Archivio di dicembre 2011

16 anni al maestro pedofilo Pietro Materi!

Queste notizie ci riconciliano col mondo:

http://www.nuovadelsud.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1459:sedici-anni-al-maestro-pedofilo&catid=4:cronaca&Itemid=2

L’altra Santa Lucia. Il prete protettore dei pedofili, ospite d’onore a Siracusa!

L’ALTRA SANTA LUCIA. IL VESCOVO PROTETTORE DEI PEDOFILI OSPITE A SIRACUSA.

Qualcuno mi spiega con che criterio è stato invitato per l’importante festa della Patrona di Siracusa, Santa Lucia, Bernard Law, un soggetto che ha coperto abusi su 5mila vittime? Coperto e quindi di fatto permesso che quegli abusi avvenissero.
Lo stesso che di recente (finalmente) il Vaticano ha rimosso dall’importante ruolo che ricopriva presso la Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma?
Con quale criterio dicevo si è scelto lui e non un qualsiasi altro prete dell’intero mondo?
La risposta arriva direttamente dalla diocesi di Siracusa, nelle parole di Monsignor Pappalardo:
”Ho avuto modo si conoscere il cardinale Law quando mi sono recato in pellegrinaggio a Roma con alcuni fedeli siracusani. Ci ha accolto in maniera fraterna nella Basilica di S. Maria Maggiore. Avendomi chiesto della mia Chiesa siracusana, mi è sembrato opportuno ricambiare la sua accoglienza in occasione dei festeggiamenti di S. Lucia”.
Inutile commentarla. Ci basta sottolineare che ancora una volta a quanto pare per qualcuno i reati di pedofilia non sono da considerarsi tali.

Nota: interessanti le dichiarazioni della coordinatrice dell’Unicef, sezione di Siracusa. Interessanti ma soprattutto coerenti con l’intero “sistema”. Le prendiamo direttamente dalla stampa:
“Non abbiamo realizzato nessun comunicato, ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni, finché non ci sono dei giudizi definitivi non possiamo pronunciarci”.
Aspettano ancora dei giudizi definitivi? Su chi, Bernard Law o Santa Lucia?
Quando si dice la “scomparsa dei fatti”…..

Nota 2: azioni di questo tipo nono sono solo irrispettose nei confronti delle vititme della pedofilia. Ma fanno del male, molto male, alla Chiesa stessa…..

La letterina di Santa Lucia.

Notte piena di emozioni quella appena trascorsa per i bimbi (di alcune zone d’Italia, Bergamo in primis!!!), anticamera del giorno più atteso dell’anno: quello di Santa Lucia.
Se hanno fatto i buoni (e tutti i bimbi fanno i buoni, sono gli adulti che si dimenticano di essere tali), Santa Lucia col suo fido asinello passa e, se possibile, lascia ciò che loro hanno chiesto.
Io che da piccolo l’ho vissuta questa emozione vi garantisco essere bellissima. Il suono del campanellino che nei giorni precedenti segna il passaggio di Santa Lucia (“che controlla che tu stia facendo il bravo”), le tracce lasciate dall’asinello che prima di andare via mangia i tuoi biscotti, quelli che gli hai preparato per farlo contento, rifocillarlo per la lunga notte che l’attende, le caramelle perse dall’asinello che ritrovi sul terrazzo….
E poi i giochi, che riempiono la stanza e su cui ti butti.
Che bei ricordi….
In una giornata così speciale per l’infanzia, riporto una letterina, che sta qua sul mio tavolo insieme ad una montagna di carte (purtroppo) di ben altro tenore.
E, mentre la mia mente si affida, perdendosi, ai ricordi, la riporto qua, in una parentesi di delicata dolcezza.

Ciao cara Santa Lucia,
io mi chiamo Gioia.
Sono una bambina di 8 anni.
Ho una vera passione per la danza (classica e moderna).
Non voglio tanto da te.
Quello che vorrei è:
– il bene in famiglia
– la felicità in famiglia
– e stare tutti uniti.
Niente di più.
Grazie.
Ti voglio bene.
Gioia

Pietro Materi condannato in primo grado a 16 anni!

Di lui ci siamo occupati per primi, portando alla ribalta delle cronache nazionali l’orrore dei suoi misfatti.
Ieri finalmente la (prima) condanna: 16 anni di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 17), ma soprattutto nessun trasferimento presso “istituti di riabilitazione” come chiesto dalla difesa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Da parte di noi tutti l’abbraccio più grande che ci sia ai bambini vittima del predatore ed alle loro famiglia. Raro esempio di sensibilità, tenacia, dignità.
Imparassero da loro i pietromateri di questa terra.
Ora attendiamo l’esito del processo svizzero. Già. Poiché vi ricordo che lui andò in Svizzera, dopo aver risposto ad un annuncio in internet, per abusare un bimbi disabile “affittato per 300 euro”.
Qua ritrovate la storia: http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Oggi la sentenza sul predatore di bimbi disabili. Intanto….

È attesa per oggi la sentenza per il caso di Pietro Materi, predatore di bimbi disabili, il cui caso abbiamo portato alla luce alcuni mesi fa grazie alla testimonianza di un coraggioso genitore.
Nel frattempo sul fronte “abusi sui disabili” (che non mi stancherò mai di ripetere, essere tantissimi, e stare al primo posto tra le priorità della prometeo, in termini di contrasto e sensibilizzazione) arriva un’altra notizia, che evitiamo di commentare, ma che riportiamo integralmente dal sito del Secolo XIX.

“Abusi su disabili, visionati i filmati.
Chiavari – Dieci filmati, ognuno della durata di qualche minuto. E la verità sul caso Cella, il professore di educazione fisica accusato di abusi su disabili, va in scena. Ieri, in tribunale a Chiavari, “spettatori” delle riprese effettuate dalla polizia grazie a telecamere nascoste, erano i tre legali delle due persone coinvolte nell’inchiesta. Gli avvocati Andrea Vernazza e Fabio Di Sansebastiano, che assistono Emilio Cella, 52 anni, attualmente in carcere a Chiavari; e l’avvocato Camillo Ciurlo, difensore di una professoressa chiavarese di 49 anni, N. D., indagata a piede libero.

L’inchiesta è relativa ai presunti abusi su ragazzini portatori di gravi handicap fisici e psichici che frequentano l’Istituto comprensivo di Cogorno (dove lavorano i due docenti coinvolti nell’indagine) ospitato al Villaggio del Ragazzo di San Salvatore. Emilio Cella è finito in manette il 28 novembre, con le pesanti accuse di maltrattamenti aggravati, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori e corruzione di minorenni (questi ultimi due reati in concorso con la collega N. D., di 49 anni).

Tecnicamente, con la visione dei filmati, i legali dei due professori hanno avuto copia degli atti di indagine; un passaggio fondamentale per poter elaborare una strategia difensiva a tutela dei loro assistiti. Nei prossimi giorni gli avvocati chiederanno di poter essere ascoltati dal pm titolare della delicata indagine, il procuratore capo Francesco Cozzi. L’inchiesta, fin dai primi passi, è stata secretata, e non è possibile quindi conoscere il contenuto delle immagini che sono state visionate dai difensori alla presenza degli inquirenti. Di certo i filmati si riferiscono a episodi in cui il professore è venuto a contatto fisico con i ragazzi, ed è ragionevole pensare che i legali del docente tenteranno di ricondurre quelle violenze a manovre contenitive nei casi di allievi particolarmente agitati. Ma da quanto è trapelato nei giorni scorsi, anche grazie a testimonianze, emerge un quadro probatorio piuttosto ingombrante per i due indagati, in particolare per Cella. Schiaffi, pugni, gomitate, calci, e poi le umiliazioni, nei confronti di almeno otto allievi dell’Istituto comprensivo: tutti con gravi handicap, e quindi, in quanto tali, impossibilitati a riferire all’esterno l’accaduto.

C’è poi un capitolo ancora più agghiacciante, tra gli elementi di prova raccolti dagli inquirenti. Ovvero i presunti atti sessuali che il docente avrebbe mimato in presenza degli allievi disabili. Un comportamento che ha fatto ipotizzare alla procura di Chiavari i reati di violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori e corruzione di minorenni. E che, se confermati, sarebbero da censurare non solo sotto il profilo penale ma anche sotto quello morale e deontologico.
Intanto, dopo 12 giorni di carcere in regime di isolamento, Emilio Cella è descritto come un uomo che si è chiuso in un cupo silenzio: al momento del suo ingresso alla casa circondariale di Chiavari si era dimostrato sicuro di sé, incredulo di fronte alle gravissime accuse che gli venivano mosse.
Ma le persone che hanno avuto contatti con lui negli ultimi tre o quattro giorni restituiscono un’immagine di un’uomo distrutto, silenzioso, apatico e profondamente depresso. Per questo, per evitare che commetta gesti inconsulti, gli uomini della Penitenziaria controllano la sua cella di ora in ora.”

Maestro accusato di abusi, è libero.

Zoran Milenkovic, 62 anni, è indagato a Trento (dove risiede da 15 anni) per violenza e molestie sessuali a danno di tre allieve (lui è maestro di violino). Un procedimento è fissato per il prossimo 23 gennaio 2012, ma….ma nel frattempo gli sono stati revocati i domiciliari e quindi è libero. Questa la notizia e la foto che riprendiamo dal quotidiano Leggo. Nota nostra: solo per le vittime i domiciliari non terminano mai……

Viaggio al Budimex. Il peluche, la chitarra e la bimba non vedente.

Viaggio al Budimex. Il peluche, la chitarra e la bimba non vedente.

Tra il miracolo che ogni anno si ripete nella giornata di San Nicolaus, al Budimex, c’è il ritorno del sorriso sui volti dei bambini.
Bimbi come questa, a cui la vita ha già chiesto tanto.
Ha 6 anni, è cieca, vive in una casa che non riesco a descrivervi. Fino a poco tempo fa con lei, la mamma, il fratellino (ed il papà) c’era anche la nonna. Da pochi giorni morta dello stesso male della nipotina: il cancro.
La bimba quest’anno ci ha sorriso. E sentendo queste voci straniere entrare in casa sua non ha pianto né gridato, ma appunto sorriso.
E dopo aver abbracciato forte l’orsacchiotto, sentendo il suono della piccola chitarra giocattolo che le abbiamo dato, ha cominciato a ridere. Ed a “parlare” col peluche, pensando che quei suoni fossero pronunciati proprio da lui.
Chissà cosa si sono detti. La piccola bimba ed il cicciotto orsacchiotto, a cui spetta un compito difficile. Ma forse neanche tanto. Quello di entrare nel suo buio, cantarle una ninna nanna e dirle che le vuole bene e che nessun male, può durare per sempre.

Le due facce del medico pedofilo.

« Ho sempre profondamente creduto che fosse un gioco quello che stavo facendo, tant´è che non mi riconosco nel palpeggiamento ma nell´accarezzare i bambini». «Una persona pericolosa socialmente che va isolata dalla società». Queste due frasi basterebbero per riassumere un intero trattato sulla pedofilia. Poiché mostrano inequivocabilmente i due punti di vista necessari per affrontare il problema: quello del pedofilo innanzitutto (espresso dalla prima frase) e quello della società civile (noi), espresso nella seconda. La prima, diciamolo subito, è la frase del medico pediatra vicentino Domenico Mattiello, arrestato in flagranza di reato e con foto e filmati nel suo pc. Davanti quindi all’indifendibilità e non potendo nemmeno fare sfoggio di quel lungo elenco di castronerie che abbiamo sentito in casi analoghi (“lo facevo per motivi di studio…per un opera teatrale…etc.”) da parte dei suoi simili. La seconda del pubblico ministero, a cui il medico pedofilo ha anche detto di “non avere video”. Punto questo poi smentito dalle perizie. Con al giusta tempistica, l’8 febbraio parte a Venezia il processo. Questi i reati che verranno contestati: “Sei episodi di abuso ammessi al nido Cariolato e nel suo ambulatorio Un video choc auto prodotto della durata di 20 minuti e 258 file con immagini squallide di minori”. La difesa quasi sicuramente opterà per il rito abbreviato (dobbiamo lanciare una campagna affinché sia vietato per questi processi!) ed in tal caso Domenico Mattiello, 64 anni, residente a Vicenza in Borgo Casale, beneficerà quindi della riduzione di un terzo della pena e qualora venisse incontro, in parte o in tutto, alle richieste di risarcimento delle vittime, otterrebbe un ulteriore sconto previsto dal codice.

Libro pedofilia di Massimiliano Frassi in formato in e-book.

Esce oggi in formato E-Book il mio libro “Favole di Bambini e dei loro Orchi”. Il ricavato andrà alla Prometeo (come per tutti i miei libri).
È il primo progetto di una lunga serie che toccherà tutto il 2012 (tra cui un mio nuovo libro e l’ebook di quello di Tommy con capitoli inediti).
Qua trovate tutte le info.:

http://www.ultimabooks.it/favole-di-bambini-e-dei-loro-orchi

Qualora non fossi già in possesso di un ebook reader vi consiglio di scaricare gratuitamente Calibre calibre – Download calibre oppure,  Adobe – Digital Editions che vi permettono di visualizzare il libro sul vostro computer, proprio nello stesso modo con cui lo vedreste sull’e reader.
Altrimenti, se avete un iPad e volete leggere l’epub sul vostro tablet, seguite la spiegazione qui sotto:
Quali applicativi devono essere presenti su iPad o su iPhone per leggere un eBook?

Per leggere un eBook su iPad e iPhone basta avere l’applicativo BlueFire Reader (disponibile gratuitamente a questa pagina www.bluefirereader.com). Una volta scaricato è importante che questo applicativo sia “autorizzato” con un account Adobe (tutte le informazioni sul relativo sito), necessario per poter leggere gli eBook con protezione Adobe DRM. Se sul proprio PC si è già installato il software Adobe Digital Editions è consigliabile autorizzare l’applicativo BlueFire Reader del proprio dispositivo con le stesse credenziali Adobe con cui è stata registrata la versione del programma installata sul proprio computer. La app iBooks può essere usata solo per leggere eBook con protezione Social DRM o Open.
Per trasferire degli eBook da un computer al proprio dispositivo si usa il software Apple iTunes. Dopo aver collegato via usb il proprio dispositivo al computer basta aprire iTunes. Qui, nella sezione “Dispositivi” del menu a sinistra, selezionare il dispositivo (iPad o iPhone). Di seguito cliccare sulla scheda “Applicazioni” del menu centrale e scorrere fino alla fine della pagina per prendere visione delle apps presenti sul dispositivo che supportano la condivisione di file. Tra queste sarà presente BlueFire Reader. Selezionandolo appariranno i titoli eBook presenti sul computer e sarà possibile trasferirle al dispositivo tramite il pulsante “Aggiungi”.

Abusi su un ragazzo disabile. Ecco i nomi!

Hanno abusato di un giovane disabile. Condannati. Ecco i nomi.
Cosenza. Con rito abbreviato è stata condannata quella che i giornali hanno definito una vera e propria banda di “orchi”. Otto persone, ree di aver abusato un giovane disabile.
Questi i nomi e gli anni di condanna (ribadiamo che il rito abbreviato dovrebbe essere vietato agli abusanti):
Giuseppe Pugliese, sette anni
Pasquale Andali, Antonio Donvito, Giuseppe Gagliano, tutti e tre a sei anni di reclusione
Aldo De Rose, Massimo Lo Monaco, Ferdinando Mele e Giuseppe Santoro, a cinque anni.
Il 13 dicembre inizierà invece il processo con rito ordinario per altri quattro imputati:
Franco Adamo Spadafora, Mario Aiello, Eugenio De Ciucco e Antonio Santoro.

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