Archivio di maggio 2012

Bambini scomparsi. La storia di Etan.

Bambini scomparsi. La storia di Etan.

Trentatrè anni fa (25 maggio 1979)  l’America si fermò. Tutti cercavano un bimbo, il cui nome oggi torna a risuonare nelle orecchie degli americani:
Etan Patz.
Uscito di casa, nel quartiere di Soho, stava andando a prendere l’autobus. Era una delle prime volte in cui usciva da solo. Percorse poche decine di metri e poi svanì nel nulla.
Subito fu setacciata l’intera zona e schedati decine di pedofili, ma di Etan nulla.
Di lui si occuparono davvero tutti e in sua memoria l’anno dopo l’allora presidente Ronald Reagan, nel 1980 varò la Giornata nazionale dei bambini scomparsi.

Oggi le cronache ci riparlano di lui. Pare che la polizia abbia fermato un uomo che allora lavorava come garzone in una bottega davanti alla quale Etan passò. L’uomo ha confermato di averlo attirato con una scusa, e poi fatto a pezzi. All’epoca era un giovane di 18 anni e fu tra gli “schedati” di cui sopra.
A tutt’oggi lo stesso che non ha problemi a confermare di aver massacrato un bimbo nega l’abuso sessuale.
I genitori di Etan non possono comunque piangere i resti del proprio piccolo. Il presunto assassinio ha dichiarato di averlo “smaltito” tra i rifiuti…..

Rinascere. Un imperativo!

Ai bimbi di Rignano.

Vi aspetta la vita. Che ha già tardato troppo. Il resto lasciate che se lo sbrighino gli adulti. A voi non deve interessare. A voi deve interessare l’amore dei vostri genitori, di chi vi vuole davvero bene di chi ha il dovere di garantirvi un futuro migliore.

Questo non è un paese per bambini!

18:05 TIVOLI – Sono stati assolti i cinque imputati nel processo sui presunti abusi sessuali ai danni di bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. I cinque, tre maestre, una bidella e un autore tv, erano accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona e atti osceni.

Impossibile commentare. Questo blog chiude per lutto!
Solidarietà ai bambini e alle loro famiglie.

Subisce abusi. Non le credono. Ri-subisce abusi. Rimane incinta. Burkina Fasu? No, Bergamo, Italia.

Subisce abusi. Non le credono. Ri-subisce abusi. Rimane incinta. Burkina Fasu? No, Bergamo, Italia.

Non voglio ripetermi oggi. Non ne ho proprio voglia. Quindi mi limiterò a riportare i fatti. Lasciando ai vostri pensieri la conferma di ciò che avrei scritto.
Dico solo una cosa. Che d troppo tempo sono costretto a ripetere: questo è il frutto che rispecchia perbene questa società anti-bambino. Ma è anche la dimostrazione che i bimbi hanno imparato a difendersi da soli. Registrando gli abusi da parte del papà come fece quella bimba di Milano, oppure (e lo dico in modo volutamente cinico)…rimanendo incinta.
Questi i fatti:
la bimba ha 10 anni. Viene abusata dal patrigno. Ch8ede aiuto. La madre la manda dallo psicologo (VOGLIAMO, ANZI ESIGIAMO DI SAPERE IL NOME E SOPRATTUTTO L’ENTE DI APPARTENENZA! PERCHE’ I CASI SONO DIVENTATI TROPPI…) il quale non la ritiene credibile.
La bimba torna tra le fauci dell’orco che la ri-abusa per tre anni. Fino a quando la piccola (13enne)finisce all’ospedale. Causa: la gravidanza.
Abortisce e l’esame del dna conferme la paternità. Del predatore che grazie al rito abbreviato ha usufruito dello sconto di pena e ieri a Bergamo (non nel Burkina Fasu), ha preso 7 anni.

Abusò di bimbo disabile. Prete in carcere!

Abusò di un bimbo disabile. Prete in carcere,. È finalmente entrato in carcere, con una condanna definitiva a 8 anni di carcere (ma la pena residua da scontare è di 7 anni 6 mesi e 8 giorni), don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio, reo di aver abusato un bimbo affetto da un deficit mentale. Da ieri si trova nell’accogliente carcere di Bollate, insieme a tanti altri predatori, tutti riuniti lì. Ve liimmaginate i dialoghi? “Tu come facevi?”. “ Sai, io li cacciavo così”. “Ricordo quella volt ain cui entrai in quel asilo dove…”. Meglio fermarsi qua!

Vicenza. Sei anni allo zio pedofilo.

Di lui non si sa il nome. Ma si sa che la Cassazione lo ha condannato in via definitiva appunto a sei anni di reclusione.
Sei anni. Come l’età che aveva la sua nipotina quando iniziò ad abusarla
Lui di anni ne ha esattamente quaranta in più, fa l’operaio e risiede nell’hinterland cittadino.
Avendo poco lavoro, all’epoca dei fatti e stando quindi spesso a casa si era offerto di fare da baby sitter alla nipotina.
La piccola aveva sviluppato molti indicatori di abuso: paure improvvise, cambiamento di umore, richiesta di non stare più con lo zio, comportamenti aggressivi e scatti di ira.
Quando la mamma cercò di approfondire cosa la turbasse la piccola ha avuto il coraggio di raccontarsi.
Il resto riporta ai giorni nostri. Condanna definitiva. E carcere per il predatore di bambini.

 

Risposta alla suora che difende il prete pedofilo.

Questo messaggio appare nei commenti del post Lettera di una suora (lo trovate due post più sotto). Ma ha riassunto così bene i commenti che avete scritto in privato e in facebook che lo riporto all’attenzione di tutti:

“Ciao, non ci conosciamo (chissà come mai?) sono una donna!
Vivo in Italia e
con il loro permesso, convivo con bambini abusati.
Credo proprio che tu non possa immaginare quanto queste piccole creature abbiano bisogno di essere ascoltate e credute.
Mi rendo conto che per te è più facile “accogliere” l’amato don
piuttosto che fermarsi ad asciugare lacrime sante..
Però… certo tu ne vedi tante di situazioni difficili…tu lavori in una prigione……
bene, sappi che chi viene abusato non lavora ma “vive” la prigione senza aver fatto nulla di male.
“hai pensato di chiedere a Dio cosa ne pensa di don marco?”
io si!
Dopo un lungo e sofferto percorso chiedo a queste piccole vittime cosa ne pensano dei loro carnefici…
e (sempre io) tutti i giorni sono davanti a Dio!
tutti i giorni preparo a Lui la colazione, tutti i giorni Lo lavo, Gli disinfetto le piaghe, Lo ascolto e Lo rispetto…cercando di farGli capire che non è Lui ad essere sporco.
Ho fatto veramente fatica a leggerti
non hai mai speso una parola per le vittime
da una cara amica di un condannato avrei preferito una lettera di scuse….l’avrei letta ai bambini…..
malgrado tutto quello che hanno dovuto subire…Loro sanno perdonare.
suor Virna il tuo non è un “articolo”
ma “uno schiaffo a Dio”.

 

Grandissimo successo per la nostra conferenza di sabato scorso.

Grandissimo successo per la nostra conferenza di sabato scorso, quando come relatori davanti ad una platea di rappresentanti delle forze dell’ordine, abbiamo avuto genitori di bimbi abusati e adulti che da piccoli avevano subito loro stessi abusi, da parte di parenti, amici, preti, maestri, educ-attori…..
Vedere che per 8 ore tutti hanno seguito con un attenzione incredibile ed un silenzio interrotto solo dalla commozione, ha significato tantissimo per i nostri “relatori” . Che non si sono sentiti nient’affatto giudicati, ma accolti.
Ed oggi, insieme a noi, sono pià che certi che se un domani un bambino dovesse bussare alle porte della Polizia o dei carabinieri intervenuti, chi gliel’aprirà si ricorderà di quei bambini che con grande dignità e coraggio si sono raccontati aprendo il loro cuore.
Grazie davvero grazie a tutti. Oggi non aggiungiamo altro (se non che replicheremo sicuramente questo tipo di conferenze) ma chiudiamo riportando uno tra i tantissimi messaggi giunti da una delle persone che hanno potuto seguire l’evento:

“Oggi sono particolarmente contento per aver assistito ad uno dei corsi piu’ belli ed utili che abbia mai frequentato nel mio servizio in Polizia. Complimenti a Te per cio’ che fai e tanta solidarieta’ a XX , YY e tutte quelle persone che sicuramente con grande sacrificio hanno affrontato ed esposto le proprie gravi vicissitudini.
Rimango a Vostra disposizione per cio’ che in futuro io possa essere utile ad assicurare tali mostri alla giustizia.
Con stima”.

Lettera di una presunta suora, amica di un prete. Pedofilo.

Riceviamo da una presunta suora, amica di un prete. Pedofilo. 

ciao,
non ci conosciamo. Sono una suora.Sono capitata nel tuo sito e il motivo lo capirai presto.
mi fa piacere vedere il lavoro che fate per combattere la pedofilia; capisco molto bene il vostro desiderio di combatterla e di condannarla. Io vivo all’estero e lavoro in un carcere;non puoi immaginare quanta sofferenza vedono i miei occhi, quante terribili storie di abusi ascolto ogni giorno. A volte cerco di immaginare  il dolore di Dio davanti a tutte le  persone vittime di abusi. Quante ne incontro!
come puoi capire odio la pedofilia e il male che porta con se.
ma arrrivo al punto;don marco, un prete che e’ stato condannato dalla giustizia e che voi avete attaccato sul vostro sito e’ un mio caro amico.
certo, per voi e’ facile condannare lui e chi come me lo difende. Tipico: la chiesa e gli stupidi che ne fanno parte difende i suoi preti.
quello che io mi chiedo, davanti al dolore che questa condanna ha inflitto a don marco e a tutte le persone che lo conoscono e lo amano, non vi siete mai chiesti se tutto questo non fosse vero? non avete mai messo in dubbio la sua colpevolezza?
no certo! ovvio perche’ la giustizia lo ha condannato!
io lavoro in prigione e credimi, non puoi immaginare quante volte la giustizia non faccia il suo corso. Persone che dovrebbero essere in prigione sono liberamente e pericolosamnete fuori e persone innocenti sono condannate ingiustamente.
Credimi dopo tutto quello che ho visto non e’ facile credere nela giustizia!
come ti sentiresti tu se domani qualcuno ti accusasse del peggiore dei crimini? cosa proveresti? e se oltre a questo la gente di guardasse come se fossi un mostro? come ti sentiresti?
avete mai pensato di chiedere a Dio cosa ne pensa di don Marco?
avete dimenticato che Gesu’ Cristo e’ stato accusato ingiustamene?
voi credete che lo difendiamo perche’ e’ un amico, ma non avete mai pensato che forse lo difediamo e lottiamo per lui perche’ lo conosciamo ?perche’ chi lo conosce non puo’ che vedere un cuore buono, innamorato di Dio e che ha speso e spende  la sua vita per le persone che Dio gli ha affidato!
Secondo te lo difenderemmo se avessimo anche solo il minimo dubbio che e’ colpevole?
I pedofili devono pagare e i preti pedofili devono pagare ancora di piu’; ne la chiesa ne nessuno di noi lo mette in dubbio.
ma ricordatevi che il signore ci chiede di non condannare per una ragione semplice; perche’ non sappiamo la verita’.
come ti sentiresti se sapessi di collaborare con il tuo sito a diffondere una menzogna? se il tuo sito che difende i bambini e condanna la pedofilia condannasse un innocente?
un giorno anche noi saremo davanti a Dio, no dimentichiamolo,anche voi.
mi piacerebbe che mi rispondessi e che publicassi sul tuo sito questo articolo.
o forse pubblicate solo quando si sputa addosso ai preti?
grazie dell’ascolto.
sr virna

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Incommentabile. Anzi una cosa la diciamo. È fin troppo facile far passare per anticlericale chi chiede che dalla Chiesa vengano cacciati a calci nel sedere quei bruttissimi esempi il cui crimine vale il doppio. Proprio perché commesso sotto il nome di Dio ma nelle veci del Diavolo.
Come scrisse Papa Paolo VI «attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa» e di odore di bruciato questa mail è piena zeppa…..

Sulla motivazione “io lo conosco bene quindi non è colpevole” abbiamo invece scritto così tante volte su questo blog da non aver più voglia di parlarne. Se non ricordando per l’ennesima volta la testimonianza di Traudl Junge segretaria personale di Adolph Hitler. La quale in una intervista fatta alcuni anni fa prima di morire disse che in fondo Hitler era una brava persona, amava molto i suoi cani e lei, pur essendole stata così vicina, non poteva immaginarsi il male che lui stava commettendo.

 Nota: i lettori ci chiederanno, ma a quale Don Marco si riferisce la “sorella”? Non ci è dato saperlo e sinceramente applicando la politica di tolleranza zero non leggeremo alcuna mail dalla suddetta qualora dovesse perdere altro tempo a scriverci.
Spiacenti quindi la risposta non c’è.
Ma s epensiamo alle condanne, potrebbe essere:

DON MARCO Casale, recentemente arrestato in quel di Como.

DON MARCO Baresi, già vice rettore del seminario di Brescia, condannato in via definitiva per detenzione di materiale pedopornografico e abusi su un minore e in attesa di processo poiché la Cassazione, che ha confermato al pena, ha chiesto di rivedere i reati accaduti dopo il 2004?

DON MARCO Dessì, operava nelle missioni e mentre la gente viveva in condizioni di estrema povertà lui viaggiava con auto di lusso e consumava pasti da pranzo di nozze, cacciato dalla Chiesa dopo la condanna per detenzione di più di mille files pedofili e abusi su tre bambini, quello che nelle intercettazioni telefoniche faceva capire che certi testimoni potevano essere fatti sparire?

DON MARCO Cerullo, viceparroco a Casal di Principe e insegnante di religione a Villa Literno, arrestato in flagranza di reato mentre abusava di un bimbo di 11 anni e condannato in Cassazione a 6 anni e 8 mesi.
Chissà di chi parla. Il dubbio resta.
Come i fatti!

CONTINUA…..CON I VOSTRI COMMENTI.

Le vittime parlano alle forze dell’ordine. Conferenza.

Bergamo, 19 maggio 2012 – Conferenza unica nel suo genere quella organizzata oggi (19 maggio) dall’Associazione Prometeo onlus, a Bergamo. Una decina di adulti, da piccoli vittime di abusi e di genitori di bimbi abusati in vari contesti (famiglia, scuola, chiesa, sport), oggi parleranno davanti ad una platea di un centinaio di rappresentanti delle forze dell’ordine. “Scopo di questo incontro” ha dichiarato Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, “che segue due conferenze tenute insieme agli operatori di Scotland Yard, è quello di fare sì che quando un domani questi agenti si occuperanno di abusi, si ricordino dei bimbi che hanno incontrato oggi. Senza esagerare possiamo affermare che mai prima d’ora al mondo era stata tentata una simile conferenza, che replicheremo sicuramente in tutta Italia nei mesi a seguire”. L’Associazione Prometeo Onlus è nata poco più di 10 anni fa su idea di Massimiliano Frassi. In poco tempo è diventata, grazie all’impegno costante di Tutti i suoi operatori, un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si accosti al problema, sempre più dilagante, della pedofilia.

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