita dai servizi sociali. In passato aveva già denunciato il marito per maltrattamenti. Qualcuno ci può spiegare in quale modo i servizi sociali la “seguivano”?  Grazie.

Il Pm chiede 9 anni per Suor Soledad.

Una quarantina circa i bambini coinvolti, tutti frequentanti in passato l’istituto religioso Santa Teresa di Vallo.
Due i filoni di indagine. Mercoledì scorso il procuratore capo Giancarlo Grippo ha chiesto 9 anni di condanna, senza attenuanti, per la suora di origini peruviane, Suor Soledad. Chiesti anche un anno e 4 mesi per altre due suore che avrebbero favorito Suor Soledad “con posizioni di comodo”, mentre con la vecchia formula della “insufficienza di prove” l’assoluzione di altri due imputati.
La sentenza è attesa per il 12 di gennaio 2012, dopo un lunghissimo calvario che ha profondamente segnato le famiglie dei bambini.

Poesia sul tema dell’abuso: Le parole da non dire.

Aspettando il raduno del coordinamento vittime pedofilia:
POESIA SUL TEMA DELL’ABUSO:
Le parole da non dire.
Non dire mai “mio figlio è rovinato!”
Il suo dolore è già grande ed incomprensibile.
Non dirlo mai….
Non ha bisogno di altro dolore
Quello che ha addosso gli basterà….
Non dirlo mai, non dirlo in sua presenza
Perché lui è magico e forte
Riuscirà a rialzarsi ed a camminare a testa alta in questa vita.
Ma le tue parole saranno un eco
ridondante ed incomprensibile per sempre……
Essere trascinati davanti al cancello del carnefice
non cancella il dolore, lo amplifica per l’eternità.
Autrice: Fernanda

Troppe le donne che ancora subiscono abusi.

Ci sono donne che vivono una vita d’inferno. Con mariti abusanti. Che le tradiscono, a volte pure portando a casa interi campionari di malattie veneree. Oltre agli abusi le umiliazioni. “Questa casa è la mai”, “cosa, ancora soldi per la spesa?” e via dicendo. Sono tantissime. Le incontriamo al mercato con gli occhiali scuri e la sciarpa alzata per coprire i lividi. E quando chiedi loro di ribellarsi, ti rispondo che non possono, ci sono i figli.
Se solo capissero che nessuno le deve toccare, se in quel tocco c’è una minima traccia di violenza. Se solo capissero che quei figli hanno bisogno di guardare negli occhi la propria madre e vedere la vita, chissà, forse….
Una donna su due in Italia ha subito una grave forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica. Dati Associazione Doppia Difesa.

Bernard Law: another one bites the dust

Di lui parlai per la prima volta nel mio libro Predatori di bambini, quando scoprii dietro segnalazione di una associazione americana, che si era trasferito in Italia e ricopriva un importante incarico presso una altrettanto importante Basilica, arciprete a Santa maria Maggiore in Roma.
Oggi apprendiamo da un comunicato stampa che il Vaticano nella figura di papa Ratzinger è finalmente intervenuto, rimuovendolo da ogni incarico.
E così, esce di scena (comunque impunito!) il sig. Bernard Law (scusate ma chiamarlo Don ci pare non anacronistico), che non intervenne, quando stava in America, per fermare quei preti che sapeva essere pedofili ed i cui danni (abusi su bimbi, molti dei quali morti poi suicidi, o vittima di droga, alcool, forti depressioni, etc. etc.) sono proseguiti impunemente per anni e anni.

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