Archivio di aprile 2012

A processo preside, per aver coperto gli abusi del docente su 8 bimbi disabili.

Ci chiediamo sempre come sia possibile che certi abusi avvengano nelle scuole. E forse questa è una risposta:
«Un atteggiamento connivente volto a coprire gli abusi anche sessuali perpetrati da un insegnante di sostegno nei confronti di otto alunni minorenni e disabili dell’Istituto comprensivo di Cogorno». È durissimo l’atto d’accusa formalizzato dalla Procura di Chiavari nei confronti di Gianfranco Spaccini, attuale preside del liceo “King” di Genova e reggente della scuola nel levante all’epoca dei fatti. Spaccini, il prossimo 22 maggio, dovrà comparire in aula, per l’udienza preliminare. Con lui il professore arrestato a novembre, Emilio Cella, e una docente, Nicoletta Daniele. Il caso era stato rivelato dal Secolo XIX nei mesi scorsi, ma solo recentemente il nome di Spaccini è saltato fuori dalle carte dell’inchiesta. In particolare, è scritto nell’avviso di conclusione dell indagini preliminari, «nella sua qualità di dirigente reggente scolastico dell’Istituto comprensivo di Cogorno per il solo anno scolastico 2010/2011, Spaccini ometteva di denunciare all’autorità giudiziaria e di procedere disciplinarmente o di attivarsi per accertare, sanzionare e impedire la commissione di atti di percosse, ingiurie, minacce e altri abusi sui alunni diversamente abili e minori di età, ovvero atti sessuali o comunque osceni ascrivibili al docente di sostegno Emilio Cella». Una tela connivente che sembrerebbe esser stata finalizzata a coprire le presunte malefatte di Emilio Cella.» FONTE IL SECOLO XIX .

“Passaparola. C’è una bimba disabile da abusare”.

“Passaparola. C’è una bimba disabile da abusare!”.

Spesso, davanti a casi di pedofili arrestati ci chiediamo “ma quante vittime può aver fatto un singolo predatore?”. Nel caso della storia di oggi  (e che ben conosciamo avendone più volte parlato – http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-fidanzato-di-mia-sorella-lei-11-anni-e-lui-63.html ) il quesito è “ma quanti sono i predatori su una singola bambina?” E, possibile che NESSUNO si fosse mai accorto?
Il caso è quello della bimba disabile di 12 anni del paesino di Inverno.
Quattro gli adulti coinvolti. Cinque da ieri. È ufficialmente entrato nel registro degli indagati anche Rocco Belviso, 79 anni di Albuzzano, a cui il magistrato contesta l’accusa di violenza sessuale. Leggiamo che “il suo ruolo, tuttavia, sarebbe più marginale, tanto che Belviso è l’unico, degli imputati, ad affrontare il processo da uomo libero. Sono invece agli arresti domiciliari, per le stesse accuse, Sebastiano Margarone, un fruttivendolo di 46 anni di Santa, e Angelo Cremascoli, una guardia giurata di 56 anni che abita alla frazione Monteleone . Per entrambi, oltre che per Belviso è stata fissata l’udienza di giudizio immediato per il 19 settembre 2012. Una data, comunque, che potrebbe ancora cambiare se gli avvocati dovessero fare richiesta di riti alternativi, come l’abbreviato. Si aprirà il prossimo 6 giugno il processo per Luciano Finotti, 63 anni di Inverno, che era stato arrestato lo scorso luglio insieme a Berengario Borromeo, 74 anni, già processato e condannato la scorsa settimana a sette anni di reclusione”.
Ma torniamo al quesito. Come poteva un intero paesino non sapere, ma soprattutto quanta gente si è passata la voce che, sulla piazza c’era una ragazzina di 12 anni,da poter abusare?

Il domandone…..

Domanda:
fareste organizzare attività sportive durante una delle più importanti manifestazioni dedicate all’infanzia (e quindi avente come utenti i bambini) ad una persona condannata in primo grado per abusi?
Perdonerete se non dico dove (….per ora), ma pare sia accaduto pure questo……

Pena ridotta all’abusante perchè di cultura modesta…..

Partiamo dalla frase dell’avvocato difensore, che ha insistito sul concetto di “famiglia problematica”.
Passiamo alla pena, irrisoria: 3 anni e 4 mesi. Per “violenza sessuale contro al figlia e maltrattamenti contro la moglie”.
Arriviamo ai fatti: da un paio di giorni è in carcere un contadino sessantenne residente in provincia di Padova, reo di aver abusato la figlia (“tu dovrai sostituire la mamma a letto”!) affetta da disturbi della personalità e di aver maltrattato la moglie (che soffre di ritardo mentale) obbligandola anche ad avere rapporti sessuali con altre persone davanti a lui.
I fatti sarebbero accaduti dal 2002 al 2008. Un periodo di tempo lunghissimo se pensato nell’ottica del male ricevuto.
La cosa che colpisce dall’entità della condanna è che pare si sia tenuto conto la scarsa cultura dell’imputato (che non ha comunque ottenuto nemmeno la richiesta semi infermità mentale), in quanto avente solo la terza elementare.
La famiglia quindi, culturalmente povera e disastrata come alibi ad una serie di violenze che hanno segnato persone già di per sé ferite.
Non vediamo l’ora di avere tra le mani la sentenza per capirne di più. Per ora ci limitiamo a evidenziare – e denunciare –  la follia anacronistica di un simile giudizio…..

Pedofilia a Palosco.

Per leggerlo, cliccate sulla fotografia che così si apre.

Continuano le indagini. Ci sono forse altre vittime del maestro pedofilo?

Continuano le indagini sul caso del maestro di Palosco, Aristide Mazza.
I Carabinieri stanno indagando per capire quanti e quali siano le vittime coinvolte ed il materiale informatico sequestratogli, viene analizzato per vedere se all’interno ci sia pure del materiale pedopornografico.
Intanto leggiamo su alcuni giornali che gli abusi sarebbero “presunti” e ci chiediamo se non bastano delle immagini inequivocabili per parlare di abusi. È sempre la solita storia, il garantismo integralista surclassa la logica e la verità.
Sabato il Giornale di Bergamo (che ringraziamo) ha ripreso un nostro post e l’ha addirittura messo in prima pagina.
Insieme a quelle domande, oggi en aggiungiamo un’altra.
I pedofili è scientificamente provato essere recidivi. Lo dice qualsiasi studio sul loro comportamento.
Aristide Mazza ha quasi 60 anni. Siamo così sicuri che abbia “iniziato” solo ora, oppure ci possono essere là fuori delle vittime che l’hanno “incontrato” magari addirittura anni fa?
Chiunque abbia informazioni, anche le più “piccole”, per favore contatti senza alcun timore la Procura di Bergamo, i carabinieri oppure anche la nostra associazione, grazie!
So che collaborerete…e riporto alla vostra memoria cosa è accaduto ad una bimba….bergamasca…..si chiamava Yara…..: che non vinca il silenzio quindi!
E che questo ennesimo caso, sia forse quello che serviva per rimettere le cose al giusto posto:
pedofili fermati e bambini tutelati.

 

Appello alle vittime del maestro pedofilo: contattateci!

Il maestro pedofilo bergamasco ha finalmente un nome. Questo.

Partiamo dal nome: Aristide Mazza, uscito finalmente oggi su Il Giornale di Bergamo. Sposato, con due figli ed un nipotino, a fine anno sarebbe andato in pensione…
Passiamo al paese: Palosco, provincia di Bergamo, sul confine con la provincia di Brescia.
I fatti, già li conoscete: il maestro, pedofilo, colto in flagranza di reato, dai Carabinieri della Stazione di Martinengo proprio mentre durante le ore di lezione si appartava in un laboratorio interno alla scuola con una sua vittima.
Ieri ha ovviamente fatto scena muta. Inutile dire che lo scenario sarebbe stato diverso se non ci fossero state le immagini (“inequivocabili”) a bloccarlo.
In tal caso oggi leggeremmo che si è difeso, negando la sua colpevolezza e parlando di bambini che hanno male interpretato le sue azioni. E dietro di lui schiere di codardi complici a difenderlo.
Ma grazie al lavoro dei Carabinieri non è andata così.
Aristide Mazza ieri ha fatto quello che fanno i predatori di bambini quando vengono scoperti: ha mostrato tutta la sua codardia ed, in silenzio, ha abbassato gli occhi davanti a chi lo interrogava. Un adulto, che quindi non poteva soggiogare…

 Nota: è al vaglio degli inquirenti il materiale informatico che gli è stato sequestrato a casa Mazza.

Ieri la lettera di Mary all’abusante. Oggi il suo sms. Per dirvi solo GRAZIE!

Ieri abbiamo pubblicato la lettera di Mary al suo abusante.
Oggi ci arriva questo sms:
“…se puoi quando puoi ringrazia coloro che hanno commentato il mio sfogo che hai messo anche su Facebook,
i loro commenti hanno fatto davvero bene….”.

……Grazie a tutti!

Maestro pedofilo bergamasco presto ai domiciliari?

Maestro pedofilo bergamasco presto ai domiciliari?
Ieri ne abbiamo parlato. Con toni volutamente provocatori. Oggi rientriamo nella normalità della anormalità.
Ponendoci le domande che spesso in questi casi ci poniamo ma anche interrogandoci, pubblicamente, sul futuro di questo tizio.
Lui A. M. maestro in una scuola elementare in provincia di Bergamo (scuola che apre abbia una levata presenza di bimbi stranieri e con handicap…), quasi sessantenne. Bravo parrocchiano e paesano, già presente nelle liste comunali alle precedenti elezioni, da martedì è dove tutti quelli come lui dovrebbero stare: in carcere.
Abusi per ora accertati pare su due bambini. Abusi accertati e certificati dalle riprese delle telecamere piazzate dalla Procura di Bergamo, che lo hanno quindi colto in flagranza di reato e senza le quali, temo, lui avrebbe già avuto quelle ignobili difese di piazza che ben conosciamo. Invece chi lo difende usa mezzi più subdoli, e coerenti, ma meno plateali.
Il paese è ovviamente sotto shock soprattutto per quella malsana idea (che citiamo ogni volta soprattutto nelle nostre conferenze) per cui il pedofilo debba per forza essere un mostro.
Pensando al pedofilo come ad un orco, un mostro appunto, ovvio che quando ce lo ritroviamo con la faccia rassicurante del maestro elementare a tutto pensiamo tranne che alla vera natura dei fatti.
È a causa di questa errata forma mentale che certi soggetti spesso la fanno franca.
Per questo forse è il caso di cambiarla, restituendo (nella follia) la normalità (capite vero cosa sto dicendo?!) all’anagrafe di questi predatori.
Uomini insospettabili. Dall’abile facciata. Spesso senza difetti alcuni. Ma dietro la facciata medesima, cacciatori di bambini.
Come dicevo in apertura oggi è tempo di domande e di riflessioni ad alta voce, mentre aspettiamo che il pedofilo venga interrogato.

Domanda numero 1: il soggetto scommetto fin d’ora sottolineerà che il suo stato di salute non è compatibile col regime carcerario. Magari soffre di cuore (vista l’età chi non ha qualche piccolo problema alle coronarie) e l’arresto non ha certo favorito l’equilibrio delle palpitazioni. Quindi, scommettiamo che a breve ce lo vediamo ai domiciliari?

Applicando peraltro la regola che non potrebbe fuggire né reiterare i fatti (essendo questi accaduti a scuola!).

2) I fatti…accaduti a scuola… questo ci porta alla seconda domanda.

Possibile che ancora una volta, durante le ore di lezione, si possano prendere bambini, allontanarli dalla lezione ed abusare ABUSARE SESSUALMENTE di loro senza che nessuno veda/senta niente?

3) A tal riguardo, cosa sta facendo la scuola per rimediare all’involontario danno arrecato? Ha a disposizione operatori che intervengano dando supporto a tutti i bambini e le loro famiglie?

4) Supporto…bambini e famiglie…rilanciamo un appello: i genitori delle vittime, ma anche dei bambini frequentanti la suola, che hanno bisogno di sostegno, ci contattino: info@associazioneprometeo.org oppure Tel. 035 656895 Grazie!|

Nota: ieri (anche a mezzo stampa) abbiamo sottolineato la bravura della Procura di Bergamo, nell’aver svolto le indagini. Oggi evidenzio la bravura e la professionalità de del Provveditore scolastico della provincia di Bergamo che ha immediatamente inviato all’ufficio regionale, la richiesta di sospensione cautelare del docente.
Perché la cosa mi sorprende? Perché se pensate a come si sono mossi nella vicina Brescia per la maestra arrestata (anche qua grazie alle telecamere) poiché picchiava i bambini, notate come ci sia un abisso di cultura tra i due interventi. Per ripassare:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/maltrattamenti_a_scuola.html

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