Archivio di marzo 2012

Scotland Yard al lavoro con Prometeo per formare le forze dell’ordine.

150 adesioni. Membri delle forze dell’ordine da ogni parte d’Italia. È il primo di un lungo ciclo di incontri che durerà almeno per i prossimi due anni.
Perdonate la presunzione, ma stavolta un “bravi” ce lo diciamo da soli!

Il pedofilo in fuga e il dramma di una madre.

Il pedofilo in fuga e il dramma di una madre.
Continuano le ricerche di Giovanni Bocchio, pedofilo di Alessandria, condannato in Cassazione a 6 anni e 9 mesi, ma resosi irreperibile proprio nel momento in cui doveva varcare la soglia  del carcere.
In un’intervista uscita su Il Secolo XIX parla la mamma della bimba abusata (all’epoca, 4 anni d’età) da Bocchio.
Questi alcuni stralci:
“devono prenderlo, non voglio che faccia del male ad altri bambini”.
“Le ha rubato l’infanzia, per questo non c’è pena che tenga. Ma adesso vorrei solo che lo prendessero, per evitare che faccia del male a qualcun altro, come ha fatto a mia figlia”.
C’è chi è ancora convinto che ci siamo inventati tutto, chissà perché…chi ha accusato tra le righe mio marito di essere stato lui a far vedere film porno a nostra figlia, condizionandola.
A loro vorrei solo  far sapere quello che ho passato quando mia figlia si svegliava la notte e veniva a vedere se ero viva, quando si tagliuzzava la bocca, quando balbettava, quando pensava che la nostra separazione era colpa sua, perché era brutta e sporca, e perché aveva parlato contravvenendo agli ordini, al ricatto del suo molestatore”.
Per la cronaca, aggiungono, quella bimba oggi sta bene (ma starebbe meglio a aspre che lui è in carcere, non credete?). È una bimba forte, intelligente, che come dissi a sua mamma una volta “sembra abbia al testa di una ottantenne”, se pensiamo in termini di maturità ed intelligenza.
La stessa che è latitata intorno a lei in questa ennesima brutta storia. Di abusanti e loro complici. Inetti soggetti che ancora oggi fanno il giro dei bar di Finale Ligure (dove il caso è accaduto) strappando gli articoli dai giornali che parlano di Bocchio.
Chissà, forse perché se si arriva a lui, si arriva pure a loro….
 Intanto, come già scritto qua un paio di giorni fa, questa è la foto: diffondetela e se qualcuno l’avesse visto segnali subito la cosa al 112 o al 113, grazie!

Il senso di colpa delle vittime della pedofilia

Non mi stancherò mai di gridarlo forte. E per questo, dopo l’ultimo colloquio che ho appena fatto, riporto questo mio vecchio post. Che oggi dedico ad “Anna”….
http://www.massimilianofrassi.it/blog/quel-dannato-senso-di-colpa-di-chi-e-stato-vittima-di-abusi.html

Caccia alle streghe? Sì, ma solo se sono bambini.

 Quante volte i cultori dell’anti-antipedofilia hanno parlato di “caccia alle streghe”, dimenticando che la stessa, quella vera, l’avevano inventata proprio i loro progenitori?
Ovviamente tale affermazione era rivolta non tanto a tutelare i bambini quanto a danneggiarli.
Che è un po’ quello che sta capitando in Inghilterra, dove Scotland Yard si trova ad affrontare una nuova vera e propria caccia…alle streghe, identificate però, dentro al corpo dei bambini.
Sì avete letto bene. Al momento Scotland Yard ha 83 casi aperti di abusi di minori “legati a convinzioni religiose”, che però “grazie all’omertà sono solo la punta di un gigantesco iceberg”.
L’allarme “caccia alle streghe” si è tradotto, nel Regno Unito (!!!!) con degli abusi rituali di bambini, condannati a morte, in quanto “streghe”.
L’ultimo in ordine di tempo quello del piccolo Nusabya: la madre fu arrestata mentre pregava sul corpo martoriato del figlio:  il bimbo “strega” aveva 4 anni.
La maggior parte di questi reati, dicono i funzionari di Scotland Yard, sono compiuti da persone provenienti dal Congo, dove la stregoneria è una pratica “normale e diffusissima”.
“Solo a Kinshasa si stima che in strada “vivano” oltre 20mila bambini cacciati da casa in quanto considerati “stregoni”.
Per questo serve che i paesi africani, i governanti africani attuino al più prestodelel poltiche di repressione di questi crimini. Che oggi nella vecchia Europa, riportano la società attuale indietro di mille e più anni. E, senza retorica, ribadiamo che ancora una volta a frne le spese sonoi più deboli…

Nota: Per approfondire qua trovate un’inchiesta del Daily Telegraph:
http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/crime/9116587/Witchcraft-murder-had-origins-in-Central-Africa.html

Quando le maestre mamme diventano maestre streghe – una riflessione.

Si continuano a registrare casi di maestre che picchiano i propri allievi.
Al riguardo vi riportiamo un ottimo intervento apparso alcuni giorni fa su Il Giornale a firma di Karen Rubin, ch ein tanti ci avete segnalato:
http://www.ilgiornale.it/interni/cosi_maestre-mamme_diventano_maestre-streghe/25-03-2012/articolo-id=579281-page=0-comments=1

Abusata dall’età di 4 anni e per più di 10. Mai nessuno se n’era accorto?

Abusata dall’età di 4 anni e per più di 10. Mai nessuno se n’era accorto?
Ennesima storia di abusi. Questa volta dall’entroterra bergamasco (Fara Gera D’Adda) anche se l’abusante è un cittadino di origini ivoriane (oggi di anni 25).
Il quale dall’età (sua) di 13 anni ha abusato appunto della sorellina che di anni ne aveva 4.
Solo raggiunta la maggior età e grazie anche all’aiuto datole da un  amico (a cui lei aveva inizialmente chiesto un suggerimento per far aiutare “una sua amica”) la ragazza ha trovato la forza di interrompere un ciclo di abusi e angherie che si consumavano dentro le mura domestiche e che le hanno letteralmente segnato l’infanzia e l’adolescenza
Ieri il ragazzo (così giovane e già su una strada che studi fatti sui predatori di bambini certificano essere a vita) è stato rinviato a giudizio, poiché le dichiarazioni della vittima sono state ritenute assolutamente credibili.
A noi resta la soltia domanda di sempre. Che non ci stancheremo mai di fare.
Ma davvero NESSUNO si è mai accorto della sofferenza di questa bambina?
Nata per essere un sex toy, un giocattolo del sesso, per il fratello maggiore?

Non cessano gli abusi su bimbi (e adulti) gravemente disabili.

Non cessano gli abusi su bimbi (e adulti) gravemente disabili.

Partiamo dalla notizia che riportiamo integralmente nel comunicato Ansa e che ci porta ad una condanna, importante, di anni 11 per abusi su un uomo affetto da un grave ritardo emanale che lo rendeva in realtà una sorta di bambino nel corpo di un adulto. Diciamo solo che di casi così ce ne sono tantissimi…..
«Il Tribunale di Taranto (presidente De Tomasi) ha condannato a 11 anni di carcere un orologiaio di San Giorgio Jonico, Enrico Randazzo, di 64 anni, accusato di abusi sessuali nei confronti di un uomo di 32 anni con un grave disagio mentale. L’imputato fu arrestato il 24 luglio del 2010 insieme ad altre tre persone (tutti pensionati di età compresa tra i 66 e i 73 anni, con precedenti specifici) già condannate con rito abbreviato a pene comprese tra i 4 anni e due mesi e i 5 anni e 2 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, gli arrestati adescavano la vittima in un negozio di orologi, in auto o in un garage con banali scuse, la promessa di lavori o in cambio di pochi spiccioli, e lo sottoponevano ad abusi sessuali. Il disabile si è poi confidato con il personale di Carosino (Taranto) dell’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale (Anffas) ed è scattata la denuncia. Il pm Lucia Isceri aveva chiesto per Randazzo la condanna a 8 anni e sei mesi. »
Da Taranto a Brescia. Dove un’altra squallida vicenda è venuta alla luce, in un contesto comunque ancora dai contorni non chiari.
Tre sono gli anni di reclusione a cui il Tribunale di Brescia ha condannato un trentenne della Franciacorta, riconosciuto parzialmente invalido mentale (sic) e reo di aver abusato della propria sorella gravemente disabile.
La ragazzina era stata tolta all’età di 14 anni dalla famiglia, dietro pressioni di una insegnante attenta che, insieme ad uno psicologo, aveva fatto emergere anni di soprusi e violenze di ogni sorta.. La bimba veniva infatti abusata dal padre, dal fratello e pare anche da alcuni amici di famiglia (mai individuati).
Il padre morto nel 1996 grazie alla tempistica dei processi nel nostro paese non è mai stato condannato. Diversa sorte al fratello che però grazie alle motivazioni di cui sopra, ha preso solo 3 anni di condanna.
L’imputato in aula ha sempre negato di essere stato lui ad abusarla, affermando: “che la sorella è ossessionata dal sesso e che aveva provato lei a sedurlo ma lui aveva rifiutato”.

Le intercettazioni permettono l’arresto di ennesimo pedofilo!

Le intercettazioni permettono l’arresto di ennesimo pedofilo!
Ancora una volta grazie alle intercettazioni i Carabinieri hanno arrestato un pedofilo. Ed ora si sta lavorando (periziando ad esempio il materiale informatico sequestratogli a casa o analizzando al sua pagina in Facebook!) per capire se la vittima sia più di una. I fatti sono accaduti a Drenchia (Udine) dove il consigliere comunale Ugo Bucovaz è stato arrestato con l’accusa di violenza a danno di una minorenne, oggi di anni 17. Le violenze sarebbero iniziate quando la bambina di anni ne aveva 11. Figlia di amici, lui la seguiva nell’attività sportiva e nel fare i compiti (sic).
Graie ad un tema fatto a scuola la bimba ha raccontato i suoi malesseri e da lì è partita l’indagine, che grazie anche alle intercettazioni ambientali ha portato dopo due mesi, all’arresto dell’insospettabile 52enne.

 

La foto del pedofilo Giovanni Bocchio. Se lo vedete avvisate subito il 112 o il 113!

WANTED.

 

Quest’uomo è per la Cassazione un pedofilo.
Si chiama Giovanni Bocchio e di lui si è parlato qua:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/come-operano-i-pedofili-il-caso-di-finale-ligure-e-del-pedofilo-giovanni-bocchio.html
Sarebbe già dovuto entrare in carcere, dopo la condanna definitiva, ma non si trova.
Questa è la sua foto data dalla Procura alla famiglia della bimba abusata.
Fatela girare per favore ovunque. Lui è un alessandrino ma gli abusi si sono svolti a Finale Ligure.
Se lo vedete NON intervenite in alcun modo, ma contattate IMMEDIATAMENTE il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Alessandria, che si occupa del caso. Oppure chiamate il 112 o il 113 e segnalate dove si trova, o qualsiasi altra informazione utile al suo ritrovamento.
Lo dovete a tutti i bimbi di questo paese….

Bolzano, bimbo di 9 anni sfugge a un rapimento

Nei nostri corsi a scuola insegniamo proprio questo ai bimbi. A urlare il più forte possibile, per attirare l’attenzione degli adulti “buoni”, non accettare “passaggi” da sconosciuti anzi addirittura non rispondere se ci chiedono informazioni (le informazioni si chiedono agli adulti non ai bambini).
Lo facciamo sperando non serva mai, e quando leggiamo notizie così…bhè….ammettiamo una stretta al cuore…

Bolzano, bimbo di 9 anni sfugge a un rapimento”.
Il tentativo a S. Genesio Atesino mentre tornava da scuola.
Due uomini in auto lo avrebbero avvicinato e uno di loro lo avrebbe afferrato per il braccio, mentre l’altro cercava di spingerlo all’interno della vettura. Ma il piccolo ha reagito mettendosi a gridare e divincolandosi dalla presa. I carabinieri indagano e non escludono la pista pedofilia.
Bolzano, 24 marzo 2012 – Racconto choc da parte di un bambino di 9 anni rimasto vittima di un tentativo di rapimento. Il fatto è accaduto due giorni fa (la notizia è stata resa nota oggi dal quotidiano “Alto Adige”) nel paesino di montagna di San Genesio Atesino, località non distante da Bolzano.

Il bambino, che da scuola stava tornando a casa, è stato avvicinato da un’auto Volkswagen Golf con a bordo due uomini.
Uno di loro lo ha afferrato per un braccio. Pochi secondi il secondo uomo è sceso dalla vettura con l’intenzione di spingerlo all’interno dalla portiera posteriore. A questo punto il ragazzino si è messo a gridare e, dopo essersi liberato, è scappato verso casa. Dopo aver ascoltato il racconto del ragazzino, decisamente spaventato, i genitori si sono recati dai carabinieri e hanno denunciato l’accaduto. I militari dell’Arma, che non escludono la pista pedofilia, stanno indagando su quanto accaduto nelle vie del centro del tranquillo paesino altoatesino.

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